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Chiude la sesta edizione di Slow Fish

 

«L’apertura al pubblico del Porto Antico è la strada
giusta per diffondere la cultura del mare»
Una formula che ha soddisfatto gli organizzatori - Slow Food e Regione Liguria con la collaborazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali - gli espositori e soprattutto il pubblico, appassionati e turisti di passaggio che sono venuti a Genova per partecipare agli appuntamenti di Slow Fish e godere dell’atmosfera del Porto Antico. Grande l’interesse per gli argomenti proposti in tutti gli spazi della manifestazione e tantissimi i visitatori che si sono avvicendati tra le colorate bancarelle. Non solo quindi l’attrazione del grande chef o la curiosità dell’assaggio, ma anche la voglia di saperne di più in fatto di pesce, pesca e vita nei mari.

È questo in sintesi il bilancio dei 4 giorni dedicati al pesce buono, pulito e giusto in cui è stato registrato il tutto esaurito - soprattutto nel week end - nonostante la cancellazione di tutti i momenti di festa, come il concerto di sabato sera dei Kachupa e l’Asta del Riciclo organizzata con Amiu e Ricrea prevista per oggi, in segno di rispetto per le vittime dell’incidente al Molo Giano.

«Il successo di Slow Fish non è la soluzione dei problemi del mare e della pesca», ha dichiarato Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, «ma è un piccolo segnale positivo di come il dialogo tra pescatori, consumatori, ristoratori e mondo scientifico renda più facile trovare strade potenzialmente vincenti».
Gli fa eco l’assessore regionale all’agricoltura e alla pesca, Giovanni Barbagallo: «I quattro giorni di Slow Fish per noi sono stati una formidabile occasione di promozione del pesce locale e degli altri prodotti dell’eccellenza alimentare ligure».

Ma vediamo cosa è successo nel dettaglio. L’aspetto educativo e divulgativo è stato l’arma vincente su cui, soprattutto quest’anno con l’evento a ingresso gratuito, abbiamo voluto puntare. La Ludoteca, con gli appuntamenti per i più piccoli, è stata il punto di riferimento per le scuole giovedì e venerdì e per le famiglie nel week end, con bambini (e genitori) appassionati per il disegno dei pesci dal vero e le verdure dell’orto da scoprire insieme, per poi salire a bordo di un peschereccio e imparare i trucchi di conservazione delle sardine direttamente dai pescatori. Non solo cultura materiale a Slow Fish: i Laboratori dell’acqua e le conferenze sul Palco sono stati frequentatissimi, a dimostrazione che, utilizzando un linguaggio non ostico e trattando temi di interesse comune, si possono raggiungere tutti.

Al completo gli appuntamenti di Scuola di cucina dei Master of Food con premio speciale a un’appassionata che ha partecipato a tutte le 8 lezioni in programma: «Non è il primo corso di cucina a cui mi iscrivo, ma qui ho imparato tecniche di cui nessuno mi aveva mai parlato». La nuova formula dei Fish ‘n’ Chef ha entusiasmato sia i cuochi sia gli spettatori, che hanno approfittato del dialogo diretto con il cuoco e dell’atmosfera coinvolgente consentita dal bancone con soli 25 posti intorno. Frequentatissima l’Enoteca che, oltre a consentire a tanti curiosi di assistere dalla “retroguardia” agli appuntamenti con i maestri della gastronomia italiani e internazionali, ha diffuso la cultura del vino di qualità delle cantine aderenti al Progetto Vino di Slow Food. Una curiosità: oltre agli ovvi bianchi, molto richiesti sono stati i rossi perché a detta degli avventori «non è così facile trovare una carta dei vini così ricca». Il luogo in cui più facilmente si percepisce il valore della biodiversità è il Bistrot dell’Alleanza, con gli chef che hanno interpretato i prodotti dei Presìdi Slow Food per il pubblico di Genova e che durante l’anno li promuovono nei menù dei loro ristoranti. Alla brigata internazionale del Bistrot, che ha prestato servizio volontariamente, va il sentito ringraziamento degli organizzatori, così come alle decine di volontari che hanno collaborato alla gestione complessiva dell’evento e hanno animato le aree delle associazioni Slow Food regionali.

Tutto esaurito al Mercato già da ieri sera quando molti espositori avevano finito il prodotto, e non solo quelli che vendevano pescato fresco o conservato, ma anche i Presìdi Slow Food e gli altri produttori che proponevano formaggi, ortofrutta, pani, conserve, oli e liquori. Prese letteralmente d’assalto le ostriche olandesi del Presidio, che già venerdì sera sono state ordinate nuovamente ai produttori affinché anche i visitatori del fine settimana potessero goderne. Scoperto dai turisti, e soprattutto dai genovesi, il Mercato ittico che ha fatto il pienone grazie all’apertura straordinaria durante Slow Fish, mentre solitamente è accessibile per la vendita al dettaglio dalle 7,45 alle 8,30 del mattino. Seguitissima la spettacolare Asta del pesce che ogni giorno ha permesso agli offerenti di portare a casa chili e chili di pesce freschissimo a prezzi davvero imbattibili. Addirittura, oggi pomeriggio l’asta non si è tenuta per mancanza di pesce, dato che tutto il pescato della notte è andato a ruba nelle prime ore del mattino.

Ultima nota: impossibile per i vacanzieri dell’ultimo minuto trovare una camera a Genova e dintorni ieri sera. Questo anche grazie alla presenza in città di 300 soci Slow Food venuti per partecipare all’Assemblea delle Condotte di Slow Food Italia.

 

Slow Food: Elisa Virgillito, +39 0172 419666 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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