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20a EDIZIONE DI NEBBIOLO PRIMA

Di Virgilio Pronzati

Il Piemonte, in particolare l’Albese, fa

parte delle migliori regioni vitivinicole

del mondo.

La sommelier Deja Marlena e la nota

giornalista Inga Vaišļa

 

 

 

Oltre all’indubbia vocazione viticola, da alcuni decenni sono ulteriormente migliorate le tecniche sia nel vigneto che in cantina. Da qui vini sempre più complessi e armonici. Non è a caso che Nebbiolo Prima (fino al 2010 era Alba Wines Exhibition), una delle maggiori manifestazioni vinicole di livello internazionale, si tenga da ben 20 anni ad Alba. L’attuale edizione come sempre organizzata dall’Unione Produttori Vini Albesi, con la collaborazione di altri importanti Enti, essendo la più grande vetrina di Barbaresco, Barolo e Roero, ha evidenziato un’alta qualità globale dei vari vini, derivata da quattro buone annate come il 2012, il 2011, 2010 e 2009. L’attesa kermesse dei grandi vini albesi, svoltasi dal 10 al 15 maggio scorso, ha richiamato ben 100 giornalisti specializzati (per un totale di otre 100 testate) di cui settanta dall’estero e trenta da tutta Italia.

 

 

Le 479 bottiglie in degustazione

 

 

La manifestazione, articolata in vari giorni, comprendeva cinque giornate piene (mattina degustazione e primo pomeriggio visita e assaggi in aziende) dedicate all’assaggio di ben 479 vini Docg di oltre 250 produttori, rigorosamente anonimi. Nella prima, sono stati esaminati 69 campioni di cui ventiquattro di Roero 2012, venticinque di Roero Riserva 2011 e venti di Barbaresco Riserva 2010. Iniziando dai primi, ovvie le differenze tra i Roero dovute all’annata. La vendemmia 2012, un po’ scarsa ma con uve sane e raccolte a maturazione ottimale, ha espresso dei vini fruttati, di buona freschezza e sapidità, pieni ma snelli e già discretamente equilibrati. Dei ventiquattro vini sono risultati sei ottimi, otto buoni e dieci discreti. Quasi simili ma con più pienezza e complessità i venticinque Riserva 2011, derivati da una vendemmia precoce e di limitata resa, con estate molta calda, riequilibrata da provvidenziali piogge ed escursione termiche, che hanno conferito una perfetta maturazione sia del frutto che fenolica.

Chiara Boschis produttrice di grandi Barolo

 

 

Giovani, complessivamente validi, spazianti dal discreto all’ottimo, i venti Barbaresco Riserva 2010, di cui sei ottimi, nove buoni e cinque discreti. L’annata 2010 ricorda quelle del passato: un po’ tardiva per il freddo, piovosa tra luglio e agosto, assolata e calda a settembre e metà ottobre. Uve sane con iniziale e decisa acidità fissa, scesa poi prima della vendemmia, con raggiunta maturazione fenolica. Per un giudizio oggettivo sui vini si dovrà attendere ancora alcuni anni. Secondo giorno, una sequenza di centocinque Barbaresco 2012, di cui trenta del comune omonimo, quarantaquattro di Neive, diciannove di Treiso, nove di più comuni e tre di Alba. Buoni e profumati quest’ultimi, dal corpo sottile ma equilibrato. Discreti tendenti al buono i nove di vari comuni. Dei trenta di Barbaresco: otto ottimi, dodici buoni e dieci discreti; vini pieni e persistenti ma decisamente giovani. Mentre i più numerosi, quarantaquattro di Neive hanno espresso valori buoni ma discontinui.

La nota giornalista americana

Kerin O'Kife

 

 

Dodici ottimi, undici buoni, otto tendenti al buono, tredici discreti. Complessivamente dei vini di buon corpo, abbastanza freschi e sapidi, giustamente tannici, con bouquet fruttato e lievemente floreale. Più decisi e pieni ma ancora poco armonici i diciannove di Treiso. Terzo giorno: di turno i centoundici Barolo 2011, così suddivisi: ventiquattro di Castiglione Falletto, quaranta di Monforte d’Alba, quarantasette di Serralunga d’Alba. In particolare quelli di Castiglione dal colore più scarico ma dal corpo saldo e persistente, con buona tannicità, di cui dieci ottimi, sette buoni e altrettanti discreti. Passando a quelli di Monforte dal buon bouquet ed equilibrata tannicità e pienezza, ben venticinque ottimi, dieci buoni e dodici discreti. In ultimo quelli di Serralunga in gran parte di buon livello, pieni, abbastanza freschi e sapidi, di giusta astringenza e in parte leggermente morbidi, di cui ventidue ottimi, diciotto buoni e sette discreti.

 

Quarto giorno: novantatre Barolo di cui cinquantatre 2011 di La Morra, quaranta del 2009 Riserva, così suddivisi: cinque di Barolo, cinque di Castiglione Falletto, nove di La Morra, dieci di Monforte d’Alba, due di Novello, uno di più comuni, sette di Serralunga d’Alba e uno di Verduno. Dell’annata 2011 se ne già parlato, ora è da valutare quella del 2009, fredda con nevicate invernali, piovosa in primavera, poi un periodo asciutto e ventilato con estate e un autunno mediamente caldi con giornate di pioggia. Condizioni climatiche che hanno determinato una vendemmia leggermente anticipata rispetto agli ultimi anni, con vini dai valori che si avvicinano a quelli del 2003. Tornando ai 2011, quelli di La Morra sono stati abbastanza fruttati e sapidi, non troppo pieni e persistenti di cui sedici ottimi, otto buoni, quindici medi e quattordici discreti. Passando ai 2009, quelli di Barolo dai sentori vegetali-balsamici, sufficientemente freschi e pieni, si sono espressi su un livello medio-alto. Lo stesso quelli di Castiglione Falletto leggermente più scarichi di colore. Globalmente buoni, pieni e continui quelli di La Morra. Dal medio al buono, discretamente equilibrati con alcune punte elevate, quelli di Monforte d’Alba. Di buon equilibrio e di livello medio tendente al buono quelli di Novello. Da Monforte d’Alba quattro buoni, pieni e un po’ larghi, e tre medi. Di Verduno un Barolo più fine che strutturato. Sul discreto quello di più comuni.

Vigneto Bricco delle Rose in Barolo.

Di fronte il Castello della Volta

 

 

Quinto e ultimo giorno con centotre Barolo 2011 di vari comuni, cosi suddivisi: quarantotto di Barolo, undici di Novello, uno di Cherasco, due di Grinzane Cavour, tre di Roddi, sedici di Verduno e ventidue di più comuni. Di Barolo, discretamente equilibrati, freschi e sapidi, con note balsamiche: sedici ottimi, dieci buoni, quattordici dal medio al buono e sette discreti. Da Novello Barolo più sottili ma fini di cui due di buon livello, e discreti gli altri. Discreto l’unico di Cherasco. Dal discreto al medio quelli di Grinzane Cavour. Lo stesso per quelli di Roddi. Da Verduno, vini caratterizzati da sentori floreali e fruttati, discretamente pieni e persistenti, spazianti dal discreto al molto buono. Tre molto buoni, sei tendenti al buono e sette discreti. Infine dei Barolo di più comuni: uno ottimo, due buoni, quattro medi e quindici discreti. Complessivamente, un bilancio molto positivo. Facendo un raffronto col Barbaresco, i Barolo pur giovani, sono complessivamente più completi.

 

Nei tre dei cinque pomeriggi, visita con assaggi in diverse note aziende del territorio: nel mio caso Marchesi di Gresy a Barbaresco, Vajra, Chiara Boschis-Pira e Giorgio Scarzello a Barolo, Vietti e Cavallotto a Castiglione Falletto. Oltre l’ospitalità, vini di pregio caratterizzati dal rispettivo terroir. Due parole sulla bottiglia Albeisa. Non solo è funzionale, ma come già avviene in varie regioni della Francia, la bottiglia Albeisa contribuisce alla conoscenza e valorizzazione del territorio. Impegnative e molto interessanti, le degustazioni fatte nelle antiche e suggestive Cantine Calissano, dove nell’occasione le molte aziende, hanno messo in degustazione altre annate e diversi tipi di vino. In particolare i Barolo dell’annata 2005, un’annata da rivalutare che ha espresso vini profumati, freschi e sapidi, pieni ma snelli e, come confermato all’assaggio, di lunga vita.

 

Parlando del resto: efficiente e professionale l’organizzazione, ottimale per le degustazioni la sede del Palazzo delle Mostre e congressi, e l’ospitalità alberghiera, nel mio caso l’elegante Hotel Calissano di Alba. Grande accoglienza al Castello di Guarene con ricco buffet, e le raffinate cene con i produttori nei ristoranti Bovio a La Morra e Antica Torre di Barbaresco. Non solo: ghiotti i pasti serviti al termine delle degustazioni, impeccabile il servizio dei sommelier dell’Ais (Aldo Brocchieri Delegato di Cuneo, Massimo Battaglio, Deja Marlena, Monica Garelli, Laura Meinardi, Molfardini Eddy e Eleno, Fabrizio Prandi, Renzo Ravotti, Rosalba Rolando, Gigi Meriga coordinatore e Giancarlo Germano responsabile dei servizi).

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