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Wine In Sanremo: Palafiori colmo di vino 

Di Virgilio Pronzati

 

Il dr Giovanni Minetti mentre conduce la degustazione

di Pinot Nero bulgaro

Sanremo oltre a vantare un’ampia notorietà internazionale nel settore turistico, canoro e florivivaistico, per tre giorni è stata teatro di una manifestazione enoica di rilievo nazionale. Dal 10 al 12 ottobre 2015 negli spazi espositivi del Palafiori si è svolta la prima edizione di Wine In Sanremo. Un evento che seppur appena nato, ha richiamato alcune migliaia di visitatori tra cui enotecari, ristoratori, enoappassionati, sommelier di varie associazione, tecnici del settore e giornalisti. Presenti ben centodiciotto aziende di cui centododici vinicole per complessivi quattrocentottanta vini, quattro distillerie e due acetifici. Tutto all’insegna della qualità. Delle venti regioni nazionali, diciassette presenti (mancavano Basilicata, Calabria e Umbria).

Soddisfatti visitatori al Sanremo In Wine

La parte del leone è stata del Piemonte, seguita a distanza dalla Toscana. Più staccate ma ben presenti, Liguria, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Ma non solo. Dalla Bulgaria, ospite d’onore, diciassette vini prodotti da quattro aziende di cui una dell’ imprenditore italiano Miroglio. Ma andiamo per ordine. Il primo giorno è stato siglato dalle verticali di Brunello di Montalcino Col d’Orcia, e di Solare dell’azienda Capannelle, che nell’occasione ha presentato in anteprima il 50/50 2011. Interessante e molto seguita la degustazione del raro Moscatello di Taggia, preceduta dalla presentazione del libro l’Ambrosia degli Dei di Alessandro Carassale.

 

Il secondo giorno dedicato ai blasonati piemontesi Barolo, Barbaresco e Barbera d’Asti, e al Dolceacqua, il più francese dei vini italiani. Nell’ordine, degustazione verticale comparativa di Barolo e Barbaresco di Pio Cesare. Assaggio guidato di Barolo 2011 di Batasiolo, Pio Cesare, Cà Viola, Conterno Fantino, Damilano e Oberto, nonché di campioni di botte del 2012, curato dai sommelier Ais e Fisar delle rispettive delegazioni di Imperia e Savona. Poi il Barbera con 4 annate del Bricco dell’ Uccellone, un gran vino “creato” anni fa dal mitico Braida. Dopo la presentazione della zonazione del Dolceacqua è seguita la degustazione del vino omonimo, condotta da Filippo Rondelli. Insolito ma gradito l’abbinamento Grappa-Formaggi promosso dall’Onaf. Degna conclusione il terzo ed ultimo giorno, con degustazioni di vini, cocktail e abbinamenti.

 

L’inizio degli assaggi è partito dall’Azienda Santa Margherita. Un itinerario tra i vini di alcune regioni d’Italia, prodotti dalle aziende del gruppo. Un’altro momento (fuori del Palafiori) dedicato al Barolo. Giuseppe Caviola, “mago” non solo del Dolcetto e enologo di vaglia, ha presentato e fatto degustare alla stampa una verticale di Barolo Vigna Sottocastello dal 2006 al 2011. Poi è stata la volta dell’enologia siciliana. Condotta dai sommelier Ais, una degustazione alla cieca di cinque grandi rossi isolani. Restando in “Sicilia”, un goloso abbinamento tra cinque tipologie di cioccolato di Modica con vellutati vini da dessert. Cocktail di grappa, uno dei vari modi di valorizzare e far apprezzare il più tipico dei nostri distillati e, infine, vera novità, la verticale di sette annate Pinot Nero della Bulgaria condotta da Giovanni Minetti, coadiuvato dall’enologo Bruno, responsabile della cantina Miroglio in Bulgaria.

 

Un viaggio tra il Pinot Nero impiantato da alcuni lustri in Tracia, regione altamente vocata, già conosciuta nell’antichità per la bontà dei suoi vini. A corollario di tutto questo, numerose iniziative di carattere culturale, sociale e enogastrononico. E a proposito di gastronomia, per tutti i tre giorni, molti dei visitatori hanno avuto il piacere di deliziarsi con i raffinati piatti dell’attiguo punto di ristoro, curato da Paolo e Barbara, patrons dell’omonimo ristorante stellato sanremese. Dai 18 ai 30 euro, ben spesi, le degustazioni guidate (-il 15% con biglietti acquistati in prevendita). Personalmente, avendo degustato oltre 90 vini (due o almeno un vino per azienda) posso confermare che in generale, il livello qualitativo dei vini presentati, spaziava dal buono all’ottimo.

 

 

Per l’elenco delle aziende presenti, cliccare su: webloc

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