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IL PREMIO GRAPPOLO D'ORO CLIVUS 2019

 

 

Grappolo d’oro Clivus tra informazione di territorio e informazione globale

 

Sarà Maurizio Cattaneo, direttore de L’Arena, a ricevere quest’anno il premio di Cantina di Monteforte

La cerimonia di consegna, domani, venerdì 14 giugno, nel Chiostro del Palazzo vescovile di Monteforte d’Alpone alle 19.00

 

Che rapporto esiste oggi tra informazione locale e informazione globale? Ha ancora senso parlare di informazione di territorio? Come sono cambiate le testate locali dopo l’avvento del digitale? E quali sfide attendono il giornalismo dei prossimi anni?

Di questo e di molto altro si parlerà domani, venerdì 14 giugno, alle 19.00, nel chiostro del Palazzo Vescovile di Monteforte d’Alpone, con Maurizio Cattaneo, direttore del quotidiano L’Arena, che quest’anno riceverà il premio Grappolo d’Oro Clivus di Cantina di Monteforte, in collaborazione col Gruppo Sportivo Val d’Alpone de Megni.

 

In un contesto tutt’altro che agevole per il mondo dell’editoria, il giornalismo ha più che mai bisogno di professionalità, soprattutto a livello locale. Per questo acquista sempre maggior valore chi fa informazione a contatto diretto con il territorio, con cronisti e corrispondenti che conoscono, vivono e raccontano anche i luoghi periferici, consentendo di proiettarli su un palcoscenico potenzialmente globale ed in tempo reale. 

Maurizio Cattaneo, intervistato dalla giornalista Lucia Vesentini, aiuterà i presenti a riflettere su questi temi, illustrando come, nei suoi 16 anni di direzione de L’Arena, abbia traghettato il quotidiano scaligero attraverso grandi cambiamenti e importanti innovazioni digitali. 

 

«Il Premio Grappolo d’Oro Clivus – osserva Gaetano Tobin, Direttore Generale di Cantina di Monteforte – si conferma uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale veronese proprio in virtù dell’impegno di Cantina di Monteforte che, fondendo i valori del mondo del vino, della cultura e dello sport, valorizza in un unico evento le eccellenze di un territorio al quale è profondamente legata. E proprio la nostra dedizione al territorio ci incentiva a guardare anche all’attualità e alle sfide socioeconomiche che ci attendono. In particolare, la premiazione quest’anno di Maurizio Cattaneo ci offre la possibilità di riflettere sul binomio “locale-globale”, che vale tanto a livello giornalistico quanto a livello aziendale: due “estremi” che, proprio perché tali, sono destinati a resistere e a viaggiare paralleli»

 

Il vino 

Il Soave Classico Clivus nasce da un uvaggio di Garganega e Trebbiano di Soave.

I vigneti, tutti situati in collina, hanno origine vulcanica.

Agli occhi il Soave Classico Clivus si presenta con un giallo paglierino dai riflessi verdognoli; al naso è delicato e rimanda ai fiori di biancospino, sambuco e violetta. In bocca è asciutto, di buon corpo, giustamente armonico con caratteristico retrogusto di mandorla amara.

Perfetto come aperitivo, eccelle accanto ai primi o ai piatti di pesce.

Il Soave Classico Clivus, destinato solo all’alta ristorazione e ai più selezionati wine bar, si distingue per freschezza, eleganza e sapidità, tutte caratteristiche che lo fanno apprezzare non solo in Italia ma anche in Germania, Gran Bretagna e Paesi Scandinavi seguiti da Svizzera, Giappone e Stati Uniti.

 

L’Azienda

Fondata nel 1952 da 80 vignaioli e posizionata nella zona del Soave Classico, Cantina di Monteforte conta 600 soci che vi conferiscono le uve migliori. I viticoltori con il loro lavoro difendono le proprie colline, consapevoli che da lì nasce la vera qualità. Oggi i soci coltivano circa 1.300 ettari di vigneti: il 30% della produzione totale di Soave Classico, il 10% della produzione di Soave Doc, il 5% della produzione totale di Lessini Durello, l’1% della produzione di Valpolicella Doc. Sono oltre 3 milioni le bottiglie prodotte all’anno: etichette apprezzate in Italia e all'estero, in particolare in Germania, Gran Bretagna e Paesi Scandinavi seguiti da Svizzera, Giappone, Stati Uniti.

 

Sport & colline: la Montefortiana 

Sulle colline dove nasce il Soave Classico, si corre la celebre Montefortiana: la corsa podistica non competitiva organizzata dal Gruppo Sportivo Val d’Alpone De Megni, giunta quest’anno alla 43a edizione. Gemellata con la Maratona di New York, di Tai Pei e di Roma, ogni anno a gennaio richiama da tutto il mondo oltre 20.000 atleti che gareggiano tra i filari di garganega, il vitigno autoctono che dà vita al Soave.

 

 

Lucia Vesentini

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