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“Tutto il mio amore per la Toscana”

 

Elisabetta Gnudi Angelini racconta

la sua avventura vitivinicola

al Festival delle Storie

Alvito (FR), sabato 25 agosto ore 17.30


 


 

Il Festival delle Storie è nato nel 2010 come manifestazione itinerante che tocca sette borghi della Valle di Comino, nel versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo. Come recita il titolo, il festival è dedicato alle storie, raccontate dai tanti ospiti che si avvicenderanno nel corso dei nove giorni di manifestazione, dal 25 agosto fino al 2 settembre. Alla kermesse si alterneranno scrittori e filosofi, creatori di fumetti e veri e propri cantastorie, che nelle piazze, tra i vicoli e anche nei caffè dei sette borghi racconteranno la propria storia, oppure anche solo una storia, perché la magia sta tutta nell’arte del narrare, nella fabula, come dicevano i nostri padri latini.

Nella sezione dedicata a “Come inventarsi un’impresa” – che si aprirà sabato 25 alle ore 15.30 ad Alvito – Elisabetta Gnudi Angelini è stata chiamata a raccontare la propria invenzione, quando, dopo aver lavorato nel cinema, nel teatro e ancor prima nell’ospitalità alberghiera, ha deciso di cambiare vita per approdare alla Toscana, terra da lei sempre sognata.

Ed è in Toscana che il sogno di Elisabetta Gnudi Angelini si è a poco a poco realizzato: quattro aziende vitivinicole tra Montalcino, il Chianti Classico e la Maremma e un relais frutto del recupero di un antico borgo nelle immediate vicinanze di Siena.

Coraggio e doti imprenditoriali sono senza dubbio alla base del successo di Caparzo, Altesino, Borgo Scopeto e Doga delle Clavule, accompagnati da una buona dose di quella “capacità visionaria” che è alla base di ogni singola umana impresa, piccola o grande che sia.

Di questo parlerà Elisabetta Gnudi Angelini ad Alvito: del suo sogno, di come si è materializzato insieme alla gente di Toscana con la quale ha percorso il suo cammino, delle tradizione con le quali è venuta in contatto e con la civiltà che ha imparato a conoscere ed amare e della quale oggi si sente partecipe.

Perché, in fondo, le storie nascono per essere raccontate.

 

 

Patrizia Cantini

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