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Archeo&Cibus

Il Progetto "Archeo&Cibus nasce dall'esigenza di combinare due settori diversi ma strettamente correlati : l'archeologia ed il mondo del cibo

 

Si tratta quindi di celebrare l'incontro, all'interno di uno spazio fieristico, tra i prodotti enogastronomici delle nostre due isole maggiori (la Sicilia e la Sardegna più, eventualmente, altre regioni italiane e di altri paesi che si affacciano nel mediterraneo) e le numerose civiltà e dominazioni che si sono susseguite nel corso dei secoli e che li hanno originati. Solo per fare alcuni esempi come non ricordare che la PASTA SECCA  ha avuto quasi certamente origine proprio nella maggiore delle isole del Mediterraneo (sono stati gli arabi verso la metà del XII secolo gli artefici di questo rivoluzionario alimento) e da qui si è diffusa poi nel resto della penisola italiana e quindi nel mondo. Il VINO  veniva invece prodotto e consumato dalle popolazioni nuragiche già nel 1700 - 1500 ac per essere utilizzato persino nella cottura dei cibi). Che dire poi dell'immenso patrimonio dei latticini, degli insaccati e di tutti gli alimenti affumicati ed essiccati nella creazione dei quali, il contributo dei fenici, è stato fondamentale. Per continuare poi con il GARUM,  l condimento per eccellenza degli antichi romani, la cui evoluzione nel corso dei secoli ha dato vita alla COLATURA DI ALICI (siamo sempre in Sicilia guarda a caso) e si potrebbero citare altri infiniti esempi.

 

La fiera, quindi, ha come scopo quello di mettere in luce e portare alla ribalta del grande pubblico quel patrimonio di cibi che affondano le proprie radici in epoche passate e che purtroppo sono in via di sparizione dalla piccola e grande distribuzione e conseguentemente dalle nostre tavole.

 

L'esposizione si articola in due Sezioni: una è dedicata alla parte storica ed archeologica delle regioni coinvolte nell'esposizione ed è contrassegnata  dalla presenza di ricostruzioni virtuali di monumenti, templi ed edifici caratterizzanti le diverse fasi storiche delle diverse civiltà che si sono succedute nei secoli nelle nostre regioni. E' possibile oggi, attraverso la realtà virtuale, regalare al visitatore le emozioni di trovarsi di fronte ad un nuraghe così come lo avevavo progettato e costruito i loro abilissimi e lungimiranti ingegneri. E'possibile altresì ammirare un tempio della Magna Grecia o le diverse fasi di realizzazione di un antico ponte, la vista dall'alto di una tipica città romana, osservare nei dettagli le innovative “ gauloi” le geniali imbarcazioni fenicie con le quali il popolo dei cedri solcava il Mediteranneo da parte a parte fondando, tra le altre, Panormus (l’attuale Palermo). 

 

Accanto alle ricostruzioni virtuali non mancheranno delle didascalie che forniranno al visitatore tutte le informazioni e i dettagli delle diverse fasi storiche delle culture e civiltà appena ammirate attraverso gli schermi della realtà virtuale. 

 

Sempre in questa sezione un'area sarà dedicata alla preparazione ed illustrazione dei cibi storici e sarà quindi possibile assistere alla diverse fasi della preparazione del Garum, dei diversi tipi di pane al tempo di Roma, della pasta secca di Trabia (quella descritta dal famoso geografo Al Idrisi nel 1154), dei Culurgiones della antica tradizione ogliastrina, del filindeu, etc. 

 

Poche regioni come la Sardegna e la Sicilia hanno ricevuto un contributo fondamentale alla loro gastronomia dalle influenze greche, fenice, romane, arabe, aragonesi, spagnole e poi ancora genovesi, piemontesi e perfino francesi (come non ricordare i Monsù da Monsieur, i cuochi francesi che le famiglie nobili siciliane del 700 e 800 si contendevano e che contribuirono ad arricchire ulteriormente il già immenso patrimonio gastronomico della maggiore delle isole del Mediterraneo). 

 

Una serie di didascalie e mappe illustreranno il visitatore l’origine ed il percorso storico della pasta secca di Trabia, della Caponata di derivazione catalano-aragonese, del marzapane di chiara matrice araba, delle panelle (con farina di ceci di probabilissima influenza genovese) e poi ancora delle sarde panadas di certa origine spagnola, della oristanese bottarga di antichissima tradizione fenicio - punica, etc. 

 

L’altra sezione (di marca squisitamente commerciale) si qualifica invece come quella dedicata alla presentazione e vendita di beni enogastronomici realizzati da produttori siciliani e sardi che non abbiano le caratteristiche della produzione industriale. Questa sezione si propone dunque di portare a conoscenza del grande pubblico quei prodotti di nicchia fatti nel rispetto della tradizione e che soffrono della concorrenza e dell’egemonia dei prodotti standardizzati commercializzati dalla grande distribuzione. 

 

E’previsto ed è auspicabile dedicare una giornata o una mezza giornata dell’evento all’incontro tra espositori e Buyers, addetti ai lavori, riviste di settore, media, etc. Un’importante elemento di richiamo del grande pubblico saranno poi eventi di show cooking con Cuochi di fama nazionale, dibattiti ed incontri con esperti enogastronomici, di studiosi di tematiche riguardanti l'importante connubio tra turismo e mondo del cibo, di archeologici specializzati nello studio dell’alimentazione in epoche antiche, etc.   

 

 

Giovanni Pappalardo

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