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TERZA EDIZIONE DI THE WINE REVOLUTION:

di Virgilio Pronzati

Foto di Claudia Paracchini

 

Insegna e ingresso al The Wine Revolution 

Paolo Cogorno e Nicoletta Zattone possono essere in gran parte soddisfatti.  Quest’ultima duegiorni enoica The Wine Revolution che da tre anni organizzano, ha richiamato almeno duemila visitatori all’Ex Convento dell’Annunziata di Sestri Levante. 

 

 Un mare di folla ha siglato l’edizione 2019 

Ben cinquantadue i produttori presenti, di cui dodici della Liguria, sei del Piemonte, sei della Lombardia, cinque della Toscana, quattro della Sicilia, quattro del Friuli, tre del Veneto, tre del dell’Emilia Romagna, due della Calabria, due della Spagna e, rispettivamente  con uno, da Abruzzo, Campania, Corsica, Marche e Lazio che, assieme ai garagisti, propongono oltre trecento vini in degustazione. 

 Terzo da sinistra, Simone Heydi Bonanini presidente del Consorzio Produttori Sciacchetrà

Il titolo della manifestazione deriva proprio dai produttori partecipanti: Vignaioli “rivoluzionari” che hanno in comune il rispetto per la terra, la tutela e la valorizzazione del loro territorio, usando pratiche naturali. Un percorso guidato alla scoperta del meraviglioso mondo del vino artigianale di qualità e di filosofia naturale. 

 Claudia Paracchini tra  Fausto De Andreis e Danilo Bruzzone 

Novità di quest’anno, la partecipazione di un folto gruppo di “garagisti”, ossia piccoli ed appassionati produttori privati. Entrando nel dettaglio, benché molti dei produttori non hanno ancora una sufficiente notorietà, i loro vini sono risultati interessanti e validi. 

 Daniele Parma vigneron del Golfo del Tigullio-Portofino 

Tra le conferme, gli ottimi vini di vignerons autentici e contro-moda: Vermentino e Pigato Doc Riviera ligure di Ponente di Fausto De Andreis.  I vini spezzini delle Cinque Terre come gli omonimi bianco e Sciacchetrà, e i rari Parmaea (bianco dell’Isola di Palmaria) e il passito rosso da uve Canaiolo di Samuele Heydi Bonanini. I vini Berette, Ora, Ninte de Ninte e Toseo di Daniele Parma.  

 I vini di  Simone Heydi Bonanini  

Tra le sorprese, un sorprendente Cirò Riserva della Tenuta del Conte, Il Tracotanza, un buon rosso dell’Etna dell’Azienda Etnella, gli spumanti metodo classico Sui Generis, Levis e Subsidium dell’Azienda Agricola Cherubini. 

 Gianni Dasso e sua figlia Roberta: l’Arte della pasta 

Da segnalare i vini delle aziende Il Quarticello, Forti del Vento, Abbazia di Propezzano, Il Torchio, Ilaria Spagnoli, La Felce, Renato Keber, Santa Caterina, Testalonga, Villa Cilnia, Veneri Vecchio, Vetua.

 Locandina con tutto il The Wine Revolution  

Interessanti i tre convegni: “Piwi: I Vitigni resistenti tra sostenibilità ambientale e qualità”, condotto dal presidente di PIWI Lombardia Alessandro Sala; “Garage Wine Revolution”, dove Marco Baratta, Antonino Alessi e Maikol Pietracini hanno raccontato le loro esperienze di garagisti. “Conversioni: approcci in Liguria”, tavola rotonda condotta dal Sommelier Matteo Sara che ha posto quesiti sul tema, ad alcuni dei produttori naturali liguri presenti alla manifestazione. 

 

 

 L’incantevole Baia del Silenzio a Sestri Levante 

 

Un’occasione per ascoltare direttamente da chi il vino lo produce.  Non ultimo, e quanto mai gradita dai visitatori, la partecipazione di sette aziende food con prodotti tipici di qualità. 

L’evento curato da Paolo Cogorno e Nicoletta Zattone è stato patrocinato dal Comune di Sestri Levante, e in collaborazione con Mediaterraneo Servizi.

Ingresso libero. Costo del calice da degustazione: 15 euro per le due giornate. Sconti per Ho.re.ca. (10 euro) e SociAIS, FISAR e ONAV (12 Euro).

 

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