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Euroflora 2011, non solo fiori e piante ma anche erbe aromatiche

Dal 21 aprile all’1 maggio 2011 si sono accesi i riflettori sulla decima edizione di Euroflora nei grandi padiglioni della Fiera di Genova panoramicamente affacciata sul mare


“Il fiore che unisce” è stato il claim di questa edizione, scelto per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia ma anche per sottolineare lo spirito di unità, amicizia e rispetto per il pianeta e per le diversità dei popoli che Euroflora ha voluto trasmettere attraverso il linguaggio universale dei fiori. Grazie ad un lungo e complesso lavoro di allestimento, il quartiere fieristico di Genova si è trasformato per dieci giorni in un grande giardino, dove i colori e le fragranze dei prodotti dei migliori florovivaisti italiani e stranieri, insieme a spettacolari scenografie, hanno catturato i sensi dei visitatori.

 

 

Special guest di Euroflora 2011 è stata la Royal Society for Agriculture and Horticulture di Gand (Belgio), con la quale è stato siglato un importante accordo di collaborazione, tanto che la prossima edizione di Euroflora -manifestazione a cadenza quinquennale- verrà anticipata di un anno e pertanto si svolgerà nel 2015, come prosecuzione delle Floralies di Ghent, ma anche come preludio all’Expo Universale di Milano, di cui Genova con Euroflora diventerebbe la porta fiorita sul Mediterraneo. Molti gli espositori italiani e stranieri che hanno partecipato all’evento, in particolare Francia, Ecuador, Mauritius e proprio a loro sono stati riservati oltre 500 concorsi tecnici ed estetici. A livello locale il Comune di Genova è stato presente con il grande progetto di riqualificazione dei parchi storici della città, nel quale sono stati investiti 16 milioni di Euro ed in questa occasione sono stati presentati in anteprima alcuni degli esemplari di piante tra le centinaia che troveranno dimora nei 7 parchi inclusi nel progetto. Mentre la Provincia di Genova ha presentato ad Euroflora l’ottava edizione del progetto “Alla Ricerca del Gusto”, nato con l’obiettivo di avvicinare gli alunni delle scuole primarie e secondarie genovesi e le loro famiglie al mondo dell’agricoltura e delle produzioni locali. Gli spazi espositivi riservati a questo progetto sono stati due: uno in cui è stata valorizzata la figura di Libereso Guglielmi –giardiniere di Italo Calvino- con una mostra di un’ottantina di suoi acquarelli su fiori e piante integrata da aquiloni dipinti e disegnati con tinte naturali dagli studenti, l’altro stand ha presentato invece il risultato dei lavori di oltre 40 scuole con la riproduzione di un orto-giardino, realizzato in collaborazione con docenti ed alunni dell’Istituto per l’Agricoltura B.Marsano, per valorizzare la biodiversità e la sostenibilità delle coltivazioni a chilometro zero, in particolare delle erbe aromatiche, largamente utilizzate nella cucina ligure e che per i loro sapori la rendono unica ed inconfondibile. Rosmarino, maggiorana, timo, salvia, borragine ed il profumatissimo basilico dalla foglia piccola -ingrediente principale del celeberrimo pesto- insaporiscono tutti i piatti della tradizione ligure e genovese, che rivelano con gusto il carattere del territorio e l’ingegnosità della sua gente. La cucina è semplice ma ricca di verdure ed erbe aromatiche, con l’abbondante impiego di olio extravergine di oliva ed una speciale creatività, i liguri hanno saputo inventare piatti genuini, saporiti e straordinariamente attraenti come la focaccia -nella versione semplice all’olio e nelle varianti alla cipolla, alle olive, alla salvia, al rosmarino e al formaggi- le torte di erbe (torta Pasqualina, ciausun di Baiardo e scarpazza di Sarzana) e la pasta ripiena come i tradizionali ravioli ed i tipici pansoti. Questi ultimi, simili ai tortelli, derivano il loro nome dal ligure “pansa” – in italiano pancia – per il loro aspetto, appunto, panciuto dovuto al ripieno di “preboggion” (tradotto dal dialetto significa “per bollire”) una miscela di otto erbe spontanee, il cui nome in dialetto varia da zona a zona ma in genovese sono: taleægua (reichardia picroides), piscianletto (taraxacum officinalis), papävao (papaver rhoeas),  gee (bieta vulgaris), ramponso (campanula rapunculus), pimpinella (sanguisorba minor),  scixerboa (sonchus oleraceus) e boraxe (borago officinalis).
Questa miscellanea di erbe viene semplicemente bollita e condita con olio e limone per accompagnare deliziose focaccette oppure viene utilizzata per il ripieno dei più famosi pansoti da condire con la salsa di noci, un piatto che era considerato adatto al periodo di quaresima in quanto non contiene carne. Il Pastificio Novella di Sori (Ge), produttore di ottimi pansoti e salsa di noci, proprio per Euroflora 2011 ha predisposto un dépliant per illustrare le 8 erbe del preboggion, che oggi è sempre più difficile da reperire poiché sono sempre meno le persone in grado di riconoscere le erbe spontanee che lo compongono.

 


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