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TASTING DI VINI LIGURI AL BAR TRATTORIA LA PAUSA DI GENOVA

Da Facebook Ernesto Provenzato con delle buone bottiglie provenienti dalla sua fornitissima cantina  

Enrico Sala, avvocato di professione ed esperto gourmet per diletto, spesso e volentieri organizza, covid permettendo, serate enogastronomiche ed incontri sul vino. Una passione che dura da anni, non certo nata per caso. Per anni responsabile della Condotta Slow Food genovese, oggi a presiedere e dirigere il Club l’Ippopotamo, dalle ovvie finalità enogastronomiche.  

Tra gli ultimi incontri e, per pochi amici, l’assaggio di quattro sorprendenti vini liguri prodotti da due piccoli produttori, uno del Genovesato, l’altro del Savonese, con vitigni autoctoni. I primi ad essere degustati, l’Axillo di Andrea Bruzzone, fatto con vermentino e bianchetta genovese e, il MaRi nato dalla collaborazione di Massimo Viglietti e di Riccardo Sancio, fatto col lumassina. Vini definiti entrambi ancestrali per il metodo di produrli, ossia imbottigliati senza chiarifica e filtrazione ma con i propri lieviti, che dopo alcuni mesi diventano effervescenti. Sono poco limpidi alla vista, ma piacevoli al naso per sentori fruttati e, ancor più in bocca, per freschezza e sapidità, di leggera ma equilibrata struttura che li rendono decisamente invitanti. Ideali con fugassa e fainà.    

Da sin. Marco Benvenuto, Ernesto Provenzato, Giancarlo Stellini, Franco Fulle e Enrico Sala

Di superiore livello qualitativo i due spumanti brut metodo classico Janua di Andrea Bruzzone (primo spumante nato a Genova, sempre da vermentino e bianchetta genovese) e Lady Chatterly di Riccardo Sancio (da lumassina). Fruttato, sapido e continuo il Janua, floreale, fresco e persistente Lady Chatterly.  Due vini con caratteri diversi che esprimono al meglio il proprio territorio. Dopo la degustazione, alcune gradite golosità servite dal patron del locale, seguite dai commenti dei partecipanti. Tutti concordi nella piacevolezza dei primi due vini, ma con qualche riserva sugli spumanti, non certo per l’indubbia qualità, ma per la limitata effervescenza presente nel bicchiere. Giancarlo Stellini, enologo, per evitare l’inconveniente, consigliava nel futuro l’utilizzo di mezzi mobili dotati di imbottigliatrici isobariche. Oltre chi ha scritto, a Sala e Stellini, hanno partecipato al tasting Marco Benvenuto, Franco Fulle e l’ appassionato e competente enofilo Ernesto Provenzato, patron del Bar Trattoria La Pausa.

 

P.V. 

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