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 A TAVOLA CON TRE PERSONAGGI 

Di Virgilio Pronzati 

 

Ci sono tanti modi per riunire tre personaggi. Quello vincente è sicuramente a tavola. Non a caso capitani d’industria, politici, monarchi e vip, hanno ottenuto i migliori successi durante un pranzo o una cena. Mangiare non è solo alimentarsi, ma cultura del cibo e indubbia ospitalità: la cultura di un popolo passa attraverso la tavola. Ma chi sono i tre personaggi? Curiosamente hanno in comune i cognomi con la lettera B, ma con ovvie personalità e professioni diverse.

L’aperitivo di Giorgio: Gazpacho genovese con burrata, succo di pomodoro, basilico e focaccia genovese

 

Cominciamo dall’anfitrione. Jorge “Giorgio” Bove patron e cuoco dell’Antica Osteria della Castagna, un locale che da decenni tiene alto il vessillo della buona cucina, in particolare genovese e ligure. Giorgio, da anni ai vertici dell’UIR (Unione Italiana Ristoratori) e presente in tutte le iniziative gastronomiche promosse dal Comune di Genova, Regione Liguria, dalla locale Camera di Commercio (Genova e Liguria Gourmet) e Fepag, ha sempre fattivamente contribuito al successo delle innumerevoli manifestazioni.  Poi, anche per rispetto alla sua non più tenera età (ben ottantotto primavere), Luigi Barile. 

Da sin. Luigi Barile e Bruno Bini all’opera!

Per raccontarne la storia non basterebbe un libro. Una figura che ricorda Balilla e i personaggi del libro Cuore. Ragazzo di bottega da giovanissimo, col tempo raggiunge la qualifica di operaio. Studiando la sera fa tre anni in uno, ottenendo la licenza media. Poi il gran salto. Prende con merito il diploma di ragioniere e, in pochi anni, diventa uno dei commercialisti più apprezzati della città. Non solo. Aiuta quelli che ne hanno più bisogno.

Tiene i conti della Comunità di San Benedetto al Porto, non certo un posto facile per occuparsi di cavilli fiscali.

 

L’assenso dello chef  

L’amico fraterno don Gallo gli trasmette  l’impegno politico, combattendo abusi nelle cariche amministrative e politiche, facendo esposti sull’eleggibilità di concessionari pubblici e sui conflitti di interesse, vedi Berlusconi e attaccando con ragione - è stato il primo - Berneschi e la Carige.  Infine il coronamento di un sogno: fare la grappa buona al mondo. Ci ha messo alcuni decenni ma ora le sue grappe sono famose.

Il Ciupin di Giorgio Bove

 

Poteva iniziare con grappa di vinacce di vitigni blasonati. Sarebbe stato più facile. Ha scelto la strada più lunga e difficile: distillare vinacce di dolcetto, non quelli rinomati dell'Albese, ma quello d'Ovada. Certamente meno conosciuto e reputato a torto inferiore a quelli citati. Il primo e importante consenso, lo ebbe dal grande e indimenticato Gino Veronelli. Poi i riconoscimenti ottenuti nei concorsi più importanti come l’Alambicco d’Oro e, di livello mondiale, vincendo in quelli di Londra e Bruxelles. Le sue grappe sono andate in dono ai Capi di Stato, nei rispettivi G8 e G20. Nelle numerose edizioni della Festa della Grappa Barile, ha ospitato e premiato importanti personaggi della cultura e della stampa d’inchiesta, tra cui Petrini, Gabanelli,  Lillo e Ranucci.  

Bruno Bini, Mirella e Giorgio Bove e Luigi Barile 

Infine ma non ultimo, Bruno Bini, giornalista professionista da quattro decenni a Il Secolo XIX e, da circa tre lustri, in pensione. Bini è sempre stato un giornalista con la penna “trasparente”, ossia le sue cronache erano racconti precisi e fedeli della cronologia su cui si sono svolti i fatti. Pezzi redatti con la dovuta professionalità e deontologia, ma dando sempre, pane al pane e vino al vino.  Ma non solo.  Bini è stato tra i primi in Italia a dare spazio e notorietà alle realtà più qualificate della ristorazione, dei vini ed altri prodotti agroalimentari liguri. Una grande esperienza maturata sul campo che lo vede per anni collaboratore alla Guida dell’Espresso, in altre testate specializzate e, con successo, come autore di libri sull’enogastronomia ed altro.

Uno dei tanti riconoscimenti conferiti a Giorgio Bove

Tra le sue opere: Genova Gourmet Gastronomia di mare e di terra, un tributo alla cucina della Lanterna, fondamentale per conoscerne l’essenza.  Il Codice della Cucina ligure con Il pesce in tavola e Torte ripieni focacce polpettoni e farinata.  Trattorie fuori porta e La scarpa col tacco. A due mani come coautore, Come addestrare il cane da caccia da ferma e da riporto; I vini di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta; Il mutamento sociale in Liguria.    

Tornando all’inizio, e citando la tavola, vi domanderete cosa hanno mangiato (facendo il bis) i tre personaggi? Il Ciupin. Una succulenta e ricca zuppa di pesci diliscati e passati al setaccio. Una irrinunciabile golosità realizzata per l’occasione da Giorgio Bove, abbinata a ottimi vini  rosati e rossi (quest’ultimi, poco tannici ma sapidi). 

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