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L’INDUSTRIA DELLA CARNE DIETRO AGLI INCENDI DELLE FORESTE BRASILIANE: NUOVE IMMAGINI ESCLUSIVE DI ANIMAL EQUALITY

 

  L’ONG lancia un appello rivolto al governo brasiliano e chiede all’UE di proteggere dalla deforestazione le regioni del Pantanal e del Cerrado, un ecosistema a rischio estinzione 

 

LINK SITO CAMPAGNA: https://bit.ly/3jRcl9K 

LINK VIDEO CLEAN: https://we.tl/t-sYZlGDqkLU 

LINK VIDEO EMBED: https://bit.ly/3BI9LJo 

LINK FOTO IN ALTA: https://bit.ly/3jbQZUl 

 

Milano, 07/09/2021 - Animal Equality lancia oggi un appello internazionale per chiedere all’Unione europea e al governo brasiliano di intervenire per fermare la deforestazione illegale dell’Amazzonia collegata all’industria della produzione di carne bovina. La campagna è corredata da un nuovo reportage, narrato dalla voce della cantautrice Giorgia, che approfondisce  attraverso immagini esclusive la deforestazione illegale nelle regioni del Cerrado e del Pantanal.  

Il team investigativo di Animal Equality si è recato nello stato del Mato Grosso per indagare sugli incendi nelle foreste del Pantanal e nella savana del Cerrado, raccogliendo interviste e testimonianze di coloro che sono in prima linea nella battaglia contro la deforestazione. Il reportage rivela che gli allevatori appiccano illegalmente incendi per ricavare terreni da destinare all’allevamento di bovini da carne e per piantagioni di soia, la maggior parte della quale viene esportata per essere utilizzata come mangime per gli animali negli allevamenti di tutto il mondo.

 

Le immagini raccolte dagli investigatori di Animal Equality mostrano che: 

  • Gli allevatori possiedono terreni con foreste native (o invadono terreni statali) e appiccano illegalmente fuochi per liberare terreni per nuovi allevamenti;
  • Gli allevatori che hanno disboscato illegalmente non sono stati puniti;
  • Lungo la Transpantaneira, una strada che attraversa la regione del Pantanal, intere aree sono distrutte dal fuoco, e vi è una grave mancanza di acqua che sta causando la morte di volatili, mammiferi, anfibi e rettili;
  • Molti animali domestici (in particolare bovini) e selvatici presentano gravi ferite con ustioni. Le bruciature ai loro zoccoli e alle loro zampe risultano così profonde da far perdere tutto il tessuto cutaneo e i muscoli fino all’esposizione dell’osso. Oltre a provocare un dolore intenso, queste gravi ustioni rendono impossibile agli animali muoversi correttamente in cerca di cibo e acqua; 
  • Alcuni di questi animali sono stati trovati da volontari che hanno prestato servizio veterinario, tuttavia molti sono morti agonizzando lentamente a causa di complicazioni causate dalle ustioni non curate;

Secondo una ricerca di MapBiomas, il 99,8% della deforestazione in Brasile lo scorso anno ha mostrato segni di attività illegale. In Brasile (il più grande esportatore mondiale di carne bovina) gli allevamenti intensivi e i macelli industriali sono responsabili di oltre l'80% della deforestazione e si stima che il 98% di questi incendi sia stato appiccato da allevatori di bestiame per disboscare le foreste. 

 

Un quinto (17%) della carne bovina importata in Unione europea dal Brasile è legato alla deforestazione illegale (in Amazzonia e in Cerrado). L’Italia, con oltre 1 milione di tonnellate, è il primo importatore europeo di carne bovina dal Brasile. L’Italia, secondo i calcoli di Etifor, ha indotto in media una deforestazione associata al consumo di carne compresa fra i 5.900 e gli 11.153 ettari all’anno. Inoltre, secondo lo studio The rotten apples of Brazil’s agribusiness, il 20% della soia e il 17% della carne bovina consumate in Europa potrebbero provenire da deforestazione illegale. 

 

Ad oggi il 70% della carne per la produzione di bresaola IGP utilizza materia prima proveniente dal Sud America. Una delle principali aziende italiane di produzione di bresaola, Rigamonti, è direttamente collegata alla multinazionale della carne JBS, accusata di produrre su terreni disboscati illegalmente

 

Al fine di garantire che l'accordo commerciale UE-Mercosur non aggravi i maltrattamenti sugli animali e la distruzione ambientale legati alla produzione illegale di carne bovina in Brasile, Animal Equality chiede all’Unione europea di non ratificare l'accordo commerciale UE-Mercosur fino a quando l'UE non adotterà un’opportuna legislazione che regoli i prodotti importati con standard specifici per il benessere degli animali e la sostenibilità ambientale.

Nonostante la condanna dei funzionari dell'UE infatti, la produzione illegale di carne bovina in Brasile continua a essere pesantemente sovvenzionata con denaro pubblico, alimentando la distruzione irreversibile dell'Amazzonia, del Cerrado e del Pantanal, nonché il trasporto illegale e la macellazione di milioni di animali da allevamento. 

Attraverso un appello internazionale indirizzato al governo brasiliano, ai governi nazionali e ai suoi partner commerciali, Animal Equality chiede quindi di:

  • Interrompere tutti i sussidi ai produttori che non dimostrano di approvvigionarsi da allevamenti in cui non si verificano abusi sugli animali e legati alla distruzione ambientale;
  • Di stabilire dei sistemi di monitoraggio trasparenti, che consentano alle autorità e a qualsiasi cittadino di verificare l'origine degli animali allevati a scopo alimentare e le condizioni in cui tali animali sono stati allevati;
  • Di smettere di importare prodotti provenienti da queste pratiche crudeli per gli animali e distruttive per l’ambiente;
  • Di adottare politiche, sia interne sia estere, che aiutino a porre fine all’allevamento intensivo.

La versione italiana del video-reportage che racconta i risultati delle ricerche svolte da Animal Equality è impreziosita dalla voce narrante della cantautrice Giorgia, una delle più belle voci della musica italiana famosa a livello internazionale che ha scelto di sostenere la campagna per dire basta alla distruzione del nostro ecosistema condividendo la petizione. 

“Ho scelto di sostenere la campagna di Animal Equality perché il nostro pianeta è in pericolo: ogni giorno le scelte che facciamo possono incidere sulla sofferenza di milioni di animali e sulla salute del nostro ecosistema - ha dichiarato Giorgia - Gli allevamenti intensivi e i macelli industriali sono una delle maggiori cause della deforestazione dell’Amazzonia in Brasile, delle emissioni di gas serra, della scarsità d'acqua, dello sfruttamento dei terreni e dell'estinzione delle specie. Di fronte a questa distruzione, non possiamo restare indifferenti”.

 

Informazioni aggiuntive sul Brasile e la deforestazione: 

  • Le savane del Cerrado vengono deforestate per la coltivazione di soia. L'80% di soia nel mondo è utilizzata per nutrire gli animali, la stragrande maggioranza dei quali negli allevamenti intensivi;
  • Il Brasile è il più grande esportatore di carne bovina e soia al mondo. Più la domanda globale di carne sul mercato cresce, più gli allevatori continuano ad aumentare la loro produzione, più cresce il loro bisogno di spazio per i pascoli. La produzione di carne e di soia provoca direttamente gli incendi e la deforestazione delle regioni del Pantanal e del Cerrado;
  • I produttori locali infatti disboscano e danno fuoco alla vegetazione autoctona illegalmente per coltivare soia destinata ai mangimi per animali o creare pascoli per i bovini. La polizia federale dispone di informazioni sufficienti per incriminare alcuni di questi produttori, eppure solo l'1% delle multe per deforestazione è stato pagato negli ultimi 25 anni.
  • Con quasi il 20% delle esportazioni totali di carne bovina (destinate a diventare il 23% entro il 2028 secondo il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti), il Brasile è il più grande produttore mondiale di carne e distribuisce i propri prodotti in 145 paesi. Il più grande importatore di carne bovina brasiliana è la Cina, che comprende il 42,2% delle esportazioni del paese. Gli altri mercati principali in ordine decrescente includono Hong Kong, Unione Europea, Egitto, Cile, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti e Russia. Nel 2019 gli Stati Uniti hanno importato dal Brasile 319,2 milioni di dollari di carne bovina;
  • A integrazione dell’indagine condotta nel 2020, vi sono i risultati di una precedente inchiesta realizzata nel settembre 2019 nello stato del Pará, altro stato brasiliano riconosciuto per la deforestazione della foresta pluviale amazzonica. Le immagini raccolte da Animal Equality rivelano che all’interno dei macelli della regione, dove non è richiesta alcuna documentazione per l'acquisto dei bovini, gli animali vengono macellati in modo crudele e non vengono rispettate le norme sanitarie che garantiscono la sicurezza alimentare. Ciò consente agli agricoltori di eludere il sistema e di vendere i loro animali allevati in aree deforestate illegalmente per essere venduti e uccisi.

 

 

 Animal Equality

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