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Formaggi

VENERDÌ 13 NOVEMBRE 2020ORE 11.00 - 12.00 PIATTAFORMA GOOGLE MEET

Venerdì 13 novembre 2020ore 11.00 - 12.00 Piattaforma Google Meet https://tinyurl.com/y3adwpkh 

 

Il progetto che da anni si dedica alla valorizzazione e alla promozione del comparto lattiero-caseario avrà quest'anno un carattere straordinario: per superare i limiti dell'emergenza sanitaria, sarà una tre giorni tutta in digitale dove le eccellenze casearie saranno al centro dell'attenzione con un fitto palinsesto di attività. 

 

Intervengono: 

Giorgio Gori - Sindaco di Bergamo 

Fabio Rolfi - Assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi di Regione Lombardia 

Maria Paola Esposito - Segretario Generale Camera di Commercio Bergamo 

Giorgio Beltrami, Presidente Associazione Promozione del Territorio 

Giuseppe Remuzzi, Direttore Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri 

Francesco Maroni, Presidente Progetto Forme  

Alberto Gottardi, Vicepresidente Progetto Forme 

 

Lucia Masserini

 

 

 

CASEIFICI APERTI: SABATO 3 E DOMENICA 4 OTTOBRE ALLA SCOPERTA DEL PARMIGIANO REGGIANO DOP, IN TUTTA SICUREZZA

 

 

Sulla pagina https://www.parmigianoreggiano.com/it/caseifici-caseifici-aperti/ è ora disponibile la lista dei caseifici aderenti. Oltre trenta aziende nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova e Bologna. Tutte le attività sono state organizzate nel rispetto del distanziamento sociale e delle misure anti-contagio.

 

Il Parmigiano Reggiano riparte dal weekend di Caseifici Aperti. Da oggi è possibile consultare la lista dei caseifici aderenti e ricercare quello più vicino, anche tramite la mappa interattiva, su www.parmigianoreggiano.com/it/caseifici-caseifici-aperti/.

 

Un anno dopo l’ultima edizione, sono oltre trenta i caseifici che sabato 3 e domenica 4 ottobre hanno scelto di lanciare un messaggio di speranza agli italiani aprendo le proprie porte dopo il lockdown. Caseifici Aperti offrirà a tutti – dai foodies e appassionati ai curiosi, grandi e piccini – l’opportunità di partecipare e immergersi nella produzione del Parmigiano Reggiano DOP. Le visite e le attività saranno organizzate osservando attentamente le norme sul distanziamento sociale e le misure anti-contagio.

 

Visite guidate al caseificio e al magazzino di stagionatura, spacci aperti, eventi per bambini e degustazioni, uniti alla passione dei casari offriranno la possibilità di vivere un’esperienza unica: un viaggio alla scoperta della zona d’origine del Parmigiano Reggiano, delle sue terre ricche di storia, arte e cultura. È così che, a circa un anno dall’ultima edizione, i produttori di Parmigiano Reggiano hanno scelto di lanciare un segnale di speranza agli italiani.

 

Ricordiamo che la produzione della DOP non si è mai fermata: anche nel periodo più buio del lockdown, i casari sono rimasti al lavoro tra caldaie e fascere per rifornire il Paese. Ora è giunto il momento di fare un passo in più e tornare ad accogliere nei caseifici tutte quelle persone che hanno sostenuto la nostra filiera in un periodo così difficile.

 

Partecipare a Caseifici Aperti è semplice: basta visitare il sito del Consorzio, www.parmigianoreggiano.it e accedere all’area dedicata con la lista dei caseifici aderenti su tutte e cinque le province dell’area di produzione: Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova a sud del fiume Po e Bologna alla sinistra del Reno. Sul sito sono inoltre presenti tutte le informazioni circa gli orari di apertura e le attività proposte. Assistere alla nascita della forma è un’esperienza unica, così come passeggiare nei suggestivi magazzini di stagionatura e acquistare il formaggio direttamente dalle mani di chi lo produce.

 

Un autentico viaggio nel tempo alla scoperta del metodo di lavorazione artigianale, rimasto pressoché immutato da oltre nove secoli. Il Parmigiano Reggiano si produce oggi come nove secoli fa: con gli stessi ingredienti (latte crudo, sale e caglio), con la stessa cura artigianale e con una tecnica di produzione che ha subito pochi cambiamenti nei secoli, grazie alla scelta di conservare una produzione del tutto naturale, senza l’uso di additivi.

 

 

Fabrizio Raimondi

I FORMAGGI DE IL FIORINO TRA I 200 PRODOTTI PIÙ BUONI AL MONDO

Tre stelle per la Riserva del Fondatore, premia anche per Pecorino Toscano DOP e Fior di Natura

 

Il Fiorino si regala un'altra giornata stellare. Il concorso internazionale Great Taste, organizzato dalla storica organizzazione inglese Guild of Fine Food e riservato ai migliori prodotti food e beverage del mondo ha incoronato il caseificio maremmano. La Riserva del Fondatore ha ottenuto due premi con tre stelle, il massimo riconoscimento del contest. Oltre al tris di stelle per la Riserva, una stella è stata assegnata al Pecorino Toscano DOP stagionato e una a il Fior di natura Pecorino semistagionato biologico con caglio vegetale.

 

Il Premio. A selezionare cibi e bevande provenienti da tutto il mondo è una giuria di oltre 500 esperti, composta da chef, acquirenti, giornalisti, rivenditori. I lavori della giuria si svolgono per un periodo di 60 giorni durante i quali ogni prodotto viene degustato alla cieca. Il 2020 ha visto in lizza 12.777 prodotti tra food e drink. Di questi solo l’1,6 per cento, poco più di 200, hanno ottenuto tre stelle. Un risultato che conferma la Riserva del Fondatore, nell’ élite mondiale dei prodotti. Ma anche le stelle del Pecorino Toscano DOP e del Fior di natura sono un grande successo visto che, in media, solo un prodotto su quattro riesce a ottenere l’ambito bollino di qualità.  

 

Dalle stalle alle stelle. I tre pecorini premiati hanno già ottenuto riconoscimenti nell’altro contest organizzato dalla Guild, il World Cheese Awards, concorso mondiale dedicato ai migliori formaggi del mondo. Ultime in ordine di tempo, sono le 9 medaglie ottenute nell’edizione italiana svoltasi a Bergamo nell’ottobre scorso, tre delle quali conquistate proprio dalla Riserva, dal Pecorino Toscano DOP e dal Fior di Natura. La qualità della materia prima, latte 

altamente selezionato proveniente solo dai pascoli della Maremma, e l’unicità della lavorazione hanno fatto ancora una volta la differenza, convincendo la giuria a premiare Il Fiorino con i sigilli di eccellenza internazionale, quali sono le stelle assegnate dalla Guild of Fine Food.

 

 

Seguendo il disciplinare della DOP è un classico caratterizzato da un sapore equilibrato e persistente. È un prodotto pluripremiato: Cheese of the year (2007),1° e 2° classificato al Trofeo San Lucio (2007, 2014), 2° classificato al Trofeo San Lucio (2010), medaglia di bronzo al WCA di Londra (2015) e medaglia d’oro a San Sebastian (2016), medaglia d’argento d’argento WCA Bergen (2018), al Mondial du Fromage e des Produits Laitiers (2019).

 

Lisa Cresti

“CHEESEMINE”  

 

 

STAGIONATURA DEI FORMAGGI NELLE MINIERE A DOSSENA  AL VIA LA SPERIMENTAZIONE COORDINATA DA CNR-ISPA

  

Si è svolta sabato 12 settembre la presentazione del progetto “CheeseMine” che vede al fianco di CNR – ISPA, l’Università degli Studi di Milano e sei aziende agricole del territorio con il patrocinio del Comune di Dossena, volto a riqualificare le miniere dello storico borgo della Val Brembana per conferire unicità e valore aggiunto al tipico processo di stagionatura dei prodotti caseari locali

  

È stato presentato sabato mattina a Dossena, uno dei borghi più autentici della Lombardia, il progetto  “CheeseMine. Percorso di sperimentazione della stagionatura dei formaggi nelle miniere di Dossena”, attraverso cui la rete dei partner –  6 aziende agricole locali, Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISPA – CNR), I Rais Società Cooperativa di Comunità  e  Università degli Studi di Milano (DEFENS, DISAA)  – intende sperimentare una nuova soluzione per la  stagionatura dei formaggi  da attuare nelle  miniere di Dossena, recentemente riaperte al pubblico a scopo turistico.  

  

L’Assessore  all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi di Regione Lombardia Fabio  Rolfi, dopo aver visitato le miniere, ha dichiarato:  “Le caratteristiche sensoriali della stagionatura in miniera, diverse da quelle delle stesse produzioni stagionate nelle celle aziendali, fornirebbero  un’importante opportunità di differenziazione della produzione casearia, tagliando i costi aziendali e riconoscendo un  valore aggiunto al prodotto, che diviene così  fortemente identitario.  – spiega l’assessore  Rolfi  –  L’innovazione comporta cambiamenti che, se ben programmati come in questo caso, non possono far altro che apportare benefici all’ecosistema locale, ad aziende e cittadini”.

  

Il percorso di valorizzazione delle produzioni casearie tipiche punta a  tre obiettivi: l’innovazione  del processo produttivo in una logica partecipativa, la  valorizzazione  dei prodotti tipici per la tutela di ambiente e territorio e infine il contributo alla  mitigazione ai cambiamenti climaticiconservando le strutture produttive di alta montagna. La speranza è che sempre più aziende aderiscano al progetto, incentivate anche dalle divulgazioni scientifiche che documenteranno i risultati raggiunti nel corso del tempo.

 

“Il progetto  CheeseMine  nasce dalla sollecitazione di alcuni produttori che hanno individuato nella stagionatura in miniera l’opprtunità  di valorizzare i loro formaggi.    Il percorso che abbiamo intrapreso parte quindi dalla scelta dei    formaggi  del territorio che meglio si prestano alla stagionatura in miniera e fornirà elementi analitici per la valorizzazione dei prodotti, tra cui lo studio del  microbiota  di crosta, le caratteristiche compositive e il profilo    aromatico”  dichiara  Milena Brasca, Primo Ricercatore dell’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISPA-CNR).

  

“Nella sua prima fase, il progetto è stato indirizzato allo studio di processi di caseificazione che consentissero di ottenere formaggi idonei alla stagionatura nelle miniere di Dossena. Sono stati redatti tre Disciplinari di produzione di formaggi, due da latte vaccino e uno da latte di capra, le cui caratteristiche chimiche, nutrizionali e sensoriali saranno conferite dalle peculiarità delle condizioni ambientali delle miniere di Dossena,  dichiara  Stefano Cattaneo, Ricercatore del Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente dell’Università degli Studi di Milano”.

  

“Per la realizzazione del progetto  CheeseMine  sono state valutate le  caratterisitche  aziendali e la produzione dei foraggi da prati e pascoli locali, che garantiscano il collegamento con il territorio di Dossena e la capacità di sostenere produzioni zootecniche tipiche, oltre alla necessità di aprirsi ad innovazioni sostenibili,  dichiara  Alberto Tamburini, Professore del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano”.

  

“CheeseMine  nasce con l’intento di non fermarsi ai partner di partenza, ma punta a espandersi con il tempo, coinvolgendo sempre più realtà. – commenta il  sindaco di Dossena Fabio Bonzi,  che ha patrocinato l’iniziativa –  La particolarità del territorio di Dossena, ricco di miniere, è un forte incentivo a sfruttare al meglio le risorse naturali che abbiamo a disposizione, sempre nel rispetto dell’ambiente, per dare alle nostre eccellenze gastronomiche e aziende locali il riconoscimento che meritano”.

  

“Tale iniziativa rappresenta il primo  step  di un percorso di valorizzazione delle produzioni casearie tipiche; persegue, pertanto, l’obiettivo ultimo di salvaguardare non solo il territorio e i suoi abitanti ma anche le pratiche agricole quali elementi di attrattività e resilienza.    dichiara  Patrizio  Musitelli, Direttore GAL Valle Brembana 2020  – GAL Valle Brembana 2020 ha assunto il ruolo di  Innovation  Broker, coordinando i lavori e le relazioni tra i soggetti del partenariato e i network nazionali e europei”.

  

La realizzazione dell’iniziativa  CheeseMine, della durata di 30 mesi e che vedrà i primi risultati il prossimo anno, è resa possibile grazie al finanziamento ottenuto da Regione Lombardia in risposta all’approvazione del progetto presentato dal gruppo operativo, coordinato da GAL Valle Brembana 2020.

  

  

 

Claudia Rota

 

IL CONSORZIO PARMIGIANO REGGIANO ALLA FIERA MILLENARIA DI GONZAGA (4-8 SETTEMBRE)

 

Venerdì 4 settembre, il presidente Nicola Bertinelli sarà protagonista dell’evento di apertura della Fiera

 

Il Consorzio Parmigiano Reggiano partecipa a Millenaria, la fiera che, dal 1490, si svolge in provincia di Mantova e che rappresenta la cultura del buon cibo e la valorizzazione dell'eccellenza agricola e agroalimentare italiana. Saranno oltre 150 gli espositori specializzati che, nella ricca area espositiva, parteciperanno alla manifestazione in ottemperanza alle normative anti-Covid.

 

Mantova è una delle cinque province nelle quali si produce Parmigiano Reggiano – oltre a Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna – qui sono 21 i caseifici produttori che producono ogni canno circa 400 mila forme. 

 

Parmigiano Reggiano e Grana Padano saranno i protagonisti dell’evento di apertura della Fiera Millenaria 2020, che si terrà venerdì 4 settembre alle 21 (la fiera proseguirà fino all’8 settembre). I presidenti dei due consorzi di tutela, Renato Zaghini (Grana Padano) e Nicola Bertinelli (Parmigiano Reggiano) si confronteranno con l’assessore all’agricoltura della Regione, Fabio Rolfi, in una serata dibattito che avrà come tema “La forza dell’agricoltura”. L’incontro sarà moderato dal presentatore Rai Nicola “Tinto” Prudente, voce irriverente del programma “Decanter” (Radio 2), già ospite della scorsa edizione della fiera di Gonzaga.  

 

Il Consorzio Parmigiano Reggiano si presenta con un fitto calendario di degustazioni e abbinamenti con le eccellenze del territorio, dai Lambruschi Mantovani al Melone mantovano IGP.

 

“Un’occasione per incontrare i più importanti player lombardi, per riflettere sul post-Covid e per capire quale strada intraprendere insieme per garantire un futuro di successo alla nostra filiera” ha commentato il presidente Nicola Bertinelli

 

Fabrizio Raimondi

CASEIFICI APERTI 2020

 

 

Sabato 3 e domenica 4 ottobre torna Caseifici Aperti: l’appuntamento che offrirà a tutti – dai foodies e appassionati ai curiosi, grandi e piccini - la possibilità di partecipare e immergersi nella produzione del Parmigiano Reggiano DOP. Le visite e le attività saranno organizzate osservando attentamente le norme sul distanziamento sociale e le misure anti-contagio. Visite guidate al caseificio e al magazzino di stagionatura, spacci aperti, eventi per bambini e degustazioni, uniti alla passione dei casari offriranno la possibilità di vivere un’esperienza unica: un viaggio alla scoperta della zona d’origine del Parmigiano Reggiano, delle sue terre ricche di storia, arte e cultura. È così che, a circa un anno dall’ultima edizione, i produttori di Parmigiano Reggiano hanno scelto di lanciare un segnale di speranza agli italiani.

 

Ricordiamo che la produzione della DOP non si è mai fermata: anche nel periodo più buio del lockdown, i casari sono rimasti al lavoro tra caldaie e fascere per rifornire il Paese. Ora è giunto il momento di fare un passo in più e tornare ad accogliere nei caseifici tutte quelle persone che hanno sostenuto la nostra filiera in un periodo così difficile. Partecipare a Caseifici Aperti è semplice: basta visitare il sito del Consorzio, www.parmigianoreggiano.it e accedere all’area dedicata dove presto sarà disponibile la lista dei caseifici aderenti grazie alla quale è possibile informarsi sugli orari di apertura e sulle attività proposte.

 

Assistere alla nascita della forma è un’esperienza unica, così come passeggiare nei suggestivi magazzini di stagionatura e acquistare il formaggio direttamente dalle mani di chi lo produce. Un autentico viaggio nel tempo alla scoperta del metodo di lavorazione artigianale, rimasto pressoché immutato da oltre nove secoli. Il Parmigiano Reggiano si produce oggi come nove secoli fa: con gli stessi ingredienti (latte crudo, sale e caglio), con la stessa cura artigianale e con una tecnica di produzione che ha subito pochi cambiamenti nei secoli, grazie alla scelta di conservare una produzione del tutto naturale, senza l’uso di additivi.Ufficio Stampa e Relazioni Esterne:

 

Fabrizio Raimondi 

IL FORMAGGIO PIAVE DOP PROTAGONISTA A FESTIVAL LETTERATURA DI MANTOVA

 

Il formaggio Piave DOP sarà protagonista al prossimo Festival Letteratura, in programma dal 9 al 13 settembre a Mantova, dove presenterà in anteprima il reportage "Versanti di gusto. Il Piave DOP racconta le sue montagne" che verrà presentato in anteprima in conferenza stampa giovedì 10 settembre alle ore 11.00 in Sala delle Lune e dei Nodi (Camera di Commercio, Via Baldassarre Castiglioni, 4).

 

Interverranno: 

  • Patrizio Roversi, conduttore TV e giornalista
  • Roselena Ramistella, fotografa, vincitrice del Sony World Photography Awards 2018 nella categoria Natural World & Wildlife, autrice del reportage
  • Chiara Brandalise, Direttrice del Consorzio di Tutela Piave DOP.

L'incontro sarà moderato da Alberto Marcomini, giornalista e maitre fromager.

 

In allegato l'invito, ci auguriamo potrà intervenire.

 

 

Il Consorzio sarà inoltre presente per tutta la durata della manifestazione con un gazebo in Piazza Sordello, dove vi sarà la possibilità di degustare il prodotto e di approfondirne la conoscenza.

 

Sarà infine sponsor dell'evento "Rocco e i suoi fardelli" con Antonio Manzini e Lella Costa, Domenica 13 Settembre alle ore 10.00 in Piazza Castello. L'incontro con l'autore è incentrato sulle vicende del vicequestore più amato dagli appassionati di letteratura gialla nostrana, Rocco Schiavone, nato appunto dalla penna dello scrittore e attore Antonio Manzini.

 

Restiamo a sua disposizione per qualsiasi approfondimento e in attesa di una sua gentile conferma di partecipazione alla conferenza stampa all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o al tel. 030-7741535.

 

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PARMIGIANO REGGIANO: NEL PRIMO SEMESTRE 2020 LE VENDITE SONO CRESCIUTE IN ITALIA DEL 6,1%, VOLA ANCHE L’EXPORT: +11,9%

 

Nel primo semestre 2020 crescono le vendite di Parmigiano Reggiano rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+6,1%). Cresce anche l’export con ottime performance in Europa: Paesi Bassi, (+31,6%), Belgio (+31,3%), Germania (+16%), Regno Unito (+15,2%), Francia (+7,2%), e extra-UE: Canada (+153,9%), Area del Golfo (+50%), Cina (+37,2%), Norvegia (+35,8%).

Nonostante il Covid e le incertezze sui mercati internazionali, il Parmigiano Reggiano chiude il primo semestre 2020 con il segno positivo sia in Italia che all’estero. I dati emergono da un’analisi del Consorzio Parmigiano Reggiano e del Centro Ricerche Produzioni Animali (CRPA).

 

Se in Italia l’aumento complessivo delle vendite è stato pari al 6,1% (34.200 tonnellate contro le 32mila del semestre precedente), all’estero, l’export è cresciuto dell’11,9%: nei primi sei mesi del 2020 sono oltre 27mila le tonnellate di prodotto che hanno superato i confini italiani per raggiungere le tavole di tutto il mondo.

Il 2020 è stato un anno eccezionale che ha cambiato anche la distribuzione dell’export del prodotto. Nel primo semestre del 2020, il primo mercato è stato la Germania (quota 19,6% su totale export), seguito da Francia (19,5%) – fino ad ora primo mercato dopo l’Italia, USA (18,2%), Regno Unito (13,5%) e Canada (5%).

 

L’Europa cresce complessivamente del +12,5% con incrementi notevoli per Paesi Bassi (+31,6%), Belgio (+31,3%), Germania (+16%), Regno Unito (+15,1%) e Francia (+7,2%).

Anche l’extra-UE cresce e registra un +11,9%: da segnalare le performance positive di Canada (+153,9%), Area del Golfo (+50,5%), Cina (+37,2%), Norvegia (+35,8%).

Registrano performance negative invece, in Europa, Grecia (-14,6%) e Austria (-13,3%), e fuori dall’UE, Australia (-25,8%), Giappone (-3,2%) e USA (-1,6%), flessioni legate principalmente alle incertezze sui mercati dovute al virus.

 

Un altro dato interessante riguarda il formato preferito dai consumatori all’estero. I buyer acquistano perlopiù porzionati e grattugiati che crescono rispettivamente del 14,7% e del 14,2%, mentre calano le forme intere che registrano una flessione pari al 5,9%.

 

Anche in questo momento di crisi e incertezza il mercato ci ha premiato. I dati dimostrano come la marca forte e ben posizionata verso il consumatore sia stata il vaccino migliore per arginare gli impatti commerciali del Covid. Ora serve collaborazione di tutti per tutelare il prodotto ed evitare i rischi legati ad un autunno molto incerto sia in Italia che all'estero. Nel primo semestre 2020 abbiamo registrato una crescita in Italia pari al +6,1% e un incremento delle esportazioni pari all’11,9%, un dato estremamente positivo che arriva in un momento difficile per il nostro comparto” ha commentato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano. 

 

Ricordiamo – aggiunge Bertinelli -– che il Parmigiano Reggiano ha ottenuto ottime performance in termini di vendite, ma che sta anche soffrendo di un eccesso di offerta che ha causato un calo dei prezzi ed una conseguente riduzione della remuneratività per le nostre aziende produttrici. 

Ci stiamo dando da fare per rispondere prontamente alla crisi. Le misure che abbiamo adottato sono sostanzialmente tre. In primo luogo, il Consorzio acquisterà dai suoi 335 caseifici fino a 320mila forme (160mila dell’ultimo quadrimestre 2019 e 160mila del primo quadrimestre 2020) così da riequilibrare il mercato. Le forme saranno conservate nei magazzini, fatte stagionare più a lungo e reimmesse progressivamente sul mercato quando sarà possibile ottenere una remunerazione adeguata al prodotto. Non è la prima volta che il Consorzio interviene per ritirare le forme al fine di alzare le quotazioni: era già successo nel 2014-2015. La novità è che ora il Consorzio non si limiterà a ritirare le forme dal mercato, ma ridurrà ulteriormente le quote di produzione che sono stata stabilite per il triennio a venire”.

 

Esportazioni di Parmigiano Reggiano 1° semestre 20201

 

 

Export di Parmigiano Reggiano per Paese 1° semestre 2020/2019

 

tonnellate

gen-giu 2019

gen-giu 2020

Var. % 20/19

Germania

4.674,5

5.421,2

16,0

Francia

5.040,7

5.404,8

7,2

Regno Unito

3.245,0

3.735,7

15,1

Paesi Bassi

577,9

760,6

31,6

Belgio

576,1

756,2

31,3

Spagna

624,5

668,3

7,0

Svezia

510,3

589,7

15,6

Danimarca

351,5

361,4

2,8

Grecia

396,2

338,5

-14,6

Austria

130,7

113,4

-13,3

Altri paesi UE

1.164,2

1.295,6

11,3

Ue-28

17.291,5

19.445,4

12,5

USA

5.107,7

5.025,1

-1,6

Canada

541,5

1.374,6

153,9

Svizzera

467,8

491,5

5,1

Giappone

466,2

451,2

-3,2

Australia

253,4

188,1

-25,8

Norvegia

126,4

171,6

35,8

Area del Golfo

64,1

96,5

50,5

Cina

20,3

27,9

37,2

Altri extra Ue

369,4

387,5

4,9

Totale

24.708,2

27.659,3

11,9

 

Fonte: Elaborazioni su rilevazioni dirette

 

 

1 Elaborazione dei dati forniti dalle 32 imprese di produzione, confezionamento e commercializzazione che hanno aderito alla rilevazione infrannuale

 

1.Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano C.R.P.A.

 

Fabrizio Raimondi 

 

 

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