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Ristoranti

Oli e resine di larice del Salto alla base dei trattamenti della SPA Belessere dell’Hotel Belvedere a San Genesio, sopra Bolzano

 

 

 

L’estratto dei larici del “Prato di larici più grande d’Europa” che circonda l’Hotel Belvedere favorisce la respirazione, distende le tensioni psichiche e ristabilisce la pace interiore. La SPA Belessere è estesa su due piani con ampie zone relax e piscina infinity con panorama mozzafiato sulle Dolomiti e Bolzano

Eleganti e leggeri, i larici abitano da sempre l’Altopiano del Salto in Alto Adige dove è situato il "Prato di larici più grande d'Europa". In grado di vivere fino a migliaia di anni, il larice è una conifera unica in Europa perchè perde completamente le foglie in inverno; il nome latino è infatti Larix Decidua. E’ noto per la sua bellezza estetica, ma soprattutto per i suoi poteri curativi conosciuti da secoli e ora scientificamente provati e alla base di trattamenti offerti alla SPA Belessere dell’Hotel Belvedere di San Genesio.

Gli ospiti dell’oasi wellness con vista sulle Dolomiti e su Bolzano possono regalarsi un momento di relax rigenerante scegliendo uno degli speciali trattamenti alle erbe aromatiche della SPA dell’Hotel Belvedere, in particolare con i pregiati prodotti locali a base di larice del Salto. Infatti, gli oli e le resine ricavati da questa incredibile pianta favoriscono la respirazione, distendono le tensioni psichiche e ristabiliscono la pace interiore, oltre ad avere un effetto positivo e duraturo su circolazione e rilassamento muscolare. Che si tratti di massaggio classico completo o parziale, massaggio vitale o riflessologia plantare, è proprio il larice a farla da padrone: l’olio essenziale è infatti utilizzato dagli esperti del centro benessere per effettuare le manipolazioni e i massaggi. Inoltre nella SPA Belessere il larice è impiegato come essenza nella sauna alle erbe e nella tradizionale biosauna altoatesina: ad alte temperature e con l'elevata umidità dell'aria, gli estratti balsamici agiscono sul sistema immunitario e svolgono anche un effetto benefico sulla pelle.

Con il suo panorama sulle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO e sulla città di Bolzano, l’Hotel Belvedere è la “terrazza sulle Dolomiti” a 1.000 m di altitudine a San Genesio sull’altipiano del Salto. Il quattro stelle superior a conduzione famigliare è circondato da una “SPA naturale” di 3.000 mq di natura intatta e area escursionistica: è quindi perfetto luogo di relax e di partenza per tranquille escursioni a piedi o in mountain bike. A soli 8 minuti in funivia dal centro del capoluogo altoatesino per lo shopping, per le visite ai musei, giardini e castelli nell’area di Bolzano e dintorni, gratuite grazie alla BolzanoCard compresa nel prezzo della camera. Il ristorante Frieda’s propone cucina biologica caratterizzata dalla combinazione di ingredienti alpini e mediterranei, mentre le camere dell’hotel sono caratterizzate da un’architettura integrata alla natura circostante.

 

Per maggiori informazioni: www.belvedere-hotel.it/it/natura-wellness/hotel-spa/trattamenti.html

Stefania Mafalda

LA BRINCA HA COMPIUTO FELICEMENTE TRENT'ANNI

 

 

Carissimi tutti dopo un autunno ricco di soddisfazioni e premi dalle Guide 2018 (conferma Chiocciola Bottiglia Formaggi su Osterie d’Italia Slow Food e segnalazione su SlowWine, Tre Gamberi sul Gambero Rosso, massimo riconoscimento Corona Radiosa sul GattiMassobrio, BiB Gourmand su Michelin, Buona Cucina sul Touring, segnalazione su Espresso, Identità Golose. Liguria di Repubblica, Buono! del Fatto Quotidiano, i Vini di Veronelli e Bibenda) siamo giunti alla vigilia delle feste di Natale, La Brinca riapre giovedì sera 7 dicembre con tutte le decorazioni.  Ma prima del Natale c’è il 20 Dicembre....

Mercoledì 20 Dicembre 2017, dalle ore 20,00

i 30 anni della Brinca ...con Abissi e Rolli!

Abbiamo fatto 30! Il 20 dicembre 1987 abbiamo iniziato la grande avventura: “i Ciculin gen matti!” dicevano i più quando la famiglia Circella cominciò a ristrutturare l’antica casa colonica della Brinca a Ne. Tanto tempo è passato, tanta fatica e sacrifici, ma La Brinca accoglie ancora e sempre al meglio le tante persone che le hanno dato fiducia...

Per questo, proprio all’ultimo momento, abbiamo deciso di festeggiare con Voi il nostro compleanno, con Ospiti d’onore due nostri grandi Amici:

Piero LuganoBisson” di Chiavari con i suoi Vini e in particolare con l’ormai classica presentazione della nuova annata di Abissi, lo straordinario Spumante metodo Classico che rifermenta in bottiglia nelle profondità del mare della Baia del Silenzio a Sestri Levante.

L’altro grande ospite è Stefano Rolli, notissimo giornalista e vignettista del Secolo XIX, che ha creato per l’occasione una copertina/quadro alla Sua maniera, che sarà appunto la “cover” del nuovo “Menù dei 30 anni” che proporremo ai nostri Ospiti da fine gennaio 2018. Ovviamente la omaggeremo a tutti gli Ospiti presenti alla nostra festa. Inoltre c’è il piatto dell’anno 2018.                                                                   

Il Menu

Dalle ore 20

Prebugiun di Ne e Ravioli alla brace 

con L’Anteprima 2017 Bianco Fieschi (novità!)

Torta Lavagnexe

(dalla ricetta originale del Libro per Cuoco - Anonimo Veneziano del XIV secolo) piatto dell’anno 2018 della Brinca con Abissi Spumante Portofino d.o.c. ’15 Dos. Zero (bianchetta G.+vermentino+cimixa) - Bisson

Taglierini verdi fatti a mano al sugo di funghi con Abissi  Rosè Dosaggio Zero ’15 (ciliegiolo+granaccia) - Bisson

Raviolini di carne ed erbette in brodo

Punta di Vitello al forno a legna alle bacche di ginepro con Musaico Portofino Rosso d.o.c. ’16 (dolcetto+barbera)  - Bisson

La Torta dei 30 anni

con  Passito Bianco Portofino d.o.c. ’11 (cimixa) - Bisson

Costo a persona € 50,00.

Posti disponibili limitatissimi, Vi invitiamo a prenotare appena possibile. 

Ed è con grande piacere che la nostra famiglia con tutti i nostri collaboratori auguriamo a tutti Voi un bellissimo Natale con le persone che Vi sono più care e di iniziare il nuovo anno in grande serenità

Un caldo abbraccio dalla Brinca di Ne!

 

 

Il WineHunter 2017 presenta le eccellenze vitivinicole e culinarie nel weekend romano

 

 

Niko Sinisgalli e Massimo Viglietti saranno gli chef di punta dell'evento che si svolgerà all'Acquario Romano sabato 2 e domenica 3 dicembreL’appuntamento di presentazione per la stampa di WineHunter Roma 2017  è sabato 2 dicembre, alle 12,00, nella splendida location dell'Acquario Romano. Dal discorso di benvenuto di Helmuth Köcker allo show cooking con degustazione dello Chef Arcangelo Dandini del ristorante L'Arcangelo di Roma, sarà un’edizione carica di sorprese. Per partecipare è necessario accreditarsi all'opening esclusivo alla stampa inviando una mail di conferma a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Lo chef Niko Sinisgalli del Ristorante Tazio del Boscolo Exedra e Massimo Viglietti, chef stellato di Enoteca al Parlamento, saranno i protagonisti degli show cooking della seconda edizione romana dell'evento dedicato al mondo del vino, che vede la presenza di oltre 60 aziende vitivinicole presenti da tutta Italia. 
 

 

Dopo l’evento che si è svolto a Merano, lo scorso 10 al 14 novembre 2018,  i wine lovers si sposteranno nella capitale, sabato 2 e domenica 3 dicembre all'Acquario Romano, per una manifestazione pensata per gli operatori del settore e  gli appassionati del buon vino. 
Si rinnova anche quest'anno il legame tra Roma e Helmuth Köcher, che proprio nella scorsa edizione dichiarò il suo amore per questa città e la volontà di proporre alle realtà di ristorazione locali le migliori cantine italiane premiate a Merano.
Dopo il successo dello scorso anno, la fusione di cucina e vini si sposa per raccontare la tavola di Natale, che sarà il tema di questa seconda edizione della manifestazione. 
Niko Sinisgalli è stato definito “chef scultore” per i suoi piatti, vere e proprie opere d'arte in verticale. Con le sue ricette ha entusiasmato attori e vip tra cui Richard Gere, Sofia Loren e il Dalai Lama. Allo show cooking presenterà un piatto da poter replicare sulle tavole natalizie: il risotto con curry, polpettine di maiale e mele. 


Spazio anche alla Cinegustologia: la regia di una cucina trova il parallelismo nella conduzione di un film, dove il regista ha a disposizione diverse materie prime (gli attori, le musiche, la sceneggiatura, la fotografia) che può utilizzare in vari modi. Seguendo questo filo logico, Marco Lombardi racconterà Massimo Viglietti come fosse Jim Jarmusch, associando due suoi piatti ai suoi film. Lo chef di Enoteca al Parlamento è interprete di una cucina dallo stile pacato, raffinato ed elegante. 
Quest'anno i migliori pastai romani si sfideranno nella creazione del tortellino più buono di Roma, rivisitando uno dei principali prodotti di Natale delle tavole italiane. 
 Oltre ai numerosi show cooking, ampio spazio avrà anche la mixologia. I bartender della Capitale si confronteranno sulla creazione di cocktail a base di vini. 
Il Merano Wine Award è un riconoscimento che viene attribuito ai vini che raggiungono un punteggio minimo di 88/100 quale marchio di alta qualità certificata in modo indipendente. Tutte le aziende che hanno ottenuto il bollino ROSSO (88 – 88,99 punti), GOLD (90 – 94,99 punti), PLATINUM (95+ punti) saranno le indiscusse protagoniste dell’edizione romana, dove presenteranno i vini premiati e due etichette a loro scelta di particolare pregio.   
WINEHUNTER ROMA 2017
Roma - Acquario Romano
Piazza Manfredo Fanti, 47
2 - 3 dicembre 2017

Camilla Rocca
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DA IL RISTORANTE IL GRAPPOLO UN RINGRAZIAMENTO A TUTTI I CLIENTI

 

Cari clienti e amici, dopo 41 anni di felice gestione del 'Grappolo', purtroppo ora devo dire basta. In questi ultimi cinque anni ho cercato qualche giovane che potesse entrare al mio posto nella società con Gianluca e Paolo. Ho offerto condizioni non solo favorevoli, ma molto di più, ma cionostante non ho avuto successo. L'incidente che ho subìto mi è costato tre interventi chirurgici, a causa del primo che è stato sbagliato, e non sono più riuscito a recuperare del tutto anche a causa della cattiva postura che mi ha provocato altri problemi. 

 

Oggi anche i miei soci, per motivi personali, non se la sentono più di proseguire questa avventura che ci ha uniti per tanto tempo e non rimane altro che la chiusura dell'attività. Speriamo arrivino soggetti che possano continuare nella tradizione enogastronomica alessandrina e piemontese, quella che 'Il Grappolo' ha sempre, e con orgoglio, cercato di rappresentare.

 

Purtroppo è sotto gli occhi di tutti come sia cambiato lo scenario della ristorazione alessandrina. E mi permetto, in questa occasione, un piccolo sfogo. Il proliferare di locali 'all you can eat' e similari ha innescato una corsa al ribasso del prezzo, ovviamente a discapito della qualità. Chi gestisce questi locali ragiona in termini di business facendo leva proprio sul prezzo e questo forse è comprensibile.

 

Decisamente trovo poco giustificabili i colleghi ristoratori che hanno deciso di fare concorrenza esclusivamente a questi prezzi, anziché puntare sulla differenziazione del valore dei prodotti e dei servizi offerti. E, in ultimo, trovo difficile capire quegli avventori che non si chiedono come si possano fare prezzi così bassi. Il costo delle materie prime è sotto gli occhi di tutti, è sufficiente andare a fare la spesa.

 

Per un ristorante si aggiungono altre voci economiche: personale, costi fissi di gestione che vanno dall'energia al riscaldamento/condizionamento, imposte.

La crisi ha colpito duro tutti e la ristorazione medio-alta ha problemi a sopravvivere in tutta Italia, ma ad Alessandria, a mio avviso, è più accentuata. Detto questo, possono serenamente affermare che nei miei 41 anni di gestione del 'Grappolo', mai e poi mai mi sono permesso di gestire dei cibi scadenti. Oggi appendo i coltelli al chiodo, ma lo faccio con dignità.

 

Ho dato la mia vita al ristorante e, mi sento di dire, anche alla città. Ho dato, ma ho anche ricevuto, perciò mi sento appagato. Ci sono stati il dramma dell'alluvione e altri momenti negativi che ho vissuto, ma mi sono sempre ripreso e sono ripartito. Per questo posso ringraziare il mio carattere, ma soprattutto la clientela e i miei amici che mi sono sempre stati vicini.

 

Ormai la salute non mi permette di fare più questa vita con gli stessi ritmi, devo necessariamente ridurre (sono già anche ufficialmente un pensionato Inps da un anno!). Comunque continuerò con i corsi di cucina e di sala, le consulenze e le collaborazioni.

Per quanto possibile e di interesse per le istituzioni alessandrine, mi propongo di lavorare con le stesse per migliorare, o, forse, non perdere del tutto, la nostra cucina tradizionale che al momento mi sembra molto compromessa.

 

Una novità è che seguirò la vendita della mia Barbera fatta con il maestro Beppe Vessicchio!

Collaborerò più attivamente con Savino Vurchio con la Compagnia degli Chef, che è un gruppo in tutta Italia stupendo!

Certamente, e con immenso piacere, potrò dedicare un po' più di tempo alle mie figlie Mara ed Elisa e al suo locale 'Barlicin'. Infine, passerò un più tempo al mio paesello, Rocchetta Tanaro, ma sarò anche ad Alessandria, quindi ci incontreremo per un saluto o un caffè con chiunque lo vorrà.

 

Con il cuore pieno di nostalgia, dico a tutti grazie, grazie, grazie per tutti questi anni passati insieme

Noi vorremmo salutarvi tutti il più possibile di persona e, se vi va, vedervi al 'Grappolo' a mangiare l'ultimo bollitone. Io, Paolo e Gianluca saremo presenti fino al 31 dicembre!

 

Beppe Sardi

 

 

APRE OGGI IL YARD RESTAURANT

 

 

Apre oggi in Corso Cavour 17a Yard Restaurant, il primo ristorante di foggia internazionale della piazza di Verona. Un concept di cucina globetrotter che vede come protagonisti l’astice, il platano fritto, le patatine al tartufo, il granchio, la carne con tagli internazionali, ma anche le paste della tradizione italiana. Non mancheranno piatti dalle cotture healthy e una sezione del menu dedicata al sushi rivisitato in chiave cosmopolita. Una tipologia di ristorazione che mancava a una città internazionale come Verona e che vuole essere il punto di riferimento per tutti i cittadini che vogliono trovare lo stile Manhattan sotto casa, proprio accanto alla centralissima Porta Borsari, nel cuore della città Scaligera, a pochi metri a piedi da Piazza Bra e dall’Arena, sede di spettacoli internazionali.

Il nome prende spunto da back-yard – ovvero il cortiletto, il giardino dietro casa tipico delle società anglosassoni –, un richiamo a un ambiente familiare e rilassato in uno spaccato internazionale. La proprietà è giovane e globetrotter come il ristorante, tre giovani che hanno girato molto all’estero e hanno deciso di portare aria nuova e spunti internazionali in una ristorazione molto classica e tradizionale come quella del veronese. 

Il locale:

Otto vetrine molto ampie che guardano Corso Cavour e Piazzetta Santi Apostoli, ma anche una piccola stanza riservata. Un originale Airstream portato direttamente dagli States, filari di luci che scendono dai soffitti e grandi piante arredano Yard Restaurant con uno spunto internazionale, easy, giovane quanto accogliente e familiare. E’ la giusta soluzione per consumare un buon cocktail, un piatto veloce e poi se si desidera arriva il momento di spostarsi nella zona più classica di ristorazione per una buona cena. L’area “Airstream” con gli ampi vani della roulotte è dedicata alla ristorazione veloce ed elaborati cocktail dallo stile cosmopolita. Gli interni strizzano l’occhio all’esterno di un giardino, con le luci a cascata, in un ambiente totalmente classico, con soffitti alti a cassettoni di legno.

Look industriale e di recupero per le due sale: da quella più ampia, che si affaccia sulla strada con sedute imbottite e rigogliose piante al muro e panchine in cemento vivo in stile industriale; a quella più riservata che si affaccia sulla strada con due tendoni da teatro in ingresso e un grande tavolone social per cene di gruppo o con diverse coppie. L’ampia cucina a vista si fonde con la zona Airstream: una cucina professionale delimitata da varie zone per la preparazione di antipasti, primi, secondi di carne e pesce, sushi e dolci.

La proposta:

Un ristorante con una bella proposta diversificata: dal Libano con i falafel alla newyorkese Waldorf con sedano rapa, mela verde e noci in salsa waldorf allo yogurt, dalla noodle soup orientale  ai Mac&Cheese, i maccheroncini di pasta all’uovo gratinati al formaggio cheddar con polpa di granchio tartufata, dalla Francia con la Onion&Brie Cheese, zuppa di cipolle con formaggio brie e crostini di pane di grano duro agli States con la 50oz Tomahawk, passando dall’abbinamento Lobster&Chicken (astice, pollo, riso basmati alla curcuma e latte di cocco) al sushi. Per gli appassionati di aragoste è imperdibile il tris di lobster rolls. Immancabili anche i dolci da tutto il mondo come il Banana Tiramisù o il Caramel. Aperitivo e light brunch, una cena veloce, un buon cocktail (che viene sempre proposto in abbinamento ai piatti) e un’aria internazionale fino a una vera e propria dinner NY style accompagnano una proposta piatti suddivisi in starters, first courses, main courses, sides e dessert, come nella migliore tradizione internazionale.

 

The Yard Corso Cavour 17a – Verona 045 464506939    

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 IL GATTI-MASSOBRIO VERSUS LA FRANCESE MICHELIN: “E’ SEMPRE PIU’ DIFFICILE COMPRIMERE LA CUCINA ITALIANA: APPARE STRUMENTALE IL COLPO A CRACCO”

 

“Viva la France, che anche quest’anno non si smentisce, e continua a contenere il successo della cucina italiana”.

Lo dicono Paolo Massobrio e Marco Gatti dopo aver appreso i timidi riconoscimenti della nuova edizione della Guida Michelin: un tre stelle in più e un tris di due stelle nuove, mentre fa discutere la punizione di Cracco che perde una stella, alla vigilia dell'apertura del nuovo ristorante in galleria a Milano: “Quasi una tempesta perfetta per tagliare le gambe a un simbolo, anche mediatico, della nuova cucina italiana" affermano i due critici con il papillon.

Eppure l’ascesa della cucina del Belpaese è inarrestabile – dice Paolo Massobrio - ancor più nella fascia media, che è quella che sta dando massime soddisfazioni in un’Italia dove si mangia bene ovunque”.

Per questo – afferma Marco Gatti - abbiamo creato una guida diversa, che avendo la medesima impostazione di racconto agile della Michelin vuole tuttavua dar voce a questa qualità diffusa giacché verificando il rapporto qualità/prezzo, per noi merita la corona la trattoria come il ristorante gourmet".

Il GattiMassobrio giunge alla terza edizione con 3.000 segnalazioni giudicate con i faccini più o meno sorridenti, con l’apice del “Faccino radioso” e la sublimazione della “Corona”. Ma questa guida in crescita, che interagisce col web (IlGolosario.it) e l’app, per gli aggiornamenti continui  di Marco Gatti e Paolo Massobrio con 95 collaboratori, ha anche una guida nella guida dedicata alle pizzerie d’eccellenza che fanno la “pizza contemporanea”, rifacendosi al manifesto di Vighizzolo d’Este del 2012.

Dei 3.000 locali recensiti, 2.700 hanno una recensione con un giudizio di valore; 300 vengono citati solo con una riga. Le corone sono in tutto 296 con 56 nuovi ingressi; i faccini radiosi 514 con 143 ingressi, a segnalare che un terzo dei ristoranti citati ha un valore alto di offerta dal punto di vista qualitativo. Seguono a ruota i locali con il faccino contento + + ovvero sulla soglia del radioso e infine quelli col solo faccino contento e il faccino normale.

E sono diverse le tipologie di locali raccontate: 248 pizzerie, 69 locali polifunzionali (ovvero con un'offerta che si declina in modi differenti durante tutto l'arco della giornata), 153 agriturismi oltre a ristoranti (suddivisi come trattorie, trattorie di lusso e ristoranti in base a servizio e prezzi), negozi con cucina, cantine con ristorazione, enoteche con cucina.

Novità di quest’anno è poi un nuovo pittogramma che indica i locali che offrono il servizio di doggy bag. E a sorpresa si scopre che sono 1623, ovvero oltre la metà dei locali citati.

La Miglior tavola dell’anno è ancora una volta siciliana: Accursio a Modica (RG).

 

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SERATA ESCLUSIVA AL TOE DRUE 

 

Matrimonio d’amore tra Liguria e Friuli. I saporosi e raffinati piatti del Toe Drue e i grandi vini friulani di Borgo San Daniele

 

 

GIOVEDI’ 16 NOVEMBRE ORE 20,00

 

          

 

 

Panissette di Benvenuto

Trilogia di Antipasti:

Capasanta scottata su cannellini e pancetta croccante

Salmone selvaggio Scozia affinato al profumo di aneto

Flan ai Porri su crema di zucca

Malvasia Isonzo 2016 

***

Il Risotto Carnaroli con latte di baccalà e riduzione al peperone di Prà

Friulano (Tocai) Isonzo 2016

***

Trancetto di Tonno alla “ parmigiana “

Jiasik Cabernet Sauvignon Venezia Giulia 2015

***

Cheesecake rivisitato con agrumi canditi

Vermouth Santon ….ovviamente di Borgo San Daniele ( novità assoluta!!! )

Caffè

Costo del menù con vini inclusi:  € 45 a persona

Prenotazione obbligatoria (posti limitati)

Ristorante Toe Drue Antica Osteria

Via Carlo Corsi 44r  - 16154 Genova

Info: 010/6500100

Chiuso la Domenica

www.toedrue.it

 

“UN MERCOLEDÌ DA VIGNAIOLI”

Di Giovanni De Vecchis

“Un mercoledì da vignaioliI”:  mercoledì  25 ottobre 2017    

 

E’ già buio d’autunno, quando imbocchiamo la strada che dal fondo della Val Graveglia sale verso Campo di Ne. Nell’aria umida l’odore della prima legna bruciata nei camini. La via s’inerpica per qualche chilometro di curve e tornanti fino ad arrivare ad una strettoia appena sopra la chiesa di santa Maria. Sulla sinistra, sul muro di una casa, una lanterna ci illumina una scritta: La Brinca, trattoria e caneva con fùndego da vin. Siamo arrivati.

All’interno delle due ampie sale, ancora pochi ospiti, ma dal numero dei tavoli apparecchiati si intuisce che il locale è tutto esaurito. La serata, intitolata “Un mercoledì da vignaioli”, è stata organizzata da F.I.V.I. (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) in contemporanea in diversi ristoranti e trattorie, situati entro 100 km da Piacenza dove, nei giorni 25/26 novembre 2017, si terrà la settima edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti.

Al centro della sala grande, un gruppetto in piedi discorre placidamente in attesa degli ospiti, tra questi Stefano Pizzamiglio della Tosa di Vigolzone e Luigi De Sanctis dell’omonima azienda agricola di Frascati. A loro spetta il ruolo di presentare l’attività della Federazione e i cinque vini in degustazione. Il titolo della serata è un chiaro riferimento al film di John Milius “Un mercoledì da leoni” ripreso anche nella felice immagine che la pubblicizza sul menù dove, in un asciutto stile grafico, un vignaiolo su una tavola da surf affronta con una bigoncia sulle spalle, una grossa onda rossa di vino all’interno di un bicchiere.

La cena inizia con un breve preambolo del patron di casa, Sergio Circella, che introduce la serata ed esorta Pizzamiglio e de Sanctis all’arduo compito di presentare i vini in degustazione dei colleghi vignaioli, nonché ad esporre l’attività della F.I.V.I.  

In apertura viene servito il Trento d.o.c. Brut Nature 2011 di Moser, in abbinamento con gli antipasti della campagna della Valgraveglia. Chardonnay in purezza, allevato a 350 metri di quota nei terreni argilloso-calcarei e porfirici della Val di Cembra. Affinato sui lieviti per cinque anni. Secco, sapido con una bella acidità, ideale abbinamento, tra gli altri, con la salvia pastellata e fritta, il raviolo anche lui fritto e ripieno di erbette, ricotta, pinoli e uvetta, la Baciocca e le Frisciulle condite con il pesto al mortaio.

Il secondo vino è il Colline Lucchesi d.o.c. - Palistorti 2015 della tenuta di Valgiano, servito con Picagge di farina bianca al sugo di cinghiale. Uve Sangiovese 70%, Merlot 20%, Syrah 10% . Maturazione in parte in cemento e in parte in legno e poi assemblato. Piacevolissimo berne un sorso tra un boccone e l’altro, gustandosi l’alternanza delle rustiche Picagge al ristretto sugo di cinghiale e il bouquet fruttato del vino, dai tannini maturi ed equilibrati.

Con una gustosa zuppetta di funghi selvatici, fagioli e patate quarantine è servito il terzo vino: Boca d.o.c. 2012 – Barbaglia, Cavallirio (No).  Nebbiolo 80% e Vespolina 20%. Poche le bottiglie prodotte. Le uve crescono in terreni vulcanici dall’elevata acidità, elementi che conferiscono al vino una spiccata mineralità.  Interessante la combinazione aromatica dei funghi con il profumo di mammola del vino supportato da sapidità, acidità e tannini fini ed eleganti. 

 

 

L’ultima portata prima del dolce è la Punta di vitello alle bacche di ginepro, abbinata al Cirò Rosso Classico Superiore Riserva d.o.c. 2013 – Cataldo Calabretta, Cirò Marina (Crotone). Uve Gaglioppo 100% da vigne vecchie allevate ad alberello su terreni calcareo-argillosi. Ventiquattro mesi di affinamento sulle fecce fini in tini di cemento. La tenera e succulenta Punta di Vitello, cucinata lentamente a riverbero nel forno a legna, viene esaltata da questa Riserva di Cirò in cui le note dei frutti rossi, del rabarbaro, della liquirizia e del cacao si avvicendano in bocca alle lievi note aromatiche del ginepro e dell’affumicato della carne.

Infine il dolce: Sacripantina e Canestrello con Muffa Nobile Orvieto Classico Superiore d.o.c. 2015  - Palazzone, Orvieto (Terni). Uve Grechetto 50%, Sauvignon Blanc 40% e Procanico 10% attaccate dalla Botrytis Cinerea e raccolte a mano in più riprese, solo quando il grappolo viene attaccato dalla Muffa Nobilis. Profumi di frutta secca e candita, note di miele ed albicocca. Una bella acidità che sorregge il residuo zuccherino e che ci piace ritrovare nel sorso finale che segue l’ultimo boccone dei dolci, tutti buonissimi.

A conclusione della piacevole serata Stefano Pizzamiglio e Luigi De Sanctis raccontano qualche aneddoto su se stessi e sugli altri vignaioli autori dei vini degustati, non mancando di ricordare quali sono gli obiettivi che i Vignaioli Indipendenti della FIVI si sono proposti:

rimanere sul territorio per fare il vino, conservare i terroir, difendere il paesaggio e la grande gioia del consumatore. Bella serata.

 

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