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Eventi culturali

Leonardo da Vinci

I capelli di Leonardo da Vinci”:
la reliquia in anteprima mondiale

Sarà esposta a Vinci nel Museo Ideale, dal 2 maggio 2019,
in occasione della mostra “Leonardo vive”

L’ annuncio degli studiosi: «Questo eccezionale reperto biologico permetterà di effettuare riscontri con il DNA dei suoi discendenti nell’ambito delle ricerche scientifiche del DNA di Leonardo»

 

Alle 11 del 2 maggio, nella Biblioteca Leonardiana di Vinci,
la conferenza stampa di presentazione


«Abbiamo recuperato oltreoceano una ciocca di capelli che è stata storicamente denominata “Les Cheveux de Leonardo da Vinci”, insieme a un altro cimelio; questa straordinaria reliquia permetterà di procedere nella ricerca del suo DNA».

Lo annunciano i curatori della mostra “Leonardo vive”: il leonardista Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale Leonardo Da Vinci, e la storica Agnese Sabato, presidente della Leonardo Da Vinci Heritage, che nel 2016 hanno reso nota l’esistenza dei discendenti viventi di Leonardo (ovvero di suo padre Ser Piero e del fratello Domenico). 

Questa e altre importanti novità verranno illustrate nel corso di una conferenza stampa che si terrà giovedì 2 maggio, alle ore 11, presso la Biblioteca Leonardiana di Vinci (via La Pira 1), introdotta dal Sindaco di Vinci Giuseppe Torchia e dal Direttore Generale della Leonardo Da Vinci Spa, SimonPietro Felice. 


Per svelare la notizia è stata scelta una data simbolica, il 2 maggio. Nel giorno del quinto centenario della morte di Leonardo, la mostra “Leonardo vive” prende avvio a Vinci, a
nche in occasione della riapertura del “Museo Ideale Leonardo Da Vinci” e dell’inaugurazione del nuovo “Museo Leonardo e il Rinascimento del vino”.

«Il reperto storico della ciocca di capelli - spiega Alessandro Vezzosi -, che fino a questo momento era rimasto nel segreto di una collezione americana, verrà esposto in anteprima mondiale, insieme a documenti che ne dimostrano l’antica provenienza francese».

 

«È l’elemento che mancava per dare ulteriore concretezza scientifica alle nostre ricerche storiche - aggiunge la studiosa Agnese Sabato –. Grazie alle analisi genetiche su questo reperto, che saranno incrociate con gli esami sul DNA dei discendenti viventi e delle sepolture che abbiamo individuato negli ultimi anni, è ora possibile fare verifiche per la ricerca del DNA del genio, anche in rapporto alla tomba di Leonardo ad Amboise».

Un'altra scoperta riguarda la Gioconda nuda

Alla conferenza stampa sarà presente anche Maurizio Seracini di Editech che spiega: «I nostri esami scientifici hanno evidenziato che nel dipinto del Museo Ideale sono presenti fori per il riporto corrispondenti esattamente a quelli del Cartone del Museo Condè di Chantilly, attribuito ora allo stesso Leonardo e al suo atelier». 

L’esposizione “Leonardo vive”, realizzata con la collaborazione del Comune di Vinci, patrocinata dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del quinto centenario e dalla Regione Toscana, presenta anche opere di musei nazionali e documenti di Archivi di Stato mai esposti prima.

 

Il Sindaco Giuseppe Torchia ha commentato: «Questa mostra è significativa per le riscoperte su Leonardo e la sua scuola e la sua famiglia, l’innovativa ricerca del DNA, il legame di Leonardo col territorio e l’agricoltura, e inoltre per l’attualità di Leonardo nell’arte contemporanea internazionale. Integra opportunamente l’esposizione già inaugurata nel “Museo Leonardiano” il 15 aprile: “Leonardo a Vinci. Alle origini del Genio”. Desidero sottolineare l’importanza del recupero urbanistico, nel centro storico, del “Museo Ideale Leonardo Da Vinci” che, insieme al nuovo “Museo Leonardo e il Rinascimento del vino”, arricchisce il percorso museale e quindi l’offerta culturale della città di Vinci».

 

Lorenzo Galli Torrini

 

Cel. +39 333-3222377

L’ACQUARIO DI CATTOLICA A 3 EURO PER I RESIDENTI

 

A ITALIA IN MINIATURA TUTTI PITTORI IN ONORE DI LEONARDO

A OLTREMARE I BIMBI DIVENTANO CONTADINI PER UN GIORNO:

LE PROPOSTE DEI PARCHI COSTA PER 30 APRILE E 1° MAGGIO

 

Chiude con il botto il lunghissimo ponte di primavera che ha visto i Parchi Costa Edutainment e il loro pubblico protagonisti di una ventata di novità, sotto forma di iniziative, laboratori, percorsi nuovi per bambini e famiglie, che proseguiranno per tutta la stagione 2019.

 

IL 30 APRILE ACQUARIO DI CATTOLICA A 3 EURO PER I RESIDENTI, NEL GIORNO DEL PATRONO

 

Cattolica Day all’Acquario di Cattolica, aperto per i residenti a 3 Euro il giorno 30 aprile, festa di San Pio V, Patrono della città Regina dell’Adriatico. Un “Porte aperte” per il pubblico di casa, che avrà così la possibilità di vedere e apprezzare la struttura Costa Edutainment, restaurata esternamente e internamente, arricchita di nuove specie e esemplari fra i quali spiccano gli squali toro più grandi d’Italia.

E’ importante segnarsi gli orari delle cibature degli animali, appuntamenti divulgativi a tu per tu con biologi, addetti e keeper davanti agli exhibit di lontre (ore 10:15 12:30 e 16:00), pinguini (ore 10:00 e 14:30), trigoni (ore 12:00 di martedì, giovedì e sabato) e i famosi e ammirati squali toro, (alle 15:15 di ogni mercoledì, venerdì e domenica).

 

Saranno proposti anche i nuovi “Incontri straordinari”, visite guidate di un’ora, su prenotazione e a pagamento (dai 3 ai 5 Euro a persona): “Dietro le quinte”, che dà accesso agli ambienti tecnici dell’Acquario inclusa la passerella sulla vasca squali. “Piccolo Veterinario” appuntamento per piccolissimi, dove si impara a prendersi cura degli animali armati di stetoscopio e camice bianco, i “Segreti del Rettilario” alla scoperta di rettili, anfibi e insetti e “Voci dal Mare”, dove si chiacchiera con un sub immerso nella barriera corallina. Gli appuntamenti si prenotano all’ingresso oppure telefonicamente allo 0541 8371.

Cattolica Day non è solo un omaggio ai residenti ma l’occasione di fare divulgazione e tutela: il ricavato della giornata verrà dedicato a progetti di sostegno su specie ed ecosistemi minacciati – l’ultimo è stato la donazione di una rete da plancton al CICIMAR, istituto di ricerca sulle microplastiche in mare.  Per accedere all’Acquario pagando solo 3 Euro, occorre presentare un documento di identità che attesti la residenza nel Comune di Cattolica, richiesto per gli adulti ma anche per i bambini. 

www.acquariodicattolica.it

 

LEONARDO DA VINCI CERCASI, A ITALIA IN MINIATURA

Tutti a bottega a Italia in Miniatura! Dal 2 maggio e per tutte le domeniche del mese, Italia in Miniatura dedicherà l’intero mese alla pittura, invitando i bambini a usufruire gratuitamente di cavalletti, tavolozze e tele, posizionate nel parco, nel Laboratorio “La Tavolozza del Pittore”.

Il  parco che più ha a cuore la storia dell’arte italiana non poteva perdersi l’appuntamento del secolo, quello con le celebrazioni per i Cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci Per omaggiare il simbolo stesso della genialità italiana, i cui 500 anni dalla morte ricorrono proprio il 2 maggio, ci sarà un caricaturista a disposizione del pubblico gratuitamente e, mentre i piccoli si cimentano di colori, ai grandi viene offerto un ritratto “cartoon”.

Uno staff di miniaturisti, pittori, elettricisti, giardinieri, progettisti ha lavorato alacremente per l’accurato restauro dell’Italia più bella che si sia mai vista: nelle oltre 100 piazze, rimesse a nuovo mattoncino per mattoncino, troneggiano 273 miniature di monumenti in scala del patrimonio architettonico italiano, inclusa Matera, Capitale della Cultura Europea 2019, nonché mete europee, ambientate fra 5000 veri alberi in miniatura e percorse da ben 18 trenini elettrici.

Perché quindi non godersi i particolari? Nel parco saranno a disposizione dei binocoli per soffermarsi sui dettagli, sulle scenette divertenti nascoste fra i monumenti in scala e per ammirare la bellezza dei monumenti italiani, non più sullo smartphone ma dal vivo. E a forza di fare i “cacciatori d’arte”, chissà che non salti fuori il “Leonardo” del terzo millennio!

A Italia in Miniatura tutte le attrazioni storiche del parco (Venezia, Cannonacqua, Monorotaia, Vecchia Segheria, Scuola Guida Interattiva, Pappamondo, PlayMart, Luna Park della Scienza, Pinocchio) sono comprese nel biglietto di ingresso, mentre per le due nuove aree Cinemagia7D e il circuito AreAvventura è richiesto un piccolo supplemento.

www.italiainminiatura.com

 

A OLTREMARE AVVENTURE IN FAMIGLIA E TUTTI… A FARE L’ORTO!

Il mese di maggio per le famiglie a Oltremare è sinonimo di giochi all’aria aperta e avventure. Dal 1° maggio e poi nelle giornate 5, 12, 19 e 26 maggio (sempre alle 12.15), è in programma l’evento-laboratorio gratuito ‘Avventure nell’orto’ (su prenotazione, max 50 partecipanti): i bambini potranno coltivare e lavorare in alcune aree del parco, armati di annaffiatoi, palette e rastrelli. Impareranno tutte le regole e i segreti per diventare una piccola carica... di pollici verdi! Potranno conoscere i segreti degli ortolani più esperti, interrare piantine di cavoli, fragole e tanto altro e poi festeggiare portandosi a casa un sacchetto bio con frutta e verdura di stagione! Gli appuntamenti di ‘Avventure nell’orto’ si prenotano all’ingresso oppure telefonicamente allo 0541 4271.

In regalo per ogni famiglia lo speciale Passaporto dell’Avventura: da riempire con appositi timbri che si ottengono grazie alle diverse esperienze da vivere nel parco, perché “Il cuore dell’avventura è una famiglia senza paura”.

 

Emozioni a non finire nell’area Australia Experience con i wallaby e il cucciolo appena nato, gli appuntamenti nella Laguna di Ulisse per conoscere la grande famiglia di delfini, il Volo dei rapaci per scoprire tutti i segreti dell’antica arte della falconeria, il coloratissimo Volo dell’Arcobaleno con pappagalli e soprese.

Fare un selfie con #Ulissedelfinocurioso ora è realtà: la mascotte del delfino più famoso d’Italia incontrerà infatti ogni giorno le famiglie per foto ricordo e abbracci. Tutta nuova l’Isola di Ulisse: oltre 4.000 mq con ponti sospesi, barche attrezzate con cannoni ad acqua e tanta adrenalina. Nel Delta si vivono le vere avventure in famiglia con nuove aree gioco, picnic all’aria aperta, torrette di osservazione per il birdwatching, la Casa delle coccinelle e tanto altro. Dedicati a grandi e piccini, l’incontro con gli animali della Fattoria, i percorsi Pianeta Mare e Pianeta Terra e la fantastica esperienza di Darwin, la giungla preistorica dove vedere gli alligatori!

www.oltremare.org

 

 

Ufficio stampa

 

Antonella Bianchi – Rita Celli

Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

Alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, per il ciclo Le conseguenze del futuro, martedì 7 maggio alle 18.30 si parla di Cibo. La giusta risorsa, con Raj Patel e Paolo De Castro

 

Dopo aver riflettuto e discusso sui temi-chiave conoscenza, formazione, comunità e salute, il percorso d’indagine Le conseguenze del futuro, proposto dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, in collaborazione con Eni, volge alla conclusione con il penultimo appuntamento martedì 7 maggio, alle 18.30 presso la sede della Fondazione (viale Pasubio 5; Sala Polifunzionale): riflettori puntati sul Cibo. La giusta risorsa, con l’economista, saggista e attivista inglese Raj Patel, professore presso la Lyndon B. Johnson School of Public Affairs alla University of Texas ad Austin, e il politico, economista e agronomo Paolo De Castro, Vice Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale presso il Parlamento Europeo; modera il conduttore e autore radiofonico e teatrale Matteo Caccia. L’interrogativo di fondo al quale si cercherà di rispondere, partendo ciascuno dalle proprie esperienze e competenze è se sia giusto fare profitto sul cibo. Vi è, infatti, una relazione primaria tra comunità e risorse tangibili e intangibili che consentono di generare economie, riprodurre e innovare tradizioni, conservare interi patrimoni naturali e simbolici senza perdere sovranità territoriali ed ecosistemi agroalimentari, incrementando la produzione, facilitando la distribuzione e ampliando l’accesso al cibo. L’attuale ristrutturazione del sistema agroalimentare globale, invece, presenta chiare dinamiche di intensificazione, fusione, concentrazione di capitali e controllo dei dati primari, che riducono la conoscenza e la gestione delle risorse nelle mani di pochi soggetti. Come conciliare l’espansione di un mercato che è indubbiamente uno dei pilastri portanti del sistema economico mondiale con il diritto a un cibo sano, nutriente e sufficiente per l’intera popolazione mondiale?

 

Raj Patel, autore di diversi libri tra cui il recente Storia del mondo a buon mercato (Feltrinelli, 2018), prenderà il via dalla prospettiva della food justice, ragionando cioè sulle grandi contraddizioni del sistema capitalistico nella produzione e distribuzione di cibo. La sua analisi di scenario si collegherà al tema del valore del lavoro, dei bisogni delle persone, delle necessità delle generazioni future e, attraverso una rilettura del moderno sistema alimentare globale, scandaglierà le diseguaglianze che pervadono tale sistema, sia a livello di produzione che di accesso al cibo. Messa a fuoco la condizione attuale, si discuterà quindi delle misure necessarie per un cambiamento sistemico, come anche di possibili forme di mitigazione e adattamento.

All’On. De Castro, spetterà poi il compito di illustrare le prospettive di regolamentazione e dei rapporti tra istituzioni, mercato, imprese e cittadini per governare l’ingiustizia e la diseguaglianza dell’accesso negato al cibo e per garantire la tutela della diversità biologica e culturale delle filiere. Il cibo è senza dubbio “la risorsa del futuro” ma per garantirne a tutti il giusto utilizzo è necessario stabilire un equilibrio tra il potere delle grandi corporation e l’universalità del diritto al cibo: un’impresa niente affatto impossibile, che richiede tuttavia una complessa road map politico-economica.

La sostenibilità agroalimentare dipende anche dalla tutela dei presìdi sociali, culturali, imprenditoriali e di competenze che sono oggi minacciati dai fenomeni di concentrazione finanziaria e politica in atto all’interno dell’agribusiness, per cui occorre domandarsi: chi detiene l’egida delle decisioni che disegnano le filiere e i mercati agroalimentari? Chi rischia di rimanere escluso e con quali conseguenze? Una risposta, nella direzione delle buone pratiche, arriva in questo senso dalla testimonianza di Funky Tomato, una Società Benefit che ha lanciato un modello di filiera produttiva partecipata – in Campania e Lucania – ad alto impatto sociale. È, infatti, la prima filiera che inserisce tra i propri processi di trasformazione anche il valore culturale legato alle fasi di lavorazione del pomodoro, quale punto fondamentale e decisivo per immaginare e sperimentare un nuovo modello di produzione e commercializzazione. Lo sforzo e l’innovazione di questa pratica consistono nel cercare, comprendere ed elaborare le esperienze rurali e multiculturali che costellano l’agricoltura italiana e mediterranea, con particolare attenzione ai territori del sud Italia e alla legalità e tracciabilità sociale della filiera: una svolta decisiva, considerato che quella del pomodoro è una delle filiere più permeabili alle infiltrazioni della criminalità.

L’ultimo appuntamento apre a nuove prospettive di spazio e inclusione

Le conseguenze del futuro si conclude mercoledì 22 maggio con una riflessione incentrata sullo Spazio. Le piazze del mondo, con Ash Amin, urbanista e geografo presso l’Università di Cambridge, in dialogo con Abderrahman Labsir, responsabile delle politiche giovanili e di inclusione sociale e membro del consiglio municipale della città di Mechelen, in Belgio, esempio di integrazione sociale e culturale fondata su processi partecipati di rigenerazione urbana.

Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

www.fondazionefeltrinelli.it | #conseguenzedelfuturo

 

Ex Libris Comunicazione
02 45475230, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Carmen Novella (335 6792295)
Elisa Carlone (334 6533015)

LA FORTUNA DE LA SCAPILIATA DI LEONARDO DA VINCI

 

 

 

Parma, Complesso Monumentale della Pilotta, Galleria Nazionale

18 maggio – 12 agosto 2019 Mostra a cura di Pietro C. Marani e Simone Verde

 

È una sequenza strepitosa di capolavori, a partire da ben 4 opere di Leonardo, quella che offre la Galleria Nazionale di Parma con la mostra “La fortuna de “La Scapiliatadi Leonardo da Vinci” (18 maggio – 12 agosto 2019), a cura di Pietro C. Marani e Simone Verde. Accanto a quelle di Leonardo, il pubblico vi potrà ammirare opere di altissimo livello di Gherardo Starnina, Bernardino Luini, Hans Holbein, Tintoretto, Giovanni Lanfranco..., tutte riunite intorno alla affascinante “Scapiliata”, patrimonio del Complesso Monumentale della Pilotta di Parma.

La mostra, organizzata dal Complesso Monumentale della Pilotta e Fondazione Cariparma, rientra tra quelle ufficiali del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.

Nessuna cuffia, nessuna crocchia o velo intorno al volto, bellissimo ed intenso. Ma capelli liberi, lunghi, scarmigliati da un vento che irrompe violento in scena.

Lei ha gli occhi rivolti in basso, pudica e quasi solenne. Ma, grazie alla sua chioma libera e selvaggia, appare intensamente seduttiva. La “Scapiliata” di Leonardo è forza, libertà, femminilità.

 In questa tavoletta Leonardo dipinge esattamente ciò che lui stesso ha suggerito, a proposito della raffigurazione della chioma della figura femminile, nel Trattato sulla pittura: «Fa tu adunque alle tue teste gli capegli scherzare insieme col finto vento intorno agli giovanili volti, e con diverse revolture graziosamente ornargli». «Qui Leonardo non realizza semplicemente una icona di bellezza femminile ma molto di più. Con uno sperimentalismo unico nel suo genere, riesce a riassumere la complessità divina della realtà», sottolineano i due curatori, il professor Pietro Marani e il Direttore della Pilotta, Simone Verde.

Quattro le sezioni in cui si articola la rassegna. La prima include alcune antichità e i primi passi di una ricerca pittorica rinascimentale che troverà in Leonardo la sua massima espressione. La seconda, annovera alcuni dipinti e disegni originali di Leonardo o di ambito fiorentino, precedenti o contemporanei all’artista, in cui viene trattato il tema dei capelli scomposti, come fiamme ondeggianti nell’aria a causa del vento, tra cui la celebre Leda degli Uffizi. Vengono poi riunite derivazioni antiche del tema leonardesco, a testimonianza della precoce fortuna critica di questo soggetto iconografico, scegliendo opere di Giovanni Agostino da Lodi e Bernardino Luini. In particolare nel confronto con l’opera di Luini, la Salomé con una serva che riceve dal boia la testa di san Giovanni Battista degli Uffizi, la tavoletta parmense pare ripresa quasi letteralmente nel volto della protagonista. Nella successiva sezione ad essere proposto è un excursus sul pittore e scultore Gaetano Callani (Parma, 16 gennaio 1736 – 6 novembre 1809) che nella sua collezione accolse la Scapiliata di Leonardo. Allo scopo di documentare la politica di acquisizioni della Galleria Palatina fra 1820 e 1840, quindi al momento dell’ingresso dell’opera nelle sue collezioni, la mostra si sofferma anche sulla figura di Paolo Toschi, all’epoca direttore delle Gallerie dell’Accademia di Belle Arti diParma, che definì la Scapiliata «cosa rarissima da trovarsi ai giorni nostri». Tra le sue acquisizioni, opere provenienti dalle collezioni Callani Sanvitale e Baiardi, acquisite rispettivamente nel 1834 e nel 1839, anno in cui le Gallerie si arricchirono del capolavoro di Leonardo a seguito dell’acquisizione della collezione Callani.

Mostra e catalogo (LA FORTUNA DE LA SCAPILIATA DI LEONARDO DA VINCI

Parma, Complesso Monumentale della Pilotta, Galleria Nazionale

18 maggio – 12 agosto 2019 Edizioni) chiariscono definitamente il tema della autenticità dell’opera. L’ipotesi oggi più accreditata propone la tavoletta come appartenuta a Isabella d’Este. L’opera rimase a Mantova anche dopo la vendita della collezione Gonzaga a Carlo I Stuart (1626-27) per poi essere sottratta durante il Sacco della città operato dai Lanzichenecchi al soldo di Ferdinando II nel 1630-31. In seguito, la Scapiliata sarebbe confluita nella collezione di Gaetano Callani durante il soggiorno milanese intrapreso dall’artista tra 1773 e 78, forse grazie al tramite dei cognati Agostino e Giuseppe Gerli. Oggi la critica accoglie unanimemente l’attribuzione a Leonardo, riconosciuta come autografa dai maggiori specialisti e dalle recenti mostre su Leonardo: Louvre (2003), Milano(2014-2015), New York (2016), Parigi (2016); Napoli (2018); Louvre (2019).

Per questa occasione, La Scapiliata è stata sottoposta a indagini scientifiche, affidate ad uno dei massimi specialisti del settore, l’ingegner Claudio Seccaroni dell’Enea. L’esperto, sotto l’attenta osservazione di Pinin Brambilla Barcilon e dei due curatori della mostra, ha sottoposto il dipinto a indagini con la fluorescenza a Raggi UV e a luce radente, al fine di rilevare la tecnica pittorica e i pigmenti utilizzati dall’artista nelle varie fasi di esecuzione dell’opera. Le interessantissime risultanze di queste indagini sono rese pubbliche dal catalogo.

 

Info: http://pilotta.beniculturali.it

 

Ufficio Comunicazione Galleria Nazionale Parma: dott.ssa Carla Campanini

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. +39 0521 233309

 

in collaborazione con

Studio ESSECI – Sergio Campagnolo tel. 049.663499 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

(Stefania Bertelli)

 

Orari: da Martedì a Sabato 8,30-19,00. Lunedì chiuso

Biglietto cumulativo per tutti i musei della Pilotta € 10,00 intero; € 2,00 dai 18 ai 25 anni; gratuito minori di 18.

 

Ingresso mostra € 5,00 (oltre al costo del biglietto)

ARSHILE GORKY: 1904-1948

 

09 Maggio 2019 - 22 Settembre 2019

Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna

ARSHILE GORKY: 1904-1948

 

La Fondazione Musei Civici di Venezia presenta la prima ampia retrospettiva mai realizzata in Italia sull’artista americano Arshile Gorky.

Intitolata “Arshile Gorky: 1904 – 1948” e allestita a Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna, la mostra riunirà oltre 80 opere e consentirà di esplorare l’opera di Gorky in tutta la sua portata.

Sin dal suo interrogarsi, negli anni ’20, sui maestri moderni fino ai suoi ultimi dipinti degli anni ’40, nell’opera di Gorky è sempre presente una particolare visione che lo contraddistingue come una delle figure cardine dell’arte americana del XX secolo, a fianco di Willem de Kooning, Jackson Pollock e Mark Rothko.

Visitabile dal 9 maggio al 22 settembre 2019, “Arshile Gorky: 1904 – 1948” è curata da Gabriella Belli, storica dell’arte e direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia e da Edith Devaney, curatrice alla Royal Academy of Arts di Londra, dove recentemente ha curato la mostra “Abstract Expressionism”.

La retrospettiva veneziana viene realizzata in stretta collaborazione con The Arshile Gorky Foundation e con i membri della famiglia, pertanto consentirà di ammirare anche opere che sono state raramente esposte in pubblico. Il percorso di mostra conta inoltre su prestigiosi prestiti museali: National Gallery of Art di Washington; Tate Modern di Londra; Centre Pompidou di Parigi; Whitney Museum of American Art, New York; Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, Albright-Knox Art Gallery di Buffalo; Calouste Gulbenkian Foundation, di Lisbona; Diocesi della Chiesa Armena Americana a New York.

Gabriella Belli afferma: “la straordinaria personalità di Gorky, per la prima volta in Italia con una mostra monografica, illuminerà zone ancora in ombra della storia dell’arte del nostro Paese, facendoci esplorare in profondità l’osmosi della pittura europea con quella americana, di cui Gorky fu senza dubbio uno dei più importanti innovatori”.

“Le opere più importanti della carriera di Gorky – prosegue Edith Devaney – saranno riunite in una mostra che permetterà di riaffermarne il valore della sua esperienza all’interno dello sviluppo e definizione dell’Arte Americana del XX secolo, evidenziando come la sua influenza prosegua tuttora”.

“Circa un secolo fa il giovane Arshile Gorky – spiega Saskia Spender – arrivò tanto vicino a Venezia quanto mai lo era stato di persona, quando la nave che lo avrebbe condotto in America fece scalo a Napoli. A dire il vero non fu mai lontano, almeno spiritualmente, dall’arte di Pompei, Paolo Uccello e di De Chirico, tra i suoi predecessori preferiti. Gli piaceva lavorare in maniera veloce come notoriamente faceva il Tintoretto perché, come disse una volta, “quando siamo in sintonia con il nostro tempo facciamo le cose con maggiore facilità”.

Ci auguriamo – prosegue Spender – che questa mostra faccia apprezzare ai visitatori il valore della particolare posizione di Gorky e anche la sua energia prolifica, si aggiunga che per la prima volta in Italia si potrà vedere la sua opera con tale ampiezza.

Gorky è stato un uomo che ha rifiutato confini ed etichette di ogni tipo, dal suo stesso nome sino alle categorie storiche dell’arte. La mostra di Venezia non potrà che confermare che una tale espressione individuale poteva emergere solo nella New York della metà del secolo”.

“Arshile Gorky: 1904 – 1948” svela l’evoluzione del caratteristico vocabolario artistico di Gorky, che derivava dall’impegno artistico e intellettuale con i movimenti europei, ancorché autonomo rispetto alle loro direttive. Gorky ha integrato i paesaggi di Paul Cézanne, la linea di Ingres, la composizione di Paolo Uccello, la logica di Picasso, persino le vivaci forme di Joan Miró. Di fatto Gorky, assorbendo e reagendo al lavoro dei maestri del passato e degli artisti moderni, è stato in grado di sviluppare una propria visione e immaginazione. Lo si può dire una “una sensibilità europea” in un contesto americano. Il linguaggio visivo dell’artista scorre come un filo conduttore attraverso tutta la mostra fino ad arrivare ai suoi inimitabili capolavori.

La mostra prende inizio dalla prima ritrattistica dell’artista, a questo periodo infatti risalgono i molti incontri con gli artisti avant garde emergenti di New York, tra questi Stuart Davis, John Graham e David Smith, un ambiente creativo di cui lo stesso Gorky fu figura di spicco. Un’opera centrale è “Self-Portrait” (ca.1937), che fa riferimento ai ritratti neoclassici di Picasso degli anni ’20.

La ritrattistica di Gorky non era solo una modalità per esplorare il presente – ritratti di famiglia, amici stretti e dei suoi pari – ma anche un modo per rendere omaggio alla famiglia che aveva perso.

Gorky ha proseguito sintetizzando le problematiche e la struttura cubista con i contenuti e le tecniche surrealiste, in particolare isolando ed elaborando forme biomorfiche nei suoi paesaggi e nelle nature morte degli anni ’30. La serie di disegni conosciuti come “Nighttime, Enigma and Nostalgia” rappresenta un momento cruciale nello sviluppo dell’astrazione dell’artista, il suo vocabolario risulta perfezionato da motivi scaturiti dal suo interrogarsi sul Cubismo e il Surrealismo. Il disegno ha svolto un ruolo fondamentale nella pratica di Gorky, formando le sue idee e precedendo quasi ogni dipinto. La creatività di Gorky viene approfondita in mostra attraverso l’esposizione di opere su carta che documentano tutto il corso della sua carriera.

Negli anni ’40 Gorky entra in contatto con i surrealisti, tra cui André Breton, Wifredo Lam, Max Ernst e Roberto Matta. Queste nuove frequentazioni avrebbero contribuito allo sviluppo dell’automatismo e del subconscio nei suoi dipinti. Opere come “Apple Orchard” (ca.1943 – 1946) danno conto non solo della sua abilità e di una nuova linea precisa e fluida, ma anche di un mutato approccio. Il lavoro di Gorky era stato ulteriormente rivitalizzato da una riconnessione con la natura, cementata nelle estati del 1942-1945 trascorse in Connecticut e alla Crooked Run Farm in Virginia. Questa periodo trascorso “en plein air” e non immerso nel suo studio o nei musei di New York, gli ha permesso di estrarre simboli e motivi universali fondati sull’osservazione. Gorky esaminò da vicino le forme botaniche e biologiche e tradusse le metafore visive che vedeva in natura in nuove forme metamorfiche, capaci di esprimere la sua psiche più intima.

L’ultimo capitolo di “Arshile Gorky: 1904 – 1948″ si concentra sugli ultimi capolavori come ” The Liver is the Cock’s Comb”(1944), “One Year the Milkweed” (1944) e “Dark Green Painting” (1948 circa). In questi lavori, i simboli istintivi di Gorky si trasformano in un personale vocabolario di forme fantastiche ricorrenti che danno esito, ha osservato Clement Greenberg nel 1947 “ad alcuni dei migliori dipinti moderni mai realizzati da un americano”. L’artista ha intriso queste opere evocative di ricordi d’infanzia, della sua profonda affinità con la natura e delle complessità e contraddizioni che sentiva nella sua stessa esistenza. Il lessico così particolare di Gorky – un mix di energia propria e di empatia, subconscio e immaginario astratto – ne fanno un precursore dell’Espressionismo Astratto in America.

Gorky ha vissuto un’epoca straordinaria per sconvolgimenti storici e culturali, caratterizzato da un movimento di persone senza precedenti durante le due guerre mondiali, cui ha fatto seguito l’ascesa di New York a capitale artistica su Parigi. Questo contesto storico, viene documentato in mostra attraverso il materiale d’archivio prestato dalla Arshile Gorky Foundation, e delinea non solo la cronologia della vita di Gorky ma anche eventi del periodo che hanno avuto un profondo impatto sulla sua vita.

Il lavoro dell’artista ha avuto una influenza permanente sulle generazioni, in particolare artisti come Willem de Kooning, Cy Twombly, Helen Frankenthaler e Jack Whitten.

La mostra presenterà anche un film diretto da Cosima Spender, nipote dell’artista, che riunisce alcune voci artistiche contemporanee per riflettere sulla vita, il lavoro e l’eredità di Gorky, insieme a filmati inediti dell’artista.

Accompagnerà la mostra un catalogo illustrato con saggi dei curatori (Edith Devaney e Gabriella Belli) e Saskia Spender (nipote di Gorky), con testi in inglese e italiano.

Arshile Gorky

Nato il 15 aprile 1904, Khorkom Armenia

Morto il 21 Luglio 1948. Sherman, Connecticut (Stati Uniti).

Nato Vostanik Manoug Adoian, Arshile Gorky si rifugiò negli Stati Uniti insieme alla sorella a 15 anni, per sfuggire al genocidio armeno. Due anni dopo si iscrisse alla New School of Design di Boston, Massachusetts, dove studiò sino al 1924. In quello stesso anno si spostò a New York per insegnare a tempo pieno alla School of Painting and Drawing presso la Grand Central School of Art. Gorky fu uno dei primi artisti a partecipare al Federal Art Project lanciato dal governo americano nel 1935, per il quale dipinse diverse serie di murali proposti al Floyd Bennett Field a Brooklyn ma che furono in seguito trasferiti all’aeroporto di Newark. Nel 1935 firmò anche un contratto di tre anni con la Guild Art gallery di New York. La sua prima retrospettiva museale aprì al San Francisco Museum of Modern Art nel 1941. A metà degli anni Quaranta attraversò un periodo produttivo ricco di soddisfazioni personali e artistiche, segnato dalla nascita delle due figlie e dal rapporto felice con la natura.

Nel 1948, a seguito di un periodo di turbamento personale e problemi di salute, Gorky si tolse la vita

Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia

La Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia ha sede nel magnifico palazzo di Ca’ Pesaro, sorto nella seconda metà del XVII secolo per volontà della famiglia Pesaro, su progetto del massimo architetto del barocco veneziano, Baldassarre Longhena.

Il Palazzo viene donato nel 1898 alla città dalla sua ultima proprietaria, la Duchessa Felicita Bevilacqua La Masa, al fine di creare il primo centro di produzione ed esposizione dell’arte moderna a Venezia. Nata nel 1902 per volontà del Comune, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna accoglie le opere acquisite alle Biennali di Venezia e, tra il 1908 e il 1924, le storiche Mostre Bevilacqua La Masa, che favoriscono una giovane generazione di artisti tra cui Umberto Boccioni, Felice Casorati, Gino Rossi, Arturo Martini. La collezione si arricchisce nel tempo attraverso acquisti e donazioni e conta oggi più di 5.000 opere tra pittura, grafica e scultura.

Fin dagli anni settanta Ca’ Pesaro ha ospitato significative rassegne monografiche su autori italiani e stranieri, tra cui Mark Rothko nel 1970 e Robert Rauschenberg nel 1975, e negli anni più recenti ha organizzato numerose esposizioni dedicate ai maestri del ‘900 o a temi interdisciplinari di grande attualità, tra cui “Cy Twombly. Paradise” (2015), “Culture Chanel. La donna che legge” (2016), “William Merritt Chase. Un pittore tra New York e Venezia” (2017), “David Hockney. 82 Ritratti e 1 natura morta” (2017), “Epoca Fiorucci” (2018).

Ca’ Pesaro- Galleria Internazionale d’Arte Moderna

Santa Croce 2076, Venezia

 

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+39 041 240 5211

 

Studio ESSECI, Sergio Campagnolo

Referente: Roberta Barbaro

 

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