NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
image1 image2 image3 image3

Eventi culturali

BISTROT DE VENISE

Appuntamento con la POESIA
martedì 5 febbraio 2019 ore 17.00 - INGRESSO LIBERO

 

“Raccogliendo silenzi di conchiglia”
di ALDO VIANELLO (Supernova)

 
 

Nel libro, scritto durante un momento assai critico della sua vita, dovuto a problemi di salute e alla imposta rinuncia di gustare quel nettare rosso che si mescolava col sangue e ravvivava il suo cuore, il poeta non smette di cantare sinceramente aprendosi al devoto lettore.
 

Presentazione a cura di Giovanni Distefano e Mariuccia Regina

 
Scopri il programma completo degli incontri

OTTOCENTO

 

 

 

Forlì, Musei San Domenico Mostra a cura di: Fernando Mazzocca e Francesco Leone. 

Ulteriori informazioni ed immagini: www.studioesseci.net

  

Questa rassegna si ricollega, per le ambizioni e l’impegno nel riconsiderare sotto un nuovo punto di vista un periodo particolarmente significativo della nostra storia dell’arte, con altre grandi mostre organizzate dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. In particolare quelle dedicate nel 2007 a Silvestro Lega, nel 2013 al Novecento, nel 2014 al Liberty e nel 2015 a Boldini, alternando dunque approfondite ricognizioni monografiche alla esplorazione dei movimenti che hanno caratterizzato l’avvincente confronto tra la tradizione e la modernità, il dialogo tra il passato e il presente. Questo vale in particolare per il mezzo secolo preso in considerazione da questa mostra che va dall’ Unità d’Italia alla Grande Guerra, evento che conclude definitivamente l’Ottocento. Oggetto di un’indagine mai tentata prima sono dunque anni esaltanti e tormentati che hanno visto gli intellettuali e gli artisti impegnarsi sul fronte comune della nascita di una nuova coscienza unitaria, di un’identità nazionale che rispecchiasse l’avvenuta unificazione politica del paese.

 

Come la letteratura, dominata da Carducci, Pascoli e D’Annunzio grandi interpreti dell’orgoglio e delle aspirazioni nazionali, e la musica, che con Verdi, Puccini e Mascagni ha saputo esprimere le grandi passioni proiettate nella storia come nella contemporaneità, anche le arti figurative, ed in particolare la pittura la cui presenza è dominante anche se in un affascinante dialogo con la scultura, sono state un formidabile strumento di aggregazione. Hanno esplorato infatti nuovi territori tra l’esaltante mitizzazione della storia, la memoria delle recenti lotte risorgimentali, viste come una grandiosa epopea popolare, e la dolorosa testimonianza del presente caratterizzato da forti tensioni sociali.

 

Per capire le attese, le speranze, le delusioni di un paese che ancora profondamente diviso antropologicamente, economicamente, socialmente e culturalmente, faticava a stare unito, la mostra propone un confronto, finora mai tentato, tra le esperienze dei movimenti più sperimentali che, come i Macchiaioli e i Divisionisti, si sono espressi come un’alternativa alla cultura figurativa dominante e la cosiddetta arte “ufficiale” che è stata invece, nel bene e nel male, non solo un formidabile strumento celebrativo e di propaganda, ma anche e soprattutto il mezzo più efficace e popolare – diremmo meglio “nazional popolare” – per fare conoscere agli italiani i percorsi appassionanti e contradditori di una storia antica e recente caratterizzata da aspirazioni e slanci comuni, ma anche da drammatiche tensioni e divisioni.

 

Per scoprire, fuori dallo spazio alienante delle grandi città che le esigenze della modernità stavano cambiando irrimediabilmente, i paesaggi intatti del “bel paese” caratterizzato da una diversità che continuava ad attirare i viaggiatori stranieri.  Per celebrare i fasti della vita moderna, che verranno proiettati nel mito della Belle Époque. Per denunciare infine la drammatica condizione delle classi subalterne e rivelare le ingiustizie della società, attraverso la rappresentazione delle sconfitte e dei sentimenti dei vinti, degli emarginatiAttraverso una selezione di opere diventate iconiche, soprattutto quelle presentate, premiate, acquistate dallo Stato e dagli enti pubblici, ma anche oggetto di dibattito e di scandalo, alle grandi Esposizioni Nazionali, da quella di Firenze del 1861 a quelle che tra Roma, Torino e Firenze (le tre città che erano state capitali) hanno celebrato il cinquantenario dell’Unità, le dieci sezioni della mostra ricostruiscono i percorsi dei diversi generi, da quello storico, alla rappresentazione della vita moderna, dall’ arte di denuncia sociale, al ritratto, al paesaggio.

 

In un emozionante racconto epico affidato soprattutto alle opere di grande formato, mai movimentate prima, ci vengono incontro temi di impatto popolare e dal significato universale risolti nel cortocircuito visivo di capolavori indimenticabili. La varietà dei linguaggi con cui sono stati rappresentati consentono di ripercorrere un periodo di grandi trasformazioni della visione, dallo splendido tramonto del Romanticismo all’ affermazione del Purismo e del Realismo, dall’Eclettismo storicista al Simbolismo, dalla “rivoluzione” dei Macchiaioli alle sperimentazioni estreme dei Divisionisti. Emergono con i loro capolavori i protagonisti di quei tormentati decenni, pittori come Hayez, Domenico e Gerolamo Induno, Pompeo Molmenti, Faruffini, Cesare Maccari, Muzzioli, Costa, Fattori, Signorini, Lega, Lojacono, Patini, De Nittis, Boldini, Zandomenenghi, Corcos, Tito, Mancini, Previati, Morbelli, Pellizza da Volpedo, Michetti, Segantini, Sartorio, Balla, Boccioni, e scultori come Vela, Cecioni, Bazzaro, Butti, Monteverde, Gemito, Troubetzkoy, Bistolfi, Canonica. Anche se sarà poi la straordinaria occasione di far finalmente conoscere al grande pubblico tanti altri artisti sorprendenti, oggi ingiustamente trascurati o dimenticati.

 

In un percorso coinvolgente, anche per la particolarità e la qualità dell’allestimento, la scena muta continuamente riservando al visitatore non poche sorprese, nell’ incontro inatteso e ravvicinato con un Ottocento mai visto. Dai capolavori dell’ ultimo dei Romantici, il vecchio e glorioso Hayez, interprete degli slanci della giovinezza, di una bellezza senza tempo e delle passioni del Medioevo, si passa alla potenza visionaria del teatrale Otello di Molmenti, del finalmente visibile Valentino a Capua di Previati, un immenso dipinto leggendario come le epiche battaglie risorgimentali evocate dai lombardi Induno e Faruffini e dal meridionale Cammarano, presente con un quadro entrato nell’ immaginario degli italiani come la strepitosa e travolgente Breccia di Porta Pia.

 

L’epica dei vinti, resa universale dal Signorini dell’Alzaia e dalla dolorosa attualità degli Emigranti di Tommasi, appare placarsi nella dolcezza di un quadro mitico e amatissimo come le Due madri e nei solenni paesaggi alpini, come quello monumentale di Alla stanga, che fanno di monumentale di Alla stanga, che fanno di Segantini, celebrato da D’Annunzio, il genio che nei suoi occhi “umili e degni” è riuscito a rendere l’ “infinita bellezza” della natura. Quella natura che ci rivela il suo mistero in quello struggenteDato il rilevo nazionale e internazionale dell’evento, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ha deciso di donare una parte del biglietto della mostra alla raccolta fondi che Mediafriends _ attraverso l’iniziativa Fabbrica del Sorriso _ dedica anche quest’anno al sostegno dei bambini.

 

Si è voluto abbinare la bellezza di una esposizione d’arte di grande prestigio alla salvaguardia del futuro dei più piccoli, sapendo che un importante evento come la mostra forlivese possiede tutte le qualità per sensibilizzare l’opinione pubblica oltre che su un tema culturale di indubbio valore anche su quello della solidarietà sociale.   

La Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ringrazia gli altri soggetti privati partner dell’iniziativa: IMA, Luxury Living Group.

 

Studio ESSECI, Sergio Campagnolo - Padova

Referente Stefania Bertelli: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

MODENANTIQUARIA

 

 

 

 

Per Modenantiquaria (ModenaFiere dal 9 al 19 febbraio) è l’anno dei record. 

La XXXIII edizione è espressione del progetto ambizioso e ricercato che il Direttore di ModenaFiere Paolo Fantuzzi ha delineato ancora 4 anni fa.

“Forte di uno staff d’eccellenza, della preziosa consulenza di Pietro Cantore, Presidente Associazione Antiquari Modenesi e di un comitato scientifico di alto valore che vede coinvolti tra gli altri Marco Riccomini, Andrea Bacchi e Anna Orlando siamo riusciti pienamente nell’intento” - afferma il Direttore di ModenaFiere.

 

Modenantiquaria è oggi il “grande Salotto dell’Antiquariato”, incontro di Collezionisti d’arte, appassionati, arredatori, designer ed esperti alla ricerca di pezzi per le grandi collezioni internazionali e per i più famosi Musei del mondo.

Con nostra grande soddisfazione - continua il Direttore Paolo Fantuzzi- Modenantiquaria è diventata la manifestazione di riferimento per chi cerca e ama l’Eccellenza, per chi desidera ardentemente acquistare o anche semplicemente ammirare un Guercino o un Carracci dalla sacralità profonda e toccante o per chi vuole immergersi nel fascino e nella raffinatezza di Giovanni Boldini e le sue signore di charme, per chi cerca il colore e la vivacità di Andy Wharol e via dicendo in un articolarsi di grandi nomi e grandi opere d’arte che sapranno soddisfare ogni singola esigenza.

 

Tante le Gallerie di prestigio presenti; da Altomani a Fondantico, da Bottegantica a Cesare Lampronti, da Art studio 800 a Argo Fine Art, da Longari Arte alla Galleria Quadrifoglio e ancora la Galleria Arte Cesaro, Cantore Galleria Antiquaria e Galleria Romigioli, Maurizio Nobile, Robilant Voena e Robertaebasta, Mirco Cattai, Studiolo Fine Art e Verdini C. Antichita’.

Queste solo alcune delle Gallerie più importanti presenti a Modenantiquaria.

Da non dimenticare per la grande importanza le new entry di questo anno: Romano Fine Art di Firenze specializzata in disegni antichi, Salamon di Milano, Miriam Di Penta Fine Arts e Paolo Antonacci di Roma e Callisto Fine Art di Londra.

 

L’Associazione Antiquari sarà presente in un raffinato stand collettivo all’inizio del percorso.

Undici le Gallerie presenti: Alessandra Di Castro, Riccardo Bacarelli, Donatella Balzaretti, Bruno Botticelli, Enrico Frascione, Carlo Orsi, Fabrizio Moretti, Piva & C, Roberto Caiati, Walter Padovani, Maurizio Brandi.

Ognuno di loro selezionerà un preziosissimo capolavoro a icona dell’alto valore delle loro 

rispettive Gallerie.

Proprio Fabrizio Moretti e Carlo Orsi saranno protagonisti di due simposi culturali coordinati da Leonardo Piccinini e Marco Carminati del Sole 24 ore.

Modenantiquaria il salotto dell’Eccellenza dal 9 al 17 febbraio a ModenaFiere.

 

MODENANTIQUARIA. Modena, Quartiere Fieristico ModenaFiere (via Virgilio 70). Orario: lunedì, martedì e mercoledì, dalle 15 alle 20; giovedì, venerdì, sabato e domenica, dalle 10:30 alle 20. Biglietti: intero euro 15, ridotto euro 12 (il biglietto è unico con Petra)

 

Informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. tel +39 059 848380

http://www.modenantiquaria.it

 

 

Ufficio Stampa:

Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 

 

Referente Stefania Bertelli 

APPUNTAMENTO CON LA POESIA

Appuntamento con la POESIA
martedì 15 gennaio 2019 ore 17.00 - INGRESSO LIBERO

”Voci dal fondo” di SEBASTIANO GATTO

 
 

Piccoli frammenti, brevi intarsi di vite altrui lasciate spesso a margine e che si intersecano con le vite nostre, sono tenute assieme da un io narrante volutamente fittizio – un infermiere figlio di migrante – e una lirica che confina molto Voci di Fondo sapientemente con una prosa poetica che cattura ad ogni verso l’attenzione. Portavoce di tanti io narranti, sa offrirci anche uno spaccato di complicate e fragili relazioni affettive e sociali.
Sebastiano Gatto è nato a Mestre nel 1975 e vive a Venezia. È scrittore e traduttore. Ha pubblicato i libri di poesia Padre Vostro (Campanotto, 2000), Horse Category (Il Ponte del sale, 2009) e il romanzo breve Le sette biciclette di César (Amos, 2013). Ha tradotto, tra gli altri, Julio Llamazares, Juan Benet, Leopoldo María Panero, Miguel de Unamuno. Di prossima uscita il romanzo breve Blues delle zucche.

Conversano con l’autore Lucia Guidorizzi e Anna Lombardo

 
Scopri il programma completo degli incontri

STUDI SUI PAESAGGI

 

 

Giardini storici, verità e finzione

 

  

Giovedì 21 e venerdì 22 febbraiosi rinnova negli spazi Bomben della Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso l’appuntamento annuale con le giornale internazionali di studio sul paesaggio, che, in questa quindicesima edizione, propongono una riflessione sui Giardini storici, fra verità e finzione. 

 

Diciotto relatori provenienti da Italia, Europa e Stati Unitisono stati chiamati a indagare il tema del “giardino storico” da una prospettiva inedita e originale, quella offerta dalle letture, restituzioni, interpretazioni critiche dei modelli storici nel paesaggio del XX e del XXI secolo.

Partire da un’attenzione rivolta alle stagioni in cui si è praticato l’esercizio della replica e della copia avvalorata dall’indagine storica può essere un espediente – rigoroso quanto ironico e dissacrante – per segnalare la necessità di coltivare e frequentare la storia del giardino come fertile termine di riferimento culturale, non solo come un repertorio di forme congelate e replicabili né, tanto meno, un rassicurante universo di facile intrattenimento.

 

«Scegliendo questa tematica», afferma Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Benetton, «abbiamo voluto sottolineare la necessità di tener viva la ricerca e la discussione sul tema del “giardino storico”, affinché continui a esercitare un ruolo germinale e propositivo rispetto al dibattito sul paesaggio contemporaneo, all’orientamento dei corsi di studio di ogni livello in questo campo, ai luoghi nei quali si ha la responsabilità di intervenire in contesti nei quali tale eredità storica si manifesta sia in estensione che in profondità».

 

Le giornate di studio sul paesaggio sono progettate dal Comitato scientifico della Fondazione, con il coordinamento di Luigi Latini e Simonetta Zanon.Programma:

 

giovedì 21 febbraio

Il gioco delle riproduzioni. Autenticità, uso e migrazione di modelli e documenti storici, copie

Interventi di: Vincenzo Cazzato, Raffaella Fabiani Giannetto, Finola O’ Kane Crimmins, Filippo Pizzoni, Beate Reuber, Bianca Maria Rinaldi, Josè Tito Rojo

––

Trasformazioni del giardino e del paesaggio nel cinema, Marta Maffucci

 

venerdì 22 febbraio

Esercizi di lettura critica. Esempi dal ventesimo secolo e dal panorama attuale

Interventi di: Christian Bertram, Paolo Bürgi, Stéphanie de Courtois, Anette Freytag, Luigi Gallo, Anna Lambertini, Annemarie Lund, Monique Mosser, Giuseppe Rallo

––

Prati urbani. I prati collettivi nel paesaggio delle città, Hervé Brunon presenta il libro a cura di Franco Panzini (Fondazione Benetton Studi Ricerche–Antiga, Treviso 2018)

 

I partecipanti alle giornate di studio:Christian Bertram, Università di Amsterdam;

HervéBrunon, CNRS, Centre André Chastel, Paris;

PaoloBürgi, Studio Bürgi, Camorino;

VincenzoCazzato, Università del Salento, Lecce;

StéphaniedeCourtois, Ecole nationale supérieure d’architecture de Versailles;

RaffaellaFabianiGiannetto, Folger Shakespeare Library, Washington;

AnetteFreytag, Rutgers University, New Brunswick, New Jersey;

LuigiGallo, Università degli Studi della Basilicata, Matera;

AnnaLambertini, Università di Firenze;

AnnemarieLund, Chief Editor «Landskab», København;

MartaMaffucci, scenografa, Roma;

MoniqueMosser, École nationale supérieure d’architecture de Versailles, 

CentreAndréChastel, Paris (Honoraria);

FinolaO’KaneCrimmins, University College, Dublin;

FilippoPizzoni, aMAZING_sTUDIO, Milano; 

GiuseppeRallo, Soprintendenza ai BB.AA.PP. delle province di Ve-Bl-Pd-Tv, Venezia;

BeateReuber, Grün Berlin – “Gärten der Welt”; 

BiancaMariaRinaldi, Politecnico di Torino;JoséTitoRojo, Università di Granada.

 

Comitato scientifico della Fondazione Benetton:

Luigi Latini, architetto, Università Iuav, Venezia (presidente); Maria Teresa Andresen, paesaggista, Università di Porto; Giuseppe Barbera, agronomo, Università degli Studi, Palermo; Hervé Brunon, storico del giardino, CNRS, Centre André Chastel, Parigi; Anna Lambertini, paesaggista, Università di Firenze; Monique Mosser, storica dell’arte, Scuola superiore di architettura, Versailles; Joan Nogué, geografo, Università di Girona, Osservatorio del Paesaggio della Catalogna; José Tito Rojo, botanico, Università di Granada;

________________________________________

Auditorium spazi Bomben, via Cornarotta 7, Treviso. 

La partecipazione alle giornate di studio è libera, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Per ragioni organizzative si prega di comunicare la propria adesione alle giornate tramite il form online disponibile nel sito www.fbsr.it. Agli architetti e agli agronomi/forestali iscritti ai rispettivi ordini professionali che ne faranno richiesta saranno riconosciuti i crediti formativi.

È prevista la traduzione simultanea in italiano e in inglese di tutti gli interventi.

Diretta streaming nel sito www.fbsr.it

 

Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ufficio stampa: Silvia Cacco, T 0422 5121, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Studio Esseci, Sergio Campagnolo, T 049 663499, C 347 0481694 (Simone Raddi), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

2020 © Enocibario P.I. 01074300094    Yandex.Metrica