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Eventi Vino

DA PALERMO AL MONDO,  I VINI DI CUSUMANO INCANTANO SICILIA EN PRIMEUR

 

Diego e Alberto Cusumano

 

 

In assaggio alla kermesse di Assovini Sicilia, le produzioni nate dalla Tenuta Ficuzza, sulla Piana degli Albanesi, esportate in 64 Paesi


Dal 3 al 7 maggio 2018 - 
Palermo

«Sono salito sul monte Pellegrino in una splendida mattina 
e sono stato colto da tristezza al pensiero di lasciare 
così grandiosa e impareggiabile bellezza. 
Se soltanto uno potesse impadronirsene e serbarla entro di sé, 
sarebbe un Dio».
Bernard Berenson, Viaggio in Sicilia

 Angimbè, Ramusa, Jalè, Cubia. Sono solo alcuni dei vini che Cusumano, azienda vitivinicola fondata da Alberto e Diego Cusumano nel 2001 a Partinico, conosciuta in tutto il mondo per le sue straordinarie produzioni, presenterà a Sicilia en Primeur, l’annuale kermesse enologica del vino siciliano ideata dall’Associazione Viticoltori Sicilia – Assoviniche accoglie ogni anno in Sicilia una selezionata rappresentanza della stampa internazionale, presentando le etichette distribuite sul mercato e le anteprime dei vini che stanno ancora maturando in cantina, e che quest’anno, per la prima volta, sarà aperta anche al pubblico.

Una manifestazione attesissima che per la sua 15esima edizione farà tappa nella splendida città di Palermo dal 3 al 7 maggio prossimi, ospite del Museo Regionale d’Arte Contemporanea, celebrando, attraverso le eccellenze enoiche in degustazione, il capoluogo siciliano Capitale della Cultura italiana 2018. Durante la tre giorni, i partecipanti avranno la possibilità di scoprire i sapori e i luoghi e la cultura che fanno della Sicilia un continente vitivinicolo a tutto tondo e lunedì 7 maggio alle ore 17.00la kermesse aprirà le sue porte al pubblicooffrendo a tutti la possibilità di degustare le stesse etichette presentate in anteprima alla stampa.

Ed è proprio dalle colline nei dintorni di Palermo che arrivano alcune delle migliori produzioni di Cusumano esportate in 64 Paesi al mondo. Merito dei 180 ettari di vigneti adagiati sulla Piana degli Albanesi, a circa 24 km dal capoluogo, custoditi dalla Tenuta Ficuzza, una delle sei diverse tenute dell’azienda (tutte rigorosamente siciliane). Qui, grazie alla caratteristica tipologia del territorio – un altopiano incontaminato a 700 – 800 metri sul livello del mare, esposto sul versante orientale dell’imponente monte Pizzuta da cui si specchia sul lago omonimo, con notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte – nascono Angimbè, Ramusa, Jalè, Cubia e il Metodo Classico 700SLM 2013, uve dal profilo fine ed elegante per vini dalle identità uniche. Ogni vino è espressione del suo territorio, nato dalla conoscenza profonda di Alberto e Diego Cusumano della terra ricca e generosa di Sicilia, capace di donare, da oriente ad occidente, dalla collina al mare, produzioni diverse e sempre di elevatissimo livello.

«Quest’anno Sicilia en Primeur assume un significato speciale per noi perché si svolge a Palermo, la nostra città, nell’anno in cui è Capitale italiana della Cultura. Un riconoscimento che ci rende orgogliosi e che sottolinea una cifra che ci portiamo dentro e che, anche attraverso il vino, confermiamo ogni giorno nei 64 paesi dove siamo presenti nel mondo. Lavoriamo per valorizzare i vitigni autoctoni, per tutelare la materia prima, le uve, e la terra in cui siamo nati, così da poterne esprimere al meglio l’identità. Una mission che Sicilia En Primeur rappresenta alla perfezione riunendo tutti coloro che, come noi, amano la natura, credono nelle produzioni di qualità e nel controllo totale della filiera e che, al profondo amore per la terra l’origine, uniscono una forte visione internazionale. Per far conoscere i nostri prodotti e le nostre identità al mondo intero»- dichiara Diego Cusumano, proprietario e responsabile della promozione internazionale della cantina. 

«Accoglieremo i giornalisti di Sicilia en Primeur a Ficuzza, una tenuta unica nello scenario territoriale siciliano, per posizione (750 s.l.m.) e per uniformità, con i suoi 180 ettari compresi in un unico appezzamento coltivato a mosaico. Qui abbiamo progettato un vigneto alternato alla macchia mediterranea esistente per rispettare l'integrità dell'ambiente. Una scelta che ha sacrificato la rendita a un guadagno enorme dal punto di vista naturale e paesaggistico ottenendo il massimo sul piano della qualità. Oggi questa scelta appaga lo sguardo che gode della vista sul lago dello Scalzano, dell'onda verde intenso dei vigneti che si alternano ai toni cangianti della macchia mediterranea e regala vini unici: i bianchi ottenuti dal potente e solare Insolia, dal finissimo Chardonnay, figlio del vigneto originario e dal Pinot Nero, che a questa altitudine trova le condizioni ideali per esprimersi»- racconta Alberto Cusumano, proprietario e responsabile della parte produttiva della cantina.

In particolare, i giornalisti e i wine lovers che parteciperanno a Sicilia en Primeur l’apertura al pubblico è la grande novità dell’edizione 2018), potranno assaggiare Angimbè 2017, così chiamato per ricordare il nome del bosco che sorge vicino ai vigneti, un blend tra un vitigno autoctono e uno internazionale: uve Insolia (70%) e Chardonnay (30%). Un matrimonio tra Sicilia e Borgogna che crea un vino dalla personalità calda, minerale, seducente, con sentori di frutta esotica e un piacevole profilo fragrante e aromatico.

E ancora:Ramusa 2017, il cui nome deriva dalla Fonte Ramusa, sorgente situata nel Bosco di Ficuzza, nato da un’attenta selezione delle migliori uve di Pinot nero al 100%, varietà che in questa particolare zona della Sicilia ha trovato un habitat perfetto per arrivare a completa maturazione.  Vinificato in bianco e lasciato maturare in sole vasche di acciaio con affinamento sulle fecce nobili per 6 mesi, è rosato nel bicchiere, agrumato al naso, fresco e persistente all’assaggio.

Nato al 100% da uve Chardonnay, Jalè 2015è un’altra eccellenza della Tenuta Ficuzza di Cusumano: ha una piccola produzione che identifica un cru della Tenuta e deve il suo nome alle caratteristiche contrade dall’aspetto biancastro che costeggiano i vigneti. Le uve fermentano in carati di rovere da 225 litri dove restano per circa 6 mesi prima di essere affinate in bottiglia. A caratterizzare questo vino è, infatti, il grande equilibrio gustativo regalato dal legno che si fonde alla perfezione con il frutto. Dal colore giallo paglierino con riflessi dorati, emana profumi di rara complessità (burro fuso e vaniglia, frutta tropicale matura, cannelle e spezie dolci) e consente assaggi lunghi, vibranti e morbidi.

Dalla voglia di creare un grande bianco siciliano in botte come la tradizione vuole e da un’attenta selezione delle migliori uve di Insolia, una delle più importanti varietà di tutta la Sicilia, nasce Cubia 2014, dal nome delle sorgenti naturali di cui è ricco il territorio circostante. Nel bicchiere, si presenta bianco, spicca per freschezza mediterranea, per finezza e per eleganza, esprimendo note di fieno, agrumi e pesca e rivelandosi fresco al palato, con una certa acidità e profondità.

Infine, il Brut 700 s.l.m., una cuveè di uve Pinot Nero e Chardonnay il cui nome evoca l’altitudine e il terroir siciliano inaspettato. La vinificazione avviene con pressatura delle uve intere e utilizzo solo del primo mosto fiore per evitare i tannini e conservare l’acidità, decantazione statica e fermentazione a bassa temperatura. Dopo circa 5 mesi sulle fecce fini, filtrazione e tiraggio, rifermentazione in bottiglia a 13°C, le bottiglie riposano in cantina per 36 mesi al termine dei quali avviene la sboccatura. Il Metodo Classico Cusumano regala un perlage finissimo e persistente, mostrando al palato un’armonia eccezionale, con note di frutti rossi tipiche del Pinot Nero e sentori floreali propri dello Chardonnay.

E per chi volesse assaggiare anche le altre produzioni di Cusumano, l’azienda presenterà in assaggio durante la kermesse di Assovini, oltre alle degustazioni «palermitane», il grillo in purezza Shamaris 2017prodotto sulle colline di Monreale nelle Tenute Monte PietrosoeMarchesa, i grandi rossi Benuara 2016(70% Nero d’Avola e 30% Syrah) e Noà 2015(un blend di Nero d’Avola, Merlot e Cabernet Sauvignon) prodotti nella Tenuta di Presti e Pegni, 70 ettari sulle colline di Monreale, il Nero d’Avola in purezza Sàgana 2014, nato dalla Tenuta di San Giacomoa Butera, 140 ettari in provincia di Caltanissetta con un vigneto di 21 anni esposto a sud a 350 mt sul livello del mare, il Moscato dello Zucco 2011, il “vino perduto” emblema della passione e del profondo rispetto per la tradizione dei fratelli Cusumano che, con un progetto di ricerca durato sette anni, hanno riportato alla luce lo storico vino nei 3 ettari della TenutaMilioto, a Partinico. E per concludere, i vini di Alta Mora, la Tenuta sull’Etna di Cusumano: l’Alta Mora Etna Bianco 2017, l’Alta Mora Etna Rosso 2016, l’Alta Mora Guardiola 2014 e l’Alta Mora Feudo di Mezzo 2014.

***

Cusumano. Fondata da Alberto e Diego Cusumano nel 2001 a Partinico dove ha sede, la cantina Cusumano produce vini eleganti e identitari in sei tenute: Ficuzza a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, San Giacomo a Butera (Caltanissetta), Presti e Pegni sulle colline di Monreale, Monte Pietroso a Monreale, Castelluzzo a Calatafimi e Alta Mora sull’Etna.

www.cusumano.it 

 

Relazioni con la stampa Itaca Comunicazioni
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UNA HOTEL VERSILIA - LUNGOMARE DI LIDO DI CAMAIORE (LU)

 

 

Poco più di un mese a Terre d'Italia, che raggiunge la sesta edizione! Ancora nell'elegante location dell'UNA Hotel Versilia di Lido di Camaiore. Un'edizione che vedrà la partecipazione nobilitante di quasi tutte le regioni italiane, come sempre fedele all'idea primigenia di "Orizzonti e Vertici", il ciclo di eventi inaugurato da L'AcquaBuona nell'ormai lontano 2003: fornire un panorama variegato e stimolante della realtà enologica del nostro paese, pur navigando sempre ai massimi livelli qualitativi. Ecco quindi -tutti assieme- grandi nomi storici, vignaioli di nicchia e cantine emergenti, terroir di grande blasone e piccole promettenti aree vitivinicole tutte da scoprire.

 

80 produttori personalmente presenti, oltre 450 etichette in assaggio, vecchie annate... questo il programma che potete approfondire sul sito dedicato:www.vinidautore.info

 

Eccovi la lista dei produttori che hanno confermato la loro presenza

 

AIA VECCHIA (Toscana - Bolgheri), ANDREOLA (Veneto - Valdobbiadene), BARONE DI VILLAGRANDE (Sicilia - Etna e Salina), BARONE PIZZINI (Lombardia - Franciacorta), BECONCINI PIETRO AGRICOLA (Toscana -San Miniato), BINDELLA (Toscana - Montepulciano), BRICCO MAIOLICA (Piemonte - Langhe), CA' DEI FRATI (Lombardia - Lugana), CA' DEL BRIC (Piemonte - Monferrato), CA' MAIOL (Lombardia - Lugana), CANTINA DI CARPI E SORBARA (Emilia - Modena), CANTINA PRODUTTORI BOLZANO (Alto Adige), CANTINA TRAMIN (Alto Adige - Termeno), CANTINA VALLE ISARCO (Alto Adige - Valle Isarco), CASALE DEL GIGLIO (Lazio - Latina), CASTELLARI ISOLA DEL GIGLIO (Toscana - Isola del Giglio), CASTELLO DI NEIVE (Piemonte - Langhe), CASTELLO DI RADDA (Toscana - Chianti Classico), CASTELVECCHIO (Friuli - Carso), CLARABELLA (Lombardia - Franciacorta), COLTERENZIO (Alto Adige), FATTORIA DEI BARBI (Toscana - Montalcino), FATTORIA DI MAGLIANO (Toscana - Maremma), FATTORIA DI MONTECHIARI (Toscana - Montecarlo), FIRRIATO (Sicilia), FRECCIAROSSA (Lombardia - Oltrepò Pavese), ETTORE GERMANO (Piemonte-Langhe), GIACOMELLI (Liguria - Colli di Luni), HARTMANN DONA' (Alto Adige - Merano), KETTMEIR (Alto Adige), LA BELLANOTTE (Friuli - Isonzo), LA COLOMBIERA (Liguria - Colli di Luni), LA MONTINA (Lombardia - Franciacorta), LA PIETRA DEL FOCOLARE (Liguria - Colli di Luni), L'ARMANGIA (Piemonte - Monferrato), LEONE DE CASTRIS (Puglia - Salento), L'ERTA DI RADDA (Toscana - Chianti Classico), LIS NERIS (Friuli - Isonzo), MARCARINI (Piemonte - Langhe), MARCHESI DI BAROLO (Piemonte - Langhe), MILA VUOLO (Campania - Salerno), MONSUPELLO (Lombardia - Oltrepò Pavese), MONTEMERCURIO (Toscana - Montepulciano), MONTEPELOSO (Toscana - Val di Cornia), MORA & MEMO (Sardegna - Serdiana), MOSER (Trentino - colline di Trento e Val di Cembra), MOSNEL (Lombardia - Franciacorta), MURI GRIES TENUTA CANTINA DEL CONVENTO (Alto Adige - Gries), NEGRO ANGELO E FIGLI (Piemonte - Langhe e Roero), PALA (Sardegna - Serdiana), PALTRINIERI (Emilia - Sorbara), PANTALEONE (Marche - Piceno), PICCHIONI ANDREA (Lombardia - Oltrepò Pavese), PIEVALTA (Marche - Castelli di Jesi), PODERE SAPAIO (Toscana - Bolgheri), ROAGNA (Piemonte - Langhe), RUGGERI (Veneto - Valdobbiadene), SAN LEONARDO (Trentino), SORDO GIOVANNI (Piemonte - Langhe), TENUTA DI CASTELLARO (Sicilia - Lipari), TENUTA DI TAVIGNANO (Marche - Castelli di Jesi), TENUTA MARIANI (Toscana - Versilia), TENUTE CISA ASINARI DEI MARCHESI DI GRESY (Piemonte - Langhe), TIARE (Friuli - Collio), TORRE DEI BEATI (Abruzzo - Loreto Aprutino), VAJRA (Piemonte - Langhe), VAL DELLE ROSE (Toscana - Maremma), VALLAROM (Trentino), VENICA & VENICA (Friuli - Collio), BRUNO VERDI (Lombardia - Oltrepò Pavese), VIGNALTA (Veneto - Colli Euganei), VIGNETI LE MONDE (Friuli - Grave), VILLA A SESTA (Toscana - Chianti Classico), VILLA CRESPIA (Lombardia - Franciacorta), VIVERA (Sicilia - Etna)

 

Come raggiungerci

 

Ingresso € 25 - Riduzione ad € 20 per soci AIS, F.I.S.A.R., GoWine, ONAV, Slow Food, Touring e iscritti al notiziario de L'AcquaBuona

 

Informazioni: 335.6814021 - 339.1177267 - 328.6486660

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VINITALY. SCHENK ITALIAN WINERIES: EDIZIONE DA RECORD

 

 

Daniele Simoni

 

Simoni, AD Schenk Italian Wineries: il successo di questo Vinitaly è una grande conquista per l’intero mondo del vino italiano

 

 “Questa edizione di Vinitaly è stata forse la più interessante alla quale abbiamo mai partecipato, sia per l’altissimo gradimento riscosso dai vini che abbiamo presentato, quelli nuovi e quelli già conosciuti, sia per la qualità degli incontri. Credo sinceramente che questo evento sia stato l’apice di un anno iniziato davvero bene, nel quale i nostri vini stanno riscuotendo grande consenso per le punte di qualità raggiunte.  Dopo un Prowein direi perfetto, siamo stati sorpresi da questo Vinitaly che è riuscito a tenere il passo dei tedeschi: un successo enorme tanto per questa manifestazione quanto per l’intero mondo del vino italiano”.

Con queste parole Daniele Simoni, Amministratore Delegato Schenk Italian Wineries traccia un bilancio di questa edizione di Vinitaly, che ha registrato per il Gruppo un record in termini di visite e consensi: 400 le bottiglie stappate e oltre 80 appuntamenti programmati con operatori del settore, buyer e distributori provenienti da oltre 15 Paesi a livello internazionale. L’azienda, 15esima realtà vitivinicola italiana in base alla nuova Indagine sul settore vitivinicolo di Mediobanca, è in costante crescita ed ha registrato un fatturato di 110 milioni nel 2017 (+ 3,1% rispetto al 2016) con oltre 55.479.000 bottiglie prodotte.

 

“Sommelier, stampa di settore, blogger, ma anche amanti del buon vino italiani e stranieri hanno mostrato grande entusiasmo per le nuove proposte presentate a Vinitaly. - commenta il Direttore Commerciale Roberta Deflorian. La linea piemontese di Casali del Barone ha conquistato tutti, così come quella di Masso Antico. Grandi conferme sono arrivate per la linea Amicone, in particolare per il nuovo rosé, e per i nostri toscani firmati Lunadoro, che raccolgono sempre pareri eccezionali. Felicissimi anche per l’interesse suscitato dal nostro nuovo Prosecco biologico Bacio della Luna, grande scommessa di quest’anno. Non possiamo che ritenerci davvero soddisfatti di come è andata questa edizione che ci ha regalato grandi successi e conferme”.

 

Vinitaly è stata anche l’occasione per festeggiare i 125 anni del grande Gruppo di cui Schenk Italian Wineries fa parte: alla cena di gala, tenutasi lunedì 16 gennaio, hanno preso parte François Schenk, membro della famiglia, e i vertici dell’azienda, che hanno scelto l’occasione di Vinitaly per celebrare la crescita di Schenk Italian Wineries e il successo delle sue cantine, vere porta bandiera del gusto e della tradizione italiana nel mondo. 

 

Alessia Marsigalia

 

Journalist

BAROLO WINE WEEK - END ASTA DEL BAROLO

 

Domenica 6 Maggio 2018 torna nel piccolo paese delle Langhe, patrimonio dell'umanità, l’Asta del Barolo. Fu dall'incontro tra la Marchesa Colbert e il padre dell'Italia risorgimentale, il Conte Camillo Benso di Cavour, che nacque l'idea di questo straordinario simbolo del Made in Italy, quando il Conte del Castello di Grinzane e la Marchesa del Castello di Barolo decisero di unire le forze "per creare un vino capace di rivaleggiare con quello dei vicini francesi".

  

Oggi Barolo, antico borgo contadino di sole 700 anime, ha un nome conosciuto e invidiato in tutto il mondo. Si tengono feste del Barolo a New York, a Hong Kong, e il nettare rosso nato in questo piccolo borgo quasi due secoli fa viene stappato sulla tavola dei migliori ristoranti del mondo. 

Ed è proprio nel Castello Fallettidi Barolo che domenica 6 maggio si terrà l'Asta del Barolo,un evento culturale alla presenza di produttori e ospiti da tutto il mondo per celebrare l'enorme valore che questo vino ha per tutta l'economia di questo territorio. La padrona di casa, o per meglio dire del Castello, sarà in spirito proprio lei, Giulietta Colbert, a cui si deve la nascita di questo capolavoro dell'enologia mondiale che gli stranieri ci invidiano ma che nessuno può replicare, dato il suo intimo legame con le colline di Barolo e degli altri 10 comuni, gli unici in cui – secondo uno stretto disciplinare – è permesso chiamare Barolo il vino dell'uva nebbiolo. Sono questi i terroir del Barolo, con i loro grandi “crus”, che danno inimitabili e peculiari caratteristiche a questo vino. 

 

Per l'Asta del Barolo è previsto l'arrivo di professionisti, collezionisti, giornalisti da tutto il mondo, USA, Cina e Australia. Come vuole il rito, sarà il giornalista Giancarlo Montaldo con il suo implacabile martello a battere i lotti di preziose e antiche bottiglie risalenti a vecchie annate, che rappresentano i volumi di una biblioteca che racconta la storia antica e recente di questo vino e dei suoi protagonisti: i produttori, che girando i quattro continenti hanno portato la leggenda del Re dei Vini nel mondo imponendone le qualità e il mito. L'appuntamento sarà per le ore 11.00 presso il Tempio dell’Enoturista del Castello di Barolo. Tra i lotti presentati oltre 150 bottiglie di Barolo dal 1947 fino agli anni 2000, tra cui alcuni formati Magnum e Doppio-Magnum. A seguire, un aperitivo a buffet curato dallo chef stellato di Barolo Massimo Camia, che vedrà un ventaglio di Barolo (alcuni di nuova annata, ma anche alcune interessanti etichette "storiche": 1964, 1974, 1986, anni '90, ecc.) e altri vini a suggellare un appuntamento che parla di Barolo, ma soprattutto di un territorio e di una comunità di amanti del buon vino di tutto il mondo.

 

Come vuole la tradizione e l'insegnamento della Marchesa Giulia Falletti Colbert, madre del Barolo e grande filantropa, che dedicò la sua vita all'assistenza dei poveri e dei diseredati piemontesi finanziando il suo impegno con la vendita del vino dei re, l'Asta del Barolo avrà come finalità la charity. Grazie alla collaborazione con l'associazione 1 Caffè di Luca Argentero e Beniamimo Savio, infatti, la vendita dei pregiati lotti si propone l’obiettivo di coprire i costi per la creazione e il mantenimento autonomo di un punto di stoccaggio e smaltimento per alimenti e vestiti, nonchè di preparazione di pasti caldi a Torino, in piazza 18 Dicembre, gestito dal Progetto Leonardo Onlus.       

 

 

 

 

Ad accorrere all’appuntamento d’eccellenza, non solo appassionatiinvestitori, ma anche professionistida tutto il mondo, Australia, USA, Cina, Canada, Sud Africa, che parteciperanno direttamente all’evento, mentre altri potenziali compratori potranno accedere all’Asta tramite dirette streaming organizzate in collaborazione con location in Europa e non solo, come il Ristorante Valentino di Singapore. Il ristorante Octavium (Private Kitchen dello Chef Umberto Bombana) a Hong Kong inoltre, ha ideato un evento in occasione dell’Asta in collaborazione con la Gelardini & Romani Wine Auction, che inviterà i suoi top-customers per una cena dedicata.

 

Per gli invitati d’eccellenza del programma e per il pubblico, sarà possibile inoltre visitare alcune tra le più importanti cantine del Barolo e degustare tra le etichette più prestigiose della denominazione, dal Cannubi, al Sarmassa, da Bussia a Monvigliero,alla scoperta delle colline, delle esposizioni, e dei comuni che hanno la fortuna di produrre il Vino dei Re. Sabato 5 maggio, la sera prima dell'Asta, inoltre, si terrà la Cena di Gala del Barolo presso il Castello di Grinzane,curata dallo chef stellato Marc Lanteri, che vedrà la degustazione abbinata di 15 etichette di Barolo dei Produttori Promotori, tra vecchie etichette e la presentazione della nuova annata 2014.

 

 

Babel Agency

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INDIGENA WINE SCHOOL

 

 

NASCE L'AMBIZIOSO PROGETTO PER LA CREAZIONE DI UN CENTRO STUDI E DI UNA SCUOLA DEL VINO INTERNAZIONALE NEI CASTELLI DI BAROLO E COSTIGLIOLE D’ASTI 

  Due antichi Castelli del Piemonte: quello di CostiglioleD'Asti, nelle terre natie della Regina dei vini piemontesi, la BarberaD'Asti, e il Castello di Barolo, che ha dato i natali al Re dei vini. Due manieri storici, che portano turisti sui loro magnifici territori: leLanghe e il Monferrato, terre di eccellenze vinicole, di grandi ristoranti e paesaggi mozzafiato. Da oggi questi due luoghi storici del Piemonte, culla della sapienza agricola ed enologica delle colline Unesco saranno anche sede di un interessante esperimento culturale fortemente voluto dal Consorzio del Barbera D'Asti e Vini del Monferrato, dal giornalista di VinousIan D'Agatae dalProgetto Vino di Collisioni

 

L’idea è quella di trasformare i due Castelli in aule per lo studio e la promozione delle eccellenze vinicole e gastronomiche del Made in Italy per professionisti emergenti di tutto il mondo. Giovani espertiche da Cina, Usa, Svezia, Canada, Australiadesiderano venire in Italia, per approfondire la loro conoscenza dei vitigni autoctoni piemontesi e dei prodotti food della tradizione, allo scopo di formarsi e costruire una solida carriera nel loro ambito lavorativo. Sono circa 30 i giovani professionisti che, dai cinque continenti hanno risposto positivamente alla prima tappa del nuovo progetto di Ian D'Agata, accettando di sostenere a proprie spese voli anche molto onerosi per venire a formarsi sui grandi vitigni autoctoni e i prodotti food locali, per incontrare i produttori e vedere coi propri occhi le vigne e le cantine dove si producono i grandi vini piemontesi. Si tratta di professionisti del settore, sommelier emergenti di ristoranti importanti nel mondo, giornalisti e blogger in cerca di nuove prospettive e giovani importatori che lavorano nei loro paesi alla promozione e alla vendita dei prodotti vinicoli e food del Made in Italy. Giovani esperti che hanno bisogno di ricevere gli strumenti necessari allo storytelling dei grandi prodotti agricoli italiani, per poter affascinare i loro clienti a decine di migliaia di chilometri di distanza e proporne così la conoscenza e l'acquisto nei loro paesi. 

 

Da queste istanze, ma anche da questa passione, nasce il Progetto INDIGENA, fortemente voluto da Ian D’Agata, scrittore di vino e food internazionale e guru degli studi sui vitigni autoctoni italiani. Non solo un evento, ma un vero e proprio corso intensivo di una settimana, a cui seguirà un esame severo ideato dallo stesso Ian D'Agata, che afferma: “A Maggio Barolo, Costigliole D'Asti e il Piemonte diventeranno centro di discussione e confronto internazionale sull’‘autoctonicità, il collegamento e la connessione di uno specifico prodotto e vitigno con il suo territorio d'origine e tradizione e l’importanza del suo studio in relazione anche e soprattutto al contesto di produzione. L’obiettivo è quello di creare il primo evento internazionale dedicato ai vitigni autoctoni e un corso sulla filosofia, i principi e la pratica che sono alla base delle varietà viticole, dei prodotti e dell’enogastronomia del Piemonte.”

 

Commenta Filippo MobriciPresidente del Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferratoe anche Presidente di ‘Piemonte Land Of Perfection’, Consorzio che raggruppa e tutela le diverse denominazioni piemontesi: "Con questo ambizioso progetto guardiamo al futuro e puntiamo a formare i futuri influencer internazionali del vino, gli ambasciatori delle nostre produzioni che, nel tempo, si faranno promotori all’estero delle nostre denominazioni. Ci rivolgiamo a sommelier emergenti, alle nuove generazioni di professionisti del wine market, delle public relations e importatori, perché saranno loro a far degustare e divulgare i grandi vini del Monferrato. Formeremo gli operatori esteri e nazionali per traghettare le nostre produzioni autoctone nel futuro dei mercati internazionali”.  

 

L’evento Indigena inizierà il 3 e 4 Maggio 2018e vedrà accorrere in Piemonte non solo glistudentidel corso, ma anche e soprattutto prestigiosi esperti wine&food, impegnati in convegni, conferenze e degustazioni didattiche dedicate alle diverse varietà autoctone di uva piemontese, e dei vini che ne derivano. Con i produttori piemontesi arriveranno, ospiti di un gemellaggio, anche produttori stranieri che si sono “innamorati” di vini prodotti da uve autoctone italiane, hanno cominciato a coltivare queste uve nei loro paesi, e hanno deciso di approfondire sempre di più la conoscenza del Piemonte e della sua ricchezza enogastronomica. Ospiti da USA, Sud Africa, Canada, Australia, Cina e da tuttaEuropasi incontreranno in Piemonte per studiare e confrontarsi tra loro, con l’obiettivo di instaurare un rapporto di legame e di “appartenenza” con il Paese d’origine, il Piemonte, attraverso un momento di dialogo, confronto e didattica.

 

Tra le guest star della manifestazione, grandi nomi diAlsazia e Germania, comeMarcel Deiss e Abi Duhr e Gerd Grans di Weingut Grans-Fassian, protagonisti della tradizione di un altro grande autoctono europeo, il Riesling,che terranno il 4 Maggio, alle ore 15.00 una conferenza sulle espressioni del vino nei diversi terroirs, cui seguirà una degustazione gemellata dei loro grandi bianchi e dei rossi piemontesi.

 

Il week-end del 5 e 6 Maggiosarà invece dedicato alla denominazione Barolo, il cui paese e l’area di denominazione ospiterà la prima metà di Corso. Sabato 5 Maggio è in programma una giornata intera di degustazioni curate dallo stesso D'Agata, dedicate ai professionisti internazionali, mentre domenica 6 maggio il pubblico appassionato potrà condividere l’esperienza grazie a un walk-around tasting panoramico su alcuni dei più importanti crus di Barolo, allestito presso il nuovo spazio Agrilab - Wine Tasting Tour nel cortile del Castello di Barolo.

 

Il Corso si trasferirà poi al Castello di Costigliole d’Asti, dove dal 9 all’11 Maggioprofessionisti e studenti avranno modo di scoprire la ricchezza dei vitigni e dei vini del Monferratoe alcune tra le più importanti eccellenze gastronomiche della Regione, primi tra tutti i formaggi tradizionali piemontesi, grazie alla partecipazione di Assopiemonte. Il Corso si chiuderà, il venerdì, con un esame e una cerimonia di consegna degli attestati: un momento conviviale e di festa per concludere un intenso percorso di didattica, scoperta e condivisione.

 

INDIGENAè un primo esperimento che mira a creare un progetto permanente lungo tutto il corso dell'anno nelle due sedi di Costigliole d'Asti e di Barolo, con un obiettivo preciso: dare vita a un programma professionalizzante di altissimo livello per sommelier, importatori e agenti del settore enogastronomico, PR del food&wine, educatori, blogger e giornalisti, manager e direttori di catene e ristoranti. Un progetto che nasce dalla richiesta e dall’interesse di queste importanti figure professionali internazionali, che vogliono ricevere una formazione completa e variegata del Piemonte e delle sue eccellenze enogastronomiche, con lezioni in classe, analisi di casi studio, degustazione di vini e di prodotti alimentari caratteristici, e visite sul territorio. Professoridel corso, Ian D’Agatastesso, ma anche relatori internazionali ed esperti locali(produttori, enologi, professori universitari, etc.) scelti di volta in volta in base alle realtà in questione e alle tematiche affrontate.

 

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