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Malattie della vite

Biotremology 2018

 

 

Dal 4 al 7 settembre Riva del Garda ospiterà la 2 ^ edizione del congresso sulla biotremologia 

Biotremology 2018, 70 scienziati da 16 Paesi a Riva per il congresso sulla comunicazione animale basata su vibrazioni. Serata divulgativa al MAG con O’Connell 

 Dopo il primo congresso mondiale sulla biotremologia la Fondazione Edmund Mach organizza la seconda edizione dell’evento di riferimento per lo studio della comunicazione basata sulle vibrazioni emesse dagli animali. Dal 4 al 7 settembre a Riva del Garda si apre  il sipario su Biotremology  2018 con una settantina di scienziati provenienti da Europa, Stati Uniti, Brasile, Nuova Zelanda, Giappone, Cina e Russia.

Al centro del programma sarà la comunicazione animale basata su vibrazioni, tema sul quale la Fondazione Edmund Mach rappresenta uno dei centri leadera livello internazionale nella ricerca applicativa delle vibrazioni in campo agrario contro i parassiti delle piante.

Accanto all'evento scientifico è in programma un momento divulgativo rivolto alla cittadinanza martedì 4 settembre, con la celebre divulgatrice scientifica Caitlin O’Connell.

Il congresso, che aprirà martedì 4 settembre al Palacongressi di Riva del Garda, prevede 6 sessioni di contributi orali presentati da più di 50 relatori. Gli invited speakers che apriranno le varie sessioni sono esponenti di primo livello nel campo degli studi vibrazionali e dei sistemi di comunicazione animale: saranno presenti a Riva il prof. Philip Brownell (professore emerito alla Oregon State University, USA), Daniel Robert (professore all’Università di Bristol con 22 anni di esperienza nel campo della biomeccanica e dell’ecologia sensoriale applicate sui sistemi uditivi), Caitlin O’Connell (nota divulgatrice scientifica e ricercatrice alla Stanford University) e Rex Cocroft (professore di biologia dei rettili e degli anfibi alla Università del Missouri). Non mancherà una cerimonia di riconoscimento per i migliori lavori nell'ambito della biotremologia presentati da giovani ricercatori durante le varie sessioni. 

Accanto al congresso scientifico è in programma un evento rivolto alla cittadinanza che vedrà protagonista una degli invited speaker: Caitlin O’Connell, che ha trascorso lunghi periodi della sua vita professionale e personale in Namibia osservando da vicino le dinamiche ed i comportamenti di una comunità di elefanti. Nella serata di martedì 4 settembre, presso il Museo Alto Garda di Riva, la studiosa coinvolgerà il pubblico in un viaggio affascinante che, sviluppandosi attorno alla vita ed ai comportamenti degli elefanti oggetto della sua indagine, non mancherà di toccare i suoi studi in campo nel cuore della savana con curiosità e aneddoti sulla sua esperienza di ricercatrice. 

 La serata al MAG e l’intervento di Caitilin O’Connell durante il convegno rientrano nelle attività finanziate dalla provincia con il progetto E-Star, finanziato dal bando “I comunicatori Star della Scienza”, L.P. 02 agosto 2005, n. 14, art.22, finalizzato a stabilire un dialogo efficace tra scienza e società sul territorio della provincia di Trento.

https://eventi.fmach.it/biotremology2018 

 

Silvia Ceschini 

DIFESA SOSTENIBILE DELLA VITE

 

Claudio Ioriatti

 

Un'altra pubblicazione scientifica riconosce l’autorevolezza scientifica della Fondazione Edmund mach nell’ambito delle specie invasive e della viticoltura sostenibile. Si tratta del recente lavoro scritto da Claudio Ioriatti, dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico, e altri tre ricercatori statunitensi, sull'Annual Review of Entomology, una tra le più importanti riviste scientifica di entomologia.

L'articolo prende atto dell'espansione della viticoltura a livello mondiale ed evidenzia i rischi di introduzione di specie aliene a seguito dalla globalizzazione dei mercati e dai cambiamenti climatici, ma anche i potenziali vantaggi apportati dalla condivisione della conoscenza. Un elenco di sfide e opportunità per la sostenibilità della viticoltura in un mercato globalizzato. "In questo caso -precisa Claudio Ioriatti -non si tratta di una pubblicazione che annuncia una pubblicazione che annuncia una scoperta scientifica o il risultato di una ricerca, ma del riconoscimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

dell’autorevolezza scientifica di FEM sui temi relativi alle specie invasive e alla viticoltura sostenibile e della encomiabile propensione del sistema produttivo locale ad implementare nuovi strumenti nel controllo di vecchi e nuovi fitofagi. L’incremento degli scambi commerciali e i cambiamenti climatici pongono la viticoltura di fronte a nuove sfide rappresentate dalla necessità di controllare nuove specie nocive che stanno ampliando il loro habitat originale”.

 

 

L’articolo prende in considerazione le diverse modalità di diffusione e cita come esempio i casi più recenti di invasioni di nuovi areali, esaminando i rischi per la viticoltura associati alla presenza di queste nuove specie, sia per quanto riguarda la produzione quali-quantitativa che per quanto riguarda le ripercussioni in termini di accesso al mercato globale delle produzioni finite.  Vista l’accresciuta consapevolezza circa il potenziale impatto di determinate modalità di coltivazione, la viticoltura mondiale ha intrapreso un percorso che promette di abbinare la qualità delle produzioni alla sostenibilità dei processi produttivi. Descritto che cosa si intende per sostenibilità, si riportano esempi di come questo concetto sia stato interpretato in diversi contesti produttivi.

 

L’intensificazione degli scambi non è avvenuta per fortuna solo a livello commerciale; anche la scienza e la tecnica hanno potuto beneficiare dell’aumentata interazione a livello globale tanto che proprio da questa accresciuta reciproca contaminazione scientifica ed esperienziale si ritiene possono scaturire le soluzioni ottimali per la gestione delle nuove emergenze fitosanitarie.  L’articolo è correlato da oltre 150 rifermenti bibliografici ai quali accedere per approfondimenti sui temi trattati e da tre supplementi di approfondimento circa l’espansione della viticoltura a livello globale, le specie invasive d’interesse viticolo e l’eradicazione riuscita di una specie invasiva.  

 

Silvia Ceschini  

Scoperto il ruolo dei composti volatili nella difesa della vite

 

 Identificate le sostanze volatili naturali che difendono la vite contro la peronospora

Scoperto il ruolo dei composti volatili nella difesa della vite

Dopo il recente sequenziamento del genoma della peronospora un'altra importante ricerca condotta dalla FEM approfondisce le conoscenze mirate alla difesa da questo  patogeno.

I ricercatori della Fondazione Edmund Mach in collaborazione con il Centro Agricoltura Alimenti Ambiente e l’Università di Risorse Naturali e Scienze della Vita di Vienna hanno scoperto che i composti volatili, ovvero le sostanze che dalla pianta si diffondono nell'aria, giocano un ruolo importante nella difesa  dalla peronospora. La scoperta, pubblicata sulla prestigiosa rivista Scientific Reports (gruppo Nature), aggiunge importanti conoscenze sui meccanismi di autodifesa della vite e potrà avere importanti ricadute nella lotta contro questo patogeno, riducendo così l’utilizzo di fungicidi.

 

 

I ricercatori hanno condotto la ricerca nelle serre della Fondazione Mach sulle viti resistenti e hanno potuto osservare  che le piante resistenti ad una delle più importanti malattie della vite,  producono, in risposta all'infezione,  dei composti volatili che si diffondono nell’ambiente ed inibiscono il patogeno e quindi bloccano l’infezione stessa. Il ruolo dei metaboliti secondari nei meccanismi di autodifesa della vite sono noti da tempo, ma per la prima volta è stato dimostrato il coinvolgimento delle sostanze volatili.

 

 

In pratica le piante con questo meccanismo potrebbero essere in grado di agire in modo ‘sociale’ proteggendo i loro simili da ulteriori attacchi e prima che il patogeno entri in contatto con i loro tessuti. (sc)

Scientific Reports (2018) 8:1618 DOI:10.1038/s41598-018-19776-2

Downy mildew symptoms on grapevines can be reduced by volatile organic compounds of resistant genotypes

Valentina Lazazzara, Christoph Bueschl, Alexandra Parich, Ilaria Pertot, Rainer Schuhmacher, Michele Perazzolli

https://www.nature.com/articles/s41598-018-19776-2

 

      Dott.ssa Silvia Ceschini

 

 

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