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Vini aromatizzati

LUCA MENEGAZZO È IL MISCELATORE RECORD DIGITALE 2020  CON LA POLIBIBITA “INCONTRO A FIUME”

 

MARCO GHIDORZI HA CONQUISTATO IL SECONDO POSTO,

EX AEQUO TRA ALESSIO CIUCCI E MANUEL MONETTI PER IL TERZO

 

 

È Luca Menegazzo, classe 1988, da 10 anni dietro il banco dell’Estremadura Caffé di Verbania, il Miscelatore Record Digitale 2020.

In questa edizione della competizione futurista organizzata dalla casa astigiana Giulio Cocchi e aperta ad aspiranti miscelatori futuristi internazionali, sono arrivate videoricette da tutto il mondo: dalla California alla Nuova Zelanda passando per le isole Baleari e la Costarica.

Per adattarsi alla situazione attuale, che non consentiva eventi dal vivo, l’edizione 2020 si è svolta interamente in digitale: una sfida per i partecipanti, che hanno dovuto cimentarsi nella creazione di una polibibita e nel compito di raccontarla a una giuria collegata da remoto. Sfida brillantemente superata dai partecipanti, che hanno creato video di ottimo livello e ricette originali, nell’attesa di poter ritornare a un evento “live” nella prossima edizione.

In una prima fase della competizione, i video, pubblicati su Facebook in un’apposita playlist nella pagina di Giulio Cocchi, sono stati votati dal pubblico. La somma tra il voto popolare e quello della giuria di tecnica che ne valutava l’aderenza storica al NeoManifesto della Miscelazione Futurista ha deciso i video finalisti.

I sei finalisti si sono poi confrontati il 20 luglio nel corso di un evento digitale in cui hanno ricreato in poco tempo le rispettive polibibite in concorso davanti a una giuria di esperti.

Della giuria facevano parte: l’AD Giulio Cocchi, Roberto Bava; il barman esperto di Futurismo, autore del volume “la Miscelazione Futurista” Fulvio Piccino; il 10° Head bartender del leggendario American Bar del Savoy Hotel di Londra, oggi alla guida del Kwant Bar, Erik Lorincz; il Most Imaginative Bartender For 2020, in forza a Le Sirenuse di Miami, Valentino Longo
Nel corso dell’evento digitale c’è stato modo di approfondire con domande mirate da parte dei giudici la scelta degli ingredienti e delle tecniche ed è stata considerata la spettacolarità della preparazione.

Secondo classificato il modenese Marco Ghidorzi (Reset, Modena, con la polibibita “Pe(n)saparole”), terzi - ex aequo - Alessio Ciucci (Vetralla, in provincia di Viterbo, Borgo la Chiaracia Resort & Spa - Ristorante Radici, polibibita #Cancelletto) e Manuel Monetti (Roma, Blackmarket Hall - Rione Monti, polibibita “Il Mieloso”).
Alla finale a sei hanno partecipato anche i miscelatori Giuseppe Assenza (polibibita “Arsura”) e Gian Maria Ciardulli (polibibita “Esaltatore Italiano”)

Tutti i video si possono visionare a questo link: bit.ly/3g76zwK

Luca Menegazzo iscrive dunque il suo nome all’albo d’oro della competizione in cui figurano quelli di Cinzia Ferro (vincitrice del titolo nel 2016 con la polibibita “Svetta”), Elisa Favaron (che si è aggiudicata la vittoria nel 2017 con la polibibita “La Sfacciata”) e Salvatore Vita (Miscelatore Record Nazionale nel 2018 con la polibibita “L’elettrodisiaca”).

 

Il commento di Roberto Bava“La competizione di Miscelazione Futurista si conferma, anche in questo anno complesso, l’occasione per esprimere una “summa” di creatività. Non solo una via tutta italiana alla miscelazione, con l’uso di prodotti della liquoristica storica nazionale, ma una esperienza che continua a offrire spunti incredibili oggi come negli anni Trenta, esaltando il genio italico”.

 

Dice Fulvio Piccinino“La Miscelazione Futurista, a cui da ormai sei anni abbiamo ridato vitalità con la pubblicazione di due edizioni del volume a essa dedicato, seminari in tutti il mondo, competizioni, continua a mantenere alta la sua carica creativa: si è addirittura evoluta e rinnovata in questi anni, dimostrando come, grazie alle sue salde radici storiche, si possa autorevolmente parlare di uno stile, non di una semplice moda”. 

LA RICETTA DELLA POLIBIBITA VINCITRICE

L'incontro a Fiume
Categoria della polibibita: Prestinletto

3 cl Americano Cocchi
2 cl Aurum
1 cl Grappa Nardini
3 cl Latte di capra
Vapo di Sangue Morlacco Luxardo
Gelato alla panna Pepino

 Scaldare il tutto e versare in coppa con una pallina di gelato fior di panna Pepino. 

 

Questo il commento di Luca Menegazzo“In questa gara virtuale non sono mancate tensione, adrenalina, passione per le eccellenze italiane e per la miscelazione futurista: il livello della competizione è stato alto, anche in questa “storica” edizione 2020. Un ringraziamento all’organizzazione e a tutti coloro che mi hanno sostenuto fino alla finale”.  

Il premio: 

Luca Menegazzo ha conquistato un “Ardito Miscelatore in Destrutturata Gomma” - scultura in tiratura limitata di 50 esemplari, autografi e numerati dall’artista Diego Maria Gugliermetto, che rappresenta il miscelatore futurista nell’atto della sua missione: la preparazione della polibibita perfetta – oltre a un fine settimana ospite della Giulio Cocchi a Cocconato.  

 

LA MISCELAZIONE FUTURISTA  La Miscelazione Futurista è stata riscoperta in questi anni grazie agli studi del barman ed esperto Fulvio Piccinino e all’opera infaticabile di Giulio Cocchi insieme ad altre case storiche della liquoristica italiana (in particolare hanno sostenuto questa operazione culturale oltre a Cocchi anche Alpestre, Campari, Fabbri, Luxardo, Nardini, Pallini, Strega, Tassoni e Vecchia Romagna).

Dal 2014, in moltissimi seminari in giro per il mondo (dal Tales of the Cocktail di New Orleans al MoMa di New York, dal Bar Convent di Berlino al Salone del Gusto di Torino passando per L’Athens Bar Show fino alla Germania e alla Cina) Cocchi e Piccinino hanno diffuso il verbo futurista raccogliendo curiosità e consensi. 

Nell’ottobre 2014 è stato dato alle stampe un volume bilingue italiano e inglese “La Miscelazione Futurista – La risposta autarchica italiana ai cocktail degli anni Trenta”, ristampato nel 2016, che racconta l’avventura della Miscelazione Futurista, ricrea le polibibite classiche ed è diventato in brevissimo tempo la Bibbia dei neomiscelatori futuristi, proclamato a New Orleans tra i 10 migliori libri al mondo sul tema del bere miscelato.

 

 

Marianna Natale

COCCHI – SAVOY VERMOUTH DRY: SI RINNOVA LA COLLABORAZIONE TRA LA CASA ASTIGIANA E L’ICONICO HOTEL LONDINESE

 

 

Prosegue e si rinnova la collaborazione tra la storica casa produttrice di Vermouth piemontese Giulio Cocchi e il più iconico tra i grandi hotel londinesi, il Savoy. A cinque anni di distanza dalla prima bottiglia, la seconda edizione del Cocchi – Savoy Vermouth Dry è da oggi disponibile nei menu dell’American Bar e del Beaufort Bar con una nuova formulazione.

 

Nel 2014 Giulio Cocchi aveva collaborato con Erik Lorincz (all’epoca head bartender dell’American Bar del Savoy) e Declan McGurk (bar manager) per la creazione di un prodotto unico, che intrecciasse la tradizionale arte italiana della vinificazione e della botanica con la profonda conoscenza della miscelazione del team di barman del Savoy.

 

A questa seconda edizione aggiornata hanno dato il loro fondamentale apporto Maxim Schulte (The American Bar) ed Elon Soddu (The Beaufort Bar) in diversi incontri di degustazione tecnica e sensoriale avvenuti nella cantina a Cocconato e nei loro bar a Londra.

 

Il Cocchi – Savoy Vermouth Dry è stato pensato per donare un carattere inimitabile al martini del Savoy e ai classici cocktail della miscelazione internazionale, ma la sua perfetta composizione consente di gustare questo vermouth anche da solo, fresco o con ghiaccio.
Con la sua ricetta unica e l’infusione di spezie rare, il Cocchi - Savoy Vermouth Dry, attraverso l’uso di artemisia e altre erbe amaricanti, rispetta i fondamentali di un vermouth classico, ma è arricchito con agrumi, bergamotto ed erbe alpine del Piemonte che conferiscono il carattere piacevolmente secco di questo vino aromatizzato.

Questa seconda edizione acquisisce in etichetta l’indicazione “di Torino” che lo inserisce nella rinnovata e protetta denominazione del Vermouth di Torino.

 

Il logo SAVOY, raramente concesso a un prodotto, è stato aggiunto alla base dell’etichetta originale vintage del Vermouth Dry di Giulio Cocchi degli anni quaranta.
La bottiglia è già oggetto di collezione per i barman di tutto il mondo in pellegrinaggio al Savoy.
Una piccola quantità è in vendita nell’e-shop di The Whisky Exchange al prezzo di 40 sterline.

 

La collaborazione tra Cocchi e il Savoy si innesta su un curioso legame storico tra il Savoy Hotel e il Piemonte, in particolare la dinastia dei Savoia, la casa reale che ha favorito la nascita e la diffusione nel XVIII secolo del Vermouth contemporaneo.
La statua dorata del conte Pietro II di Savoia campeggia ancora oggi all’ingresso del Grand Hotel sullo Strand.

 

GIULIO COCCHI – Fondata ad Asti nel 1891 Giulio Cocchi è tra le case vinicole di riferimento del Piemonte per la produzione di aperitivi e spumanti Alta Langa DOCG.
Fu lo stesso Giulio Cocchi a formulare le ricette originali per il Barolo Chinato, l’Aperitivo Americano e alcuni differenti tipologie di vermouth che sono state in produzione per oltre un secolo.
Tutti i prodotti Cocchi sono a base di vino e le ricette seguono ancora oggi le formule di Giulio Cocchi: questo rende lo stile Cocchi riconoscibile nel gusto e nel carattere.
La famiglia Bava, noti produttori di vino nell’Astigiano e nelle Langhe, gestisce la Giulio Cocchi dalla fine degli anni ’70 e ha rinnovato la produzione gettando le basi per lo status di culto che il brand ha ormai conquistato. La Giulio Cocchi mantiene il proprio carattere e la propria dimensione boutique riuscendo ad impiegare solo tecniche produttive tradizionali e ingredienti naturali nella produzione dei suoi aperitivi e spumanti e a diffonderli nei cinque continenti.

 

Questa seconda limited edition del Cocchi - Savoy Vermouth Dry ha rappresentato un’entusiasmante sfida ed è una nuova conferma del ruolo di Cocchi nella rivoluzione qualitativa in atto nel mondo dei Vermouth e degli aperitivi.

L’ISTITUTO DEL VERMOUTH DI TORINO PARTECIPA A CHEESE 2019

Degustazioni e laboratori 

Tre eventi dedicati alla degustazione dello storico aperitivo piemontese abbinato ai formaggi italiani 

 

Cosa succede quando il Vermouth incontra il formaggio? E quali sono gli abbinamenti migliori dello storico aperitivo piemontese con i latticini stagionati? Potrete trovare la risposta a queste e a molte altre domande dal 20 al 23 settembre 2019 a Cheese 2019, la manifestazione organizzata da Slow Food Italia e dalla Città di Bra, dedicata ai formaggi d’eccellenza provenienti da ogni parte del mondo. Qui, l’Istituto del Vermouth di Torino, attraverso tre laboratori e l’esposizione dei propri prodotti, svelerà i segreti di questa preziosa bevanda, creando abbinamenti inconsueti e presentando le sue storiche etichette.

 

 

• Appuntamento venerdì 20 settembre dalle 17.00 alle 18.00, presso lo stand di Assopiemonte in piazza Spreitenbach, con Formaggi di montagna e Vermouth di Torino, un laboratorio per conoscere il Vermouth di Torino, il vino aromatizzato piemontese che nel 2017 ha ottenuto l’Indicazione Geografica Protetta.

 

• Abbinare cioccolato, formaggi di latte di bufala e Vermouth è possibile: sabato 21 settembre dalle 16.00 alle 17.15 nell’aula laboratori dell’IPS Velso Mucci, il laboratorio Bufale e cioccolato tenuto da Silvia Federica Boldetti darà vita a un insolito quanto azzeccato abbinamento.

 

• Sperimentare il connubio tra l’aroma deciso del Vermouth e il sapore aromatico del Parmigiano Reggiano di diverse stagionature: domenica 22 settembre dalle 15.00 alle 16.00 presso lo stand del Parmigiano Reggiano in piazza XX settembre si potrà partecipare alla degustazione gratuita Brindisi all’italiana - Vermouth e Parmigiano Reggiano.

 

 

 

 

Per informazioni e prenotazioni cheese.slowfood.it

 

 

 

Vinitaly: nasce il Consorzio del Vermouth di Torino

 

 

Promosso dall’Istituto del Vermouth di Torino, il nuovo Consorzio tutelerà l’intera filiera del celebre aperitivo torinese e sarà presentato oggi a Verona in occasione di Vinitaly

 

A distanza di due anni dalla nascita dell’Istituto del Vermouth di Torino e dall’approvazione del Decreto Ministeriale che ne riconosce l’Indicazione Geografica, nasce il Consorzio del Vermouth di Torino, l’organo che valorizza, promuove e tutela la denominazione e i marchi ad esso collegati. Sarà presentato ufficialmente oggi - lunedì 8 aprile 2019 alle 16.30 - con una tavola rotonda nello stand della Regione Piemonte (padiglione 10 - stand G2) al Vinitaly di Verona, la più importante fiera al mondo dedicata al settore dei vini e dei distillati, alla quale parteciperanno Giorgio Ferrero, Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Roberto Bava, Presidente dell’Istituto del Vermouth di Torino, Pierstefano Berta, chimico e storico dell’enologia, Fulvio Piccinino, barman ed esperto di Vermouth.

 

Frutto di un’esigenza rilevata dall’Istituto del Vermouth - l’associazione che dall’aprile 2017 rappresenta la storica bevanda torinese in Italia e nel mondo - e da un’analisi condotta su realtà analoghe operanti anche in settori merceologi differenti, il Consorzio del Vermouth di Torino integra le azioni portate avanti dall’Istituto omonimo, riunisce al suo interno coltivatori e trasformatori di erbe officinali piemontesi, elaboratori e imbottigliatori, aziende proprietarie di marchi commerciali che gestiscono autonomamente la propria filiera. Ha, inoltre, lo scopo di promuovere e valorizzare la denominazione, tutelandone l’informazione al consumatore finale e fornendo assistenza tecnica e formazione professionale alle aziende e ai produttori. Tra i principali compiti, anche l’attività di vigilanza per garantire la corretta applicazione della denominazione Indicazione Geografica ai prodotti consorziati. Ma non solo: tra gli obiettivi che si pone il Consorzio c’è anche la collaborazione con istituti e scuole per promuovere iniziative legate alla valorizzazione, all’educazione alimentare e al consumo corretto e responsabile del vermouth. È presieduto da Roberto Bava, già Presidente dell’Istituto del Vermouth di Torino, e dai vice Presidenti Pierstefano Berta e Marco Pellegrini.

 

Il percorso che ha condotto alla nascita dell’Istituto del Vermouth di Torino prima e alla costituzione del Consorzio del Vermouth di Torino dopo è durato circa vent’anni e ha trovato il suo compimento il 22 marzo 2017 quando, con il Decreto Ministeriale n. 1826, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha accolto la richiesta della Regione Piemonte e ha riconosciuto l’indicazione geografica Vermouth di Torino / Vermut di Torino. Il Vermouth rappresenta, infatti, un bene collettivo per il Piemonte e per l’Italia: il vino liquoroso bianco o rosso nato all’ombra della Mole e conosciuto in tutto il mondo, vanta oltre tre secoli di storia e ha visto negli anni un’evoluzione delle tecniche di produzione, affiancate sempre dalle lavorazioni più tradizionali.

 

In occasione del Vinitaly, inoltre, è possibile degustare le numerose etichette di Vermouth in uno stand dedicato all’Istituto all’interno dello spazio espositivo della Regione Piemonte, permettendo ai visitatori di avvicinarsi a questa bevanda e conoscere la nouvelle vague che sta vivendo l’aperitivo torinese, testimone di tre secoli di storia e cultura del bere.

 

Ufficio Stampa Istituto del Vermouth

Spin-To - Comunicare per innovare

Gabriella Bruzzone

COCCHI AL VINITALY 2018 CON LA SECONDA EDIZIONE DEL VERMOUTH DI TORINO “RISERVA LA VENARIA REALE”

 

 

 

 

 

Arriva la seconda edizione della Riserva La Venaria Reale, il Vermouth  lanciato due anni fa in occasione del 125° anniversario di fondazione della casa astigiana Giulio Cocchi.

 

Dopo il sold out delle prime, esclusive, 1891 bottiglie celebrative, Cocchi presenterà questo Vermouth di solida tradizione sabauda creato in collaborazione con la Reggia di Venaria al Vinitaly 2018 nel nuovo formato (bottiglia da 50 cl. nell’iconica scatola triangolare usata anche per il Barolo Chinato).

 

Appuntamento dunque da domenica 15 a mercoledì 18 aprile nello stand Cocchi a Verona (Padiglione 10 Piemonte stand Q3) per degustare questa espressione della categoria “Riserva”.

 

Ricetta, selezione degli ingredienti botanici, tempo di affinamento: tutto nella Riserva La Venaria Reale Cocchi è stato lungamente ragionato per coerenza storica e geografica. Il Vermouth Riserva La Venaria Reale ha infatti un’identità forte, sia territoriale – vino piemontese, erbe alpine – che storica, a rievocare il ruolo essenziale della casa reale dei Savoia nella nascita del vermouth moderno.

 

Per sottolineare e rendere evidente questo legame, Cocchi coltiva a scopo dimostrativo nelpotager royal della Reggia di Venaria l’artemisia absinthium, l’erba che è alla base del Vermouth di Torino.

 

Non solo: sull’etichetta e sulla nuova scatola triangolare della Riserva è raffigurata una veduta di Venaria tratta dal Theatrum Sabaudiae (Teatro degli Stati del Duca di Savoia) la raccolta di circa 150 vedute della città di Torino e alcune riproduzioni di monumenti, in tavole incise a colori, alcune realizzate da primari artisti del tempo, di notevole bellezza commissionate alla fine del ‘600 da Carlo Emanuele II e indirizzate alle corti d'Europa per presentare il Ducato di Savoia come un potente e splendido Stato.

  

Lo stile dei vermouth di Cocchi li rende identificabili come prodotti di forte personalità e spiccata riconoscibilità per l’intensità della freschezza floreale e speziata dei profumi e per la ricchezza dei sapori.
La Riserva di Cocchi è la summa di questo stile che privilegia la ricchezza e la densità aromatica delle spezie dopo un affinamento di sei mesi in bottiglia.
“Riserva” non significa invecchiamento in botte, che intaccherebbe il complesso equilibrio aromatico a favore di ossidazione e componenti tanniche, ma  valorizzazione della formula e del savoir faire nella lavorazione.

Come per lo Storico Vermouth di Torino Cocchi, il vino usato è un moscato secco aromatizzato con una formula particolarmente ricca di artemisie, rabarbaro, erbe alpine e un tocco di menta piemontese. Ciò accentua il piacevole effetto balsamico e conferisce una freschezza sorprendente al punto da connotare questo prodotto anche come Vermouth da miscelare con Rye e Bourbon particolarmente invecchiati.

Scuro, ma senza caramello, è dolce quanto basta per essere un gradevolissimo bicerin da bere con ghiaccio e scorzetta di limone o puro dopo cena.

 

NOTE TECNICHE:

Alcool 18%
Bottiglia 50 cl
Ingredienti: vino, zucchero, alcool, infuso di erbe aromatiche e spezie.
La gradazione alcolica di 18° lo rende robusto e di ottima conservazione anche a bottiglia iniziata, purché ben chiuso.
Una volta aperto conservare al fresco e consumare entro un mese.

 

Giulio Cocchi è una casa storica fondata ad Asti nel 1891.

È conosciuta per i suoi vermotuh (in particolare lo Storico Vermouth di Torino, Dopo Teatro Vermouth Amaro e Vermouth Riserva La Venaria Reale), l’Aperitivo Americano (bianco e rosa), il Barolo Chinato  e per l’Alta Langa Docg.

 

Per i suoi vini speciali Cocchi utilizza ancora oggi la ricetta originale formulata dal fondatore.

Artigianalità della produzione, rigore nella scelta degli ingredienti e altissima qualità hanno resto Cocchi sin da subito noto nel mondo come dimostrano i documenti delle esportazioni di inizio Novecento: da New York a Londra, da Sydney all’Africa Coloniale e al Venezuela.

 

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