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Vini aromatizzati

VERMOUTH DI TORINO WEEK 2° SEMESTRE

 

Dopo il successo della prima edizione della Vermouth di Torino Week, il Consorzio del VDT lancia la campagna del secondo semestre 2022. Dopo il successo della prima edizione della Vermouth di Torino Week, il Consorzio del VDT lancia la campagna del secondo semestre 2022.

Conclusasi con successo la prima edizione della Vermouth di Torino Week, che ha visto la partecipazione di quasi un centinaio di locali in tutta Italia, dove i barman si sono anche cimentati nella sperimentazione di inediti cocktail a base del più famoso vino aromatizzato italiano, il Vermouth di Torino IGP, il Consorzio del VDT lancia la campagna del secondo semestre 2022 che lo vedrà impegnato sui mercati internazionali di riferimento.

Siamo particolarmente soddisfatti della risposta ottenuta da questa edizione pilota della Vermouth di Torino Week – commenta il Presidente del Consorzio Roberto Bavaabbiamo voluto puntare sulla notorietà e trasversalità di un prodotto storico, considerando la felice riscoperta di questa categoria nei trend del bere miscelato. Ora si lavora già alla prossima edizione che avrà grande respiro internazionale.

 

E’ sempre l’ora del Vermouth, questa infatti è solo la prima di una serie di azioni che il Consorzio sta pianificando per la seconda parte dell’anno e che lo vedrà coinvolto in numerosi progetti e manifestazioni in Italia e all’estero; dalla partecipazione al Salone del Gusto, alla realizzazione di incoming con operatori stranieri in Piemonte, alla presenza alle più importanti fiere del settore, dal Bar Convent di Berlino all’Athens Bar Show in Grecia.

Si inizierà inoltre a lavorare sul progetto dell’Aperitivo Mediterraneo con brevi video girati tra la Grecia e diverse regioni Italiane che avranno come focus gli ingredienti tipici del rito dell’Aperitivo in collaborazione con il Consorzio del Pecorino Toscano, i limoni della Cooperativa Produttori Costieragrumi (Amalfi) e le olive greche di Agrifood.

 

Il Vermouth di Torino 

Il Vermouth di Torino è il più famoso vino aromatizzato italiano, già apprezzato alla corte reale dei Savoia. Il suo nome deriva dal termine tedesco wermut che definisce l’Artemisia absinthium (assenzio maggiore), base aromatica principale nella sua preparazione.

Nell’Ottocento e Novecento il Vermouth di Torino, diventato ormai famoso anche all’estero nelle sue due varianti bianco e rosso, vide definire con un Regio decreto le sue caratteristiche. Proprio dal capoluogo piemontese ha inizio lo sviluppo del Vermouth di Torino come lo conosciamo oggi: una bevanda per un aperitivo conviviale. Nel corso degli anni si è assistito all’evoluzione delle tecniche di lavorazione: le nuove hanno affiancato le più antiche e la loro coesistenza continua ancora oggi a preservare e valorizzare la tradizionale produzione di questo prodotto.

Il Vermouth viene classificato in base al colore (Bianco, Ambrato, Rosato o Rosso) e alla quantità di zucchero impiegata nella sua preparazione. Il disciplinare prevede anche la tipologia Vermouth Superiore che si riferisce a prodotti con un titolo alcolometrico non inferiore a 17% vol., realizzati con almeno il 50% di vini piemontesi e aromatizzati con erbe – diverse dall’assenzio – coltivate o raccolte in Piemonte.

 

Consorzio del Vermouth di Torino 

Il Consorzio ha per scopo principale la tutela, la promozione, la valorizzazione della denominazione, tutelandone l’informazione al consumatore finale e fornendo assistenza tecnica e formazione professionale alle aziende e ai produttori. Tra i principali compiti, anche l’attività di vigilanza per garantire la corretta applicazione della Indicazione Geografica Protetta ai prodotti consorziati. Tra gli obiettivi c’è anche la collaborazione con istituti e scuole per promuovere iniziative legate alla valorizzazione, all’educazione alimentare e al consumo corretto e responsabile.

Il Consorzio si costituisce nel 2019 per volontà dei produttori di Vermouth di Torino che, consapevoli della necessità di una regolamentazione, hanno definito insieme un disciplinare di produzione approvato dal Decreto del 22 marzo 2017 con cui il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha regolamentato l’indicazione geografica Vermouth di Torino/Vermut di Torino.

Attualmente il Consorzio, presieduto da Roberto Bava, comprende 28 aziende storiche che producono e distribuiscono in tutto il mondo:

 

Antica Cantina di Calosso, Antica Distilleria Quaglia – Bèrto, Antica Torino, Arudi, Cav. Pietro Bordiga, Calissano – Gruppo Italiano Vini, Carlo Alberto, Carpano – Fratelli Branca Distillerie, Chazalettes, Cinzano

– Davide Campari–Milano, Giulio Cocchi, Coop. Erbe Aromatiche Pancalieri, D.co Ulrich, Del Professore, Drapò – Turin Vermouth, Ducato, Franco Cavallero Spirits, Gancia & C., La Canellese, Luigi Vico, Mainardi, Martini & Rossi, Peliti’s, Sibona, Sperone, Starlino, Tosti1820, Vergnano.

 

Anna Barbon

VERMOUTH GAMONDI INCONTRA MARY POPPINS IN UN COCKTAIL ALLEGRO E FRESCO

 

 

Per aggiungere un pizzico di magia e di allegria alla bella stagione, lasciamoci avvolgere dalla freschezza del cocktail Mary Poppins. Ispirato alla celebre baby-sitter, capace di domare il ragazzino vivace e il signorotto più austero, il cocktail firmato Fabio Camboni è creato con Vermouth di Torino Superiore Rosso Gamondi e, con la sua esplosione di gusto, saprà conquistare tutti i palati.

 

Eccellenza recuperata dai maestri vermuttieri di Casa Toso da una ricetta originale di fine Ottocento ideata da Carlo Gamondi, il Vermouth di Torino Superiore Rosso Gamondi è un prodotto unico e straordinario della tradizione piemontese. Il vino di base è costituito per il 51% di Moscato d’Asti Docg, che conferisce particolare finezza aromatica, completato da Piemonte Cortese Doc.

Il ruolo di protagonista principale delle erbe aromatizzanti è affidato all’assenzio piemontese; sono state utilizzate inoltre scorze fresche di arance amare liguri e altre erbe o spezie, come la vaniglia del Madagascar, lo zafferano, la mirra e il sandalo rosso. La nota cromatica del Vermouth è stata realizzata anche con l’uso di zucchero caramellato.

Il Vermouth di Torino Superiore Rosso Gamondi ha un colore ambra deciso con unghia tendente al giallo dorato. Al profumo, ricco è il complesso floreale e agrumato, accompagnato da note balsamiche e resinose, eteree e speziate (cannella, vaniglia, anice). In bocca dà sensazioni di calore, pienezza e rotondità, sulle quali poi tende a prevalere una lunga nota amaricante che accompagna nel tempo. Buone anche le sensazioni di fragranza e acidità.

 

Questo bouquet di sapori ben si sposa con gli altri ingredienti del cocktail Mary Poppins:

ne nasce un cocktail fresco e gioioso, in bocca un’esplosione di frutti rossi, agrumi, fragola e ibisco, dal finale erbaceo e leggermente tannico.

 

Mary Poppins by Fabio Camboni

 

● 45 ml Mr Higgins London Dry Gin infused raspberries

● 15 ml Gamondi Vermouth di Torino Superiore Rosso

● 15 ml Rosolio di bergamotto

● 50 ml hibiscus tea

● 30 ml lemon sherbet

● 2 dashes blossom bitter

 

Mixing technique: Shake & strain

Glass: Tiki mug

 

 

Valentina Falco

ANTICO

 


Stile classico, gusto contemporaneo. Il “vermouth” secondo Luxardo 

New entry in casa Luxardo nell’anno speciale del suo Bicentenario. Si chiama Antico ed è la personalissima interpretazione che l’azienda ha voluto dare ad un prodotto per aperitivo ispirato al vermouth. Un packaging classico, un nome che riporta alle origini ma un gusto assolutamente contemporaneo per rispondere con stile alle nuove tendenze del bere. 

Antico è stato pensato come alternativa al vermouth rosso: viene ottenuto per infusione del succo di marasche, fatto maturare in tini di rovere ed impreziosito con l’aggiunta di erbe e spezie. Al termine dell’affinamento viene poi imbottigliato a 16,5% alc. vol. 

Si presenta con un colore rosso rubino, un profumo fruttato e speziato con predominanza di marasca che si percepisce nettamente anche al palato con un gusto corposo e rotondo. Può essere consumato liscio o ghiacciato, con una spruzzata di seltz oppure ‘on the rocks’ come aperitivo. In miscelazione si può sostituire al vermouth rosso come inedita variante ai classici cocktails internazionali. 

Antico viene così a completare la sezione del portfolio aziendale Luxardo dedicata al bere miscelato, affiancando i già affermati Aperitivo, Bitter bianco e Bitter rosso, London Dry Gin e Sour Cherry Gin, seguendo l’onda dei nuovi trend di prodotti particolarmente usati nel mondo della mixology, come gin e vermouth. 

La storica azienda ha dunque puntato sul suo must, le ciliegie marasche, per creare con Antico qualcosa di molto simile al vermouth rosso ma che al contempo fosse unico e ben distinguibile: l’alternativa nei cocktails secondo lo stile Luxardo. 

Luxardo S.p.A. 

Luxardo S.p.A., una delle più antiche distillerie esistenti al mondo, ancora oggi è interamente di proprietà della stessa famiglia. Fondata da Girolamo Luxardo nel 1821 a Zara, antica città veneziana sulle coste della Dalmazia, l’azienda si espanse rapidamente nell’Ottocento sui principali mercati fino a diventare una delle più importanti realtà industriali dell’Impero Asburgico. Ne sono testimonianza le innumerevoli medaglie conseguite alle principali esposizioni mondiali, che ancora oggi fregiano l’etichetta del suo prodotto più rinomato, il Maraschino Luxardo. 

Alla fine della Prima Guerra Mondiale Zara fu annessa al regno d’Italia, e nel ventennio successivo l’azienda Luxardo conobbe una straordinaria espansione diventando una delle prime distillerie italiane. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale venne completamente distrutta dai bombardamenti anglo-americani e nel contesto della ferocia dei partigiani comunisti del maresciallo Tito nei confronti degli italiani d’Istria e Dalmazia, ben tre componenti della famiglia vennero assassinati.

Cinzia Luxardo  

LUCA MENEGAZZO È IL MISCELATORE RECORD DIGITALE 2020  CON LA POLIBIBITA “INCONTRO A FIUME”

 

MARCO GHIDORZI HA CONQUISTATO IL SECONDO POSTO,

EX AEQUO TRA ALESSIO CIUCCI E MANUEL MONETTI PER IL TERZO

 

 

È Luca Menegazzo, classe 1988, da 10 anni dietro il banco dell’Estremadura Caffé di Verbania, il Miscelatore Record Digitale 2020.

In questa edizione della competizione futurista organizzata dalla casa astigiana Giulio Cocchi e aperta ad aspiranti miscelatori futuristi internazionali, sono arrivate videoricette da tutto il mondo: dalla California alla Nuova Zelanda passando per le isole Baleari e la Costarica.

Per adattarsi alla situazione attuale, che non consentiva eventi dal vivo, l’edizione 2020 si è svolta interamente in digitale: una sfida per i partecipanti, che hanno dovuto cimentarsi nella creazione di una polibibita e nel compito di raccontarla a una giuria collegata da remoto. Sfida brillantemente superata dai partecipanti, che hanno creato video di ottimo livello e ricette originali, nell’attesa di poter ritornare a un evento “live” nella prossima edizione.

In una prima fase della competizione, i video, pubblicati su Facebook in un’apposita playlist nella pagina di Giulio Cocchi, sono stati votati dal pubblico. La somma tra il voto popolare e quello della giuria di tecnica che ne valutava l’aderenza storica al NeoManifesto della Miscelazione Futurista ha deciso i video finalisti.

I sei finalisti si sono poi confrontati il 20 luglio nel corso di un evento digitale in cui hanno ricreato in poco tempo le rispettive polibibite in concorso davanti a una giuria di esperti.

Della giuria facevano parte: l’AD Giulio Cocchi, Roberto Bava; il barman esperto di Futurismo, autore del volume “la Miscelazione Futurista” Fulvio Piccino; il 10° Head bartender del leggendario American Bar del Savoy Hotel di Londra, oggi alla guida del Kwant Bar, Erik Lorincz; il Most Imaginative Bartender For 2020, in forza a Le Sirenuse di Miami, Valentino Longo
Nel corso dell’evento digitale c’è stato modo di approfondire con domande mirate da parte dei giudici la scelta degli ingredienti e delle tecniche ed è stata considerata la spettacolarità della preparazione.

Secondo classificato il modenese Marco Ghidorzi (Reset, Modena, con la polibibita “Pe(n)saparole”), terzi - ex aequo - Alessio Ciucci (Vetralla, in provincia di Viterbo, Borgo la Chiaracia Resort & Spa - Ristorante Radici, polibibita #Cancelletto) e Manuel Monetti (Roma, Blackmarket Hall - Rione Monti, polibibita “Il Mieloso”).
Alla finale a sei hanno partecipato anche i miscelatori Giuseppe Assenza (polibibita “Arsura”) e Gian Maria Ciardulli (polibibita “Esaltatore Italiano”)

Tutti i video si possono visionare a questo link: bit.ly/3g76zwK

Luca Menegazzo iscrive dunque il suo nome all’albo d’oro della competizione in cui figurano quelli di Cinzia Ferro (vincitrice del titolo nel 2016 con la polibibita “Svetta”), Elisa Favaron (che si è aggiudicata la vittoria nel 2017 con la polibibita “La Sfacciata”) e Salvatore Vita (Miscelatore Record Nazionale nel 2018 con la polibibita “L’elettrodisiaca”).

 

Il commento di Roberto Bava“La competizione di Miscelazione Futurista si conferma, anche in questo anno complesso, l’occasione per esprimere una “summa” di creatività. Non solo una via tutta italiana alla miscelazione, con l’uso di prodotti della liquoristica storica nazionale, ma una esperienza che continua a offrire spunti incredibili oggi come negli anni Trenta, esaltando il genio italico”.

 

Dice Fulvio Piccinino“La Miscelazione Futurista, a cui da ormai sei anni abbiamo ridato vitalità con la pubblicazione di due edizioni del volume a essa dedicato, seminari in tutti il mondo, competizioni, continua a mantenere alta la sua carica creativa: si è addirittura evoluta e rinnovata in questi anni, dimostrando come, grazie alle sue salde radici storiche, si possa autorevolmente parlare di uno stile, non di una semplice moda”. 

LA RICETTA DELLA POLIBIBITA VINCITRICE

L'incontro a Fiume
Categoria della polibibita: Prestinletto

3 cl Americano Cocchi
2 cl Aurum
1 cl Grappa Nardini
3 cl Latte di capra
Vapo di Sangue Morlacco Luxardo
Gelato alla panna Pepino

 Scaldare il tutto e versare in coppa con una pallina di gelato fior di panna Pepino. 

 

Questo il commento di Luca Menegazzo“In questa gara virtuale non sono mancate tensione, adrenalina, passione per le eccellenze italiane e per la miscelazione futurista: il livello della competizione è stato alto, anche in questa “storica” edizione 2020. Un ringraziamento all’organizzazione e a tutti coloro che mi hanno sostenuto fino alla finale”.  

Il premio: 

Luca Menegazzo ha conquistato un “Ardito Miscelatore in Destrutturata Gomma” - scultura in tiratura limitata di 50 esemplari, autografi e numerati dall’artista Diego Maria Gugliermetto, che rappresenta il miscelatore futurista nell’atto della sua missione: la preparazione della polibibita perfetta – oltre a un fine settimana ospite della Giulio Cocchi a Cocconato.  

 

LA MISCELAZIONE FUTURISTA  La Miscelazione Futurista è stata riscoperta in questi anni grazie agli studi del barman ed esperto Fulvio Piccinino e all’opera infaticabile di Giulio Cocchi insieme ad altre case storiche della liquoristica italiana (in particolare hanno sostenuto questa operazione culturale oltre a Cocchi anche Alpestre, Campari, Fabbri, Luxardo, Nardini, Pallini, Strega, Tassoni e Vecchia Romagna).

Dal 2014, in moltissimi seminari in giro per il mondo (dal Tales of the Cocktail di New Orleans al MoMa di New York, dal Bar Convent di Berlino al Salone del Gusto di Torino passando per L’Athens Bar Show fino alla Germania e alla Cina) Cocchi e Piccinino hanno diffuso il verbo futurista raccogliendo curiosità e consensi. 

Nell’ottobre 2014 è stato dato alle stampe un volume bilingue italiano e inglese “La Miscelazione Futurista – La risposta autarchica italiana ai cocktail degli anni Trenta”, ristampato nel 2016, che racconta l’avventura della Miscelazione Futurista, ricrea le polibibite classiche ed è diventato in brevissimo tempo la Bibbia dei neomiscelatori futuristi, proclamato a New Orleans tra i 10 migliori libri al mondo sul tema del bere miscelato.

 

 

Marianna Natale

COCCHI – SAVOY VERMOUTH DRY: SI RINNOVA LA COLLABORAZIONE TRA LA CASA ASTIGIANA E L’ICONICO HOTEL LONDINESE

 

 

Prosegue e si rinnova la collaborazione tra la storica casa produttrice di Vermouth piemontese Giulio Cocchi e il più iconico tra i grandi hotel londinesi, il Savoy. A cinque anni di distanza dalla prima bottiglia, la seconda edizione del Cocchi – Savoy Vermouth Dry è da oggi disponibile nei menu dell’American Bar e del Beaufort Bar con una nuova formulazione.

 

Nel 2014 Giulio Cocchi aveva collaborato con Erik Lorincz (all’epoca head bartender dell’American Bar del Savoy) e Declan McGurk (bar manager) per la creazione di un prodotto unico, che intrecciasse la tradizionale arte italiana della vinificazione e della botanica con la profonda conoscenza della miscelazione del team di barman del Savoy.

 

A questa seconda edizione aggiornata hanno dato il loro fondamentale apporto Maxim Schulte (The American Bar) ed Elon Soddu (The Beaufort Bar) in diversi incontri di degustazione tecnica e sensoriale avvenuti nella cantina a Cocconato e nei loro bar a Londra.

 

Il Cocchi – Savoy Vermouth Dry è stato pensato per donare un carattere inimitabile al martini del Savoy e ai classici cocktail della miscelazione internazionale, ma la sua perfetta composizione consente di gustare questo vermouth anche da solo, fresco o con ghiaccio.
Con la sua ricetta unica e l’infusione di spezie rare, il Cocchi - Savoy Vermouth Dry, attraverso l’uso di artemisia e altre erbe amaricanti, rispetta i fondamentali di un vermouth classico, ma è arricchito con agrumi, bergamotto ed erbe alpine del Piemonte che conferiscono il carattere piacevolmente secco di questo vino aromatizzato.

Questa seconda edizione acquisisce in etichetta l’indicazione “di Torino” che lo inserisce nella rinnovata e protetta denominazione del Vermouth di Torino.

 

Il logo SAVOY, raramente concesso a un prodotto, è stato aggiunto alla base dell’etichetta originale vintage del Vermouth Dry di Giulio Cocchi degli anni quaranta.
La bottiglia è già oggetto di collezione per i barman di tutto il mondo in pellegrinaggio al Savoy.
Una piccola quantità è in vendita nell’e-shop di The Whisky Exchange al prezzo di 40 sterline.

 

La collaborazione tra Cocchi e il Savoy si innesta su un curioso legame storico tra il Savoy Hotel e il Piemonte, in particolare la dinastia dei Savoia, la casa reale che ha favorito la nascita e la diffusione nel XVIII secolo del Vermouth contemporaneo.
La statua dorata del conte Pietro II di Savoia campeggia ancora oggi all’ingresso del Grand Hotel sullo Strand.

 

GIULIO COCCHI – Fondata ad Asti nel 1891 Giulio Cocchi è tra le case vinicole di riferimento del Piemonte per la produzione di aperitivi e spumanti Alta Langa DOCG.
Fu lo stesso Giulio Cocchi a formulare le ricette originali per il Barolo Chinato, l’Aperitivo Americano e alcuni differenti tipologie di vermouth che sono state in produzione per oltre un secolo.
Tutti i prodotti Cocchi sono a base di vino e le ricette seguono ancora oggi le formule di Giulio Cocchi: questo rende lo stile Cocchi riconoscibile nel gusto e nel carattere.
La famiglia Bava, noti produttori di vino nell’Astigiano e nelle Langhe, gestisce la Giulio Cocchi dalla fine degli anni ’70 e ha rinnovato la produzione gettando le basi per lo status di culto che il brand ha ormai conquistato. La Giulio Cocchi mantiene il proprio carattere e la propria dimensione boutique riuscendo ad impiegare solo tecniche produttive tradizionali e ingredienti naturali nella produzione dei suoi aperitivi e spumanti e a diffonderli nei cinque continenti.

 

Questa seconda limited edition del Cocchi - Savoy Vermouth Dry ha rappresentato un’entusiasmante sfida ed è una nuova conferma del ruolo di Cocchi nella rivoluzione qualitativa in atto nel mondo dei Vermouth e degli aperitivi.

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