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Prodotti DOC e DOP E DOCG

OriGin Italia

Indicazioni geografiche, il piano di OriGin Italia per salvare il Made in Italy. Bellanova: «DOP e IGP perno politiche sviluppo agroalimentare»

 

825 prodotti, oltre 180mila operatori e 285 Consorzi. Il presidente Cesare Baldrighi: «Fondamentale prevedere semplificazione procedure amministrative e sfruttare possibilità tecnologiche»

 

L’azzeramento del canale Horeca a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 sta provocando gravi ripercussioni alle produzioni DOP e IGP italiane. Ad oggi - sottolinea OriGin Italia (l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche) – non è possibile valutare con certezza i tempi della “Fase 2” ma la filiera Horeca (ristorazione)-Turismo sarà enormemente condizionata almeno fino a fine 2020. Inoltre si prevedono, già a breve termine, filiere di produzioni DOP IGP con cali delle vendite anche oltre il -50% a 3 mesi, improvvisa difficoltà per l’export e decine di imprese specializzate sul canale con cali ancora superiori. Nel lungo periodo invece ci sarà da fare i conti con la concorrenza di prezzo di prodotti sostituitivi.

Un’analisi della situazione delle Indicazioni Geografiche contenute in un documento presentato alla ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova in una video chat alla presenza dei Consorzi di tutela e dell’europarlamentare Paolo De Castro.

 

Nel documento le proposte a supporto del sistema italiano delle DOP e IGP da sviluppare nei prossimi mesi. Fra queste: una campagna di promozione del Governo per il consumo di prodotti DOP e IGP nel mercato italiano; un’azione straordinaria indigenti attraverso il ritiro straordinario prodotti ad Indicazione Geografica eccedenti; l’ammasso privato di prodotti DOP e IGP per conservare il valore delle produzioni Made in Italy di qualità ed evitarne la svalutazione. Indicazioni Geografiche italiane che con 825 prodotti, grazie al lavoro di oltre 180mila operatori e l’impegno dei 285 Consorzi di tutela riconosciuti, hanno portato la #DopEconomy a valere oltre 16,2 miliardi di euro alla produzione, con un peso del 20% del valore agroalimentare nazionale, con un export che supera i 9 miliardi di euro pari al 21% nell’export agroalimentare italiano.

 

«I Consorzi di tutela – ha sottolineato il presidente di OriGin Italia Cesare Baldrighi – hanno un ruolo primario anche in questa fase di ripartenza del Paese, essendo il sistema di riferimento per la filiera produttiva, operano su base collettiva, hanno la conoscenza diretta di tutti gli operatori e delle azioni di mercato. È fondamentale in questa fase – ha aggiunto - prevedere una semplificazione delle procedure amministrative, in coerenza con le attuali limitazioni e sfruttando al meglio le possibilità tecnologiche e di comunicazione agile».

 

«Il sistema delle Indicazioni Geografiche – ha detto la ministra Teresa Bellanova - resta il perno fondamentale delle politiche di sviluppo agroalimentare del Paese. E su questo chiedo una collaborazione da parte di tutti, del mondo associativo, dei consorzi e delle singole imprese, perché dobbiamo lavorare insieme per rafforzare le filiere e i rapporti fra i produttori primari ed i trasformatori proprio per mettere a valore il sistema geografico. Ma dobbiamo pensare anche al mondo dopo il Covid e le vostre proposte sono importanti e da quelle dobbiamo trovare una sintesi». 

 

«Non c’è la giusta consapevolezza della crisi dei prodotti di alta qualità ed Indicazioni Geografiche - ha affermato Paolo De Castro, Coordinatore S&D commissione agricoltura del Parlamento Europeo – è opportuno anche in Europa rendere più chiara la situazione, sia per il canale Horeca sia per l’export. Necessario inoltre in questa fase fare alcuni aggiustamenti sull’ammasso privato dei prodotti Dop e Igp, con fondi adeguati, misure di mercato e la necessaria flessibilità».

 

«E’ necessario attivare al più presto un tavolo tecnico-consultivo fra i Consorzi di tutela, attraverso OriGIn Italia, ed i responsabili degli uffici Mipaaf e altri enti preposti, per affrontare la situazione specifica delle varie filiere DOP e IGP» ha precisato Baldrighi.  Fra gli aspetti organizzativi per far ripartire il settore, il supporto all’innovazione digitale delle piccole imprese in modo da favorire un loro adeguamento all’attuale scenario di mercato, recuperare una parte delle perdite sul fronte Horeca sul mercato on-line e consentire un rilancio più rapido nel post-emergenza. «Ma anche incentivare la GDO a promuovere e privilegiare non solo i prodotti nazionali – ha detto il presidente di OriGin Italia -, ma a creare delle specifiche piattaforme DOP e IGP che presentino in maniera ben riconoscibile i prodotti italiani di origine certificati. Prevedere infine uno studio sul cambiamento dei consumi per capire al meglio le diverse evoluzioni e dei comportamenti di acquisto e prepararsi per rispondere adeguatamente alle richieste di mercato».

 

OriGIn Italia è il principale organismo di rappresentanza del sistema agroalimentare DOP IGP che associa i Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaf. Nasce come Aicig (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche) nel 2006: all’atto della sua istituzione contava 25 Consorzi soci, ad oggi OriGIn Italia rappresenta 64 realtà consortili rappresentative di circa il 93% delle produzioni ad Indicazione Geografica.

 

ORIGIN ITALIA – Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche – Via Venti Settembre, 98/G – Roma - Lorenzo Benocci

LA #DOPECONOMY SUPERA 16,2 MILIARDI DI EURO, +6,0% IN UN ANNO

 DOP IGP 20% del valore agroalimentare nazionale. Export per la prima volta oltre 9 miliardi

 

Comparto Food DOP IGP: superati i 7 miliardi di euro alla produzione, export più che triplicato dal 2008.

Il Vino IG sfiora i 9 miliardi di euro di valore dell’imbottigliato, export vale l’87% del totale vinicolo italiano.

 

La #DopEconomy italiana si conferma driver fondamentale e indiscusso dei distretti agroalimentari del nostro Paese. Lo certifica il XVII Rapporto Ismea-Qualivita che nella sua analisi sui dati produttivi 2018 registra una ulteriore crescita che si inserisce nel trend degli ultimi dieci anni per il settore Food e Wine DOP IGP, con un valore alla produzione delle oltre 800 Indicazioni Geografiche che per la prima volta supera i 16,2 miliardi di euro (+6,0% in un anno) e con l’export che scavalca la soglia dei 9 miliardi di euro (+2,5%), grazie al lavoro di oltre 180.000 operatori e l’impegno dei 285 Consorzi di tutela riconosciuti.

 

#DopEconomy: il peso nell’economia agricola italiana

Il valore di 16,2 miliardi di euro della produzione certificata DOP e IGP agroalimentare e vinicola nel 2018 mette a segno un +6,0% rispetto all’anno precedente e conferma un trend di crescita ininterrotto negli ultimi dieci anni per il comparto. Un incremento di un miliardo in un solo anno del valore alla produzione per il Food e Wine DOP IGP italiano, con la #DopEconomy che arriva a fornire un contributo del 20% al fatturato complessivo del settore agroalimentare nazionale. Cre­scita trainata dalle performance del comparto vino (+7,9% valore alla produzione dell’imbottigliato), ma ottima è anche la tendenza dell’agroalimentare (+3,8% valore alla produzione).

 

Export DOP IGP: ruolo guida per il made in Italy di qualità

Le DOP e IGP agroalimentari e vitivinicole consolidano il loro ruolo guida della qualità agroali­mentare “made in Italy” all’estero, con un export di settore che per la prima volta raggiunge e supera i 9 miliardi di euro nel 2018. Una crescita che vale il +2,5% in un anno, mantenendo stabile la quota del 21% nell’export agroalimentare italiano. Il contributo maggiore a questo risultato è fornito dal comparto dei vini con un valore di oltre 5,4 miliardi mentre più stabile è il valore delle DOP e IGP agroalimentari che si attesta sui 3,6 miliardi per un +1,2% annuo.

 

Impatto territoriale: valore diffuso fra piccole realtà produttive e grandi distretti

L’analisi degli impatti economici territoriali elaborata nel Rapporto Ismea-Qualivita 2019, mostra come tutte le province in Italia hanno una ricaduta economica dovuta alle filiere IG agroali­mentari e/o vitivinicole, un sistema che caratterizza tutto il Paese anche se la concentrazione del valore è forte in alcune realtà: le prime quattro regioni per impatto economico si trovano al Nord Italia e concentrano il 65% del valore produttivo IG e le prime cinque province superano la metà del valore complessivo generato a livello nazionale dalle filiere Food e Wine DOP IGP. Si contano cinque regioni sopra 1 miliardo € di valore generato dalle IG.

 

Food DOP IGP STG: prima volta valore oltre 7 miliardi, export +218% dal 2008

Nuovo record per l’agroalimentare italiano DOP IGP STG che nel 2018 raggiunge i 7,26 miliardi di euro di valore alla produzione e cresce del +3,8% rispetto al già positivo 2017, con un trend del +43% dal 2008. Il valore al consumo pari a 14,4 miliardi di euro conferma il risultato dell’anno precedente, mentre continua la crescita sul fronte export che per il comparto Food IG raggiunge i 3,6 miliardi di euro per un +1,2% su base annua con le esportazioni agroalimentari DOP IGP che dal 2008 hanno registrato ogni anno una crescita in valore (+218% in totale). Un terzo delle esportazioni in valore è verso Paesi Extra UE (33%), mentre i mercati principali si confermano Germania (20%), USA (18%) e Francia (15%).

 

Vino DOP IGP: 8,9 miliardi il valore imbottigliato, export 5,4 miliardi

Grande crescita anche per il valore alla produzione dei vini IG sfusi a 3,5 miliardi di euro (+9,1% su base annua), con l’imbottigliato che raggiunge 8,9 miliardi di euro (+7,9%). La produzione complessiva resta sotto la soglia dei 25 milioni di ettolitri con tendenze opposte tra le DOP che superano i 16 milioni di ettolitri (+7,4%) e le IGP ferme a 8,3 milioni di ettolitri (-10,3%). La tra­sformazione di alcune IGP e l’introduzione di nuove DOP, hanno contribuito ad affermare queste ultime nell’assetto geografico e quantitativo nazionale. Ancora bene l’export che nel 2018 rag­giunge 5,4 miliardi di euro (+3,5%) su un totale di 6,2 miliardi del vino italiano nel suo complesso: i vini DOP IGP rappresentano il 74% del totale export vinicolo italiano in volume e l’87% in valore.

 

DOP IGP STG nel mondo: oltre un prodotto su quattro è italiano

A fine 2019 l’Italia conferma il primato mondiale per numero di prodotti certificati con 824 DOP, IGP, STG nei comparti Food e Wine su 3.071 totali: oltre un prodotto su quattro registrato come DOP, IGP, STG nel mondo è italiano. Nel 2019 sono state registrate 32 nuove IG nel mondo, 24 Food (fra cui l’Olio di Puglia IGP in Italia) e 8 Wine (fra cui il Nizza DOP in Italia), con i numeri maggiori in Spagna (+7), Croazia (+4), Regno Unito, Italia, Francia, Grecia, Austria, Romania (+2). Nel 2019 l’Italia raggiunge la soglia dei 300 prodotti Food DOP, IGP, STG: anche questo un pri­mato mondiale (il secondo Paese è la Francia con 251 prodotti Food IG).

 

 

CONTATTI STAMPA QUALIVITA

Tel. (+39) 0577 1503049

 

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OriGIn Italia, positivo il dialogo con gli USA

 

Il Segretario di Stato americano Sonny Perdue e la Ministra delle Politiche agricole on. Teresa Bellanova

 

OriGin Italia saluta positivamente l’incontro bilaterale tra la Ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, e il Segretario di Stato USA all'Agricoltura, Sonny Perdue - organizzato per affrontare il tema dei Dazi imposti alle eccellenze agroalimentari italiane. In questa fase è estremamente importante mantenere aperto un dialogo costante con gli Stati Uniti visto il valore della relazione economica soprattutto per il comparto dei prodotti DOP IGP.

 

“È necessario riaffermare un clima di positività nei rapporti commerciali - commenta il Presidente di OriGIn Italia, Cesare Baldrighi - con l’obiettivo di dare certezze ai commerci internazionali per i quali occorre stabilire un quadro normativo chiaro anche in merito alle Indicazioni Geografiche rispetto al quale le aziende possono muoversi senza incertezze.  OriGin Italia e i Consorzi di tutela daranno tutto il loro contributo affinché l’Unione Europea possa trovare le necessarie intese con gli USA. E ci auguriamo che il dono fatto dalla Ministra Bellanova a Perdue di nostri prodotti DOP e IGP colpiti dai dazi, unito all'Atlante Qualivita, che raccoglie tutte le eccellenze del territorio italiano, possa contribuire alla conoscenza del nostro patrimonio enogastronomico e alla sua difesa“.

 

Ufficio Stampa Origin Italia – AICIG

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Marzia Morganti cell. 335 6130800 email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Niccolò Tempestini cell. 3398655400 email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

PARMIGIANO REGGIANO: NO ETICHETTATURA A BATTERIA PROPOSTO DAL GOVERNO

Il Parmigiano Reggiano dice NO all'adozione del sistema di etichettatura a batteria proposto dal Governo italiano

 

Il Parmigiano Reggiano, così come le altre indicazioni geografiche, non ha bisogno di un logo ulteriore per imporsi per il suo valore. Inserire le eccellenze dell'agroalimentare italiano in qualsiasi sistema nutrizionale facoltativo significa banalizzarle, creare confusione nella testa del consumatore, vanificando lo sforzo del consorzio che si batte per evidenziare la specificità della Dop. 

 

Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano si pronuncia quindi a favore dell'esclusione dei prodotti dop e igp nell'adozione su base volontaria del sistema di etichettatura a batteria proposto dal Governo italiano. Il Parmigiano Reggiano non è una commodity: è un prodotto ad alto valore aggiunto, riconosciuto dai consumatori e dai nutrizionisti come formaggio dagli altissimi valori nutrizionali, ricco di proteine, vitamine, sali minerali. 

 

Non abbiamo bisogno di un logo in etichetta che rassicuri il consumatore. Il principio dell’esclusione deve essere pertanto ribadito nel decreto nazionale sul sistema a batteria così che lo si riesca a far valere secondo il principio di mutuo riconoscimento anche verso quei Paesi che applicano il nutriscore.

 

 

Fabrizio Raimondi

OriGIn Italia, Qualivita & McDonald’s

OriGIn Italia, Qualivita e McDonald’s puntano sui giovani chef per promuovere DOP IGP

 

A Milano la prima tappa del contest "My Selection Chef" che coinvolge istituti alberghieri, Consorzi di tutela e prodotti DOP IGP italiani

 

 

In Lombardia, a Milano, la prima tappa della sfida dedicata alla valorizzazione dei prodotti agroalimentari DOP IGP italiani organizzata da Fondazione Qualivita e OriGIn Italia, con la collaborazione di McDonald’s Italia, che vede il coinvolgimento di 18 Consorzi di Tutela e degli istituti alberghieri Carlo Porta di Milano e Giovanni Falcone di Gallarate, con la presenza di oltre 60 studenti.

 

Un nuovo step del percorso di valorizzazione delle Indicazioni Geografiche nazionali in cui, da ormai 12 anni, Fondazione Qualivita affianca McDonald’s con l’obiettivo di far conoscere a un pubblico sempre più ampio, soprattutto giovanile, le qualità delle eccellenze italiane. Un programma di attività specifiche di comunicazione che vengono realizzate in occasione del lancio della terza edizione di My Selection la linea di hamburger premium di McDonald’s, selezionati da Joe Bastianich che prevedono l’utilizzo di materia prima italiana di qualità.

 

All’interno di queste attività, dal 2020 prende il via la sfida intitolata “My Selection Chef”, che vede protagonisti OriGIn Italia e i Consorzi di tutela e soprattutto gli studenti degli istituti alberghieri italiani, impegnati in un contest. La “sfida”, che si svolgerà in diverse regioni di Italia, consisterà in una doppia prova: la prima, teorica, basata su un quiz che testerà la conoscenza dei prodotti agroalimentari certificati, la seconda, pratica, mirata alla creazione del miglior panino con ingredienti DOP IGP. Ad aprire l'evento ci sarà un momento di formazione con lezioni magistrali di relatori come   Cesare Baldrighi, Presidente di OriGIn ItaliaMario Federico, Amministratore Delegato di McDonald’s Italia, Raffaele Bellini, Chef di McDonald’s Italia, Joe Bastianich con la sua esperienza di imprenditore di successo nel settore della ristorazione, coordinate da Mauro Rosati, direttore generale della Fondazione Qualivita.

 

“Un progetto – commenta Cesare Baldrighi, Presidente di OriGIn Italia – in cui si valorizzano le produzioni dell’agroalimentare italiano relativamente al mondo delle DOP e IGP, che oggi sviluppano un fatturato di circa 7 miliardi di euro all’origine e di 14,7 miliardi al consumo, con una quota di export che tocca i 3,5 miliardi. Questa operazione con McDonald’s che coinvolge OriGIn Italia e Qualivita, rappresenta una preziosa occasione per sottolineare l’importanza di agire come sistema compatto per avvicinare le nuove generazioni alla conoscenza delle eccellenze del Made in Italy attraverso il canale della ristorazione, sempre più strategico, in particolar modo per l’appeal di McDonald’s sui giovani. Ed è proprio sul rafforzamento dell’interlocuzione con il mondo della ristorazione che OriGIn Italia si sta adoperando sempre di più, affinché nei menu possano essere specificati e valorizzati i prodotti DOP ed IGP utilizzati”.

 

“Il legame che da sempre McDonald’s ha con i giovani è ciò che rende ancora più significativa questa giornata. Siamo un luogo di aggregazione ma possiamo essere anche grande veicolo di conoscenza di prodotti eccellenti del nostro territorio – ha dichiarato Mario Federico, Amministratore Delegato di McDonald’s Italia. “Negli ultimi dodici anni abbiamo intrapreso tante collaborazioni con i Consorzi di tutela e sono particolarmente orgoglioso di annunciare che con l’arrivo della terza edizione di My Selection, consolideremo la presenza di ingredienti DOP e IGP nel nostro menu”.

 

“Questo progetto che ci vede impegnati in una nuova collaborazione con McDonald’s - afferma Cesare Mazzetti Presidente della Fondazione Qualivita - è totalmente incentrato sui giovani. Sono loro i protagonisti che determineranno le scelte del futuro. La formazione che coinvolge DOP IGP, deve passare sia attraverso i giovani chef che studiano presso gli istituti alberghieri, alle prese con la conoscenza delle produzioni di eccellenza italiane da utilizzare per le loro preparazioni, sia attraverso i giovani frequentatori dei locali della ristorazione informale”.

“A fianco del tema culturale e formativo, rimane centrale anche l’aspetto della commercializzazione dei prodotti di qualità - sottolinea Mauro Rosati, Direttore Generale di Fondazione Qualivita -  che attraverso la nostra decennale collaborazione con McDonald’s è molto cresciuta. Con l'introduzione di quest’anno del Pecorino Toscano DOP sono 15 prodotti DOP IGP impiegati nelle preparazioni. In termini di numeri, nel 2020 si stimano acquisti di 300 tonnellate di ingredienti DOP IGP (Pecorino Toscano DOP 90 tonnellate, Asiago DOP quasi 160 tonnellate, Aceto Balsamico di Modena IGP oltre 10 tonnellate e Cipolla Rossa di Tropea di Calabria IGP 40 tonnellate). Lo scorso anno sono stati venduti circa 19 milioni di panini con Fontina DOP, Speck Alto Adige IGP, salsa con Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP e Aceto Balsamico di Modena IGP”.

 

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Consorzi di tutela coinvolti: Aceto Balsamico di Modena IGP, Arancia Rossa di Sicilia IGP, Asiago DOP, Basilico Genovese DOP, Bresaola della Valtellina IGP, Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP, Fontina DOP, Gorgonzola DOP, Grana Padano DOP, Miele della Lunigiana DOP, Parmigiano Reggiano DOP, Pecorino Toscano DOP, Pistacchio Verde di Bronte DOP, Pomodoro di Pachino IGP, Provolone Valpadana DOP, olio Riviera Ligure DOP, Speck Alto Adige IGP, Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP.

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