NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
image1 image2 image3 image3

Premi enologici

SINGAPORE WINE AWARDS: AL PINOT GRIGIO GRAVNER IL BLACK SWAN OF THE YEAR

 

Il vino di Josko premiato come il Most Thought Provoking Wine da una giuria internazionale di esperti alla prima edizione dei Wine Pinnacle Awards

 

Il Pinot Grigio Venezia Giulia IGT di Gravner si aggiudica il premio internazionale Black Swan Of The Year (Most Thought Provoking Wine). Un riconoscimento importante per il produttore di Oslavia assegnato nell’ambito della prima edizione dei Wine Pinnacle Awards, promossi da Genting Singapore in occasione del Great Wine & Dine Festival 2019 per celebrare i migliori vini al mondo

Il Pinot Grigio Gravner si è aggiudicato il titolo di Most Thought Provoking Wine, la categoria dedicata ai vini fuori dalle regole, che riescono a sorprendere con la loro bellezza alternativa e unicità proprio come un Cigno Nero. Il Pinot Grigio nasce da una selezione di uve fermentate in purezza con lunga macerazione in anfore georgiane interrate, con lieviti indigeni e senza controllo della temperatura. Alla svinatura e torchiatura fatta in aprile è seguito un ulteriore periodo in anfora per cinque mesi, poi sei anni in grandi botti di rovere e quattro anni in bottiglia per terminare l’affinamento.

Nella stessa categoria in nomination c’erano anche il Sonoma Coast Syrah dell’americano Arnot-Roberts, il Savennieres Roches aux Moine del francese Château Pierre-Bise, il Syrah dell’australiano Luke Lambert e il Ribolla Gialla Venezia Giulia IGT dell’italiano Radikon.

“Ricevere questo premio ci inorgoglisce molto. È sicuramente un riconoscimento al lavoro che mio padre ha svolto in questi anni - afferma Mateja, figlia di Josko Gravner, presente alla cerimonia – ma voglio vederlo anche come un premio ad Oslavia e a un gruppo di vignaioli che hanno creduto fermamente nel recupero di antiche tecniche di macerazione e di vitigni autoctoni, vista la presenza tra i cinque finalisti di un altro importante produttore della zona, Radikon. Un territorio che ha ancora tanto da dire e da dare”.

Ventisette le categorie in gara per un totale di 135 vini, selezionati e giudicati da oltre 50 professionisti del settore provenienti da tutto il mondo, che hanno scelto le etichette con un metodo unico nel suo genere, senza alcuna restrizione sull’origine, lo stile del vino o il vitigno e senza nessuna richiesta di campionature e quote di iscrizione per accedere al concorso. A coordinare questa giuria una commissione formata da cinque tra i più importanti professionisti, esperti e critici del settore vinicolo al mondo: la Master of Wine Jeannie Cho Lee, Andreas Larsson già World's Best Sommelier nel 2007, Doug Frost Master Sommelier e Master of Wine, Oz Clarke scrittore e giornalista televisivo e il Master of Wine Kenichi Ohashi

Tre i vini italiani premiati oltre al Pinot Grigio di Gravner durante l’evento: Giacomo Conterno, Monfortino, Barolo Riserva DOCG come Best 1999 Vintage Barolo; Tenuta San Guido, Sassicaia Bolgheri come Best 2007 Vintage Tuscan Red; G.D. Vajra, Petracine Langhe Riesling come Hidden Treasure: Piedmont.

 

Anna Sperotto

TOP OF VINI ALTO ADIGE 2019: APPUNTAMENTO A BOLZANO CON I VINI PIÙ PREMIATI

 

È uno dei momenti più attesi dagli appassionati di vini altoatesini: ad ospitare la nona edizione della kermesse, il 29 novembre, sarà il Gustelier, l’Atelier del Gusto di Bolzan

Un banco di assaggio esclusivo, interamente dedicato alle etichette più premiate dell’Alto Adige: è Top of Vini Alto Adige, il tradizionale evento – quest’anno alla sua nona edizione – in programma per venerdì 29 novembre a Bolzano. Organizzata e promossa dal Consorzio Vini Alto Adige, la manifestazione nasce con l’obiettivo di presentare ad appassionati e operatori i migliori vini altoatesini secondo i riconoscimenti assegnati dalle più importanti guide italiane come Bibenda, Doctor Wine, Gambero Rosso, Guida Vini Veronelli, L’Espresso, Slow Wine, Vinibuoni e Vitae

Per quest’anno è attesa una grande novità: la ricca selezione che solitamente va oltre un centinaio di referenze si amplierà ulteriormente con uno sguardo all’estero. A Top of Vini Alto Adige 2019 saranno infatti proposte anche le etichette che si sono aggiudicate punteggi superiori a 95/100 da critici internazionali del calibro di Robert Parker e da rinomate guide internazionali come Wine Spectator, Falstaff, James Suckling e Vinous.

Questi riconoscimenti sono motivo di grande soddisfazione, non solo per noi ma anche e soprattutto per i produttori, che dedicano il massimo impegno, dalla vigna alla cantina, per percorrere una strada improntata alla qualità – commenta Eduard Bernhart, Direttore del Consorzio Vini Alto Adige – La scelta di ampliare la vetrina di Top of Vini Alto Adige alle etichette più apprezzate da alcuni tra i più influenti degustatori internazionali consentirà al visitatore di avere una panoramica ancora più completa di quella che, in Italia e all’estero, è considerata l’eccellenza dell’Alto Adige del vino”.

Una kermesse irrinunciabile che quest’anno sarà ospitata dalla atelier del gusto Gustelier, creata dall’Unione Albergatori e Pubblici Esercenti (HGV) a Bolzano. Qui, dalle 16 alle 21, al costo di 30 euro (biglietto acquistabile solo sul posto) tutti i vini premiati, tra differenti vitigni e produttori, saranno in degustazione in un contesto che per sua natura valorizza e sensibilizza al gusto. 

 

INFO IN BREVE | TOP OF VINI ALTO ADIGE 2019

 

Quando: venerdì, 29 novembre 2019

Dove: Gustelier, Via del Macello 59, Bolzano. 

Orario di apertura al pubblico: venerdì dalle 16 alle 21

Ingresso: € 30 acquistabile in loco, senza prevendita. 

Per ulteriori informazioni: www.vinialtoadige.it 

 

L'Alto Adige è un’area vitivinicola molto variegata, in cui i contrasti regnano sovrani. In una superficie vitata di appena 5.500 ettari, che si snoda dai 200 ai 1.000 metri di altitudine tra terreni, suoli ed esposizioni differenti, trovano spazio venti diversi vitigni. Qui il clima alpino incontra quello mediterraneo. Una preziosa ricchezza di sfaccettature che si traduce in una straordinaria varietà di vini.

Alice Camellini - E. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  T. 340-6576207

IL PREMIO “CITTA’ DI MONTALCINO”

Il Premio “Città di Montalcino, per la storia della civiltà contadina” compie 20 anni

Domenica 1 settembre la cerimonia 

Premiati nell’edizione 2019 il professor Carocci e la Leggera Elettric flok band

 

Il premio “Città di Montalcino” assegnato ogni anno a personalità che nell’ambito della ricerca storica e nel mondo dello spettacolo contribuiscono a valorizzare la civiltà contadina festeggia la sua ventesima edizione.

 

Il premio, promosso dal Comune di Montalcino e dal Consorzio del Vino Brunello, va quest’anno al professor Sandro Carocci e alla Leggera Elettric folk band. La cerimonia di consegna si terrà domenica 1 settembre alle 17,30 sotto le Logge di piazza del Popolo a Montalcino. 

Per la “sezione storiografia” sarà premiato Carocci, professore ordinario di Storia medievale presso l'Università di Roma 2  "Tor Vergata". Carocci si occupa di storia economica e sociale dell'Italia tardo-medievale, con particolare riferimento a Roma, al Lazio e al Mezzogiorno d'Italia. Uno dei suoi ultimi titoli è dedicato alle signorie del Mezzogiorno “Signorie di Mezzogiorno. Società rurali, poteri aristocratici e monarchia (XII-XIII secolo), Viella 2015. La giuria del premio Città di Montalcino ha voluto dare un riconoscimento alla sua costante attenzione per il mondo rurale e la condizione contadina, citando una sua monografia su Tivoli e le sue campagne, “Tivoli nel basso medioevo. Società cittadina ed economia agraria”, Ist. Storico per il Medio Evo. Carocci interverrà alla consegna del premio con un contributo dal titolo "Francesco Petrarca e i contadini-soldato", tema che chiama in causa le corvées militari cui i contadini erano talora sottoposti in contesto di signoria rurale.

 

Il premio Città di Montalcino 2019, “sezione spettacolo” va alla Leggera Electric Folk Band, una formazione musicale unica nel suo genere in Toscana, che unisce il rock alla poesia della musica popolare.
Il punto di forza della band è la rivalutazione dei vecchi canti popolari che avvicina un pubblico ampio alla memoria conservata nelle canzoni del passato contadino.

 

 

 

 

Fanno parte della giuria del premio Città di Montalcino studiosi di alto livello della storia agraria – Massimo Montanari, Alfio Cortonesi e Giuliano Pinto – giornalisti, imprenditori, personalità del mondo della cultura e dell’arte come Sandro Ruotolo, Donatella Cinelli Colombini, Elisa Fanti, Lisa Baracchi, Manfredi Rutelli, oltre al sindaco del Comune di Montalcino, Silvio Franceschelli e all’Assessore alla Cultura Christian Bovini.

 

Il premio “Città di Montalcino per la storia della civiltà contadina” si affianca al Laboratorio di storia agraria promosso dal Centro di studi per la storia delle campagne e del lavoro contadino (CESSCALC) che ha sede proprio nella città valdorciana e che quest’anno si svolgerà da venerdì 30 agosto fino a domenica 1 settembre. Le lezioni sono tenute dai principali studiosi di storia agraria e rurale, italiani e stranieri e sono rivolte a giovani studiosi, laureandi, laureati, dottorandi e dottorati, cultori della materia, docenti, operatori culturali. La partecipazione è libera e gratuita.

 

"Il laboratorio di storia agraria e il premio Città di Montalcino, per la storia della civiltà contadina sono due appuntamenti irrinunciabili per il nostro territorio - dice il sindaco Silvio Franceschelli - che ogni anno salutiamo con piacere perché ci ricordano il passato e la tradizione che hanno dato a Montalcino i suoi tratti caratteristici e su cui vogliamo continuare a riflettere per costruire il nostro presente e il nostro futuro. Grazie agli studiosi e ai componenti della giuria del premio che ogni anno ci danno modo di valorizzare la ricchezza che deriva dalla storia e dalla cultura contadina”.

 

“Da 21 anni Montalcino ha l’onore di ospitare un’iniziativa scientifica di alto livello come il Laboratorio di storia agraria – aggiunge l’Assessore alla Cultura, Christian Bovini – e da due decenni ha potuto accogliere tanti ricercatori e personalità dell’arte e dello spettacolo che in diversi modi hanno saputo portare all’attenzione di tutti il mondo rurale e le sue eredità, dal regista Ermanno Olmi al cantante Simone Cristicchi per citarne solo due esempi. Il nostro obiettivo oggi è quello di continuare a raccogliere il patrimonio, di conoscenze e di emozioni legate alla vita delle campagne, che questo doppio appuntamento di inizio settembre ci regala ogni anno”.

 

 

Lorenzo Galli Torrini

VIN SANTO DI CARMIGNANO RISERVA: CHAMPION SWEET WINE

 

Capezzana trionfa a Londra con il Vin Santo di Carmignano Riserva

 

Londra come Los Angeles nella serata degli Oscar. Il 9 luglio, al Grosvenor House Hotel di Park Lane, si sono tenuti gli Oscars of the Wine Trade indetti dalla International Wine Challenge, concorso enologico noto a livello internazionale, che hanno visto protagonista Capezzana e il suo Vin Santo di Carmignano Riserva 2011, aggiudicatosi un altro prestigioso riconoscimento: il Champion Wine Award nella categoria vini da dessert.

 

È stata una serata magica quella dell’Award Dinner: Beatrice e Benedetta Contini Bonacossi sono salite sul palco per ritirare il premio con grande emozione e soddisfazione, accolte dagli applausi del pubblico.

 

Il Vin Santo di Capezzana, già vincitore dell’Italian Sweet Trophy, ha trionfato nel rush finale londinese della competizione sugli altri vini in lizza, provenienti dall’Austria, dalla Germania, dal Canada e dal Sud Africa.

 

 

 

Non è la prima volta che il Vin Santo di Carmignano si aggiudica questo ambito riconoscimento, poiché già nel 2007 aveva trionfato con l’annata 2000. Per la Famiglia Contini Bonacossi è una grande soddisfazione vincere nuovamente il Champion Sweet Wine dopo dodici anni.

 

L’International Wine Challenge (IWC), giunta alla sua trentaseiesima edizione, si è distinta negli anni per essere la competizione enologica più meticolosa nella valutazione dei vini, in quanto gli assaggi si svolgono esclusivamente alla cieca e sono coinvolti 400 giudici provenienti da 38 diverse nazioni.

 

 

Riccardo Gabriele

IL PREMIO GRAPPOLO D'ORO CLIVUS 2019

 

 

Grappolo d’oro Clivus tra informazione di territorio e informazione globale

 

Sarà Maurizio Cattaneo, direttore de L’Arena, a ricevere quest’anno il premio di Cantina di Monteforte

La cerimonia di consegna, domani, venerdì 14 giugno, nel Chiostro del Palazzo vescovile di Monteforte d’Alpone alle 19.00

 

Che rapporto esiste oggi tra informazione locale e informazione globale? Ha ancora senso parlare di informazione di territorio? Come sono cambiate le testate locali dopo l’avvento del digitale? E quali sfide attendono il giornalismo dei prossimi anni?

Di questo e di molto altro si parlerà domani, venerdì 14 giugno, alle 19.00, nel chiostro del Palazzo Vescovile di Monteforte d’Alpone, con Maurizio Cattaneo, direttore del quotidiano L’Arena, che quest’anno riceverà il premio Grappolo d’Oro Clivus di Cantina di Monteforte, in collaborazione col Gruppo Sportivo Val d’Alpone de Megni.

 

In un contesto tutt’altro che agevole per il mondo dell’editoria, il giornalismo ha più che mai bisogno di professionalità, soprattutto a livello locale. Per questo acquista sempre maggior valore chi fa informazione a contatto diretto con il territorio, con cronisti e corrispondenti che conoscono, vivono e raccontano anche i luoghi periferici, consentendo di proiettarli su un palcoscenico potenzialmente globale ed in tempo reale. 

Maurizio Cattaneo, intervistato dalla giornalista Lucia Vesentini, aiuterà i presenti a riflettere su questi temi, illustrando come, nei suoi 16 anni di direzione de L’Arena, abbia traghettato il quotidiano scaligero attraverso grandi cambiamenti e importanti innovazioni digitali. 

 

«Il Premio Grappolo d’Oro Clivus – osserva Gaetano Tobin, Direttore Generale di Cantina di Monteforte – si conferma uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale veronese proprio in virtù dell’impegno di Cantina di Monteforte che, fondendo i valori del mondo del vino, della cultura e dello sport, valorizza in un unico evento le eccellenze di un territorio al quale è profondamente legata. E proprio la nostra dedizione al territorio ci incentiva a guardare anche all’attualità e alle sfide socioeconomiche che ci attendono. In particolare, la premiazione quest’anno di Maurizio Cattaneo ci offre la possibilità di riflettere sul binomio “locale-globale”, che vale tanto a livello giornalistico quanto a livello aziendale: due “estremi” che, proprio perché tali, sono destinati a resistere e a viaggiare paralleli»

 

Il vino 

Il Soave Classico Clivus nasce da un uvaggio di Garganega e Trebbiano di Soave.

I vigneti, tutti situati in collina, hanno origine vulcanica.

Agli occhi il Soave Classico Clivus si presenta con un giallo paglierino dai riflessi verdognoli; al naso è delicato e rimanda ai fiori di biancospino, sambuco e violetta. In bocca è asciutto, di buon corpo, giustamente armonico con caratteristico retrogusto di mandorla amara.

Perfetto come aperitivo, eccelle accanto ai primi o ai piatti di pesce.

Il Soave Classico Clivus, destinato solo all’alta ristorazione e ai più selezionati wine bar, si distingue per freschezza, eleganza e sapidità, tutte caratteristiche che lo fanno apprezzare non solo in Italia ma anche in Germania, Gran Bretagna e Paesi Scandinavi seguiti da Svizzera, Giappone e Stati Uniti.

 

L’Azienda

Fondata nel 1952 da 80 vignaioli e posizionata nella zona del Soave Classico, Cantina di Monteforte conta 600 soci che vi conferiscono le uve migliori. I viticoltori con il loro lavoro difendono le proprie colline, consapevoli che da lì nasce la vera qualità. Oggi i soci coltivano circa 1.300 ettari di vigneti: il 30% della produzione totale di Soave Classico, il 10% della produzione di Soave Doc, il 5% della produzione totale di Lessini Durello, l’1% della produzione di Valpolicella Doc. Sono oltre 3 milioni le bottiglie prodotte all’anno: etichette apprezzate in Italia e all'estero, in particolare in Germania, Gran Bretagna e Paesi Scandinavi seguiti da Svizzera, Giappone, Stati Uniti.

 

Sport & colline: la Montefortiana 

Sulle colline dove nasce il Soave Classico, si corre la celebre Montefortiana: la corsa podistica non competitiva organizzata dal Gruppo Sportivo Val d’Alpone De Megni, giunta quest’anno alla 43a edizione. Gemellata con la Maratona di New York, di Tai Pei e di Roma, ogni anno a gennaio richiama da tutto il mondo oltre 20.000 atleti che gareggiano tra i filari di garganega, il vitigno autoctono che dà vita al Soave.

 

 

Lucia Vesentini

2019 © Enocibario P.I. 01074300094    Yandex.Metrica