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Guide vini

“I VINI DI VERONELLI” E “VERONELLI’S GOLD GUIDE TO ITALIAN WINES”: IL LATO DIGITALE DELLA PRIMA GUIDA AI VINI D’ITALIA

 

 

 

Il Seminario Permanente Luigi Veronelli presenta l’app della Guida Oro I Vini di Veronelli 2021 e la versione essenziale in lingua inglese, resa disponibile gratuitamente in tutti i mercati esteri a sostegno delle produzioni vitivinicole italiane di qualità.

In Italia e nel mondo, l’acquisto di vino avviene sempre più spesso online: la millenaria bevanda di Bacco vive, dunque, un presente quantomai connesso e digitale, con appassionati che, in numero sempre maggiore, compiono da un display le proprie scelte enoiche.

 

Pensando anche a queste nuove occasioni di incontro tra i consumatori più attenti e le migliori produzioni vitivinicole italiane, il Seminario Veronelli propone in formato digitale l’edizione 2021 della sua Guida Oro. L’app I Vini di Veronelli consente, infatti, l’accesso rapido e intuitivo ai contenuti integrali del volume: 2.099 produttori recensiti, 16.679 vini valutati, presentazioni regionali e commenti dei Curatori, 400 etichette premiate con le Tre Stelle Oro e, naturalmente, Grandi Esordi, Sole e Migliori Assaggi.

 

Da quest’anno, inoltre, acquistando la Guida cartacea in libreria o dal sito seminarioveronelli.com, è possibile consultare gratuitamente l’applicazione sul proprio smartphone iOS o Android, attivando l’edizione 2021 grazie a un QR Code personalizzato.

Per i “nativi digitali”, invece, l’edizione 2021 è scaricabile a 6.99 € dall’applicazione I Vini di Veronelli, disponibile su App Store e Google Play. Con poco di più (10.99 €) è possibile portare sempre con sé ben quattro annate della Guida, dalla 2018 alla più recente: una miniera di informazioni con decine di migliaia di assaggi a cura di Andrea Alpi, Gigi Brozzoni, Marco Magnoli e Alessandra Piubello.

 

Per sostenere i vignaioli italiani in questo periodo difficile, il Seminario Veronelli pubblica, inoltre, l’applicazione in lingua inglese Veronelli’s Gold Guide to Italian Wines: versione essenziale della Guida riservata ai mercati esteri e totalmente gratuita, pensata per incoraggiare la conoscenza delle eccellenze enologiche del Bel Paese da parte degli amanti del buon bere dei cinque continenti.

L’Associazione fondata dal padre della critica enologica italiana, nel 35° anno di attività, persegue anche in questo modo la propria missione a favore della cultura del vino: un percorso aperto alle idee e alla partecipazione di tutti coloro che hanno a cuore la civiltà della terra e della tavola “secondo Veronelli” (maggiori informazioni su seminarioveronelli.com/mi-associo).

 

Emanuela Capitanio

CANTINE D'ITALIA 2021

La Guida per l’enoturista

 

La Guida Go Wine esce il 16 dicembre in libreria e a disposizione dei soci

L’evento di presentazione si terrà a Bologna lunedì 25 gennaio 2021

 

Esce ufficialmente Cantine d’Italia 2021, la Guida per l’Enoturista a cura di Go Wine. Come ogni anno mantiene come periodo di uscita il mese di dicembre.

Una Guida alla Cantine, con una sua identità specifica, non una Guida tradizionale ai vini. Una Guida pensata per i turisti del vino, che racconta e scrive di vino partendo dalla “Cantina”.  Ovvero la Cantina come luogo dove uomini e donne del vino operano e progettano il loro lavoro, dove sono portatori di storie e tradizioni familiari, oppure di più recenti investimenti.

La Cantina che, nel corso degli anni, è diventata a pieno titolo un luogo di promozione del territorio, perché invita al viaggio e comunica con la sua realtà un’identità territoriale fatta di tutto quanto ruota attorno: il paesaggio, i vigneti, la tradizione del luogo, i borghi.

Una Guida che privilegia il tema della narrazione perché raccontando la cantina, racconta le vicende che stanno attorno al vino e aiutano meglio a comprendere il profilo di ogni realtà.

Una Guida che pertanto non vuole rivolgersi soltanto ai “super appassionati”, ma che desidera essere un’occasione per creare cultura a favore del vino e dei suoi territori. E per far riflettere sull’importante ruolo che la viticoltura italiana sta svolgendo a favore della bellezza e della valorizzazione di tanti territori.

Una Guida edita da Go Wine e che mantiene inalterata la sua mission: promuovere la grande accoglienza italiana in cantina e comunicare anche attraverso un volume l’identità dell’associazione.

 

Cantine d’Italia 2021 si presenta con una copertina rinnovata, 790 cantine selezionate, 235 “Impronte d’eccellenza” per l’Enoturismo, oltre 4.350 vini segnalati, circa 1.500 indirizzi utili per mangiare e dormire.

 

Esce nel corso di un dicembre che chiude un anno straordinario per l’Italia, l’anno del Coronavirus e di tutto quello che ha significato e significa la pandemia. Anche per queste ragioni, per la prima volta la Guida vede differire a gennaio l’evento ufficiale di presentazione, arrivando intanto in libreria e ai soci Go Wine.

Sarà la città di Bologna ad ospitare l’evento, la data è quella di lunedì 25 gennaio.

 

Il volume si apre con due interventi introduttivi a cura di Antonio Paolini (giornalista) e Vincenzo Gerbi (titolare del corso di Enologia nel corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Torino), trattando rispettivamente di storytelling e comunicazione (Paolini) e di vini da vitigni autoctoni e storici (Gerbi).

Sempre all’insegna del tema del racconto, il volume si apre con nove interviste a uomini e donne del vino, esponenti di cantine selezionate in Guida. Si tratta di: Remo Falconieri, Cieck (Piemonte), Francesco Moser, Moser (Trentino), Ornella Molon Traverso, Ornella Molon (Veneto), Stefano Pizzamiglio, La Tosa (Emilia Romagna), Miriam Caporali, Valdipiatta (Toscana), Antonio Patricelli, Collefrisio (Abruzzo), Paolo Mastroberardino, Terredora (Campania), Demetrio Stancati, Serracavallo (Calabria), Marco Nicolosi Asmundo, Barone di Villagrande (Sicilia).

 

Il volume si presenta come un articolato repertorio di cantine, ricco di dati e riferimenti che si aggiorna in ogni edizione, con nuovi inserimenti ed alcune esclusioni. E con nuove cantine che ottengono per la prima volta il riconoscimento de L’Impronta.

 

Sono in totale 235 le “Impronte Go Wine” nell’edizione 2021: esse rappresentano un segno di “eccellenza” nel campo dell’Enoturismo nazionale e costituiscono una sorta di segno ideale che Go Wine attribuisce alle cantine che hanno conseguito un alto punteggio nella valutazione complessiva su sito, accoglienza e profilo produttivo.

Si tratta dei tre fattori su cui si compone la presentazione delle singole cantine e su cui si definisce una loro valutazione.

Sito: luogo ove si trova la cantina, guardando anche alla cantina medesima dal punto di vista architettonico; ma anche sito come patrimonio di vigneti complessivo di cui dispone la cantina.

Accoglienza: la vocazione della cantina verso una parallela attività, sia per attività come agriturismo, B&B o ristorazione, sia per iniziative culturali che denotano un atteggiamento di “apertura” della cantina verso il mondo esterno.

Vino: il profilo produttivo dell’azienda valutato nel tempo, al di là dell’exploit di una singola vendemmia; dunque anche tenendo conto del carattere della  produzione, della eccellenza di alcune etichette, di una  particolare cura verso specifiche tipologie di vini.

 

Nella speciale classifica per regioni che ogni anno si aggiorna, si conferma ai vertici la Toscana con 48 impronte, seguita da Piemonte (43) e Veneto (34).

Sono 15 le Cantine che raggiungono il vertice delle “Tre Impronte Go Wine”:

Badia a Coltibuono (Toscana); Bellavista (Lombardia); Ca’ del Bosco (Lombardia); Capezzana (Toscana); Castello Vicchiomaggio (Toscana); Ceretto (Piemonte); Donnafugata (Sicilia); Feudi di San Gregorio (Campania); Ferrari (Trentino); Florio (Sicilia); Fontanafredda (Piemonte); Lungarotti (Umbria); Malvirà (Piemonte); Masciarelli (Abruzzo); Planeta (Sicilia).

 

Per la seconda edizione consecutiva, la Guida presenta i “Percorsi Autoctoni”: con il simbolo dell’acino in carrozzina viene segnalato un numero significativo di cantine che hanno condotto nel recente periodo un lavoro di ricerca e attenzione a favore dei vitigni autoctoni, con un occhio di riguardo da parte della Guida verso quelli rari o comunque meno conosciuti. Il simbolo va infatti ad evidenziare un’altra caratteristica del volume: quella di dare voce, attraverso la narrazione di tanti vignaioli, anche del loro impegno a favore della viticoltura di territorio. La selezione che si ricava rappresenta un panorama davvero straordinario di vitigni e di vini.

 

La Guida assegna inoltre 7 “Premi Speciali”: intendono sottolineare alcuni temi della Guida e attribuire riconoscimenti a cantine che hanno raggiunto particolari eccellenze su tali temi.

Ecco la sequenza dei premi speciale di Cantine d’Italia 2021:

Premio “Alto Confort” per il Relais aziendale dell’anno:

Locanda La Raia – LA RAIA (Gavi, Piemonte);

Premio “Cantine Golose” per la Tavola aziendale dell’anno:

Opera02 - CA’ MONTANARI (Castelvetro di Modena, Emilia Romagna);

Premio “Cantine Meravigliose” per l’EnoArchitettura dell’anno:

D’ARAPRÌ (San Severo, Puglia);

Premio Enocultura:

Museo del Vino - ZENI FRATELLI (Bardolino, Veneto);

Premio “Autoctono si nasce”:

Montefalco Sagrantino 25 Anni - ARNALDO CAPRAI (Montefalco - Umbria);

Premio “Buono…non lo conoscevo!”:

Ormeasco di Pornassio Superiore - TENUTA MAFFONE (Pieve di Teco, Liguria);

Premio “Vini Storici d’Italia”:

Falerno del Massico Vigna Camarato - VILLA MATILDE (Cellole, Campania).

 

La Guida Cantine d’Italia 2021 è edita dall’associazione Go Wine e nasce da un’idea di Massimo Corrado che ne cura il coordinamento e la direzione editoriale. Conferma l’impegno dell’associazione volto ad affermare, anche attraverso la Guida, i principi ispiratori dell’attività associativa. La redazione Go Wine cura la redazione di tutto il volume e del repertorio delle cantine selezionate, con i contributi e le segnalazioni di giornalisti e delegati Go Wine in Italia.

 

Le 790 cantine presenti nel volume sono state scelte in base all'esperienza diretta. Per ogni cantina una pagina ricca di notizie: dall’anagrafica aziendale ai dati sulla produzione, ai referenti interni da contattare; dai giorni e gli orari di visita alle informazioni stradali; dal racconto delle suggestioni che la cantina e il suo contesto offrono al visitatore a una serie di utili appunti sui vini aziendali con indicazione del vino top e degli altri vini da conoscere.

Ogni cantina è presentata attraverso una valutazione in stelle (su scala 5), suddivisa nei tre aspetti che sono ritenuti rilevanti dalla Guida: il sito, l'accoglienza e i vini.

Inalterato è sempre lo spirito dell'opera: spingere l'appassionato a viaggiare per conoscere il fascino del territorio del vino italiano attraverso il racconto di molti suoi interpreti d'elezione.

 

 

Cantine d’Italia 2021 Guida per il Turista del Vino .  Go Wine Editore

Via Vida, 6 – 12051 Alba (Cn) . Tel. 0173/364631 Fax 0173/361147 

E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.gowinet.it

  

Arriva anche quest’anno in libreria a dicembre l’edizione 2021 di questa Guida dedicata alle Cantine italiane che “valgono il viaggio”.  Il volume si propone di giungere sul mercato prima delle feste natalizie, presentandosi così come una sfiziosa ed interessante idea regalo. Una preziosa Guida per enoappassionati, per programmare escursioni e itinerari in vista della bella stagione.

Sono oltre 750 le cantine segnalate: attraverso il racconto della Cantina si presentano e commentano i vini, fornendo al lettore un repertorio notevole di dati e di riferimenti per un’opera di facile consultazione e di pronta utilità.

Nel panorama delle Guide italiane, “CANTINE D’ITALIA” rappresenta un preciso riferimento per essere una “guida ai luoghi”, ovvero una selezione di cantine da visitare come punto di riferimento per il consumatore che diventa viaggiatore-turista del vino.

  

Formato: base 13,5 cm x altezza 24,4 cm Pagine: 552

Testo: Italiano

ISBN: 978-88-89799-17-8

EAN: 9788889799178 Prezzo: € 18,00

IN LIBRERIA DA DICEMBRE 2020

 

CHIANTI RUFINA I SAPORI DI UN TERRITORIO

 

 

Anche per i giornalisti della critica vinicola, redattori delle Guide Vini 2021 o opinionisti di grandi riviste internazionali di settore, il 2020 è stato un anno estremamente difficile per i numerosi problemi di spostamento causati dal covid19. Grazie alla fattiva collaborazione dei consorzi e dei produttori, la campagna di assaggi si è comunque svolta regolarmente, anche se con un po’ di affanno. I risultati sono stati resi noti in questi giorni e parlano di ottime prestazioni dei vini del comprensorio del Chianti Rufina.

L’attenzione è stata rivolta soprattutto al Chianti Rufina 2018 e al Chianti Rufina Riserva 2017, con alcune escursioni nei 2016 e 2015 e con la novità 2019 per i bianchi e i rosati. Il report completo degli andamenti climatici delle annate è riportato sul sito www.chiantirufina.it . Da notare l’effetto mediatico causato  dall’accensione di fuochi notturni nell’inverno del 2017 e 2019, attività che ha contribuito a limitare i danni a un numero ridotto di piante. L’evento ha destato un grande stupore in chi non conosce a fondo la viticoltura francese, soprattutto quella dello Chablis, ma con un punto di merito in più per la Rufina: nello Chablis si utilizza il gas come combustibile, mentre qui si sono utilizzati tralci di vite, soluzione  ecologicamente del tutto sostenibile.

Vediamo in conclusione quali risultati sono emersi dalle varie Guide.

La Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso risulta ancora oggi la più venduta e diffusa nel mondo, con le sue edizioni in varie lingue. Troviamo il massimo riconoscimento da parte del Gambero Rosso, i famosi Tre Bicchieri, per Frescobaldi con un elegantissimo Chianti Rufina Riserva Nipozzano 2017 . Ottimi risultati sono dimostrati anche dai numerosi 2 Bicchieri Rossi conseguiti. Castello del Trebbio li ottiene con il Chianti Rufina Riserva  Lastricato 2016, annata da incorniciare. Poi ancora Frescobaldi  con il Chianti Rufina Riserva Nipozzano Vecchie Viti 2017 e con il Pomino Bianco Benefizio Riserva 2018. I Veroni ottengono i due bicchieri rossi con il Chianti Rufina Riserva Quona 2017. E ancora Colognole con il Chianti Rufina 2017, Frascole con  il Chianti Rufina Riserva 2017, e  la Tenuta Bossi dei Marchesi Gondi con il Vin Santo del Chianti Rufina Riserva Cardinal de Retz 2007. Buone valutazioni anche per tutte le altre aziende del comprensorio con punteggi che attribuiscono  Due Bicchieri ai numerosi vini recensiti. A fianco della Guida Vini d’Italia, Gambero Rosso pubblica la guida BereBene, 1530 ottimi vini sotto i 13 euro. Per la Rufina troviamo: Frescobaldi con il Pomino Bianco 2019, I Veroni con Alba di Paola 2019, Colognole con il Chianti Rufina 2017, Selvapiana con il Chianti Rufina 2018, Frascole con il Chianti Rufina 2018, Lavacchio con il Chianti Rufina Cedro 2018,

Daniele Cernilli, personaggio iconico della critica enologica, pubblica la Guida Essenziale dei Vini d’Italia, dove premia il Castello del Trebbio Chianti Rufina Riserva Lastricato 2016, con 95 punti e il “faccino”, ovvero il simbolo che garantisce che lo stesso Cernilli “ ci mette la faccia” e garantisce la veridicità di questo risultato.  I Veroni,  con il Chianti Rufina Riserva Quona 2017 ottengono 94 punti. Con 93 punti si classificano il nuovo Chianti Rufina Riserva Villa Bossi Vigna Poggio Diamante 2016 dei Marchesi Gondi ed uno scintillante Pomino Brut Leonia 2016 di Frescobaldi. Il Chianti Rufina Riserva 2017 di Frascole ottiene 92 punti, e il Pomino Rosso Villa Petrognano 2017 di Selvapiana 91 punti. Marchesi Gondi vede confermato il giudizio del Gambero Rosso sul suo Vin Santo Cardinal de Retz 2007 con i 92 punti assegnati da Cernilli.

La Guida Slow Wine edita da Slow Food in collaborazione con i sommelier della FISAR, non assegna punteggi, se non per pochi vini premiati. La procedura consiste però nel recensire le aziende più significative secondo l’impostazione “slow” che sta alla base della filosofia del movimento. La recensione, quindi, rappresenta di per sé un grande riconoscimento.  Come premi assegna la qualifica Top Wine che può riguardare un Vino Slow (vino che oltre a risultare eccellente, condensa nel bicchiere caratteri legati al territorio, storia e ambiente), oppure un Vino Quotidiano (bottiglia eccellente che costa meno di 12 € in enoteca). Troviamo così  Selvapiana con  la qualifica di Top Wine Vino Slow   al Chianti Rufina Vigneto Erchi 2017. Il Top Wine Vino Quotidiano va  a Frascole  per il Chianti Rufina  2018. A Frascole viene assegnato anche il premio “Bottiglia”, ovvero il simbolo assegnato alle cantine che hanno espresso un’ottima qualità per tutte le bottiglie presentate. Top Wine  Vino Quotidiano al Chianti Rufina 2018 della Fattoria Il Lago. Le aziende recensite con ottimi commenti, oltre a quelle citate, sono:  Colognole, Fattoria Lavacchio, I Veroni, Villa Travignoli, Grignano, Marchesi Gondi Tenuta Bossi, Podere Il Balzo.

Ernesto Gentili, dopo svariati anni di conduzione della Guida Vini de L’Espresso, ha creato un suo proprio sito “ ErGentili Wine Ratings”  imperniato sulle note di assaggio dei vini, in piena autonomia e indipendenza di giudizio. Il cuore del sito è il Rating dei vini. Ecco i Rufina recensiti. Occorre notare che i punteggi possono apparire più contenuti rispetto a quelli di alcuni critici, soprattutto USA, ma questo perché si utilizza un range più ampio che parte da 80 punti, per dare una classificazione più dettagliata dei vini. La Fattoria Il Lago vede il suo Syrah IGT 2017 apprezzato con 90 punti, mentre il Pinot Nero 2017 ne ottiene 88, ed entrambi sono definiti vini ben caratterizzati nei profumi, agili, freschi e slanciati. 88 punti anche per il Vin Santo del Chianti Rufina 2002, 87 per il Chianti Classico Riserva 2016, mentre il Chianti Rufina 2018 è classificato con 84 punti. I vini della Fattoria Lavacchio sono definiti come capaci di distinguersi per la ricchezza del frutto e l’istintiva bevibilità. Il Chianti Riserva Puro 2016 ottiene 89 punti, come il Toscana Vendemmia Tardiva Oro del Cedro 2009, il Chianti Rufina Riserva Cedro ha 88 punti, come  il Chianti Puro 2018. Infine troviamo il Chianti Rufina Ludié 2015 con 87 punti e il Chianti Rufina Cedro 2018 con 86. I vini di Frascole sono definiti come vini di beva e insieme vini di carattere, piacevoli nell’immediato ma in grado di sfidare con successo il decorrere del tempo. Il Chianti Rufina Riserva 2017 riceve la lusinghiera valutazione di 91 punti, il Chianti Rufina 2018 ha 88 punti e il Toscana Rosso Limine 2016 ha 86 punti.

Collezione di  stelle dalla storica Guida Oro Veronelli.  Riceve le 3 stelle ORO Frescobaldi  con il Pomino Brut Rosè Leonia 2015, da poco entrato nell’empireo delle bollicine italiane. Mormoreto  e il Chianti Rufina Riserva Nipozzano Vecchie Viti, entrambi del 2017, sono classificati con 91 punti, oltre a Pomino Benefizio Riserva 2018 e  Pomino Brut Leonia 2016 con 92. I Veroni ottengono le tre stelle e 92 punti con il Vin Santo del Chianti Rufina Occhio di Pernice 2010. Altra pioggia di tre stelle quella che cade sulla Tenuta Bossi Marchesi Gondi: al Mazzaferrata 2015 vanno 93 punti, 92 al Chianti Rufina Riserva Vigna Poggio Diamante 2016 e al Ser Amerigo 2015 e ancora  92 punti al  Vin Santo del Chianti Rufina Riserva Cardinal de Retz 2007. Sono in guida anche Villa Travignoli, la Fattoria Lavacchio, la Fattoria Il Capitano.

Le associazioni di sommelier AIS e FIS pubblicano due guide denominate Vitae e Bibenda rispettivamente. I massimi riconoscimenti di Vitae (4 VITI) vanno al  Chianti Rufina Vigneto Erchi 2017 di Selvapiana, mentre il Vin Santo del Chianti Rufina Occhio di Pernice 2010 de I Veroni colleziona i 5 grappoli di Bibenda FIS.

La Guida Vini Buoni d’Italia del TCI recensisce esclusivamente vini da vitigni autoctoni e per questo motivo molti IGT che impiegano uve internazionali sono  esclusi dal giudizio. Al vertice della classifica troviamo ben due vini della Corona, ovvero vini italiani dell’eccellenza che hanno entusiasmato le commissioni di degustazione nelle sessioni finali per la loro espressione del vitigno e del territorio di appartenenza. Vini con forte identità della Rufina il cui ricordo rimane impresso con la capacità di emozionare a lungo. Si tratta del Chianti Rufina Riserva del Don 2016 di  Colognole e del Chianti Rufina 2018 di Selvapiana. Ottengono la Golden Star , ovvero quei vini che hanno concorso per la Corona, il Chianti Rufina Riserva Lastricato 2016 di Castello del Trebbio, il Pomino Brut Leonia 2016 di Frescobaldi, il Vin Santo del Chianti Rufina 2011 di Selvapiana.

Infine troviamo i primi risultati delle degustazioni eseguite dai principali Magazine cartacei e online internazionali, non vere e proprie guide assolute, ma i cui giudizi sono seguiti dai buyers internazionali che a loro volta sono orientati dalla disponibilità dei vini sui rispettivi mercati di riferimento. La rivelazione dei Top 100 di Wine Spectator è prevista per il 14 dicembre anche se dal 7 si cominceranno a rivelare i vini dalla decima posizione in poi.

I piazzamenti noti ad oggi sono quelli di  Vinum di Christian Eder, che pubblica in Germania, Austria e Svizzera. Questo l’elenco dei risultati prestigiosi dei vini della Rufina per la classifica Top of Toskana 2021. Troviamo tra i primi 10 della classifica con 17,5/20 il Chianti Rufina Riserva Nipozzano Vecchie Viti 2016 di Frescobaldi, il Chianti Rufina Riserva Villa Bossi 2016 dei Marchesi Gondi, il Chianti Rufina Riserva Cedro 2016 di Fattoria di Lavacchio, poi con 17/20 punti il Chianti Rufina Riserva Lastricato 2016 di Castello del Trebbio, e il Chianti Rufina Riserva Vigneto Quona 2017 de I Veroni. Nell’universo Chianti la sottozona Rufina si aggiudica 5 posizioni di vertice su 10, un risultato di tutto rispetto. Scorrendo ancora la classifica, troviamo con 16,5 punti il Chianti Rufina 2016 di Cantine Bellini, il Chianti Rufina Riserva Poggio Gualtieri 2016 di Fattoria di Grignano, il Chianti Rufina Riserva del Don 2015 di Colognole, il Chianti Rufina Riserva Pian dei Sorbi 2016 dei Marchesi Gondi. Poi abbiamo con 16 punti il Chianti Rufina Riserva 2016 di Podere il Pozzo, il Chianti Rufina Riserva Tegolaia 2017 di Travignoli, il Chianti Rufina Riserva 2016 dell’Azienda Agricola Balbi Fattoria Il Capitano, il Chianti Rufina Riserva 2015 di Podere Il Balzo, il Chianti Rufina 2015 della Fattoria Il Lago. Nell’universo dei Chianti Riserva, la sottozona Rufina piazza complessivamente 16 vini su 45 nell’alta classifica, il che significa che più di un terzo dei vini d’eccellenza provengono dalla DOCG degli Appennini tra Arno e Sieve.

La rivista inglese Decanter Magazine, una delle più autorevoli del mondo, organizza ogni anno un concorso internazionale, il DWWA Decanter Wine World Award, che conferisce le medaglie “Best in Show”,  di platino, d’oro, d’argento e di bronzo o la semplice lode. Per la Rufina troviamo: Frescobaldi Argento 91 punti con il Mormoreto 2016, Marchesi Gondi Argento 90 punti con il Mazzaferrata 2015, e Bronzo 87 punti con Chianti Rufina Riserva Villa Bossi 2016. Poi  Il Castello del Trebbio con Argento 90 punti per il Chianti Rufina Riserva Lastricato 2015, Cantine Bellini Bronzo 89 punti per il Chianti Rufina Riserva 2016 e Bronzo 87 punti per il Chianti Rufina 2017, Bronzo 88 punti per l’IGT Comedìa 2016, Argento 90 punti per il Mamb-O Dominante 2017, infine  Podere Il Pozzo Bronzo 87 punti per il Chianti Rufina Riserva 2016.

Per il futuro, fanno ben sperare i risultati della appena conclusa vendemmia 2020, equilibrata in tutte le sue fasi, sicuramente in linea con le migliori annate del vino della Rufina. Dovrebbe vedere la luce anche il nuovo progetto inteso ad identificare il miglior vigneto di sangiovese per ogni azienda, con etichette, quindi, che saranno dedicate a singole vigne ambasciatrici della migliore espressione del concetto Rufina. Inoltre siamo in attesa dei primi prodotti di due nuovi e molto promettenti ingressi in seno al Consorzio. Borgo Macereto è l’azienda agrituristica della Famiglia Foscarini ed ha presentato quest’anno i suoi primi vini molto armonici e ben centrati, come il Chianti Rufina La Fuga 2018, l’Incipit IGT Toscana La Fuga 2016 e il bianco Doppio Senso 2019. Ormae Vinae è l’azienda degli imprenditori russi Alexey Kondrashev e Ella Korop ed ha immesso a settembre  le sue prime bottiglie sul mercato, un rosato il Gioiellae 2018, base sangiovese,  e un rosso IGT, il Primae 2017, un sangiovese 50% e cabernet sauvignon 50%, in attesa, nel 2021, del Top aziendale a base di solo sangiovese.

 

              Paolo Valdastri 

I VINI TOSCANI GRANDI PROTAGONISTI DELLA GUIDA AIS VITAE 2021

 

Sono 129 le etichette del Granducato premiate con le Quattro Viti, su un totale di 694 vini a livello nazionale. Il 18,6% che conferma la Toscana tra le Regioni al top per l’enologia di alto livello. Brillano i Supertuscan, seguiti da Brunello di Montalcino e Chianti Cassico

 

Sono 129 le etichette toscane premiate con le Quattro Viti, il massimo riconoscimento, nella Guida AIS Vitae 2021. Ben il 18,6% di tutti e 694 i vini premiati a livello nazionale, che confermano come la Toscana sia una delle regioni più importanti per l’enologia di alto livello. Le aziende toscane recensite in Guida sono 301 su 339 invitate, con un totale di 1.423 vini toscani presenti su un totale di 1.581 campioni pervenuti per la selezione.

 

Citazioni per denominazione - A brillare in particolare sono i Supertuscan, con 35 etichette di Toscana Rosso IGT e 2 di Toscana Bianco IGT, a cui segue il Brunello di Montalcino DOCG con 23 menzioni ed il Chianti Classico DOCG con 17. Interessanti menzioni in Guida anche per le denominazioni Vino Nobile di Montepulciano DOCG (10), Bolgheri DOC (8), Carmignano DOCG (5), Syrah Toscana IGT (4), Maremma Toscana DOC (4), Vernaccia DOCG (3), Aleatico DOCG (2), Cabernet Franc Toscana IGT (2), Pinot Nero IGT (2), Colli Toscana Centrale Rosso IGT (2) e Costa Toscana Rosso IGT (2). Una menzione anche per Alta Valle di Greve Rosso IGT, Merlot IGT, Morellino di Scansano DOCG, Orcia DOC,  Suvereto DOCG, Chianti Rufina DOCG, Valdarno di sopra DOCG e Toscana Cabernet Sauvignon IGT.

 

“Tutte le principali denominazioni toscane sono state ben rappresentate nella Guida 2021 – sottolinea Leonardo Taddei, Referente Guida AIS Vitae per la Toscana – e questo ci permette di affermare che a livello di produzione vitivinicola di qualità abbiamo molte carte vincenti. Quello che portiamo da anni all’Eccellenza di Toscana è l’espressione di una cultura del vino che si fa sempre più interessante. Ecco perché è importante non fermarsi alla degustazione sensoriale: ogni produttore personalizza il frutto della propria vigna con un valore aggiunto fatto di storia, persone, territorio. Un patrimonio che merita di essere esplorato e valorizzato, per meglio apprezzare i vini della nostra terra”. Citazioni per provincia di riferimento – I 129 vini premiati con le Quattro Viti nella Guida AIS Vitae 2021 sono così ripartiti geograficamente tra le province toscane: la più rappresentata è Siena con 60 citazioni, seguita da Firenze e Livorno con 20 menzioni ciascuno, Grosseto con 8, Arezzo con 7, Prato con 6, Pisa con 5, Lucca con 2, Massa Carrara con 1.

 

Citazioni per tipologia di vino – Dei 1.423 vini citati in Guida, la compagine più numerosa è quella dei vini rossi, con 1.068 etichette, seguita da 256 vini bianchi e 99 vini rosati. Tra i campioni arrivati per la selezione, e già numericamente rilevati all’interno del suddetto conteggio, figurano anche 33 vini dolci e 21 vini spumanti.

Questi sono dunque i numeri della Toscana nell’edizione 2021 della Guida AIS Vitae, che saranno presentati per la prima volta in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’Associazione Italiana Sommelier sabato 28 novembre alle ore 11.

Durante la diretta saranno altresì annunciati i nomi dei produttori insigniti del prestigioso Tastevin AIS, che insieme ai rappresentanti dell’Associazione parleranno delle proprie etichette e delle vicende affrontate durante un anno vinicolo inusuale come il 2020.

 

“Saranno i produttori a parlare – ribadisce il Presidente di AIS Toscana Cristiano Cini – e questa presentazione in streaming sarà una occasione per riunire virtualmente produttori, addetti ai lavori e semplici appassionati in attesa di poterlo fare nuovamente dal vivo. Lo slittamento dell’Eccellenza di Toscana a primavera 2021 per le sopravvenute restrizioni anti Covid19 non toglie né a noi sommelier né ai produttori la voglia di raccontare e raccontarsi e questo deve per noi rappresentare un incentivo a mantenere vive le nostre relazioni e l’interesse per le produzioni enologiche del territorio toscano”.

 

Alcune curiosità sulla selezione 2021Dalla valutazione dei vini pervenuti per la selezione, l’annata più vecchia tra quelle recensite è un Vin Santo di Montecarlo del 2004, mentre le annate più degustate sono state il 2017 con 381 vini e il 2018 con 331 vini. La provincia che ha fatto degustare e recensire più vini è stata Siena con 557 vini su 1.423 e anche il Comune di origine dei vini più ricorrente è in provincia di Siena: si tratta di Montalcino con 158 citazioni, seguito da Castagneto Carducci a pari merito con Greve in Chianti con 97 citazioni ciascuno. Rispetto alle passate edizioni, si è infine assistito ad una crescita qualitativa degna di nota per la provincia di Grosseto, presente con 183 vini nell’edizione 2021.

 

Il team dei degustatori che hanno lavorato alla composizione della Guida,è composto da 30 sommelier degustatori ufficiali, in supporto ai vari redattori. Referente per AIS Vitae Toscana è Leonardo Taddei, delegato di Lucca, con Renzo Chiaramonti responsabile della logistica vini, mentre i redattori di AIS Vitae Toscana sono Barbara Massi, Emiliano Bogani, Marco Mancini, Angelo Marongiu, Fabio Ceccarelli, Luca Carmignani e Claudio Fonio.

 

La Guida AIS Vitae in cifre - Sono 2014 in tutto le aziende recensite nell’edizione cartacea di Vitae 2021: 694 i vini che hanno ricevuto il massimo punteggio ovvero le quattro Viti, 169 quelli premiati per avere espresso un esemplare rapporto tra valore produttivo e prezzo di vendita, mentre 114 vini possono fregiarsi della freccia di Cupido, il simbolo che identifica gli assaggi capaci di emozionare fin dal primo sorso.  

 

Marte Comunicazione snc di Morganti e Tempestini

CARRELLATA DI PREMI PER I VINI UMANI RONCHI

Le più autorevoli guide del settore celebrano le etichette della cantina marchigiana. Grande successo per il Campo San Giorgio 2016, unico Rosso Conero a conquistare i Tre Bicchieri. Michele Bernetti: “Un traguardo importante e uno stimolo a migliorarci”. 

Con la lunga carrellata di premi ricevuti dalle più influenti guide e testate del settore enologico l’azienda vitivinicola Umani Ronchi si conferma un’eccellenza nel panorama nazionale ed internazionale. Anche quest’anno, la cantina con sede ad Osimo (Ancona) fa incetta di riconoscimenti con le sue produzioni: il Verdicchio dei Castelli di Jesi, il Rosso Conero e i vini della terra d’Abruzzo.

Grande successo per un fuoriclasse dei rossi, il Conero Riserva Campo San Giorgio, annata 2016, che realizza un’importante tripletta. Unico Rosso Conero di questa stagione vincitore de i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, il rinomato vino, tra i simboli dell’eccellenza enologica di Umani Ronchi, conquista anche le Tre Stelle Oro della Guida Veronelli e la Medaglia d’oro di Civiltà del Bere nell’ambito del prestigioso concorso Wow the Italian Wine Competition.

“Siamo onorati – afferma Michele Bernetti, titolare di Umani Ronchi – per l’apprezzamento che continuiamo a ricevere dalla critica enologica. Tutti questi riconoscimenti rappresentano un grande traguardo e uno stimolo a migliorarsi sempre, continuando a sperimentare, investire e valorizzare”.

Dal grande rosso al Vecchie Vigne, storico verdicchio della cantina marchigiana: pluripremiata l’annata 2018, nella lista dei Top Wine stilata da Slow Food, celebrata da Daniele Cernilli con il punteggio di  96 /100 e il Faccino Doctor Wine e incoronata da Vitae, la guida dell’Associazione italiana Sommelier, con l’assegnazione delle 4 Viti.

Un doppio riconoscimento arriva poi da Bibenda, la guida da sempre considerata una sorta di Bibbia del vino, che ha assegnato i famosi Cinque Grappoli al Maximo 2018 e al Plenio 2017. Una stagione d’oro per il Plenio, che ha anche ottenuto 94 punti nel Decanter World Wine Awards, il più importante concorso enologico internazionale.

Ottima annata, dunque, per la storica cantina di proprietà della famiglia Bianchi - Bernetti, che con il Cumaro 2015 e il Casal di Serra 2019 si è inoltre aggiudicata l’ambita Corona di Vini Buoni d’Italia. Particolarmente apprezzato, il Casal di Serra sale anche sul tetto dell’olimpo enoico di Wow, la competizione di Civiltà del Bere, conquistando il titolo di Miglior Verdicchio dei Castelli di Jesi con tanto di Medaglia d'oro. Un riconoscimento prestigioso, a cui si aggiunge l’inserimento nella top 100 della guida I migliori vini e vignaioli d'Italia. Riflettori accesi infine sul Pelago, annata 2015, e sul Centovie Montepulciano, entrambi premiati, tra gli altri, da due delle più influenti riviste internazionali del settore: Wine Spectator e Falstaff. 

 

Letizia Larici

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