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Mercato del Vino

VINO (UIV): MERCATO INTERNO A -25% E HORECA MONDIALE A -50%, REAGIRE ASSIEME A VINITALY

“Il mercato interno nel 2020 ha perso un quarto del proprio valore, mentre gli ordini globali dell’horeca internazionale nello stesso periodo hanno accusato una contrazione di oltre il 50%: il vino italiano ha bisogno di ripartire dal business, per questo riteniamo strategico essere a fianco di Vinitaly anche nel corso del suo programma 2021”. Lo ha detto il presidente dell’Unione italiana vini (Uiv), Ernesto Abbona, commentando la road map di Vinitaly presentata oggi, che nella sua ‘special edition’ di ottobre trova il proprio punto di arrivo.

 

“Nessun altro Paese produttore – ha aggiunto Ernesto Abbona - ha tra i propri asset una fiera internazionale di riferimento, un valore da tutelare che si riflette nella crescita del prodotto Italia registrata in questi anni. Il ruolo di Veronafiere assieme alle istituzioni preposte, a partire da Ice, è di accelerare il business anche prevedendo l’evoluzione degli scenari, per questo l’appuntamento di ottobre – ha concluso il presidente Uiv - è prima di tutto un messaggio importante che l’Italia del vino potrà dare ai mercati”.

 

 

Secondo l’Osservatorio Uiv il mercato mondiale del vino potrà tornare ai livelli pre-Covid non prima della fine del 2022, dopo aver subito un danno di oltre 100 miliardi di dollari dovuto alla contrazione del canale horeca. La flessione registrata sui fatturati italiani è la prima dal 2009, anno della crisi finanziaria globale, soprattutto a causa di forti contrazioni sul mercato interno. Qui il trend 2020 a valore ha segnato un -24%, con un volume di invenduto rispetto all’anno precedente di 3 milioni di ettolitri. L’anno del Covid, secondo Uiv, se da una parte ha evidenziato una fortissima disparità nelle performance delle diverse realtà aziendali, dall’altra ha segnato storici cambiamenti all’interno dei propri canali di vendita: per la prima volta infatti i volumi degli acquisti in Gdo hanno superato quelli dell’horeca, tradizionalmente il canale a maggior valore aggiunto. In generale nel Belpaese il calo a valore degli ordini della ristorazione (-38%), delle enoteche (-23%) e della vendita diretta (-19%) è stato solo parzialmente compensato dalla Gdo (+12%), per un saldo negativo alla vendita di oltre 3 miliardi di euro.

 

 

Marta De Carli 

SIMPLY ITALIAN GREAT WINES VIETNAM & AUSTRALIA TOUR 2021

15-18 marzo | Sydney – Ho Chi Minh

 

Simply Italian Great Wines Tour fa tappa in Australia e Vietnam il 15 e 18 marzo 2021. Il tour ritorna su questi mercati con buone aspettative a conferma dell’ottimo risultato ottenuto negli anni precedenti. Il Covid-19 ha cambiato le abitudini dei consumatori australiani e vietnamiti: vi è una tendenza a spendere di più per vini di qualità.

Il primo appuntamento è lunedì 15 marzo a Sydney presso l’Intercontinental Hotel (117 Macquarie Street): si parte alle ore 11 con “Prosecco DOC Dreamland: Rediscover the authentic Prosecco DOC and meet the long-awaited Prosecco DOC Rosé”, tasting guidato da Ned Goodwin MW per il Consorzio di Tutela del Prosecco DOC. A seguire, sit-down tasting ‘A Journey Through Prosecco DOC’ rivolto a professionisti del settore (ore 14 – 16).

Si prosegue giovedì 18 marzo a Ho Chi Minh, negli spazi del Park Hyatt Saigon Hotel (2 Lam Son Square, District 1). Sarà Tu Le Huy, presidente della Saigon Associazione Sommelier a guidare rispettivamente il seminario del Consorzio di Tutela del Prosecco DOC “Prosecco DOC Dreamland: Rediscover the authentic Prosecco DOC and meet the long-awaited Prosecco DOC Rosé” (ore 14:15 – 15:30) e successivamente quello del Consorzio Vino Chianti “Chianti D.O.C.G.: quintessence of Tuscany” (ore 16 – 17:30); quest’ultimo in collegamento virtuale con

 

Luca Alves, Chianti Wine Ambassador. Nel pomeriggio si terrà il walk around tasting aperto ad un pubblico selezionato.

Il Simply Vietnam & Australia Tour 2021 rappresenta un’opportunità unica per incontrare i player del settore enoico in mercati di grande interesse per il vino italiano di qualità, ciascuno con le sue specificità. A partire dall’Australia, dove Simply Italian Great Wines torna per il secondo anno, visti i successi dell’edizione precedente.  Con le recenti restrizioni dovute alla pandemia globale si è notata una tendenza a spendere di più per bottiglie di vino di qualità, in particolare per quelle destinate al consumo tra le quattro mura domestiche.

In Vietnam, il Made in Italy è percepito come un esempio concreto di cultura, arte, meccanica e automotive, cibo e vino, tradizioni ed innovazioni da emulare ed importare. Il consumatore medio vietnamita crede che i vini importati, specialmente europei, siano superiori a quelli locali.

“La sicurezza rimane una delle nostre priorità in questi tempi difficili mentre perseveriamo nel nostro impegno di riuscire a presentare dal vivo la grande diversità dei vini italiani ai nostri partecipanti. La tecnologia è e sempre sarà un ausilio molto importante nel consentirci di rimanere connessi, ma non potrà mai sostituire il contatto umano. Il vino, nel corso della storia, ha sempre rappresentato la massima espressione della connessione tra i popoli” afferma Marina Nedic, Managing Director di IEM.

 https://www.simplyitaliangreatwines.com/i-nostri-prossimi-eventi/

 

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VINO, EXPORT A 6,29 MILIARDI -2,2% NELL’ANNO DEL COVID

 

Dopo il crollo del secondo trimestre, recupero nell’ultima parte dell’anno

Nell’anno della pandemia, calo nei Paesi asiatici, bene i mercati del Nord Europa

 

Raggiungono quota 6,29 miliardi di euro le esportazioni di vino italiano nel 2020, un risultato che segna un -2,2% rispetto al 2019, ma un +0,8% rispetto al 2018: è quanto emerge dalle elaborazioni dell'Osservatorio Qualivita Wine su dati Istat, che descrivono il complicato anno del comparto.

 

Il risultato è frutto di andamenti contrapposti fra i vari periodi dell’anno: il 2020 era iniziato infatti in maniera estremamente positiva rispetto al già ottimo 2019, con un +5,2% nel primo trimestre (1,51 miliardi nei primi tre mesi dell’anno rispetto a 1,44 nel 2019), mentre dal mese successivo si sono iniziati a sentire in maniera più forte gli effetti dell’emergenza Covid-19 con un forte calo delle esportazioni (a maggio si è toccato il -24,3%) per un risultato complessivo del -12,6% nel secondo trimestre (1,38 miliardi nel 2020 rispetto a 1,57 miliardi nel 2019). Il terzo trimestre con il -1,9% ha iniziato a mostrare una tenuta, con un risultato complessivo di 1,56 miliardi rispetto a 1,59 miliardi del 2019. Segnali positivi, però, sono giunti soprattutto nel quarto trimestre del 2020 con il +0,7%, con un export in decisa crescita nei mesi di novembre e dicembre, e con un risultato complessivo di oltre 1,84 miliardi rispetto a 1,83 miliardi del 2019.

 

Le difficoltà sono state riscontrate soprattutto nei mercati asiatici (-12,6%), ma anche in America si è registrato un calo del -4,3%, mentre ha retto l’export destinato ai Paesi in Europa (+0,2%), che nel complesso rappresentano il 62% delle esportazioni di vino italiano nel mondo. Fra le principali destinazioni, gli Stati Uniti hanno segnato un -5,6% (è mancato il recupero nella seconda parte dell’anno nel mercato statunitense), mentre la Germania ha segnato un +3,9%, grazie soprattutto all’andamento positivo nel secondo semestre. A seguire il Regno Unito ha avuto un calo significativo del -6,4%, mentre la Svizzera, dopo un primo semestre negativo, ha confermato i risultati dell’anno precedente con un +0,3% sul 2019. Fra i mercati successivi, bene il Canada (+1,4%) e soprattutto i Paesi Bassi (che con il +17,5% si avvicinano a quota 200 milioni di export per il vino italiano) e a seguire la Svezia (+4,9%). Dopo un periodo di crescita stop importante per la Francia (-10,7%), cui fa eco il mercato del Giappone con un -15,6%. Fra i mercati Extra-UE in calo anche Russia (-2,3%) e soprattutto Cina (-26,5%) che torna a coprire una fetta dell’export vinicolo italiano molto ridotta (1,6%).

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REGIONI. Fra le prime 5 regioni per export vinicolo, 3 mostrano un risultato dell’export in crescita nel 2020: Piemonte (+2,6%), Trentino-Alto Adige (+4,3%) ed Emilia-Romagna (+3,4%). Sono invece in calo Veneto (-3,3%) e Toscana (-3,2%). A seguire le regioni con un calo maggiore dell’export vinicolo sono Lombardia (-11,7%), Puglia (-7,6%), Sicilia (-11,9%) e Friuli-Venezia Giulia (-8,9%). Piuttosto stabili i risultati per l’Abruzzo (-1,9%) e positivi per il Lazio (+8,6%).

 

 

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VOLUMI. Anche in termini di quantità l’export vinicolo made in Italy è calato del -2,2% rispetto al 2019, con andamento diverso per mercati di destinazione.

 

 

Area Comunicazione Fondazione Qualivita:

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Tel: 0577 1503049

VINO (ISMEA-UIV): VINO ITALIANO CHIUDE IL 2020 IN RECUPERO, -2,3% L’EXPORT. E TORNA LEADER A VOLUME

ISMEA-UIV: VINO TRICOLORE MEGLIO DELLE PREVISIONI E DEI COMPETITOR UE. TENGONO VOLUMI, VALORI E PREZZO

 

Tiene l’export italiano di vino nel 2020, con il Belpaese che recupera ancora nell’ultimo trimestre e riduce le perdite a valore a -2,3%, per un corrispettivo di 6,285 miliardi di euro. Molto meglio dei suoi principali competitor europei – Francia e Spagna -, che chiudono l’anno del Covid rispettivamente a -10,8% (a 8,7 miliardi di euro) e a -3,2%. Dati questi che consentono all’Italia di riprendersi la leadership mondiale di esportazioni a volume con oltre 20,8 milioni di ettolitri (-2,4%) ai danni della Spagna.

 

Lo rilevano Ismea e Unione italiana vini (Uiv), che hanno elaborato i dati Istat relativi alle esportazioni di vino nei 12 mesi del 2020, rilasciati oggi. Una performance superiore alle previsioni che, secondo Uiv e Ismea, permette all’Italia di guadagnare quote di mercato sui competitor in buona parte delle piazze di sbocco e di guardare al futuro nella consapevolezza che il sistema del vino tricolore ha tenuto pur nelle asimmetrie dei risultati all’interno delle imprese, con le medio-piccole maggiormente in difficoltà. In piena emergenza, e con una contrazione complessiva delle esportazioni del made in Italy a -9,7%, il vino ha risposto con una sostanziale tenuta di volumi, valori e prezzi. Meno bene gli sparkling, che soffrono in particolare sui mercati di sbocco, a partire da Usa e Uk e fanno segnare una contrazione tripla rispetto alla media: -6,9%, complice un calo significativo del suo prezzo medio. Molto meglio i fermi in bottiglia (-1,5%) con un controvalore di 3,9 miliardi di euro. Tra i prodotti a marchio, i Dop perdono il 2,9% confermandosi il segmento più esportato con oltre 4 miliardi di euro e un trend particolarmente positivo in Germania. Ottima la performance degli Igp (+1,2%), a 1,5 miliardi di euro. Soffrono maggiormente i vini comuni (-5,3%).

 

Tra i Paesi clienti, l’Italia, risparmiata dai dazi, riduce le perdite negli Stati Uniti (-5,6%, a 1,45 miliardi di euro, con il Lambrusco a +19%) e fa addirittura segnare luce verde in Germania (+3,9, a 1,1 miliardi di euro), mentre subisce la contrazione della domanda della Gran Bretagna, a -6,4% (714 milioni di euro). In terreno positivo anche Svizzera, Canada, Paesi Bassi e Svezia, mentre scendono le esportazioni a Est: -15,5% la domanda giapponese e -26,5 quella cinese, con la Russia a -3,6%. Complessivamente, meglio l’Ue (+0,7%) dei Paesi terzi (-4,1%).

Tra le regioni, il Veneto si conferma leader nell’export con 2,2 miliardi di euro (-3,3% a valore), seguito dal Piemonte (+2,6%) che allunga sulla Toscana (-3,2%). Segni positivi per Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna, seguiti dalla Lombardia, in calo in doppia cifra.

 

Simone Velasco

  VINO, UIV: SOSPENSIONE DAZI SU AIRBUS-BOEING SEGNA RINNOVATA COOPERAZIONE UE-USA

 

 

“La sospensione di 4 mesi dei dazi conseguenti alle dispute riguardanti Airbus-Boeing comunicata dal presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, va nella direzione più volte auspicata da Unione italiana vini.  Si tratta di una rinnovata cooperazione transatlantica indispensabile per l’economia italiana e per le imprese vitivinicole, dipendenti dal mercato USA per 1.6 miliardi di euro”. È il commento di Paolo Castelletti, segretario generale di Uiv, all’annuncio della tregua commerciale Ue-Usa.

 

La “ventata di aria fresca”, così definita dalla presidente, rappresenta tutta la volontà di Europa e Usa a collaborare su più campi, in primis sulla pandemia e la produzione e distribuzione di vaccino, unica strada per far ripartire l’economia, le imprese e quindi anche le attività del mondo del vino.

I dazi Airbus vigevano da 18 mesi: un arco di tempo lunghissimo per il vino europeo e per l’agroalimentare italiano che ha sofferto tasse aggiuntive e la spada di Damocle del carosello che, ogni sei mesi, minacciava di abbattersi come una scure sul vino italiano.

 

 

Benny Lonardi 

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