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Mercato del Vino

VINO (UIV): BENE MINISTRO PATUANELLI SU PIANO SALUTE UE. SIAMO AL SUO FIANCO

 

“Apprezziamo la posizione espressa oggi dal ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli a salvaguardia del vino nell’ambito del piano anti-cancro della commissione Ue, che condanna indiscriminatamente il consumo del vino. Siamo a disposizione per sostenere la tesi del ministro in tutte le sedi, per valorizzare il modello mediterraneo, al centro del quale vi è un consumo moderato e responsabile di vino”.

Lo ha detto il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Ernesto Abbona, in merito alle dichiarazioni rese oggi dal ministro Patuanelli durante il question time in Senato, fortemente contrarie alla criminalizzazione e all’attuazione di alcune decisioni contenute nel Piano di azione per migliorare la salute dei cittadini europei, che – secondo il ministro – traggono origine da “un approccio indiscriminato di lotta all'alcool con cui il vino non ha nulla a che fare”.

 

“Dobbiamo invitare i giovani – ha aggiunto Ernesto Abbona – ad approcciarsi al vino nei luoghi e nei modi più consoni, sostenendone un consumo moderato, abbracciando stili di vita e abitudini di consumo salutari: il vino consumato a tavola con il cibo è e resta il perno su cui è costruita la nostra civiltà gastronomica e il nostro modo di stare insieme con convivialità. Il vino è un elemento che crea socialità, comunicazione, condivisione. All’estero, dove magari gli stili di vita sono diversi, il vino italiano si distingue proprio per questo messaggio di radicamento e attaccamento con la terra, il paesaggio, l’ambiente, in una parola: con lo stile di vita italiano che accentua la qualità della vita” – ha concluso il presidente Uiv.

 

 

Marina Catenacci

 

 

VINO (UIV): BENE NUOVO GOVERNO, SETTORE ATTENDE DA MIPAAF RISPOSTE IMMEDIATE

 

L’AGENDA CHE UNIONE ITALIANA VINI SOTTOPORRA’ AL MINISTRO PATUANELLI

 

Unione italiana vini (Uiv) guarda con fiducia al nuovo Governo Draghi e augura buon lavoro al neo-ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli. L’Associazione di riferimento per il settore, che rappresenta l’85% dell’export del vino italiano, è convinta che in questo delicato momento sia necessario un cambio di passo, a partire da un piano di rilancio in favore di un comparto che ogni anno rende una bilancia commerciale attiva per circa 6 miliardi di euro.

 

“Nella nostra ‘agenda vino’ che sottoporremo al ministro – ha detto il presidente Uiv, Ernesto Abbona – è contenuto un set di decisioni strutturali e specifiche per proiettare il settore verso la prossima generazione. Oltre alla gestione delle emergenze - come il Dpcm sull’orario di apertura delle enoteche o il pagamento dei ristori attesi dal 2020 per un equivalente di circa 50 milioni di euro –, altrettanto urgente è il completamento dei decreti fondamentali per il comparto che la crisi di governo ha bloccato. Mi riferisco in particolare – ha proseguito il presidente Uiv – al tanto atteso decreto sostenibilità e alla maggiore flessibilità della misura ‘promozione’, mai così strategica come ora, ma che necessita adeguamenti. Il settore – ha aggiunto Ernesto Abbona – ha sofferto ma ha tenuto grazie alla forte patrimonializzazione, ma occorre evitare che la crisi congiunturale si trasformi in strutturale. Per questo sarà importante lavorare sui fondamentali, come l’approvazione della riforma della Politica agricola comune che includa anche il piano nazionale di sostegno per il vino, o il rilancio dell’immagine istituzionale del vino all’estero e del sistema fieristico italiano – Vinitaly in primis – tramite il ‘Patto per l’export’. Sarà infine fondamentale – ha concluso – tutelare il modello mediterraneo in ambito europeo: il vino, infatti, è stato pericolosamente inserito dalla Commissione Ue nell’alveo dei prodotti agricoli dannosi all’interno del nuovo piano anti-cancro”.

 

L’agenda Uiv delle azioni specifiche utili al settore prosegue con l’obiettivo digitale e il potenziamento degli strumenti per assicurare certezza dei dati produttivi e dichiarativi, con la riforma del Comitato Nazionale Vini funzionale a una più larga riflessione sul sistema delle Doc/Igt e della sua struttura di controllo, con la ripresa del dialogo con gli Stati Uniti – in sede bilaterale e multilaterale – per porre fine alla stagione dei dazi e delle tensioni in materia di politica commerciale.  Tra gli interventi orizzontali, in primo piano il rilancio del turismo quale strumento fondamentale per la ripresa economica del Paese. Un capitolo questo strategico anche per il vino, su cui però il Recovery prevede a oggi risorse per soli 8 miliardi sui complessivi 210 miliardi. Ma, secondo Uiv, la vigna e il vino sono coinvolti anche in altri asset di sviluppo fondamentali per il futuro del Paese: è il caso del potenziamento della banda larga in tutti i territori agricoli (5G) in ottica e-commerce ed enoturistica, oppure l’orientamento dei fondi europei legati a transizione ecologica e produzione sostenibile anche in chiave di produttiva del vitivinicolo, o il necessario passo in avanti infrastrutture, trasporto e logistica.

 

Marta de Carli

VINO, UIV: POST-BREXIT PIÙ PREOCCUPANTE DEL PREVISTO, DILATANO TEMPI E COSTI SU IMPORT MERCI

 

L’INCHIESTA DEL CORRIERE VINICOLO

 

Tempi dilatati e code per operazioni doganali, nuove norme fitosanitarie, burocrazia e costi extra più o meno nascosti: da circa un mese la Manica è più stretta per l’export di vino made in Italy, con il post-Brexit che sta rivelando disagi più allarmanti di quanto previsto. E’ quanto emerge da un’inchiesta esclusiva pubblicata sull’ultimo numero de ‘Il Corriere Vinicolo’, in uscita oggi.

 

Secondo il settimanale di Unione italiana vini (Uiv) - che ha intervistato produttori, importatori e spedizionieri - la situazione è preoccupante su più fronti: da quello logistico (con l’eurotunnel che viaggia a rilento e il sistema doganale inglese che sta soffrendo sotto il carico del nuovo lavoro) a quello informatico (disallineamento tra sistemi Ue e Uk); dai nuovi costi più o meno occulti del sistema di sdoganamento, allo spettro del cambio di formula sugli accordi di gestione del trasporto e delle pratiche doganali con nuovi oneri a carico delle imprese, anche a seguito dell’adeguamento dalla formula “ex-works” alla FCA (free carrier). Tendenza confermata, secondo quanto riportato nell’inchiesta, dalla WSTA – associazione che riunisce oltre 300 tra importatori, distributori e aziende di trasporto del settore wine and spirit inglese – che tranquillizza sul fronte sistema delle accise dove si sta lavorando con il governo per renderlo più equo.

 

Tra le altre testimonianze, quelle degli spedizionieri con le associazioni Confetra, Assocad e l’operatore Mail Boxes e dei produttori Zonin1821, Serena Wines, Schenk e Fratelli Martini, tra i principali esportatori in un mercato da circa 750 milioni di euro l’anno per il vino italiano.

 

Per accedere al numero: https://corrierevinicolo.unioneitalianavini.it/corriere-vinicolo/?id=Ylg2U%2BB%2F%2FutqIkDCzEYa8A%3D%3D

 

Ufficio stampa Unione Italiana Vini: ispropress

Simone Velasco

VINO (ERNESTO ABBONA, PRESIDENTE UIV): SETTORE SCONTA STALLO POLITICO, SERVE MINISTRO

 

 

SETTORE PAGA INERZIA GOVERNO SU RISTORI, DPCM ENOTECHE, PROMOZIONE E SOSTENIBILITA’

 

“Il vino italiano si sta reggendo esclusivamente con le forze degli imprenditori, ma ci sono ormai troppi nodi politici irrisolti che stanno venendo al pettine. Serve un esecutivo e un ministro per rimettere il settore sui binari del rilancio, per dare seguito alle norme e tradurle in azioni concrete per le imprese. Ristori inevasi, Dpcm sulla chiusura anticipata delle enoteche, decreto Sostenibilità, Promozione, sono i principali dossier inerti che stanno fortemente penalizzando i produttori”. È l’allarme lanciato oggi dal presidente di Unione italiana vini (Uiv), Ernesto Abbona, relativamente all’impasse politico che sta privando il dicastero dell’Agricoltura della guida del settore.

Secondo l’associazione che rappresenta più di 150.000 viticoltori e l’85% dell’export del vino italiano, lo stallo sta penalizzando su più fronti le aziende già in difficoltà. A partire dai pagamenti dei ristori su contributi regionali alla distillazione, riduzione delle rese e stoccaggio dei vini di qualità (circa cinquanta milioni di euro), a oggi del tutto inevasi da Agea nonostante la scadenza fissata al 31 dicembre dello scorso anno. Un’altra vittima della crisi di Governo che affligge indirettamente i produttori è il maldestro Dpcm che obbliga alla chiusura anticipata (alle 18), le enoteche e i negozi specializzati. Un danno, stimato dall’Associazione Vinarius che ancora non ha avuto risposta sulla ratio del decreto, del 30% sul fatturato giornaliero. Inoltre, giacciono gli strumenti di rilancio. È il caso del decreto attuativo sulla sostenibilità, la cui approvazione era stata annunciata invano entro gennaio, o delle risorse legate alla promozione di un settore che rende al Paese una bilancia commerciale attiva di circa 6 miliardi di euro ogni anno. Anche in questo contesto – osserva Uiv - lo stallo politico e decisionale non ha consentito una riflessione più ampia sulle priorità di politica vitivinicola in merito a una diversa rimodulazione del Piano nazionale di sostegno 2021, portando a tagli lineari per 15 milioni di euro su tutte le misure senza un confronto preliminare con un comparto che chiede, invece, a gran voce maggiori risorse per la promozione per il rilancio dell’export.

 

 

Benny Lonardi

VINO (UIV): BENE GOVERNO SU RINVIO DIGITAL TAX. SOLLIEVO PER EXPORT MADE IN ITALY

 

Lo stop temporaneo alla digital tax da parte del nostro Consiglio dei ministri accoglie l’indicazione di Unione italiana vini per un gesto di apertura nei confronti della nuova amministrazione Biden, che si insedierà il 20 gennaio, affinché sia trovato già nei primi mesi del 2021 un accordo multilaterale su questa complessa materia. Non è un caso che proprio in questi giorni sia la Commissione europea sia l’Ocse abbiano pubblicato le loro nuove distinte proposte in tema di tassazione digitale”. Lo ha detto oggi il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti, sul rinvio – approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri - del termine per i versamenti relativi all’imposta sui servizi digitali per il 2020 dal 16 febbraio al 16 marzo 2021 e il rinvio del termine per la presentazione della relativa dichiarazione dal 31 marzo 2021 al 30 aprile 2021.

“Per il mondo del vino italiano – ha aggiunto Castelletti – la decisione presa in Cdm è tanto saggia quanto importante, perché il rischio di vedere, ancora una volta, i prodotti vitivinicoli travolti da una disputa internazionale e da potenziali misure penalizzanti in un momento di estrema indecisione per il contesto economico internazionale era alto”.

La tassa sui servizi digitali (Dst) era destinata ad avere definitivamente i suoi effetti in Italia a partire dal 16 febbraio. Sul tema ha fatto seguito il report del Rappresentante per il Commercio Usa (Ustr) che ha ritenuto discriminatoria l’imposizione italiana nei confronti delle imprese digitali americane, che rappresentano i 2/3 delle aziende da tassare. Secondo Unione italiana vini (Uiv), tale impostazione sarebbe stata a forte rischio di azioni ritorsive già arrecate (e poi sospese) ai danni della Francia, anch’essa promotrice della stessa imposta. Con la tassa sui servizi digitali l’Italia prevede di concretizzare un corrispettivo di circa 700 milioni di euro; il vino italiano, che negli Stati Uniti vende il 30% del proprio export a valore (circa 1,7 miliardi di euro), sarebbe uno dei maggiori indiziati tra i prodotti tricolore a rischio ritorsione. Secondo l’Osservatorio di Unione italiana vini (base dogane), le importazioni di vini fermi italiani hanno chiuso i primi 11 mesi del 2020 in sostanziale pareggio (-0,1%) sul pari periodo 2019, per un corrispettivo di quasi 1,35 miliardi di dollari. Un risultato che ha permesso al Belpaese di allungare su Francia (-31,3% a valore), Spagna (-12,3%) e Germania (-33,4%), su cui gravano i dazi aggiuntivi del 25% sui vini disposti dall’Ustr per la vicenda Airbus.

 

Benny Lonardi

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