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Mercato del Vino

MILANO WINE WEEK. UNIONE ITALIANA VINI PROTAGONISTA TRA DIBATTITO POLITICO E CELEBRAZIONI

 Martedì forum con Ministro Centinaio e venerdì tavola rotonda per i 90 anni del Corriere Vinicolo

 

“Unione Italiana Vini interverrà da protagonista alla Milano Wine Week, un evento che potrà diventare una nuova interessante vetrina per il nostro settore, alla quale guardiamo con interesse e attenzione. Auspichiamo che durante questa settimana ricca di incontri e di confronti, venga favorita la ricerca di proficue sinergie tra i vari operatori del settore. Con questo obiettivo, domani, un importante team di imprenditori di aziende associate interverrà al Wine Business Forum. Le sintesi dei dibattiti saranno raccolte in un documento ufficiale che, in serata, verrà consegnato al Ministro Gian Marco Centinaio per condividere con Lui esigenze ed urgenze del nostro comparto, così rilevante per l’economia del Paese”.

 

Con queste parole Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, interviene in occasione dell’inaugurazione ufficiale della prima edizione della Milano Wine Week, in programma dal 7 al 14 ottobre 2018 a Milano, dove la principale associazione di categoria del settore vitivinicolo italiano interverrà da protagonista. Martedì 9 ottobre 2018 alle ore 19.45, è previsto l’incontro con Gian Marco Centinaio, Ministro delle Politiche Agricole e del Turismo, al quale verrà consegnato il documento prodotto al termine del think thank “Milano Wine Business Forum”. Nel testo ufficiale confluiranno le riflessioni e le richieste dei leader del settore-vino, divisi in cinque tavoli di lavoro (Internazionale, Innovazione, Finanza e Credito, Comunicazione e Commercio), che si riuniranno durante la mattinata.

 

Dopo il dibattito politico, uno degli appuntamenti più attesi della settimana, sarà quello con la tavola rotonda “Il vino in Italia. C’era una volta…”, in programma il 12 ottobre alle ore 17.00 presso Palazzo Bovara (Corso Venezia 51, Milano), durante la quale sarà presentato in anteprima un estratto del volume ‘antologico’ per celebrare i 90 anni di storia del Corriere Vinicolo, realizzato in collaborazione con il Corriere della Sera, dal titolo: “Si pubblica il sabato. 90 anni di storia del Corriere Vinicolo”.

 

“Il momento più significativo per noi durante questa edizione della Milano Wine Week – continua Ernesto Abbona – sarà la celebrazione dei 90anni del Corriere Vinicolo. Avremo occasione di riflettere sulla storia del vino e della nostra associazione ripercorrendo, dalle origini ad oggi, la vita del nostro giornale. Il Corriere Vinicolo è stato, e continua ad essere, il miglior testimone dei vari cambiamenti che il settore vitivinicolo ed il vino italiano hanno vissuto a partire dagli anni ‘30 del secolo scorso. Per rendere omaggio a questa lunga vicenda editoriale – conclude Ernesto Abbona – stiamo realizzando un volume che ci aiuterà ad analizzare e comprendere le trasformazioni intervenute, nel corso di tanti anni, nel comparto enologico, a partire naturalmente dal vigneto per giungere alla cantina, ai mercati ed allo stile di raccontarne le esperienze e le vicende”.

 

Durante l’incontro di venerdì interverranno: Ernesto Abbona (presidente UIV), Giulio Somma (direttore de ‘Il Corriere Vinicolo’) Luciano Ferraro (caporedattore centrale de ‘Il Corriere della Sera’), Federico Gordini (presidente Milano Wine Week), Attilio Scienza (professore di Viticoltura Università degli Studi di Milano), Luigi Moio (professore di Enologia Università degli Studi di Napoli), Daniele Cernilli (giornalista e direttore di Doctor Wine) ed è previsto l'intervento di Giovanni Mantovani (direttore generale Veronafiere).

 

Seguirà una degustazione dedicata ai vini presentati dalle “aziende del novantesimo”. 14 imprese di lunga tradizione, protagoniste della storia del vino italiano: Marchesi di Barolo, Frescobaldi, Ruffino, Gruppo Italiano Vini, Zonin1821, Vinicola Decordi, Cavit, Mezzacorona, Schenk Italian Wineries, Rivera, Banfi, Botter, Mondo del vino, Vite Colte Terredavino.

 

 

Federico Fusca 

 

MILANO WINE WEEK: I PLAYER DEL VINO AL TAVOLO PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DI BUSINESS STRATEGIES

L’export del vino italiano, la percezione del suo brand tra i top buyer e il posizionamento sui mercati esteri. Sono i temi chiave del tavolo sull’internazionalizzazione, previsto martedì 9 ottobre alla prima edizione del Wine Business Forum di Milano a Palazzo Bovara. Al tavolo, i principali player di un settore simbolo del made in Italy e di un prodotto dai consumi sempre più globali. “Faremo un’analisi critica sugli effetti della nostra promozione all’estero, con un documento che in serata consegneremo al ministro Gian Marco Centinaio – ha detto la coordinatrice del tavolo e Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta –. È vero che le nostre esportazioni sono raddoppiate in pochi anni ma è altrettanto vero che in molti casi i competitor stanno facendo meglio di noi. L’obiettivo di questo think tank è trovare nuove strategie di collaborazione tra imprese e istituzioni mettendo a punto un modello in cui la capacità e le esperienze dei singoli possano divenire uno strumento concreto di sviluppo del  settore”. Tra le basi di discussione dell’evento targato Milano Wine Week, l’indagine sulla percezione del made in Italy in Cina, recentemente realizzata dall’Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies. Con Silvana Ballotta al tavolo parteciperà come relatore il presidente e Ceo di Inalca Food&Beverage, Augusto Cremonini.

 

I partecipanti al tavolo internazionalizzazione:

Silvana Ballotta - CEO BS Business Strategies - RELATORE

Augusto Cremonini - CEO & President Inalca Food&Beverage - RELATORE

Giovanni Mantovani - Direttore generale Veronafiere

Ottavio Cagiano de Azevedo – Direttore generale Federvini

Luisa Todini - Presidente Comitato Leonardo

Andrea Rossi - Sindaco del comune di Montepulciano

Lamberto Frescobaldi - Presidente Marchesi Frescobaldi

Sergio Zingarelli - Presidente Rocca delle Macie

Guido Folonari - AD Philarmonica Spa

Stefano Sincini - AD Pianirossi

Enrico Zanoni - DG Cavit

Nicola Tinelli - UIV

Sandro Sartor - AD Ruffino

Diego Salluzzo - Studio Grande Stevens

Simonpietro Felice - Presidente Caviro

Andrea Felluga - AD Livio Felluga

Michele Farrugio - Cesari Verona

Dominga Cotarella – Vice Direttore Falesco

Matteo Lunelli - Presidente Cantine Ferrari

 

Business Strategiesè una società fiorentina impegnata in percorsi di sviluppo delle piccole e medie imprese dei settori dell’agroalimentare e del lusso made in Italy sui mercati esteri. Le 500 aziende enologiche assistite da Business Strategies, che rappresentano tutte le regioni italiane, producono complessivamente oltre 100 milioni di bottiglie all’anno e esportano il 70% nei principali mercati stranieri.

 

Marta De Carli (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 393.4554270)

 

VINO. VENDEMMIA 2018: L’ITALIA SI CONFERMA PRIMO PRODUTTORE AL MONDO

L’Osservatorio del Vino ha presentato oggi le previsioni vendemmiali 2018

  

Una buona vendemmia che permetterà al settore vitivinicolo italiano di riprendersi dopo un anno difficile. La produzione è stimata in 49 milioni di ettolitri, con un incremento del 15% rispetto ai 42,5 milioni dello scorso anno, che riavvicina l’Italia alle medie pre-2017. Una crescita produttiva rilevante che delinea un quadro nel complesso positivo seppur con qualche criticità, in particolare al Sud, influenzato da un’estate segnata dalla piovosità consistente che ha messo in difficoltà i produttori di alcune regioni. La viticoltura italiana, in larga parte, ha saputo affrontare questo bizzarro andamento stagionale con attenzione, tempestività e professionalità, consentendo al nostro Paese di confermare anche quest’anno la propria leadership produttiva a livello mondiale”.

 

Con queste parole Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, è intervenuto durante la conferenza stampa di presentazione delle previsioni vendemmiali, elaborati da Unione Italiana Vini e Ismea per l’Osservatorio del Vino, organizzata presso il Mipaaft, alla presenza di Gian Marco Centinaio (Ministro delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo), Raffaele Borriello (direttore generale di ISMEA), Fabio Del Bravo (dirigente ISMEA) e Ignacio Sanchez Recarte (segretario generale del Comité Européen des Entreprises Vins). Ha moderato l’incontro Paolo Castelletti, segretario generale di Unione Italiana Vini.

 

“L’attuale quadro della vendemmia 2018 presenta una tendenza produttiva che fa ben sperare per l’intero comparto del vino. - ha dichiarato Gian Marco Centinaio, Ministro delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo - Per poter sfruttare tutte le potenzialità del mercato occorre incentivare la crescita del settore investendo su ricerca, innovazione e puntando sulla semplificazione per rendere le nostre aziende sempre più competitive sui mercati internazionali. Il vino è un prodotto con un forte appeal a livello internazionale, ambasciatore del Made in Italy nel mondo, veicolo e simbolo dell’ideale di qualità e unicità dei prodotti italiani. Proprio per questo, il Mipaaft ha sbloccato il bando per la promozione Ocm Vino e ha costituito il Comitato nazionale vini Dop e Igp. Vogliamo costruire una nuova strategia di settore, perché per andare sui mercati internazionali la promozione è fondamentale. La strada è lunga - ha concluso - e la vera sfida del prossimo futuro sarà quella di creare e far proprio il differenziale positivo di valore legato alla distintività del vino italiano, investendo sulla differenziazione dell'offerta e sulla qualità, due elementi che rendono uniche le nostre realtà vitivinicole”.

 

L’incremento produttivo della campagna in corso è un’importante notizia per le cantine italiane e consentirà di recuperare gli effetti negativi derivati dalla forte riduzione registrata nel 2017, soprattutto sul fronte delle esportazioni – ha dichiarato Raffaele Borriello, direttore generale dell’ISMEA. La minore disponibilità di prodotto dell’anno passato, associata ad un aumento consistente dei prezzi, ha determinato infatti nei primi 5 mesi del 2018 una riduzione del 10% dei volumi di vino esportati in tutto il mondo. Di rilievo il calo di prodotto italiano importato dalla Germania e dal Regno Unito e la conferma, a meno di clamorose sorprese, del sorpasso da parte della Francia nel mercato statunitense. Riteniamo comunque che l’incremento di produzione del 2018 avrà un effetto positivo sulla ripresa delle esportazioni italiane nei mercati internazionali, con la prospettiva di superare la soglia dei 6 miliardi di euro a fine anno”.

 

“A livello europeo – ha aggiunto Ignacio Sanchez Recarte, segretario generale del Comité Européen des Entreprises Vins – prevediamo una buona vendemmia 2018, con livelli di produzione più legati al reale potenziale di produzione dell'UE, che aiuteranno a dimenticare le perdite del 2017”.

 

A QUESTO LINK DOSSIER COMPLETO ISMEA, COMUNICATO, IMMAGINI E ALTRO MATERIALE. 

https://www.dropbox.com/sh/wlkfjyn2vi25zt5/AAAdyQCzj4OdH7aSIxjfeCsAa?dl=0

 

FEDERICO FUSCA

 

VINO, EXPORT: CARTA BIANCA PER PRODOTTO MADE IN ITALY

 

I BIANCHI FERMI ITALIANI BATTONO LA FRANCIA E CORRONO SUI MERCATI MONDIALI (+26% NEGLI ULTIMI 5 ANNI)

 

È ormai la tipologia di vino più consumata in Italia e nel Regno Unito (e presto anche negli Usa), la più presente sulle tavole dei ristoranti del Belpaese, quella più avvantaggiata - assieme agli sparkling - dal cambiamento climatico e all’approccio femminile alla bevanda. Ma soprattutto è una leva fondamentale per l’export del prodotto enologico made in Italy. Il vino bianco fermo italiano, con un valore di 1,287 miliardi di euro l’anno, è infatti il più venduto al mondo e fa meglio della Francia (1,276 miliardi) - che ci sovrasta sui rossi e sugli sparkling -, di Nuova Zelanda, Spagna, Germania e Australia. È quanto emerso oggi da un’indagine Nomisma Wine-Monitor al convegno ‘Bianco come il vino’, organizzato dall’Istituto marchigiano di tutela vini nell’ambito di Collisioni Jesi.

 

Secondo il focus presentato in occasione dei 50 anni della Doc Verdicchio dei Castelli di Jesi, la ‘sindrome da secondogenito’ non vale per il vino bianco fermo, e lo dimostrano i dati degli ultimi 5 anni, in cui gli ‘still white italian wine’ esportati hanno risentito meno del boom delle bollicine (+88%) e sono cresciuti del 26% a valore contro +16% dei rossi. Un trend frutto del successo dei consumi in Europa ma soprattutto in Nord America, dove nell’ultimo decennio la richiesta a valore è lievitata del 73%. Stati Uniti (36,6%), Germania (16,5%) e Regno Unito (14,2%) sono i 3 principali buyer su cui si concentrano i 2/3 delle vendite made in Italy, nettamente primo Paese esportatore per volume e primo anche a valore nonostante un prezzo medio (2,80 euro al litro) molto più basso dei propri competitor (Nuova Zelanda a 4,93 euro al litro e la Francia a 4,69). Anche in patria l’Italia si scopre sempre più ‘bianchista’, sia nei consumi (40,1% contro il 39,8% dei rossi) che in vigna, con il rapporto bianchi/rossi nella produzione vinicola ribaltato nell’ultimo decennio: oggi infatti il 54% del vino prodotto è bianco, più o meno la stessa quota che era dei rossi/rosati.

 

Per il responsabile di Nomisma Wine-Monitor, Denis Pantini: “Sebbene i vini rossi rappresentino ancora la tipologia più consumata al mondo con circa il 55% dei volumi totali, negli ultimi anni i bianchi hanno registrato dinamiche di crescita più rilevanti. Questa crescita generalizzata risulta trainata da nuove tendenze e modalità di consumo contraddistinte dalla ricerca di prodotti più versatili e da consumare in particolare fuori casa. L’aumento della diffusione dei consumi di vino tra le donne - ha concluso - rappresenta poi un altro «fattore propulsivo» per la tipologia”. E proprio nel fuori casa, secondo il rapporto di Wine Monitor i bianchi fermi battono i rossi anche in Italia, risultando i più consumati al ristorante e secondi solo agli sparkling nei wine bar, con i rossi che restano leader nei consumi casalinghi, anche se gli acquisti in Gdo parlano di un +14% di vendite a valore dei vini bianchi nell’ultimo lustro (a 666 milioni di euro) contro un +7% per i rossi (858 milioni di euro).

 

La carta vincente, anche per il futuro, sembra essere infine quella degli autoctoni, con il 45% degli italiani che li elegge vini del futuro al pari di quelli green (biologico, 38%, sostenibili, 18%). “I vini bianchi stanno dimostrando tutta la loro versatilità - ha detto il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini, Alberto Mazzoni - e quelli italiani piacciono perché sono in gran parte frutto di uve autoctone molto diverse tra loro e in grado di far scoprire tutta la varietà e le diverse caratterizzazioni del nostro vigneto. Con il Verdicchio, che fa della versatilità la propria arma vincente, abbiamo lavorato molto anche sulla sua longevità: i risultati sono sorprendenti per freschezza e struttura ma soprattutto perché si prestano ad abbinamenti impensabili fino a qualche tempo fa”.

 

Marta De Carli, 

VINO ITALIANO: L'EXPORT AIUTA A SUPERARE L'EMPASSE

Nonostante il momento di instabilità e dati altalenanti in diversi mercati, l'export di vino italiano è la vera forza trainante del prodotto Made in Italy

 

Nonostante l'instabilità costante legata ai riflessi di dinamiche geopolitiche, che non aiutano la crescita del commercio, e il quadro complessivo molto difficile che il mondo del vino si trova a dover affrontare, nel primo trimestre 2018 il valore dell’export vinicolo ha segnato ancora un rialzo del +4,5%.

 

 

 

Una crescita in calo sul 2017, nonostante si siano superati gli 1,38 miliardi di euro, con una flessione pari al -9% in volume, passando dai circa 4,9 milioni di ettolitri di vini e mosti esportati nel primo trimestre del 2017 ai 4,5 circa milioni di ettolitri nello stesso intervallo di tempo di quest’anno.  

DOP e IGP però crescono: i primi segnano una crescita del +12,2% in volume e del +10,4% in valore, mentre i secondi fanno registrare un calo del -12,8% in volume e del -6,5% in valore.

 

Il grande merito va ai tanti imprenditori italiani che hanno saputo fare scelte strategiche sia in vigna, lavorando moltissimo sulla qualità, che in ambito commerciale, cogliendo le opportunità di crescita derivanti dai nuovi mercati di consumo del vino.

Negli ultimi cinque anni, ovvero tra il 2012 ed il 2017, le esportazioni di vino italiano nel mondo sono cresciute in valore di oltre il 25%: l’export, rappresentando una porzione importante del mercato del vino italiano, continua a confermarsi come vera opportunità. Un’opportunità che va colta e per la quale sono necessarie attività continue di marketing e comunicazione per mantenere salde ed accrescere le quote di mercato.

 

Per potenziare e consolidare le relazioni di business all’estero, Iron3 (iron3.it), azienda specializzata in internazionalizzazione ed organizzazione di eventi B2B e B2C, da alcuni anni organizza il tour “International Wine Traders”, eventi B2B che si svolgono sia in Italia che all’estero (internationalwinetraders.com).

Il format degli incontri all’estero, prevede, oltre al walk around tasting, momenti di formazione sia per le cantine aderenti che per gli operatori locali direttamente nei loro mercati di competenza; per gli operatori seminari e master class dedicati a vini e vitigni italiani, che hanno l’obiettivo di valorizzazione le specificità territoriali; per le aziende seminari formativi per conoscere meglio il mercato locale.

 

Il tour 2018 prevede otto tappe all’insegna del wine business che permettono alle aziende vinicole di venire in contatto con operatori esteri di diversi mercati.

Con le prime tappe svoltesi in Veneto (5-6 marzo), in Emilia Romagna (28-29 maggio) e a Berlino (8 giugno), sono stati coinvolti centinaia di operatori, tra importatori, distributori, opinion leader e giornalisti.

Nelle giornate di 2 e 3 luglio, la tappa in una delle regioni enoiche italiane per eccellenza, la Toscana: sarà Arezzo ad ospitare aziende vinicole e buyers esteri per il wine workshop B2B.

 

Dopo la breve pausa estiva, in autunno la tradizionale tappa veneta (20-21 ottobre) e le ultime due tappe che si svolgeranno ancora all’estero con due Workshop Walk Around B2B: ad Ottobre in Germania e a novembre in Svizzera.

Negli ultimi cinque anni il tour di “International Wine Traders” ha contato oltre cinquanta tappe, che hanno permesso alle aziende di aprire e consolidare nuovi mercati in tutto il mondo: Europa, Cina, Giappone, Stati Uniti, Canada e Sud Est Asiatico. Migliaia gli incontri che sono stati organizzati e che hanno coinvolto buyers ed aziende produttrici, tutti gestiti sulla base delle reali esigenze dei partecipanti. 

 

 

Oltre al tour di “International Wine Traders”, Iron3 progetta e sviluppa piani di internazionalizzazione per cogliere le potenzialità commerciali attuali e soprattutto future dei vari mercati. 

Grazie ad una profonda conoscenza dei mercati internazionali e ad un solido network, Iron3 si propone come partner per affrontare nuovi mercati o consolidare quelli già esistenti.

In questi anni si sono affidati ad Iron3 non solo aziende vitivinicole, ma anche Consorzi di Tutela, Associazioni di produttori, Organizzazioni di categoria, importatori ed Enti Fieristici. Fiera Rimini e Fiera Bolzano, Consorzio Vini del Piemonte, Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato, Consorzio Vini Montepulciano, Consorzio vini di Sicilia, CIA, Coldiretti, sono solo alcuni dei nomi annoverati tra le collaborazioni. 

 

Iron3 | Ufficio Stampa

Pamela Guerra | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

Iron3, nasce nel 2005, dalla volontà di mettere a frutto l'esperienza e il know-how maturati a livello internazionale nei campi della comunicazione, del marketing e dell’organizzazione fieristica. Da dieci anni Iron3 è protagonista sui mercati nazionali ed internazionali nella pro- mozione del vino italiano. Con sede ad Arezzo, dal 2011 Iron3 ha costituito la sua filiale negli USA, con base a San Anselmo (California).

 

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