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Viticoltura

ROCCHE DI ROMAGNA 

 

Il Consorzio Vini di Romagna lancia il nuovo marchio collettivo europeo dei Sangiovese delle sottozone

 

Rocca delle Caminate, 20 settembre 2022 – Un mosaico di Sangiovese: il Consorzio Vini di Romagna ha ufficialmente presentato Rocche di Romagna, il nuovo marchio collettivo europeo che identifica i Romagna Sangiovese prodotti nelle 16 sottozone – Serra, Brisighella,

 Marzeno, Modigliana, Oriolo, Castrocaro, Predappio, Meldola, Bertinoro, Cesena, Mercato Saraceno, Longiano, Imola, Coriano, San Clemente e Verucchio.   La presentazione, svoltasi nella splendida location della Rocca delle Caminate, ha visto la presenza delle istituzioni regionali e dei comuni del territorio, con la giornalista del vino americana Kerin O'Keefe, presente in qualità di madrina, per concludersi con la degustazione dei Sangiovese delle Rocche nella terrazza panoramica, la cui visuale spazia sui territori, dalle valli al mare, delle 16 Sottozone.

«L’obiettivo del marchio Rocche di Romagna è dare un impulso alla conoscenza dell’identità molteplice del Sangiovese nella nostra area e stimolare curiosità per le produzioni di Sottozona, che sono in assoluto quelle dall’impronta più fortemente territoriale – afferma Ruenza Santandrea, Presidente del Consorzio Vini di Romagna –. Vogliamo incentivare il consumatore così come i consociati alla ricerca di espressioni sempre più autentiche del Sangiovese, formidabile interprete dei suoli in cui cresce.»

 

Rocche di Romagna: un nome, e un logo, che vogliono esprimere la territorialità più vera. Le Rocche sono elementi di territorio altamente simbolici: si tratta di edificazioni molto diffuse in Romagna, dal valore storico e iconico, racconti di frammenti differenti del mosaico di particolarità che è la Romagna. E proprio il mosaico – nello specifico l’arte musiva del mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, tra le più eccezionali testimonianze artistiche della prima metà del V secolo – è stato scelto come icona per rappresentare il marchio Rocche di Romagna: un’unione di tessere che creano una figura, così come le sottozone del Sangiovese restituiscono di questo vino un’immagine unica seppur fatta di molteplicità

“Il marchio darà visibilità ai Sangiovese di Romagna sui mercati internazionali – commenta Kerin O’Keefe, autrice, critico di vino e fondatrice di kerinokeefe.com“mandando un chiaro messaggio in merito all’importanza di riconoscere le varie espressioni del territorio e mettendo in luce la serietà dei produttori.”

 

Il progetto Sottozone è nato con l’autorizzazione del disciplinare di produzione DOC “ROMAGNA” del 2011, che istituì la nascita di 12 territori (le sottozone, appunto) rivendicabili in etichetta dei Sangiovesi (anche nella versione riserva) prodotti in ottemperanza a regole più restrittive e rigide e che raggiungano parametri chimico-fisici e qualitativi più impegnativi, secondo il dettato del rispettivo allegato di sottozona. Sulla scia delle prime, hanno ottenuto quest’anno approvazione ministeriale ulteriori quattro sottozone - Imola, Coriano, San Clemente e Verucchio - che al pari delle altre vedono all’interno del manuale la declinazione del marchio con il nome specifico.  Si tratta di vini che portano avanti la tradizione romagnola della vinificazione del Sangiovese in purezza – a differenza della maniera toscana, che lo vede più spesso in uvaggi o tagli con altri vini: l’uso della menzione di sottozona per i Romagna Sangiovese è riservato a vini per almeno il 95% da vitigno sangiovese. Un’eccellenza all’apice della piramide qualitativa del Romagna Sangiovese, pronta a farsi interprete dell’animo nobile e orgoglioso del territorio.   Il Consorzio ringrazia il Comune di Predappio per l’ospitalità e la collaborazione fattiva nella riuscita dell’evento. Un ringraziamento inoltre va agli assessori regionali Andrea Corsini e Alessio Mammi, a tutti i sindaci e gli assessori dei comuni coinvolti nel progetto e a Carlo Lucarelli, per la sua presenza e sostegno.

Di seguito le aziende presenti, con i loro Sangiovese Rocche di Romagna, alla presentazione del marchio:

 

BERTI STEFANO - Predappio

BISSONI - Bertinoro

C.A.B. TERRA DI BRISIGHELLA - Brisighella

CA' DI SOPRA - Marzeno

CELLI - Bertinoro

COLOMBINA - Bertinoro

CONDE' - Predappio

CONDELLO CHIARA - Predappio

DREI DONA' - Predappio

ENOICA - Mercato Saraceno

FATTORIA NICOLUCCI - Predappio

FATTORIA ZERBINA - Marzeno

FIORENTINI VINI - Castrocaro

GALASSI MARIA - Bertinoro

GIOVANNA MADONIA - Bertinoro

LA COLLINA DEL TESORO - Predappio

LA PANDOLFA - Predappio

MIRABELLO - Predappio

PALAZZONA DI MAGGIO - Imola

PODERE PALAZZO - Cesena

PODERI DAL NESPOLI - Predappio

PODERI MORINI - Oriolo

TENUTA CASALI - Mercato Saraceno

TENUTA DE’ STEFENELLI - Bertinoro

TENUTA IL PLINO - Bertinoro

TENUTA LA VIOLA - Bertinoro

TENUTA MASSELINA - Serra

TENUTA SANTA LUCIA - Mercato Saraceno

TENUTA SANTINI - Coriano

TERRA DEI GESSI - Brisighella

VILLA PAPIANO - Modigliana

 

 

Marta Sobrino - Well Com

ENOVITIS IN CAMPO CON NUMERI RECORD, PARTECIPANTI A +10%, ESPOSITORI +25%

 

Si conclude con quasi 7000 partecipanti (+10% rispetto al 2021) la sedicesima edizione di Enovitis in campo, la manifestazione organizzata da Unione italiana vini e incentrata su prodotti, macchinari, tecnologie e servizi dedicati alla cura del vigneto presso la Tenuta Ca’ Bolani, a Cervignano del Friuli (UD). Record anche nel numero di espositori (171, il 25% in più rispetto alla passata edizione) per un’edizione incentrata sulle prove pratiche ma anche su una importante parte contenutistica, con convegni e workshop tecnici che hanno permesso di sperimentare direttamente sul campo le innovazioni presentate. Un tema, quello della tecnologia, particolarmente caro a Enovitis, che anche quest’anno nel contesto dell’Innovation Challenge ha attribuito due riconoscimenti speciali – il Technology Innovation Award e il New Technology – a otto aziende che si sono distinte per sperimentazione tecnologica e contributo al progresso del settore della viticoltura. E se la tecnologia è parte integrante di Enovitis in campo, lo è altrettanto la sostenibilità, tema che riveste sempre maggiore importanza nel dibattito pubblico. È stata rinnovata per il secondo anno di fila, infatti, la collaborazione con FederBio Servizi, che ha portato alla creazione di un vigneto biologico dimostrativo, con l’obiettivo di mostrare ai visitatori i vari aspetti relativi alla cura e allo sviluppo di una vigna green.

 

Marina Catenacci

TORNA ENOVITIS IN CAMPO: 171 ESPOSITORI PER LA DUE GIORNI DELLA MANIFESTAZIONE DI UIV, IL 23 E 24 GIUGNO ALLA TENUTA CA’ BOLANI

Un focus sul vigneto, proprio quando la grave crisi idrica minaccia la penisola: si terrà giovedì 23 e venerdì 24 giugno Enovitis in campo, manifestazione itinerante organizzata da Unione italiana vini e diventata punto di riferimento per il settore dei prodotti, delle tecnologie, dei macchinari e dei servizi dedicati alla cura dei vigneti. Una sedicesima edizione che radunerà 171 espositori, in un momento in cui il comparto agricolo è in allarme per la mancanza d’acqua. In tale contesto, la gestione e l’ottimizzazione della vigna assumono quindi un’importanza strategica, specialmente attraverso l’utilizzo di pratiche sostenibili come l’irrigazione a goccia, che permette di consumare quantità minori di acqua ed energia. Spazio anche all’inerbimento permanente e al sovescio, utili nel contrastare gli effetti della siccità. Ospitato per la prima volta in Friuli Venezia Giulia – presso la Tenuta Ca’ Bolani di Cervignano del Friuli –, Enovitis si pone all’avanguardia tecnologica del settore vitivinicolo: al centro della manifestazione l’area tematica Robot&Automazione, dedicata alle attrezzature di ultima generazione che si relazionano al vigneto in modo autonomo e che non richiedono quindi il supporto di un operatore umano. L’attenzione alle tecnologie più futuristiche è ribadita dall’“Innovation Challenge Enovitis in campo 2022”, che anche quest’anno premia i macchinari più innovativi del settore attraverso l’attribuzione dei riconoscimenti Technology Innovation Award e New Technology. Riflettori accesi sulle tecniche biologiche, grazie alla rinnovata collaborazione con FederBio Servizi, che porterà all’allestimento di un vigneto biologico dimostrativo. Diversi gli eventi e i workshop dedicati ai vari aspetti che caratterizzano il processo di coltivazione sostenibile, al fine di esplorarne caratteristiche e criticità. All’inaugurazione, che si terrà giovedì 23 giugno alle ore 11, interverranno il presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi, il proprietario della Tenuta Ca’ Bolani, Domenico Zonin, il direttore della Tenuta Ca’ Bolani, Roberto Marcolini, il sindaco di Cervignano del Friuli, Andrea Balducci e l’assessore alle Infrastrutture e territorio del Friuli Venezia Giulia, Graziano Pizzimenti.

 

 

Martina Terrazzano (393.4554270 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ESSERE CORTESE: QUATTRO VOCI A CONFRONTO SUL VITIGNO

 

 

Aldo Fiordelli, Costanza Fregoni, Nicola Bonera e Costantino Gabardi, moderati da Paolo Massobrio, si confronteranno sulla varietà cortese durante la manifestazione del 25 giugno a Verona. Ad aprire i lavori la vice presidente della Regione Veneto Elisa De Berti

Quattro esperti a confronto per capire le peculiarità di un vitigno, il cortese, che in Veneto e in Piemonte ha trovato due territori d’elezione: sarà il convegno Essere Cortese: quattro voci a confronto ad aprire “Sulle vie del Cortese. Alla scoperta del vitigno tra Custoza e Gavi”, manifestazione organizzata da AIS Veneto e che vede coinvolti il Consorzio Tutela Vino Custoza DOC e il Consorzio Tutela del Gavi, in programma sabato 25 giugno alla Camera di Commercio di Verona, aperta alla stampa, alla sommellerie e al grande pubblico di wine lovers.

A esplorare le molteplici sfaccettature del cortese, eletto vitigno a bacca nobile dall’aristocrazia ligure, saranno Aldo Fiordelli, Costanza Fregoni, Costantino Gabardi e Nicola Bonera, moderati dal giornalista enogastronomico Paolo Massobrio, co-autore con Marco Gatti della guida Il Golosario. Aldo Fiordelli, corrispondente della prestigiosa rivista Decanter, porterà la sua esperienza di giornalista internazionale per illustrare quali siano la percezione e le potenzialità del cortese sui mercati esteri, mentre Costanza Fregoni, vicepresidente dell'Associazione Donne della Vite e wine educator, interverrà sulle similitudini e differenze nelle due espressioni dal punto di vista varietale, territoriale e fenologico. Costantino Gabardi, esperto gourmet e degustatore internazionale, dirà la sua opinione sul mercato moderno, mentre il curatore della guida AIS Vitae Nicola Bonera tratterà il tema dal punto di vista della ristorazione e del trade. 

Il convegno inizierà alle 10.30 con il saluto della vice presidente, seguito alle 12.00 dalla masterclass riservata alla stampa Carattere di territorio ed espressione del tempo: Custoza e Gavi a confronto e dalle due degustazioni per il pubblico Sfaccettature e carattere del Cortese: espressione, territorio e clima e Il cortese scorrere del tempo, in programma rispettivamente alle 14.00 e alle 15.30.

Per tutta la durata dell’evento sarà possibile prendere parte a un banco d’assaggio per la degustazione di ottanta etichette e cogliere pienamente ciò che lega due terre lontane, unite dall’eleganza dei vini che vi si producono. Aperta dalle 11.00 alle 19.00, la manifestazione offrirà anche un’esperienza gastronomica grazie alla possibilità di assaggiare eccellenze tipiche di Verona e non solo, nell’area dedicata al food e nei Laboratori del Gusto che offriranno approfondimenti e proporranno abbinamenti ai vini.

Media partner dell’evento saranno L’Adige di Verona, Italian Wine Journal e Foodyes

La manifestazione verrà inoltre trasmessa in diretta su Vinophila, in seguito la registrazione sarà disponibile nell'area convegni del primo metaverso dedicato al vino e alle bevande alcoliche all’indirizzo www.vinophila.com

Per ulteriori informazioni per partecipare alla manifestazione: we.aisveneto.it/eventi/sulleviedelcortese

 

Chiara Brunato

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ACCORDO TRA FEM E L'ISTITUTO DI BORDEAUX PER SVILUPPARE LA RICERCA IN VITICOLTURA ED ENOLOGIA

È stato siglato un accordo quadro tra la Fondazione Edmund Mach e l' Istituto delle Scienze della Vite e del Vino di Bordeaux (ISVV), due importanti realtà scientifiche che condividono un ruolo di eccellenza nella ricerca in materia viticola ed enologica con lo scopo di creare sinergie per affrontare le sfide di questi comparti a livello europeo. Il protocollo, siglato tra il Direttore Generale della FEM, Mario Del Grosso Destreri, e il direttore dell' Istituto delle Scienze della Vite e del Vino di Bordeaux, prof. Alain Blanchard, è il risultato di due giorni di reciproche presentazioni dell'attività di ricerca dei due istituti, di visita ai laboratori e ai campi sperimentali di San Michele, di confronto scientifico condotto in tavoli di lavoro tematici, di pianificazione delle linee di ricerca da svolgere in collaborazione. L'accordo spazia a 360° nei settori delle viticoltura e dell'enologia, senza trascurare le ricadute di tipo ambientale e sociale, come ha rimarcato il direttore dell'istituto francese, Alain Blanchard, dato che il settore vitivinicolo, sia in Italia che in Francia, porta con sé un indotto che è spesso trainante nelle economie e nelle società delle regioni produttive più importanti dei due paesi. 

La Fondazione Edmund Mach e l'Istituto delle Scienze della Vite e del Vino di Bordeaux si trovano dunque, allineati, nel perseguimento di obiettivi comuni per promuovere la sostenibilità della filiera viti-enologica: dall’obiettivo della riduzione della chimica e degli apporti fitosanitari perseguito attraverso il monitoraggio delle principali fitopatie, lo studio dell’adattamento della vite ai cambiamenti climatici e alle diverse malattie e l’utilizzo di tecniche di genome editing, all’uso razionale delle risorse naturali passando al tema della tipicità e qualità del vino attraverso lo studio dei determinati chimici e sensoriali che contribuiscono a rendere un vino unico e di qualità. "Abbiamo l'onore di ospitare un’eccellenza internazionale di ricerca, istruzione superiore e sviluppo che raccoglie le sfide dell'industria vinicola di domani - ha spiegato il presidente FEM-. La complessità del mondo del vino ci unisce e di conseguenza ci porta ad agire con maggiore efficienza. Alla FEM la ricerca in ambito viticolo è di alto livello, arricchita da numerosi contatti con la professione vitivinicola, con gli attori del territorio e le loro richieste, e dall’istruzione e formazione e dal trasferimento tecnologico. Auspico che questa visita possa essere un punto di partenza per una proficua collaborazione, suggellata con la firma di un accordo quadro di cooperazione fra le nostre due prestigiose Istituzioni per rinsaldare i legami tra regioni vitivinicole di eccellenza". L'attività di ricerca in ambito viticolo-enologico è radicata nel DNA della FEM e risulta arricchita dai numerosi contatti con il mondo dei professionisti, dalle attività di trasferimento tecnologico e di istruzione e formazione. E proprio nel contesto dell'istruzione va sottolineato che fino 2019 i migliori diplomati del corso per enotecnici hanno svolto diversi stage nel Bordolese. A causa l'emergenza COVID-19 queste esperienze didattiche sono state sospese ma l'auspicio è di poter riprendere queste attività, proprio anche grazie alle nuove opportunità di collaborazione che questa visita anticipa. "Nei due giorni di visita della delegazione francese abbiamo approfondito i principali problemi che affliggono la viticoltura e l’enologia dell'intera Europa e abbiamo definito i contesti scientifici per realizzare soluzioni innovative nel rispetto della transizione ecologica e della sostenibilità ambientale ed economica - spiega il dirigente del Centro Ricerca e innovazione, prof Mario Pezzotti-. L'obiettivo è collaborare in maniera proficua, sistemica e complementare, mettere insieme le forze, i materiali sperimentali e le competenze per fare massa critica ed affrontare uniti le sfide future". Soddisfatto della visita anche il prof. Alain Blanchard, direttore dell’Istituto delle Scienze della Vite e del Vino di Bordeaux, che ha evidenziato: "La Fondazione Edmund Mach è un istituto che ha mostrato di essere all’avanguardia scientifica in Europa, con molteplici e importanti risultati ed interazioni in tutto il mondo; si tratta di rispondere alle necessità principali della viticoltura europea di oggi, includendo anche le questioni ambientali e volto ad assicurare la continuità di un sistema che è oggi reso fragile nei nostri rispettivi territori. Dunque oggi siamo qui per concludere un percorso di collaborazione di ricerca su progetti dalla viticoltura fino all’enologia, includendo anche gli aspetti sociali, ugualmente sottesi alla realtà della viticoltura nei nostri territori". 

Silvia Ceschini 

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