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FIPE

DL LIQUIDITÀ, FIPE - CONFCOMMERCIO: “PURTROPPO ANCORA NON CI SIAMO”

 

“Dalla lettura delle bozze del decreto, purtroppo ancora non ci siamo. Le misure del governo si rivelano utili per una piccola platea di imprenditori, quelli decisi a chiedere prestiti sotto i 25mila euro, ma per tutti gli altri permangono i problemi. Il decreto, infatti, non sembra rilasciare risorse immediate alle imprese italiane. Chi chiederà cifre superiori ai 25mila euro deve fare diversi passaggi e rischia di dover aspettare ancora. Anche se venisse confermata la semplificazione della valutazione del credito da parte del Fondo centrale di garanzia, bisognerà comunque dare il tempo alle banche di svolgere le loro istruttorie. Il che significa ulteriore tempo, visto che anche gli istituti di credito in questo momento hanno problemi di organici. Una situazione che rischia di penalizzare chi ha maggiori problemi di liquidità e un tempo di sopravvivenza residua breve, come l e imprese dei pubblici esercizi che hanno già perso oltre 22 miliardi di euro nel 2020. Il limite dei 25.000 € con garanzia automatica al 100% deve essere aumentato. Oltre al danno, però, ecco la beffa: chi riuscirà ad accedere ai prestiti, rischia di dover utilizzare buona parte del credito per pagare le tasse, la cui scadenza è stata prorogata solo fino a maggio. Stiamo assistendo al fallimento di decine di migliaia di imprese”.

È questo il giudizio che arriva da FIPE - CONFCOMMERCIO, la Federazione Italiana dei Pubblici esercizi, che rappresenta 300mila imprese della ristorazione, dell’intrattenimento, del turismo balneare e del catering.

“Non sottovalutiamo lo sforzo fatto dal governo, ma serve velocità, zero burocrazia e certezza dei tempi – prosegue la Federazione – e soprattutto servono risorse vere, contributi a fondo perduto per compensare anche solo parzialmente la perdita del fatturato. Indebitandosi si sposta il problema, non lo si risolve”.

 

 

Andrea Pascale

CORONAVIRUS, GLI ESERCENTI ESASPERATI: “SERVE LIQUIDITÀ CON UN SOSTENIBILE PIANO DI RIAPERTURA DELLE ATTIVITÀ, O MORIREMO”

Indagine di Fipe sulle imprese del turismo: bar, ristoranti, discoteche, stabilimenti balneari, catering: “Danni incalcolabili, date ai pubblici esercizi il prima possibile la vendita con asporto”

  •        Per il 96% degli imprenditori, le prime misure del Governo sono ancora insufficienti: serve liquidità immediata per coprire i mancati incassi, l’annullamento dei tributi e prestiti a lungo termine, a tasso zero.
  •        La principale preoccupazione in questa fase è avere risorse per il pagamento degli stipendi, dei fornitori, degli affitti e delle imposte, mentre si aggrava rapidamente la situazione finanziaria e, dunque, la sfiducia per il futuro.
  •        Quattro locali su cinque di quelli in affitto, non riescono a pagare regolarmente il canone di locazione, il 23,1% ha chiesto una sospensione o cerca di rinegoziarlo; si chiede con forza una moratoria sugli affitti.
  •        Preoccupa la mancanza di certezze sulle riaperture: per il 42,7% non si potrà tornare al lavoro per altri 2 mesi. Il 31,7% pensa a una riapertura a inizio maggio. E il 30% degli imprenditori già prevede di dover ridurre il proprio personale una volta ripresa l’attività.
  •        Richiesta la possibilità appena possibile di lavorare con l’asporto, rispettando tutti i parametri di sicurezza, come già avviene per gli esercizi di vendita di generi alimentari.

 Roma, 04 aprile 2020Le imprese del turismo stanno morendo giorno dopo giorno: senza un’iniezione immediata di liquidità, un aiuto economico significativo e una prospettiva circa il rientro al lavoro, perderemo una componente fondamentale e qualificante dell’offerta turistica del Paese, nonché della filiera agroalimentare e della nostra tradizione enogastronomica, oltre che della nostra storia. Un’Italia senza i suoi ristoranti e i suoi locali, che costituiscono una rete diffusa, qualificata ed apprezzata, emblema della cucina e dello stile di vita italiano, l’Italia rischia di rimanere senza un’anima, molto più triste e certamente anche meno attrattiva”.

Il Presidente di Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, Lino Enrico Stoppani, riassume così il pensiero di 300mila imprenditori di un settore che dà lavoro a 1 milione e duecentomila persone, che sviluppa un volume d’affari superiore agli 86 miliardi, con un valore aggiunto di 46 miliardi di euro. Una preoccupazione crescente, che corre di pari passo con la destabilizzazione dei bilanci, la crescente incertezza circa i tempi di riapertura dei pubblici esercizi, bar, ristoranti, pubblici esercizi e discoteche, il ritardo nell’emanazione e nell’attivazione di strumenti appropriati alla gravità del momento. 

È evidente – sottolinea Stoppani – che la salute degli italiani e la loro sicurezza debba continuare ad essere la priorità assoluta, ma deve partire un confronto immediato tra Governo e rappresentanti delle categorie imprenditoriali e dei lavoratori per pensare a come e quando ripartire. L’unica strada è quella di una ripresa progressiva delle attività, con tutte le cautele sanitarie che servissero, a cominciare da quelle che offrono un servizio utile per i cittadini, rispettando le misure di distanziamento tra i cittadini e di protezione dei lavoratori. Comprendiamo pienamente la situazione, ma non possiamo restare chiusi ad oltranza o moriremo tutti per crisi economica. Così come accade per tutti gli altri attori della filiera agroalimentare, deve essere garantita almeno la possibilità di vendita con modalità di asporto. Non la somministrazione sul posto m a, assieme al delivery, la vendita take away dei nostri prodotti. È solo un esempio, ma è indispensabile cominciare a ridare speranza, dignità e futuro a migliaia di imprenditori.”

 

 

Andrea Pascale

CORONAVIRUS, FIPE: “PER VELOCIZZARE I BUONI SPESA COVID USATE LA RETE DEGLI EMETTITORI DEI BUONI PASTO”

 

 

Roma, 03 aprile 2020La rete degli emettitori buoni pasto vuole dare il proprio contributo diventando un veicolo per distribuire nel più breve tempo possibile le risorse messe a disposizione dal Governo con l’operazione solidarietà alimentare alle famiglie che ne hanno bisogno. In questa fase, la rapidità di intervento può fare la differenza e dunque è opportuno utilizzare infrastrutture già esistenti e collaudate. In molte città si stanno sperimentando soluzioni che coinvolgono gli emettitori di buoni pasto, ma è necessario rendere questa soluzione strutturale e valida per tutti i Comuni. Si creino dei buoni spesa da distribuire ai Comuni e da spendere negli esercizi convenzionati con commissioni calmierate. Siamo certi che gli emettitori siano pronti a fare la loro parte contribuendo al valore acquistato e mettendo la loro rete a disposizione de ll’emergenza”.

È questa la proposta lanciata da Roberto Calugi, Direttore generale di Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi.

Un’ipotesi che trova già il favore degli emettitori aderenti ad Anseb, fra cui il leader di mercato Edenred e anche dello storico emettitore italiano Pellegrini.

 

 

Andrea Pascale, 393 8138965, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

LA VOCE DEI BAR PER ANDARE AVANTI

 

 

LE VIDEO TESTIMONIANZE DEI PROTAGONISTI NELL’OMAGGIO AI LUOGHI DEL CAFFÈ ESPRESSO


In questo momento difficile il Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale fa una dedica ai locali dove nasce e vive il rito sociale più amato dagli Italiani

 

Sono giorni particolari quelli che stiamo vivendo tutti noi, nessuno escluso. Questa emergenza ha colpito duramente le nostre abitudini e, in particolare, la nostra socialità. E quando si parla di socialità la mente va subito al rito del caffè espresso, simbolo della nostra cultura, e a tutti i bar, i luoghi grazie ai quali questo rito è diventato parte integrante della nostra vita creando una vera e propria comunità. Proprio ai bar e a tutti i baristi, simbolo dell’Italia che resiste e che con grande senso di responsabilità ha sospeso le proprie attività, va l’omaggio del Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano, protagonista nel portare avanti la Candidatura Unesco del nostro beneamato Caffè, che in questo momento di indispensabile restrizione dei rapporti sociali, è maggiormente apprezzato come valore di ritualità, spiritu alità, socialità, nella Nostra Comunità non solo nazionale.

Da nord a sud della nostra Penisola, i caffè storici e i bar, con i loro rumori, le loro voci e profumi, sono la dimostrazione del profondo e intimo radicamento che il caffè espresso ha nella società e nella cultura italiana - dichiara Giorgio Caballini di Sassoferrato, Presidente del Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale - Parliamo di un rito fatto di momenti di condivisione che abbiamo solo interrotto fin quando sarà necessario e che torneremo a vivere non appena questa situazione sarà solo un brutto ricordo. Il bar, con tutti i suoi protagonisti, ricopre un ruolo fondamentale nella creazione dei rapporti sociali e così sarà anche in futuro. Ecco perché abbiamo deciso di rendergli omaggio attraverso queste video testimonianze che, seppur in maniera virtuale, ci ricordano la magia del rito del caffè espresso italiano tradizionale&rdquo ;.

Massimo Cerulo, Professore di Sociologia all’Università di Perugia, fa una ulteriore riflessione sul ruolo sociale di questi locali: “I bar e il rito del caffè espresso che al loro interno si consuma hanno un ruolo fondamentale, mettono in relazione due o più persone, anche di ruoli, classi, ceti e provenienze molto differenti tra loro favorendo la pratica dei comportamenti sociali e della generosità, tant’è che uno dei gesti quotidiani più diffusi è infatti quello di offrire un caffè a qualcuno. Inoltre il caffè è uno straordinario alleato per abbattere le barriere e vincere gli imbarazzi: si pensi agli Italiani all'estero che finiscono per conoscersi e “riconoscersi” proprio in ragione della loro ricerca di locali dove gustare un espresso italiano tradizionale, a regola d'arte”.

Per tutto questo è evidente come proprio i bar siano importantissimi per lo sviluppo della nostra struttura sociale. Questo video è una dedica a loro, per ricordarci quanto hanno riempito le vite di tutti, tra un espresso e l’altro.

 

Il video è disponibile a questo link: 

https://we.tl/t-Xy1OIEnBeu

Per ulteriori informazioni www.espressoitalianotradizionale.it

 
Andrea Pascale, 393 8138965 – 

CORONAVIRUS, FIPE: “IL FOOD DELIVERY È ANCORA CONSENTITO. UN SERVIZIO IN PIÙ PER CHI RESTA IN CASA”

Roma, 23 marzo 2020 - “Il decreto firmato ieri pomeriggio dal Presidente del Consiglio conferma le nostre previsioni: il servizio di consegna a domicilio dei pasti provenienti dai ristoranti è consentito e prosegue regolarmente. Un aiuto per milioni di persone costrette in casa, in particolare per i più anziani che possono continuare a farsi consegnare cibi preparati nei loro ristoranti di fiducia”. 

 

Così Fipe, Federazione italiana dei Pubblici esercizi, in merito alle ultime misure prese dal governo per contenere il Covid – 19.

“Come abbiamo sottolineato sin dal primo giorno – prosegue Fipe – è tuttavia indispensabile che questo servizio venga svolto nel pieno rispetto delle disposizioni di sicurezza sia per i lavoratori coinvolti che per i consumatori”.

 

Ufficio Stampa FIPE

 

Andrea Pascale, 393 8138965, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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