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FIPE

SUPER GREEN PASS. FIPE-CONFCOMMERCIO: “FONDAMENTALE SCONGIURARE LA CHIUSURA. DICEMBRE VALE 7,2 MILIARDI DI EURO”

 

Roma, 24 novembre 2021Rafforzare le misure di contenimento del contagio è fondamentale sia per salvare quante più vite umane possibile, sia per scongiurare le ipotesi di nuove chiusure, in particolare in un periodo delicato come dicembre. Prima della pandemia, infatti, questo mese da solo valeva circa 9 miliardi di euro per il settore della ristorazione, mentre quest’anno la previsione è di 7,2 miliardi. Si tratta del 10% del fatturato dell’intero anno e del 22% in più rispetto alla media mensile: troppo per un comparto che sta cercando di ripartire e che non può permettersi ulteriori chiusure né ulteriori incertezze. Consentire alle imprese di lavorare significa non solo garantire l’occupazione a 900 mila addetti tra dipendenti e indipendenti ma anche assicurare uno sbocco commerciale che vale 2 miliardi di euro ad una lunga filiera fatta di agricoltori, allevatori, vignaioli, imbottigliatori, pescatori e produttori artigianali e industriali di ogni genere”.

Così Fipe Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, in merito all’istituzione di un Green pass rafforzato per il periodo natalizio.

 

Tommaso Tafi

“BEVI RESPONSABILMENTE”, IL PROGETTO DI ANM E FIPE-CONFCOMMERCIO DEBUTTA A MILANO

 

“Cultura della legalità e buone pratiche che nascono dai locali e fanno bene a tutti” . Prende il via da Milano, città simbolo delle attività di intrattenimento e dei locali serali, il progetto dedicato alla cultura del divertimento responsabile, promosso dalla Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi e sottoscritto dall’Associazione Nazionale Magistrati. Il progetto “Bevi Responsabilmente” è stato presentato questa mattina a Palazzo Bovara da Lino Enrico Stoppani, Presidente Fipe-Confcommercio, insieme ai sostituti procuratori della Repubblica di Lodi e Bergamo, Sara Zinone ed Emma Vittorio, alla presenza del Prefetto, Renato Saccone, del Questore, Giuseppe Petronzi, di Marco Granelli, assessore alla Sicurezza del Comune di Milano e di Micaela Pallini, presidente di Federvini.

Un parterre istituzionale che non è certo casuale: punto di partenza dell’iniziativa è infatti l’alleanza tra associazioni, istituzioni ed imprese per promuovere consapevolezza e buone pratiche sul territorio, rivolgendosi ai clienti (in particolare ai più giovani), ai gestori dei locali e ai futuri dipendenti delle attività di somministrazione attraverso attività di formazione e informazione.

Secondo l’ultimo rapporto condotto dall’Osservatorio su Giovani e Alcol a Milano, i ragazzi tra i 20 e i 29 anni sono la fascia principale degli avventori nei locali notturni, con una capacità di spesa media tra i 10 e 20 euro a serata per l’acquisto di cocktail o super alcolici. Le regole non bastano per ottenere i comportamenti corretti: il 30% di questo campione ritiene inutili e aggirabili le ordinanze proibizioniste, solo il 30% le ritiene giuste ed efficaci.

Formazione e informazione – ha sottolineato il Presidente di FIPE Confcommercio Lino Stoppani – sono i binari su cui si deve muovere una cultura del divertimento sano che fa bene a tutti: bere responsabilmente non è semplicemente uno slogan o una trita raccomandazione, è invece un messaggio di senso per i giovani consumatori, un tema di valore aggiunto per i gestori dei locali e un modo per contrastare abusivismo e pratiche scorrette. Promuovere azioni coordinate che remino nella direzione della responsabilità, della legalità e della consapevolezza contribuisce a rafforzare chi lavora nelle regole e il lavoro delle istituzioni che le devono fare rispettare.”

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Andrea Pascale

FIPE:STOP ALL’IMU 2021 E MENO VINCOLI SULLE ASSUNZIONI

 

 

COSÌ I PUBBLICI ESERCIZI MONTANI SI PREPARANO ALLA NUOVA STAGIONE

 

Esentare i Pubblici esercizi che operano in montagna dal pagamento della seconda rata dell’Imu 2021. Prorogare a fine anno il credito d’imposta sulle locazioni, ma soprattutto rivedere il Decreto flussi e rafforzare i corridoituristici per fare in modo di accogliere sia la forza lavoro provenienti da paesi extra Ue, sia gli sciatori in arrivo dalla Federazione Russa, entrambi essenziali per le sorti della stagione invernale ormai alle porte.

Dopo un inverno e mezzo di effettivo lockdown, il mondo dei pubblici esercizi montani sogna la piena ripresa. L’imperativo è porre le basi per una ripartenza in sicurezza del comparto ed è su questo che si è concentrato Marco Fontanari, presidente dei ristoratori di Fipe-Confcommercio Trentino e consigliere di Fipe nazionale, intervenuto oggi pomeriggio in audizione di fronte alla Commissione Attività produttive della Camera.

“Il 2021 ha posto l’intero settore dei Pubblici esercizi di fronte a una vera e propria emergenza, quella di reperire personale – ha sottolineato Fontanari –. A maggior ragione per le attività a forte connotazione stagionale, come quelle montante. Ecco perché sono necessarie tre cose: l’approvazione immediata di un Decreto flussi che ci consenta di avviare le procedure per l’assunzione di lavoratori stagionali, la proroga almeno a marzo 2022 dei permessi di soggiorno per i lavoratori stagionali extracomunitari presenti attualmente in Italia e il riconoscimento delle vaccinazioni Sputnik, Sinovac e Sinopharm per l’ottenimento del Green pass. Quest’ultimo adempimento risulta indispensabile sia per consentire l’ingresso di nuova forza lavoro, sia per l’accesso dei turisti dalla Russia e non soltanto. Tutto questo nella consapevolezza che i rifugi e i punti di ristoro di alta montagna svolgono la funzione di presidio di sicurezza imprescindibile anche in cas di maltempo”.

Richieste puntuali che si aggiungono a quelle avanzate tradizionalmente dal comparto dei Pubblici esercizi, in quanto componente fondamentale del turismo, con la spesa turistica per i servizi della sola ristorazione che in pre pandemia valeva 18,5 miliardi di euro, di cui 8,4 miliardi dai visitatori stranieri. Prima tra tutte l’estensione del superbonus “turistico” anche alle attività di ristorazione e non solo a quelle di accoglienza: un credito di imposta dell’80% indispensabile per chi vuole investire nell’efficientamento energetico del proprio locale o nell’eliminazione delle barriere architettoniche.

 

Tommaso Tafi 

AGENZIA ICE E FIPE INSIEME PER LA VALORIZZAZIONE DELLA RISTORAZIONE ITALIANA ALL’ESTERO

 

Testimonial del progetto 5 tra i migliori chef italiani, protagonisti di eventi e manifestazioni in USA, Russia, Inghilterra, Francia e Germania

 

I ristoranti italiani, ambasciatori del nostro stile di vita nel mondo, sono senza alcun dubbio uno straordinario veicolo di conoscenza e promozione delle nostre eccellenze, un valore aggiunto per due filiere fondamentali per l’economia italiana, quella turistica e quella agroalimentare. Non è un caso, infatti, che nella classifica delle cose che i turisti apprezzano di più del nostro paese al primo posto c’è proprio la ristorazione, con un indice di gradimento superiore perfino a quello registrato nei confronti del nostro patrimonio artistico. È per questo motivo che, l’ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, l’organismo attraverso cui il Governo favorisce il consolidamento e lo sviluppo economico-commerciale delle nostre imprese sui mercati esteri, e la Fipe-Confcommercio, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, hanno deciso di collaborare per valorizzare al meglio la ristorazione italiana e il suo ruolo promozionale all’estero.

L’iniziativa, presentata a Milano in occasione della fiera di settore Host, ha come obiettivo principale quello di raccontare l’abilità con cui gli Chef trasformano prodotti di eccellenza, espressione del territorio e delle tradizioni regionali, nei piatti che diventano una vera e propria esperienza dell’agroalimentare made in Italy sia in Italia che all’estero. Cinque di loro, scelti anche grazie alla collaborazione con Le Soste, l’associazione che riunisce i migliori ristoranti di cucina italiana nel nostro paese e in Europa, sono i testimonial del progetto. Massimiliano Alajmo, Silvia Baracchi, Herbert Hintner, Claudio Sadler e Giuseppe Santoro saranno protagonisti di attività promozionali in Francia, Stati Uniti, Germania, Russia e Inghilterra, partecipando a eventi e fiere di settore e girando delle pillole video che verranno promosse durante la settimana della cucina italiana nel mondo. Tutto questo per mostrare al pubblico come, frequentando i ristoranti certificati, sia possibile vivere una esperienza gastronomica 100% italiana anche all’estero.

Un marchio, quello del made in Italy, che è garanzia di qualità e che quindi fa gola a molti, tanto da generare spesso maldestri tentativi di imitazione. Un percorso di valorizzazione è, dunque, quanto mai opportuno, soprattutto se consideriamo i rischi generati dall’italian sounding, da un lato per i locali certificati, la cui reputazione è messa in pericolo da imprenditori che poco hanno a che fare con la professionalità e la competenza che ci contraddistinguono, dall’altro per tutti i nostri prodotti di eccellenza, che trovano una vetrina fondamentale nei pubblici esercizi e che come noto subiscono contraffazioni di ogni sorta. A conferma di questo i dati. Ben il 94% dei ristoratori certificati italiani all’estero si è trovato davanti a prodotti contraffatti, il 60% ha rilevato falsi ristoranti italiani, mentre l’89% ha notato ricette non congrue ma spacciate per originali. Il 43%, seppur senza certezze, ha avuto seri dubbi sull’origine dei prodotti utilizzati. Trend evidentemente opposto se consideriamo ciò che fanno i ristoratori italiani certificati in prima persona. La totalità, il 99%, controlla sempre l’origine dei prodotti utilizzati, e il 62% contatta direttamente il produttore. 

“La ristorazione italiana è da sempre un fiore all’occhiello dell’offerta agroalimentare del nostro paese, anche all’estero. - dichiara Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe-Confcommercio - Il suo ruolo di vetrina è assolutamente essenziale per la promozione del nostro stile di vita e dei prodotti di eccellenza che rendono possibile la realizzazione dei piatti che il mondo ci invidia. Il progetto messo in piedi con ICE vuole valorizzare tutto questo, attraverso una serie di iniziative in Italia e all’estero che vedranno protagonisti alcuni tra i migliori chef. Tutelare il Made in Italy e promuovere il comparto della ristorazione, quale componente essenziale per il rilancio del settore del turismo, è necessario, soprattutto in un momento particolare come quello che stiamo vivendo, nel pieno di una difficile ripresa dopo la crisi generata dalla pandemia”.

“Agenzia ICE è da sempre impegnata nel sostegno di progetti promozionali per il settore agroalimentare Made in Italy di cui la ristorazione italiana, nel nostro Paese e nel mondo, rappresenta uno straordinario veicolo di conoscenza e diffusione – afferma Roberto Luongo, Direttore Generale di Agenzia ICE -. L’obiettivo di questo progetto è di sensibilizzare i clienti esteri sulla salubrità e genuinità dei prodotti agroalimentari del Made in Italy che potranno gustare presso l’autentica ristorazione italiana e le grandi catene di distribuzione organizzate estere con le quali abbiamo raggiunto numerosi accordi negli ultimi mesi al fine di rafforzare la presenza di prodotti Italiani già in assortimento e introdurre nuove aziende fornitrici. Questa iniziativa, e molte altre che abbiamo in programma nei prossimi mesi, rientrano nell’ambito del nostro sforzo a sostegno dell’export agroalimentare Italiano che, nonostante la crisi pandemica, ha fatto registrare una crescita del 10,42% nel primo semestre del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020.”

I ristoranti all’estero

La rete dei ristoranti italiani nel mondo conta 2.218 locali certificati in 60 Paesi esteri, in 451 diverse città, per un totale di 250.875 coperti per pasto. Per quanto riguarda la ripartizione continentale vediamo circa il 33% concentrato nei paesi UE, il 23,3% tra Asia e Oceania, quasi il 30% in America del Nord, circa il 13% in America latina e il restante 10% tra Africa, Medio Oriente e Europa non UE. Interessante notare che questi locali riescono a coprire l’offerta gastronomica regionale nella sua interezza e che nel 77% non si limitano a offrire un servizio di ristorazione ma anche di vendita di prodotti tipici. Tanti i ristoratori che cercano di tenersi aggiornati: quasi tutti, il 92%, tornano in Italia almeno una volta all’anno, e molti di loro ne approfittano per visitare i locali e i produttori italiani, rispettivamente nel 75% e nel 68% dei casi.

 

Andrea Pascale

GREEN PASS, FIPE-CONFCOMMERCIO: “NELLA RISTORAZIONE NON VACCINATI SOTTO IL 10%. C’È TANTA VOGLIA DI LAVORARE”

 

Sono 35, massimo 40mila i lavoratori dei pubblici esercizi che ancora non si sono sottoposti a vaccinazione. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, insomma, meno del 10% di chi lavora in bar e ristoranti sarebbe al momento senza green pass. Una percentuale quasi dimezzata rispetto alla media nazionale che si registra negli altri comparti.

“Lo shock del primo e del secondo lockdown, che hanno visto decine di migliaia di dipendenti di bar e ristoranti restare senza lavoro per mesi, ha scatenato una reazione forte di auto protezione – spiega Roberto Calugi, Direttore generale di Fipe-Confcommercio -. Il risultato è che la stragrande maggioranza dei nostri collaboratori è corsa a vaccinarsi appena possibile. Il desiderio di lavorare senza rischi e con continuità si è rivelato più forte di qualsiasi altra considerazione”.

“Rimane – aggiunge Calugi – la preoccupazione per i dipendenti non vaccinati che per accedere ai luoghi di lavoro dovranno effettuare ripetutamente il tampone. Dopo i chiari di luna del primo lockdown e i lunghi mesi di misure restrittive, abbiamo bisogno di ogni singolo lavoratore per poter offrire ai nostri clienti un servizio all’altezza e questa nuova complicazione, pur necessaria, non aiuta”.

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Tommaso Tafi

 

 

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