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Unione Italiana Vini

VINO (OSSERVATORIO UIV-VINITALY): SEMESTRE NERO NELLA GDO DEI TOP 3 MERCATI MONDIALI

 

ETICHETTE ITALIANE GIÙ DELL’11%. VOLUMI IN CALO DI TUTTE LE PRINCIPALI DENOMINAZIONI

CASTELLETTI (UIV): DELTA RILEVANTE TRA DATI EXPORT E CONSUMI REALI. SI SPERA NELLA RISTORAZIONE MA INFLAZIONE COMPLICHERÀ IL QUADRO

 

Primo semestre complicato per le vendite di vino italiano presso la distribuzione organizzata e i liquor store dei 3 principali mercati mondiali della domanda. Secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly, che ha elaborato su base Nielsen le performance del vino tricolore tra gli scaffali di Usa, Germania e Regno Unito registra un calo dei volumi in doppia cifra (-10,6%) sul pari periodo dello scorso anno, per un controvalore di 2,26 mld di euro (-8,1%). La contrazione riguarda tutte le principali denominazioni del Belpaese: negli Usa il Pinot grigio– che rappresenta quasi la metà delle vendite di vini fermi – cede in volume quasi il 3% e viene superato a valore dai concorrenti neozelandesi del Sauvignon blanc; in difficoltà anche altri alfieri storici del made in Italy nel mercato a stelle e strisce, come il Lambrusco e il Chianti, che vendono rispettivamente il 16% e l’11% in meno delle bottiglie commercializzate nel pari periodo 2021. E se negli Usa il Prosecco è stabile e si appresta ad agganciare per volume gli spumanti californiani, nell’off trade del Regno Unito è segnalato in forte calo (-18%), come pure tutte le principali produzioni: dal Pinot grigio (-9%) al Sangiovese (-22%), dal Primitivo (-18%) al Montepulciano (-15%). In controtendenza sono i rosati, che accelerano a +12%. In Germania il Primitivo, re delle vendite tricolori, cede oltre il 9% dei volumi acquistati, mentre fanno ancora peggio il Pinot grigio (-18%), il Nero d’’Avola (-24%) e il Chianti (-19%). In controtendenza invece il Grillo (+6,5%) e i rosè (+9%).

 

Per il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti: “C’è un delta rilevante tra i dati export registrati in questo avvio di anno e gli effettivi consumi riscontrati nella distribuzione organizzata che – è bene ricordarlo – nei top 3 mercati incide in media per circa il 70% delle vendite complessive di vino importato. Il timore è che la contrazione dei consumi determini un rallentamento degli ordini nei prossimi mesi, ancor più quando il peso dell’inflazione si farà sentire più nettamente anche sugli scaffali esteri, mentre si spera che il canale della ristorazione, in netta risalita, possa attenuare il più possibile l’effetto di una congiuntura che non aiuta”.

Il semestre del vino italiano chiude con una performance sui volumi acquistati nell’off-trade di Usa, Germania e Uk rispettivamente a -7,5%, del -10,5% e del -14%

 

Per approfondimenti e tabelle sui singoli mercati si rimanda a questo link, alla voce “Report disponibili”: https://www.osservatoriodelvino.it/report

  

Marta De Carli (393.4554270 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

VINO (UIV): CANNABIS COME IL VINO? NOI DI STUPEFACENTE ABBIAMO SOLO LA QUALITÀ

 

“Lungi da noi entrare nella discussione politica o richiamare effetti sulla salute relativi all’uso delle droghe leggere, ma accostare il vino alla cannabis ci sembra un messaggio fuorviante. Dentro a un bicchiere di vino l’unica cosa stupefacente è il valore di un prodotto e di una manifattura italiana che dà lavoro a 1,2 milioni di persone, un simbolo made in Italy del saper fare cultura e qualità in tutto il mondo, con una bilancia commerciale attiva per 6,7 miliardi di euro l’anno”. Così Unione italiana vini (Uiv) in seguito alle dichiarazioni del consigliere comunale con delega alle Politiche giovanili del Comune di Bologna, Mattia Santori, che ieri ha affermato come consumare marijuana sia “come bere un bicchiere di vino buono”.

 

 

Ufficio stampa Unione Italiana Vini: Ispropress

Simone Velasco (327.9131676 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.),

AUMENTANO I CONSUMATORI ITALIANI (30 MLN) MA SI BEVE MENO. I NUOVI DATI ISTAT

 

UMBRIA, MARCHE, VENETO ED EMILIA-ROMAGNA IN TESTA PER QUOTA CONSUMATORI

FRESCOBALDI: VINO IN ITALIA STATUS CULTURALE, SBAGLIATO ACCOMUNARLO AD ALTRI ALCOLICI

 

Si beve meno in quantità ma aumenta la platea degli italiani che consumano vino, con quasi 30 milioni di consumatori che rappresentano il 55% della popolazione adulta italiana, il 66% tra i maschi e il 44% tra le femmine. Lo rileva l’Osservatorio dell’Unione italiana vini (Uiv), che ha elaborato gli ultimi, inediti, dati Istat sui consumi di alcolici nel Belpaese nel 2021.

Secondo l’analisi Uiv, negli ultimi 10 anni la numerosità dei consumatori (oltre 29 milioni) è leggermente cresciuta (+2,3%, +9% per le femmine), mentre i maggiori cambiamenti si registrano nelle abitudini dei cluster demografici che li compongono. A sorpresa, rispetto al 2011, perdono poco in numerosità i giovani compresi tra i 18 e i 34 anni (-2,9%, ma in lieve crescita negli ultimi 5 anni), mentre la contrazione più rilevante riguarda la fascia 35-44 anni (-23%). A incrementare sono le fasce di età più mature: +11,4% dai 55 ai 64 anni e +19,3% dai 65 anni in su. In diminuzione, inoltre, il dato sui consumatori quotidiani che nel decennio passano da 14,9 milioni a 12,4 milioni (-16,8%) con un crollo del 31,3% per chi beve più di mezzo litro al giorno.

“Rispetto a trent’anni fa – ha detto il presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi –, quando il vino era una sorta di companatico, si è evoluto moltissimo il rapporto con i consumatori. Oggi in Italia il vino, che definire moda risulta riduttivo, è uno status culturale; conoscerlo vuol dire essere una persona interessata, culturalmente preparata e curiosa. Perché ad attrarre non è solo il prodotto ma anche ciò che ci sta dietro: il territorio, le storie, il contesto sociale; un approccio moderato che non ha nulla a che fare con lo sballo. Per questo riteniamo sbagliato che la Commissione europea nei suoi programmi di prevenzione accomuni il vino con altre bevande utilizzate per i consumi compulsivi”.

Tra le regioni, è l’Umbria che vanta la maggiore quota di consumatori rispetto alla popolazione (62%), seguita dalle Marche (60%) e – a pari merito con il 59% - Veneto, Emilia-Romagna e Valle d’Aosta. A seguire, le 2 regioni rossiste per eccellenza – Toscana e Piemonte – con il 58%, mentre in coda ci sono le Isole: Sardegna (48%) e Sicilia (45%). Con quasi 1/5 degli user, la Lombardia è in testa alla ripartizione dei consumatori per regione, seguita dal Lazio (10%) e dal Veneto (9%). Tra i giovani (18-34 anni), rileva infine l’Osservatorio Uiv, sono in calo (-10%) i consumatori quotidiani.

Il vino italiano genera un fatturato di 14,5 miliardi di euro l’anno, con il solo l’export che vale 7,1 miliardi (+12,4% la crescita nel 2021) e una bilancia commerciale attiva per circa 6,7 miliardi di euro.

Il prossimo numero del Corriere Vinicolo dedicherà un’analisi più approfondita dell’Osservatorio sui nuovi consumi degli italiani.

 

Martina Terrazzano

VINO: FOCUS SU ROBOTICA E GREEN A ENOVITIS IN CAMPO, DAL 23 AL 24 GIUGNO A CA’ BOLANI (UD)

 

VOLA L’EXPORT MADE IN ITALY DI TRATTORI MACCHINE PER LA VITICULTURA. FRANCIA, GERMANIA E SPAGNA GLI SBOCCHI PRINCIPALI

 

Sarà una fiera tra i filari tutta dedicata al vigneto e a un mercato – quello delle macchine italiane per l’agricoltura e la viticoltura – da quasi 1 miliardo di euro di export, grazie a un livello di automazione in continuo progresso. Quest’anno Enovitis in campo si prepara a ospitare 160 espositori in rappresentanza di tutte le principali voci merceologiche relative alla coltivazione del vigneto e si terrà il 23 e 24 giugno presso la Tenuta Ca’ Bolani a Cervignano del Friuli.

In tale contesto avrà particolare rilevanza l’ambito green – con la novità del vigneto biologico dimostrativo in collaborazione con FederBio Servizi – e il focus dedicato all’innovazione e alla robotica per una coltivazione della vite sempre più precisa e meno impattante.

“La leadership italiana nel campo dell’enologia e della viticoltura si riflette anche nei suoi macchinari – ha detto il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti –. Un comparto che negli ultimi 2 anni ha visto crescere di circa 1/3 il proprio mercato export, grazie anche a una fortissima accelerazione nell’ultimo anno (+25%). A Enovitis in campo, tutte le novità di un settore in salute che conta su uno sviluppo della ricerca tecnologica tra i più importanti al mondo”.

Irroratrici nebulizzatrici, motozappatrici, cimatrici ma soprattutto trattori di piccole dimensioni e bassa potenza made in Italy (dove il fatturato del comparto della viticoltura incide per circa il 40%-50% del totale), hanno registrato lo scorso anno un autentico boom commerciale all’estero, a partire dai mercati Ue che rappresentano oltre il 70% delle vendite oltreconfine. 

 

La Francia, con una crescita tendenziale di ordini nel 2021 di oltre il 36% e un controvalore di 144 milioni di euro, si conferma il primo mercato al mondo della domanda di trattori italiani con potenza da 37Kw a 75 Kw, seguita dalla Germania (+24%), dalla Spagna (+55%) e dall’Austria (+49%). Tra gli incrementi top, la Slovenia (+111%) raddoppia i propri ordini mentre nell’extra-Ue si conferma la crescita del mercato in Sud Africa (+46%), in Cile (+84%) e in Israele (+63%). Stabile il trend della domanda statunitense.  A Ca’ Bolani spazio anche alla robotica applicata alla viticoltura con l’area tematica “Robot&Automazione”. Il progresso tecnologico ha permesso di sviluppare macchine e attrezzature in grado non solo di svolgere più operazioni contemporaneamente e di trasmettere i dati ottenuti, ma anche di relazionarsi con il vigneto in modo autonomo. Robot, dunque, che portano a termine i propri compiti senza richiedere supporto umano. Diversi gli scopi dei macchinari che verranno presentati a Enovitis, dalla cura della chioma a quella del terreno, passando per i trattamenti antiparassitari effettuati con atomizzatori ad alimentazione elettrica per arrivare alle innovative tecnologie a raggi ultravioletti germicidi.  La Tenuta Ca’ Bolani, appartenente al Gruppo Zonin1821, rappresenta la più importante estensione a vigna del Nord Italia con una superficie totale di 890 ettari, di cui circa 570 vitati. Il luogo ideale per accogliere la Fiera ed esempio di una straordinaria biodiversità del paesaggio, dove le viti e la natura prosperano in perfetta sintonia. Entrare a Ca’ Bolani è come attraversare un parco di vigne costituito da uno straordinario mosaico di oltre 10 varietà di vitigni sia autoctoni che internazionali.

 

Martina Terrazzano 

CANCER PLAN (UIV): VINO NON È DI DESTRA NÉ DI SINISTRA, AUSPICHIAMO VOTO CORALE SU EMENDAMENTI

(Roma, 14 febbraio 2022). Il vino non è né di destra né di sinistra e non può essere utilizzato quale elemento divisivo tra opposti raggruppamenti politici. È il punto di vista di Unione italiana vini (Uiv) in merito alla discussione sul voto al Cancer plan, in programma da domani a Strasburgo. La partita in gioco per il vino italiano in questi giorni è decisiva per il futuro del comparto, per questo Uiv auspica il voto favorevole agli emendamenti presentati a tutela dell’identità, della cultura e del valore socioeconomico di uno degli asset più riconosciuti del made in Italy nel mondo. Uiv ritiene inoltre superficiale affermare come il rapporto alla firma dell’Europarlamento non abbia alcun valore giuridico. Il voto politico infatti andrà a impattare in maniera decisiva sui lavori della Commissione europea che ha già una roadmap chiara e precisa delle prossime iniziative legislative che influiranno sul vino, come ad esempio la riforma della politica di promozione e la proposta su etichettatura health warning. Prova ne è la pubblicazione, lo scorso dicembre, del bando sulla promozione orizzontale (176mln di euro) che penalizza carni rosse, salumi e vino facendo riferimento a un Cancer plan non ancora approvato.

Uiv apprezza invece la posizione espressa oggi dal ministro alle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, che riconosce come “la moderazione dei consumi” sia un valore assoluto ed elemento centrale nella salute del singolo soggetto.

Secondo Uiv, senza gli emendamenti al testo il vino subirebbe nel medio-lungo termine un effetto tsunami solo in parte calcolabile. La contrazione dei consumi stimata è attorno al 25/30% ma ancora maggiore sarebbe quella del fatturato del settore, che calerebbe del 35% per un equivalente di quasi 5 miliardi di euro l’anno.

 

Unione Italiana Vini
Martina Terrazzano

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