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Itinerari enogastronomici

GARDA TRENTINO LA NATURA IN TAVOLA 

 

Un territorio eclettico che comprende lago, montagna ed entroterra da cui nasce una grande varietà di prodotti locali unici e di altissima qualità: il Garda Trentino propone una ricca offerta enogastronomica, che unisce tradizioni storiche e creatività; una cucina sana e genuina che valorizza i doni della terra e rispetta i ritmi della natura; tanti prodotti e ricette da gustare sorseggiando il vino delle cantine del luogo o una dissetante birra artigianale rigorosamente locali. 

 

DOP, DE.CO., PRESIDI SLOW FOOD: LA QUALITÀ DEI SAPORI DEL GARDA TRENTINO

Il clima mite che contraddistingue il Garda Trentino favorisce la produzione di specialità enogastronomiche eccezionali, tanto che molte di queste hanno ottenuto il riconoscimento di DOP, De.Co., o di Presidio Slow Food: l’olio extra vergine di oliva del Garda Trentino DOP, la Carne Salada De.Co., il pesce di lago e di allevamento, tra cui trote e salmerini IGP; le Susine DOP di Dro; la Patata del Lomaso; il Broccolo di Torbole e le noci del Bleggio, entrambi presidio Slow Food. E questi sono solo degli assaggi! Perché a questo panorama si aggiungono altri prodotti di pregiata qualità: le patate, come quelle del Lomaso e le tante varietà di ortaggi, molti dei quali coltivati secondo rigorosi criteri bio; mele, pere, fichi, frutti di bosco, kiwi, uva da tavola e tanti altri frutti, freschi o lavorati per preparare marmellate, succhi, sciroppi, salse e persino grappe; i marroni, come quelli di Drena; i saporiti formaggi stagionati e freschi della Valle di Ledro; l’aceto balsamico trentino, realizzato dalla cottura del mosto delle uve locali. Il Garda Trentino offre anche tanti vini, tra cui il Nosiola, simbolo d’eccellenza della Valle dei Laghi dalla cui uva si ricava il Vino Santo Trentino DOC e presidio Slow Food, e gli spumanti di montagna come il Trentodoc, eccellenza del metodo classico trentino; fino alle birre artigianali e alle numerose grappe e liquori aromatici.

 

E non è finita qui: il clima è favorevole anche per il tartufo nero, sul Monte Baldo, località in cui, insieme alla Valle di Ledro, cresce anche lo zafferano; per le erbe aromatiche, come menta, melissa, calendula, fiordaliso, lavanda e malva, utili non solo in cucina, ma anche in fitoterapia e nella cosmesi; per l’apicoltura, con la produzione di miele di varie tipologie, tra cui millefiori, acacia e castagno.

 

VIAGGIO NEL GUSTO, TRA LAGHI, MONTAGNE E TRADIZIONI CONTADINE

 

LAGO DI GARDA e dintorni: quando la montagna incontra il lago

La cucina dell’alto Lago di Garda rappresenta il punto d’incontro tra lago e montagna ed offre una miriade di prelibatezze che risveglieranno i sensi di ogni ospite. Le temperature miti e gli influssi del lago permettono la coltivazione di specialità tipicamente mediterranee, come l’olio di oliva. Il Garda Trentino è infatti la zona più a nord nel mondo per la produzione tradizionale di olio extra vergine di oliva: oro verde di qualità superiore, premiato con prestigiosi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. L’olio DOP del Garda Trentino è uno dei pochi oli d’oliva italiani a soddisfare i rigidi criteri di qualità DOP – riconoscimento avvenuto nel 1998 - e racchiude in ogni bottiglia l’orgoglio e la storia di un’intera regione.  Anche il broccolo trova terreno fertile nella zona vicino al lago: mai si immaginerebbe di trovare questa pianta mediterranea in Trentino, eppure grazie agli influssi del lago e del Peler, un vento che soffia da nord-est che porta un leggero incremento della temperatura, il Broccolo di Torbole riesce a prosperare, tanto da essere anche presidio Slow Food. Ricco di vitamina C, provitamina A, preziosi minerali e proprietà antitumorali, il Broccolo di Torbole ha una consistenza morbida e un sapore dolce e delicato che lo rendono un ingrediente estremamente versatile, ottimo per accompagnare pietanze come la carne salada, ma anche per insaporire piatti di pasta, zuppe e insalate

 

Il Lago di Garda ed il fiume Sarca sono inoltre zone altamente pescose ed ospitano molte specie di pesci, tra cui trote, coregoni, alborelle, agoni, lucci, tinche e persici. Una menzione particolare meritano: la trota del Garda che, come suggerisce il nome, vive solo nelle acque di questo lago, e il carpione, una pregiata specie endemica di salmonide considerata perduta fino a pochi anni fa ma che oggi sta tornando a ripopolare il suo habitat naturale, anche grazie al divieto di pesca in vigore. Entrambi hanno ottenuto la certificazione IGP. 

 

Ed ecco che dai sapori delicati del lago si arriva poi a quelli decisi della terra: un classico della tradizione altogardesana è la carne salada, un piatto antico preparato con i tagli magri della carne di manzo di prima scelta, che vengono salati e insaporiti con spezie e poi conservati in un luogo buio e fresco ad una temperatura non superiore agli 8°, per circa 15 – 25 giorni. Questa specialità, originaria della zona di Riva del Garda, Varone, Cologna e Tenno, oggi figura nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e nel 2015 ha ottenuto anche la certificazione De.Co. a conferma del suo legame con il territorio. Ottima cruda, tagliata fine e guarnita con olio EVO e scaglie di Trentingrana, ma anche cotta alla piastra come piatto principale. Un altro piatto tipico, perfetto per accompagnare secondi di carne, è la peverà, una specialità fatta con pane raffermo, acqua, pepe e brodo che si prepara in tutto il Garda Trentino

 

Salendo ancora più a nord si giunge a Dro e Drena, due piccole località tutte da scoprire: qui è possibile assaggiare le note susine di Dro DOP, una coltivazione autoctona di lunghissima tradizione e i marroni di Drena, provenienti dai castagneti millenari che si trovano vicino al castello. Le castagne si trovano in abbondanza in tutto il territorio: oltre ai marroni di Drena, sono noti anche quelli di Pranzo, Nago e Campi; questi ultimi vantano la denominazione De.Co.

 

Valle di Ledro, influssi mitteleuropei

Nella Valle di Ledro la cucina sa di tradizione trentina, di prodotti di stagione e di influssi boemi. Durante la Prima Guerra Mondiale, la popolazione ledrense venne evacuata in Boemia e Moravia: qui, le donne trentine impararono alcune specialità locali che divennero poi parte della loro cucina, come i succulenti gnocchi boemi, che possono essere serviti come dessert o come contorno per piatti salati, ad esempio i crauti o lo spezzatino. A questi si aggiungono altre pietanze di montagna, come la polenta di patate, - e i caponec – degli gnocchetti di pane cotti nelle foglie di vite.

Non resta che iniziare questo viaggio di sapori, approfittando dei vari menu tematici, come il Menu Ledro Esodo; un appuntamento imperdibile per immergersi in questa originale gastronomia.

 

Valle di Comano, tradizione contadina

Il paesaggio rurale della Valle di Comano fa presagire quello che l’ospite troverà sulla tavola: antiche tradizioni culinarie e prodotti della terra, dalla trota del fiume Sarca, ai profumati formaggi di malga, dalle patate di montagna alle noci. Il piccolo territorio di Comano offre infatti una grande varietà di prodotti a km0, molti dei quali presidio Slow Food. Le noci del Bleggio ne sono un esempio: si distinguono per il gusto speziato, il guscio sottile e facile da rompere, le dimensioni ridotte e l’insolita forma arrotondata. Buone così, ma anche utilizzate in dolci e pagnotte sapranno regalare momenti di gioia al palato! 

 

Spostandosi più a nord, tra i 600 e i 900 metri s.l.m., sarà possibile passeggiare tra gli estesi campi di patate di montagna: gli altipiani di Bleggio e di Lomaso sono al vertice della produzione di questo tubero in tutto il Trentino e ospitano infatti oltre 100 ettari di campi che ogni anno producono fino a 40.000 quintali di patate. Una coltivazione che segue metodi di lunga tradizione, tramandati di generazione in generazione. 

 

BRINDISI (DI)VINO 

Quale miglior accompagnamento ai prelibati piatti locali di un buon calice di vino? 

Grazie al particolare microclima, con i venti caratteristici come Ora e Pelèr e le lunghe giornate soleggiate, il territorio è ideale per la coltivazione di diversi vitigni. Tra i numerosi vini DOC da segnalare il Nosiola - il principale vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino e presidio Slow Food- , la Schiava e il Lagrein, lo Chardonnay (utilizzato sia per la produzione di vino sia per lo spumante metodo classico, come il Trentodoc), il Pinot Bianco, il Pinot Grigio, il Sauvignon, il Traminer aromatico, il Moscato Giallo e il Reboro. Il territorio è anche noto per la vinicoltura di vitigni resistenti, che riescono a crescere a più elevate altitudini, nelle zone di Comano e Ledro, come il vitigno Solaris, da cui si ottiene un vino dal gradevole bouquet fruttato. 

Tutti vini adatti ad accompagnare ogni momento di convivialità, dall’aperitivo al pranzo, dai menu semplici ai più sofisticati, fino al dessert. Ma il fiore all’occhiello è il Trentodoc, lo spumante di montagna eccellenza del metodo classico trentino che grazie al suo intenso perlage ha raggiunto fama internazionale. 

 

E una volta arrivati a fine pasto, è doveroso assaggiare il Vino Santo Trentino DOC, un particolare passito prodotto dall’uva Nosiola, simbolo della Valle dei Laghi. Il suo nome deriva dal caratteristico processo di produzione, che prevede la pressatura delle uve durante la Settimana Santa. Il colore dorato e la consistenza quasi oleosa del Vino Santo Trentino DOC lo rendono un superbo accompagnamento per formaggi pregiati e raffinati dessert, ma è nella sua forma più pura, come vino da meditazione, che rivela tutta la sua potenza. Chi volesse saperne di più, può visitare la Casa Caveau Vino Santo, un progetto nato per riqualificare l’antico appassitoio di Padergnone, nel comune di Vallelaghi, che offre ai visitatori una full immersion nella tradizione del “passito dei passiti”.

 

Dal vino viene prodotta inoltre un’altra eccellenza del territorio, l’Aceto Balsamico Trentino, che si ottiene dalla cottura lenta del mosto di uve di Gewürztraminer. 

 

SAPER FARE TRENTINO: GLI ARTIGIANI DEL GUSTO

Esaltare quello che la terra produce: è questa la filosofia delle tante piccole imprese artigiane del Garda Trentino. Un sapere antico che oggi viene abbinato all’innovazione tecnologica per regalare agli ospiti esperienze di gusto speciali. 

Questo concetto si ritrova in particolare nel settore dei distillati, che nel Garda Trentino vengono ricavati dalle vinacce rimanenti dalla vinificazione, seguendo un’economia circolare. In particolare, Santa Massenza può considerarsi la “capitale” della grappa, la cui tradizione risale al 1800 ed è custodita dalle famiglie Poli, che portano ancora avanti da generazioni la produzione di questo prezioso distillato. 

 

Dai distillati pregiati vengono poi prodotti anche liquori dall’eccellente ricchezza organolettica, da quelli di frutta a quelli raffinati con bacche, erbe o radici autoctone. Da assaggiare le specialità alcoliche prodotte in Val di Ledro dall’azienda Foletto, una famiglia di speziali giunti alla quinta generazione che produce liquori con le erbe del proprio orto: da programmare una visita al Museo per addentrarsi nel passato della farmacia e dell’uso delle erbe. Qui è inoltre possibile assaggiare alcuni prodotti, tra cui il Picco Rosso, un liquore forte e aromatico ad alta gradazione – 61° - che si ottiene dalla lavorazione di lamponi e fragole, le quali conferiscono un vivace colore rosso. 

 

Il Garda Trentino vanta anche un’altra tradizione artigianale, quella della birra, in passato quasi dimenticata ma che ora sta vivendo un rilancio. Oggi si possono trovare diversi birrifici artigianali che lavorano secondo i principi della tradizione e utilizzando ingredienti regionali, come “Impavida” di Arco: qui il mix di stili birrari, di gusti e aromi e la provenienza locale/regionale delle materie prime, creano le bevande perfette per chi desidera degustare il sapore dell’artigianalità combinata con la creatività.

 

La sostenibilità e la maestria artigianale la fanno da protagoniste anche alla torrefazione Omkafé ad Arco e al Molino Pellegrini a Riva del Garda. Entrambi gli stabilimenti meritano una visita: nel primo si trova un piccolo museo che offre un percorso interattivo per un’esperienza tattile, visiva ed olfattiva, ideale per tutta la famiglia, mentre Molino Pellegrini è uno dei pochi mulini a pietra ancora attivi in Trentino e produce artigianalmente farine di mais e grano saraceno di grande qualità, dal 1903.

 

VACANZE CON GUSTO – Il progetto

Per promuovere e valorizzare la qualità dell’offerta culinaria della zona è stato istituito il progetto “Vacanze con Gusto”. Aziende agricole, cantine, frantoi, caseifici, agriturismi, ristoranti e negozi aderenti si fanno promotori di un’economia sostenibile, basata sulla territorialità e sulla stagionalità, e propongono ai visitatori e ai consumatori prodotti di eccellenza, nel pieno rispetto della tradizione e dell’ambiente.

PASSATO E FUTURO, PETER BRUNEL 

 

Quella del Garda Trentino è una cucina popolare. Ma quando la tradizione incontra la sperimentazione e la creatività, possono nascere vere stelle. È il caso di Peter Brunel, chef trentino classe 1976, che con il suo ristorante “Peter Brunel ristorante Gourmet” di Arco, ha saputo equilibrare sapientemente la cucina locale con l’innovazione, aggiudicandosi una stella Michelin, dando così ancora più lustro alla sua terra già ricca di tesori.

 

ITINERARI DI GUSTO – eventi e iniziative

Non c’è modo migliore di conoscere una cucina di assaggiarla! Il Garda Trentino organizza molti eventi e iniziative dedicate alla scoperta delle specialità locali, tour ed esperienze uniche, tutte da vivere!  Dedicato ad approfondire la conoscenza dell’olio di oliva del Garda Trentino è l’evento Frantoi aperti, che si tiene in ottobre. Si tratta di una manifestazione che comprende visite guidate e percorsi sensoriali nei frantoi del territorio, per imparare tutto su questo oro verde. 

 

Gli appassionati di vini e distillati non devono assolutamente perdere tre eventi che si svolgono nella Valle dei Laghi: primo fra tutti il DiVinNosiola, ad aprile, in occasione del tradizionale rito della spremitura delle uve passite di Nosiola per la produzione del Vino Santo; Reboro-Territorio & Passione, a ottobre, un evento alla scoperta di questo vino dalla tradizione secolare; infine, la Notte degli Alambicchi Accesi, a dicembre, uno spettacolo itinerante dedicato all’arte della distillazione artigianale della grappa trentina, nell’antico borgo di Santa Massenza. A questi si aggiungono numerosi altri eventi: dalla Festa della Noce a quella della Patata nella Valle di Comano, fino a quella dedicata ai Caponec in Val di Ledro, le sagre del territorio sono davvero moltissime e tutte da segnare in agenda. 

 

E per chi vuole unire il gusto allo sport? Il Garda Trentino offre molti percorsi da fare a piedi o in bicicletta! Sempre dedicato al vino è il Sentiero del Nosiola, nella Valle dei Laghi: un affascinante itinerario culturale-naturalistico di circa 8km, della durata di 2 h, che si snoda attraverso i vitigni della Nosiola e le relative cantine. Nella Valle di Comano è possibile esplorare i sentieri del Gusto, delle passeggiate alla scoperta dei luoghi di produzione della noce del Bleggio, delle patate del Lomaso e del latte fresco di Fiavè: si tratta di percorsi panoramici che offrono informazioni sui prodotti, la loro storia, i luoghi di produzione e i produttori locali da cui fare acquisti. Ai sentieri del Gusto si unisce il KilometroZero UNESCO bike tour, uno speciale itinerario da percorrere in biciletta durante il quale assaggiare le eccellenze gastronomiche della valle.

 

CURIOSITÀ

Peter Brunel ha ottenuto una stella dalla Guida Michelin 2021 per il suo ristorante “Peter Brunel Ristorante Gourmet” di Linfano, ad Arco, suggellando ulteriormente la qualità della proposta enogastronomica della zona.

Il Garda Trentino è una terra ricca di prodotti certificati DOP, De.Co. e Slow Food.

Il Garda Trentino è la zona di produzione tradizionale dell’olio di oliva più settentrionale al mondo.

Il Frantoio Agraria di Riva è il “Frantoio dell’Anno 2021” di Gambero Rosso.

In Val di Ledro, nella zona di Pur, cresce un vitigno particolarmente “resistente”, il solaris, adatto alle zone montane.

La Valle di Ledro ospita nella sua cucina alcune derivazioni boeme: da assaggiare gli gnocchi boemi e le livanze, una sorta di pancakes serviti con zucchero a velo e marmellata.

Esiste uno spazio-museo interamente dedicato al Vino Santo Trentino: la Casa Caveau Vino Santo, dove conoscere tutto su questo “oro della Valle dei Laghi”.

 

PER INFORMAZIONI

Garda Dolomiti Azienda per il Turismo S.p.A.

Largo Medaglie d’Oro al Valore Militare, 5 

38066 Riva del Garda (TN) 

+39 0464 554 444  –  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

UFFICIO STAMPA GARDA DOLOMITI S.p.A. GoodwillPR

Giulia Maggi  +39 045 820 6631  –  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

MASI DEL GALLO ROSSO

 

Gli orti dei masi Gallo Rosso

Il nuovo lusso della qualità della vita

 
 
 
 
Copyright Gallo Rosso/Frieder Blickle
 
 
Bolzano, 29 marzo 2022 – In ogni fattoria che si rispetti non può mancare l’orto, quella parte di terreno dedicata alle coltivazioni di verdure e frutta per uso domesticoOgni maso Gallo Rosso ha un proprio orto, dove i contadini in primavera seminano con amore pomodori, insalata, carote, zucchine, spinaci, porri, patate e tanto altro, provvedendo così alla loro alimentazione attraverso prodotti sanifreschi e genuini.

Avere un orto in cui coltivare le proprie verdure, controllandone tutte le fasi, dalla semina alla raccolta, è considerato un lusso oggigiorno, perché sapere da dove proviene e come viene prodotto ciò che si mette nel piatto è un grande privilegio, insieme a quello di mangiare solo frutta e verdura di stagione, rispettando i ritmi naturali dei vegetali.
 
 
 
Copyright Gallo Rosso/Frieder Blickle
 
 
L’orto è un lusso, ma richiede durante l’anno anche molto impegno nella sua gestione: la terra in primavera deve essere preparata alla semina, poi bisogna piantare le piccole piantine o seminarle con cura, facendo attenzione alle intemperie come la grandine, o la pioggia troppo abbondante, e al sole troppo diretto per tante ore. I parassiti, inoltre, sono una minaccia costante, così come gli uccelli nel periodo della semina.

L’impegno nella cura dell’orto viene però ripagato quando iniziano a spuntare le prime piantine o i primi frutti: quello è un momento di grande gioia e soddisfazione, soprattutto per le contadine dei masi che in genere sono le addette all’orto. Anita del maso Oberhauserhof di Velturno è una di queste.
 
 
 
Copyright Gallo Rosso/Frieder Blickle - La contadina Anita del maso Oberhauserhof
 
 
Le fioriture delle piante che precedono i frutti, oltre ad essere meravigliose e decorative per i colori e per le forme, sono anche molto importanti per le api e il processo di impollinazione. Dal numero di fiori, inoltre, si capisce quanti frutti nasceranno e quelli in eccesso saranno trasformati dalle contadine in marmellatesciroppi di fruttasalse e conserve da consumare nei mesi invernali.
 
 
 
Copyright Gallo Rosso/Frieder Blickle 
 
 
Le verdure e la frutta che provengono dall’orto contadino dei masi, proprio perché cresciute con tanta cura e attenzione, in una terra pura come quella dell’Alto Adige, hanno un sapore incomparabile rispetto agli stessi prodotti acquistati al supermercato. Spesso, gli ospiti dei masi Gallo Rosso si rendono conto per la prima volta durante un soggiorno di quale sia il vero sapore di una verdura o di un frutto, e anche la consistenza, la forma e la grandezza. 
 
 
 
Copyright Gallo Rosso/Frieder Blickle 
 
 
Chi soggiorna in un maso Gallo Rosso, infatti, ha la possibilità, previo accordo con i contadini, di raccogliere i prodotti dell’orto e di cucinarli poi nel proprio appartamento, come succede ad esempio al maso Moar in Rumsein di San Genesio, dove la contadina accompagna i suoi ospiti con piacere nell’orto del maso.
 
 
 
Copyright Gallo Rosso/Frieder Blickle - La contadina del maso Moar in Rumsein con alcuni ospiti
 
 
La stessa cosa vale per le erbe aromatiche, anch’esse immancabili in un maso e in cucina.
bambini possono essere coinvolti nella cura dell’orto e alcuni contadini offrono anche corsi di cucina in cui si utilizzano le verdure fresche dell’orto.
 
 
 
Copyright Gallo Rosso/Frieder Blickle 
 
 
Il maso Kronlechnerhof di Nova Levante, ad esempio, organizza visite guidate all’orto, dove si coltivano ortaggi rari che prosperano particolarmente bene in questa zona baciata dal sole. Durante la visita guidata è possibile anche assaggiare le verdurematurate al sole per catturarne il sapore autentico e apprezzarne i diversi colori, come quelli dei pomodori che al Kronlechnerhof crescono bianchi, gialli, verdi, arancioni, rossi e neri.
 
 
Per ulteriori informazioni su Gallo Rosso: gallorosso.it
 
 
Gallo Rosso è il nome del marchio che dal 1998 promuove e favorisce l’attività di ormai 1.600 agriturismi in Alto Adige e che appartiene all’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi (Südtiroler Bauernbund). Sin dalle origini lo scopo principale di Gallo Rosso è sostenere i contadini dei masi nello sviluppo di attività da affiancare all’agricoltura. La filosofia dell’Associazione Gallo Rosso è “Avvicinare le persone allo stile di vita degli agricoltori altoatesini”. L’obiettivo di questo progetto è da un lato aprire agli agricoltori altoatesini nuove fonti di reddito e dall’altro dare ai consumatori la possibilità di conoscere il mondo contadino dell’Alto Adige. La classificazione dei masi che offrono alloggio (Agriturismo in Alto Adige) è organizzata in fiori, da 2 a 5; più alto è il numero dei fiori, più numerosi sono i criteri soddisfatti dalla struttura. Inoltre, attraverso standard qualitativi elevati e criteri severissimi, l’Associazione sostiene il lavoro di oltre 120 masi che si dedicano alla produzione di prodotti gastronomici genuini (Sapori del maso), alla ristorazione contadina, o all’artigianato autentico (Artigianato contadino).
 
 
Per ulteriori informazioni

Gallo Rosso
Tel.: (0039) 0471 999 371
Katrin Gufler
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Press Way - Ufficio stampa
Nadia Scioni Mob. 348 0901496
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PER “GIROGUSTANDO” UN GRAN FINALE ALL’INSEGNA DEI SAPORI TOSCANI

A Castelnuovo Berardenga il ristorante “La Taverna della Berardenga” ospita “Il tufo allegro” di Pitigliano 

È un binomio all’insegna dei sapori e dei profumi che rendono unica la cucina toscana quello con cui giovedì 10 marzo nel cuore delle terre di Siena, si conclude il calendario invernale di “Girogustando” i “gemellaggi gastronomici” che vedono protagonisti cuochi con percorsi professionali differenti, impegnati a mettere in dialogo la loro creatività, per costruire imperdibili menù a quattro mani.

A Castelnuovo Berardenga il ristorante “La Taverna della Berardenga” la cui cucina è capitanata dalla chef Francesca Nannetti ospita “Il tufo allegro” di Pitigliano collaborando - per la prima volta - con Domenico Pichini il cuoco che guida la cucina del locale maremmano.

 

“Sono ormai tanti anni che partecipiamo a Girogustando – commenta Cesare Montomoli titolare di “La Taverna della Berardenga” -. Crediamo in questa manifestazione che innanzitutto ci offre una bella opportunità di crescita: conoscendo nuovi colleghi e interagendo con loro siamo infatti ogni volta stimolati a mettersi in discussione e di conseguenza a migliorarsi. Inoltre gli appuntamenti di Girogustando sono momenti conviviali che ogni volta vestono di novità il nostro modo di lavorare, spezzando la routine che caratterizza il nostro lavoro. E in un momento così complicato, dopo una pandemia e con una guerra in atto, una serata all’insegna della buona cucina e della voglia di stare insieme serve anche per riportare l’attenzione sulla bellezza della vita”.

 

La serata in programma sarà caratterizzata da vero e proprio doppio menù per una degustazione che scava nella più solida tradizione enogastronomica toscana e propone piatti che esaltano le eccellenze del territorio. 

Il “Tufo Allegro” offrirà agli ospiti una tartare di maremmana con tartufo, spuma di parmigiano e gelatina di aceto balsamico, acquacotta pitiglianese, purea di cavolfiore con mandorle tostate, mousse di ricotta con cioccolato.

La “Taverna della Berardenga” proporrà invece collo ripieno con maionese e salsa verde fatte in casa, pici fatti in casa all’aglione della Valdichiana e briciole croccanti, peposo al Chianti e millefoglie di cenci con crema agli agrumi

Il lungo menù sarà accompagnato da vini generosi della Toscana.

 

Girogustando”, è ideato da Confesercenti Siena nella volontà di stimolare l’incrocio di culture e competenze, come modello per la ulteriore crescita di un settore che è strategico per l’identità territoriale. 

Partners della manifestazione, sono consorzi vinicoli e organismi di tutela e valorizzazione delle produzioni tipiche che impreziosiscono l’offerta agroalimentare della Toscana. In particolare, il Consorzio Chianti Classico, i sommelier Fisar e i maitre Amira. Il tutto nello spirito del modello “Vetrina Toscana”, ovvero il progetto condiviso tra Regione e Unioncamere Toscana che da tempo valorizza la filiera enogastronomica regionale e i suoi soggetti attivi. 

 

 

Sonia Corsi

A TUTTO NOSIOLA, LUNGO LA STRADA DEL VINO E DEI SAPORI DEL TRENTINO

 

 

Oltre venti iniziative, tra esperienze di gusto, serate speciali, visite in cantina e proposte vacanza, per celebrare Nosiola e Vino Santo. Da vivere su tutto il territorio di riferimento dell’associazione, dalla Valsugana al Lago di Garda, dalla Piana Rotaliana alla Vallagarina, dall’Altopiano di Pinè alla Valle dei Laghi, passando naturalmente per Trento.

Il calendario di manifestazioni dedicate al mondo dei vini trentini si apre ufficialmente con DiVinNosiola, quando il vino si fa Santo – evento che celebra, appunto, Nosiola e Vino Santo, giunto alla undicesima edizione e in programma da giovedì 31 marzo e domenica 10 aprile – e la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino omaggia questo importante appuntamento con A tutto Nosiola, kermesse di iniziative dedicate a sua volta a queste due speciali eccellenze, in programma nelle stesse date dentro e fuori la Valle dei Laghi.

Oltre una ventina le opportunità dalla Valsugana al Lago di Garda, dalla Piana Rotaliana alla Vallagarina, dall’Altopiano di Pinè alla Valle dei Laghi, passando naturalmente per Trento, tra degustazioni con i produttori, speciali aperitivi, visite in cantina, menù a tema e molte altre iniziative.

Si parte, come consueto, con Proposta Roccabruna Speciale Nosiola (link), immancabile appuntamento che da giovedì 31 marzo a sabato 2 aprile e da giovedì 7 a sabato 9 aprile offre la possibilità di effettuare assaggi di diverse etichette di Nosiola, Vino Santo e relative grappe. Nello specifico, giovedì 7 e venerdì 8 aprile, ONAV – sezione di Trento dà appuntamento per La Nosiola: un grappolo e tanti vini (link), ovvero una serata di didattica e degustazione dedicata alle due eccellenze, in abbinata ad alcuni selezionati prodotti gastronomici trentini.

 

Molto interessanti le opportunità offerte dalle Esperienze di gusto. Sabato 1 e domenica 2 aprile, è la volta di Taste&Walk tra storia, fontane e sapori (link): una proposta da vivere autonomamente in giornata tra le vie di Trento che prevede un aperitivo con la Nosiola, un gustoso pranzo con menù tradizionale e una merenda a base di colomba artigianale di Panificio Moderno, abbinata al Vino Santo di Azienda Agricola Francesco Poli o Azienda Agricola Gino Pedrotti.

Nello stesso weekend, e in replica il successivo dell’8 e del 9 aprile, Botti, pampini e tralici (link): un pomeriggio di scoperta, dal vigneto di Nosiola fino alla visita in cantina, tra botti di acciaio e barrique di legno, con degustazione enogastronomica finale, da vivere in Valle dei Laghi o in Piana Rotaliana

Per gli amanti delle due ruote, c’è invece Taste&Bike la Nosiola, il Vino Santo e la Valle dei Laghi (link), disponibile da venerdì 1 a domenica 3 aprile o da venerdì 8 a domenica 10 aprile. Un’esperienza da vivere in bicicletta, visitando alcune cantine della Valle dei Laghi che producono Nosiola e Vino Santo, come Azienda Agricola Distilleria Casimiro e Azienda Agricola Francesco Poli. Nell’offerta, da vivere in autonomia, anche il pranzo presso Hosteria Toblino.

 

E ancora, con Gusta Santa Massenza (link), in programma sabato 2 o sabato 9 aprile, gli ospiti potranno partecipare alla visita guidata dell’Azienda Agricola Giovanni Poli S. Massenza con una degustazione in cantina di più prodotti, tra cui ovviamente Nosiola, Vino Santo e relative grappe.

 

Nelle stesse giornate, con Vinacce e Alambicchi (link), si andrà invece specificatamente alla scoperta del mondo della grappa: dall’illustrazione relativa alla lavorazione delle vinacce alla degustazione in compagnia del produttore, per apprezzarne aromi e profumi. Due le zone protagoniste di questa esperienza: Vallelaghi o San Michele all’Adige.

Con Weekend in cantina speciale Nosiola (link), dal 2 al 3 aprile e dal 9 al 10 aprile, diverse aziende apriranno le loro porte per una visita in cantina con degustazione di Nosiola, Vino santo e grappa. Dove? Presso Azienda Agricola Distilleria Casimiro di Vallelaghi, Azienda Agricola Donati Marco di Mezzocorona, Cantina La Vis di Lavis, Cantina Toblino di Madruzzo, Fondazione E. Mach Istituto Agrario di San Michele all’Adige, Madonna delle Vittorie di Arco e Maso Poli di Lavis 

Agricoltura tra passato e presente (link), in programma domenica 3 e domenica 10 aprile, propone invece un tuffo della storia, partendo dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige per terminare in cantina e assaggiare la Nosiola vinificata con tecniche odierne.

 

Infine, con Cucina e Abbina (link), martedì 5 aprile, la Locanda 2 Camini di Baselga di Pinè aspetta tutti gli appassionati per mettere le “mani in pasta” e scoprire golosi piatti perfetti per Pasqua, da abbinare ad una selezione di vini di Maso Poli tra cui, ovviamente, la Nosiola.

In tema di iniziative si contano invece Bouquet di Nosiola (link), accessibile dal 31 marzo al 10 aprile, che prevede una visita e passeggiata tra i vigneti di Madonna delle Vittorie di Arco, con degustazione di Nosiola dell’azienda e di Vino Santo di Cantina Toblino.

Solo per sabato 1 aprile c’è invece A cena con l’amata Nosiola (link), una serata gastronomica a Lavis, in compagnia dei produttori, dove si potranno degustare diverse etichette di Nosiola, tra cui quelle delle aziende agricole: Villa Persani, Eredi di Cobelli Aldo, Giovanni Poli di Santa Massenza e Maxentia. 

 

Stessa data, ma a Trento, ore 19.30, presso lo Scrigno del Duomo, per Abbinamenti preziosi (link), in cui il brand ambassador di Cavit presenterà al pubblico la Nosiola Conzal in abbinamento a speciali proposte gastronomiche.

A Madruzzo, giovedì 7 aprile, è invece la volta di Giocando con la Nosiola (link), serata evento in cui i piatti di Hosteria Toblino incontrano la Nosiola e il Vino Santo di Cantina Toblino, ma anche di Azienda Agricola Giovanni Poli S. Massenza e Azienda Agricola Gino Pedrotti. 

Sul fronte delle proposte enogastronomiche, invece, per tutta la durata dell’iniziativa (31 marzo – 10 aprile) a Trento Dolcemente Marzari presenta Dolcemente Nosiola (link), ovvero una pausa dolce-salata con tre proposte food curate da Pasticceria Marzari in abbinata a Nosiola e grappa di Azienda Agricola Pojer e Sandri; l’Antica Trattoria Due Mori Nosiola in Trattoria (link), in cui i piatti vengono proposti in abbinamento alla Nosiola di Azienda Agricola Donati Marco, e lo Scrigno del Duomo La Nosiola in uno scrigno (link), degustazione guidata di Nosiola Cozal di Cavit in abbinata ad un riso mantecato con caviale di trota.

Fuori dal capoluogo, Madonna delle Vittorie di Arco presenta Sfumature di Nosiola (link), un menù curato dall’omonimo agritur, in abbinamento alla Nosiola aziendale e al Vino Santo di Cantina Toblino, con visita guidata in cantina finale; mentre la Locanda delle Tre Chiavi di Isera si dedica alle 3 chiavi di lettura del Nosiola (link), speciale aperitivo in cui i finger food del ristorante incontrano tre Nosiola, ovvero quelle di Azienda Agricola Pojer e Sandri, quelle di Azienda Agricola Salvetta e quelle di Azienda Agricola Francesco Poli, e a Nosiola in dolcezza (link), in cui lo zuccotto con pere, noci e Vino Santo viene proposto in abbinamento al Vino Santo di Azienda Agricola Salvetta per una speciale chiusura di menù.

Non solo. Sempre nello stesso periodo, con Nosiola in Osteria (link) , le proposte di Osteria Cà dei Giosi di Vallelaghi incontrano Nosiola e Vino Santo di Azienda Agricola Giovanni Poli di S. Massenza e Cantina Toblino, oltre alla grappa di Azienda Agricola Distilleria Casimiro.

Come consueto, infine, A tutto Nosiola prevede anche delle proposte vacanze a tema. La prima è Viaggi di gusto speciale Nosiola e Vino Santo (link), valida per tutta la durata della kermesse: una proposta vacanza “cucita su misura” dell’ospite, secondo le sue specifiche esigenze e in territori a scelta, per raccontare il Trentino, le sue bellezze e le sue eccellenze enogastronomiche con uno specifico focus su Nosiola e Vino Santo. La seconda è Weekend tra Nosiola e sapori locali (link), sempre dal 31 marzo al 10 aprile: una proposta vacanza di due notti alla scoperta del calendario di iniziative e della Nosiola di Fondazione E. Mach Istituto Agrario di San Michele all’Adige presso il B&B Alla Loggia dell’Imperatore di Levico Terme.

 

Profilo DiVinNosiola, quando il vino si fa santo

La manifestazione “DiVinNosiola, quando il vino si fa santo”, nata per raccontare e valorizzare Nosiola e Vino Santo e giunta alla 11° edizione, è organizzata grazie alla collaborazione tra APT Garda Dolomiti, Consorzio Vignaioli del Trentino, Consorzio Vini del Trentino, Palazzo Roccabruna di Trento, Strada del Vino e dei Sapori, Ecomuseo della Valle dei Laghi, Casa Caveau e Consorzio Valle dei Laghi. 

Profilo Nosiola

Si tratta del più antico vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino e dà origine ad un vino di colore giallo paglierino con riflessi verdolini, dal profumo delicato con leggere sfumature di fiori bianchi e frutta acerba e dal gusto secco e piacevolmente fresco, fruttato ed armonico, con retrogusto leggermente ammandorlato. È coltivato principalmente in Valle dei Laghi e fino alle colline Avisiane, grazie all’influenza dell’Ora del Garda, vento tipico del lago di Garda. In particolare, in Valle dei Laghi, le sue uve, vendemmiate al culmine della loro maturazione e fatte appassire nei granai su graticci denominate arèle fino alla Settimana Santa, quando avviene la torchiatura, dopo almeno quattro anni di riposo in piccole botti di legno - periodo minimo fissato dal disciplinare che spesso si rivela essere molto più lungo (anche 7/10 anni) - danno vita all'esclusivo Vino Santo Trentino Doc, il passito dei passiti.

 

Stefania Casagranda

LA FESTA DELLA VENDEMMIA DI ICA, PERÙ: ORIGINI E TRADIZIONI

 

Durante le prime settimane di marzo la cittadina di Ica ospita la popolare Festa della Vendemmia,

un momento per celebrare i migliori vini del Perù e il miglior Pisco del mondo

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Scarica le immagini qui (credits PROMPERU)

 

Marzo 2022 – Durante le prime settimane di marzo, nella mite cittadina di Ica, sarà facile imbattersi in concerti di musica afro-peruviana, ammirare gli elegantissimi cavalli peruviani sfilare oppure assistere a una delle giornate dedicate alla pigiatura dell’uva. Si tratta della popolare festa della Vendemmia di Ica: un evento che celebra i migliori vini del Perù e il miglior Pisco del mondo, prodotti proprio in questa regione. La manifestazione, che quest’anno non si svolgerà, attira ogni anno migliaia di visitatori che raggiungono questa cittadina situata a sole 4 ore dalla capitale peruviana Lima per godere della magia di una tradizione che ha origini antichissime.

Al ritmo del cajón: la vendemmia del pisco

Etimologicamente parlando, vendemmia significa "raccogliere il frutto della vite". Tuttavia, in Perù, la parola vendemmia significa molto di più: è anche festa, tradizione e soprattutto gioia, che ogni anno accompagna questo rito nelle diverse valli costiere della regione di Ica. La vendemmia del pisco è un passo fondamentale nella produzione di questa brandy e si celebra al ritmo di chitarra, cajón e zapateo. Durante la festa della Vendemmia, l'atmosfera profuma di grappoli d'uva e mistura. Dietro questa tradizione, c'è una cultura ancestrale sviluppatasi nelle haciendas per più di quattro secoli.

Una tradizione ancestrale

Tutto iniziò con l'arrivo degli schiavi africani sulla costa peruviana tra il XVI e il XVII secolo. Molti di loro lavoravano coltivando canna da zucchero, cotone e uva e regioni come Ica, Moquegua e Tacna ne ospitavano le migliori piantagioni. In tutte queste valli si tramandava l'usanza pre-Inca di celebrare i doni del raccolto, come facevano le antiche civiltà. È così che la nuova forza lavoro si combinò con l'ingegnosità peruviana e nacque il rito della vendemmia, come lo conosciamo oggi.

A Ica, per esempio, la vendemmia viene celebrata ogni marzo con grande clamore, dalla raccolta effettiva dell'uva alla realizzazione del pisco. Nelle haciendas, agricoltori, uomini d'affari, musicisti e degustatori si riuniscono per assistere all'arrivo del frutto maturo: le vigne si svuotano e la gente balla al ritmo della festa.

Un'altra parte importante della vendemmia è la pigiatura dell'uva, che attrae visitatori da tutto il mondo. Numerosi gruppi di vendemmiatori si riuniscono intorno ai frantoi per ballare a piedi nudi sull'uva, mentre viene scelta la regina della vendemmia, che dovrà poggiare i suoi piedi sull'uva per darle un tocco di maestà. Durante queste occasioni, tutta la città è una festa, con sfilate, cavalli da parata, concerti e degustazioni.

Un rito formalizzato

La prima Festa Nazionale della Vendemmia si tenne alla fine degli anni '50 su iniziativa del giornale "La Voz de ICA" e della Camera Junior dell'ICA. A metà degli anni sessanta, il Club de Leones ha reso internazionale questa celebrazione, che oggi è conosciuta come la Festa Internazionale della Vendemmia di Ica.

Da più di due decenni, il festival attira decine di migliaia di turisti, che vengono per visitare la famosa Ruta de los Lagares insieme alle cantine e le fiere gastronomiche. Approfittano del loro soggiorno per visitare anche le altre attrazioni della zona, come l’incantevole oasi di Huacachina e le misteriose linee di Nasca.

Pisco di prima classe

Il risultato della vendemmia è il pisco: un distillato incolore e dal sapore intenso, che si è guadagnato un posto privilegiato tra i liquori di tutto il mondo. Il processo di produzione può essere riassunto come segue: l'uva viene pigiata e il mosto viene fatto fermentare sotto forma di vino - il lievito converte lo zucchero in alcol - e poi viene portato agli alambicchi dove si ottiene l'acquavite. 

Ci sono molte variabili che incidono sulla qualità del Pisco, come il clima, il tempo di riposo e l’uva. Le condizioni climatiche necessarie si trovano solo nel sud del Perù e proprio per questo è stato creato un percorso turistico chiamato la Ruta del Pisco, che include visite a vigneti, cantine, degustazioni e molto altro. Nell'agosto 2017 è stato dichiarato patrimonio culturale della nazione dal Governo Peruviano che oggi lo promuove in tutto il mondo attraverso il marchio Spirit of Peru.

 

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PROMPERÚ - La Commissione Peruviana per la Promozione delle Esportazioni e del Turismo l'organismo ufficiale specializzato in promozione del turismo, delle esportazioni e degli investimenti delle imprese, collegato al Ministero del Commercio Estero e del Turismo del Perù. 

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