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Ristoranti

GIORNATA NAZIONALE DELLA PASTA ALLA NORMA

 

 

 

La catena di ristoranti newyorkesi PICCOLA CUCINA by PHILIP GUARDIONE
 celebra il 23 settembre 2018 la GIORNATA NAZIONALE DELLA PASTA ALLA NORMA 

 

Vero simbolo della tradizione culinaria siciliana, la pasta alla Norma è un piatto che non ha bisogno di presentazioni: realizzata con ingredienti semplici e genuini come salsa di pomodoro, melanzane fritte, ricotta salata grattugiata e basilico fresco, rappresenta un tripudio di sapori e profumi mediterranei degno di essere celebrato il 23 settembre, nella Giornata Nazionale della Pasta alla Norma. 

Fortemente legato alle sue radici catanesi e alle antiche tradizioni culinarie della sua terra, Philip Guardione, Executive Chef della catena di ristoranti siciliani Piccola Cucina a New York, propone una pasta alla Norma realizzata con materie prime di altissima qualità provenienti dall’Italia, nel pieno rispetto della ricetta originale, parte di quel patrimonio gastronomico custodito e tramandato di generazione in generazione. 

 

“Mi piace molto l’idea di poter celebrare anche a New York i piatti che rappresentano la quintessenza della cucina italiana, e siciliana in particolare: la giornata dedicata alla pasta alla Norma è un’ulteriore occasione per consentire ai nostri ospiti di scoprire ed apprezzare una pietanza che rappresenta in maniera così autentica il nostro Paese e che attualmente è il primo piatto più richiesto nei nostri ristoranti”. 

 

Lo chef Philip Guardione persegue ormai da un decennio, e con grande successo, l’obiettivo di far conoscere ed apprezzare anche all’estero i sapori della cucina TIMELESS STYLE 

tradizionale siciliana. I ristoranti Piccola Cucina, infatti, sono tra i più amati a New York, tanto che oggi si trovano ai primi posti su Tripadvisor tra tutti i ristoranti newyorkesi. Piccola Cucina Osteria ha vinto inoltre il prestigioso premio 100per100 Italian Restaurant come miglior ristorante Made in Italy a New York. Il merito di questo importante traguardo si deve alla bontà delle materie prime, all’atmosfera calorosa che si respira e alla cordialità di tutto il team che vi lavora. 

 

Francesca Montesano

MANUELINA DI RECCO: 133 ANNI DI OSPITALITÀ' & SAPORI

 

La famiglia Carbone

Di Virgilio Pronzati

Foto di Mara Musante

 

Recco, comune con neanche diecimila abitanti, è un esempio nazionale nel campo della ristorazione. Da anni è considerata la capitale gastronomica della Liguria. La sua focaccia col formaggio oltre che IGP è conosciuta anche all’estero. Medaglia d’’oro al valore civile, e per lungo tempo ai vertici mondiali della pallanuoto.  Tornando alla ristorazione, Recco oltre ad avere tre ristoranti dall’attività ultracentenaria, ha saputo costruirsi una solida fama nel mondo gastronomico per l’intraprendenza e la collaborazione dei suoi ristoratori.  


Primo antipasto

 

Le serate gastronomiche di Recco hanno fatto scuola in tutto lo stivale.  Alla guida del gruppo dei ristoranti recchesi, è stato non a caso il Manuelina.  Un locale storico con radici che affondano nel lontano 1885.  Ad aprirlo, fu appunto la signora Manuelina, bisnonna degli attuali gestori.  I piatti e i vini che serviva erano apprezzati sia da contadini e operai, e sempre più spesso, da bottegai e commercianti. Superato il periodo nefasto della Grande Guerra, l’Osteria Manuelina accoglieva non solo i clienti locali, ma anche i turisti che pian piano arrivavano nella Riviera di levante. I primi anni Cinquanta furono difficili per l’Osteria per la scomparsa di Manuelina e sua figlia Vittoria. 

 

La mitica focaccia di Recco col formaggio IGP

 

Con la guida del genero e delle nipoti della fondatrice, il Manuelina torna ad essere un punto di riferimento per residenti locali e gourmet della “Genova Bene” animati dalla voglia di ritrovare i piaceri della buona cucina. Spesso, dopo il teatro, personaggi cittadini in auge, vi si recavano per assaporare la focaccia col formaggio. Con il periodo coincidente col boom economico, inizia per il Manuelina un lungo percorso coronato da meritati successi. La nipote Maria Rosa con il marito Gianni Carbone ottengono sempre più consensi, vincendo nel 1961 il Mortaio d’Argento al Festival della Cucina Ligure. La celebre Focaccia col Formaggio approda anche nei menu di Costa Crocere proprio con il nome di “Manuelina”.

 

 

Le alici in tre versioni

 

Gli anni Novanta sono anni di rivoluzioni e cambiamenti per Manuelina con l’ingresso in società dei figli di Gianni e Maria Rosa, Cristina, Gloria e Cesare, e un cambio di sede, ma senza rinunciare al gusto per l’accoglienza e una storia impossibile da cancellare. Da allora il Manuelina ottiene una popolarità nazionale. Ci sono passati Vip e attori come Tino Buazelli, Corrado Pani, De Mita, Marina Doria, Paolo Villaggio, Aldo Fabrizi. Celebrità di ieri e di oggi che ritornano al Manuelina. Col nuovo secolo Manuelina si presenta in tutta la sua grandezza. Meta di esigenti e raffinati gourmet, l’ospitalità dell’albergo La Villa, il banqueting Feste & Ricevimenti, lo Store dedicato alle eccellenze enogastronomiche, e la mitica Focacceria

 

Primo piatto

 

Alcuni anni fa, la dolorosa scomparsa di Maria Rosa e Gianni Carbone. I figli Cristina, Gloria e Cesare, nonostante la gravissima perdita, hanno preso il timone del Manuelina, percorrendo con successo la scia creata dai loro genitori. Consolidando il successo delle Serate gastronomiche e di innumerevoli altre iniziative create da Lucio e Daniela Bernini, il Manuelina crea un nuovo motivo di richiamo per tutti i gourmet.  Da 12 luglio e per tutta l’estate, fino al 4 ottobre, Manuelina organizza a Recco sei serate con show cooking in focacceria e al ristorante, dedicate alla riscoperta della storica focaccia e dei piatti della tradizione locale. 

 

Secondo piatto

 

ll ciclo di eventi prende il nome di #manuelinachiama e mette al centro il parere dei clienti e degli ospiti che diventeranno protagonisti e saranno invitati a esprimere un parere sui vari piatti degustati nel corso delle tre serate in focacceria - che avranno al centro la tradizionale focaccia di Recco col formaggio - e delle tre cene gourmet al ristorante - con foucus su un ingrediente d’eccellenza del territorio che sarà reinterpretato in quattro portate. 12 luglio: La focaccia e le sue varianti; 9 agosto: La focaccia e i fritti; 4 ottobre: La focaccia e i primi della tradizione (in Focacceria). 26 luglio: Gambero di Santa Margherita; 23 agosto: Acciughe e ricciola; 20 settembre: Ostriche e muscoli di La Spezia (al Ristorante gourmet).  

 

Il dolce

 

La serata a cui abbiamo partecipato con altri colleghi della stampa, è stata quella del 23 agosto.  Una sinfonia di colori, aromi e sapori e armonia. Si inizia con il Cubo di alici, verdure e germogli, dove la sapidità e la tenue dolcezza si sono gradevolmente fuse. Carpaccio di ricciola con pepe rosa e sale affumicato è l’esempio della riuscita sintesi gastronomica. Le note speziate esaltavano senza coprirla, la fragrante e sapida freschezza della ricciola. Buono anche il tortino di acciughe  reinterpretato. Irrinunciabile la Focaccia col formaggio “Manuelina”.  Le acciughe del Golfo Paradiso in tre versioni: impanate e fritte, a beccafico e in agrodolce. Un trittico da fare un bis.  Di seguito, le penne all’arrabbiata, acciughe narinate e crema di melanzane arrostite, dal sapore deciso ma equilibrato ed invitante. 

 

I numerosi clienti

 

Millefoglie di ricciola e porcini: la croccantezza della ricciola e la morbidezza e aromaticità dei porcini, è un piatto da ricordare e, ovviamente, da riproporre. Dulcis in fundo con Mousse al cioccolato jivara su salsa di maracuja. Un classico. Il tutto congenialmente abbinato a friulano Ribolla gialla in versione fermo e spumante della Tenuta Stella.  Gradito e interessante, lo scambio di pareri sui piatti tra i presenti, il patron Cesare Carbone e il geniale chef Marco Pernati. Infine, ognuno dei clienti, esprimeva il suo giudizio sui piatti, dando i rispettivi punteggi su un’apposita scheda. 

 

Altri clienti

 

Prima di mettersi a tavola, graditissimo a tutti, un salto in terrazza per l’aperitivo con vini friulani e liguri, e innumerevoli golosità realizzate dagli chef del Manuelina  

 

 

LA FASHION WEEK SI VESTE DI PATATE

 

 

Gialle&Co. si prepara per l’attesa Fashion Week milanese, dal 19 al 25 settembre e la veste di patate. Ogni giorno, in base alle sfilate dei brand più famosi dedica una ricetta creata per l’occasione.
Il calendario delle sfilate si tinge di giallo:
 
19 settembre: Valentino
Un tributo al rosso Valentino per la baked potatoes realizzata da tutti ingredienti vermigni: insalata di radicchi, barbabietole, melograno e noci
 
20 settembre: Hermes
Trionfo dell’arancione, gli ingredienti sono: vellutata di zucca con inserto di pane centrale a forma di H e rosmarino
 
21 settembre: Dolce e Gabbana
Una patata che racconta della Sicilia più verace: salsa di pomodoro, basilico, ricotta e due medaglioni di melanzane fritte
 
22 settembre: Cavalli
La fantasia esotica Cavalli è nel stampata nel cuore di tutti: crema al mascarpone con fantasia zebrata di pasta di zucchero
 
23 settembre: Armani 
Per il milanese doc la patata si arricchisce di provola, cotoletta panata e pomodorini
 
24 settembre: Dsquared2
Ispirazione alla coppia Dean & Dan: una patata divisa in due, con friggitelli e costine al sugo, messi in ordine inverso per ogni metà.
 
Gialle&Co. 
Gialle&Co. è il primo ristorante a Milano che trasforma e reinterpreta in chiave italiana la tipica baked potato inglese.
Si trova in zona Moscova il ristorante meneghino interamente dedicato alla patata cotta al forno e declinata in quindici ricette signature e altre stagionali. Ce n'è per tutti: dalle Fishytariane alle Veggytariane, dalle Meatariane alle Vegane.
 
Tutto nasce dall'idea di cinque amici, durante un viaggio a Londra. Cercando qualcosa di tipico e poco distante dall'albergo la compagnia approda in un pub dove la proprietaria acclama a gran voce che qui si possono trovare le migliori baked potatoes della città. Ne ordinano diverse, dalla classica burro panna acida e bacon alla variante con pollo e salse, ma il tasting non è soddisfacente: pesantezza e gusto sciapo. Uno di loro decide quindi di sfidare la proprietaria a cucinare una baked potato all'italiana, in cambio di carpire i segreti della ricetta tradizionale. Quella notte nasce la prima ricetta della baked potato di Gialle&Co., la Threecolore con stracciatella, songino e pomodorini.
 
Le proposte:
Dai 7 agli 11 euro le proposte di Gialle&Co hanno nomi divertenti e ironici, come il concept del locale: si dividono in Fishytariane , per gli amanti del pesce, in Meatariane, per chi non può fare a meno della carne, in Veggytariane e Vegane per il popolo green.
Dodici proposte classiche e altre tre stagionali che arricchiscono la scelta dei menu. I signature dishes di Gialle&Co sono senza dubbio la Dr. Salmon& Mr. Butter (con salmone affumicato norvegese, burro alle erbe, crème fraîche, semi di zucca); la Mortacci yours (con guanciale croccante, salsa carbonara e pecorino); la Mamma’s (con ragout alla bolognese, besciamella, parmigiano) e  la  Semper Green (gorgonzola dolce, porri, pistacchio).
 
Il design: 
L’interior design del locale si ispira a luoghi rurali e genuini, attraverso l’utilizzo di materiali grezzi, ma che trattati ed accostati nel giusto modo diventano raffinati e inusuali. Un design elegante ma nude, il locale è caratterizzato dalla ricerca di pezzi vintage e dalla sperimentazione attraverso le contaminazioni di materiali antichi con altri ultramoderni. Ma la vera innovazione è la costruzione di una serra all'interno del locale: cucina e bar sono racchiusi all’interno di un artistico collage di vecchie vetrate vintage recuperate in tutta Italia, per trasmettere la sensazione di mangiare all’esterno pur essendo all’interno, in un gioco di dentro e fuori che trasporta in un mondo rurale, lontano dalla caotica Milano.
 

Camilla Rocca

 

FRACCARO CAFÈ DIVENTA IL PRIMO RISTORANTE “AMICO DEI DIABETICI”

 

 

Per primo in Italia, il menù del Fraccaro Cafè mostra, per ogni voce, il conteggio dei carboidrati (CHO), dettaglio fondamentale per l’assunzione corretta di insulina. In collaborazione con l’associazione Nastrino Invisibile Onlus, promotrice del progetto

 

Il Fraccaro Café è il primo ristorante in Italia adatto anche alle persone affette da diabete di tipo 1. 

Lo spazio gourmet aderisce alprogettod1abfriendpromosso daNastrino Invisibile Onlus, Associazione Trevigiana Giovani con Diabete, e presenta il proprio menù "a misura di diabete”

 

ll menù risponde all’esigenza della "strategia del conteggio dei carboidrati", fondamentale nel raggiungimento del controllo glicemico. Ogni voce del menù riporterà la quota chiamata CHO che indica la quantità di carboidrati presente in ogni porzione. 

 

Il diabete di tipo 1 è una patologia cronica autoimmune, in cui il pancreas non produce più insulina, e quindi è necessario iniettare sottocute la quantità corretta prima di ogni assunzione di cibo. 

 

Colpisce principalmente i bambini e i giovani. Si tratta di una delle patologie a maggior impatto sociale del nostro tempo. Il tasso di incidenza della malattia è in continuo aumento e sempre più precoce è l’età della diagnosi, gli ultimi dati parlano di un’incidenza di 1 bambino su 800colpito da diabete di tipo 1.

 

"Il Fraccaro Caféè un concept store con una formula originale, per questo abbiamo deciso di aderire a questo encomiabile progetto dedicato alle persone affette da diabete di tipo 1.“ dichiara il Presidente Luca Fraccaro. Aggiunge Paolo Pietrobon, Presidente del Fraccaro Café ”Il risultato implementa quella che è la vocazione naturale della location: riunire diverse esigenze e rispondere con la varietà offerta alle necessità di un vasto pubblico. Il fatto di essere il primo ristorante caffetteria d1abfriend in Italiaad offrire questo plus, con il menù che presenta il conteggio dei carboidrati, ci riempie di orgoglio. Speriamo di non essere i soli ma che altri esercenti seguano il nostro esempio

 

Ilnostro chef Luca Pibiri, insieme all’Associazione Nastrino Invisibile Onlus, che fa riferimento al centro diabetologico pediatrico di Castelfranco Veneto seguito dal Dottor Francesco Oteri, ha studiato ogni voce del menù, dai primi piatti alla pizza, dalle brioche per la colazione al gelato, per calcolare la quota di carboidrati presente in ogni porzione. Questa quota, chiamata CHO, viene indicata per ogni portata, agevolando, così, le persone affette da questa malattia. Inoltre questa informazione può essere utile a tutti coloro che semplicemente vogliono seguire una dieta controllata.”

 

Francesca Marchesi

MAGORABIN 2.0

 

 

 

Lunedi 17 settembre, a Torino, inaugurazione ufficiale dei nuovi locali

 

Cambia sede il celebre ristorante torinese di Marcello Trentini. A pochi passi dall’ubicazione storica di Corso San Maurizio, il Mago dà il via a una nuova avventura fatta di gusto e creatività

 

A Torino tutto pronto per scoprire la versione 2.0 del nuovo Magorabin. Venerdì 17 settembre saranno inaugurati ufficialmente i nuovi locali del celebre ristorante, distanti solo pochi passi dalla sede storica: Corso San Maurizio non solo non perde una delle sue iniziative imprenditoriali più vivaci, ma acquisisce un luogo d’incontro prestigioso che spicca per la modernità del concept e per il deciso cambio di marcia visivo e strutturale.

In pochi mesi Marcello Trentini, con la compagna di una vita Simona Beltrami, è passato dal sogno alla realtà: visioni immaginifiche e cosmopolitane si sono trasformate in una ambizione concreta prima, in un progetto poi.

Grazie all’incontro con l’architetto Lara Spano dello studio Lato51 la fantasia dello chef torinese ha innescato un processo creativo che è sfociato in un locale metropolitano, reattivo ed efficiente.

 

Da un lato le suggestioni di una memoria densa di esperienze internazionali, dall’altro la proiezione di un’idea di spazio che supera le convenzioni ha distillato un’idea polifunzionale del ristorante. Una cucina disegnata su misura di Marcello Trentini, uno spazio conviviale per le proposte gastronomiche più intense, un salotto con pezzi d’arredo contemporanei e vintage, l’angolo dell’ascolto dedicato a vinile e riproduzione analogica, una sala che offre spazio alla squadra di Simona, con proposte che affiancano le emozioni enoiche e le completano senza pregiudizio con miscelati, tisane, infusi.

 

Innovativo anche il servizio “limo” – in collaborazione con CTA Welcomeonboard - che si occuperà di recuperare gli ospiti ad indirizzo concordato ed accompagnarli al termine della serata per la più assoluta spensieratezza.

 

Lunedi 17 settembre Marcello e Simona accoglieranno gli invitati con irriverenti proposte gastronomiche, dai classici mainstream della cucina italiana alle provocazioni in salsa piemontese dello chef. Il Mago per una sera sarà anche acrobata, prestidigitatore, crooner, e per qualche istante, cuoco: per ringraziare i moltissimi che si sono già seduti ai tavoli del nuovo Magorabin, e per accogliere chi vorrà provare la nuova esperienza nei prossimi mesi.

Il ristorante Magorabin, stella Michelin dal 2013, associato JRE Italia e Le Soste, opera a Torino dal 2003 ed ha più volte rinnovato ed ampliato il locale “storico” in cui presto inizierà una nuova avventura, il “side project” Mago Alimentare. Una bottega con tutto il meglio della produzione alimentare regionale e nazionale oltre a proposte gastronomiche originali.

Marcello Trentini ha 47 anni, torinese, e da sempre condivide la vita del ristorante assieme a Simona Beltrami, alter ego in sala. La cucina del Mago è priva di pregiudizi e aperta ad ogni tipo di influenza senza perdere di vista l’anima torinese che l’ha generata e tutt’ora la permea profondamente.

  

Magorabin - Corso San Maurizio 61/B – Torino - t.0118126808 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  

 Simona Beltrami 392 9122877; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

IL GUSTO DELL’EMILIA ARRIVA A MILANO, DA GNOKO ON THE ROAD

 

NON SOLO GNOCCO FRITTO DA GNOKO, MA UN'ATTESA DEL SAPORE, CONDITA CON LA SEMPLICITÀ DI CHI STA PROVANDO A MOSTRARVI IL SUO CUORE, ATTRAVERSO UNA SOFFICE NUVOLA CALDA”

In via Gian Battista Tiepolo 1 a Milano ha aperto il piccolo laboratorio artigianale completamente a vista, dove si può ammirare il procedimento completo di preparazione del gnocco fritto. Gnoko è un take-away di gnocco fritto fatto al momento, una minuscola salumeria che vende prodotti tipici della Food Valley, un luogo dove poter gustare un aperitivo all'antica, ma con un pizzico di modernità.
 
Gnoko è un angolo d’Emilia nella città meneghina, dove si può comprare direttamente dalla cucina gnocco fritto e polpette casalinghe fatte al momento, sotto gli occhi.
 
Il menu prevede diverse opzioni dal “gnocco dello studente”, una sorta di panino mordiefuggi, ai “taglieri degustazione” ideali da condividere per l’aperitivo, passando per le “barchette” da portare a casa, per chi vuol godersi tutto il gusto di Gnoko in tranquillità. I prezzi? 2€ per lo gnocco dello studente (ovvero un unico gnocco di pasta fritta riempito al momento), 10€ per l’aperitivo che comprende un tagliere di salumi e gnocco con una bibita.  
 
Gli abbinamenti spaziano dai più classici salumi, ai formaggi, le tipiche eccellenze della Food Valley (culatta, salame di Felino e spalla cotta di San Secondo) elaborate dall’azienda parmigiana EatInParma.
 
Ma Gnoko accontenta anche i gusti dei vegetariani: il condimento può essere anche l’hummus di fagioli bianchi e curcuma, l’impasto del gnocco è già privo di strutto e fritto in olio di arachide 100 %.
 
Per i palati più sofisticati da provare il battuto di lardo e rosmarino, per chi ama i gusti decisi è ideale la crema di gorgonzola dolce e il Parmigiano Reggiano DOP e per sciogliere i cuori più gelidi, l’intramontabile Nutella per dolce.
 
“IL” GNOCCO FRITTO E IL PROGETTO GNOKO ON THE ROAD
 
“IL” gnocco fritto è una prerogativa emiliana, per distinguerlo dalla pasta fritta di qualsiasi altra città italiana.
Il progetto è nato nel 2015 come street-food, portando in giro per l’Italia su un ex trailer trasporto cavalli la ricetta del gnocco fritto tramandata dalla nonna emiliana di Zibello ai trentenni Martina Frattina e Andrea Morettini, fondatori di Gnoko on the road. Nel 2018 apre il suo primo punto vendita a Milano, in Città Studi, mantenendo però un tocco street molto evidente.
 
GNOKO on the road
via Gian Battista Tiepolo, 1 a Milano
Orari: lun-sab 11-22
Tel.: 02 35999851

Camilla Rocca

 

DOLOMITES SKY DINNER

 

 

il 21 settembre cena gourmet in ovovia
Si rinnova in Val Gardena l’appuntamento con la cena speciale servita in cabinovia.
 

DOLOMITES Sky Dinner, elegante cena nelle cabine panoramiche dell’ovovia dell’Alpe di Susi/Mont Sëuc, si svolgerà quest’anno il 21 settembre.
L’alta gastronomia gardenese e il contesto atipico e originale saranno i protagonisti della serata.
 
DOLOMITES Sky Dinner è un appuntamento mondano molto atteso. Il programma prevede un menu con 4 portate principali, servito all’interno delle 25 cabine a 2.000 metri che, per l’occasione, potranno accogliere da 2 a 6 persone su tavole elegantemente bandite. Infine, il dessert sarà servito presso il ristorante a monte, con vista eccezionale sul maestoso Sassolungo.
 
Ogni pietanza sarà accompagnata da importanti vini altoatesini serviti da un sommelier, mentre i 5 chef di rinomati ristoranti gardenesi, prepareranno piatti di altissima qualità. I ristoranti coinvolti sono: Adler Resort, Hotel Montchalet (Ortisei), Restaurant Suinsom (Hotel Tyrol Selva), Hotel Acadia Selva e il Ristorante Mont Sëuc.
Il programma prevede: ore 18:30 ritrovo e aperitivo alla stazione a valle Mont Sëuc; ore 19:00 inizio cena e, a seguire, dessert (servito, come detto, presso il ristorante a monte Mont Sëuc).
 
Il costo della cabina da 6 persone è di Euro 840,00.

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