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Ristoranti

AL VIA IL PROGRAMMA DI MED COOKING 2019

 


DALLE COSTE ITALIANE ALLA GRECIA 
PER LA TUTELA DEL MARE, CON FOCUS SU ACQUA E PESCA

link alle immagini https://drive.google.com/open?

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Si parte con il nuovo programma di MED COOKING 2019: informare, promuovere e tutelare per “alimentare il Mediterraneo”. Parte da queste linee guida l’edizione 2019 del Mediterranean Cooking Congress, evento organizzato dalla società By Tourist, giunto alla VI edizione ed itinerante sulle coste del Mediterraneo. La presentazione ufficiale del programma si è svolta ieri al José Restaurant di Torre del Greco con la partecipazione di Gaetano Cimmino, Sindaco di Castellammare di Stabia, Antonino Miccio, direttore dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, Rosario Lopa, portavoce Consulta Nazionale per Agricoltura, risorse ambientale ed acqua, e gli chef Domenico Iavarone del ristorante Josè Restaurant di Torre del Greco e Pietro D’Agostino del ristorante La Capinera di Taormina.
 
LE TAPPE DI MED COOKING 2019:
La kermesse giunta alla VI edizione navigherà dunque nel 2019 tra le coste italiane con tappe a Castellammare di Stabia, il 24 marzo; a Venezia il 30 settembre, a Taormina il 28 ottobre. Il momento congressuale si svolgerà in navigazione verso la Grecia il 1° ottobre.
Focus del prossimo anno saranno “acqua e pesca”. Acqua intesa come risorsa primaria per il genere umano e fondamentale per alimentare il Mediterraneo, osservando quindi le risorse idriche delle coste italiane e con progetti di marketing specifici puntare alla tutela di tali risorse, avvalendosi di enti di ricerca e formazione, istituzioni, associazioni e società specializzate.
 
IL PROGRAMMA E LE DICHIARAZIONI:
“Da qui la sinergia avviata con il Comune di Castellammare di Stabia e l’Area Marina Protetta di Punta Campanella – illustra Luisa Del Sorbo, manager della società By Tourist e ideatrice del Med Cooking – impegnandoci in un educational di due giorni, a marzo, alle Terme di Stabia; con chef rinomati come Gennaro Esposito di La Torre del Saracino di Vico Equense, Vincenzo Guarino di Il Pievano di Gaiole in Chianti, Alfonso Porpora del Pastabar Leonessa, il giornalista Eduardo Raspelli di Mela Verde, Rosalba Giugni di Mare Vivo, Umberto Masucci del Propeller Club che ha patrocinato l’evento, produttori come Pastificio Artigianale Leonessa e I Sapori di Corbara e tante altre figure di spessore nei settori di gusto, informazione e marittimo come Guardia Costiera, Porti e Compagnie di navigazione. Tutti coinvolti per accendere i riflettori sulle 28 diverse sorgenti di Castellammare di Stabia, denominata “città delle acque”, ed avviare la raccolta firme per il Riconoscimento Unesco di Patrimonio Naturale dell’Umanità”.

 

Naturalmente si parlerà di ecosistemi, normative europee per il settore della pesca per tutelare flora e fauna di questo profondo mare. Si navigherà verso l’arcipelago di Venezia con le sue oltre cento isole ricche di biodiversità, per poi ripartire in autunno verso la Grecia a bordo della Grimaldi, per analizzare metodi e gestione del settore pesca, le trasformazioni e soprattutto i limiti che bisogna garantire, per tutelare il futuro del Mediterraneo ed una continua “alimentazione” con un consumo sostenibile.
“Una corretta informazione su scelte responsabili e consapevoli - dice Rosalba Giugni Presidente dell’associazione Marevivo - per recare meno danni possibili al mare vuole essere il nostro apporto a questo importante evento che vede uniti chef e gente di mare, imprenditori e ambientalisti. Non dobbiamo mai dimenticare che è necessario consumare meno per dare al mare il tempo di rigenerarsi in modo da prelevare gli interessi e non intaccare il capitale naturale”.

 

Ed è appunto a favore dei progetti di ricerca e le iniziative per la tutela del mare che saranno raccolti durante il 2019 dei fondi con serate a tema, in cui gli chef delle coste del Mediterraneo saranno protagonisti con menù ad hoc, seguendo stagionalità della pesca e variando in modo responsabile le ricette a base di pesce, puntando alla fine del tour a creare un vademecum per informare e sensibilizzare consumatori, ristoratori e pescatori su cosa pescare, cucinare e mangiare, come e quando. Il Mediterranean Cooking Congress 2019 si concluderà ad ottobre in Sicilia, esattamente a Taormina, tra laboratori culinari e scientifici, tavole rotonde con consorzi di pescatori, in un programma ricco di iniziative coordinate da Pietro D’Agostino, chef patron del ristorante stellato La Capinera, in sinergia con enti di ricerca, imprenditori ed associazioni del territorio.
 
LA COLLABORAZIONE CON GLI ISTITUTI ALBERGHIERI
Non mancherà una finestra dedicata alla formazione delle nuove generazioni. Continueranno infatti a febbraio e marzo i laboratori di Gusto Mediterraneo per gli studenti degli Istituti Alberghieri della Campania, che avranno come location l’istituto I. Cavalcanti di Napoli e che nel 2020 faranno tappa anche in Sicilia e Toscana. Un programma dunque ricco che si avvale di un team tecnico e professionale costituito da giornalisti ed esperti del mondo del gusto, tra cui Santa di Salvo di Il Mattino e scrittrice di numerosi libri e saggi in ambito gastronomico, Bianca D’Antonio di The Med Telegraph e consigliere Propeller Club, Giuseppe Giorgio di Il Roma e Gambero Rosso, Filomena Petrella di Gusto Mediterraneo, Michele Armano di Il Denaro e collaboratore della Guida ai Ristoranti di Il Gambero Rosso, in supporto per la parte redazionale Fosca Tortorelli già collaboratrice di Identità Golose e Dario Sautto collaboratore di Il Mattino.

 

Un team all’opera per completare con contenuti tecnici e dossier scientifici le pubblicazioni che già da dieci anni porta avanti la società By Tourist, tra cui la rivista in doppia lingua Gusto Mediterraneo, che si arricchirà dal 2019 della guida informativa Mediterranean Experiences che già si avvale di collaboratori su tutte le coste del Mediterraneo.
“I laboratori – illustra Michele Armano, referente formativo del team tecnico del Med Cooking Congress – saranno teorici e dimostrativi, con una fase di ricerca sul campo che vedrà il coinvolgimento di varie aziende. Le materie prime del Mediterraneo che andremo ad analizzare saranno ulivo, grano e pomodoro. Gli uditori saranno gli studenti del IV anno degli istituti alberghieri sezione cucina, che ci seguiranno nel 2019 agli educational della kermesse e dopo un anno di formazione, come fase di stage, agli appuntamenti all’estero del Med Cooking, quale esperienza formativa fondamentale per la crescita completa e responsabile dei cuochi del futuro”.
 
Per contatti:
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FOCACCIA DI RECCO & I PRIMI DELLA TRADIZIONE

Di Virgilio Pronzati

 

Foto di Mara Daniela Musante

 

 La focaccia di Recco IGP abbinata alla birra Maltus Faber

Da luglio all’inizio dell’autunno, lo storico ristorante Manuelina di Recco ha promosso sei serate golose con piatti sia della tradizione che reinterpretati, sempre caratterizzate ognuna, da un prodotto d’eccellenza del territorio.  Sei incontri che hanno riscosso un notevole interesse tra i numerosi clienti, e da un gruppo di giornalisti. Tre ghiotte serate in Focacceria e altrettante cene gourmet al Ristorante, dove i clienti e gli ospiti sono invitati ad esprimere i propri pareri sui piatti degustati.  

 La focaccia di Recco IGP abbinata alla birra DecennAle di Maltus Faber

Lo scorso quattro ottobre la cena conclusiva. La parte iniziale del locale, un’elegante veranda chiusa, ha sostituito nell’occasione la Focacceria. Vari tavoli tondi con clienti-gourmet e, al centro della sala, quello con alcuni giornalisti già presenti alle diverse serate, tra cui Massimiliano Lussana, Pietro Tarallo, Mara Daniela Musante e chi ha scritto.  Allettante il menù, con i piatti più ricercati della tradizione del genovesato, in particolare del Golfo Paradiso. L’inizio, ormai consolidato nel tempo, era siglato dall’irrinunciabile focaccia di Recco col formaggio IGP.  Due versioni molto simili tra loro, dove le sottili e fragranti sfoglie racchiudono la sapida e fluida crescenza.  

 Corzetti dei Fieschi pinoli e maggiorana sposati alla birra Brune

Seguono due classici primi piatti.  Le trofie matte col pesto. Un piatto che evoca tradizioni del passato ma ancor oggi ben presente sulle tavole di buongustai e di affermati locali.  Realizzate con farina di frumento e di castagna. Quest’ultima, usata in modi diversi, ha contribuito per lungo tempo al sostentamento alimentare degli abitanti delle valli Fontanabuona e Graveglia, nonché di quelli delle altre località montane del Genovese. Storici i corzetti dei Fieschi pinoli e maggiorana.  Dischetti di pasta della forma del Genovino, antica moneta della Repubblica di Genova, con bassorilievi raffiguranti stemmi di nobili casati. 

 La birra DecennAle

Le salse per condirli sono di noci e di pinoli, entrambe con l’immancabile maggiorana, l’erba aromatica più usata nella cucina di Genova e del levante genovese.  Dulcis in fundo col Semifreddo alla panera. L’unico dolce freddo ottocentesco di tutta la Liguria, dal delicato sapore di caffè.  

 Lo chef Marco Pernati con un piatto di Trofie matte col pesto abbinate all’Ambrata

A parte il semifreddo che non va abbinato a nessuna bevanda, Focaccia e primi piatti sono stati abbinati alle buone e premiate birre del birrificio Maltus Faber di Genova. La bionda DecennAle (creata appunto per il decennale dell’azienda) con la focaccia col formaggio, le trofie matte col pesto all’Ambrata e i corzetti pinoli e maggiorana con Brune. Una saporosa cena realizzata dal bravissimo chef Marco Pernati, con la perfetta regia di Cristina Carbone.

 Semifreddo alla Panera 

 

 

A VILLA SELVATICO DI RONCADE IL PREMIO GIANNITESSARI-VENEZIE A TAVOLA COME MIGLIOR RISTORANTE EMERGENTE

 Al ristorante guidato dal giovane cuoco Alessandro Rossi il premio della guida Venezie a Tavola consegnato dall’azienda agricola Giannitessari di Roncà

É Villa Selvatico, locale di Roncade (Treviso) guidato dal giovane cuoco toscano Alessandro Rossi, il Miglior Ristorante Emergente del Triveneto dell’anno. Villa Selvatico è stato selezionato dal critico gastronomico Luigi Costa e premiato dall'azienda agricola Giannitessari di Roncà (Verona).

Alessandro Rossi ha ricevuto il riconoscimento direttamente dalle mani di Valeria Tessari, figlia di Gianni, titolare dell’omonima azienda agricola. La premiazione è avvenuta in occasione della presentazione della nona edizione della guida Venezie a Tavola, pubblicazione a cura Venezie Post che ogni anno rivela gli indirizzi delle eccellenze enogastronomiche e dei ristoranti gourmet di tutto il Triveneto e non solo. Dall’Alto Adige alla regione istriana, passando per la laguna veneta, sono oltre 150 i ristoranti segnalati e più di 50 i vini e i prodotti artigianali presenti nella guida.

 “Si tratta di giovani talenti ricchi di promesse che hanno struttura, sguardo all'orizzonte e profondità di ricerca" ha spiegato Costa che nella sua carriera ha scovato decine di talenti. Lo stile moderno e tecnicamente avanzato dello chef Alessandro Rosso, la sua cucina dai sapori concreti che combina i profumi della tradizione toscana con intriganti ed inediti accostamenti, ha saputo conquistare i palati più raffinati. Rossi e la sua cucina hanno saputo ridare vita all’elegante edificio del primo Novecento in cui ha sede Villa Selvatico, nel cuore della campagna trevigiana, dove la pianura incontra il mare arricchendola di nuovi sapori.

“Sono onorata di premiare questo giovane talento, che sa giocare con i contrasti e che riesce a stupire senza mai cadere nel tranello dell’esagerazione e degli inutili orpelli. Quella di Alessandro Rossi è una cucina che si ispira ai profumi della sua terra, la Toscana, ma che allo stesso tempo innova profondamente e radicalmente la tradizione”, afferma Valeria Tessari.

Una strada che Gianni Tessari persegue attraverso vini in grado di coniugare piacevolezza e carattere. Tre i territori e le denominazioni nelle quali l'azienda opera: Lessini Durello di cui rappresenta uno dei principali produttori della versione Metodo Classico, Soave per i vini bianchi e Colli Berici per i vini da vitigni a bacca rossa.

Circa 55 gli ettari di vigneto distribuiti nelle tre DOC tra le province di Verona e Vicenza, una moderna cantina con circa 7.000 metri e 350.000 bottiglie prodotte, per un totale di quindici etichette.

 

Michele Bertuzzo

WORLD PASTA DAY - 25 OTTOBRE2018

PHILIP GUARDIONE Executive Chef di Piccola Cucina New York presenta la sua rivisitazione della PASTA CON LE SARDE 

 

In occasione del World Pasta Day, celebrato in tutto il mondo il 25 ottobre 2018, l’Executive Chef della catena di ristoranti Piccola Cucina a New York Philip Guardione ha deciso di creare una rivisitazione speciale della pasta con le sarde, una delle pietanze siciliane a cui è più legato e che riscuote grandissimo successo tra gli avventori dei suoi locali. 

 

Sarde, pinoli, uvetta e finocchietto: questi gli ingredienti che vanno a comporre la pasta con le sarde, una delle più conosciute ricette tradizionali siciliane, amata ed apprezzata per l’inconfondibile bouquet di profumi e sapori che richiamano alla mente suggestioni mediterranee, di terra e di mare. Dalla sapidità delle sarde al gusto fresco e aromatico del finocchietto, alla nota agrodolce dell’uvetta...questo tipico piatto povero nasce dal connubio di pochi e semplici ingredienti che rappresentano un vero e proprio inno alla maestria culinaria siciliana. 

 

Ed è proprio da qui, nel rispetto della ricetta originale, che Philip Guardione è partito per creare la sua rivisitazione della pasta con le sarde: servita con fragranti polpettine di sarde e morbida crema di zafferano, la pietanza mantiene l’identità della ricetta classica declinandone la complessità in un gioco di contrasti tra dolce e salato, vellutato e croccante, che all’assaggio detonano in un’esplosione di gusto. Sperimentazione e creatività senza mai prescindere dalla scelta di materie prime di altissima qualità provenienti dall’Italia, a testimoniare il forte legame dello Chef con le sue radici catanesi e le antiche tradizioni culinarie della sua terra. 

 

<<Il World Pasta Day – dice Philip Guardione - è la ricorrenza che celebra l’alimento simbolo della dieta mediterranea, alimento con il quale sono cresciuto e che amo sopra ogni cosa. La pasta è la protagonista indiscussa nei menu dei miei ristoranti, servita a tavola direttamente in padella in diverse varianti di condimento e forma. Quest’anno ho deciso di omaggiare questa giornata rivisitando un piatto della tradizione che da sempre riveste un ruolo di primo piano nella mia cucina: la pasta con le sarde. Un’ulteriore occasione – conclude lo Chef - per far scoprire ai nostri affezionati ospiti un cardine della gastronomia siciliana rivisitata in chiave creativa e contemporanea>>. 

 

Lo chef Philip Guardione persegue, e con grande successo, l’obiettivo di far conoscere ed apprezzare anche all’estero i sapori della cucina tradizionale siciliana. I ristoranti Piccola Cucina, infatti, sono tra i più amati a New York, tanto che oggi si trovano ai primi posti su Tripadvisor tra tutti i ristoranti newyorkesi. Piccola Cucina Osteria ha vinto inoltre il prestigioso premio 100per100 Italian Restaurant come miglior ristorante Made in Italy a New York. Il merito di questo importante traguardo si deve alla bontà delle materie prime, all’atmosfera calorosa che si respira e alla cordialità di tutto il team che vi lavora. 

 

Francesca Montesano 

 

ACQUA E FARINA: IL #SOFFIODIGRANO DI ROSARIO GIANNATTASIO

Il pizzaiolo salernitano reinterpreta la tradizione napoletana a Vicenza con il suo speciale impasto ad alta idratazione e lunga lievitazione

L’arte della pizza sbarca a Vicenza, racchiusa in un impasto soffice e leggero. Il pizzaiolo Rosario Giannattasio presenta il suo #Soffiodigrano, una preparazione realizzata con alte percentuali di idratazione, lunga lievitazione e ingredienti di prima qualità, che è possibile assaggiare nel locale Acqua e Farina. Una personale reinterpretazione della pizza napoletana.

L’impasto, realizzato con farine di tipo 1 con germe di grano, raggiunge un'idratazione del 75-80%, rispetto alla media in città del 58-60%, partendo da una biga di 24 ore e da un successivo reimpasto cui segue una fase di lievitazione di 36-48 ore. “Questa tecnica – spiega Rosario Giannattasio, titolare di Acqua e Farina – permette di preparare una pizza estremamente digeribile e dal cornicione alto e alveolato, in grado di valorizzare al meglio i sapori e i profumi dei condimenti, tutti di prima qualità e selezionati con cura. L’impasto #Soffiodigrano rispecchia pienamente la mia filosofia di pizza ed è nato dopo anni di attenta ricerca e studio dei processi di fermentazione e idratazione.”

Originario di Salerno, Rosario cresce nel ristorante-pizzeria dello zio, affascinato dalla figura del pizzaiolo, in grado di trasformare ingredienti semplici come l’acqua e la farina in un piatto saporito e amato da tutti. Trasferitosi in Veneto, mette le mani in pasta frequentando i corsi dei maestri come Piergiorgio Giorilli, Simone Padoan, Renato Bosco e del consulente Marco Lungo.
Da Acqua e Farina, aperta dal 2014, si può trovare un’ampia scelta di pizze, costantemente aggiornata, in abbinamento a una selezione di vini naturali e birre artigianali. 42 posti a sedere per un locale intimo e informale.

Acqua e Farina, Via G. Vaccari, 110 Vicenza

Anna Sperotto

Tartufo e patate- il menu autunnale di Gialle&Co

 

Gialle&Co. per tutto il mese di ottobre dedicano una special al tartufo: si chiama "Uncle Tartufo", zio tartufo, ovvero una baked potatoes con crema di castagne, funghi trifolati e tartufo nero. Inoltre parte da questo mese anche il nuovo menu autunnale con quelli che sono già considerati dei must: per Halloween “Cinderella’s Dream” con  scamorza, crema di zucca, bacon e la “Fuori di Zucca” con crema di formaggi, zucca al forno, porri e granella di nocciole sono già le più scelte, come quella appositamente pensata per la festa, “Allouin”, con crema broccoli,  zucca al forno e pistacchi.

Link al menu:gialleandco.com/wp-content/uploads/Menu.pdf

Gialle&Co. 
 
Gialle&Co. è il primo ristorante a Milano che trasforma e reinterpreta in chiave italiana la tipica baked potato inglese.
Si trova in zona Moscova il ristorante meneghino interamente dedicato alla patata cotta al forno e declinata in quindici ricette signature e altre stagionali ideate dallo chef Andrea Vigna. Ce n'è per tutti: dalle Fishytariane alle Veggytariane, dalle Meatariane alle Vegane.

                                                                                                                              
Tutto nasce dall'idea di cinque amici, durante un viaggio a Londra. Cercando qualcosa di tipico e poco distante dall'albergo la compagnia approda in un pub dove la proprietaria acclama a gran voce che qui si possono trovare le migliori baked potatoes della città. Ne ordinano diverse, dalla classica burro panna acida e bacon alla variante con pollo e salse, ma il tasting non è soddisfacente: pesantezza e gusto sciapo. Uno di loro decide quindi di sfidare la proprietaria a cucinare una baked potato all'italiana, in cambio di carpire i segreti della ricetta tradizionale. Quella notte nasce la prima ricetta della baked potato di Gialle&Co., la Threecolore con stracciatella, songino e pomodorini.


Le proposte:
 
Dai 7 agli 11 euro le proposte di Gialle&Co hanno nomi divertenti e ironici, come il concept del locale: si dividono in Fishytariane , per gli amanti del pesce, in Meatariane, per chi non può fare a meno della carne, in Veggytariane e Vegane per il popolo green.
Dodici proposte classiche e altre tre stagionali che arricchiscono la scelta dei menu. I signature dishes di Gialle&Co sono senza dubbio la Dr. Salmon& Mr. Butter (con salmone affumicato norvegese, burro alle erbe, crème fraîche, semi di zucca); la Mortacci yours (con guanciale croccante, salsa carbonara e pecorino); la Mamma’s (con ragout alla bolognese, besciamella, parmigiano) e  la  Semper Green (gorgonzola dolce, porri, pistacchio).
 
Il design:
 
L’interior design del locale si ispira a luoghi rurali e genuini, attraverso l’utilizzo di materiali grezzi, ma che trattati ed accostati nel giusto modo diventano raffinati e inusuali. Un design elegante ma nude, il locale è caratterizzato dalla ricerca di pezzi vintage e dalla sperimentazione attraverso le contaminazioni di materiali antichi con altri ultramoderni. Ma la vera innovazione è la costruzione di una serra all'interno del locale: cucina e bar sono racchiusi all’interno di un artistico collage di vecchie vetrate vintage recuperate in tutta Italia, per trasmettere la sensazione di mangiare all’esterno pur essendo all’interno, in un gioco di dentro e fuori che trasporta in un mondo rurale, lontano dalla caotica Milano.

 
Camilla Rocca

 

 

DA SUSAN SARANDON A WHOOPY GOLDBERG, LE STAR PREFERISCONO LO STILE ITALIANO

 

 

 

Filippo Sinisgalli e la brigata de Il Palato Italiano sono in viaggio negli Stati Uniti per portare oltre confine il meglio della cucina italiana, attraverso eventi tailor made di rara suggestione 

 

Il Made in Italy nel mondo 

Lo stile italiano è apprezzato in tutto il mondo per la capacità di innovazione e la grande creatività che lo contraddistinguono in ogni settore, dalla moda al design, alla gastronomia. Del resto, la stessa Madonna citava gli italiani con uno slogan che poi in epoca virale sarebbe diventato un tormentone: “Italians do it better” (“gli italiani lo fanno meglio”). Prendendo in prestito la celebre frase della cantante americana di origini italiane, si può tranquillamente dire che il Made in Italy è da sempre vincente, in particolare per quanto riguarda l’universo culinario, che ha reso il Bel Paese una delle mete preferite da chi ama il buon cibo. Allo stesso tempo, però, valorizzare la cucina italiana, la sua arte e la sua tradizione, significa anche essere pronti a condividere il proprio patrimonio eno-gastronomico andando oltre confine. Da questo presupposto nascono gli eventi tailor made de Il Palato Italiano e del suo chef Filippo Sinisgalli. 

 

Un percorso esperienziale su misura 

All'interno del progetto de Il Palato Italiano, la creatività dello chef Filippo Sinisgalli e della sua brigata si concretizza in realizzazioni sartoriali di piatti unici e menù studiati appositamente per serate irripetibili e in grado di soddisfare le richieste dei clienti internazionali. L’obiettivo è esportare la tradizione gastronomica italiana fra le mura domestiche dei grandi appassionati di cibo di tutto il mondo. Un'occasione unica per testare la cucina dello chef Sinisgalli e immergersi in un universo di nuovi sapori che non lascerà indifferenti. 

In tour da New York a Los Angeles 

 

Ogni anno, Filippo e la sua brigata sono invitati negli Usa da star della East (New York) e della West Coast (Los Angeles), da Susan Sarandon a Whoopy Goldberg, fino a Briana Evigan e a Neil Patrick Harris, per organizzare nelle loro dimore da mille e una notte una serata in vero stile italiano: riservati Chef@Home in grado di portare in ogni casa l’autentica passione italiana per la cucina, evidente a partire dalla scelta dei prodotti e dei vini, fino alla mise en place. Creativi, organizzatori, produttori, chef e sommelier si muovono all’unisono, portando ciascuno la propria professionalità e le proprie intuizioni, per fare di un appuntamento un grande evento. Un percorso esclusivo che guida gli ospiti alla scoperta degli autentici sapori italiani e che non si limita a stimolare solo il palato, ma anche il cuore e la mente. Gli ospiti, infatti, vengono accompagnati in questo viaggio culinario dalle accurate narrazioni dello chef e dei sommelier, così da essere pienamente consapevoli dei procedimenti, della scelta degli accostamenti e delle materie prime di ogni preparazione e di ogni calice servito in tavola. 

 

 

 

Il Palato Italiano nasce come food hunter e coach di brigate di cucina professionali. Sotto l’egida di due ambassador in grado di valorizzare i prodotti e i giovani talenti, l’Executive Chef Filippo Sinisgalli e il Maestro di Cerimonie e Sommelier Tiziana Sinisgalli, crea food experience su misura dall’impronta rigorosamente tailor made sono più richiesti; destinazioni raggiunte grazie a un preciso calendario di appuntamenti su prenotazione, che vedono la brigata impegnata in una tournée, proprio come un artista in concerto. Il Palato Italiano, infatti, nel suo headquarter bolzanino, riesce a “offrire del tempo di qualità”a quei clienti che decidono di farsi coccolare nei 1000 m2 a disposizione (lezioni one to one, teambuilding, weekend customizzati), oltre a firmare il percorso educativo e sensoriale di coloro che porteranno la bandiera italiana anche oltreoceano. 

 

IL PALATO ITALIANO ONLINE 

www.ilpalatoitaliano.it www.facebook.com/ilpalatoitaliano www.instagram.com/ilpalatoitaliano Hashtag 

#IlPalatoItaliano #chefFilippo #FilippoSinisgalli #ItalyOutOfItaly 

 

Leilha Tartari - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

OSTERIE D'ITALIA 2019 SLOW FOOD LA PRESENTAZIONE IN LIGURIA VENERDI'' 16 NOVEMBRE 2018

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Cari Amici,

autunno caldo alla Brinca di Ne! Ecco tutte le notizie nell’ordine.

Venerdì 16 Novembre grande evento per la presentazione regionale della Guida Osterie d’Italia 2019 di Slow Food, con tante novità e anteprime:

Osterie d’Italia 2019 Slow Food

 La presentazione in Liguria!

Venerdì 16 Novembre 2018

E’ con grandissimo piacere che annunciamo la prossima serata di degustazione alla Brinca.

Da un’idea del mentore Maurizio Stagnitto, Venerdì 16 Novembre prossimo ci sarà la presentazione regionale della Guida Osterie d’Italia 2019 di Slow Food alla presenza di uno dei due curatori Eugenio Signoroni. Una serata tutta Ligure, dove i piatti della Brinca saranno accompagnati da tre piatti di altrettante Osterie della Provincia di Genova appena entrate in Guida:                                                                                  Vegia Òstàja Da-O Pöulo di Genova Sestri Ponente,                                    Doî Taggiæn di Genova Serra Riccò,  Il Castagneto di Castiglione Chiavarese

E i vini in abbinamento sono di tre cantine Liguri da sempre premiate dalla Guida SlowWine:

Vis Amoris di Imperia, La Ricolla di Ne, La Felce di Ortonovo

Dalle ore 20,00

nell’attesa, torta di riso e pan Martin col pesto di mortaio della Brinca

con Visss 2018 (pigato rifermentato in bottiglia) – Vis Amoris, Imperia (anteprima!)

Ore 20,30

Tortino di patate, verza, sablé salata alle olive, con baccalà al vapore, olio nuovo, olive e santoreggia –               Il Castagneto, Castiglione Chiavarese

con

Pigato Riviera Ligure di Ponente superiore d.o.c. Sogno 2016 – Vis Amoris, Imperia

 

Corzetti alla Polceverasca - Doî Taggiæn, Genova Serra Riccò

con

Liguria di Levante In Origine (vermentino+trebbiano+malvasia+albarola) 2017 (anteprima!) –               La Felce, Ortonovo

 

Ravioli al tocco - Vegia Òstàja Da-O Pöulo, Genova Sestri Ponente

con

Colline del Genovesato Rosso Tòseò (ciliegiolo + sangiovese) 2017 – La Ricolla, Ne (anteprima!)

 

Le tre Cime: vitello, coniglio, faraona – La Brinca, Ne

con

Liguria di Levante Rosso In Origine (canaiolo+massaretta+alicante+sangiovese) 2017 – (anteprima!)

La Felce, Ortonovo

 

Ciài (Torta di Chiavari) – La Brinca, Ne (novità!)

con

Sarvegu Passito Bianco Portofino d.o.c. 2017 (vermentino) – La Ricolla, Ne (anteprima!)

 

In omaggio ogni 2 persone una copia della Guida Osterie d’Italia 2019

€ 50,00 a persona

Una piccola quota della serata sarà devoluta all’emergenza abitativa dovuta al crollo del ponte di Genova.

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Lunedì 12 novembre saremo in “trasferta” a Trieste per una grande cena insieme agli Amici delle Premiate Trattorie Italiane Amerigo e La Crepa, ospiti di Devetak e del gruppo carsolino Okusi Krasa, con le più alte autorità Italo-Slovene. Il programma lo pubblicheremo a breve su facebook La Brinca.

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Saremo chiusi per i lavori di decorazione natalizia da LUNEDI’ 19 NOVEMBRE e riapriremo GIOVEDI’ 6 DICEMBRE, giusto per l’altro grandissimo evento di degustazione che potete già vedere su http://www.labrinca.it/index.php?ID=239 , e del quale Vi invieremo a novembre il menù nel dettaglio.

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Su http://www.labrinca.it/index.php?ID=237

trovate i menù del grande pranzo di Natale (attenzione, pochissimi posti ancora disponibili...),                                       il Cenone del 31 dicembre, il pranzo di Capodanno 1 gennaio 2019.

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Per tutte le notizie, anche dell’ultimo minuto, seguteci su https://www.facebook.com/labrinca/ , su https://www.facebook.com/premiatetrattorieitaliane/ e su instagram la_brinca 

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La “solita” vanagloria:

la conferma di Chiocciola/Bottiglie/Formaggio su Osterie d’Italia 2019 di Slow Food (dal 1998!),                                  

                                     per la prima volta 1 Cappello sulla Guida dell’Espresso 2019,                                                           Menzione Speciale su la Guida Liguria 2019 di Repubblica,                                    conferma della Corona Radiosa (massimo riconoscimento dal 2006!) e premio Miglior Sosta assoluta del Levante Ligure per la Guida GATTIMASSOBRIO 2019, e nelle prossime settimane arriveranno altri importanti riconoscimenti...                                                         

La critica gastronomica nazionale ed estera premia sempre il nostro impegno, ma dobbiamo ringraziare soprattutto Voi per il grande affetto che ci dimostrate tutti i giorni venendo qui, per le parole che ci dedicate e per quello che scrivete di noi. E’ davvero emozionante sapere che tanta gente apprezza il tuo lavoro e la tua volontà di dare valore al territorio. Grazie di cuore, sinceramente.

Un abbraccio da tutta la Famiglia della Brinca!    

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