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Cibi

IL MENU “SENZA” PER SAN VALENTINO DI TIZIANA COLOMBO

Come deliziare Il vostro Lui o la vostra Lei a San Valentino con un menù “senza” (lattosio, glutine, nichel)? Semplice, con alcune ricette pensate ad hoc da Tiziana Colombo

Sensibile al tema delle intolleranze, Tiziana, alias Nonna Paperina, propone ogni giorno sul suo blog (nonnapaperina.it) ricette golose ed interessanti per tutti coloro che, pur soffrendo di queste patologie, non vogliono rinunciare ad uno dei piaceri della vita: il buon cibo. Non resta che provare!

Per la Festa degli Innamorati, perché non lasciarsi tentare da dolci sfiziosi e scenografici, realizzati senza glutine e con farine alternative, che deliziano gli occhi ed il palato? Nonna Paperina ne propone due: i Cuori di pasta sfoglia ed i Bicchierini al pistacchio, fragole e limone.

I Cuori sono delle delicate sfoglie fatti con un mix di farine, riso, tapioca, quinoa e fecola di patate, poi farciti con una leggera e golosissima crema aromatizzata alla vaniglia e scorza di arancia.

I Bicchierini sono, invece, delle irresistibili preparazioni a base di crema pasticcera e soffice pan di spagna con crema pasticcera al limone, preparata con latte vegetale di riso, con pistacchi e fragole fresche aromatizzate ai semi di cardamomo.

Due dolci proposte adatte alle esigenze di chi è intollerante al glutine ed al lattosio, da preparare passo dopo passo per stupire la propria metà con un tocco d’ amore in più. E per i più volenterosi, Tiziana propone menù completi con primi, secondi, contorni, ecc… Non c’è che l’imbarazzo della scelta!

Buon San Valentino a tutti!

Tiziana Colombo  - Una food blogger per passione. Nel 2004 apre il suo blog “nonnapaperina.it” per occuparsi di cucina a tutto tondo. Nel 2011, dopo aver scoperto di essere intollerante sia al nichel che al lattosio, si specializza in ricette ad hoc per chi soffre di queste patologie e fonda l’Associazione “Il Mondo delle intolleranze”. Diventata sempre più popolare, Tiziana ha al suo attivo 3 libri, ciascuno dedicato ad una specifica intolleranza: al nichel, al lattosio e al glutine, l’ultimo in ordine di tempo. La sua passione per la buona tavola, la sua capacità di raccontare in chiave semplice ed immediata come convivere con queste patologie l’hanno portata in breve tempo ad ottenere una grande popolarità a livello mediatico e sui canali social. Attualmente lavora ad un innovativo progetto: la costruzione de "La Scuola delle Intolleranze" che sorgerà a Basiano (MI) e che si occuperà di divulgare sana cultura alimentare attraverso corsi di cucina, seminari, banqueting.

Cuori di pasta sfoglia

Ingredienti per 4 persone

per la pasta

·      50 gr fecola patate

·      150 gr farina riso

·      80 gr farina quinoa

·      60 gr farina tapioca

·      1 cucchiaino aceto mele

·      50 ml olio semi o olio extra vergine oliva o in alternativa 70 gr di burro senza lattosio

·      140/150 ml acqua ghiacciata

·      q.b sale

·      q.b. zucchero velo

Per la crema all'acqua

·      25 gr farina riso

·      2 cucchiai zucchero canna extrafine

·      q.b. acqua

·      q.b. aromi vaniglia e scorza arancia grattugiata

Procedimento

In un pentolino sciogliete la farina di riso con un pochino di acqua tiepida per evitare che si formino grumi, aggiungete lo zucchero e gli aromi e continuate, piano piano, ad inserire l'acqua, fino ad ottenere la consistenza desiderata portando ad ebollizione.

Lasciate bollire per un paio di minuti e poi lasciate intiepidire.

Setacciate le farine. Versate le farine con l'aceto, l'olio, un pizzico di sale e l'acqua ghiacciata ed impastate velocemente.

Fate riposare l'impasto in frigorifero per 30 minuti, poi distendete fino a che non diventa quasi trasparente, per 4 o 5 mm circa. Fate molta attenzione a non “strappare” la pasta.

Dividete in due rettangoli uguali la sfoglia e con un cucchiaino depositate una noce di crema distanziando la farcia, in modo da poter "tagliare" il cuore.

Con un dito bagnato di acqua bagnate la sfoglia intorno al ripieno, in modo che quando ci distenderete sopra l’altra parte della pasta aderisca bene in chiusura.

Coprite con l'altro rettangolo di pasta brisée  e ritagliate il cuoricino con la formina a cuore .

Spolverate con abbondante zucchero a velo e cuocete per 15 minuti circa a 200°C.

 Bicchierini al pistacchio, fragole e limone

Ingredienti per 4 bicchierini:

ingredienti per il pan di spagna:

20 g tuorli a temperatura ambiente

50 g uova a temperatura ambiente

45 g farina di riso

5 g amido di mais

10 g farina di pistacchi (oppure, pistacchi non salati frullati fino a trasformarli in farina)

 Ingredienti per la crema pasticcera:

250 ml latte di riso

3 tuorli a temperatura ambiente

40 g zucchero semolato

10 g amido di mais

10 g farina di riso

1 limone non trattato

Ingredienti per il cuore alle fragole:

250 g fragole

1 limone non trattato

4 bacche di cardamomo

Procedimento

Preparate il pan di spagna: montate le uova, i tuorli e lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e gonfio; ci vorranno circa 4/5 minuti. Aggiungete la farina di riso e l’amido di mais setacciati insieme. Incorporate le farine utilizzando una spatola, mescolando dall’alto verso il basso cercando di non smontare il composto. Aggiungete infine la farina di pistacchi e mescolate ancora dall’alto verso il basso per incorporarla. Trasferite la preparazione in uno stampo quadrato e fate cuocere in forno a 190°C per circa 30 minuti. A fine cottura, estraete il pan di spagna e fatelo raffreddare.

Preparate la crema pasticcera: fate scaldare il latte di riso in una bacinella con la scorza del limone. Nel frattempo, montate le uova con lo zucchero. Filtrate il latte in un colino per eliminare la scorza del limone. Incorporate il latte al composto di tuorli e zucchero, aggiungendolo poco per volta, continuando a mescolare. Trasferite il composto nel pentolino e fate scaldare la crema a fuoco dolce, continuando a mescolare per non formare grumi. La crema pasticciera è pronta quando inizia ad addensarsi. Trasferitela in una bacinella e copritela con della pellicola trasparente a contatto. Fatela raffreddare e conservatela poi in frigo. Lavate ed asciugate le fragole. Tagliatele a piccoli cubetti. Mettetele in una bacinella ed aggiungete lo zest del limone ed i semi delle bacche di cardamomo, precedentemente tritati. Componete il dessert: usando un coppa pasta rotondo, tagliate il pan di spagna ricavando delle sfere. Distribuite le sfere sulla base dei bicchierini. Aggiungete un paio di cucchiai di fragole e ricoprite con la crema pasticcera. Decorate con una fragola. Conservate il dessert in frigo fino al momento di servirlo.

 

Tiziana Colombo

NASCE ORIENTAL, PRIMO CONCEPT STORE DEI SAPORI ASIATICI

Un piccolo angolo di Milano interamente dedicato alla cucina orientale, tra cibi e bevande tradizionali, eventi a tema e un design che intende fondere il gusto estetico asiatico con la funzionalità degli spazi tipicamente occidentale. E’ quanto propone Oriental, un concept store che intende raccontare l’Asia attraverso i sapori e le atmosfere di diverse culture gastronomiche. Il negozio, situato in via San Gregorio 25, oltre a proporre prodotti alimentari ricercati e utensili originali, offre al pubblico un’area di ristorazione per il consumo al momento o per il take away di pochi ma selezionati piatti tipici giapponesi e cinesi. Oriental sarà aperto al pubblico da giovedì 1 febbraio 2018 con orario continuato dalle 9.30 alle 20.30, chiuso la domenica.

Lo store - Il negozio, che si sviluppa su 85 metri quadri in uno dei quartieri più multietnici della città, è suddiviso in tre aree: una dedicata alla vendita di alimenti, la zona Oriental Supper per la ristorazione, entrambe nello spazio principale che si affaccia sulla strada, e una piccola sala dedicata alle bevande e agli utensili. Nato da un’idea di Andrea Calvo, tecnico ed educatore alimentare esperto di alimentazione asiatica, lo store ha lo scopo di avvicinare il pubblico a cibi e lavorazioni poco note in Italia e di rappresentare un nuovo punto di riferimento per le comunità asiatiche presenti a Milano. Uno dei tratti identitari più forti è il design del locale, studiato e realizzato da Caterina Hu, talentuosa scenografa italo-cinese che ha voluto raccontare, in quello che definisce “un viaggio onirico”, l’incontro tra due culture a forte vocazione artigiana che si attraggono e si completano: l’Oriente e l’Occidente.

Area Food - La zona Oriental Supper del negozio permette di consumare al momento alcuni piatti freschi, preparati quotidianamente in laboratori e cucine partner del progetto, come ravioli o noodles, e altri piatti confezionati come le zuppe e il ramen. L’ospite di Oriental potrà poi condire a piacimento, in modalità self-service, la propria pietanza con salse, radici, alghe e funghi. “La selezione degli alimenti – spiega Calvo - vede affiancare a quelli più noti in Occidente alcune specialità orientali dalle importanti proprietà benefiche e dalle lavorazioni particolari. A questi aspetti dedicheremo periodicamente dei focus attraverso eventi live e la divulgazione di informazioni sui nostri canali. Data l’affinità della cucina orientale con abitudini alimentari oggi molto diffuse in Italia, sugli scaffali e nei menu di Oriental verranno proposti anche percorsi adatti a vegetariani e vegani”.

Tra i prodotti più particolari reperibili in negozio, spiccano: la radice di wasabia japonica, ovvero il vero wasabi, che si differenzia dalle paste a base di rafano europeo generalmente utilizzate nei ristoranti italiani; la polvere di yuzu, un agrume asiatico che contiene il doppio di vitamina C delle arance; la rara alga kombu bianca, accanto alle più note nori e hijiki; il raro riso giapponese organico wadachi nella varietà koshihikari, dal gusto deciso; il prezioso olio di perilla, pianta aromatica nota come basilico giapponese che cresce solo nella provincia di Toyama; i goto tenobe udon, noodles secchi preparati a mano nel distretto nipponico di Nagasaki; il gelato al sesamo e al tè verde. Ulteriori specialità saranno rese disponibili periodicamente nei mesi successivi all’apertura.

Caldo e freddo – I piatti freschi preparati a mano ogni giorno per il consumo in negozio si suddividono in due categorie: caldi e freddi. I primi prevedono tre tipologie di ravioli (con verdure, con carne e con gamberi) e un ricco assortimento di zuppe, mentre i secondi comprendono gli uramaki, di pesce o di verdure, fatti con riso nero e riso giallo, nighiri e onighiri, sashimi di salmone e chirashi con sesamo e alga nori. “Nella zona dedicata alla ristorazione – conclude Calvo – è anche possibile consumare preparazioni secche o liofilizzate, idratandole con acqua bollente e condendole al momento, pratica piuttosto sconosciuta in Italia ma ampiamente diffusa in tutta l’Asia”.

Area Beverage & Utensili – Le bevande omaggiano prevalentemente la tradizione giapponese: il tè matcha organico, succhi alcolici a base dell’agrume yuzu, diverse tipologie di sake (suddivise tra sake maschio e sake femmina, a seconda dell’area di provenienza e relativa purezza dell’acqua) e la Musashino, una birra artigianale non pastorizzata e non filtrata. Tra i liquori compare anche il coreano Taihua, a base di ginseng con radice fresca all’interno della bottiglia. Gli utensili spaziano dall’utilizzo in cucina, come grattugie e cestelli in bambù per le cotture a vapore, all’utilizzo a tavola, come bacchette, ciotole e cucchiai per zuppe e ramen.

Oriental ha in programma, a partire da marzo 2018, un calendario di eventi tematici per coinvolgere tanto i milanesi nella scoperta di nuovi sapori quanto le comunità asiatiche nel ritrovare a Milano un pezzo della loro cultura gastronomica: degustazioni, aperitivi, show cooking e incontri. Da marzo 2018, su richiesta, Oriental effettuerà anche servizio di catering.

Prossimi passi:

-       1 febbraio 2018 - Apertura al pubblico (da lunedì a sabato, dalle 9:30 alle 20:30, orario continuato)

-       9 febbraio 2018 – Apre l’area freezer con prodotti surgelati e il gelato; arriva sugli scaffali la radice di wasabi grattugiata.

-       20 febbraio 2018 – Si battezza il caldo (ravioli e zuppe); in vendita la base per fare i gyoza (ravioli) giapponesi e il natto, soia fermentata.

-       1 marzo 2018 – Pubblicazione calendario eventi; partenza delle pubblicazioni sui canali social e sul sito di focus sugli alimenti e ricette originali di Oriental.

Per maggiori informazioni, foto, video, schede prodotti, ricette e interviste:

Ufficio stampa Oriental   |   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lorenzo Foti | M. +39 3475220486 | E. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Greta La Rocca | M. +39 3333191963 | E. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.orientalmilano.com | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | 02 29526307 | FB: www.facebook.com/orientalmilano/

Andrea Calvo, 36 anni, è tecnico ed educatore alimentare. Laureato in Scienze Gastronomiche presso l’Università degli Studi di Pollenzo, classe di Scienze e Tecnologie Alimentari, ha fatto della sua più grande passione una scelta di vita: l’Oriente. Ha lavorato nel settore della ristorazione in Cina dal 2005 al 2008 e dal 2011 al 2017 si è occupato di importazione di prodotti alimentari asiatici, di cui è profondo conoscitore sia sul piano del gusto sia sul piano nutrizionale. Il suo percorso confluisce a gennaio del 2018 nell'apertura di Oriental a Milano, un concept store per l'acquisto e il consumo di alimenti orientali ricercati. 

SCHEDE PRODOTTI – Febbraio 2018 

Egoma oil

Categoria: condimento

Origine: Giappone, provincia di Toyama

Descrizione:

L’olio di egoma, perilla in italiano, è un prezioso e raro condimento ricavato dai piccoli semi dalla pianta aromatica nota come “basilico giapponese”, coltivata quasi esclusivamente nella provincia di Toyama. Ha un gusto delicato ed è ricco di omega 3 (2,8 grammi per cucchiaino) e polifenoli. In Giappone è noto per le proprietà antiossidanti ed è impiegato nelle cure anti-aging.  

Utilizzo: viene impiegato a crudo come condimento di insalate fredde o zuppe (di miso, in particolare)

Suggerimento di Oriental: poche gocce per condire il branzino al vapore

Costo: € 52.50 per confezione da 117 ml

Tè Matcha Organic

Categoria: bevanda analcolica / condimento

Origine: Cina/Giappone

Descrizione:

E’ una bevanda che si ottiene da alcuni tipi di foglie di tè verde che vengono prima essiccate e poi polverizzate in modo da ottenere una leggerissima polvere della stessa consistenza della cipria. Esistono due tipologie di matcha : usucha, le cui foglie sono raccolte da piante più giovani di 30 anni, e il koicha che invece prevede l’uso di foglie di piante che superano i 30 anni. Si tratta in entrambi i casi di una bevanda speciale, tanto che sta alla base della cerimonia del tè, codificata anche nel rituale buddista. Contiene concentrazioni importanti di Vitamina B1, B2 e C, oltre a beta carotene, polifenoli e caffeina. E’ ricco di antiossidanti e ha eccellenti proprietà digestive.

Utilizzo: la polvere di tè matcha, dal gusto piuttosto amaro, viene utilizzata anche come spezia, come colorante naturale per lavorazioni dolci (torte, biscotti, gelati) o salate (soba verdi, pane), come guarnizione su carne e pesce; esiste persino una birra verde a base di matcha.

Suggerimento di Oriental: una spolverata di polvere di matcha sul gelato alla vaniglia o sul latte caldo

Costo: € 18 per confezione da 100 g

 

Riso Wadachi – Varietà Koshihikari

Categoria: alimento

Origine: Giappone, provincia di Niigata

Descrizione:

Questa varietà di wadachi cresce prevalentemente nel villaggio di Shitada ed è in assoluto la più pregiata in Giappone per via della limitata quantità prodotta ogni anno. Un riso corto, dalla tenuta impeccabile in cottura, che raggiunge note di gusto leggermente dolci se consumato tiepido. Parte della tradizione è anche il packaging: viene proposto sotto vuoto, avvolto in carta washi.

Utilizzo: ideale tanto per il sushi quanto per l’accompagnamento di pietanze.

Suggerimento di Oriental: servirlo bollito, accompagnato da alga kombu, funghi shiitake e dashi (ovvero il preparato in polvere alla base di un brodo, sia esso vegetale, di pesce o di carne)

Costo: € 8 al kg

Alga kombu “bianca”

Categoria: alimento

Origine: Korea/Giappone

Descrizione:

E’ definita bianca per via delle striature biancastre che la differenziano dalla kombu normale, alga marina essiccata naturalmente e generalmente caratterizzata da un colore verde scuro. Sono striature di umami, termine che in giapponese significa “saporito” e indica il quinto gusto (oltre a dolce, salato, aspro e amaro), ovvero il glutammato.

Utilizzo: essendo l’umami alla base di ogni dashi, anche l’alga kombu bianca viene impiegata come insaporitore naturale nelle zuppe, nei brodi e nel ramen.

Suggerimento di Oriental: dopo averla idratata sbollentandola nella preparazione di un dashi, si consiglia di toglierla dal brodo e utilizzarla per avvolgere filetti di merluzzo o di tonno.

Costo: € 10 per confezione da 227 g

Musashino Premium beer

Categoria: bevande alcoliche

Origine: Giappone, provincia di Nagano

Descrizione:

E’ una birra artigianale non pastorizzata e non filtrata pressoché introvabile al dettaglio in Italia (degustabile solamente in pochi ristoranti) e raramente reperibile anche in Giappone, dove viene prodotta nella provincia di Nagano. Colore ambrato, gusto intenso e profumo – dicono i giapponesi – di bosco.

Utilizzo: Accompagna perfettamente piatti a base di tofu, al quale aggiunge sapore, oppure un ramen speziato e piccante, di cui blandisce le note forti.

Suggerimento di Oriental: consumare fresca, con ottimi amici.

Costo: € 4.50 per bottiglia da 33 cl

Liquore al ginseng Taihua

Categoria: bevande alcoliche

Origine: Korea del Sud

Descrizione:

Un liquore leggermente torbato, dal gusto simile a quello della liquirizia, con all’interno una radice fresca di ginseng. Ginseng è un termine che deriva dal cinese rensheng, “uomo” in italiano, ed è utilizzato per indicare diverse specie di piante della famiglia delle Araliacee. Il ginseng agisce a livello dell’asse ipotalamo-ipofi-sisurrene inducendo alla liberazione di cortisolo, l’ormone capace di migliorare la risposta allo stress psico-fisico. La sua azione riduce la formazione dei radicali liberi, causa dell’invecchiamento cutaneo. Agendo da antiossidante, limita i danni cellulari causa dell’invecchiamento precoce. Per questo motivo è spesso utilizzato l’estratto di ginseng per la creazione di prodotti cosmetici per il viso e per il corpo.

Utilizzo: come digestivo a fine pasto, nella preparazione di torte e per “affogare” il gelato.

Suggerimento di Oriental: in cucina è possibile utilizzare il Taihua per sfumare il pollo in padella, mentre la radice contenuta nella bottiglia può essere tagliata a fette e utilizzata in infusi e tisane.

Costo: € 14.90 per bottiglia da 700 ml

Per maggiori informazioni, foto, video, schede prodotti, ricette e interviste:

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NASCE IL “CACAO ESPRESSO”, CHOKKINO SI PRESENTA AL MERCATO COME NUOVA ALTERNATIVA AL CAFFÈ

Una bevanda innovativa fa il suo debutto mondiale al SIGEP di Rimini. Chokkino rappresenta una vera innovazione sul banco del bar creando una nuova categoria di prodotto: il cacao espresso. Una tazzina che racchiude solo il buono del cacao, per rispondere alle esigenze del sempre crescente numero di consumatori consapevoli

Una novità assoluta sta per rivoluzionare uno degli appuntamenti quotidiani più amati dagli italiani, quello con il caffè. Chokkino è una bevanda calda servita in tazza piccola composta da due semplici ingredienti naturali: cacao in polvere e acqua. Il primo prodotto lanciato da Live Better si propone come la nuova alternativa al caffè e rappresenta un nuovo modo di consumare cacao, ispirato alla millenaria tradizione Maya. Chokkino è in linea con il trend “free from”: senzazucchero, latte, glutine e caffè, e quindi adatto a coloro che soffrono di intolleranze alimentari. Tra le proprietà nutrizionali si trovano fibre, proteine, sali minerali e antiossidanti: un vero concentrato di micro-nutrienti. Per selezionare il cacao è stata condotta una ricerca con l’Università di Teramo per calcolare il contenuto di polifenoli di 60 campioni di cacao, molecole attualmente studiate per comprenderne le potenzialità antiossidanti.

“Crediamo che il cibo soddisfi il bisogno primario dell’uomo: nutrirsi. Per nutrire il corpo in modo adeguato il cibo deve essere ricco di nutrienti. Invece troppo spesso siamo circondati da prodotti che sono semplicemente ‘calorie vuote’ – afferma Elena Luzi, Product Architect di Live Better – Per questo abbiamo deciso di creare un prodotto diverso, semplice e accessibile ma al tempo stesso realmente ricco di nutrienti. La nostra intenzione è di offrire ai consumatori italiani una nuova alternativa al caffè: sfiziosa e al tempo stesso sana”. Chokkino inoltre può sostituire le funzionalità tipiche del caffè: il cacao infatti contiene una piccola quantità di caffeina, ma è principalmente ricco di teobromina, una molecola appartenente alla stessa famiglia della caffeina ma con un’azione più gentile sul sistema nervoso e con il valore aggiunto di favorire una piacevole sensazione di benessere.

 

Il prodotto si rivolge a un target molto eterogeneo - dai bambini agli anziani, a tutti coloro che non amano il caffè o le attuali alternative, a chi non lo può bere per ragioni di salute e ai nuovi health addicts, consapevoli che il cacao sia un superfood- quindi potrà soddisfare anche i consumatori che al momento non frequentano il bar in quanto non offre un prodotto che soddisfi le loro esigenze, come per esempio i Millennials. Chokkino viene erogato grazie ad una macchina sviluppata da Live Better, chiamata Kaya in onore della popolazione che per prima, nel 1.600 AC, consumò una bevanda a base di cacao: i Mokaya.

Kaya ha un design moderno ed è provvista di tecnologia IOT (Internet of Things), un sistema che consente il telecontrollo da remoto, tutelando così il consumatore sull’esclusivo utilizzo del prodotto originale. La macchina è fornita da Live Better in comodato d’uso gratuito e tramite un processo brevettato emulsiona puro cacao in polvere e acqua per ottenere una bevanda buona e al tempo stesso ricca di sostanze biologicamente attive. Una rivoluzione che non riguarda solo il prodotto ma anche un approccio 2.0 verso baristi e consumatori finali. Sono in fase di realizzazione due app dedicate con l’intento d i generare un network di consumatori che possono usufruire di contenuti multimediali attraverso tecnologie interattive.

 

Matteo Gavioli

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IL CIOCCOLATO BELGA INCONTRA LA BIRRA BELGA D'ABBAZIA

 

Al Chocolate AcademyTM Center Milano un’esclusiva food pairing experience dedicata al miglior cioccolato belga firmato Callebaut e Pater Linus, l’espressione più originale della birra d’abbazia belga del Gruppo Warsteiner

Milano, 16 gennaio 2018

Ogni giorno il mondo del gusto è stimolato da nuovi spunti e suggestioni che tratteggiano orizzonti interessanti e ancora inesplorati. L’evoluzione della cultura eno-gastronomica e la sua diffusione permettono a chef, sommelier e bartender di sperimentare abbinamenti inediti e sorprendenti, che esaltano il gusto e valorizzano l’esperienza di degustazione.

In linea con queste nuove, stimolanti tendenze, gli esperti birrai di Warsteiner in collaborazione con i maître chocolatier del Chocolate AcademyTM Center Milano hanno dato vita ad un’entusiasmante food pairing experience.

Davide Comaschi, maître chocolatier campione del mondo e direttore della prima accademia professionale del cioccolato in Italia ha selezionato una serie di cioccolati monorigine firmati dal brand belga Callebaut® da abbinare alla originale birra belga Pater Linus, distribuita sul mercato da Warsteiner.

 

Callebaut è uno dei brand di Barry Callebaut, leader mondiale nella produzione e distribuzione

cacao e cioccolato di qualità. La selezione Callebaut® è composta da una gamma di cioccolati

pregiati prodotti da una delle più antiche torrefazioni belga, utilizzando le migliori fave di cacao

provenienti da coltivazioni sostenibili dell’Africa occidentale, del Brasile, dell’Ecuador, del

Madagascar e dell’area giavanese.

Il cioccolato extra fondente Satongo di Callebaut®, un blend di mono origini selezionato dal maître chocolatier Davide Comaschi per questa food pairing experience, possiede un sapore molto intenso e complesso, ricco di cacao tostato e con una nota di frutti di bosco. Offre al palato croccantezza, intensità, deliziosi sapori aciduli e un tocco amarognolo.

Particolarmente indicato per gli abbinamenti, i nostri chef consigliano di combinare il cioccolato Satongo con frutti che possiedono un grado medio-alto di acidità e dolcezza.

Pater Linus è una birra belga d’Abbazia di alta qualità, la cui ricetta è stata ispirata dal priore Pater Linus e tramandata dai monaci benedettini dell’Abbazia Koenigmuenster, sorta nel 1928, nella regione della Sauerland, in Germania. Il recente incontro fra i monaci e la famiglia Cramer, proprietaria del Gruppo Warsteiner, nella vicina Warstein, ha permesso di riscoprire l’autentica ricetta del priore: un’eredità da condividere con tutto il mondo. Per brassare questa ricetta originale è stata scelta una pluripremiata birreria belga, la Van Steenberge di Ghent, una vera e propria istituzione in Belgio, con la quale l’azienda Warsteiner condivide gli stessi valori: due realtà storiche, a conduzione familiare, che utilizzano solo ingredienti di qualità eccellente, dove la passione e la dedizione totale verso la propria professione sono alla base della strategia aziendale.

Dal caldo colore ambrato-dorato, naturalmente torbida, Pater Linus si caratterizza per la combinazione tra il gusto amaro e le dolci note fruttate di pesca e mela. La birra d’Abbazia Pater Linus si serve a 5-6° C nel suo caratteristico calice in vetro, che preserva i sapori e protegge la schiuma.

L’esperienza e la conoscenza di Davide Comaschi nel mondo del cioccolato abbinate all’expertise dei birrai Warsteiner hanno dato vita a una food pairing experience davvero unica: l’intensità e i profumi del cioccolato belga si fondono nel gusto rotondo della birra d’abbazia Pater Linus, creando un raffinato contrappunto alla naturale acidità della bevanda giocato sulle note dolci di mele, miele e uvetta. La degustazione vedrà il cioccolato fondente Satongo in tre variazioni: napolitain, aerato e sciolto. L’abbinamento è stato pensato per il settore Ho. Re. Ca., al fine di offrire ai professionisti uno strumento che permetta loro di valorizzare e impreziosire il momento di degustazione della birra e del cioccolato. Una nuova tendenza che sicuramente troverà grande seguito tra gli amanti del luppolo e quelli del cioccolato.

 

 

 

Pater Linus e Satongo: una food pairing sorprendente

Davide Comaschi, maître chocolatier campione del mondo e direttore del Chocolate AcademyTM Center Milano, propone un blend di tre mono-origini per esaltare i sapori della birra d’abbazia belga del Gruppo Warsteiner

 

Milano, 16 gennaio 2018

Satongo è un blend di tre mono-origini (São Tomé, Tanzania e Ghana) con fave di tipo Trinitario e Forastero. Possiede un sapore molto intenso e complesso - ricco di cacao tostato e con una nota di frutti di bosco - e offre al palato croccantezza, intensità, deliziosi sapori aciduli e un tocco amarognolo.
Dal caldo colore ambrato-dorato, naturalmente torbida, Pater Linus si caratterizza per la combinazione tra il gusto amaro e le dolci note fruttate di pesca e mela. La birra d’abbazia Pater Linus si serve a 5-6° C nel suo caratteristico calice in vetro, che preserva i sapori e protegge la schiuma.

Davide Comaschi, World Chocolate Master 2013 e direttore Chocolate AcademyTM Center Milano, ha scelto Satongo per accompagnare la birra d’abbazia Pater Linus in una esclusiva food pairing experience. Perché? In primo luogo perché, in virtù delle sue caratteristiche organolettiche, Satongo risulta particolarmente indicato per la creazione di abbinamenti in degustazione. Inoltre perché all’interno della gamma Callebaut è il cioccolato più adatto, in termini di proprietà, per l’abbinamento con la birra d’Abbazia Pater Linus: entrambi infatti associano a note fruttate caratteristiche di carattere, sensazioni rispettivamente tostate e amare inconfondibili al palato. 

La degustazione vedrà il cioccolato di copertura fondente Satongo abbinato alla birra d’abbazia Pater Linus, in tre varianti: napolitain, aerato e sciolto.
Perché i tre stati? Per percepire esattamente come il cambio di stato del cioccolato riesca a influenzare e modificare l’esperienza di degustazione: un prodotto assaggiato in tre diverse modalità cambia la sensazione finale che si percepisce in bocca, e quindi le sensazioni che si provano.

L’abbinamento è stato pensato al fine di offrire ai professionisti uno strumento che permetta loro di valorizzare e impreziosire il momento di degustazione della birra e del cioccolato.

 

Saranno quindi proposti agli intervenuti: 

Cioccolato allo stato solido in tavoletta da degustazione: il cioccolato viene sottoposto al temperaggio e poi posto in degli appositi stampi in policarbonato per la fase di cristallizzazione. Una volta cristallizzato sarà pronto per la degustazione

Cioccolato sciolto allo stato liquido: il cioccolato viene sciolto a una temperatura di 40°C. Successivamente risulta pronto per la degustazione.

Cioccolato aerato: il cioccolato viene sottoposto a temperaggio. Successivamente attraverso una macchina sottovuoto con pompa a inclusione d’aria, si inserisce dell’aria nel cioccolato. Il cioccolato può essere degustato dopo la solidificazione.

Link info Satongo: di seguito il link che porta al grafico delle caratteristiche del blend di mono-origini Satongo.

                                 https://www.callebaut.com/en-GB/chocolate-cocoa-nuts/chd-l7243stgnv/satongo

 

Simona Cabiaglia

 

AL RURAL MARKET

 

Al Rural Market si parlerà di frutti dimenticati con il professor Melegari

Da sabato 20 gennaio si torna a parlare di biodiversità agricola, al 7 di Borgo Giacomo a Parma, con allevatori e agricoltori custodi emiliani e toscani. Il primo appuntamento riguarderà le piante da frutto del territorio

Con il mese di gennaio riprendono al Rural Market di Borgo Giacomo Tommasini 7 a Parma gli appuntamenti dedicati alla biodiversità agricola del territorio tosco-emiliano. Quella biodiversità che ormai i parmigiani, e non solo, hanno imparato a conoscere sia facendo spesa nel negozio, che ogni giorno propone materie prime stagionali genuine e rare delle aziende agricole Rural, sia attraverso i due Rural Festival settembrini a Rivalta di Lesignano de’ Bagni (PR) e a Gaiole in Chianti (SI).

Dove i protagonisti sono gli agricoltori e gli allevatori custodi, guidati dalla passione per la salvaguardia di prodotti della terra e di razze animali a rischio di estinzione, che hanno un forte legame con il territorio, oltre a un’ottima qualità.

Piccole realtà emiliane e toscane che periodicamente si presentano al pubblico tramite gli incontri organizzati al Rural Market il sabato mattina dalle 10.30 alle 12.30 con approfondimenti e assaggi.

Il primo appuntamento dopo le Feste è quindi per sabato 20 gennaio con Enzo Melegari, docente dell’istituto tecnico agrario di Parma e uno dei maggiori esperti di piante da frutto dell’Emilia, che parlerà di quei tanti frutti dimenticati del territorio parmense, svelando proprietà e ricette di una volta che si sono tramandate nel tempo e aneddoti che non smettono di meravigliare ogni volta che vengono raccontati. A breve sarà comunicato il calendario con i prossimi incontri.

Il Rural Market è aperto dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 17 alle 20. Chiuso la domenica e il lunedì. Per approfondire: www.rural.it.

 

Barbara Valla 

NINO BERGESE: DARE VITA AL CIBO

NON SOLO SUSHI: LA CUCINA GIAPPONESE CONQUISTA L'ITALIA

Gli italiani sono stati stregati dalla cucina giapponese: una recente ricerca ha infatti dimostrato che il piatto più ordinato nel 2017 nel nostro Paese è il sushi. Da mangiare in un sol boccone, dopo averle intinte nella salsa di soia, le polpettine a base di riso bollito e aromatizzato e pesce, hanno evidentemente conquistato il cuore e i palati nostrani.

Ma, così come la cucina italiana non è sinonimo esclusivo di pizza, anche la tradizione gastronomica del Paese del Sol Levante è ricca di ingredienti e piatti straordinari.

Apparentemente, Italia e Giappone a tavola sono lontanissimi: la nostra cucina ama mescolare gli ingredienti con grande creatività e innovare le ricette tradizionali grazie ad accostamenti sorprendenti; le parole chiave della cucina giapponese sono invece eleganza e perfezione formale, all’insegna di sapori netti e impiattamenti rigorosi.

In comune, oltre all’attenzione per la freschezza e la qualità degli ingredienti, sicuramente il concetto di convivialità: nel Paese orientale, a differenza che in Italia, non esiste differenza fra primo piatto, secondo, contorno e frutta; di solito in tavola vengono portati contemporaneamente tutti i cibi, che vengono consumati senza ordine prestabilito. Nelle case giapponesi spesso però si servono anche piatti cotti con un fornello portatile direttamente in tavola, dove i commensali attingono dalla pentola. È il caso dello shabu shabu: fettine sottilissime di manzo vengono immerse per una ventina di secondi nel brodo di alghe kombu che bolle in un contenitore al centro del tavolo. Una delizia.
Inaspettatamente, Italia e Giappone hanno in comune anche alcuni piatti: oltre a una fascinazione per il fritto – chi non apprezza la tempura? - ci unisce infatti l’amore per la pasta. Il prodotto italiano per antonomasia fa parte infatti anche della tradizione giapponese, con due formati tradizionali e allungati rigorosamente a mano: i sōmen e gli udon, che gli italiani sempre più riconoscono e apprezzano.

Così lontani eppure quindi così vicini, Italia e Giappone hanno iniziato anche a contaminarsi a tavola: quando due culture diverse, ma tanto incentrate sul cibo s’incontrano, il risultato non può che essere eccezionale. Lontanissimi dalla confusione di sapori e forme del fusion, quello che sempre più chef italiani stanno sperimentando è infatti utilizzare ingredienti giapponesi - come sōmen e udon - per esprimere la cucina italiana in un modo diverso, sposando il background, l’impiattamento, e magari una tavola di design in stile giapponese.

1. Fonte: http://www.gamberorosso.it/it/news/1046525-i-piatti-piu-ordinati-nel-2017-le-specialita-che-hanno-spopolato-in-italia-e-all-ester

 

SI TORNA A SCUOLA!!!!! Di CUCINA

 

MARTEDI 23 GENNAIO 2018 ore 20

GLI ANTIPASTI DI PESCE

LEZIONE SINGOLA 35 EURO

MERCOLEDI 24 GENNAIO 2018 ore 20

LA CUCINA DETOX

CON ROSAREGINA E L'ERBORISTERIA IL GIARDINO DELLA VITA

Durante le festività natalizie avete esagerato con pranzi e cene mettendo a dura prova il vostro organismo? Vi sentite appesantiti e gonfi? Il Natale vi ha regalato qualche chiletto in più sulla bilancia?

E’ arrivato il momento di disintossicarci, di depurare il nostro corpo per tornare ad essere energici e vitali.

Un menù vegano detox è il rimedio ideale per depurarsi e rimettersi in forma in poco tempo in modo sano ed equilibrato. L’alimentazione vegana infatti è ricca di alimenti che aiutano a purificare il nostro corpo dall’eccesso di tossine. E questi stessi alimenti sono fonte di vitamine, minerali, proteine e fibre che possiedono proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie che favoriscono la rigenerazione cellulare.

POLPETTE DI QUINOA BROCCOLI E ZENZERO CON INSALATA DI DAIKON E BACCHE DI GOJI

VELLUTATA DI ZUCCA E CURRY CON LENTICCHIE E SEMI DI ZUCCA

BISCOTTI DI FROLLA VEG AL THE MATCHA E PISTACCHI

LEZIONE SINGOLA 35 EURO

 

MARTEDI 30 GENNAIO 2018  ore 20

LA CUCINA INDIANA

IL POLLO TANDOORI,

IL CURRY CON CARNE DI MANZO

LE POLPETTE DI PATATE (ALOO TIKKI) CON SALSA YOUGURT (RAITA)

LEZIONE SINGOLA 35 EURO

 

MERCOLEDI 31 GENNAIO & 7, 21 FEBBRAIO 2018 ore 20

PANIFICAZIONE!!!: MINI CORSO DI 3 LEZIONI

IN COLLABORAZIONE CON CARLA GORI, t.asti  Laboratorio di pasticceria

TIPI DI PANE, GRISSINI, LIEVITAZIONE , IMPASTI..I SEGRETI PER FARE IL PANE A CASA……

COSTO PER IL CORSO COMPLETO 100 EURO

 

GIOVEDI 1 FEBBRAIO2018 ore 20

A GRANDE RICHIESTA TORNA:

PROFUMI E RICETTE SICILIANE: CON LO CHEF ALBERTO DE MAIO

LEZIONE SINGOLA 35 EURO

 

MARTEDI 6 FEBBRAIO 2018 ore 20

I PRIMI DI PESCE

LEZIONE SINGOLA 35 EURO

 

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