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Cibi

CUCINA VEGANA 




Altro che la solita pasta al sugo: la nuova frontiera del food è all’insegna di insoliti abbinamenti e preparazioni che vedono al centro verdure 
ortaggi. Scende la carne e salgono melanzane, zucchine, zucche per le quali la tradizionale cena viene battuta dalla formula dell’aperitivo.
 
Linguine al tofu, millefoglie di verdure, involtini di cruditè e sushi vegetariani: il menù del terzo millennio è all’insegna della sperimentazione negli abbinamenti e nei sapori, ma con al centro ingredienti provenienti dall’orto, in primis le verdure. Fantasia al potere in cucina che vede come prime fan le donne, soprattutto le più giovani, dai 25 ai 35 anni appartenenti alla generazione dei millennials (38%), rispetto ai coetanei uomini (25%). Pare siano infatti le rappresentanti del gentile sesso le più curiose a sperimentare in cucina e a condividere l’esperienza con le amiche: per questa ragione l’aperitivo risulta essere il momento preferito (49%) rispetto alla tradizionale cena. 
Cosa sale? In primis vegetali come zucchine (68%), melanzane (62%), zucca (59%) e carciofi (54%), seguite da pesce (52%) e cereali (49%): a non risentire delle novità culinarie sono i prodotti legati alla dieta mediterranea, ritenuta da sempre un modello salutare. 
 

E’ quanto emerge da uno studio promosso dal Polli Cooking Lab, l’osservatorio sulle tendenze alimentari di Fratelli Polli, in occasione di Cibus 2018, il Salone Internazionale dell’Alimentazione. Lo studio è stato condotto mediante metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 1200 italiane e un panel di 80 esperti dell’alimentazione tra cui chef stellati e food blogger, attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community per capire qual è la nuova frontiera della cucina mediterranea. 

 

“Siamo famosi nel mondo per la nostra tradizione culinaria  - afferma Manuela Polli, Pr&Communication Manager di Fratelli Polli – ma ciò non significa essere fermi nelle proprie abitudini alimentari. Questo studio dimostra quanto sia vivo l’interesse degli italiani nello sperimentare nuovi piatti e nuovi abbinamenti, rivoluzionando, seppur solo per qualche occasione, la tanto amata nostra dieta mediterranea”.

Ma quali sono i principali alimenti che finiranno sulle tavole delle donne italiane mantenendo un legame forte con la dieta mediterranea? Al primo posto troviamo le verdure, da sempre amate dalle italiane perché considerate perfette per stare in forma (89%), che diventano gourmet grazie a preparazioni originali e all’avanguardia. Se nella classifica dei vegetali più amati fanno capolino i carciofi (54%), zucchine (68%), melanzane (62%), peperoni (53%) e radicchio (51%), a fare la differenza sono le lavorazioni. Addio ai soliti pinzimoni o minestroni: spinte anche dalle proposte azzardate degli chef, le italiane amano le ricette alternative: come involtini di verdure con salsa di noci (52%), Baba Ganoush (54%), salsa alle melanzane dal sapore medio-orientale con cui accompagnare bruschette, oppure muffin ai peperoni (42%) o millefoglie di verdure (41%) a base di cavolo cappuccio, cavolfiore e broccoli.

 

Scende la carne rossa  (31%), sostituita persino dalla frutta tropicale che diventa protagonista di piatti unici come la tartare di avocado (39%); si mantiene stabile la posizione del pesce (35%), che però in alcuni casi viene sostituito con seitan (28%) e tofu (29%). Quest’ultimo, alimento che si ricava dal glutine del grano tenero, dal farro o dal khorasan, è protagonista di rivisitazioni di piatti molto amati: come il sushi che può essere preparato con tofu e carote. Chiudono la top five anche i cereali (37%), come la quinoa:in realtà considerato come uno pseudo-cereale privo di glutine ma ricco di proprietà, tanto da essere definito un superalimento. Anche lei può essere considerata un sostituto della carne: uno degli ultimi trend ad esempio sono gli hamburger  con quinoa e verdure in agrodolce. Lo stesso anche per il sushi, da preparare con nocciole e pomodori secchi e sesamo.

 

 

“Da chef donna e da attenta osservatrice del mondo femminile – afferma Isa Mazzocchi, stella Michelin e Chef del ristorante La Palta – confermo che le donne sono da sempre le prime a voler sperimentare a tavola azzardando lavorazioni e sapori inediti. Io stessa mi sento espressione di questa tendenza e lo si percepisce anche dalle mie proposte in cui la tradizione assume una veste più moderna e vivace. Penso alla milanese di carciofo su trevigiana, i Saint Honore’ di zucca con bignet alla toma Boscasso, oppure la millefoglie di zucchine con crema di parmigiana di melanzane”

Ma a fare la differenza rispetto al passato, è la modalità di consumo: addio cena o pranzo, complice uno stile di vita frenetico e la necessità di ottimizzare i tempi, per 1 italiana su 2 (48%) è l’aperitivo il momento ideale per sperimentare a tavola. Preferibilmente preparando in casa le ricette, condividendo con le amiche ogni passaggio della preparazione fino all’assaggio finale. Una scelta che piace perché permette di trascorrere del tempo insieme tra donne (75%)  in cui poter dare spazio a fantasia e possibilità di gustare nuovi sapori senza preoccuparsi di preparare qualcosa di più ‘tradizionale’ per ‘lui’ (62%). Per i componenti del sesso forte infatti, i piatti innovativi pare non abbiamo fatto presa. In cima alle loro classifiche spiccano sempre carne di maiale (56%) e selvaggina (48%), considerate invece dalle donne troppo pesanti e non in linea con la necessità di leggerezza e desiderio di variare.

 

Silvia Albasini

 

CONSERVE DI POMODORO & BARATTOLI IN ACCIAIO A CIBUS

 

 

“Il Pomodoro è la Dieta Mediterranea”

 

Anicav e Ricrea insieme a Cibus 2018

 

 

Conserve di pomodoro e barattoli in acciaio protagonisti a Cibus, per portare a tavola tutto il sapore e il profumo di uno dei simboli più forti e autentici della produzione agroalimentare italiana e della cucina mediterranea.

 

Nella seconda giornata del Salone internazionale dell’Alimentazione di Parma lo Chef stellato Gennaro Esposito è stato protagonista dell’evento organizzato da ANICAV, l’Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali, “Il pomodoro: dalla tavola alla terra”.

 

Lo Chef ha coinvolto i presenti in un blind tasting con diversi tipi di derivati del pomodoro, evidenziando come per una buona cucina sia assolutamente necessario un buon pomodoro. A coadiuvare lo Chef Gennaro Esposito, la Tecnologa Alimentare, Angela Pisani, che ha illustrato i processi di trasformazione che permettono al pomodoro di avere le caratteristiche richieste dagli chef per le loro preparazioni, e l’agronomo, Francesco Velardo, che ha raccontato come per un buon pomodoro conservato è necessario un buon pomodoro fresco da destinare all’industria.

 

“Il barattolo di acciaio, che garantisce la salubrità del prodotto e la sicurezza alimentare per i consumatori, è da 150 anni il contenitore più utilizzato dalle nostre aziende per i derivati del pomodoro. - spiega il Direttore Generale di ANICAV Giovanni De Angelis – Oltre a conservare le caratteristiche nutrizionali ed organolettiche del prodotto, è anche assolutamente sostenibile, garantendo una totale riciclabilità”.

 

Dai barattoli ai grandi fusti, fino alle chiusure, gli imballaggi in acciaio che custodiscono il pomodoro, sono facili da differenziare e possono essere riciclati un numero infinito di volte mantenendo intatte le proprie qualità, dando vita a nuovi prodotti. 

 

Per trasmettere al consumatore finale queste qualità e l’importanza di differenziare i contenitori utilizzati per avviarli al riciclo, ANICAV si è impegnata al fianco di RICREA, il Consorzio Nazionale senza scopo di lucro per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio, per promuovere e far adottare alle aziende associate il nuovo logo Metal Recycles Forever, il metallo si ricicla all’infinito.

Il logo, creato da Metal Packaging Europe come marchio univoco e definitivo, garantisce ai consumatori la totale riciclabilità degli imballaggi in metallo.

 

“Grazie alle aziende associate ad ANICAV i barattoli di pomodoro sono uno dei simboli dell’industria conserviera in Italia e nel mondo - commenta Domenico Rinaldini, presidente di RICREA -. Attraverso il protocollo d’intesa tra ANICAV, RICREA ed Anfima, l’Associazione Nazionale fra i Fabbricanti di Imballaggi Metallici e Affini, il logo Metal Recycles Forever apposto sui contenitori trasferirà in modo immediato ai consumatori il messaggio dei benefici per l’ambiente e aiuterà a promuovere la cultura del valore della raccolta differenziata, veicolo fondamentale per il successivo avvio a riciclo”.

 

 

Samantha Bottini

 

 

Foto  Giovanni De Angelis, Francesco Velardo, Angela Pisani, Gennaro Esposito

MADE IN ITALY, VITAVIGOR CELEBRA I 60 ANNI DI STORIA DEL “SUPER GRISSIN DE MILAN” AL CIBUS DI PARMA

 

Dal forno del nonno Giuseppe al Salone Internazionale dell'Alimentazione, passando per importanti mercati internazionali. I grissini Vitavigor, famosi nel mondo per qualità e tradizione, compiono 60 anni e si presentano al Cibus con VitaStick, la nuova linea di prodotti realizzata con Disney per il “back to school 2018”, un’immagine rinnovata e uno spazio dedicato alla “Linea The Box” tra i 100 prodotti selezionati per il Cibus Innovation Corner.

 

Quando nel 1958 Giuseppe Bigiogera sentì l’esigenza di dare a Milano il proprio grissino in grado di rispecchiare l’anima vitale ed energica di una città in pieno sviluppo industriale non avrebbe mai immaginato che “El super Grissin de Milan”, da lui creato nel forno tra le vie del quartiere milanese della Bicocca con le migliori materie prime, sarebbe arrivato non solo sulle tavole di tutto il mondo, dalla Francia alla Spagna, passando per Giappone, Canada e Australia, ma anche sotto i riflettori del Cibus di Parma, il Salone Internazionale dell'Alimentazione (stand C012 pad. 04.1). Il lavoro portato avanti da Giuseppe e dalla sua famiglia per 60 anni ha reso infatti Vitavigor una delle più rappresentative aziende di grissini di alta qualità a livello mondiale. Un’azienda non solo attenta al rispetto delle ricette tradizionali, alle materie prime e al benessere dei consumatori, ma anche in grado di rinnovare la propria immagine e soddisfare i gusti di target sempre più specifici. La celebrazione per i 60 anni dell’azienda si arricchisce inoltre con la presentazione dei nuovi VitaStick realizzati con Disney dedicati al “back to school” e l’inserimento dei Grissini 100% farro, semi di lino e kummel della “Linea The Box” tra i 100 prodotti selezionati per il Cibus Innovation Corner.

 

“Il sapere e i valori tramandati di generazione in generazione dalla mia famiglia ci hanno permesso di arrivare a produrre ben 7 tonnellate di grissini al giorno, che vengono distribuiti dalla nostra rete commerciale in costante espansione in Italia e in oltre 30 paesi del mondo, dai quali dipende il 35% della produzione – afferma Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor – I nostri grissini sono da sempre prodotti con ingredienti di altissima qualità, selezionati con estrema cura e miscelati nel rispetto delle ricette originali di nonno Giuseppe, e nascono dal perfetto equilibrio tra abilità manuale e nuove tecnologie. Oggi però la stessa cura e attenzione riservata ai prodotti più tradizionali viene impiegata anche nella realizzazione di nuove linee e packaging che, a seconda dei target di riferimento, assumono forme e stili differenti: in linea con le tendenze fashion di Milano come nel caso delle ‘fashion bustine’, o con un’immagine dedicata ai più piccoli, caratterizzata dai personaggi della famiglia di Topolino targata Disney, nel caso dei nostri nuovi VitaStick, lanciati sul mercato in vista del back to school 2018”.

 

Il progressivo miglioramento tecnologico e la ricerca di soluzioni sempre più efficienti hanno portato l'azienda a produrre i propri grissini attraverso un processo quasi completamente automatizzato, senza l’utilizzo di olio di palma, grassi idrogenati, OGM e conservanti, con l’esclusivo utilizzo di olio extravergine d’oliva al 100%. Inoltre, la produzione di altissimo livello qualitativo ha consentito a Vitavigor di operare nel rispetto delle più rinomate e restrittive certificazioni internazionali in tema di sicurezza, qualità e produzione alimentare ottenendo i riconoscimenti BRC – Grade A, IFS – Higher Level e le certificazioni Kosher di prodotto, grazie alla completa assenza di grassi animali dalla filiera produttiva.

 

“Il valore della tradizione e la consapevolezza delle proprie origini sono le fondamenta su cui poggiano le nuove sfide future – spiega Federica Bigiogera – Il nostro obbiettivo oggi è quello di consolidare la presenza di Vitavigor sul mercato internazionale, aprendo la strada verso nuovi paesi, e incrementare la presenza del brand a livello nazionale, soddisfando le esigenze della GDO e potenziando le posizioni negli altri canali distributivi. Molto importante per noi è anche l’aspetto relativo al benessere, un’attenzione che si è concretizzata con il lancio de ‘I Leggeri’, grissini privi di sale e olio perfetti per chi vuole stare attento alla linea, dato che contengono ben il 90% in meno dei grassi rispetto alla media degli altri prodotti, ma che non vogliono rinunciare al gusto”.

 

 

Matteo Gavioli

 

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MADE IN ITALY, VITAVIGOR CELEBRA I 60 ANNI DI STORIA DEL  “SUPER GRISSIN DE MILAN” AL CIBUS DI PARMA

 

 

Dal forno del nonno Giuseppe al Salone Internazionale dell'Alimentazione, passando per importanti mercati internazionali. I grissini Vitavigor, famosi nel mondo per qualità e tradizione, compiono 60 anni e si presentano al Cibus con VitaStick, la nuova linea di prodotti realizzata con Disney per il “back to school 2018”, un’immagine rinnovata e uno spazio dedicato alla “Linea The Box” tra i 100 prodotti selezionati per il Cibus Innovation Corner.

 

Quando nel 1958 Giuseppe Bigiogera sentì l’esigenza di dare a Milano il proprio grissino in grado di rispecchiare l’anima vitale ed energica di una città in pieno sviluppo industriale non avrebbe mai immaginato che “El super Grissin de Milan”, da lui creato nel forno tra le vie del quartiere milanese della Bicocca con le migliori materie prime, sarebbe arrivato non solo sulle tavole di tutto il mondo, dalla Francia allaSpagna, passando perGiappone,Canada eAustralia, ma anche sotto i riflettori del Cibusdi Parma, il Salone Internazionale dell'Alimentazione (stand C012 pad. 04.1). Il lavoro portato avanti da Giuseppe e dalla sua famiglia per 60 anniha reso infattiVitavigoruna delle più rappresentative aziende di grissini di alta qualità a livello mondiale. Un’azienda non solo attenta al rispetto delle ricette tradizionali, alle materie prime e al benessere dei consumatori, ma anche in grado di rinnovare la propria immagine esoddisfare i gusti di target sempre più specifici.La celebrazione per i 60 anni dell’azienda si arricchisce inoltre con lapresentazione dei nuovi VitaStickrealizzati con Disneydedicati al “back to school” e l’inserimento dei Grissini100% farro, semi di lino e kummel della “Linea The Box” tra i 100 prodottiselezionati per il Cibus Innovation Corner.

 

Il sapere e i valori tramandati di generazione in generazione dalla mia famiglia ci hanno permesso di arrivare a produrre ben 7 tonnellate di grissini al giorno, che vengono distribuiti dalla nostra rete commerciale in costante espansione in Italia e in oltre 30 paesi del mondo, dai quali dipende il 35% della produzione– afferma Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor– I nostri grissini sono da sempre prodotti con ingredienti di altissima qualità, selezionati con estrema cura e miscelati nel rispetto delle ricette originali di nonno Giuseppe, e nascono dal perfetto equilibrio tra abilità manuale e nuove tecnologie. Oggi però la stessa cura e attenzione riservata ai prodotti più tradizionali viene impiegata anche nella realizzazione di nuove linee packaging che, a seconda dei target di riferimento, assumono forme e stili differenti: in linea con le tendenze fashion di Milano come nel caso delle ‘fashion bustine’, o con un’immagine dedicata ai più piccoli, caratterizzata dai personaggi della famiglia di Topolino targata Disneynel caso dei nostri nuovi VitaStick, lanciati sul mercato in vista del back to school 2018”.

 

Il progressivo miglioramento tecnologicoe la ricerca di soluzioni sempre più efficientihanno portato l'azienda a produrre i propri grissini attraverso un processo quasi completamente automatizzato, senza l’utilizzo diolio di palmagrassi idrogenati,OGM econservanti, con l’esclusivo utilizzo di olio extravergine d’oliva al 100%. Inoltre, la produzione di altissimo livello qualitativo ha consentito a Vitavigor di operare nel rispetto delle più rinomate e restrittive certificazioni internazionali in tema di sicurezza, qualità e produzione alimentare ottenendo i riconoscimenti BRC – Grade A,IFS – Higher Level e le certificazioniKosher di prodotto, grazie alla completa assenza di grassi animali dalla filiera produttiva. 

“Il valore della tradizionee la consapevolezza delle proprie originisono le fondamenta su cui poggiano le nuove sfide future – spiega Federica Bigiogera– Il nostro obbiettivo oggi è quello di consolidare la presenza di Vitavigor sul mercato internazionale, aprendo la strada verso nuovi paesi, e incrementare la presenza del brand a livello nazionale, soddisfando le esigenze della GDO epotenziando le posizioni negli altri canali distributivi. Molto importante per noi è anche l’aspetto relativo al benessere, un’attenzione che si è concretizzata con il lancio de‘I Leggeri’, grissini privi di sale e olio perfetti per chi vuole stare attento alla linea, dato che contengono ben il 90% in meno dei grassi rispetto alla media degli altri prodotti, ma che non vogliono rinunciare al gusto”.

PROSCIUT#TIAMO! CAMPANI & MANNORI

 

 

 

IL PRIMO PROSCIUTTO TOSCANO DOP DI MANNORI PRESENTATO IN ESCLUSIVA A IL BORRO TUSCAN BISTRO DI FIRENZE 

 

Andrea Campani, Executive Chef dei ristoranti de Il Borro, interpreta i salumi in degustazione con tre sue creazioni 

Giovedì 19 aprile 2018, Il Borro Tuscan Bistro, Lungarno Acciaiuoli Firenze 

Firenze, aprile 2018 - Giovedì 19 aprile, a partire dalle ore 19, nel bellissimo Il Borro Tuscan Bistro di Firenze, va in scena Prosciut#TiAmo!, evento in cui Andrea Campani, Executive Chef dei ristoranti de Il Borro, ospita il Salumificio Mannori di Prato, che presenterà per la prima volta al pubblico il suo Prosciutto Toscano DOP; un prosciutto dall’aroma delicato, arricchito da erbe e spezie naturali, tipiche del territorio toscano. 

L’appuntamento sarà un’occasione unica per conoscere gli eccellenti prodotti dello storico salumificio pratese; infatti, oltre alla novità del Prosciutto Toscano DOP, sarà possibile degustare la famosa Mortadella di Prato IGP (Presidio Slow Food) e la Finocchiona IGP

Lo chef Andrea Campani interpreterà i prodotti con tre piatti che ne esalteranno qualità, profumi e sapori: 

1.     gnudi di ricotta e bietola con crema di prosciutto, 

2.     crema di cannellini e finocchiona arrostita, 

3.     tortellini alla mortadella in brodo. 

Un omaggio agli autentici sapori di Toscana. 

In abbinamento verranno offerti i vini biologici de Il Borro, azienda vitivinicola nel bacino del Valdarno Superiore di proprietà di Ferruccio Ferragamo, fortemente vocata al rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema e biologica dal 2015, e della quale fanno parte i ristoranti Il Borro Tuscan Bistro e l’Osteria del Borro

In degustazione: Rosé del Borro IGT Toscana 2017, (100% Sangiovese), Pian di Nova IGT Toscana 2015 (75% Syrah, 25% Sangiovese) e Polissena IGT Toscana 2015 (100% Sangiovese). 

Prezzo a persona: 35 €. 

 

DETTAGLIO DEI SALUMI IN DEGUSTAZIONE PROSCIUTTO TOSCANO DOP 

Si dice che un prosciutto così saporito sembra fatto apposta per essere mangiato con pane "sciocco", cioè insipido, tipico della Toscana. Le ragioni del gusto pieno e deciso, così differente rispetto ai prodotti del Nord, è da ricercare nella diversità del microclima. Nelle regioni settentrionali, grazie al clima più freddo, la quantità di sale che il norcino deve impiegare per facilitare la stagionatura è minore, e questo conferisce un gusto delicato e dolce alla carne. Nelle regioni centro-meridionali, il clima più caldo obbliga all'impiego di un maggior quantitativo di sale, marcando così in maniera decisa il gusto finale. Le cosce, che devono avere un peso di circa 11 kg, vengono raffreddate per un giorno, quindi rifilate. La salagione avviene a secco, con un composto di sale e pepe mescolati a erbe aromatiche come salvia e rosmarino. Dopo circa sette giorni le cosce aromatizzate si lavano con cura, si asciugano e si applica la sugna, composta da farina, sale, pepe e strutto, oltre ad aromi naturali. La stagionatura avviene in ambienti ben aerati, posti a una temperatura compresa tra i 12 e i 25°C, e dura dai 10 ai 12 mesi. Un soggiorno più lungo, che arrivi anche ai 18 mesi, conferisce grande pienezza e persistenza al gusto. Al taglio il prosciutto si mostra di colore rosso-rosato, di consistenza compatta, dal profumo intenso e sapore piccante, valorizzato con un taglio delle fette piuttosto spesse. 

 

MORTADELLA DI PRATO IGP- PRESIDIO SLOWFOOD 

La Mortadella di Prato IGP è un prodotto unico nel suo genere, fatto solo a Prato e dintorni. Le origini di questo insaccato si fanno risalire intorno all ́Ottocento, anche se per un periodo dimenticato dai Pratesi, da anni questo antico e particolare salume è stato riscoperto e recuperato grazie all ́utilizzo di carni scelte esclusivamente di razza italiana. Oggi possiede un proprio disciplinare di produzione elaborato con l ́obiettivo di salvaguardarne la tradizione. La sua particolarità consiste nelle procedure di lavorazione che sono rimaste invariate nel tempo e gelosamente conservate da pochi artigiani. Nell ́anno 2000 è diventata Presidio SlowFood e trova un ́autorevole collocazione tra i prodotti di nicchia. Il disciplinare di produzione prevede l ́utilizzo esclusivo di carne suina: spalla, rifilatura di prosciutto, capocollo, guanciale, lardone e pancetta. Le carni vengono macinate e impastate insieme a lardelli di grasso (20% circa) e quindi mischiate a spezie. Il segreto di questo salume sta infatti nella concia, che si compone di sale pepe nero in grani, polpa di aglio pestato e una speziatura: (cannella, coriandolo, noce moscata, chiodi di garofano), ma l ́ingrediente più originale è senz ́altro l ́alkermes, che contribuisce a dare un sapore e una colorazione molto particolare al prodotto. Una volta ottenuto l ́impasto si insacca in un budello naturale di maiale. Il salume viene poi cotto in forno a vapore per 10/12 ore fino a raggiungere una temperatura interna fra i 68° e i 70°C. Viene poi raffreddato nell ́abbattitore e venduto a fette oppure in confezioni più o meno grandi sottovuoto. 

FINOCCHIONA IGP 

La Finocchiona IGP è un insaccato tipico toscano preparato con carne di maiale macinata aromatizzata con semi di finocchio e bagnata con vino rosso; il finocchio selvatico le dona un gradevole odore e un gusto fresco, differenziandola dal salame toscano anche per la macinatura fine dell ́impasto che risulta omogeneo. Le carni utilizzate per questo salume sono rifilature di prosciutto, pancetta e spalla di maiale. Vengono macinate a grana medio/grossa e conciati con sale, pepe, aglio e l ́aggiunta del finocchio e vino rosso; poi vengono insaccati nel budello naturale e si procede quindi alla stagionatura. 

 

NOTE STAMPA 

LO CHEF 

Lo chef Andrea Campani nasce nel 1977 a Montevarchi (nel cuore del Valdarno, in Toscana). Qui, sin da bambino, apprende l’importanza della qualità e stagionalità del cibo e il suo valore di convivialità e condivisione oltre che fonte di benessere e piacere. Diplomato alla scuola alberghiera di Firenze, inizia il suo percorso professionale in uno storico ristorante del Chianti: una cucina di forte impronta regionale, che esalta ingredienti locali, stagionali e di massima qualità. Da lì in avanti, Andrea svilupperà passione, curiosità, determinazione e un approccio profondamente legato alla tradizione culinaria toscana; lo chef di Montevarchi reinventa ogni giorno la gastronomia locale, declinandola in piatti semplici e al tempo stesso innovativi, contemporanei e dalla forte personalità. Dopo una breve parentesi come imprenditore con l’apertura di un’Osteria a Loro Ciuffenna, nel 2013 avviene l’incontro con Il Borro, azienda agricola e vitivinicola biologica, di proprietà di Ferruccio Ferragamo, e antico borgo medievale sito nel bacino del Valdarno di Sopra. Andrea ne sposa immediatamente il progetto e la vocazione eco-sostenibile, ritenendo Il Borro il luogo ideale per esprimere la sua identità, sperimentare ed elaborare una cucina semplice, libera dalla pesantezza del passato, ma al tempo stesso creativa e orgogliosamente toscana, nella quale la tecnica è sempre gestita con grande equilibrio. Oggi Andrea è Executive Chef dei ristoranti de Il Borro: Osteria del Borro e Il Borro Tuscan Bistro. 

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LA PATATA QUARANTINA INCONTRA LE VERDURE INDUSTRIALI

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ITB BERLINO 2018: LA CUCINA DELLE CESARINE SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE DIVENTA PROTAGONISTA ALLA PRINCIPALE FIERA DEL TURISMO IN EUROPA

 

DAL 7 ALL’11 MARZO LE STORICHE CUSTODI DELLA TRADIZIONE CULINARIA REGIONALE ITALIANA CONQUISTERANNO CON I LORO PIATTI IL PUBBLICO COSMOPOLITA DELLA KERMESSE. IN PROGRAMMA SHOWCOOKING E UN ORIGINALE CONTEST, “THE GOLDEN TORTELLINO”, PER VINCERE UNA FOOD EXPERIENCE CON UNA CESARINA

Con oltre 160.000 visitatori, tra cui 109.000 operatori dal mondo del turismo e 10.000 espositori da 187 paesi, ITB Berlino è la maggiore fiera e mercato d'affari dell'industria del turismo europeo che si appresta ad accogliere, per la prima volta, la cucina della tradizione enogastronomica italiana di cui Le Cesarine sono storiche ambasciatrici.

ITB Berlin copre l’intera catena di offerte turistiche a valore aggiunto dell’Europa ed è la vetrina migliore per valorizzare l’essenza unica di cucina, territorio e ospitalità de Le Cesarine, capaci di custodire e promuovere l’autentica ricchezza italiana in cui il cibo non è mai disgiunto da un percorso emozionale di tradizioni e di accoglienza.

La manifestazione di Berlino sarà così l’ennesima occasione per aprire idealmente, come succede nell’esperienza dal vivo a casa di una cesarina, la porta sulla cucina italiana, con il suo bouquet di tradizioni e il mix di sapori e di storie che si intrecciano, per offrire uno spaccato di vita unico e un’esperienza indimenticabile. Una vetrina per valorizzare, da un punto di vista più personale, il patrimonio enogastronomico italiano in cui il territorio si unisce al prodotto e viene reso unico dall’apporto delle persone.

Le Cesarine avranno uno stand dedicato nella sezione Europe - Hall 1.2 Stand 110 - che, per tutta la durata della fiera, sarà vivacizzato da uno showcooking dedicato alla pasta e tenuto da una cesarina. E non è tutto. Ogni giorno, dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 17, i visitatori della kermesse potranno mettere loro stessi le mani in pasta con l’appuntamento “Come&Try” provando a realizzare il simbolo della cucina cesarinica, il tortellino. Proprio “The Golden Tortellino” è il nome legato a questo gustoso contest grazie al quale ogni “sfoglino” in erba potrà vincere un’esperienza di gusto da una cesarina. Come? Basterà condividere le foto della creazione sui social con l’hasthag #cesarinegoldentortellino e taggare il profilo Instagram @LeCesarine, per sperare di essere selezionati e godere di un’esperienza di italian style completa.

 

Oltre al fortunato vincitore, anche i visitatori della kermesse potranno vivere in prima persona una dining experience o partecipare a una cooking class con una Cesarina acquistando il voucher direttamente allo stand con uno sconto del 10% (viaggio in Italia escluso).

La partecipazione a ITB Berlin 2018 si pone nel solco del percorso di internazionalizzazione della realtà delle cesarine - che prosegue dopo la presenza a Shanghai nella settimana della cucina del mondo lo scorso mese di novembre- nelle principali fiere mondiali del settore per portare nel mondo la cultura dell’accoglienza italiana e incrementare la presenza di turisti in Italia. Un modo per promuovere l’incoming e incuriosire fasce di target inesplorate da parte di una realtà, come quella delle cesarine, che attira l’80% di turisti stranieri, ed è tale da avere creato, prima ancora che in Italia, un fenomeno di costume e di cultura che le ha portate ad essere ambasciatrici dell’italian style nel mondo (secondo la definizione del New York Times). 

“Il patrimonio enogastronomico nazionale è unico al mondo e per questo, nel 2018, si festeggia l’anno del cibo italiano, un’ulteriore occasione per valorizzare prodotti, persone e territori: un’identità italiana che è la stessa che connota le Cesarine, che, attraverso la loro cucina, raccontano e condividono la storia e una parte importante del patrimonio culturale italiano” ha commentato Davide Maggi, AD di Home Food Le Cesarine. 

Ufficio stampa Le Cesarine

ddl studio | T 02 8905.2365

Ursula Beretta | E Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | T 342 8630598 - 339 8891083

Laura Cometa | E Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | T 3271778443

I CIBIi ETNICI ENTRANO NELLA DIETA DEGLI ITALIANI: +8% IN UN ANNO

E Bofrost dedica un catalogo alle ricette del mondo

Protagonisti piatti Made in Usa, Tex-Mex, orientali e indiani, con un occhio al veg e al benessere. «Gli italiani sono incuriositi dalle tradizioni culinarie degli altri Paesi ma, specialmente al di fuori delle grandi città, gli ingredienti sono di difficile reperibilità e c’è poca varietà fra i ristoranti etnici. Il surgelato è una soluzione comoda e veloce per provare qualcosa di diverso» 

Cresce la passione degli italiani per i sapori che vengono da lontano. Con un +8% rilevato dal Rapporto Coop 2016, i prodotti etnici entrano a far parte delle abitudini alimentari degli italiani e, anche per quanto riguarda i surgelati, l’attenzione alle cucine del mondo è una tendenza in atto ormai da diverso tempo. «Nell’anno commerciale 2016/17 abbiamo osservato una crescita del settore etnico del 56% rispetto all’anno precedente, anche grazie all’aggiunta di nuovi prodotti a catalogo» dichiara Natascha Roncadin, responsabile Ricerca & Sviluppo di Bofrost Italia, la più importante azienda di vendita a domicilio di specialità surgelate. «I consumatori vengono in contatto sempre di più con la cucina etnica grazie ai viaggi e alla presenza in Italia di comunità di varia origine –continua Natascha Roncadin–. Così cresce la curiosità verso le tradizioni culinarie di altri Paesi ma, soprattutto al di fuori delle grandi città, può essere difficile trovare una buona varietà di ristoranti etnici, mentre la scarsa reperibilità degli ingredienti o ricette dalla preparazione lunga e complicata, o che semplicemente non si conoscono, possono scoraggiare dal mettersi ai fornelli. Ecco quindi che il surgelato rappresenta una soluzione comoda, veloce e sicura».

Per il 2018 Bofrost punta quindi sulle ricette del mondo presentando un mini catalogo ad hoc Sapori da Scoprire che raccoglie successi consolidati e nuovi prodotti ispirati a quattro tradizioni differenti. C’è la cucina Made in Usa, a base di carne e dolci golosi, «considerata dagli italiani gustosa e non troppo distante dalla nostra nei sapori» spiega Roncadin: qui troviamo le novità del Pulled Pork, carne di maiale speziata e sfilacciata perfetta per riempire i panini, della Patatine Dolci Fritte e degli Anelli di Cipolla, oltre all’American Ice Dream al burro d’arachidi o gusto brownie, alla Cheesecake e ai Pancakes.

Non poteva mancare la cucina orientale, con i classici Involtini Primavera e il Sushi a base di pesce attentamente selezionato, «ma che presenta anche piatti particolarmente apprezzati dalla clientela attenta al benessere e alla cucina veg, come il Wok Mix Arcobaleno –con taccole, germogli di fagiolo, carote arancioni, gialle, bianche e viola– e gli Spaghetti all’Orientale con funghi, verdure e salsa di soia» spiega ancora Roncadin.

E poi, spazio a due cucine che sono meno diffuse e conosciute, soprattutto in provincia: la cucina Tex-Mex –con tortillas, chili con carne, tacos e fritti– e quella indiana, con le sue portate ricche e insaporite dalle spezie: pollo al burro, tandoori, biryani o al curry accompagnato da riso basmati e dal tipico Tandoori Naan, il pane sottile e fragrante che raccoglie le saporite salse e si presta anche a essere farcito. «Preparazioni che per riuscire richiedono indubbiamente una buona conoscenza della cucina indiana, oltre che tanto tempo e ingredienti particolari: ecco perché proposte in versione ricettata e surgelata riscuotono particolare successo».

Il catalogo Sapori da Scoprire di Bofrost sarà disponibile dal 1° marzo con le sue specialità su prenotazione. Alla facilità e velocità dei surgelati si aggiunge la comodità della consegna a casa: basta scaricare l’App b*Plus, collegarsi al sito www.bofrost.it o chiamare il numero 803030 e un incaricato Bofrost concorderà il momento della consegna gratuita dei prodotti, con pagamento al ricevimento della spesa. 

bofrost* Italia – È la più importante azienda italiana della vendita diretta a domicilio di specialità alimentari surgelate senza nessuna interruzione della catena del freddo. Vi lavorano 2.400 persone in tutta Italia. Le sede centrale si trova a San Vito al Tagliamento (PN). A oggi, sono oltre un milione le famiglie italiane che apprezzano e conoscono i prodotti di bofrost* Italia. La qualità, il gusto e un eccellente servizio rappresentano i fattori di successo di questa azienda. www.bofrost.it

  

Miriam Giudici – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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