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Formaggi

 FRANCIACORTA IN BIANCO VA IN TOUR

 

La rassegna casearia di Castegnato (Bs) cambia formula, diventa anche Convivium e coinvolge tutta la Franciacorta in un progetto che parlerà al pubblico e agli operatori di formaggi, vini e sapori del territorio

 

Da novembre 2021 a ottobre 2022, dieci tappe imperdibili nel mondo caseario italiano, vini e sapori. Ai nastri di partenza la nuova Franciacorta in Bianco: pur trattandosi della XXVI edizione, potremmo parlare di un "nuovo" numero uno. Infatti quella che prende il via il 27 novembre, dopo l'anno di stop dovuto al Covid, è una rassegna completamente rinnovata, nella formula e nei temi, con l'innesto del nuovo progetto Convivium Visioni di Franciacorta, una serie di tavoli di lavoro tematici tesi a conciliare cultura, storia ed enogastronomia. Il biennio trascorso ha permesso al comune di Castegnato e agli organizzatori di ripensare radicalmente calendario e spazi, trasformando quella che era una mostra mercato di primo piano in una proposta di turismo enogastronomico imperniato sul mondo caseario e sulle tipicità franciacortine che andrà a toccare 11 comuni del territorio bresciano. Una serie di weekend e domeniche dedicate al mondo dei formaggi e del vino, che vedranno la prima tappa (il 27 e 28 novembre 2021) proprio nel comune che storicamente ospita questa rassegna, Castegnato, in una location scelta per l'occasione: Cascina Baresi. Seguiranno Ome (5 dicembre 2021) nel Borgo del Maglio, Passirano (23 gennaio 2022) a Villa Fassati Barba, Rovato (20 febbraio 2022) nel Salone del Pianoforte in Municipio, Cazzago San Martino (27 marzo 2021), Monticelli Brusati (24 aprile 2022), Gussago (29 maggio 2022) in Sala Civica, Provaglio (19 giugno 2022) nel monastero di San Pietro in Lamosa, Cortefranca (24 luglio 2022), Adro (25 settembre 2022) in Sala Mostre Palazzo Municipale per poi chiudersi di nuovo a Castegnato, il 14-15-16 ottobre 2022. Dieci tappe che sono state precedute dalla presentazione ufficiale, sabato 30 ottobre, all'Abbazia Benedettina Olivetana di Rodengo Saiano.

 

I weekend e le domeniche di Franciacorta in Bianco in tour sono state ideate per avere un doppio canale di comunicazione che comprende progettualità, divulgazione e degustazione. Nella prima parte di ogni evento saranno infatti coinvolti gli operatori e gli esperti chiamati a confrontarsi nelle tavole rotonde del progetto Convivium. A seguire un ricco programma di degustazioni e abbinamenti condotti dagli esperti Onav e Onaf. La fruizione sarà quindi a moduli o complessiva per l'intera giornata in modo da rivolgersi al pubblico più ampio possibile, riuscendo nel contempo a ottemperare alle esigenze di contingentamento richieste dalle misure anti Covid 19.

 

A CASTEGNATO IL 27 / 28 NOVEMBRE

L'appuntamento di Castegnato, il primo della nuova Franciacorta in Bianco, prenderà il via sabato 27 ottobre con una doppia tavola rotonda a tema La terra di mezzo, nuove vie tra Brescia e Bergamo per il 2023 che potrà contare sulla partecipazione degli amministratori del territorio, a cominciare dalla Regione Lombardia con l'Assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi e dal Comune capofila del progetto, Castegnato, con la presenza del sindaco Gianluca Cominassi e del vice sindaco e vera e propria madrina della rassegna Patrizia Turelli. Ci saranno anche il vicepresidente della provincia di Brescia Guido Galperti, il sindaco di Ome Alberto Vanoglio, il sindaco di Passirano, Francesco Pasini Inverardi, il sindaco di Rovato Tiziano Belotti, il presidente della Fondazione Cogeme Gabriele Archetti, il presidente della Fondazione Franciacorta Adriano Baffelli, quindi le diverse anime della società civile rappresentate da Eugenio Massetti presidente di Confartigianato Brescia, Luciano Salvadori di Coldiretti, Laura Colosio, esperta di tematiche urbanistiche per l'associazione Terre delle Franciacorta. Un tavolo allargato, moderato dai giornalisti Paolo Massobrio e Luca Riva, dove verrà dato ampio spazio al turismo enogastronomico e culturale con la presenza di Alberto Gottardi, vicepresidente di FORME, la rassegna bergamasca dedicata al mondo caseario, ma anche di Lidia Muffolini del FAI Fondo per l'ambiente italiano e di rappresentanti di Strada del Franciacorta e Castegnato Servizi con l'obiettivo di diventare immediatamente operativi per portare risposte concrete al territorio. In chiusura lo showcooking con degustazione della chef Denise Gottani.

Franciacorta in bianco infatti terrà contemporaneamente fede alla sua anima di rassegna dove il formaggio si gusta, si conosce, si apprezza dal vivo. Infatti per l’occasione, oltre allo showcooking, sarà possibile seguire una fitto calendario di degustazioni organizzate da Onaf e Onav Lombardia sul tema de Le rotte del gusto tra Brescia e Bergamo: sei appuntamenti che vedranno protagonisti formaggi caprini e vaccini, anche a latte crudo e di malga, abbinati a birre artigianali e a grandi etichette del territorio di Franciacorta e Valcalepio. Gli appuntamenti sono stati calendarizzati sabato alle 17.00 e alle 19.00 e domenica alle 11.00, alle 13.00, alle 17.00 e alle 19.00. Per i dettagli, i costi e le modalità di prenotazione: www.franciacortainbianco.it.   

 

 

Silvia Benzi

WORLD CHEESE AWARDS 2021 SUPER GOLD AL BASAJO® DE LA CASEARIA CARPENEDO

 

 

 

Un’edizione da record per La Casearia Carpenedo quella dei World Cheese Awards 2021, le «Olimpiadi dei Formaggi» tenutesi a Oviedo (Spagna), nell’ambito dell’International Cheese Festival.

Sì perché l’azienda trevigiana, il cui palmarès nelle scorse edizioni del concorso vanta già molti podi a livelli diversi, ha conquistato il Super Gold col suo Basajo®, al quale era già stato assegnato un Oro nel 2018-2019.

Ma non è finita qui, tutti i sei formaggi presentati hanno infatti ottenuto un riconoscimento. L’azienda, riconosciuta come primo laboratorio di affinamento di formaggi in Italia, porta a casa anche una Medaglia d’Oro al Dolomitico®, una Medaglia d’Argento al BriscolaBio® e tre Medaglie di Bronzo rispettivamente al Blu61®, BluGins® e BaroneRosso®. 

Un risultato ragguardevole considerando gli oltre 4000 formaggi iscritti provenienti da 45 Paesi nel mondo, selezionati da una giuria composta da ben 230 tra giornalisti, esperti e professionisti del settore.

Ciò che ci permette di arrivare a questi risultati – commenta Alessandro Carpenedoè la forza di una squadra affiatata e solida, che in ogni ruolo è fondamentale per ottenere l’eccellenza.” 

 

Il Basajo® è un formaggio puro, sincero, senza compromessi, frutto dell’operosità di mani sapienti e di giovani intuizioni. E’ un erborinato di latte crudo ovino affinato in pregiato vino passito bianco e uva passa.  

Il Dolomitico® è un erborinato alla birra doppio malto.

Il BriscolaBio® è un formaggio a pasta semidura al Raboso biologico.

Il Blu61® che quest’anno celebra i suoi 10 anni, é un erborinato di latte vaccino al Raboso passito e accompagnato da pregiati cranberries in crosta.

Il BluGins® è un erborinato di latte vaccino al Gin. 

Il BaroneRosso® infine è un formaggio di capra a pasta dura al Barbera d’Asti DOCG. 

La Casearia Carpenedo ha costruito il suo percorso negli anni con cuore, visione creativa, originalità e proiezione in avanti. La sua è una lunga storia di artigianalità che oggi si intreccia con un’incessante attività di ricerca e sperimentazione, puntando sempre all’eccellenza nel nome della cura e rispetto e selezione della migliore materia prima, partendo dall’ispirazione alle antiche tradizioni contadine ma allo stesso tempo strizzando l’occhio all’avanzata della tecnologia e cercando di tenere il passo dell’innovazione.

  

La Casearia Carpenedo

La Casearia Carpenedo, riconosciuta come primo laboratorio di affinamento di formaggi in Italia, nasce dalla grande visione creativa del suo fondatore Antonio Carpenedo, fin da bambino animato da una fortissima passione.  Quella sviluppata da Carpenedo, lavorando materie prime selezionate con cura e regalando profumi e sentori unici, è una vera e propria arte, una narrazione ogni volta diversa, frutto di una estrema sensibilità e amore per la famiglia e per la vita. La storia dell’azienda ha inizio nei primi del 1900 quando suo padre Ernesto Carpenedo iniziò come “casoin” (in dialetto veneto, pizzicagnolo), in un negozio di alimentari a Preganziol (Treviso). Il figlio cresce nella bottega del padre e negli anni ’60 inizia a gestire un piccolo caseificio in provincia di Treviso dove con l’aiuto di un amico tecnico casaro impara l’arte del formaggio da autodidatta. Nel 1965 Antonio fu uno dei primi ad esportare fuori dalla provincia di Treviso e poi in altre regioni la “Casata Carpenedo” oggi conosciuta ed apprezzata come Casatella Trevigiana Dop. Il ’76 segna l’inizio di un’altra avvincente sfida, quella di affinatore, con la riscoperta di un’antica tradizione contadina della zona del Piave, ossia riporre il formaggio sotto le vinacce durante la vendemmia. Fu allora che si iniziarono a produrre le prime forme di formaggio affinato in vino e vinaccia con il nome di Ubriaco, che divenne un marchio registrato di proprietà esclusiva dell’azienda. Da allora Antonio esprime a pieno la sua innata creatività e forte visione trasformando l’azienda nel primo laboratorio di affinamento caseario riconosciuto in Italia. Dall’utilizzo delle vinacce, passa alla sperimentazione di nuovi ingredienti come fieno, foglie di noce, pepe, spezie, birra, liquori e molti altri che oggi compongono il vasto repertorio dei “Formaggi di Cantina”. Oggi l’azienda è guidata dai figli Ernesto, Direttore di Produzione ed Alessandro, Direttore Commerciale che con grande impegno e caparbietà sono riusciti ad inserirsi nel mercato internazionale, tanto che i loro prodotti oggi sono presenti in 25 paesi nel mondo.

 

Lorella Casagrande

LA NAZIONALE DEL PARMIGIANO REGGIANO IN GARA AI WORLD CHEESE AWARDS 2021 CON 96 CASEIFICI

 

 

La squadra azzurra sarà in Spagna, ad Oviedo, dal 3 al 6 novembre 2021 per competere con oltre 4000 formaggi provenienti da più di 40 Paesi dei 6 continenti.

Gli «Azzurri» del Parmigiano Reggiano sono pronti a fare squadra e a sventolare il Tricolore tra i monti delle Asturie. I 96 caseifici che formano la Nazionale del Parmigiano Reggiano, infatti, parteciperanno insieme alla trentatreesima edizione dei World Cheese Awards, la competizione più importante del mondo dedicata ai formaggi che si terrà a Oviedo, in Spagna, dal 3 al 6 novembre 2021 e che annovera il Consorzio del Parmigiano Reggiano tra gli sponsor principali.

Il concorso, organizzato dalla Guild of Fine Food nell’ambito dell’Asturias Paraìso Natural International Cheese Festival 2021, vedrà la comunità casearia mondiale riunirsi nel capoluogo del Principato, vera e propria «patria» iberica del formaggio, per una competizione destinata a essere la più grande e internazionale mai vista, con oltre 4000 prodotti iscritti provenienti da più di 40 Paesi dei 6 continenti, facendo seguito, dopo la pausa del 2020, al numero record raggiunto dall’edizione di Bergamo del 2019. Il 3 novembre, i formaggi partecipanti verranno gustati alla cieca da 250 esperti internazionali divisi in squadre che individueranno, oltre ai trofei specifici per paese e per formaggio, i formaggi degni dei premi di super-oro, d’oro, d’argento e di bronzo, i primi 90 formaggi del mondo e il campione del mondo 2020/2021.

 

Qual è dunque il «dream team» che parteciperà a questa sfida internazionale in rappresentanza della DOP più amata del mondo? In occasione dei World Cheese Awards, la Nazionale del Parmigiano Reggiano è composta da 96 caseifici in rappresentanza non solo dei 321 totali facenti parte del Consorzio, ma di tutto l’universo della DOP: vengono da quella «fettaccia di terra che sta tra il Po e l'Appennino», come scrisse Giovannino Guareschi, distribuiti nelle province di Parma, Reggio, Modena, Bologna alla sinistra del fiume Reno e Mantova alla destra del Po. Non solo: tra i loro prodotti troviamo i formaggi di montagna e quelli biologici, quelli delle vacche rosse come di vacche brune, in un mosaico di biodiversità unico al mondo.

“Dopo un anno di stop – afferma il presidente dei Consorzio, Nicola Bertinelli – la Nazionale tornerà a dare battaglia nella competizione dedicata ai formaggi più importante del mondo. Ancora una volta i nostri caseifici faranno squadra per dimostrare che Parmigiano Reggiano non è solo un formaggio ma una passione, un territorio e oltre cinquantamila persone che ogni giorni si mettono in gioco per ricercare l’eccellenza più assoluta”.

 

“La Nazionale del Parmigiano Reggiano si dimostra essere uno straordinario strumento di aggregazione e promozione del prodotto – aggiunge Gabriele Arlotti, fondatore della Nazionale - Attraverso la selezione dei migliori campioni e la scelta di farli sottoporre a una giuria internazionale i caseifici si mettono in gioco. Il riconoscimento che possono ottenere diventerà strumento di marketing e mercato. Quasi un caseificio su tre ha deciso di percorrere questa strada azzurra… nell’anno dell’Italia che vince negli sport e nella musica” La Nazionale del Parmigiano Reggiano è un progetto di promozione del formaggio in Italia e all’estero nato 20 anni fa durante una riunione tra caseifici. Fu nel 2001, infatti, che uno sparuto gruppo di produttori dell’Appennino unì le forze per partecipare come gruppo a un concorso nazionale, Formaggi d’Autore, in Valle d’Aosta. Solo due decenni dopo, la Nazionale vanta già un palmares di riconoscimenti internazionali di tutto rispetto: dalla Russia alla Norvegia, dall’Inghilterra alla Spagna, sono oltre 350 i premi ottenuti ai più prestigiosi concorsi di formaggi. L’ultimo successo risale a pochi giorni fa, quando il Caseificio Gennari ha vinto con il suo Parmigiano Reggiano Vacche Rosse 36 mesi la categoria “Il Casaro d’Oro” del Concorso Stupore ed Emozione, promosso da ONAF e Forme. Per la sua attività, la Nazionale è stata insignita nel 2015 del Primo Tricolore consegnato nella Sala Tricolore del Comune di Reggio Emilia, là dove nacque la nostra bandiera nazionale. 

 

 

Fabrizio Raimondi

CHEESE 2021, IL CONSORZIO DEL PARMIGIANO REGGIANO:DIFENDERE STRENUAMENTE LA BIODIVERSITÀ

 

Biodiversità, lunghe stagionature e formazione al centro delle iniziative che verranno illustrate al più grande evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo e alle forme del latte, a Bra dal 17 al 20 settembre

Dal 17 al 20 settembre torna Cheese, il più grande evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo e alle forme del latte. La tredicesima edizione dell’iniziativa biennale organizzata dalla Città di Bra e da Slow Food, da sempre avanguardia nel dibattito intorno al settore lattiero-caseario di qualità, si apre all’insegna di un imperativo: difendere strenuamente la biodiversità, a partire dai preziosissimi microorganismi fondamentali per determinare unicità e qualità di ogni singolo formaggio. E i formaggi, ancora una volta, sono perfetti rappresentati di una vera, concreta, efficace e attuabile forma di transizione ecologica, nonché testimonial di un’avanguardia che affonda le proprie radici nel solido e millenario rapporto tra esseri umani, animali e ambiente.

Quale migliore cornice per il Consorzio del Parmigiano Reggiano per presentare a un’ampia platea le attività che sta portando avanti sul tema della biodiversità? A cominciare dal “Prodotto di Montagna – Progetto Qualità Consorzio”, che prevede una valutazione di qualità aggiuntiva da effettuarsi al ventiquattresimo mese di stagionatura con l’obiettivo di sostenere il valore aggiunto del formaggio prodotto in montagna, offrire ai consumatori garanzie aggiuntive legate, oltre all’origine, anche alla qualità del formaggio, e dare maggiore sostenibilità allo sviluppo della montagna. Il Parmigiano Reggiano è infatti il più importante prodotto DOP ottenuto in montagna: nel 2020 oltre il 20% della produzione totale della DOP, circa 826.000 forme, è avvenuta negli 89 caseifici di montagna, e oltre 1.100 allevatori ogni anno producono 4 milioni di quintali di latte. Un’attività preziosissima dal punto di vista sociale per mantenere attiva la dorsale appenninica tra Bologna e Parma grazie al lavoro nelle foraggere e in caseificio.

Sarà poi il turno del Progetto Premium “40 mesi” dedicato a un tipo di stagionatura (40 mesi, per l’appunto) friabile, estremamente solubile e dalla forte personalità, apprezzata e utilizzata dai cuochi di tutto il mondo come ingrediente per dare un tocco di umami ai piatti. Il Progetto parte dal lato dell’offerta, con un incentivo ai caseifici per trattenere sulle scalere le forme prodotte affinché non finiscano sul mercato prima del dovuto.

 

Il Consorzio esporrà inoltre il progetto Parmeliera cura dell'Associazione Assaggiatori del Parmigiano Reggiano: serate, degustazioni e corsi aperti a tutti (chef, consumatori e operatori del settore) per conoscere meglio il formaggio DOP più amato dagli italiani. Il progetto si articolerà su tre diverse esperienze di assaggio:

  • serate singole in cui si degusta il Parmigiano Reggiano di varie tipologie e stagionature in abbinamento ad altri prodotti (quali ad esempio vini, birre, cocktail, altri prodotti Dop o Igp);

  • brevi percorsi di degustazioni guidate, composti da più serate, sempre in abbinamento ad altri prodotti, in cui si entrerà in modo più approfondito nel mondo del Parmigiano Reggiano con focus diversi su specifici aspetti produttivi;

  • corsi strutturati per diventare “assaggiatori” dell’APR, grazie a percorsi guidati per comprendere e apprezzare al meglio il Parmigiano Reggiano. Al termine dei corsi è previsto un esame finale e il rilascio di un attestato. 

Sulla pagina dedicata a Parmelier del sito del Consorzio è possibile trovare tutte le informazioni dei corsi, la cui partenza è programmata in autunno, nelle varie città (i primi eventi sono previsti a MilanoRoma,Bologna e Torino): parmelier.com

Ma le iniziative legate al Parmigiano Reggiano DOP non terminano certo qui: dagli abbinamenti tra le diverse stagionature del formaggio con vini, birre e spiriti nazionali e internazionali (con partecipanti del calibro di Champagne Perrier – Jouët, Consorzio Alta Langa Docg, vermouth Cocchi e Quality Beer Academy) al racconto di due razze di bovine d’eccellenza, la vacca bruna e la rossa; dalle gare a premiin cui indovinare il peso di una forma di Parmigiano Reggiano ai laboratori di preparazione a mano della pasta fresca tipica dell’Emilia-Romagna; dai seminari informativi alle presentazioni e degustazioni organizzate dai singoli caseifici del Consorzio. Parteciperanno infatti il Caseificio Brugnoli, il Caseificio Cavola, il Caseificio Gennari Sergio e Figli, il Caseificio Rastelli e il Caseificio San Lucio Montardone.

 

Benedetto Colli

VALENTINO ROSSI: IL GRAZIE DEL PARMIGIANO REGGIANO

Nella foto, Nicola Bertinelli con Valentino Rossi che per l’occasione ha ricevuto una forma di Parmigiano Reggiano DOP del Caseificio Canevaccia di Bologna 

 

Consorzio Parmigiano Reggiano ha partecipato al gran giorno del saluto a Valentino Rossi, nove volte campione del mondo e decimo, oggi, alla sua ultima gara in motoGp in Italia. A Misano, tra applausi e fumogeni gialli, il presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli lo ha incontrato insieme al presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. “A un campione che ha contribuito a rendere grande l’Italia nel mondo, un abbraccio e un grazie speciale dal mondo del Parmigiano Reggiano. Siamo fieri di Valentino e salutarlo qui, nella Motor Valley, ci riempie di orgoglio e di emozione” ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano.

 

 

Fabrizio Raimondi

CASEIFICI APERTI 2021

 PRESENTATO A CIBUS IL RITORNO DELL’ATTESO APPUNTAMENTO PER SCOPRIRE I SEGRETI DEL PARMIGIANO REGGIANO DOP. NOVITÀ DELL’EDIZIONE 2021: UN FESTIVAL NELL’AREA CAMPOVOLO DI REGGIO EMILIA

Sabato 11 e domenica 12 settembre torna l’evento dedicato alla produzione di Parmigiano Reggiano DOP con visite guidate a caseifici e magazzini di stagionatura, spacci aperti, eventi per bambini e degustazioni. Il tutto nella cornice d’eccellenza di Parma City of Gastronomy

Per il Consorzio del Parmigiano Reggiano DOP, Cibus è stata la cornice d’eccellenza in cui lanciare il Festival dei Caseifici Aperti, sabato 11 e domenica 12 settembre, l’appuntamento che offrirà a tutti (da foodies e appassionati a curiosi di tutte le età) la possibilità di immergersi nella produzione della DOP più amata del mondo. Dopo il successo dell’edizione 2020, tornano visite guidate ai caseifici e ai magazzini di stagionatura, spacci aperti, eventi per bambini e degustazioni che, uniti alla passione dei casari, offriranno la possibilità di vivere un’esperienza unica: un viaggio alla scoperta della zona d’origine del Parmigiano Reggiano DOP e delle sue terre ricche di storia, arte e cultura. Il tutto, naturalmente, in piena sicurezza.

È stata infatti la rigida e scrupolosa osservanza delle norme sul distanziamento sociale e sulle misure anti-contagio che ha permesso alla produzione di Parmigiano Reggiano di non fermarsi mai nel corso dell’ultimo anno e mezzo: anche nel periodo più buio del lockdown, i casari sono rimasti stoicamente al lavoro tra caldaie e fascere, per rifornire il Paese. Con questo evento, i produttori vogliono riconfermare l’intenzione di non arrendersi e di continuare ad accogliere nei caseifici tutte quelle persone che hanno sostenuto la filiera in un periodo così difficile.

Partecipare a Caseifici Aperti è semplice, basta accedere all’area dedicata sul sito del Consorzio al seguente link:parmigianoreggiano.com/it/caseifici-caseifici-aperti

Qui è disponibile la lista dei caseifici aderenti di tutte e cinque le province di produzione della DOP ed è possibile informarsi sugli orari di apertura e sulle attività proposte.

Assistere alla nascita della forma, passeggiare nei suggestivi magazzini di stagionatura, acquistare il formaggio direttamente dalle mani di chi lo crea: tutte esperienze uniche che il visitatore potrà vivere in un autentico viaggio nel tempo alla scoperta del metodo di lavorazione artigianale, rimasto pressoché immutato da oltre nove secoli. Il Parmigiano Reggiano, infatti, si produce oggi come mille anni fa: uguali gli ingredienti (latte crudo, sale e caglio), immutata la cura artigianale, solo leggermente evoluta nei secoli la tecnica di lavorazione, grazie alla scelta di conservare una produzione del tutto naturale, senza l’uso di additivi.

Per l’edizione 2021 è prevista anche a una grande novità: il Festival dei Caseifici Aperti nell’Area Campovolo di Reggio Emilia, sabato 11 e domenica 12 settembre 2021. Il format vuole amplificare l’esperienza creando, nel cuore della città, un “villaggio del Parmigiano Reggiano” animato con quanto di meglio il territorio possa offrire per celebrare il buon vivere e la comunità: dalle masterclass Parmelier (per diventare un esperto di Parmigiano Reggiano e scoprirne gli abbinamenti più ricercati, in collaborazione con Associazione Assaggiatori Parmigiano Reggiano) ai food truck, dai cooking show alle performance artistiche, dall’arte alle animazioni per i più piccoli e agli sport e tanto altro ancora in un programma pensato per tutti.

Anche per accedere al Festival è necessario prenotarsi al link parmigianoreggiano.com/it/caseifici-caseifici-aperti(dov’è possibile prendere visione del programma degli eventied esibire la certificazione Green Pass all’ingresso: la manifestazione vuole infatti essere un’occasione speciale per tornare a divertirsi insieme in completa sicurezza e con una grande attenzione alla sostenibilità ambientale.

Caseifici Aperti è inserito nel programma 2021 di Settembre Gastronomico, la rassegna dedicata alle eccellenze del territorio parmense promossa dal Comune di Parma nell’ambito del progetto Parma City of Gastronomy. Il Parmigiano Reggiano DOP sarà protagonista di tutta la settimana da lunedì 6 a domenica 12 settembre. Per maggiori informazioni su Settembre Gastronomicoparmacityofgastronomy.it

 

Fabrizio Raimondi 

MOSTRA DEL BITTO IL 16 E IL 17 OTTOBRE 2021 A MORBEGNO

 

Giunta alla sua 114° edizione, la kermesse gastronomica punta a valorizzare uno dei prodotti che caratterizzano maggiormente la valle nonché eccellenza che ha ottenuto il riconoscimento DOP.

L’intera cittadina per due giornate sarà impegnata in mostre, degustazioni e premiazioni dove i formaggi valtellinesi saranno i principali protagonisti: le forme di Bitto DOP, Valtellina Casera DOP, scimudin e formaggio Latteria verranno premiate in occasione del consueto concorso organizzato dal Consorzio Tutela Formaggi Valtellina Casera e Bitto DOP nella meravigliosa cornice dell’Auditorium del Convento di Sant’Antonio a Morbegno.

Sempre all’interno del Convento, gli ospiti potranno partecipare a una serie di degustazioni a tema dove, ovviamente, i formaggi della Valtellina saranno abbinati con grappe, birra, confetture e vini, per dare la possibilità di scoprire tutti i possibili abbinamenti e le mille sfaccettature che questi prodotti celano.

 

Dislocate nelle varie piazze e angoli della cittadina, ci saranno postazioni didattiche per accompagnare i partecipanti alla scoperta dei metodi di produzione, delle caratteristiche principali dei prodotti e dei luoghi di produzione. E per l’occasione, bar e ristoranti del territorio proporranno menu ad hoc dove, grazie all’estro di chef e ristoratori, si andrà a esaltare il profumo e il gusto dei formaggi valtellinesi.

 

La mostra continua anche fuori dalle mura di Morbegno toccando la Costiera dei Cech, dove, attraverso una serie di percorsi guidati, i turisti potranno immergersi in degustazioni di prodotti tipici, il tutto circondati da edifici rurali che raccontano la storia del luogo, fienili, chiese caratteristiche e infiniti terrazzamenti.

 

Per partecipare alla Mostra del Bitto è necessaria la prenotazione.

Per maggiori informazioni: https://www.mostradelbitto.com/, mentre trovate una serie di immagini qui.

 

Eva Barri

LE ECCELLENZE DE IL FIORINO PROTAGONISTE DELL’EDIZIONE 2021 DI CIBUS

La fiera internazionale si terrà a Parma dal 31 agosto al 3 settembre

 

Parma. Il Fiorino protagonista dell’edizione 2021 di Cibus la fiera internazionale dedicata all’agroalimentare italiano che si terrà a Parma dal 31 agosto al 3 settembre. Il Caseificio maremmano presenterà i grandi classici e le ultime novità nel padiglione 2 allo stand B019. Cibusa sarà un’occasione, dopo tanto tempo, di tornare ‘in presenza’ a raccontare le storie e la passione che si celano dietro alle eccellenze de Il Fiorino. Un “palcoscenico” internazionale caratterizzato dalla presenza di buyer, esperti e appassionati dell’agroalimentare provenienti da tutto il mondo.

 

“Cibus quest'anno – sottolinea Angela Fiorini, proprietaria del caseificio che guida insieme al marito Simone Sargentoni - ha il sapore della ripartenza dopo i mesi difficili che abbiamo trascorso e che, ci auguriamo, siano ormai parte del passato. Non vediamo l'ora di poter incontrare di nuovo i nostri clienti. Saremo a Parma con i nostri formaggi 'storici' e con nuove idee e nuovi prodotti, i quali avremo piacere di condividere con amici, collaboratori, colleghi e operatori del settore del mondo caseario e dell'alta gastronomia”.

 

Cibus. Tra le fiere di riferimento del settore agroalimentare italiano, Cibus accoglie ogni anno al suo interno oltre 3mila aziende, oltre mille novità di prodotto e 82mila visitatori provenienti da oltre 90 paesi. Grazie alle numerose attività, degustazioni e convegni, la fiera parmigiana è una grande occasione per la promozione e la conoscenza dei prodotti italiani. L’edizione 2021 si svolgerà dal 31 agosto al 3 settembre, una quattro giorni all’interno della quale buyer, giornalisti ed esperti del food provenienti da tutto il mondo potranno scoprire le eccellenze made in Italy. 

 

Il Fiorino. È il 1957 quando Duilio Fiorini fonda a Roccalbegna alle pendici del Monte Amiata in Toscana, il Caseificio Il Fiorino. Oggi a guidare l’azienda sono Angela Fiorini, figlia del fondatore e il marito Simone Sargentoni che, anno dopo anno, hanno fatto crescere il caseificio portando i suoi formaggi tra le eccellenze casearie italiane e del mondo. Tra i formaggi più famosi e richiesti del Caseificio spiccano: la Grotta del Fiorini, il Pecorino Toscano DOP, il Cacio di Caterina, i pecorini aromatizzati, la Riserva del Fondatore. Sono formaggi di eccellenza che hanno ricevuto decine di premi a livello nazionale e internazionale.

 

Lisa Cresti

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