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Ristoranti

Da Filz il panettone è a spiedino

 

Per tutto il periodo di Natale il panettone, dolce tipico milanese,  si trova in una nuova forma da Filz a Milano, in formato spiedino.
Si tratta di un dolce, rigorosamente "spiedinato" con panettone, crema al mascarpone e cannella, cioccolato fuso e ribes per un gustoso boccone a 3,50 euro. 
FILZ
Da Filz il marchio di fabbrica è lo spiedino in tutte le sue divertenti declinazioni, anche le più insospettabili, fedelmente affiancato dalla una drink list che ne esalta i sapori.
Filz è il luogo ideale dove poter cenare e stuzzicare fino a tardi, anche dopo teatro (a pochi passi dal Teatro Carcano).
L’idea nasce da un ritorno alle origini dei tre soci, dopo anni trascorsi all’estero.
L’Asia, col suo streetfood,  ha suggerito la forma, l’Italia fa da base per la materie prime, il resto del mondo offre una miriade di spunti per mettere a punto gli spiedini di Filz. La filosofia del “saper bere” metropolitano fa da cornice a tutto il quadro.
Le proposte: 
L’offerta si compone di 16 proposte soggette a stagionalità degli ingredienti, da ordinare singolarmente alla carta o in combinazione. Tra gli spiedini più particolari troviamo lo spiedino formato da bocconcini fritti di coda di rospo marinata, lo gnocco di patate viola e gambero , la pancetta tesa speziata con funghi shimeji e castagne.
Ma Filz è anche un cocktail bar: sono 11 i drink in carta proposti per quest’autunno per la maggior parte  studiati solo per il locale.  Tra i più divertenti il Viola Aromatico, l’Aperitivo del Dott. Cast e il Daiquiri al Pepe di Sichuan.
Il locale: 
E’ un piccolo cocktail bar dai colori oro e amaranto. Ci si siede comodamente a bancone su sgabelli imbottiti color mogano. Sulle pareti c’e’ un marmo che ha visto tutto il XX secolo di questo piccolo locale in Porta Romana , sdrammatizzato da un’ironica parete cipria con pois amaranto firmata Le Corbusier.
Divertenti oggetti da scoprire si specchiano nell’ottone del locale.
Orari:
Lun-Gio 18:30-01:00
Ven-Sab 18:30-02:00
Dom Chiuso
Contatti:
FILZ- Largo della Crocetta 1
Camilla Rocca

APRE A MILANO IL VALHALLA

 

 

Apre a Milano il primo ristorante vichingo d'Italia: Valhalla, La brace degli dei

I vichinghi sbarcano sui Navigli: ha aperto il primo ristorante vichingo italiano a Milano in via Ronzoni 2 a pochi passi dalla Darsena.
Selvaggina cotta alla brace o con la tecnica della bassa temperatura per quella è stata scelta come “la brace degli dei” milanese.
Un’approfondita ricerca sull’alimentazione delle antiche popolazioni nordiche, hanno portato alla definizione della carta di Valhalla: il focus è sulla selvaggina, che veniva cacciata tutto l’anno e sui pochissimi capi che erano allevati e uccisi poco prima dell’inverno, perché non sarebbero sopravvissuti alle temperature così rigide, come i vitelli, maiali e agnelli. La cottura era effettuata con le braci o bollita, che oggi viene riproposta con le tecniche moderne.
Ogni piatto del ristorante Valhalla, il paradiso dei guerrieri valorosi del nord, ha un divertente nome vichingo che richiama la mitologia di Odino. L’idea è di due giovani imprenditori: Igor Iavicoli (32 anni) e Milena Vio (28 anni), già gestori del Vinyl Pub in zona Isola, appassionati di mitologia nordica.
Anche il logo, il mitico Valknut, o nodo di Odino, rappresentato con tre triangoli intrecciati, è un cameo dei nove mondi mitologici norreni.
L’atmosfera ricorda con pelli, elmi e scudi quella dei popoli nordici e dei palazzi dell'Ásgarðr, il Valhalla appunto, dimora eterna per gli eroi caduti gloriosamente in battaglia.
In sala Diego Borella, 32 anni, che seleziona idromele, birre artigianali e piccoli produttori di vino e in cucina lo chef Mauro Molon, 34 anni, con importanti esperienze in hotel di lusso.
Le proposte:  
Ullr, la tartare di cervo, Gulltopp gli sfilacci di cavallo marinati, Himinhrjodhr il  midollo di manzo gratinato, Tanngnjostr la tagliata di capriolo, Hildsvin il
cinghiale alla birra, Vedhrofolnir la quaglia al ginepro: sono solo alcuni dei piatti che sono stati reinterpretati dagli usi culinari degli antichi vichinghi, rivisitati e presentati in chiave gourmet per gli appassionati di carne alla brace di Milano. Per gli appassionati di hamburger è imperdibile Dainn, il burger di cervo con crema di zucca e carciofo, mentre per i “più valorosi” è consigliata Yimir ovvero il Tomahawk (per almeno 2 persone). Ma ci sono proposte nordiche anche per i vegetariani come Bifrost, il carpaccio di rapa rossa con seitan affumicato o Nidhafioll, le polpette di ceci in salsa con carciofi.
Il design: 
Dalla Terra di Mezzo di Milano (il cosiddetto mondo sensibile del Miogaror  i clienti entrano nel mondo sospeso del Valhalla, che secondo la mitologia è composto di muri fatti con le asce dei guerrieri più valorosi e panche ricoperte di armature e vesti dei combattenti per banchettare con carne di cinghiale, bere idromele
 e coppe di birra distribuite dalle Valchirie, questa è l’atmosfera evocativa a cui si è ispirato il primo ristorante milanese dedicato al mondo vichingo, a due passi dai Navigli studiato dall’architetto Andrea Murciano e dal designer Giampaolo Morelli.
Gli orari di Valhalla:
Dal martedì al sabato dalle 19 alle 23
Domenica dalle 12 alle 15
Lunedì chiuso
Contatti:
Valhalla
Via Gaetano Ronzoni 2
20123 Milano
Telefono 02 8404 1503
 
Camilla Rocca

 SUCCESSO DI STELLE E MUSICA PER LA GARA ITALIANA TRA COPPIE DI CHEF IN TOUR

 

 

 

 La coppia Usai-Viglietti diverte il pubblico milanese per l’ultima tappa di SINA Chefs’ Cup Contest e si classifica al terzo posto lasciando il podio ex aequo a Monosilio-Trentini e Lippi-Narducci

 

Verve, simpatia ed originalità hanno caratterizzato l’ultima tappa del tour italiano tra coppie di chef stellati, con le loro ricette inedite ispirate alla musica, con la partecipazione speciale di Riccardo Bassetti, chef vincitore dell’edizione 2017.

Sulle note del jazz e del punk rock gli ospiti hanno degustato piatti prelibati creati da Daniele Usai e Massimo Viglietti nella cornice del ristorante L’Opéra del Sina de la Ville, insieme ai piatti creati dal resident chef d’Amore sulle note di Verdi e Rossini.

 

Al termine della serata la giuria ha assegnato il punteggio di 95/100 alla coppia protagonista della serata, che ha così raggiunto il terzo posto della classifica generale.

La classifica finale della sesta edizione di SINA CHEFS’ CUP Contest vede, dunque, in testa ex aequo le due coppie di chef Luciano Monosilio con Marcello Trentini e 

Daniele Lippi con il compianto Alessandro Narducci.

Seguirà, dunque, una serata speciale per decretare lo chef vincitore dell’edizione 2018 e rendere omaggio ad Alessandro Narducci, il giovane e acclamato chef scomparso tragicamente, insieme agli altri chef protagonisti della sesta edizione: Bernard Fournier e Massimo Spigaroli, Umberto De Martino e Giuseppe Aversa, Peppe Stanzione e Salvatore Bianco, Raffaele Lenzi e Tino Vettorello, Agostino Iacobucci e Luigi Nastri.

 

Gli ospiti delle serate hanno avuto modo di assistere allo show cooking grazie a Les Chefs Blancs, assaporando tutti i piatti per menù inediti, realizzati con il supporto di Diners Club - il gruppo nato proprio nell’alta ristorazione – con l’eleganza dell’etichetta nera dell’acqua Maxima - la nuova acqua gassata che prende il nome da una delle storiche sorgenti di Ferrarelle a Riardo - insieme a vini selezionati; e, grazie alle cuffie Tunit Bluetooth di Med Store, gli ospiti sono stati accompagnati dalle note musicali alle quali si sono ispirati gli chef per creare le loro ricette, durante la degustazione.

 

Una vera e propria immersione con il coinvolgimento di tutti i sensi, per questa sesta edizione di SINA Chefs’ Cup Contest, definita appunto 5.0, che come ogni anno prende vita negli alberghi del gruppo SINA Hotels, per un tour attraverso l’Italia.

 

Creatività, passione e ispirazione: queste le caratteristiche che ad oggi hanno visto esibirsi 70 chef della grande cucina italiana, con ricette inedite ispirate a temi artistici come la musica, il cinema, l’arte, la moda, i fumetti e le fiabe nelle sei edizioni di SINA CHEFS’ CUP CONTEST.

 

Giorgia Assensi 

BARMARE A MILANO

 

Cucina italiana e sostenibilità. Un connubio possibile da oggi da BARMARE a Milano

Anche il ristorante di pesce milanese aderisce al Programma Sustainable Restaurant dell’organizzazione internazionale Friend of the Sea

 

23 novembre 2018_ Anche il ristorante di pesce BARMARE®in corso Lodi a Milano aderisce al Programma Sustainable Restaurantdell’organizzazione internazionale Friend of the Sea che certifica la sostenibilità dei prodotti da pesca e acquacoltura.

 

Paolo Del Giudice, giovanissimo Executive Chef sorrentino, descrive così il suo incontro con Friend of the Sea: “Vengo da una terra, la Campania, in cui è molto raro sentire parlare di pesce in termini di sostenibilità. Non è nella nostra cultura. Neppure durante gli anni di preparazione alla professione ricordo di aver mai partecipato a momenti formativi che ponessero l’accento sulla gestione delle risorse del mare. Qualche mese fa sono entrato in contatto con Open Blue Cobia, un’azienda che alleva il pesce cobia a Panama rispettando i rigidi criteri di sostenibilità ambientale e rispetto dei lavoratori imposti dalla certificazione Friend of the Sea, e me ne sono innamorato”.

 

BARMARE® nasce nel 2017 su iniziativa di Marco Della Pietra, Gian Piero Fusco e Fabrizio Avallone, che dopo diverse esperienze nel mondo della ristorazione - Alma, Sadler, Villa Cimbrone, per citarne alcune - hanno deciso di unirsi in questo progetto. Il locale è uno spazio intimo, di pochi coperti, dove la cucina esalta con naturalezza i sapori del mare, con la consapevolezza dell’immenso patrimonio merceologico italiano e un’attenzione particolare alla stagionalità.

 

“Per noi è importantissimo che gli chef si facciano ambasciatori dei valori di rispetto del mare e degli ecosistemi marini e che li trasmettano a ristoratori e clienti. Dobbiamo tutti impegnarci nella creazione di una cultura della sostenibilità del pesce a tavola” commenta Paolo Bray, fondatore e direttore di Friend of the Sea.

 

I ristoranti italiani che hanno aderito al progetto di Sustainable Restaurant Friend of the Sea sono oltre 40. Tutti gli esercizi offrono prodotti ittici certificati Friend of the Sea che garantiscono: risorse ittiche non sovra sfruttate, metodi di pesca selettiva, la tutela di specie in pericolo di estinzione e il rispetto degli equipaggi.

 

Friend of the Sea (FOS) è uno schema di certificazione internazionale di sostenibilità ambientale per prodotti da pesca e acquacoltura. In 10 anni di attività, circa 900 aziende in 100 paesi si sono affidate a FOS per verificare la sostenibilità dell'origine dei propri prodotti. Gli audit sono svolti da enti di certificazione accreditati e si basano su dati ufficiali aggiornati. FOS promuove, inoltre, progetti scientifici di tutela e conservazione dell'ambiente e dell'habitat marino in collaborazione con istituzioni, università e istituti di ricerca in tutto il mondo.

 

Debora Malaponti

PAUSA YOUR ITALIAN BREAK 

 

Pasta – Pizza – Gelato & More

 
Apre il prossimo 29 Novembre
 Pausa “YOUR ITALIAN BREAK”, il primo “taste of Italy”: un format che raggruppa tutto il meglio dell’Italia per andare all’estero, realizzato da italiani.
Pausa nasce a Hong Kong nel 2013 con un temporary restaurant, proponendo pizza, pasta, gelato e caffè selezionando piccoli produttori artigianali italiani, ed il “break” italiano piace subito. “
Simple, easy, fun, healthy, artisanal and sustainable”.

 

Ecco i nostri punti di forza racconta l’imprenditore Marco Cattaneo.  Dopo una vita da manager in una multinazionale con il leit motiv di “take a break from a busy day”, e una tradizione nel sangue tramandata dal nonno Agostino, proprietario della Trattoria Erbe a Tortona in attività dal 1940 al 1970,  ha deciso di fondare la sua Pausa, il casual restaurant perfetto dopo una pausa di shopping a due passi dal Duomo, in via Cesare Correnti al N. 28.

 

“La dieta mediterranea è un modello nutrizionale riconosciuto nel 2010 dall’ UNESCO come bene protetto e inserito nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell'umanità: ecco perché quando ci siamo trovati in Asia abbiamo pensato di proporre un modello di ristorazione che la rispettasse, perfetto anche per chi dispone solo di una pausa veloce. Vogliamo esportare la nostra mediterraneità” racconta Cattaneo, “ma con un format italiano, improntato all’internazionalità, fino ad oggi proposto all’estero quasi interamente da operatori stranieri”.

 

Perché il ritorno in Italia? “Durante l’esperienza a Tutto Food, dove abbiamo partecipato in qualità di start up nel mondo del cibo, in contemporanea al periodo di Expo, molti ci hanno chiesto perché non aprire in una città internazionale come Milano, punto di partenza per Pausa in Europa, dopo l’Asia, e così è stato” racconta Marco Cattaneo. “Una cucina al 100% italiana con un occhio internazionale, progettata e proposta in Italia per approdare all’estero”. 
“E infatti mi piace dare la possibilità a chi ci viene a trovare di rimanere quanto vuole, di leggere, studiare, lavorare con il wi fi aperto e inoltre abbiamo dedicato un’intera sala con divanetti dedicata al relax e alla lettura”. E come ogni format c’è la possibilità del take away e di far recapitare tutte le proposte a casa tramite i servizi di delivery.

 

Le proposte: 
Pasta in Box: pasta fresca in tre tipologie (lunga, corta, ripiena) e con diversi sughi tra classici (pomodoro, arrabbiata, burro e salvia), deliziosi ( pesto, ragù ) e tentazioni (cacio e pepe, salsa di noci, funghi porcini).
Pizza: lunga (da circa 33 cm, da condividere), al trancio o alla romana con 48 ore di lievitazione.
Caffè: si è scelto un piccolo produttore a km zero, COfficina, che valorizza il caffè, come vuole il mercato oggi.
Gelato: si è scelto di ricreare quell’atmosfera internazionale con il gelato espresso, che risulta più leggero, divertente  e digeribile del classico.

 

Il design: 
L'architetto Roberto Ulzi racconta come si sia ispirato al nome per disegnare gli spazi: “Ho voluto ricreare degli ambienti in cui ricavarsi una Pausa nell'intensità della vita quotidiana, che dessero la sensazione di un ritmo più tranquillo nella frenesia delle metropoli (a partire da Milano per sbarcare in tutto il mondo). Per questo ho voluto dedicare degli spazi importanti alle persone. E in più, giocando con tratti autentici e materiali caldi, ricreare quella genuinità tipica delle trattorie, mantenendo però un ambiente che guarda all'estero: una Little Italy in Pausa”. Una linea semplice e minimale, che metta a proprio agio chi viene da Pausa. Un locale a più velocità: dall'ingresso, per chi ha una breve pausa, con sgabelli veloci, fino alla parte più profonda del locale, dedicata unicamente alla lettura, con tanto verde pensile. Quindi uno spazio semplice, easy ma accogliente, in modo da contenere un prodotto di ristorazione ampio, che va dalla colazione alla cena, con la stessa calda accoglienza con cui un italiano all'estero può accogliere un compaesano.

Gli orari di Pausa:
7.30-22 lun-gio no stop
7.30-24 ven e sab no stop
Domenica chiuso

Contatti:
Pausa
Via Cesare Correnti 28
20123 Milano
Numero telefono 02 3668 4972
Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 

Camilla Rocca

 

Pioggia di Stelle sui JRE Italia

Con 57 ristoranti stellati quella JRE è una delle associazioni più luminose nel firmamento dell’enogastronomia italiana

Presentata l’edizione 2019 della Guida Rossa: brillano le Tre Stelle di Mauro Uliassi

 

JRE Italia è senza dubbio una delle associazioni più luminose nel firmamento dell’enogastronomia italiana. Con la presentazione dell’edizione 2019 della Guida Rossa, crescono i riconoscimenti per gli chef JRE.  In totale sono 57 i ristoranti JRE stellati Michelin, per un totale di 70 stelle. Un risultato che non fa che confermare i valori di qualità e di amore per la cucina che da sempre contraddistinguono l’associazione.

 

Complimenti a Mauro Uliassi che raggiunge la terza Stella con l’omonimo ristorante di Senigallia. Un “premio” ad una carriera in continua crescita e che finalmente viene coronata dal più desiderato dei riconoscimenti. I tre “macarons” appesi sulla bianca parete d’ingresso della Banchina di Levante sono una splendida fotografia di una vita dedicata alla ristorazione di qualità. A Mauro Uliassi, a Catia e a tutto lo staff vanno i complimenti dei JRE di cui il grande Chef marchigiano fa parte da anni, oggi socio onorario.

 

Una ottima notizia anche dalla Toscana: a Cerbaia infatti torna a brillare la Stella su La Tenda Rossa, storico locale JRE, attribuita a Maria Probst e Cristian Santandrea. Un attestato alla contemporaneità della loro proposta gastronomica, così come alla cultura dell’accoglienza praticata con devozione da decenni.

 

Infine non fa quasi più notizia l’acquisizione dell’ennesima stella di Enrico Bartolini con la Locanda del Sant’Uffizio nel Monferrato. Abbonato ai riconoscimenti pneumatici, Bartolini dimostra una concretezza ed una affidabilità nei risultati eccezionale, che ormai è un marchio di fabbrica riconosciuto universalmente. A tutti i nostri chef, un augurio di continuare a splendere!

 

A proposito di JRE

JRE è l'associazione internazionale di giovani ristoratori che desiderano condividere il loro talento e passione per il cibo con persone con interessi affini. Nata in Francia nella metà degli anni Settanta, JRE è una realtà fondata sulla ricerca, sull'eccellenza e sullo scambio continuo quale fonte di crescita. In Europa i ristoranti JRE associati sono 350 con 160 hotel, presenti in 15 paesi: Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Germania, Francia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Slovenia, Spagna, Svizzera e Regno Unito. Gli chef JRE Italia sono 88 e combinano un talento per la gastronomia della più alta qualità con la passione per la cucina europea e per prodotti e tradizioni locali. La compagine italiana è guidata dallo chef Luca Marchini, titolare del Ristorante L'Erba del Re di Modena. La loro esperienza in cucina, insieme alla straordinaria atmosfera dei ristoranti, offre un appuntamento davvero incredibile e irrinunciabile.

 

 

Stefano Caffarri 

AL VIA LA NUOVA STAGIONE DI TASTE, CON VIAGGI SENSORIALI TRA LE REGIONI ITALIANE E APERITIVI SPRINT

 

 

Nel cuore di Bergamo studenti dell’alberghiero si mettono in gioco in un ristorante didattico unico nel panorama nazionale

 

Più di 120 studenti, 3 insegnanti e 30 posti a sedere. Da questa settimana riapre “Taste. A School Restaurant Experience” nell’eclettica piazzetta Zanchi, in via Tasso 49 a Bergamo, con una formula completamente rinnovata.

 

Gli studenti dell’Istituto alberghiero di iSchool si confronteranno con i clienti di Taste, mettendo nei piatti le conoscenze apprese durante le lezioni del corso per l’enogastronomia e l’ospitalità per i servizi alberghieri.

I ragazzi, di settimana in settimana, graviteranno attorno alla figura del nuovo chef Bruno Bovelacci, 45enne bergamasco, approdato in Taste dopo la formazione professionale tra i fornelli della Franciacorta e esperienze all’estero, mentre in sala saranno coordinati da Marco Cavadini, esperto di scuola alberghiera e enologo laureato in viticultura ed enologia presso l’Università degli Studi di Milano.

Il venerdì sera sarà dedicato a una cena di quattro portate alla scoperta della cucina regionale italiana: “Sapori d’Italia @Taste” prende il via venerdì 30 novembre con un viaggio sensoriale in Piemonte. In calendario altre due escursioni per le papille gustative in programma venerdì 7 e 14 dicembre, rispettivamente in Trentino e in Veneto, al costo di 21 € a persona con prenotazione obbligatoria.

Il sabato sera, invece, i ragazzi dell’istituto alberghiero di iSchool propongono AperiTaste, con un ritmo più vivace e giovanile: dalle 17 alle 20 di sabato 1 e 15 dicembre, in collaborazione con il barman Rosario Lipari di Still American Bar, i cocktail accompagneranno i deliziosi stuzzichini pensati ad hoc dagli studenti e lo chef Bovelacci. L’appuntamento non richiede prenotazione.

Taste è un’esperienza unica nel suo genere che richiama studenti dal territorio bergamasco e milanese. Una chicca nel cuore di Bergamo: non solo alta cucina, sapori ricercati e sperimentali sono gli ingredienti del menu in Taste, ma anche ottima ospitalità e la percezione di sentirsi in un locale davvero innovativo.

Per informazioni e prenotazioni consultare il sito http://taste.ischool.bg.it/ oppure via mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Claudia Rota   

  

STELLE & CALICI: VIAGGIO GOURMET TRA I SAPORI DELLA LIGURIA

 

                                       

Vite in Riviera, gruppo di produttori di vino e olio del Ponente Ligure da sempre orgogliosi del proprio territorio, è lieto di presentarvi il suo prossimo evento

 

Da Novembre 2018 a Marzo 2019 infatti, Vite in Riviera organizza in Enoteca a Ortovero (SV) un viaggio in quattro tappe di gusto: cene a base delle migliori eccellenze gastronomiche regionali (rigorosamente di stagione) e presidi Slow Food, interpretate da Chef stellati di fama nazionale. In abbinamento ad ogni portata sarà servito da esperti Sommelier un vino DOP e IGP del Ponente Ligure tra quelli prodotti dalle cantine di Vite in Riviera. 

Si comincia il 29 Novembre 2018 prossimo con Chef Tommaso Arrigoni del ristorante Innocenti Evasioni di Milano (1 Stella Michelin) che proporrà al pubblico una cena a base di pesce e verdura regionale di stagione in abbinamento ai vini bianchi del Ponente. Scopriamo il menù

 

ANTIPASTO:

Trancetto di Pesce Spada, Funghi Porcini alle Erbe e Porro fritto in show cooking &vino bianco Vermentino

 

PRIMO:

Riso Carnaroli Aquerello, Mantecato con Zucca Gialla, Stoccafisso e Fave di Cacao &vino bianco Pigato 

 

SECONDO:

Pescato dei Pescatori di Noli*, Purea di Castagne Essiccate* all’aglio di Vessalico* e Broccoli all’Olio Extra Vergine di Oliva d.o.p., Riviera Ligure di Ponente in show cooking&vino bianco Pigato Superiore 

 

DESSERT:

Crostata, Crema di Limone, Pera, Cioccolato e Cialda al Cappero &vino Ormeasco Passito

*Presidi Slow Food Liguria 

 

INFORMAZIONI PRATICHE: 

Dove:Vite in Rivierapresso l’Enoteca Regionale della Liguria, Sede di Ortovero, Viale della Chiesa 18 

Quando:Giovedì 29 Novembre 2018, dalle ore 19,30 Costo: 70 € 

Posti limitati, prenotazione obbligatoria: +39 366 872 66 43 

Vite in Riviera, nata nell’ottobre 2015 con la sottoscrizione del Contratto di Rete, vede la Cooperativa Viticoltori Ingauni quale capofila e ben altre 24 aziende vitivinicole ed olivicole, ubicate tutte tra le provincie di Savona ed Imperia, con l’obiettivo di divulgare e promuovere le eccellenze dei vini e degli oli liguri provenienti dalla Riviera di Ponente. 

 

Di seguito tutte le aziende aderenti:Azienda agricola Arnasco- Arnasco (SV) | Azienda A Maccia - Ranzo (IM) | Azienda Anfossi Luigi Blaise - Bastia d’Albenga (SV) | Azienda BioVio - Bastia d’Albenga (SV) | Azienda Bruna - Ranzo (IM) | Cantine Calleri - Albenga (SV) | Cascina Feipu dei Massaretti - Albenga (SV) | Cascina Nirasca - Pieve di Teco (IM) | Cascina Praiè - Andora (SV) | Azienda Vio Claudio - Vendone (SV) | Cooperativa Olivinicola Arnasco - Arnasco (SV) | Azienda Durin - Ortovero (SV) | Azienda Enrico Dario - Bastia d’Albenga (SV) | Azienda Foresti - Camporosso (IM) | Azienda Guglierame - Pornassio (IM) | Innocenzo Turco - Quiliano (SV) | La Vecchia Cantina - Albenga (SV) | Azienda Lombardi - Terzorio (IM) | Podere Grecale - Sanremo (IM) | Poggio dei Gorleri - Diano Marina (IM) | Azienda Ramoino - Sarola (IM) | Azienda Sommariva - Albenga (SV) | Tenuta Maffone - Pieve di Teco (IM) | Torre Pernice - Albenga (SV) 

 

Maggioriinformazioni su: www.viteinriviera.it/newsEvento Ufficiale: www.facebook.com/events/279974365987859/

 

PER RICHIEDERE UN ACCREDITO STAMPA: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

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