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Enoteche

NUOVA IMMAGINE PER SQUILLARI DI VIA MALTA

 

Torniamo a parlare di questa storica e tradizionale Enoteca nel centro cittadino che ieri ha voluto inaugurare il suo ampliamento  da 70 a 160 mq in un’ atmosfera moderna e stimolante.

Un nuovo look quindi fresco e giovanile con ampi spazi espositivi per i suoi prodotti, selezionati tra i top di gamma. 

Ieri  tra i prodotti offerti in degustazione Franciacorta Berlucchi ‘61 Saten, Franciacorta Mirabella Edea, Prosecco  Contatibi, una selezione dei migliori vini sardi vermentino e cannonau Meloni.

Una nota particolare va alla presentazione di due new entry nella grande famiglia dei prodotti selezionati Squillari: il Gin  Piero  esclusivo  per  setosita’ e con una miscela materializzata su 6 differenti botanici (ginepro, cardamomo,  arancia, maggiorana, zenzero e un elemento segreto ) distillato in Abruzzo. 

Seconda ma non meno importante la birra artigianale Taverna del Vara di Elisa Lavagnino ( socia ed ambasciatrice per la Liguria della Associazione Le Donne della Birra ) birre che rappresentano il territorio con un’ampia selezione e scelta tra Blanche , IPA , Brown Ale alle castagne, Pale Ale ai lamponi, Session  Ipa. 

 

 

Una nota culturale ha accompagnato l’inaugurazione con la presentazione del primo libro della giovane scrittrice Camilla Ricciardi di 16 anni fresca di età ma con alle spalle già una concreta carriera artistica di recitazione sia al Carlo Felice che in TV ( chi ha seguito Il Collegio  lo sa ..) 

Un ottimo successo di affluenza di persone che si sono avvicendate per i nuovi locali nel completo rispetto delle regole anti- CoVid nelle sicurezza di tutti e con la consapevolezza e la voglia di rinnovo e di distensione 

Auguriamo a tutto  lo staff di Squillari  ed alla sua titolare Elvira Ackermann un buon lavoro ! 

 

Claudia Paracchini

SOLEONE: SELEZIONE DI ROBERTA MORESCO

 

 

Nasce un nuovo rosato da uve Sangiovese e spumantizzato a Valdobbiadene firmato dal winemaker Roberto Cipresso e dall'imprenditrice Roberta Moresco.

Soleone è l'ultimo arrivato della collezione di Roberta Moresco, sommelier e imprenditrice vicentina che rinnova la collaborazione con il winemaker di fama mondiale Roberto Cipresso. Si tratta di uno spumante metodo Martinotti da uve 100% Sangiovese allevate a Montalcino, vinificato in rosa e infine spumantizzato dai maestri di Valdobbiadene.

Soleone testimonia un approccio sostenibile al vino e un grande rispetto per la natura, passando per il recupero di ciò che si pensava perduto: lo spumante è infatti prodotto con i grappoli diradati dal vigneto di sangiovese della tenuta Poggio al Sole, destinato a produrre il Brunello di Montalcino firmato da Cipresso. Dalla metà di luglio alla metà di agosto, il periodo più caldo dell'anno, si pratica questa tecnica al fine di concentrare gli aromi nei frutti che rimangono sulla pianta amplificandone il potenziale espressivo. Tuttavia si tratta di una selezione che comporta una perdita significativa di prodotto. Da qui l’idea di un prodotto nuovo. "Fin da piccolo mia mamma mi ha insegnato che non si deve buttare nulla – racconta Roberto Cipresso - È da questo semplice quanto potente principio che prende vita Soleone, un vino fatto di amore per la terra e i suoi frutti, in un’ottica di ecosostenibilità e di lotta allo spreco". Il nome Soleone custodisce molto di più: racchiude la forza e la gentilezza della leonessa Roberta e l'energia dinamica e solare dell'amico Roberto. "Questo vino è stato cercato in un momento di difficoltà, per dimostrare che la luce può arrivare a rischiarare le ombre e che la natura, se rispettata, è un’infinita fonte di energia – prosegue Roberta Moresco – Uno spumante divertente e giocoso, da condividere con gli amici ritrovati dopo tanto tempo. Abbiamo imbottigliato il nostro messaggio di speranza e l'augurio di un nuovo inizio per tutti".

Soleone è acquistabile nell'enoteca Emmebi di Marostica e nello shop online shop.emmebimarostica.com 

 

Anna Sperotto

 

Roberta Moresco: nata a Breganze, in provincia di Vicenza, tra le botti di vino della bottega di famiglia, ha avviato la propria attività di distribuzione di vini nel 1995 e oggi è titolare dell'Enoteca Emmebi a Marostica. Sommelier Ais dal 2006, dal 2010 al 2014 è stata delegato di Vicenza. Attualmente ricopre l'incarico di responsabile forniture dell'Associazione Italiana Sommelier Veneto. Nel 2015 ha presentato Cuvée e AzzardoRosso, i primi due vini a portare la sua firma, seguiti da IncontroInsolito nel 2016 in collaborazione con Roberto Cipresso.

Roberto Cipresso: nato a Bassano del Grappa, inizia la propria carriera di winemaker nel 1987 a Montalcino, lavorando per alcuni dei più noti produttori. Nel 1999 fonda Winemaking, gruppo di consulenza agronomica ed enologica che avvia collaborazioni in tutto il mondo, producendo vini premiati con i punteggi massimi in tutte le guide. Nello stesso anno in Argentina prende forma l’ambizioso progetto Achaval Ferrer. Nel 2006 viene proclamato Miglior Enologo Italiano nell’ambito dell'Oscar del Vino e nel 2008 la rivista Men’s Health lo elegge “Uomo dell’Anno” nella categoria “Food”. Nel 2009 “Wine&Spirits” proclama la Bodega Achaval-Ferrer “migliore cantina del mondo” mentre nel 2010 Roberto riceve l’incarico da “Città del Vino” per la produzione del vino speciale in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Nel 2013 la rivista “Wine&Spirits” definisce il vino Achaval Ferrer Finca Altamira 2010 ``miglior Malbec del mondo``. Roberto Cipresso ha scritto quattro libri: “Il Romanzo del Vino”, “Vinosofia”, “Vineide” e "Vino. Il Romanzo segreto".

INAUGURA A VENTIMIGLIA CAVA

Inaugura a Ventimiglia Cava: l'enoteca per gli amanti delle eccellenze in cantina al crocevia tra Italia, Francia e Principato di Monaco 

Antonio Arrighi testimonial dei produttori 

Non arrivano a 50 anni in due, Roxenne e William giovanissimi protagonisti di questa nuova avventura, ma hanno le idee chiare

Lavorare sulla cultura del vino e sulle piccole produzioni, sulle imprese di qualità che hanno una storia da raccontare, questo è l'obiettivo di Cava Eccellenze in cantina, la nuova enoteca che apre oggi a Ventimiglia, riprendendo il nome e la sede della più storica bottiglieria del luogo.

La città ligure è un crocevia per gli amanti del buon vino in un triangolo ideale tra Italia, Francia e Principato di Monaco.

 

La Cava è una vera e propria grotta di tesori con più di 350 etichette, frutto di una selezione in cui trovare vini e prodotti di nicchia. Con Toscana e Piemonte a dominare la scena, ma anche con delle chicche provenienti da Africa, Nuova Zelanda, Cile ed Europa.  Si lavora su produzioni limitate e sul concetto di esclusività che, in questo caso, non sta nel prezzo o nel lusso, ma nella ricerca dell'autenticità: poche bottiglie, ma di grandi “contenuti”.

 

Saranno programmati eventi di degustazione per approfondire la conoscenza di territori e produttori, e raccontare la storia che si cela dietro le singole etichette.

Proprio per dare voce a chi il vino lo fa, Il testimonial che terrà a battesimo l'inaugurazione sarà Antonio Arrighi, talentuoso produttore dell'isola d'Elba, scelto perché incarna l'ideale delle cantine che Cava vuol far conoscere: piccole aziende dal grande valore qualitativo, che sappiano esprimere il proprio territorio. 

Antonio Arrighi è stato capace di far parlare tutto il mondo con il suo esperimento Nesos, il vino marino, primo ad innovare guardando ad una storia di 2500 anni fa. Bottiglie che hanno la magia di far tornare indietro per riassaporare gusti perduti, senza confini temporali, senza limiti, se non nel numero delle bottiglie...

I protagonisti

Padre di origini siciliane e mamma Svizzera, Roxenne Gandolfo nasce in mezzo alla natura e al verde, partecipando fin da piccola alla vendemmia. Di sé racconta che è cresciuta nella campagna lucchese, con acqua e vino al posto delle bibite gassate e da lì è nata la sua passione per il nettare di Bacco. Nato a Verona da madre serba, William Pollinari si trasferisce in Versilia dove conosce Roxenne sui banchi di scuola. La sua passione è la cucina e lavora in vari hotel e ristoranti sia in Italia che all'estero (Francia e Principato di Monaco)

 

Cava - Eccellenze In Cantina  +39 0184 633567 - www.cava-web.com

 

Daniela Mugnai

LA FESTA DEL BEAUJOLAIS NOUVEAU ARRIVA A MILANO, DA ÉGALITE' 

 

 

 

 

 

 

ll 15 novembre da Égalité - la boulangerie par Thierry Loy in via Melzo 22 a Milano - si festeggia il Beaujolais Nouveau, una tradizione che si svolge in Francia il terzo giovedì del mese di novembre, per un giorno soltanto, dall'alba a tarda notte. L'arrivo sul mercato di questo vino rosso - uno dei prodotti francesi più conosciuti e caratteristici della stagione autunnale - rappresenta ogni anno un momento di festa e convivialità da trascorrere in compagnia in casa o per le strade.

Égalité permetterà di scoprire anche a Milano questa tradizione, lungo un’intera giornata – giovedì 15 novembre, dalle 7.30 alle 22.30 per degustare il Beaujolais Nouveau insieme ad alcune prelibatezze della boulangerie.

 

Thierry Loy ha scelto di servire il Beaujolais Nouveau - vino nature del Domaine de Chasselay, una tenuta che risale al 1464, da qualche anno completamente dedita alla coltivazione biologica certificata.  Il risultato è un vino fruttato, profumato al palato e piacevole da bere in compagnia.

 

Il Maestro Boulanger ha pensato anche ad abbinamenti originali per esaltare le caratteristiche del Beaujolais Nouveau nei diversi momenti della giornata: dal CroissantTradition per la prima colazione, alla Quiche Lorraine - una pasta brisè e ripiena di formaggio groviera, uova e pancetta - per il pranzo.

Per l’aperitivo Thierry Loy propone la Planche du Beaujolais di formaggi misti francesi (Camembert, Roquefort, Chèvre, burro leggermente salato), salumi (in cui la celebre Saucisson Rosette di Lione si incontra con il prosciutto crudo italiano D’Osvaldo) e marmellata di fieno. Ultimo regalo del Boulanger è il Pain Beaujolais, un pane creato per l'occasione, impastato con farina e vino.

 

 

 

 

La festa del Beaujolais Nouveau è una tradizione che risale al 1951, anno in cui un decreto del governo francese vietò la vendita di vini AOC fino al 15 dicembre dell’anno del raccolto. A seguito della protesta dei produttori, il 13 novembre 1951 una nota ufficiale ne ripristinò la commercializzazione, a condizione di aggiungere la menzione "nuovo".

Nasce così il "Beaujolais Nouveau": originario dal vitigno Gamay, viene messo in vendita solamente due mesi dopo la vendemmia, non appena la fermentazione ha avuto luogo. Oggi 3.000 vignaioli lavorano con passione nella regione del Beaujolais per offrire questo vino dal gusto inconfondibile.

 

Égalité en fête: le beaujolais nouveau est arrivé!

15 novembre 2018 | dalle 7.30 alle 22.30

Via Melzo 22, Milano

Nemo Monti

TAPPI & VINI: SERATA CON WALTER MASSA

 

Di Virgilio Pronzati

Sul tappo di sughero si è detto di tutto e di più.  Sia a favore che contro.  Ricavato dalla quercia  da sughero, il tappo è e rimane un prodotto naturale.  Antiche le sue origini. Il filosofo greco Teofrasto nel 4° secolo a.C., scriveva nei suoi trattati botanici della capacità della quercia da sughero di rinnovare la sua corteccia dopo che era stata rimossa. A Efeso, antica città dell’Anatolia, in Turchia, è stata trovata un'anfora del 1° secolo a.C. sigillata con un tappo di sughero e ancora contenente vino. Un altro reperto è consistito dal ritrovamento di un'anfora ateniese con questa chiusura risalente al V secolo a.C. Ma la notorietà e diffusione, il tappo l’ebbe in Francia nella seconda metà del XVII secolo.  Champagne, Provenza e Cotes du Rhone furono le prime. Un successo che attraversando il tempo è ancora attuale. 

Con l’impiego di valida materia prima e l’uso di tecniche sempre migliori, il tappo di sughero è considerato ancor oggi il meglio. Mo non sempre è così. Infatti, nelle fasi di lavorazione del sughero e la realizzazione dei tappi, sono emersi in quest’ultimi alcuni difetti che hanno contaminato il vino (prima da muffe poi dal tricloroanisolo “TCA”, ritenuto il maggiore responsabile dell’odore e sapore cosidetto di tappo ) conferendogli le sgradevoli percezioni gusto-olfattive. Aumentata la vendita di vino in bottiglia nei principali Paesi europei e non solo, di conseguenza la produzione di tappi è cresciuta in modo esponenziale.  Da qui la necessità di creare altri tappi alternativi di minor costo, inerti e funzionali. 

 

 

Quelli più presenti sul mercato sono: Tappi di sughero monopezzo, agglomerato, agglomerato con una o due rondelle, rivestito di membrana plastica. Tappo corona.  Tappo a vite.  Tappo di silicone.  Tappo Ardeaseal (tecnopolimeri).  Un giusto prologo alla serata ideata e promossa rispettivamente, da Enrico Sala già presidente della Condotta Genovese di Slow Food e adesso fondatore "Club Amici dell'Ippopotamo" (formato da gourmet) e Massimo Ponzanelli delegato Onav per la provincia di Genova, con la partecipazione di Walter Massa che, nell’occasione, ha posto al vaglio degli onavisti e enoappassionati genovesi il Derthona Timorasso 2014, imbottigliato con cinque tipi diversi di tappi.        

Un quesito interessante che ha dato origine a considerazioni non molto omogenee.  Sebbene il vino provenisse dalla stessa botte, tra i vari campioni ci sono state sensibili differenze olfattivo - gustative.  Quasi identici per l’aspetto visivo, ossia limpidezza e colore.  Bottiglia n° 1 - Sughero: Discretamente intenso, persistente e composito, con leggeri sentori fruttati, vegetali e lievi di minerali (mela renetta quasi matura, fiori di acacia un po’ appassiti, erbe montane e pietra pomice), secco, fresco e sapido, caldo, pieno e di giusta persistenza, con fondo sapido-minerale. Bottiglia n° 2 - Sughero plastificato: Intenso e persistente, sufficientemente fine per lieve pungenza, con sentori fruttati, vegetali e minerali (pesca selvatica, uva spina, rucola e caolino), secco, abbastanza fresco, molto sapido e minerale, caldo, di buona struttura e persistenza. 

 

 

Bottiglia n° 3  - Metallico a vite: Intenso e persistente ma un po’ opulento e pungente con sentori vegetali, fruttati e minerali (erbe di campo appena tagliate, pampino di vite, prugna bianca immatura e ardesia bagnata), secco, sapido e minerale, caldo, pieno e continuo.  Bottiglia n° 4 - Ardeaseal: limitatamente intenso, persistente e fine, leggermente ridotto, con sentori vegetale e minerali (erbe campestri già appassite, farina di legumi e polvere di marmo e cemento bianco), secco ma sapido, caldo, un po’ minerale ma un po’ corto.  Bottiglia n°  5  -  Corona metallico:  sufficientemente intenso, persistente e fine,  un po’ sottile, con sentori vegetali, minerali e fruttati (mela, erbe e fiori di campo e lavagna bagnata), secco, sapido, di sensibile acidità fissa, caldo, continuo.  A parte le mie personali valutazioni, chi ha ottenuto più consensi dei degustatori sono stati i campioni 3 e 5. Due vini ben diversi e interpretati un po’ soggettivamente. Anche sugli altri tre, i pareri sono stati diversi, forse per qualche sbaglio nell’ordine di servizio.    

 

 

 

Comunque un’esperienza senz’altro positiva. Mattatore della serata, Walter Massa, vignaiolo eclettico e geniale vinificatore. Suo il merito di avere scoperto, plasmato e valorizzato il vitigno autoctono Timorasso, diffondendone la coltivazione nel Tortonese, valorizzando al meglio l’intero territorio.   La riuscita serata si è tenuta nel locale La Bottega del Re in Albaro dove, terminata la degustazione, è seguita una cena con alcuni piatti tipici abbinati al Derthona Timorasso dei Vigneti Walter Massa. 

 

I VINI DELLA CANTINA DEL NOTAIO ALL'ENOTECA 33 ROSSO

Il 18 Marzo 2018 ho avuto il piacere e l’onore di conoscere il Dottor Gerardo Giuratrabocchetti,  titolare dell’Azienda Vitivinicola Cantine del Notaio, che ha presenziato alla serata organizzata in Enoteca e ci ha guidato nella degustazione “Le Versioni dell’Aglianico del Vulture”. Gerardo è una persona speciale che dona grandi emozioni, è immenso il legame che ha con il suo territorio e trasmette a tutti.

 Il 23 Novembre 2018 ci ha onorato nuovamente della sua presenza con un’altra interessante e bellissima degustazione “Aglianico del Vulture, il ritorno di nuove emozioni”. Serate indimenticabili, che hanno lasciato il desiderio di continuare a degustare i suoi meravigliosi vini e di rivederlo presto!

Anita col marito, clienti e amici

L’Azienda Vitivinicola Cantine del Notaio, è stata eletta “Cantina dell’Anno - Gran Vinitaly 2018”. L’Azienda nasce nel 1998, quando Gerardo laureato in scienze Agrarie, coltiva l’Aglianico del Vulture nelle proprie vigne ereditate dal nonno, unendo tradizione, innovazione, passione, storia e cultura del territorio e valorizzando un vitigno autoctono a bacca nera noto sin dai tempi dell’antica Grecia.

 Anita con Gerardo Giuratrabocchetti

La natura vulcanica dei terreni fertili ricchi di sostanze minerali e il microclima particolare danno vita a questo vino meraviglioso, prezioso, dai profumi complessi e inconfondibili, fine ed elegante.

Anita con amici e clienti 

Nel luglio scorso ho visitato la sua azienda in Rionero e sono rimasta affascinata dalla sua professionalità, ma anche dalla sua simpatia, nelle cantine sotterranee scavate nelle grotte di tufo, pregne di una magica atmosfera ho provato grandi emozioni che rimarranno per sempre nel mio cuore.

Anita mostra due bottiglie della serata

 

Anita Manichedda

Enoteca 33 rosso

Via Paolo Anfossi, 33 r

16164 GENOVA

 

ALTIVINI ENOTECA EROICA - VINI ESTREMI PER PERSONE MODERATE

 

 

Raffaele Bozano Gandolfi

 

Di Virgilio Pronzati

 

A Genova le enoteche non mancano.  Ce ne sono di storiche e di recenti.  Di buon numero con vasta scelta di etichette, altre con meno ma selezionate. Una sola, in tutt’Italia, che propone vini estremi.  Cioè vini prodotti da vignaioli eroici da vigneti di montagna con pendenze superiori al 30% con altitudini di oltre 500 metri sul livello del mare. Non solo. In gran parte terrazzati e su irti pendii, dove non esiste la meccanizzazione  ma solo lavorazione manuale.

 

 

Selezione di vini liguri

Autoctoni i vitgni che danno origini a questi vini “eroici” e unici. Autentici vini di esclusivi terroir, che oltre a esprimere ampi e complessi profumi e grande struttura e armonia, sono l’unico mezzo per ricavarne reddito e tutelare l’ambiente, preservandolo dal dissesto idrogeologico. 

 

 

Selezione di vini aostani

 

A creare l’Enoteca Altivini nel 2014, c’è voluto il coraggio di Raffaele Bozano Gandolfi, appassionato esperto di vini, in particolare di quelli di viticoltura eroica.  In primis ottimi vini aostani e liguri, seguiti da scelti vini friulani, campani, lombardi e di altre regioni.  Quasi tutti, di piccole e medie dimensioni.  Molti dei vini presenti in questa piccola e raccolta enoteca, sono quasi assenti nelle altre.  Simpatico il cartello all’entrata: Vini estremi per persone moderate.

 

Selezione di vini passiti

L'enoteca situata in centro città, è facilmente raggiungibile sia da un genovese che da un turista, Si trova all'inizio di Via G. Interiano, a due passi da Via Garibaldi, dove sorgono le fastose dimore storiche tutelate dall'Unesco, come patrimonio dell'Umanità.

  

Altivini Enoteca Eroica

Via G. Interiano 11r - Genova - 340/7842355

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