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Itinerari enogastronomici

Il nostro percorso ci ha portati a conoscere molti altri appassionati, che come noi, lavorano per tenere vivo il valore di questa antica attività e per trasmetterlo nei migliore dei modi. Con entusiasmo abbiamo sviluppato il progetto del ristorante Antico Genovese ottenendo ampi riconoscimenti di critica e pubblico. Oggi continuiamo il nostro percorso alla ricerca della  qualità scoprendo e offrendo quanto di meglio offre il mercato dell'enogastronomia.

RURAL FESTIVAL 2019

Rural Festival: il weekend sulla biodiversità agricola è in arrivo!

 

Sabato 7 e domenica 8 settembre 2019, per il sesto anno consecutivo, a Rivalta di Lesignano de’ Bagni (Parma) si rinnoverà l’appuntamento che riunisce gli agricoltori e gli allevatori custodi di antiche cultivar vegetali e razze animali diffuse in Emilia Romagna, Toscana e Liguria. Il Festival sarà arricchito quest’anno dalla quarta edizione della mostra-mercato dell’antico pomodoro Riccio di Parma, presentata insieme agli agricoltori custodi che lo coltivano e raccolgono ancora come una volta. Ingresso gratuito

 

Il Rural Festival è ormai alle porte. Un intero weekend - sabato 7 e domenica 8 settembre 2019 - all’Agricola Rosa dell’Angelo, a Rivalta di Lesignano De’ Bagni (Parma), dedicato alla biodiversità agricola di Emilia Romagna, Toscana e Liguria. Una grande festa all’aria aperta che si trasforma annualmente in un’occasione imperdibile per grandi e piccini, che hanno l’occasione di toccare con mano la “biodiversità agricola”. E’ qui che per il sesto anno consecutivo si raduneranno gli agricoltori e allevatori custodi delle tre regioni coinvolte nel progetto Rural per far conoscere il frutto del proprio operato, silenzioso e paziente, guidato da tanta passione. Passeggiare al Rural Festival significa incontrare la biodiversità nei loro volti e nelle loro storie, riscoprendone e assaporandone il gusto autentico. Si tratta di piccole realtà che hanno scelto di produrre meno e meglio, rispettando i ritmi della natura, per salvare e valorizzare le tante identità territoriali in nome della biodiversità, nell’ottica di scelte consapevoli per noi e per l’ambiente. Facendosi portavoce del motto “tornare indietro per andare avanti e guardare al futuro”.

 

Siamo nel cuore della Food Valley parmense, in un territorio collinare caratterizzato da verde, boschi di querce, calanchi e vulcanelli di fango, eletto a riserva MaB Unesco. Ed è qui, in occasione del Festival, che verrà ospitata la quarta edizione della mostra-mercato del pomodoro Riccio di Parma, un’antica varietà coltivata fino agli anni Cinquanta nelle terre rosse della Pedemontana parmense, poi sostituita da pomodori più adatti alla lavorazione industriale, relegando così il Riccio agli orti privati per il suo consumo fresco o per la conserva casalinga. Ma che grazie agli agricoltori custodi del pomodoro Riccio, è salvo: sono quattro oggi le aziende agricole che lo seminano, coltivano e raccolgono a mano come una volta in regime di agricoltura biologica: la Centrale della Frutta di Traversetolo, Colla di Corcagnano, La Torre di Pilastro di Langhirano e Zavabio di Mamiano, a disposizione per spiegare e raccontare tante curiosità.

 

I produttori presenti al Festival– alcuni per la prima volta - sono una quarantina e negli stand gastronomici presenteranno materie prime e prodotti di biodiversità, come prosciutto di maiale Nero, arrosticini di pecora Cornigliese, carne fresca di Cinta Senese e Chianina, pane di grano del Miracolo e Marocca di Casola, polenta Formenton Ottofile Garfagnana, testaroli della Lunigiana al farro, pomodoro Riccio di Parma, pasta fresca emiliana con uova di gallina Romagnola, Tortél Dóls con mostarda di frutti antichi, torta di patata Quarantina Bianca, fungo di Borgotaro, zucca violina, erbe selvatiche, ortaggi liguri, cipolla Borettana e di Treschietto, fagiolo Zolfino al coccio, marroni di Campora, olio di Olivastra Seggianese, latte fresco di asina e di vacca Grigia dell’Appennino, formaggi unici di razze bovine e ovine, marmellata di prugna Zucchella, caffè di orzo Leonessa, miele biologico, sidro di mele di montagna, uve e vini da rari e antichi vitigni e tanto altro.

 

Non mancheranno gli animali di antiche razze, tanto amate dai bambini: dal maiale Nero alla pecora Cornigliese, dall’asino Romagnolo al cavallo Bardigiano, dal vitello di bovina Grigia d’Appennino, Bardigiana e Bianca, al tacchino di Parma e Piacenza. E ancora gallina, oca e anatra Romagnole e colombo Occhialone di Parma.

Tutt’attorno cultivar di varietà rare, messe a dimora per arricchire il patrimonio vegetale già presente, come gli ulivi, "figli" di quello secolare di Mulazzano, o la vigna-catalogo di antiche cultivar del territorio. Ci saranno inoltre un’esposizione di frutti antichi realizzata dall’esperto di biodiversità Enzo Melegari e una dedicata al baco da seta.

 

Il ritorno al passato è rappresentato anche da una particolarità: il canapaio di canapa Sativa. Una coltura fondamentale nei tempi passati, resistente, ecologica ed eterna, dagli innumerevoli utilizzi sia in campo tessile che in campo alimentare. Quest’anno si potrà conoscere il processo produttivo della canapa attraverso i racconti e i manufatti realizzati dalla signora Franca e dalla signora Ebe che con il suo piccolo telaio mostrerà la tessitura della canapa. Entrambe racconteranno aneddoti e ricordi. Ci sarà poi la possibilità di conoscere l’olio di canapa, ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi, ottenuto da un’azienda agricola piacentina che coltiva e produce i propri prodotti.

 

Vicino al canapaio quest’anno ci sarà anche una sorta di labirinto dedicato al mais: frutto di un progetto in collaborazione con l’Università Cattolica di Piacenza. Sono state recuperate una trentina di varietà antiche, coltivate fino alla seconda guerra mondiale in Emilia Romagna. Prima dell’avvento degli ibridi americani, si adattavano ai diversi contesti ambientali, fino alla collina e alla montagna, non come oggi che il mais lo si coltiva solo in pianura. Qualche esempio del parmense? Il Turco di Borgo Val di Taro, il Ferragostano di Albareto, il Piacentino o Nostrano di Salsomaggiore e Nostrano emiliano di Talignano di Sala. Diverse varietà del forlivese, altre da Reggio Emilia, Piacenza, Modena e Ravenna.

Protagonisti della campagna rurale e del Festival sono poi i modelli di trattori d’epoca Landini e Lamborghini prodotti tra gli anni Trenta e Cinquanta sapientemente restaurati, che verranno messi in moto da esperti motoristi per la gioia dei più piccoli ma anche di adulti appassionati.

 

Entrambi i giorni saranno arricchiti da appuntamenti dedicati all’approfondimento della biodiversità con esperti e guide escursionistiche.

Gli ingredienti per trascorrere due giorni festosi nel segno della biodiversità agricola e della convivialità, passeggiando e perdendosi tra i grandi spazi del parco protetto, ci sono tutti. Appuntamento quindi a Rivalta di Lesignano de’ Bagni, anche in caso di maltempo (i banchi espositivi e tante postazioni sono al coperto), per incontrare volti, storie e prodotti protagonisti del progetto Rural. Una mostra-mercato ma soprattutto un'esperienza da vivere unica, di cultura gastronomica e rurale, negli spazi della riserva naturale del parco protetto, dove uomo e natura convivono naturalmente. Orario: dalle 10 alle 21, ingresso gratuito

 

 

Barbara Valla

 

I PIATTI DI FERRAGOSTO DALLE ALPI ALLA SICILIA

 

 

LA MAPPA DI FIPE DELLE RICETTE DELLA TRADIZIONE ITALIANA PER IL GIORNO PIU’ ATTESO DELL’ANNO

 

È stato L'Imperatore Augusto nel 18 a.C. a inventarsi il ferragosto (da feriae augusti). Una giornata libera per staccare la spina e rilassarsi. Ecco perché tutti gli italiani sono da sempre molto affezionati a questa data, il 15 agosto, perché sinonimo di vacanza, di tempo libero speso insieme alla propria famiglia e ai propri amici.

Va da sé che, come da buona tradizione del belpaese, anche questa ricorrenza si celebra a tavola. Ogni regione, da nord a sud, ha il suo piatto di ferragosto da gustare in compagnia. Come e dove non ha importanza. C’è chi non teme il caldo e ama andare in spiaggia per una tavolata in riva al mare e c’è chi invece cerca riparo e frescura in montagna o in collina per la più classica delle scampagnate, gustando il proprio piatto preferito su un bel prato verde. Insomma, ciò che conta per tutti è festeggiare con la pancia piena. Ecco perché Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, ha creato una mappatura di quelle che sono le ricette regionali dei piatti più amati, i cui segreti sono custoditi da mamme, nonne e ristoratori. Perché oltre alle grigliate c’è di più!

 

Partiamo dal nord Italia. In Trentino e in Valle D’Aosta abbiamo piatti di sostanza, proprio come ci si aspetta da una cucina di montagna con rispettivamente: i classici canederli, delle gustose polpette di pane e speck, e la meno nota Seupa à la Vapelenentse, una zuppa che prende il nome dal villaggio Valpelline, a base di pane, fontina e brodo di carne”. In Lombardia il classico minestrone, nella versione fredda e più indicata per il mese di agosto. In Veneto e in Liguria si vira sul pesce, con le sarde in saor e la capponadda, una fresca insalata di mare con tonno, acciughe, pomodoro e olive, il piatto perfetto per marinai e pescatori. Friuli Venezia-Giulia e, come è ovvio che sia, l’Emilia Romagna, puntano sulla pasta ripiena con i Cjarsons e i più classici cappelletti al ragù. Gli unici a puntare sul dolce sono i piemontesi, con un dolce tipico del Ferragosto che è la Margheritina di Stresa, un biscotto la cui particolare fragranza viene data dalla presenza, negli ingredienti, del tuorlo d’uovo sodo setacciato e ridotto a farina.

 

Arrivando al cuore della penisola troviamo in toscana il piccione arrostito, una tradizione nata in epoca carolingia. Un antico detto popolare fiorentino conferma che: “A ferragosto si mangiano i piccioni arrosto”. Nella vicina Umbria il piatto forte sono gli gnocchi al sugo di papera, mentre, nelle Marche troviamo l’oca arrosto. Anche in Molise un piatto piuttosto rustico con i cavatelli al sugo di maiale. Invece, a Roma come in tutto il Lazio, non è ferragosto senza il pollo in umido con i peperoni, piatto godereccio e perfetto anche per gli amanti della scarpetta finale.

Pian piano si continua ad andare verso sud e si arriva in Campania, dove il piatto dominante in occasioni come il 15 agosto è la cosiddetta Pizza di Maccheroni, nè un primo piatto di spaghetti nè una classica frittata. Un piatto unico da gustare rigorosamente a fette. In Puglia un caposaldo della cucina italiana, le orecchiette con cime di rapa, mentre nella vicina Basilicata si ritorna sulla carne con l’agnello alla lucana. In Calabria ancora pasta, questa volta al forno. La pasta chijna (cioè ripiena) è un classico del pranzo della domenica o delle festività, come appunto il Ferragosto. Probabilmente la versione più conosciuta della pasta al forno alla calabrese è quella con il ragù e le polpettine ma c’è anche un’altra variante, quella con la soppressata. Dulcis in fundo abbiamo le isole con i culurgiones di patate sardi, una pasta ripiena, e il tipico Gelo di Melone siciliano. L’ingrediente principale di questo dessert fresco, è l’anguria, che in Sicilia come in altre zone del sud Italia viene comunemente definito “melone”.

Dunque una miriade di piatti e ricette della tradizione, da preparare a casa o da gustare nei tantissimi ristoranti aperti anche a Ferragosto, che accompagneranno gli italiani in questa giornata di festa. Le diete sono rimandate a settembre!

 

 

Andrea Pascale

SAGRA DEL BAGNUN A RIVA TRIGOSO

Fotoservizio di Claudia Paracchini 

 

Noi liguri, si sa, siamo legati al mare da una relazione speciale.  Per noi il mare non è solo una distesa d’acqua ma è anche un carburante della vita come una storia d’amore quotidiana, mare che in cambio ci sa dare grandi soddisfazioni . 

Riva Trigoso lo sa ed è per questo che ogni anno ci regala questo pezzo di tradizione enogastronomica ! 

 

Ci presentiamo  al tramonto del 10 agosto sul lungomare preparati ad assaporare questo tipico e gustoso piatto. Il bagnun è dal 1960 che comincia ad organizzare questa caratteristica serata che da qualche anno è anche una associazione culturale onlus, che porta il nome di Riva Trigoso e di Sestri Levante in giro per il mondo capitanata da Franco Po. 

 

Far conoscere la cucina ligure, i suoi sistemi di cottura, gli. ingredienti del mare anche se umili e semplici, piatti tipici che tendono  a non modificare il sapore di un alimento a vantaggio del palato come una metamorfosi della vita. 

Io Bagnun di  quest’anno ha toccato picchi di presenze record , più di un centinaio di persone sono corse all’appuntamento e magistralmente sistemate ai tavoli dall ottima organizzazione di Enrico Sala. Le acciughe, il pomodoro è la  galletta del marinaio sono i tre ingredienti che con la mano dello chef  hanno fatto la differenza .  

 

 L’ abbinamento  enologico della serata è stato presentato  dalle cantine Bisson di Sestri Levante dove hanno fatto coppia il Golfo del Tigullio-Portofino Bianchetta Genovese “o Pastine “ con le acciughe fritte,  il Golfo del Tigullio-Portofino Vermentino “ Vignaerta”  sui muscoli e il  Golfo del Tigullio-Portofino Ciliegiolo  sullo splendido Bagnun. 

A chiudere la serata il  Vermouth ” u bagascio”   di Andrea Bruzzone della omonima Cantina della Valpolcevera.

Valencia Gourmet

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Valencia gourmet: tutto quello che c’è da sapere per gustare il meglio della gastronomia più autentica

Valencia è un vero e proprio paradiso per tutti gli amanti della buona cucina, per coloro che desiderano gustare piatti tipici e per chi ama fare esperienze gastronomiche anche in vacanza. Infatti, Valencia regala davvero un’ampia offerta gastronomica e tentazioni culinarie alle quali nessuno potrà resistere: dai piatti tradizionali, come la paella che ha origine proprio in questa Città, e le ricette a base di prodotti di mare e le tipiche tapas, ai mercati tradizionali, dove acquistare prodotti freschi e naturali, ai mercati gastronomici dove godere della cucina più “vera”, fino ai ristoranti gourmet o a quelli stellati dove gustare il meglio della cucina autentica valenciana con una spinta verso la creatività.

Tutti i buongustai non potranno non assaggiare la paella, il piatto valenciano per eccellenza che tra l’altro è nato proprio a Valencia, nel Parco Naturale de Albufera quando. nel VIII secolo, gli arabi vi introdussero la coltivazione del riso. 

Oltre alla ricetta tradizionale della paella, si potranno scegliere fra più di 40 varietà di riso, come il riso al forno, il riso a banda (con pesce), il riso nero (con calamari al nero di seppia), il arròs amb fesols i naps (riso con fagioli e rape), un riso brodoso con fagioli e rape o la fideuá (che sostituisce il riso con una pasta corta simile agli spaghetti).

page1image669568352Fra i piatti tipici valenciani, da gustare anche i deliziosi

sapori delle tapas a base di pesce, di carne, di verdure: dalle patate con salsa brava alla seppia alla piastra e poi le Clòchina le cozze locali, le acciughe sott’aceto e le crocchette di baccalà; queste sono solo alcune delle tapas da non perdere, naturalmente rigorosamente accompagnate da una birra fredda o da una sangria. Tutti questi piatti sono realizzati con i migliori prodotti freschi valencianicome il pesce: sardine, naselli, triglie, seppioline, sgombri, i gamberi e ovviamente le cozze, sono alcune delle specie mediterranee che costituiscono la base delle ricette tipiche di Valencia; oppure le verdure e la fruttasempre freschissime e genuine in quanto provenienti da La Huerta, l’orto che circonda la città. Tra la frutta risalta, per la sua eccellenza, l’arancia valenciana, che si raccoglie in autunno e in inverno, anche se si può trovare in qualsiasi periodo dell’anno.

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SCOPRIRE GLI AUTENTICI SAPORI VALENCIANI

DOVE MANGIARE: TRA PROPOSTE GOURMET E STELLATE
Per chi desidera un’esperienza stellata da non perdere il ristorante di Ricard Camarenada poco insignito della seconda stella Michelin. Inserito all’interno del Bombas Gens, un’antica fabbrica industriale convertita in un centro culturale e artistico che ospita mostre, incontri, workshops & attività socio-culturali, il ristorante propone un menù eclettico composto da piatti creativi.
Tra gli altri ristoranti stellati da non perdere il 
Sucede, il ristorante del Caro Hotel, un luogo che rievoca storia e tradizione, con decorazioni influenzate delle antiche civiltà arabe e romane, fino al menù; il ristorante Riffcaratterizzato da un’ambiente minimalista, offre una cucina creativa dal gusto mediterraneo, la carta si rinnova secondo il trascorso delle stagioni e i prodotti provengono dal mercato; infine il ristorante El Pobletdove lo chef Quique Dacosta mette in risalto la cucina tradizionale valenciana per creare piatti memorabili.

Valencia è ricca anche di ristoranti gourmet dove gustare i migliori piatti tradizionali e mangiare divinamente, fra questi vanno sicuramente provati i deliziosi piatti del ristorante Sucar, che propone ricette tipiche valenciane; da non perdere anche il ristorante Salti, un locale dall’ambiente accogliente e familiare, nel quale lo chef Vicente Patiño propone una cucina basata sulla tradizione, ma con dei particolari tocchi creativi; il ristorante Dos Estaciones offre una cucina stagionale, utilizzando prodotti genuini e lavorandoli in base ad un principio artigianale con lo scopo di ottenere il massimo del sapore; infine il ristorante La Salita, con proposte creative e sorprendenti piatti audaci capaci di sorprendere ogni palato, che si rinnovano stagionalmente.

GLI SPAZI GASTRONOMICI

Quest’anno Valencia regala moltissime novità per quanto riguarda gli spazi gastronomici.
Prima tra tutte il 
Convent Carmenun convento costruito nel 1609 e riadattato per ospitare un’area ricreativa- culturale che propone concerti, conferenze, mostre. Il suo giardino esterno accoglie un mercato gastronomico, uno spazio per spettacoli dal vivo e un ampio spazio per godere del massimo relax circondati dalla vegetazione.

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Il Mercado de San Valero, poi, è il primo street food market di Valencia: 10 stand con un'offerta gastronomica variegata, un bar, un'enoteca e una ricca programmazione che include musica dal vivo. Anche il Mercabañal rientra tra le novità della Città, un nuovo spazio gastronomico dove gustare tapas in compagnia e in ambiente vivace e allegro che rievoca l'essenza dei mercati con un approccio moderno. Il Mercabanyal è uno spazio esterno di 1.200 metri quadrati composto da diverse terrazze con vista mare, ristrutturato con materiali riciclati e contenitori di navi mercantili, rivestiti all'interno con piastrelle e legno.

A Valencia esistono anche diversi spazi gastronomici dove acquistare prodotti freschi e genuini, da poter gustare al momento oppure da portare a casa. Un esempio è il Mercato Centraleil più grande d’Europa, si trova all’interno di uno degli edifici modernisti più emblematici della città; colori, sapori e profumi caratterizzano le 1.200 bancarelle che offrono una ricchissima e variegata offerta gastronomica. Inoltre, per coloro che desiderano solo assaggiare i prodotti, è possibile fare una sosta al Central Bar, il tradizionale bar del Mercato Centrale che è ora è nelle mani dello chef Ricard Camarena e dove si possono assaporare tapas e panini.

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Il Mercato di Colonuno dei mercati più rappresentativi del modernismo, è diventato un vero e proprio luogo d’incontro per turisti e residenti grazie a caffetterie, ristoranti e attività commerciali. Una visita al Mercato di Colon è sicuramente un’ottima occasione per assaggiare la famosa horchata dell’Horchateria del Mercato, una rinfrescante bevanda valenciana.

Chi invece preferisce godersi a casa un momento gourmet, può approfittare dei tanti negozi di gastronomia o shop specializzati per fare scorte dei migliori prodotti tipici locali. Da non perderel’Original CV, di fronte al Mercato Centrale, un eccentrico negozio all’interno di una storica farmacia, oppure il Mantequerías Ferrero (Sorní 38), che offre una grande selezione di formaggi, salumi, dolci fatti in casa e conserve, la tradizionale horchata, torroni e molto altro ancora. Non resta che scegliere un un gelato artigianale da Bertal (Plaza de la Reina).

Ufficio Stampa Turismo Valencia – P.R. & Go Up Communication Partners

 Marialuisa Scatena - Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Park Wine Party

 

Gruppo Hit accende i riflettori sull’enogastronomia locale

 

Milano, 29 luglio 2019 – Conoscere la Slovenia attraverso il gusto: è questo l’obiettivo del Park Wine Party. Forte dei grandi successi delle scorse edizioni, il quinto appuntamento di uno degli eventi degustazione più celebri del paese torna nella suggestiva cornice del Park Hotel & Entertainment. Il 30 agosto, sotto le stelle di Nova Gorica, infatti, sarà possibile lasciarsi guidare in un viaggio alla scoperta delle tradizioni culinarie della Slovenia, dell’evoluzione e delle ultime novità in fatto di enogastronomia locale, tra wine tasting experiences e buon cibo.

I sapori della regione saranno i grandi protagonisti della serata, esaltati anche dalla possibilità di confrontarsi direttamente con i maggiori produttori locali. Curiosi, appassionati ed addetti del settore potranno viziare il loro palato con delle vere coccole a cura di 7 chef dei più rinomati ristornati della zona: Špacapanova hiša di Komen, Podfarovž di Vipava, Belica di Goriška brda, Štorja pod stopnicami di Postojna, Fabrika, Park ed il Perla di Nova Gorica.

A celebrare il gusto anche una selezione accurata di etichette della regione vinicola del litorale sloveno. L’evento, organizzato dal Gruppo Hit, avrà come ospiti speciali 21 cantine, provenienti dai distretti del Collio Sloveno, Valle del Vipava, Carso e Istria Slovena, che nel corso degli ultimi anni hanno saputo farsi spazio nel settore, coniugando il progresso con le più antiche tradizioni e l’innovazione tecnologica con il rispetto della natura, conquistando così l’attenzione internazionale. 

Gruppo Hit aprirà così le porte di una serata sotto le stelle per coniugare in pieno stile l’art de vivre locale ed animare gli spiriti di tutti gli ospiti con eccellenti portate, vini di ottima qualità e buona musica. A portare il ritmo durante l’intera durata dell’appuntamento serale uno spettacolo di danza live ad opera di Encanto Amazonian che si esibirà sulle note del gruppo Jumpin' Shoes. La band musicale aiuterà inoltre a trasformare la serata in una vera e propria esperienza multisensoriale, coniugando il gusto con piacevoli melodie.

Un chiaro esempio di come Hit Universe of Fun pone al primo posto la cura per i dettagli e l’attenzione verso il grado di soddisfazione dei propri ospiti. Un aspetto più volte messo in luce da Lavra Peršolja Jakončič, responsabile relazioni esterne del Gruppo: “L’evento Park Wine Party rappresenta per noi un importante momento di convivialità volto a celebrare le tradizioni che da sempre contraddistinguono le strutture del Gruppo Hit. Ottimo cibo, etichette esclusive e grandi professionisti sono alcuni dei pilastri su cui si basa la nostra offerta e, allo stesso tempo, chiavi di successo del gruppo sul territorio. Con le diverse strutture presenti in tutta la Slovenia promuoviamo la grande sinergia che lega indissolubilmente l’offerta dei nostri hotel con il territorio e le sue eccellenze, come i circuiti enologici del Paese. Un gancio unico ed interessante per lasciarsi conquistare da un paese ricco di esperienze uniche.”

 

Per tutti coloro che desiderano unirsi all’evento è sufficiente acquistare il biglietto in prevendita sulla pagina web del Park Casinò & Hotel al costo di 25€ o direttamente presso il Privilege Point all’interno del centro il giorno stesso dell’evento, al costo di 35€.

Per l’occasione è stato costruito anche un pacchetto pensato per assicurare il massimo comfort a tutti coloro che vogliono concedersi una serata di pieno divertimento. Al costo di 120 EUR sarà infatti previsto per gli ospiti un pernottamento per 2 persone in camera doppia con prima colazione e due tickets d’ingresso al Park Wine Party.

 

 

Elisa Eterno

ALLA FATTORIA DEI BARBI LA PANZANELLA DEL BEATO

 

 

 

 

Fattoria dei Barbi 

Loc. Podernovi 170 | Strada Consorziale dei Barbi | Montalcino SI

Info e prenotazioni: t. 0577 841111 - sab e dom t. 0577 841205 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | wwww.fattoriadeibarbi.it

 

Montalcino (SI). I Colombini della Fattoria dei Barbi a Montalcino (SI) | www.fattoriadeibarbi.it, celebri produttori di Brunello, sono la più antica famiglia documentata a Montalcino: nel 1352 Tommaso costruì il Castello di Poggio alle Mura e dopo pochi anni il Beato Giovanni predicò nella chiesa di S. Agostino.

 

Per ricordare sei secoli e mezzo di matrimonio con questa bella terra, i Colombini celebrano ogni anno a fine luglio la Festa Titolare del loro Beato: quest’anno in programma saranno due i giorni di festa, sabato 27 e domenica 28 luglio 2019, in cui saranno aperte gratuitamente le parti storiche delle cantine di invecchiamento, i giardini privati e il Museo del Brunello | www.museodelbrunello.it a tutti i visitatori.

 

Sia sabato 27 che domenica 28 Luglio ci saranno visite guidate gratuite - con orario 12:00, 15:30 e 17:30 - con racconti, aneddoti e curiosità e, domenica 28 luglio, per il terzo anno, la divertente “disfida della panzanella”, piatto che la leggenda vuole inventato proprio dal Beato Giovanni: un concorso gastronomico – Beata Panzanella - che invita tutti gli appassionati di cucina tradizionale toscana a mettersi in gioco e a presentare la propria interpretazione del piatto. 

 

Chi lo desidera potrà mangiare sia a pranzo che a cena alla Taverna dei Barbi | www.tavernadeibarbi.it che per l’occasione presenterà la rivisitazione della Panzanella del Beato a cura dello chef Maurizio Ianniciello e uno speciale piatto medievale ispirato ai tempi in cui visse il Beato, ma ci saranno anche tanti piccoli assaggi gratuiti per tutti di vini, salumi e formaggi della Fattoria e la possibilità di fare merenda nel pomeriggio in Taverna.

 

Per iscriversi al concorso, prenotarsi per pranzo o cena o per avere ulteriori informazioni sulla Festa titolare del Beato Giovanni Colombini e sulla gara Beata Panzanella: www.fattoriadeibarbi.it | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | tel. 0577 841111 [sabato e domenica 0577 841205]

 

CONCORSO GASTRONOMICO BEATA PANZANELLA | domenica 28 Luglio 2019 | terza edizione GARA GASTRONOMICA, GIOCOSA MA NON TROPPO, DEDICATA AL TIPICO PIATTO POVERO TOSCANO E AL SUO INVENTORE,  IL BEATO GIOVANNI COLOMBINI, NEL GIORNO DELLA SUA FESTA TITOLARE

 

Chiunque può partecipare alla disfida, purché non sia un professionista della ristorazione e abbia voglia di divertirsi.

Semplice la formula: basta iscriversi (è gratuito) scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonando allo 0577 841111 [oppure sabato e domenica 0577 841205], preparare una panzanella per almeno 6 persone secondo la propria interpretazione, allegando la ricetta e indicando ingredienti, quantità, modi esecuzione e quant’altro ritenuto importante, e portarla entro le 11:30 del 28 luglio 2019 alla Fattoria dei Barbi in Località Podernovi 170 a Montalcino (SI). Una giuria di giornalisti enogastronomici e addetti ai lavori la assaggerà in modo anonimo, stabilendo quale sia la migliore. Ma anche il pubblico potrà assaggiare e dire sua. Una competizione giocosa che vede in palio, per chi salirà sul podio, bottiglie di vino della Fattoria dei Barbi tra cui Sua Maestà il Brunello.

 

Perché la panzanella

È uno dei piatti estivi più tipici della cucina toscana, semplice e gustosissimo, che la leggenda vuole creato dal Beato Colombini ma che nel tempo ha saputo evolversi in ogni casa secondo la personalità di chi la prepara e gli ingredienti a disposizione. Esistono i puristi della panzanella e chi invece non può concepirla se non arricchita di ogni ben di Dio. Vedremo chi vincerà.

 

Così nacque la panzanella

"Erano gli anni tremendi di metà Trecento, subito dopo la Peste Nera. Le campagne erano devastate, la gente era stremata. Il Beato Giovanni Colombini guidava una torma di miseri di città in città, affidandosi alla carità per sfamarli. Ma c’era troppo poco e nulla da donare, così Pienza gli chiuse le porte. Il Beato aveva solo due croste di pane per una moltitudine ormai priva di speranza. Con quel poco non poteva far nulla, così alzò gli occhi al cielo e pianse. Le lacrime salarono il pane e, miracolo, un olivo bruciato produsse nuovi frutti. Anche la terra improvvisamente verdeggiò di ortaggi. Il Beato ringraziò il Signore e con le mani spremette le olive traendone l’olio. Con quello condì il pane e gli ortaggi e per almeno una notte sfamò i bisognosi. Fu un miracolo di pietà e i nostri tempi disincantati non credono più a queste belle storie. Prendetelo allora come un gioco e godetevi la buona panzanella, creata dal mio avo Giovanni per amore di chi non aveva nulla”. Stefano Cinelli Colombini

 

La Festa titolare del Beato Colombini con la terza edizione di Beata Panzanella prosegue la stagione degli eventi 2019 alla Fattoria dei Barbi programmati con cadenza annuale: qui il calendario completo >> http://bit.ly/2GoHVI6

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Fattoria dei Barbi

Stefano Cinelli Colombini

Loc. Podernovi, 170 | Strada Consorziale dei Barbi

53024 Montalcino (SI) Italia

t. (+39) 0577 841111 f. (+39) 0577 841112

sabato e domenica 0577 841205

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.fattoriadeibarbi.it

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Winery, Wine Tour, Wine Tasting & Wine Shop | 

Taverna dei Barbi | Museo del Brunello 

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FESTA TITOLARE  DEL BEATO GIOVANNI COLOMBINI
sabato 27 e domenica 28 luglio 2019 | ORE 11:00 | 22:00
BEATA PANZANELLA
GARA GASTRONOMICA, GIOCOSA MA NON TROPPO, DEDICATA AL TIPICO PIATTO POVERO TOSCANO E AL SUO INVENTORE, IL BEATO GIOVANNI COLOMBINI
domenica 28 luglio 2019 | ORE 11:30 | 13.30
LA PARTECIPAZIONE E’ GRATUITA (pranzo, cena o merenda in Taverna dei Barbi esclusi)

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AMPIO PARCHEGGIO

 

COME RAGGIUNGERCI

NAVIGATORE> Località Podernovi 170 oppure Strada Consorziale dei Barbi, 53024 Montalcino (SI) | GPS> lat. 43.031067 N long. 11.509807 E

A1 da Milano a Firenze Impruneta (310 km), immettersi nel raccordo Firenze/Siena fino a Siena (Raccordo 4 corsie, 75 km); uscita Siena Sud direzione Buonconvento/Montalcino (SR2 Cassia, 40 km); a Buonconvento immettersi nella Provinciale del Brunello.
A1 da Roma a Chianciano Terme (172 km), da Chianciano Terme seguire la Provinciale 53 fino a San Quirico d'orcio; a San Quirico d'orcio immettersi sulla SR2 Cassia fino a Torrenieri, poi immettersi sulla Provinciale Traversa dei Monti fino a Montalcino (40 km).
Da Grosseto: SS223 (56 km).
Da Arezzo: (83,5 km), direzione Monte San Savino, Foiano della Chiana, Torrita di Siena, Pienza, San Quirico d'Orcia, Torrenieri.

Arrivati a Montalcino, proprio all'esterno del centro storico, c'e' una rotatoria: seguire le indicazioni per Sant'Antimo e Castelnuovo dell'Abate.
Dopo 4 km precisi, sulla Vostra sinistra c'è una strada sterrata con cartelli che indicano
FATTORIA DEI BARBI - BARBI. Percorretela per circa 800 m e siete arrivati a destinazione.

4 E 11 AGOSTO 2019 DUE VIAGGI A BORDO DEL TRENINO DEI CASTELLI VINTAGE

 

 IN VAL DI NON E IN VAL DI SOLE A BORDO DI DUE CARROZZE  DEL1909 PER UN VIAGGIO DAL PROFUMO D’ANTAN TRA CASTELLI ED ECCELLENZE ENO-GASTRONOMICHE

 

Colazione in viaggio, percorsi guidati, pranzo in un ristorante associato alla Strada della mela, degustazione di vini e bollicine della cantina Mezzocorona

 

Correva l’anno 1909 quando l’attuale ferrovia elettrica a scartamento ridotto Trento-Malé (ora uno dei capolinea è Marilleva) inaugurava il suo primo viaggio inserendosi in una rete di collegamenti, strutturata  per connettere con agio tutte le residenze asburgiche con le città più importanti dell’impero. Era un altro mondo che da lì a pochi anni, con lo scoppio della prima guerra mondiale, sarebbe cambiato per sempre, lasciando, forse, definitivamente dietro di sé una particolare allure fatta di stile, senso dell’eleganza e bellezza. A dispetto dei cambiamenti epocali che accompagnarono i due conflitti e videro annettere il Trentino-Alto Adige all’Italia, la ferrovia continuò il suo servizio che ancora oggi, come allora, congiunge il capoluogo trentino con le valli del Noce.

 

Fortunatamente, di quel mondo, rimangono ancora alcune testimonianze, non solo simboliche, che danno la possibilità di fare un po’ un percorso a ritroso nel tempo. E un’occasione d’oro per fare un salto nel passato sarà quella offerta dai due viaggi speciali de “Il trenino dei castelli vintage”, in programma tra la Val di Non e la Val di Sole, il 4 e 11 agosto, a bordo di un convoglio costituito da una motrice/carrozza del 1939 e da una carrozza del 1909, restaurate e riportate a nuova vita con i loro sedili in legno tirati a lucido e le finiture in ottone ritornate fiammanti.

 

Questa eccezionale iniziativa è stata resa possibile grazie alla sinergia con la società con Trentino Trasporti che ha restaurato il treno ed è sempre pronta a collaborare alla creazione di progetti turistici pensati per la valorizzazione del territorio, scoperto da un punto di vista insolito, nonché sostenibile.

 Il programma è molto interessante, all’insegna dello spirito slow caratteristico del mezzo, e, un po’ come il Trenino dei Castelli, attivo ogni sabato fino al 14 settembre, che utilizza, però, convogli moderni, è stato pensato per unire la bellezza di castelli e dimore storiche con il gusto, espressione delle produzioni locali accuratamente selezionate Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole.

 

IL PROGRAMMA

Il ritrovo è previsto al mattino presso la piccola stazione del borgo di Tassullo. Con la guida si sale in carrozza e alle 9.00 si parte con meta Caldes, attraversando meleti e boschi, con scorci suggestivi come quello disegnato dalla mole di Castel Cles, incorniciata dal blu delle acque del Lago di Santa Giustina.

 Durante il viaggio sarà servita agli ospiti un’ottima colazione a base di prodotti Melinda – succhi, prodotti a base di mela, dolci e molte altre bontà – e si effettuerà anche una sosta di 20 minuti sul ponte di Mostizzolo, spettacolarmente sospeso tra le due pareti rocciose del canyon a strapiombo sul letto del torrente Noce.

 Dopo la visita guidata a Castel Caldes il viaggio riprenderà verso Cles. All’arrivo è prevista una breve tappa presso il quattrocentesco Palazzo Assessorile, seguita da un pranzo preparato con i prodotti locali, selezionati dalla Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole. Denominatore comune: filiera corta e grande attenzione alla tradizione e alla conservazione dei tratti caratteristici del gusto delle materie prime. Per il brindisi e i differenti piatti, bollicine Trentodoc e vini delle Cantine Mezzocorona.

 

Per la tappa finale si farà ritorno a Tassullo: con una piacevole passeggiata si raggiungerà Castel Valer che da due anni ha aperto parte delle sue stupefacenti sale e giardini al pubblico. È uno dei manieri meglio conservati delle Alpi con quasi 700 anni della sua storia legati a quella dei conti Spaur che lo abitano senza interruzioni dal XIV secolo e che con grande lungimiranza hanno saputo conservare intatto lo straordinario patrimonio artistico, storico e di memorabilia di famiglia, famiglia tra le più in vista del principato vescovile di Trento e che ebbe anche un ruolo importante presso la corte asburgica. Varcare la sua soglia è un viaggio nel viaggio, dal profumo di antico del treno a quello della meraviglia di un luogo che sembra essere magicamente riuscito a fermare il tempo.

 

 

IL TRENINO DEI CASTELLI:

www.iltreninodeicastelli.it

 I CASTELLI E LE DIMORE STORICHE DELLA VAL DI NON

Tutte le informazioni e le opportunità di visita delle dimore storiche della Val di Non sono presenti sul sito www.castellivaldinon.it. Fino al prossimo autunno, insieme alle novità Castel Coredo e Palazzo Nero, sarà possibile visitate Castel Thun, Castel Valer e Castel Nanno, altro edificio salito alle cronache, oltre che per le sue sembianze palladiane, anche per essere stato macabro teatro, nello stesso periodo di Palazzo Nero, di processi alle streghe.

 

Per informazioni e prenotazioni:

www.guidavacanze.it

Tariffe a partire da…

 Per ulteriori informazioni: Tel. 0463 830133 - www.visitvaldinon.it   

 

Claudia Torresani

DIARIO DI UNA SOMMELIER. TOUR IN CHAMPAGNE: 1a TAPPA VILMART&C.ie

 Testo e foto di Claudia Paracchini

 

Insegna della Maison Vilmart & C.ie 

Metti un picnic  in Champagne.  Sappiamo  tutti che si può fare un picnic in campagna ma un conto è farlo in champagne. Cosa portare ? Dove andare ? Come organizzare ? Sono le domanda di sempre. 

Contrariamente a tutte i manuali e le riviste che incoraggiano a seguire le loro regole e le loro tendenze ecco alcuni “ ingredienti”  che dovete tenere a mente e alcune dritte maliziose  per la buona riuscita di una gita  in champagne. 

Un piacevole benvenuto 

E per evitare di fare pasticci tenete la regola che nessuno vi obbliga a fare dei copia in colla, come in cucina si ha il diritto di allontanarsi  dalla ricetta cosi nello Champagne avrete il diritto di seguire il vostro stile e lo stile dei i produttori che andrete a visitare. 

Per me l’ emozione di partire mi aveva fatto già venire le bollicine nello stomaco dato che questo long weekend lo avevo programmato da tempo. 

La Maison Vilmart & C.ie 

Volo da Nizza - Parigi- autostrada per Epernay.... il viaggio era già un avventura.

Lo stile che mi sono data era , arrivo in hotel e ho 3 minuti per sistemarmi e andare a visitare Epernay. 

 

Bottiglie di Champagne sur lattes

 

Ristorante la Banque: ex banca di Epernay dove il fil rouge  è lo Champagne, arredato stile bistrot, ottima carta e selezione di Champagne al calice e alla bottiglia. 

Due flutes di Champagne Vilmart & Co

Primo giorno prima tappa : Vilmart & Co. Come comporre l’essenziale e lo stile. Gli 11 esclusivi ettari Premier  Crud di Vilmart isono situati a Rilly la Montagne, una maggioranza di chardonnay 60% con la rimanenza 40% piantata a pino noir. La filosofia di Laurent Champs è di dare forma al futuro instillando alla Maison  un costante rinnovamento. Con una particolare attenzione ai più profumati dettagli.  Il valore del vigneto : 94 - Pinot Noir 40% Meunier 30% Chardonnay 30%

      Le sommelier Claudia Paracchini e Bozena Rasik

La buona ricetta in questi casi, quando si è appena arrivati e l’entusiasmo non si contiene e si rischia di stressarsi è “ non passare da casa”,  cenare al volo e rientrare per pregustare la giornata dopo..... 

Alla prossima tappa 

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