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Gionni Pruneti eletto Presidente del Consorzio Olio DOP Chianti Classico

 

 

 

Gionni Pruneti eletto Presidente del Consorzio Olio DOP Chianti Classico

Un nuovo Consiglio di Amministrazione e nuove strategie per la DOP verde del Gallo Nero

 

Il Consiglio del Consorzio Olio DOP Chianti Classico, eletto lo scorso 9 marzo dall’Assemblea dei soci, ha nominato ieri i suoi  vertici.

 

Presidente Gionni Pruneti, 39 anni, proprietario insieme al fratello dell’omonima azienda agricola e frantoio a Greve in Chianti. Vice-presidenti, Francesco Colpizzi proprietario di Fattoria Toscanella  e Nicola Menditto direttore di Agricola Montepaldi, l’azienda di San Casciano in Val di Pesa, proprietà dell’Università degli Studi di Firenze. Gli altri membri del CdA sono: Alessandro Chellini (Felsina), Simone Coppi (Palagio Wine Estate), Danielle Diaz (San Donatino), Matteo Gambaro (Casa Sola), Francesca Gonnelli (Frantoio Vertine), Orlando Gonnelli (Olearia del Chianti), Gianluca Grandis (La Ranocchiaia), Debora Grassi (Podere Grassi), Giacomo Grassi (Azienda Agricola Grassi), Filippo Legnaioli (Frantoio Grevepesa), Clemente Pellegrini (Fattoria Castel Ruggero - Pellegrini), Davide Profeti (San Felice), Gionata Pulignani (Marchesi Mazzei), Stefano Rovida (Azienda Agricola Il Pino), Carlo Salvadori (Carlo Salvadori).

 

“Sono molto lusingato della nomina e della fiducia che il Consiglio mi ha accordato.” – ha commentato Gionni Pruneti. “Sono stato eletto Presidente anche perché la mia azienda rappresenta tutta la filiera dell’olio DOP del Gallo Nero, dalla coltivazione dell’olivo con 85 ettari di oliveta di proprietà alla produzione dell’olio con il frantoio aziendale che lavora sia per la produzione interna che per conto terzi. Conosco molto bene quindi tutti gli aspetti della produzione della DOP.”

 

“Il primo obiettivo che mi pongo come Presidente del Consorzio è proprio quello di incontrare le aziende agricole del territorio che non hanno ancora scelto di certificare le proprie produzioni olivicole, per far conoscere i vantaggi dell’ottenimento della DOP sia da un punto di vista di garanzia di qualità  del prodotto finale e dei processi produttivi che di supporto alla vendita.”

 

Il Consorzio: nato nel lontano 1975, il Consorzio Olio DOP Chianti Classico tutela e promuove la denominazione dell’olio del Gallo Nero: oggi conta 255 soci con 3.200 ettari olivetati iscritti all’albo per un totale di circa 380.000 piante, e una quantità di prodotto che varia dai 50.000 ai 150.000 litri di olio certificato DOP all’anno, a seconda dell’andamento stagionale, così importante per l’oro verde del Chianti, ancor più che per l’omonimo prodotto vitivinicolo, il Chianti Classico DOCG. Fra le attività del Consorzio Olio DOP Chianti Classico, importante l’assistenza ai produttori nel costante sforzo rivolto alla creazione di un prodotto che mantenga sempre alti livelli qualitativi, soprattutto in quelle componenti che partecipano attivamente alla salvaguardia della nostra salute e che regalano al prodotto profumi e sapori “classici”. L’attività del Consorzio non si esaurisce tuttavia tra gli olivi e i frantoi ma allarga il suo raggio di azione in altri ambiti, promuovendo l’extravergine del Gallo Nero attraverso eventi scientifici e divulgativi in tutto il mondo.

 

Silvia Fiorentini

Ufficio Stampa

 

Consorzio Chianti Classico

 

AETOS Olio Extra Vergine di Oliva biologico, l’oro verde

Eccellenze toscane

 

L’incontro tra un territorio ideale, un giovane produttore di olive ed un esperto Mastro Oleario dà origine ad un olio speciale: AETOS Olio Extra Vergine di Oliva biologico, l’oro verde

 

Ci troviamo in Toscana, precisamente in Val d’Orcia. Il paesaggio è suggestivo come pochi altri, caratterizzato da stretti sentieri costeggiati da ulivi e cipressi; tra piccoli boschi e verdi prati, si possono ammirare ovunque incantevoli vigneti: in questo contesto naturalistico di rara bellezza si trova la Tenuta Sanoner. Con i suoi 30 ettari di terreno, la tenuta ospita i vigneti, una magnifica cantina e gli uliveti. Adagiata su una collina a pochi minuti dall’ ADLER Spa Resort Thermae di Bagno Vignoni (San Quirico d’Orcia), la Tenuta offre una vista spettacolare sui dolci rilievi della Val d’Orcia, sui boschi di San Giovanni d’Asso, su uliveti, campi di grano e poderi.

Giuseppe Basta dirige la produzione di vino e olio nell’azienda agricola Tenuta Sanoner degli ADLER Spa Resorts and Lodges. E degli ulivi sa tutto. Oltre ad avere un’autentica passione. “Questa preziosa pianta ha qualcosa di rassicurante”, dice. Lui che i frutti gli esamina, ne osserva la consistenza, ne testa il succo.

Era il 2009 quando Giuseppe e i suoi collaboratori hanno piantato i primi 400 ulivi nella Tenuta Sanoner ed oggi se ne contano circa 2000. Ogni esemplare produce fino a 25 chili di olive che vengono raccolte al momento giusto, quando mutano di colore dal verde al viola. 

 

Le metodologie impiegate, sono quelle che più rispettano il prezioso frutto: utilizzando strumenti simili a grandi pettini, i frutti vengono raccolti manualmente dai rami; Giuseppe li depone poi in particolari cassette forate, elimina con un soffio di aria compressa le ultime foglie e li dispone in una stanza fresca per poi esser portate al frantoio.

Al frantoio si trova Carlo Antonio Bindi, che lava e priva le olive di ogni residuo di rami e foglie, poi tritate in grandi spirali d’acciaio. La pasta ottenuta viene messa in una centrifuga dove acqua e olio si separano dalle parti solide. Infine, l’olio viene filtrato e imbottigliato. Carlo Antonio Bindi è Mastro Oleario, un riconoscimento ottenuto dopo una formazione specifica che gli ha consentito di elevare notevolmente gli standard produttivi appresi in casa, da suo padre, che già produceva olio. Bindi si serve di telecamere termografiche per controllare la stagionatura dei frutti e talvolta rifiuta olive non rispondenti ad adeguati standard qualitativi. Ricerca della miglior tecnologia e rigore sono due degli elementi che distinguono Basta e Bindi da altri produttori commerciali. La spremitura a freddo in giornata, immediatamente dopo la raccolta a mano, ad esempio, permette di conservare tutte le proprietà organolettiche e tutti i componenti dell’oliva. 

 

Prodotto naturalmente, AETOS Olio Extra Vergine di Oliva biologico è un prodotto di alta qualità per le metodologie di lavorazione utilizzate e per la provenienza territoriale della materia prima: grazie alla particolare composizione del terreno, fatto di argilla, sabbia e trachite, una roccia vulcanica ricca di minerali, la Val d’Orcia e la Toscana rappresentano un habitat ideale per gli ulivi. Nella Tenuta Sanoner a Bagno Vignoni e nel vicino terreno dell’azienda agricola Poggio Grande, si coltivano, seguendo i principi dell’agricoltura biodinamica, sei specie locali: Coreggiolo, Moraiolo, Maurino, Pendolino, Leccino e Frantoio.

 

 

 

 

Eccellente dal punto di vista gustativo e organolettico, alleato della salute, ricco di virtù preziose e curative, AETOS Olio Extra Vergine di Oliva biologico viene utilizzato in cucina preso Adler Spa Resort Thermae per accompagnare il pane e ad arricchire i piatti, ed anche nei dolci, riducendo così l’impiego di grassi animali. Ma anche per realizzare pregiati cosmetici.

AETOS Olio Extra Vergine di Oliva è disponibile su adler-shop.com.

ADLER Spa Resort Thermae *****

L’ADLER Spa Resort Thermae si trova vicino a Bagno Vignoni, nel cuore della toscana Val D’Orcia, in provincia di Siena. Fondato nel 2004, la struttura è dotata di piscine coperte e all'aperto che ricoprono una superficie di oltre 1000 m², e una palestra ampia 200 m² con vista panoramica sulla campagna toscana. All’ADLER THERMAE benessere e relax, una natura incontaminata e proposte gourmet d’ eccellenza si fondono in un ambiente avvolgente, in cui un lusso discreto trasmette un senso di armonia e di famigliarità. Maggiori informazioni: https://www.adler-thermae.com/it/ 

 

ADLER Spa Resort Thermae

Strada di Bagno Vignoni 1

I-53027 San Quirico d'Orcia

Siena | Italia

T +39 0577 889 000

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Ufficio Stampa ADLER Spa Resorts and Lodges

GoodwillPR

 tel 045 8204222 – fax 045 8204348

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Rif: Giada Molinaroli: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

Giulia Maggi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

 

IL SIRENA D'ORO AL FRANTOIO FRANCI

 

 

 

Il Frantoio Franci vincitore assoluto del Sirena d’Oro con il Toscano Igp e il Bio 

 

E il Toscano Igp si aggiudica anche l’Ercole Olivario nella categoria fruttato medio

 

 

Si è svolta sabato 7 aprile presso la Sala Consigliare del Municipio di Sorrento la premiazione del Sirena d’Oro 2018. Il premio, arrivato alla sua sedicesima edizione, è indetto dal Comune di Sorrento e da Coldiretti Campania, ed è un concorso nazionale riservato agli oli a Dop, Igp e Bio. 

Fin dall’inizio il concorso si è prefisso di sottolineare il legame tra oli extra vergine di qualità elevata e il loro territorio di origine e, secondo le parole del sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo, è ormai diventato “uno strumento di marketing territoriale”. 

 

Anche per la famiglia Franci il territorio di Montenero d’Orcia è da sempre stato considerato il primo attore della qualità della propria produzione, e tutti i membri della famiglia hanno sempre promosso nel mondo il proprio territorio insieme ai propri extra vergine.

Se è vero che il Frantoio Franci non esisterebbe senza Montenero, è altrettanto vero che questo piccolo borgo ai piedi dell’Amiata e affacciato sulla Val d’Orcia patrimonio Unesco molto deve a questa azienda, che lo ha fatto conoscere nel mondo. 

 

Il Premio Sirena d’Oro 2018 al Franci Toscano Igp nella categoria riservata agli oli a denominazione di origine e indicazione geografica, e quello al Franci Bio nella nuova categoria degli oli da agricoltura biologica, sono dunque l’ennesimo risultato di quanto stretto sia questo legame tra prodotto e territorio e di quanta qualità tale legame sia capace di esprimere. Il Frantoio Franci risulta così il vincitore assoluto della sedicesima edizione del Sirena d’Oro di Sorrento. 

E al Toscano Igp, che è un monocultivar di Frantoio, è appena arrivato anche l’Ercole Olivario nella categoria fruttato medio. 

 

Arrivati a pochi giorni dalla scomparsa del fondatore del frantoio Fernando Franci, il Sirena d’Oro e l’Ercole Olivario diventano simbolo di coerenza produttiva e di continuità per una famiglia che nelle prerogative del proprio territorio crede da sempre. Un territorio fatto da un paesaggio straordinario e dagli uomini che lo hanno assecondato e disegnato.

Grandi felicitazioni alla famiglia Franci per il Sirena d’Oro arrivano anche dalla Regione Toscana, che non poteva festeggiare in maniera migliore i 20 anni del Consorzio Igp Toscano. “Si tratta di un riconoscimento importante per la Toscana – ha commentato il presidente dell’assemblea legislativa Eugenio Giani – e per la qualità che riesce a esprimere anche nell’olio extra vergine di oliva”.

 

 

Patrizia Cantini 

 

 

A FERNANDO FRANCI IL “MARCO MUGELLI AWARD” – PREMIO ALLA CARRIERA DE IL MAGIFICO

 

A Fernando Franci, fondatore del Frantoio Franci di Montenero d’Orcia,

il “Marco Mugelli Award” – Premio alla Carriera de Il Magnifico 

 

Il “Marco Mugello Award” dell’Associazione Il Magnifico è stato assegnato ieri a Fernando Franci. Un premio alla carriera più che meritato, e che è stato conferito nel corso della cerimonia di premiazione svoltasi all’Auditorium di Chianti Banca a San Casciano Val di Pesa.

La giuria ha voluto riconoscere la lungimiranza, la capacità di fare rete e il ruolo di precursore dell’olivicoltura moderna al capostipite della famiglia Franci, ancora oggi attivissimo in frantoio.

Fernando Franci è nato a Montenero nel 1929 e ha fondato il frantoio insieme al fratello Franco nel 1958. Appassionato da sempre di meccanica, nella sua lunga carriera ha dimostrato competenze degne di un ingegnere laureato, pur avendo alle spalle solo la scuola dell’obbligo.

 

Agli inizi degli anni Ottanta infatti Fernando portò all’allora Ministero dei Trasporti una sua personale invenzione che permetteva il sollevamento di un pesante mezzo cingolato e l’applicazione di pneumatici sui cingoli in modo da poterlo far circolare anche su strada senza rovinare l’asfalto. Accompagnato da un ingegnere della Motorizzazione di Grosseto, Fernando riuscì a ottenere l’omologazione del mezzo grazie a un diretto interessamento della Fiat di Torino. E proprio gli ingegneri della Fiat rimasero stupiti quando, dopo aver chiesto a Fernando quali studi avesse fatto, ricevettero come risposta: “La quinta elementare a Montenero”. Quel progetto sembrava l’opera di un team di ingegneri, e non di un semplice uomo di frantoio nato e vissuto nel cuore della Val d’Orcia.

 

Il figlio Giorgio dice che l’invettiva del padre si è sempre ispirata a quelle che erano le necessità: se da bambino era riuscito a costruirsi dei giocattoli meccanici – dalla locomotiva a vapore agli aerei in legno in grado di volare – da giovane padre “regalò” alla moglie Rosina – sposata nel 1961 – una culla auto dondolante per le figlie gemelle Laura e Lucia, fino ad arrivare appunto alle ruote da applicare ai cingoli del trattore.

Le macchine, insieme alla famiglia, sono state tutta la sua vita: come un sarto fa con gli abiti dei propri clienti, così Fernando ha saputo modificare, aggiustare, personalizzare apparecchiature e strumenti, in modo che rispondessero perfettamente alle esigenze di chi li usava, allo stesso tempo inventando ex novo congegni e meccanismi che rendessero il lavoro in frantoio più agevole e pratico. 

 

Il suo team è quello che ha saputo costruirsi con i figli, ai quali ha trasmesso passione e conoscenze, e ai quali ha delegato il compito di far conoscere l’oro del frantoio in tutto il mondo.

Fernando Franci commenta questo premio con il suo consueto stile semplice: “E’ una bella cosa, una grande soddisfazione”, e insieme a lui alla premiazione c’erano la moglie Rosina e i figli Laura, Lucia e Giorgio. Tutti a festeggiare quest’uomo che a 89 anni passa le sue giornate in frantoio guardando le sue macchine e seguendo il lavoro dei suoi figli e dedicandosi anche all’educazione dei nipoti, per poter trasmettere anche a loro quella sua infinita passione per l’olio e quel suo senso di indipendenza intellettuale che l’Associazione il Magnifico ha voluto premiare.

 

Patrizia Cantini

 

 

 

 

 

 

 

TRE FOGLIE DEL GAMBERO ROSSO ALL'AZIENDA ANTICHE TERRE PACELLA

Il prestigioso riconoscimento ottenuto dall’impresa agricola collocata alle pendici dei Monti Lepini sarà ufficializzato al Salone internazionale sull’olio extravergine di Verona con la presentazione della guida della Città del Gusto il 16 aprile

E’ l’unica zona del Lazio a non avere la Dop. Eppure in terra ciociara la qualità oleica non manca. L’ultima conferma arriva con il prestigioso riconoscimento ottenuto da Antiche Terre Pacella, azienda olivicola con sede a Sgurgola (Frosinone) alla quale sono state assegnate le Tre Foglie dal Gambero Rosso con la guida olio 2018 della Città del Gusto. La cerimonia con l’attestazione e il conferimento del massimo punteggio che la pubblicazione attribuisce alle produzioni oleiche giudicate nel più assoluto anonimato è in programma il prossimo 16 aprile al Salone internazionale dell’olio extravergine (Sol) di Verona con la presentazione della Guida Oli d’Italia 2018 del Gambero Rosso.

L’azienda Antiche Terre Pacella (www.oliomontilepini.it), con una superficie olivata alle pendici dei Monti Lepini (versione ciociara della catena montuosa laziale a cavallo tra Frosinone, Latina e Roma) e il claim Il Made in è assicurato produce extravergine 100% made in Italymediante la raccolta delle varietà Itrana, Leccino, Rosciola, Frantoio, Moraiolo.

Il prodotto oleico Antiche Terre Pacella è un multicultivar: un olio, da certificazione di analisi di laboratorio, con un valore dell’acidità inferiore allo 0,8%, parametro che consente di rientrare nella classificazione dell’extravergine. Il prodotto è ottenuto con una spremitura a freddo, in modo da garantire intatto il valore organolettico e nutritivo. E' di densità media, più o meno velato, di colore giallo verde, con profumo intenso di oliva. Il sapore è fruttato medio con una trama aromatica caratterizzata da energetiche mance di pomodoro leggermente maturo ed erbe aromatiche. L’abbinamento perfetto è con la caprese. Quanto invece ai numeri di produzione la nuova campagna olearia 2017-18 è stata di buona resa e con caratteristiche organolettiche di tutto rispetto al contrario dell’andamento di raccolta nel resto d’ Italia.

Antiche Terre Pacella Sgurgola (Frosinone) Via Monti Lepini, 14. www.oliomontilepini.it

CONSORZIO OLIO GARDA DOP:  LAURA TURRI È IL NUOVO PRESIDENTE


Rinnovato il Consiglio d'Amministrazione in carica per i prossimi quattro anni. Laura Turri torna ad essere presidente, Andrea Bertazzi sarà il suo vice

Nominato il nuovo presidente del Consorzio olio Garda DOP. Laura Turrisuccede ad Andrea Bertazzi che rimane attivo nel Consiglio d'Amministrazione come vicepresidente. La nomina è una decisione del nuovo Consiglio d’Amministrazione del Consorzio di Tutela, eletto dall’assemblea il 2 marzo 2018. 
Laura Turri è cotitolare del “Frantoio Fratelli Turri” di Cavaion Veronese e negli ultimi dieci anni è stata vicepresidente del Consorzio. Non è la prima volta per lei ai vertici del Consorzio: ha già ricoperto la figura di presidente dal 2002 al 2006, durante il primo mandato. Andrea Bertazzi ha invece coperto il ruolo di presidente negli ultimi dieci anni. Il titolare dell’azienda agricola “Il Roccolo” a Polpenazze del Garda resterà all’interno del Consiglio con il ruolo di vicepresidente, affiancando Laura Turri nella conduzione del Consorzio. 
Due nuovi consiglieri sono entrati a far parte del Consiglio: Roberto Denti e Alessandra di Canossa, che affiancheranno Giovanni Avanzi, Dario Chincarini, Enrico Franzini, Valentino Lonardi, Simone Padovani, Giorgio Planchenstainer, Rita Rocca, Paolo Venturini e Corrado Viola. Presidente del collegio sindacale è stato nominato Marsilio Repossi.
“Durante il mio ultimo mandato come presidente del Consorzio - afferma Laura Turri - sono state unite le tre sponde Bresciana, Orientale e Trentina e c’è stato il riconoscimento della DOP da parte del Ministero. Credo nel lavoro di squadra del Consiglio e continuerò a portare avanti la tutela del marchio e la valorizzazione della produzione olearia sul Lago di Garda, dove si contano 12 milioni di turisti all’anno: una zona dove il turismo è di casa”.
Attualmente il Consorzio riunisce 464 soci in sessantasette comuni tra Veneto, Lombardia e Trentino, che nell'annata 2016/2017 hanno prodotto complessivamente 2500 quintali di Olio Certificato Garda Dop nelle tre diverse tipologie: Garda Bresciano DOPGarda Orientale DOP e Garda Trentino DOP.
La tutela del marchio, la difesa del prodotto DOP e la valorizzazione della produzione olearia sul Lago di Garda saranno i principali obiettivi di questo mandato. 
Un'attività di informazione, promozione e conoscenza che coinvolgerà l'intero territorio e sarà orientata a favorire la commercializzazione e la comunicazione delle tre denominazioni tutelate. Il nuovo direttivo resterà in carica fino al 2022.

Press info:
Giada Azzolin
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371 113 5535

 

FRANTOIO TURRI PRESENTA A SOL&AGRIFOOD UNA BOTTIGLIA DEDICATA ALLA RISTORAZIONE

 

 

 

Dal 15 al 18 aprile a Verona un programma ricco di incontri e degustazioni con l'olio in abbinamento ad altri prodotti del territorio al Pad. C - Stand B1

 

Frantoio Turri torna a Sol&Agrifood, il Salone Internazionale dell'Agroalimentare di Qualità in programma dal 15 al 18 aprile 2018 a Verona in contemporanea a Vinitaly. Durante i quattro giorni di fiera saranno presentate le nuove bottiglie d'olio dedicate alla ristorazione
"Un progetto – afferma Laura Turri – che si rivolge ai ristoratori che desiderano trasmettere cura e attenzione per le materie prime, rafforzando il legame tra cucina e territorio. L'obiettivo è quello di sensibilizzare il cliente alla scelta dell'olio permettendogli, come succede con il vino, di conoscere e assaggiare un prodotto che poi potrà portare a casa e abbinare anche ai piatti della sua cucina. Per questo abbiamo pensato ad una bottiglia esclusiva: una confezione monodose di olio extravergine di oliva Turri 100% italianoin un formato di 10 cl. In questo modo il cliente potrà portare a casa l'olio che ha usato per condire a crudo i piatti del ristorante". Insieme a questa, il frantoio presenterà anche una bottiglia da 25 cl in una nuova confezione, ideale per una bomboniera o un regalo di qualità. 
Durante Sol&Agrifood nello stand di Frantoio Turri si alterneranno tanti appuntamenti per conoscere e assaggiare l'olio, abbinato alle specialità gastronomiche del territorio gardesano. Domenica 15 aprile, dalle 11.30 alle 13.30, il maestro macellaio trevigiano Bruno Bassetto presenterà la battuta di carne sorana veneta di qualità verificata tagliata al coltello, in abbinamento all'olio Garda DOP Turri. Lunedì 16 aprile, dalle 12 alle 15, ci sarà un momento dedicato alla Fogassa de Cavaion, dolce tipico della tradizione a marchio DeCo. In occasione del Vinitaly, l'Associazione Cavaion nel Mondo preparerà la fogassa in una versione alternativa con il vino Chiaretto. Martedi 17 aprile alle 12.30 la Riseria La Pila di Verona preparerà il Risotto Mozzafiato con Riso Nano Vialone Veronese IGP, condito con l'olio Garda DOP Turri, erbette e Mozzarella di Bufala. Mercoledì 18 aprile, l'Istituto Alberghiero Berti di Verona presenterà un piatto dedicato a Vinitaly dove l'olio Turri sarà protagonista. 
Sol&Agrifood è anche l'occasione per conoscere e assaggiare la nuova produzione dell'olio Garda Dop e gli altri prodotti del Frantoio Turri, al Padiglione C - Stand B1.


Press info:

Giada Azzolin
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OLIO, I GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA TOSCANA (ANGA): “PRODUZIONE SOTTO MINACCIA, SUBITO LE STESSE REGOLE DEL VINO E PIU' CONTROLLI"

I giovani di Confagricoltura Toscana chiedono di costituire un OCM dell'olio, il modello contributivo che ha fatto il successo del settore vitivinicolo e che le istituzioni verifichino la rispondenza delle specifiche merceologiche dei prodotti in ingresso in Italia

Più controlli sull'olio importato e un modello contributivo, quello OCM, che sostenga il settore olivicolo. Sono due le richieste che arrivano da ANGA Toscana per far fronte alle difficoltà crescenti che gli imprenditori dell'olio sono costretti ad affrontare nella nostra regione e più in generale in Italia. Si è discusso delle problematiche e delle possibili soluzioni durante il convegno “Come creare reddito dall'olivicoltura italiana: l'alta qualità è l'unica soluzione ai problemi dell'olivicoltura?”, promosso da ANGA, Giovani Imprenditori Federalimentare, Cnr e Future Food Institute, che si è tenuto oggi all'Accademia dei Georgofili, a Firenze. 

L'olio italiano è sotto minaccia: costo del lavoro, oneri previdenziali e di sicurezza, tempi e costi burocratici massacranti. Così chi comincia o chi riprende a coltivare l’olivo in Italia è un atleta che corre con tanti fardelli nello zaino rispetto ai suoi concorrenti, sia nord africani sia spagnoli. Da due anni infatti sono caduti i dazi sull'importazione dell'olio dalla Tunisia. Una misura che ha portato a un calo della produzione locale che si trova a competere con un prodotto a basso costo. Fra i maggiori produttori figurano infatti la Spagna (1,20 milioni di tonnellate), la Tunisia (290 mila tonnellate), e soltanto dopo troviamo l’Italia (280 mila tonnellate). I giovani di Confagricoltura invitano le istituzioni a vigilare sui prodotti importati, e in particolare l'olio extra vergine d'oliva, per verificare la rispondenza ai parametri merceologici definiti dalla normativa comunitaria. Attualmente non esiste alcun obbligo di analisi ma solo una verifica dell'etichetta. “Non si tratta di una misura protezionista – afferma Clemente Pellegrini, Presidente di Anga Toscana – ma al contrario è una difesa etica che va a tutela del consumatore e di chi lavora in maniera corretta”.

L'altra misura lanciata è quella della creazione di un OCM olio. Proprio questo modello contributivo ha fatto il successo del mondo del vino in Italia. “Tale regime consentirebbe un’importante valorizzazione delle numerose indicazioni geografiche e denominazioni di origine presenti sul territorio nazionale – dice Clemente Pellegrini, Presidente di Anga Toscana – consentendo agli agricoltori di scaricare a terra il potenziale comunicativo ed evocativo del territorio italiano, da sempre un valore aggiunto a prescindere dei nostri prodotti”. Al convegno erano presenti esperti del settore olivicolo e imprenditori: “Soltanto la costruzione di una filiera di qualità che permetta di fare imprenditoria può preservare la coltivazione dell'olio, che ora è di fatto minacciata”, conclude Pellegrini.

"La qualità – ha dichiarato Raffaele Maria Maiorano, presidente dei Giovani di Confagricoltura –  è un tema che abbiamo molto a cuore. Oggi siamo qui proprio per discutere questo importante aspetto della produzione, affrontandolo nei  vari comparti produttivi, attraverso un supporto scientifico. Con il percorso delle filiere intelligenti, che abbiamo avviato incrementando il dialogo fra CNR e il CREA-AA con il mondo delle imprese agricole rappresentato da Confagricoltura e dai partner di Federalimentare, vogliamo arrivare ad una reale definizione del concetto di qualità per poi capire come mantenerlo anche per dare il giusto valore, in questo caso, all’olio extra vergine di oliva, un prodotto degno di essere portato sulla tavola non solo degli italiani e che deve poter dare anche il giusto reddito ai produttori” .

Lorenzo Galli Torrini

 

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