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Vini

Venusa Bianco 2017

Ti presentiamo Venusa, il nuovo vino bianco macerato di Venissa prodotto nelle isole della laguna.

Sarai tra i primi ad assaggiare Venusa, il nuovo vino di Venissa che nasce dalle vigne della laguna. Vigne incredibili, che vivono in un ambiente unico fatto di isole e acque alte.

Venusa nasce dal vitigno autoctono Dorona di Venezia, quasi estinto dopo la grande acqua alta del 1966 e recuperato da Venissa nella vigna murata dell’isola di Mazzorbo.

 

La vendemmia avviene a settembre, e dopo una macerazione di qualche giorno il vino fermenta e affina in cemento per due anni, prima di essere messo in bottiglia.

Un vino di grande mineralità e personalità, caratteristiche che in laguna non vengono mai a mancare.

Venusa è l’ultimo nato nella famiglia Venissa, a noi piace già moltissimo e

non vediamo l’ora di condividerlo con voi!

Vino Venusa

Vino bianco prodotto con uve Dorona provenienti dalle isole della Venezia Nativa. 

 

Colore: giallo paglierino carico con riflessi dorati 

Profumo: frutti gialli, fiori bianchi, note salmastre e iodate 

Sapore: minerale ma allo stesso tempo fresco e fruttato 

Abbinamento: ottimo con il pesce e i crostacei 

Temperatura di servizio: 10° / 12° C. 

Grado alcolico : 12,5%

 

La Tenuta Venissa sorge a Mazzorbo, isola che assieme a Torcello e Burano rappresenta la Venezia Nativa: un arcipelago di natura, colori, sapori e arte.

Venissa è un perfetto esempio di “vigna murata”, all’interno si trova il vitigno Dorona di Venezia, uva autoctona della laguna coltivata per secoli e quasi estinta a seguito della grande acqua alta del 1966.

 

Oggi da questo “clos” nascono 3000 bottiglie l’anno di Venissa, uno dei vini più ricercati dagli appassionati che nel 2016 è stato giudicato da VinePair come miglior vino bianco al mondo, un vino unico con note salmastre che richiamano la laguna e i suoi profumi.

 

Bottiglia Singola

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IL BIANCO DI SAN GIACOMO

di Giampietro Poggi      

 

Il vino bianco di San Giacomo prodotto nella localita' omonima, sulle alture di Molassana, è ottenuto da cinque vitigni: Bianchetta Genovese, Albarola, Vermentino, Trebbiano e Bosco. Ultimamente è stato introdotto il vitigno Rollo, sicuramente piu' resistente alle malattie crittogame (muffe come la bodritis cinerea, causata  dalle frequenti piogge), ma di qualità  mediocre. Il terreno si presenta per la maggior parte calcareo e ghiaioso nella parte ovest vicino al torrente Riomaggiore del paese, e argilloso nella parte est.

La chiesa di San Giacomo

Attualmente è prodotto in piccole quantità’, circa 500 litri a famiglia, ad eccezione la famiglia Paravagna che ne produce ben mille litri!

Le altre famiglie interessate con minime quantità sono: Arvigo, Cosmelli, Carpi, Torre, Castello, Zoncada e Canepa. A differenza del passato dove le uve erano fatte fermentare con bucce e raspi, le uve che solitamente sono vendemmiate entro settembre, vengono pigiadiraspate e, il mosto ricavato, fermenta lentamente in botte e in damigiana. 

Don Cambiaso 

Ossia con vinificazione cosiddetta  in bianco. Primo travaso, dopo 15 giorni dalla fine della fermentazione, poi dopo un mese dal primo travaso. Terzo travaso in primavera e, a distanza di due-tre mesi, il vino è imbottigliato. Data la limitata quantità, il vino viene fornito quasi gratuitamente ai parenti o agli amici della famiglia!

Il busto di Giovanni XXIII 

Alla vista il Bianco di San Giacomo si presenta limpido, di colore giallo  paglierino scarico con riflessi verdognoli. All’olfatto si presenta con profumi floreali e fruttati, che ricordano il biancospino, la mela renetta, la pesca nettarina non ancora matura e il pompelmo. All'assaggio si presenta fresco, sapido, leggero ma di buon equilibrio e persistenza. Un vino che invita a ribersi,

 Stefano Eranio 

Ecco l’abbinamento ideale con piatti della cucina genovese: “fugassa” con l’olio, verdure ripiene al forno o fritte, frisceu, cuculli, minestrone, tortino d’acciughe e seppie in zimino. 

 

Ma non solo. Ora vi racconto qualcosa su opere ed alcuni personaggi di San Giacomo, paese dove sono nato (l’11 Marzo del 1952, dopo che mia mamma partorì al ritorno dall’Argentina). Di grande valore storico e architettonico l’oratorio fondato nel 1347, secondo solo a quello di San Siro, portato in auge dal mitico Don Cambiaso, un parroco con lo sprint.

Grappolo di Vermentino

Era stato cappellano nel porto, alla FIAT, alla SAIWA e altri importanti insediamenti. Don Cambiaso godeva meritatamente dell’ amicizia del Cardinale Siri. Ogni tanto il Cardinale veniva in privato nella taverna di Don Cambiaso per golose cene, preparate per l’occasione dal noto ristoratore "U Spurcacciun”, che finivano alle due di notte.

Un’altro merito di Don Cambiaso, e' stato quello di far scolpire il busto di Papa Giovanni XXIII ricavato dal busto di Galeazzo Ciano, eretto poi sul piazzale della chiesa. 

 Grappolo di Bianchetta Genovese 

Il 4 Giugno del 1967, migliaia di persone si recarono a San Giacomo per vedere l'inaugurazione e installazione della statua del papa buono, naturalmente patrocinata dal cardinale Siri. Un altro personaggio famoso di San Giacomo fu lo scultore Mario Roncallo, mancato qualche anno fa, autore di opere per la chiesa locale e delle 15 stazioni della Via Crucis, con l’ultima, la quindicesima, che descrive l’apparizione di Gesù risorto a San Tommaso. Forse non tutti sanno che anche il noto calciatore del GENOA Stefano Eranio, è nato a San Giacomo. All'eta di 15 anni, faceva i suoi primi allenamenti sul piazzale della chiesa.

 

VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO DOCG VITAROCCIA RISERVA 2015

di Virgilio Pronzati

 

ICARIO Società Agricola arl - Via delle Pietrose 2 -  53045 Montepulciano (SI)  - Tel 0578758845 - www.icario.it  -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Vino Nobile di Montepulciano DOCG Vitaroccia Riserva 2015

 

Vitigni: 95% Sangiovese (Prugnolo) e 5% Colorino.  Bottiglia: 75 cl.  Alcol: 14,50%.  Lotto: 06/18. Fascetta DOCG ABEH08097655 -  Bottiglie prodotte: 4.000. Prezzo medio in enoteca: € 27,00

 

Alla vista è limpido, di colore rubino carico. Al naso è intenso e persistente, fine e ampio, con netti sentori fruttati, speziati e balsamic di mirtillo nero e ciliegia durona, pepe nero, cannella e chiodi di garofano, liquirizia e eucalipto e lieve boisè.  In bocca è secco, giustamente tannico, molto caldo, di gran corpo e persistenza. Retrogusto: vena tannica e note fruttate, speziate e balsamiche.    

 

Note: Ottimo.  Prodotto con scelte uve Prugnolo e Colorino diraspate e fatte fermentare e macerare per 26 giorni in botti d’acciaio inox a 28-30°C.  Dopo la svinatura e la fermentazione malolattica, il vino matura per 24 mesi in barriques e tonneaux di rovere francese, seguito da altri 12 mesi d’affinamento in bottiglia. Evoluzione: Già di buona armonia, ma può migliorare ulteriormente con altri 5-6 anni.

Valutazione: 88/100

NIZZA VENDEMMIA 2019: +44,75% UNA CRESCITA A DOPPIA CIFRA RISPETTO AL 2018

 

 

Confermato anche quest’anno l’andamento positivo di una delle principali denominazioni del Monferrato. Un traguardo importante per l’Associazione Produttori del Nizza che dal 2002 si è posta come obiettivi dapprima la creazione di questa nuova DOCG, e poi la sua valorizzazione che passa attraverso la valorizzazione di tutto il suo territorio

 

Il Nizza prosegue il suo percorso di crescita a doppia cifra (+44,75%): a confermarlo sono i recenti dati relativi alla vendemmia 2019. La produzione totale raggiunge infatti le 632.536 bottiglie (37.116 di Barbera d’Asti Superiore Nizza DOCG e 594.420 di Nizza DOCG) ben 195.555 in più rispetto al 2018. (Fonte Valoritalia)

 

Da un’analisi più estesa inoltre, si evince che dal 2016 al 2019 le performance sono andate a crescere in modo continuo e costante con un incremento del 100% rispetto alle 315.472 bottiglie complessive del 2016. Un trend a iperbole in tre anni consecutivi infatti, l'imbottigliato sale del +17% tra il 2016 e 2017, del +18% tra il 2017e il 2018 e ben del +44,75% nell'ultimo biennio.

 

Siamo orgogliosi di vedere tali risultati in quanto sono il frutto di una grande sfida partita all’inizio del 2000 e che negli anni è stata accolta da un numero crescente di produttori (ad oggi sono oltre 60). I numeri che crescono danno la misura della fiducia che i produttori e i consumatori hanno nel progetto Nizza, un progetto vero di territorio.” commenta Gianni Bertolino, Presidente dell’Associazione Produttori del Nizza.

Oltre alla crescita del numero di bottiglie prodotte, un altro dato importante è il prezzo medio di vendita di una bottiglia di Nizza DOCG. 

 

L'Associazione ha sempre voluto un Nizza che esprimesse eccellenza e un vino che fosse giustamente remunerativo per dare la possibilità ai produttori di reinvestire risorse maggiori nella propria attività. “In un mercato altamente competitivo e che richiede sempre più l’eccellenza è fondamentale migliorare la tecnologia di produzione, implementare la qualità e le condizioni lavorative oltre che sviluppare iniziative di marketing per la promozione del territorio.” commenta Gianni Bertolino, Presidente dell’Associazione Produttori del Nizza. 

 

“Attualmente il prezzo medio delle bottiglie di Nizza DOCG a scaffale in enoteca è di 22,30 euro con prezzi minimi intorno ai 10-13,00 euro e massimi che superano gli 85,00 euro (fonte: Enoteca Regionale di Nizza Monferrato). Valori che fino a non molti anni fa sembravano difficilmente raggiungibili in questa parte di Piemonte. Ci vorrà ancora un po' di tempo, ma questo valore si riverserà a catena su tutta la filiera. Si vedono già alcuni riscontri tangibili, per esempio il valore crescente dei vigneti.” conclude Gianni Bertolino, Presidente dell’Associazione Produttori del Nizza.

 

L’andamento positivo del Nizza si ripercuote sul territorio anche dal punto di vista turistico. Il Nizza DOCG è molto apprezzato all’estero e non solo in Europa, ma anche oltreoceano e il mercato USA è uno dei principali. Ciò comporta la generazione di un flusso di visite di turisti dall’estero che vogliono scoprire i luoghi della denominazione. Le bottiglie del Nizza DOCG girano il mondo come ambasciatrici di un territorio dalle caratteristiche uniche attraendo un turismo legato al vino (complice un trend positivo mondiale) che cresce a ritmi sostenuti.

"Il Nizza DOCG diventa dunque una denominazione di riferimento anche per il valore che riesce ad esprimere. Il numero di bottiglie è importante ma la sua remuneratività, in un contesto produttivo fatto di tante piccole aziende, è fondamentale.” conclude Daniele Chiappone, Vicepresidente dell’Associazione Produttori del Nizza. 

 

ASSOCIAZIONE PRODUTTORI DEL NIZZA

L’Associazione Produttori del NIZZA nasce il 19 novembre 2002 con l’obiettivo di valorizzare e promuovere l’eccellenza della denominazione NIZZA ed è attualmente costituito da 67 soci. I dati della vendemmia 2019 complessivi contano 632.536 bottiglie di cui 37.116 di Barbera d’Asti Superiore Nizza DOCG e 595.420 di Nizza DOCG. Gli organi dell’Associazione sono il Presidente Gianni Bertolino, il Vicepresidente Daniele Chiappone, il Consiglio di amministrazione e il Comitato dei Saggi. Sede presso l’Enoteca Regionale in Via Crovara,2 a Nizza Monferrato.

 

 

Ilaria Bardessono - Cell. +39 391 4916 469 - Email. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Barolo DOCG 2013 - Ciabot Berton - La Morra

di Virgilio Pronzati

 

 

Azienda Agricola Ciabot Berton di Oberto Marco – Fraz. S.Maria 1 – La Morra (CN) – Italia - Tel. +39.0173.50217 – Fax. +39.0173.50217 –Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -  www. ciabotberton.it 

 

Categoria: Rosso secco. Vitigno: Nebbiolo.  Bottiglia: 75 cl. Alcol: 14,50. Lotto: CB 03/18. Fascetta DOCG: ABEF08446009. Prezzo medio in enoteca: 45,00

 

Caratteristiche organolettiche

 

Alla vista è limpido, di colore rubino tendente al granato. Al naso si presenta intenso, persistente, fine, ampio e complesso, con netti sentori floreali, fruttati e balsamici  (rosa selvatica appassita, prugna e mandorla secche, erbe aromatiche secche di montagna menta e alloro, goudron e boisè) In bocca è secco, appena fresco, ma sapido, giustamente tannico, molto caldo, pieno ma snello, di buona persistenza. Retrogusto: vena astringente e note floreale-vegetale, fruttata e balsamica.

 

Note: Molto buono. Ottenuto da scelte uve Nebbiolo di vigneti dell’ età media di oltre 30 anni situati nelle località Bricco San Biagio, Roggeri e Rive del comune di La Morra. Vinificazione: macerazione tradizionale, con permanenza del mosto sulle bucce per almeno 16-18 giorni a 30°C in vasche di cemento vetrificatoAffinamento: 30 mesi in botti di rovere di Slavonia da 25 hl, 6 mesi in acciaio e, alcuni altri, di affinamento in bottiglia.  Evoluzione: giovane ma già di buon equilibrio. 

 

Valutazione: 89/100

 

Servirlo a 18°c in ampi calici con stelo medio.  Abbinamento gastronomico:  Brasato al Barolo, Lepre in salmì, Stufato di cinghiale, Castelmagno affinato alcuni anni.

 

 

Vini d’Alsazia

I Vini d’Alsazia wine - partner del percorso

Sniff Sniff di Dream Factory a Milano.

Gli aromi e i profumi dei Crémant d’Alsace di nuovo protagonisti

 

I Vini d’Alsazia tornano a Milano, dopo il successo dell’ultima tappa #DrinkAlsace svoltasi presso il Ristorante Asola di Matteo Torretta. Questa volta le bottiglie alsaziane raggiungono il laboratorio d’arte contemporanea Dream Factory di Corso Garibaldi, in occasione di Sniff Sniff, un percorso olfattivo che porterà i visitatori a scoprire le essenze alla base della creazione delle fragranze.

 

Mercoledì 23 ottobre, alle ore 18.00, presso il laboratorio d’arte contemporanea Dream Factory, un artista del profumo guiderà gli ospiti nella creazione della loro formula preferita di fragranza, personalizzandola sulla propria pelle. Per l’occasione si brinderà con i Crémant d’Alsace, vini d’eccellenza che, non a caso, fanno della raffinatezza dei loro aromi elemento essenziale.

 

Bianchi, Rosé o Blanc de Noir, Brut o Millesimati, la serata sarà favorevole per esplorare un ventaglio quanto più ampio dedicato alla bollicina alsaziana. I Crémant d’Alsazia si sapranno distinguere per la finezza della bolla e la freschezza delicata. Gli invitati potranno apprezzare la freschezza percepita al naso, la sua delicata effervescenza e gli aromi che vireranno dai frutti bianchi come la mela e la pera, e, a seguire, la pesca e l’albicocca. Chiuderanno il percorso di degustazione la frutta secca, i fiori bianchi e il classico aroma di brioche.

 

 

 

Questi vini si inseriscono alla perfezione in un contesto in cui l’esperienza sensoriale viene messa al centro. Così come la varietà di essenze contribuisce alla creazione di una fragranza, la varietà dei terroir alsaziani conferisce ai Crémant d'Alsace note aromatiche uniche, ben apprezzabili all’olfatto.

 

L’iniziativa accosta ancora una volta i Vini d’Alsazia alle eccellenze artigianali italiane, rafforzando il connubio Vini d’Alsazia - Italia. A conferma di questo legame i dati export sull’Italia decisamente positivi: ad oggi per tutte le AOC si riscontra un + 16,2% in volume e in valore rispetto al 2017 che tradotto in bottiglie si attesta a 600.000 esportate di cui 440.000 di vini fermi (+ 21,4%) e 160.000 di Crémant d’Alsace pari a + 4,2%.

 

Senza dimenticare il seguito di fan italiani sulla pagina Facebook, AlsaceWinesOfficial: oltre 13.100 in tutto, un dato che si traduce nella seconda community internazionale che segue i vini d’Alsazia.

 

 

Alessandra Zaco

VIAGGIO IN ALSAZIA

di Alessandra Pocaterra

 

Mi è sempre piaciuta l'Alsazia e ogni volta che ci torno aggiungo un pezzettino in più che la volta precedente  non avevo visto o vissuto.

Mi piacciono le case, la gente, i produttori il profumo che aleggia nell’aria e i vigneti ...ettari di vigneti a perdita d'occhio: perle rare e preziose.

Il sentiero viticolo “Les Perles du Vignoble” vi accompagna nel cuore dei vigneti Alsaziani attraverso 6 piccoli Comuni: Beblenheim, Bennwihr, Hunawihr, Mittelwihr, Riquewihr e Zellenberg collegati tra di loro con un servizio di pullman,  e qui si possono ammirare le bellezze uniche di questi piccoli villaggi (Wihr significa proprio “villaggio”). La via del vino in Alsazia è la più antica di Francia e d’estate si anima di feste con degustazioni di vini e prodotti tipici.

Io ho scelto di  fare “base”  a Colmar,  una cittadina in stile medievale piena di angoli incantevoli e pittoreschi. 

Dalla Stazione di Colmar partono più o meno  ogni ora  due pullman: uno della linea gialla  il “Petites boucles” (piccolo anello) che collega i 6 villaggi e, quello  della linea rossa  “La Grande Boucle” (grande anello), che fa un giro più completo e ampio e che permette di ammirare  anche le coste dei “Grands Crus”.

Girare con i pullman è sicuramente meglio per due motivi : il primo è che puoi salire a scendere quando e dove vuoi; il secondo è che nei piccoli villaggi è molto difficile trovare parcheggio. 

Le AOC Appellations d'origine contrôlée portano tradizionalmente il nome del loro vitigno e non del loro territorio.

In questa zona troviamo sette vini bianchi e 1 vino rosso o rosé:

 

Chasselas vino secco e leggero.

Sylvaner  vino rinfrescante leggermente fruttato e fresco.

Muscat d'Alsace  molto aromatico e secco.

Pinot blanc  molto  delicato.

Riesling  eccellente! Con un bouquet di grande finezza, a volte minerale o floreale.

Pinot gris un vino strutturato rotondo e con una Pai piuttosto lunga, con aromi intensi di sottobosco.

Gewurztraminer un vino corposo e strutturato (in alcuni casi leggermente amabile) con sentori di frutta : mango e litchi, di fiori o di spezie (gewurz in tedesco significa appunto “speziato”).

 

E il Pinot noir leggero e fresco,  l'unico vino rossso.

 

L'appellation AOC Alsace Grand Cru è attribuita a vini che rispondo a specifiche caratteristiche e 

cioè: delimitazione dei territori; bassa resa per ettaro; regole precise nella gestione del vigneto. 

 

Il territorio delle “PERLES DU VIGNOBLE” raggruppa 7 dei 51 Grands Crus che ci sono in Alsazia:

# Sonnenglanz (a Beblenheim) essenzialmente coltivato a Gewurztraminer e Pinot Gris

# Marckrain  (a Bennwihr e Sigolsheim) Gewurztraminer e Pinot Gris

# Rosacker  (a Hunawihr) Riesling Gewurztraminer e Pinot Gris 

# Shoenenbourg (a Riquewihr e Zellenberg) Riesling, Muscat Pinot Gris e Gewurztraminer(una   delle zone più vocate)                          

# Sporen (a Riquewihr) Gewurztraminer, Pinot Gris e Riesling

# Froehn (a Zellenberg)  domina il Gewurztraminer

# Mandelberg  (a Mittelwihr e Beblenheim) Terroir ideale per Gewurztraminer e Riesling, Pinot Gris e Muscat.

                            

 

Uno dei vini simbolo dell'Alsazia è il Crémant  (AOC Crèmant d’Alsace) che occupa circa il 25% della produzione vinicola.

 

Alla Cave di Ribeauvillé (il Villaggio delle Cicogne), ho degustato alcuni Crémant  elaborati con diversi vitigni Pinot Blanc (quello più utilizzato), Pinot Auxerrois, Chardonnay e Pinot Noir. Particolarmente interessanti quello dell'azienda Giersberger:  il loro Brut è per l' 80% Pinot Blanc e per il 20% Pinot Auxerrois   fa  12 mesi di affinamento sui lieviti, (il minimo consentito dal disciplinare è di 9 mesi),  è  fresco e  le  bollicine sono  fini e  persistenti  lo trovo ottimo come aperitivo (ma ci vedo bene anche una pasta con le vongole);  e quello dell'Azienda Binner, un Pinot Auxerrois al 75%  e Pinot Blanc e Pinot Gris al 25% ,  viene affinato per 11/12 mesi in tini di cemento. Al naso, per il mio gusto, è migliore del precedente;  (mentre in bocca preferisco Giersberger); ha sentori di pesca e fiori bianchi,  in  bocca ha  una grande morbidezza, è incisivo e ha  un finale  minerale  e persistente. Mi è piaciuto poichè è molto elegante e complesso. 

Naturalmente non poteva mancare, tra gli altri, un assaggio di Riesling Vendemmia Tardiva della Cooperativa di Ribeauvillé un vino che al naso presenta sentori di frutta matura, in bocca è  piacevole e pulito, leggermente aromatico e bene si abbina alla pasticceria secca;  (che ci hanno proposto in abbinamento al vino). 

In questo pellegrinaggio attraverso vigne, piccoli, medi e grandi produttori, posso affermare con certezza di non aver assaggiato vini né banali né tantomeno mediocri. Tutti vini con grandi personalità e fortemente rappresentativi del  territorio da cui provengono, per la maggior parte, coltivati in biodinamica o in biologico. 

Durante il mio soggiorno,  ho conosciuto produttori che porterò sempre nel cuore e li ringrazio di cuor,  sia per l’ospitalità sincera, che per aver condiviso con me una parte delle loro bellissime storie di vigna e ne cito alcuni : Leòn Baur con la sua bellissima famiglia e gli splendidi vini; i produttori  de “La cave di Ribeauvillé”; Eblin – Fuchs;  Joseph Freudenreich;  Jean Luis et Fabienne Mann con Le Mouton Bleu” un  ottimo Sylvaner (14°) con una divertente etichetta che rappresenta una pecora blu. 

L'Alsazia però, non solo per i vini ma anche per la gastronomia: come si fa a non  assaggiare la famosa tarte flambé oppure la choucroute,  la deliziosa zuppa di cavolo IGP ? E per gli amanti dei formaggi non c’è che da chiedere …

Cin cin e “à bientôt “ !!!

I CLIVI: L’ANELLO DI CONGIUNZIONE FRA COLLIO E COLLI ORIENTALI

 

 

Mario Zanusso presenta Galea e Brazan, diverse interpretazioni del Friulano, due vini figli del terroir

 

Due vigneti, due DOC, due territori, due diversi racconti del simbolo enologico del Friuli. Galea e Brazan sono i due vini 100% Friulano che incarnano l’anima de I Clivi, la cantina di Corno di Rosazzo (Udine) che coltiva le sue vigne tra il Collio Goriziano e i Colli Orientali del Friuli, in due territori classici della storia del vino italiano.

 

“Le viti da cui ricaviamo questi due vini – spiega Mario Zanusso, titolare de I Clivi assieme al padre Ferdinando – hanno un’età compresa tra i 60 e gli 80 anni e si trovano, nonostante la vicinanza geografica e il substrato pressoché identico, in due terroir completamente diversi, tanto che a noi piace considerarli dei cru. I vini che ne nascono sono infatti unici e sono meno legati alle note strettamente varietali del vitigno. Sono figli di due terroir diversi, uno più bello dell’altro, in grado entrambi di dare grandi vini capaci di lungo invecchiamento. E sono figli di un vitigno che negli ultimi anni è stato – a torto – un po’ dimenticato”.

 

I due vigneti sono distanti pochi chilometri uno dall’altro, ma ricadono in due diverse zone a Denominazione di Origine sulle pendici di due colline a 200 m sul livello del mare.

Galea, che deve il suo nome all’elmo in cuoio utilizzato dai legionari romani, nasce sulle colline di Gramogliano a Corno di Rosazzo, nei Colli Orientali del Friuli. Il vigneto è in una zona asciutta e soleggiata, che dona al vino sfumature di pietra focaia, mandorle e miele. 

Il Brazan è invece traslitterato da bracan, il nome in dialetto del borgo di Brazzano di Cormons, ed è profondamente legato ai venti che giungono dall’Adriatico e si infrangono sul monte Quarin. La vigna è più fresca e umida, con maggiore escursione termica e l’influenza del mare rende il Brazan più sapido, profondo ed elegante. Si caratterizza per essere fortemente idrocarburico con intense note di anice e pompelmo rosa.

“Da sempre crediamo – continua Zanusso - che il valore delle due Denominazioni sia alla pari e cerchiamo di dimostrarlo anche concretamente: Galea e Brazan sono in vendita al pubblico allo stesso prezzo consigliato di 22 euro”.

 

 

Carlotta Flores Faccio

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