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Vini

PARMAEA: IL VINO DELL'ISOLA DI PALMARIA

 

 

L'isola di Palmaria (SP) ha il suo vino: si chiama “Parmaea” e si beve al Grand Hotel Portovenere

 

Un'edizione esclusiva di appena mille bottiglie dall'unico vigneto dell'Isola di Palmaria. Un vino che nasce da una partnership di due eccellenze dello Spezzino per valorizzare il territorio: la cantina Possa di Riomaggiore e il Grand Hotel Portovenere. 

Il Grand Hotel Portovenere e la cantina Possa di Riomaggiore (SP) riportano a nuova vita il vino dell'Isola di Palmaria, l'isola più grande dell'arcipelago spezzino antistante il borgo marinaro patrimonio dell'UNESCO. Palmaria ha un territorio prettamente boschivo e di macchia mediterranea, e racchiude all'interno un vero e proprio gioiello: un vigneto di circa mezzo ettaro da cui è nata una selezione di circa mille bottiglie. La nuova etichetta, unico prodotto sull'isola, si chiama "Parmaea", ed è un vino bianco ottenuto da uve Vermentino (60%), Albarola (20%) e Trebbiano (20%). Ventiquattro ore di macerazione sulle bucce; passaggio in acciaio; due le sfecciature nell'arco del primo mese e poi continua sulle fecce fino all'imbottigliamento. “Il Parmaea fa fermentazione spontanea – spiega il produttore, Heydi Bonanini - non viene né filtrato, né chiarificato”. Il vigneto da cui scaturisce questa selezione è di 6 mila metri quadrati, da un posizione esposta a nord e a un'altezza di 35-40 metri sul livello del mare. 

 

Il Grand Hotel Portovenere, nato nel 2014 grazie ad un investimento dell'azienda Filcasa di Milano, che ha ristrutturato un antico convento del quindicesimo secolo, oggi è l'unico hotel a 5 stelle dell'area delle Cinque Terre ed è proprio di fronte all'isola da cui proviene il vino. Si tratta dunque di un'operazione di valorizzazione territoriale, attuata da realtà imprenditoriali attente al territorio. La produzione del vino "Parmaea" viene acquistata proprio dal Grand Hotel e promossa dal ristorante Palmaria sulla terrazza panoramica oltre che all'interno del Venus Bar. La terrazza dell'Hotel diventa quindi il luogo unico dove gustare il vino isolano, con vista sul borgo marinaro di Porto Venere, meta di un turismo particolarmente attento alle tipicità locali. 

 

“Nel 2018 il Grand Hotel ha registrato oltre ventimila clienti - spiega Cristina Raso, responsabile marketing e comunicazione - grazie anche al raggiungimento della quinta stella, siamo riusciti ad attrarre un crescente numero di ospiti stranieri. Una parte fondamentale della nostra offerta è composta dalla grande attenzione verso i prodotti e le esperienze sul territorio. Il nostro obiettivo è quello di garantire una ristorazione capace di appagare il cliente permettendogli di avere una panoramica del territorio già a partire dalla cucina. E' proprio in quest'ottica che è nata la partnership con la cantina Possa di Riomaggiore, con cui puntiamo a garantire la consueta atmosfera internazionale e cosmopolita, valorizzando al tempo stesso le specialità locali. Basti pensare che gli ospiti stranieri rappresentano circa il 90 per cento del totale, di cui il 40 per cento è rappresentato dai soli statunitensi, un palcoscenico privilegiato che fa bene ad una comunità intera”. 

 

 

Ulteriore novità è la cucina del Palmaria Restaurant con l'ingresso dello Chef Massimiliano Volonterio, il quale approda al Grand Hotel Portovenere: “vocazione internazionale e attenzione alle perle gastronomiche locali”.

Lo Chef celebra il vino Parmaea con un piatto speciale: le linguine con “carbonara di muscoli di La Spezia”. 

Classe 1980, nato a Como, la sua carriera si consolida a Villa D’este (sede del Forum Ambrosetti) e i suoi “maestri” sono gli Chef Luciano Parolari e Michele Zambanini. Dopo un’esperienza triennale londinese diviene Sous-chef di Stefano Cavallini, primo Chef italiano ad ottenere la stella Michelin in Inghilterra, torna in Italia per lavorare alla corte di Ducasse all’Andana Relais. Divenuto Executive Chef del Tombolo Talasso Resort, approda ora al Grand Hotel Portovenere.

“Nel menù del Palmaria Restaurant gli ospiti potranno trovare sapori e tecniche che ho avuto occasione di sperimentare in diverse occasioni – commenta lo Chef Massimiliano Volonterio - La cucina del celebre Chef Gualtiero Marchesi rimane il primo riferimento da cui trarre ispirazione. Ricerco, infatti, ingredienti genuini e gustosi con una grande attenzione alle materie prime del territorio. In carta, la cucina italiana la fa da padrona, nelle sue sfaccettature regionali e locali, con uno sguardo attento ai presidi Slow Food."

 

Il Grand Tour d'Italia inizia dal menù

Il nuovo menù del Palmaria Restaurant, a rotazione bimestrale, è stato concepito per soddisfare le esigenze della clientela più sofisticata, in grado di far conoscere le perle gastronomiche locali, valorizzate attraverso tecniche di cottura contemporanee. Affumicature dal legno delle botti della vicina Luni, cotture a bassa temperatura in grado di valorizzare le carni da cortile e i crudi di pesce locale, lasciano percepire già dalla tavola quel “Grand Tour d'Italia” che i rampolli delle dinastie europee affrontavano nell'Ottocento. E' così che la sala con vista sul borgo marinaro patrimonio UNESCO e la terrazza del Grand Hotel diventano porta d'ingresso privilegiata alla cultura gastronomica italiana. Prodotti come i muscoli e le ostriche di La Spezia, il miele della Val di vara, il pesto artigianale e il pesce pescato nel Levante ligure si sposano con delizie come gli asparagi d'Albenga o i gamberi rossi di San Remo per un viaggio che parte dalla Liguria e che spazia alle regioni della penisola. Grande attenzione sarà dedicata ai “Presìdi Slow Food”, per offrire una panoramica esaustiva delle eccellenze italiane. 

 

Il Grand Hotel Porto Venere

Boutique hotel 5 stelle, di circa 50 camere con alcune suite, tutte accoglienti e curate nei minimi dettagli. Molte camere sono arricchite da terrazzi e balconi affacciati sul mare. Il ristorante interno, che prende il nome dall’isola Palmaria, è collocato in una spettacolare veranda affacciata sul mare. Arredi moderni, atmosfera raffinata, il servizio di prim’ordine. I servizi aggiuntivi dell’albergo come la spiaggia riservata, il garage privato, un raccolto centro benessere con annessa palestra, una sala congressi con circa 120 posti chiudono il cerchio offrendo servizi a 360 gradi. 

 

Filcasa è una delle principali società immobiliari della Lombardia. Fondata a Milano nel 1979 dal Cav. Sestilio Paletti (premiato nel 2016 con il prestigioso Ambrogino d'Oro per il suo impegno sociale), l'azienda opera prevalentemente nel capoluogo meneghino e ha effettuato investimenti significativi in varie regioni italiane e in alcuni Paesi esteri. La famiglia Paletti, proprietaria dell’azienda immobiliare milanese e della catena alberghiera Gruppo Mirage, ha completato nel 2014 l'importante investimento immobiliare a fini turistico alberghieri: il Grand Hotel di Porto Venere, struttura ricettiva, riaperta nell'autunno del 2014 dopo un lungo lavoro di restauro conservativo.

 

Roberto Ceccarelli

ASOLO WINE TASTING 2019, AL VIA L’OTTAVA EDIZIONE

 

Domenica 5 maggio 2019 a Palazzo Beltramini di Asolo il banco d’assaggio dei vini del territorio, dall’Asolo Prosecco DOCG alla Recantina DOC, passando per il Montello DOCG

 

Il Consorzio Vini Asolo Montello si prepara per l’ottava edizione dell’Asolo Wine Tasting, il banco d’assaggio in programma domenica 5 maggio 2019 dalle 10.00 alle 19.00 a Palazzo Beltramini di Asolo, cittadina annoverata tra i borghi più belli d’Italia.

 

In degustazione ci sarà l’Asolo Prosecco Superiore DOCG nelle sue diverse versioni, come ad esempio l’Extra Brut - Asolo è l'unica denominazione che può definire questa tipologia nelle bottiglie prodotte con la DOCG - ed il Col Fondo, il Prosecco rifermentato in bottiglia e senza sboccatura, come da tradizione di queste zone. Spazio anche ai rossi del territorio, come la Recantina DOC, vitigno praticamente scomparso all’inizio del Novecento e recuperato grazie a un lavoro di ricerca seguito dal Consorzio, e il Montello DOCG, ottenuto dal classico taglio tra Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, vitigni internazionali che in questi luoghi assumono un’identità ben precisa. Vini, quelli dei Colli di Asolo e del Montello, che nascono in luoghi in cui è tutelata la biodiversità, dove la vite e altre coltivazioni convivono con boschi e fonti d'acqua, disegnando un paesaggio unico.

 

Nello stesso weekend Asolo ospiterà anche Fucina del Gusto, rassegna gastronomica dedicata alle eccellenze locali, che con Asolo Wine Tasting ha in comune la volontà di valorizzare il territorio dell’Asolo Montello e i suoi prodotti.

Info: www.asolomontello.it

 

INFO IN BREVE | Asolo Wine Tasting 2019

Data: domenica 5 maggio 2019

Orario: dalle 10.00 alle 19.00

Luogo: Sala Consiliare di Palazzo Beltramini, Asolo (Treviso)

Ingresso: 10 euro, 5 euro con l’acquisto del biglietto de La Fucina del Gusto

Info: www.asolomontello.it

 

 

 

 

Chiara Brunato

LA CENA DELLE STELLE PARLA ITALIANO

NEL CUORE DI NEW YORK, LA CENA DELLE STELLE PARLA ITALIANO: LO SPUMANTE BIO SICILIANO “IL GRILLANTE” È LA BOLLICINA UFFICIALE DELLA CHARITY DINNER DI MASSIMO BOTTURA, JOAN ROCA E MAURO COLAGRECO

Sostenibilità e innovazione made in Italy: Il Grillante è protagonista di «Once Upon a Kitchen», l’evento benefico che riunisce il gotha della ristorazione mondiale

«C’era una volta…», «Once Upon a Time…»: le favole più belle iniziano così. Ed è un po’ una favola anche quella del Grillante, lo spumante biologico e sostenibile nato dai vigneti di Cantine Europa, storica società cooperativa agricola nella Sicilia Occidentale, diventato protagonista di uno degli eventi più esclusivi al mondo: la charity dinner «Once Upon a Kitchen», svoltasi ieri sera nella splendida Gotham Hall di New York, tra il celebre Empire State Building e la sfavillante Time Square.

I tre Maestri della cucina internazionale, Massimo Bottura, chef e patron del 3* Michelin “Osteria Francescana”, Joan Roca, genio culinario del 3* Michelin “El Celler de Can Roca” eMauro Colagreco, anima del 2* Michelin “Mirazur” - rispettivamente numero 1, 2 e 3 al mondo -, e Christina Tosi, chef, pasticciera, giudice di Masterchef Jr USA e fondatrice di Milk Bar, famosissima pasticceria di Brooklyn, hanno trasformato un sogno in realtà, cucinando insieme per la prestigiosa cena di beneficienza organizzata dall’agenzia GR8 in favore di God’s Love We Deliver, ente benefico fondato nel 1985 che si occupa di preparare e consegnare pasti, dando consigli nutrizionali a persone che convivono con gravi malattie dell’area metropolitana di New York. Con loro, l'enologo di fama internazionale Roberto Cipresso che ha selezionato i vini della serata. Tra questi, il Grillante che, in quanto spumante ufficiale dell’evento, è stato servito sia durante l’aperitivo che come accompagnamento finale con la Apple Pie – ISH, la famosissima torta di mele di Christina Tosi.

Per la qualità delle sue uve, il Grillante può essere considerato il vino simbolo dell’intero Mediterraneo, dei suoi popoli, del suo turismo, dei suoi elementi di maggior fascino. Ma è, al tempo stesso, un vino completamente diverso dai suoi predecessori, come spiega l’enologo Roberto Cipresso: «Ho scelto di presentare Il Grillante durante questa importante serata a New York perché rappresenta una “nuova pagina” del vino siciliano sotto molti punti di vista: per il regime di coltivazione e di produzione – organico e sostenibile -, per la modernità e la freschezza del suo stile organolettico, per le scelte estetiche del suo packaging. Ma soprattutto, è una assoluta novità nel suo genere perché, per la precocità della varietà Grillo e per la latitudine di coltivazione, è il primo vino che viene presentato al pubblico nell’annata della sua vendemmia, e batte sul tempo ogni “novello” italiano o Beaujolais Nouveau francese».

Ispirato alle onde scintillanti del mare siciliano, infatti, il Grillante, spumante organico da uve Grillo prodotto con metodo Charmat, nasce da una vendemmia che ha luogo già nella prima decade del mese di agosto cosicché il vino possa esistere prima della fine dell’estate. Il Grillante di «Once Upon a Kitchen» è quindi uno spumante 2018 ottenuto da vendemmia 2018.

Inoltre, il Grillante è uno spumante biologico e sostenibile laddove con il con il primo termine si fa riferimento al suo regime di coltivazione e produzione e con il secondo al fatto che le uve con le quali lo si ottiene derivano dal diradamento tardivo dei vigneti di Grillo destinati a obiettivi enologici superiori, esse cioè, sono brillantemente recuperate anziché essere semplicemente scartate. La sua produzione, infatti, fa parte del progetto triennale “Approccio integrato per lo sviluppo di prodotti innovativi nei settori trainanti del comparto agroalimentare siciliano”, finanziato dal Programma Horizon 2020, a cui hanno collaborato Cantine Europa con l’Università degli Studi di Palermo e con il caseificio Biopek Snc di Gibellina (TP).

Il Grillante, conosciuto in Italia anche come “Biollicine di Sicilia”, è infatti prodotto con un ridotto uso di coadiuvanti enologiche. Attraverso i prodotti di scarto dell’intera filiera vitivinicola (vinacce distillate e scarti di potatura) è stato creato un compost di elevata qualità per uso agronomico in regime biologico. Il compost è stato utilizzato sia per la produzione dei vini, sia per la produzione di formaggi arricchiti in sostanze nutraceutiche naturali(estratti fenolici da sottoprodotti vitivinicoli). Entrambe le produzioni – del Grillante e dei prodotti caseari - sono autenticabili e tracciabili nell’ottica della creazione di una filiera di circular economy attenta alla sicurezza e alla verifica dell’origine e dell’autenticità della materia prima utilizzata per la trasformazione.

«Il Grillante ha portato sui tavoli del prestigioso evento di New York l’impegno e la passione di 2.100 famiglie siciliane: i soci di Cantine Europa che ogni giorno coltivano la terra con amore e con la voglia di portare avanti le tradizioni che hanno ricevuto dai loro padri per trasmetterle a loro volta, ai loro figli. E l’evento di New York è solo il primo di uno dei grandi traguardi che Cantine Europa ha raggiunto con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento nel mondo vitivinicolo internazionale, anche grazie alla qualità e all’unicità di un vino simbolo come il Grillante» - ha commentato la Responsabile del nuovo piano di sviluppo di Cantine Europa Ada Rosa Balzan.

La charity dinner di riferimento nel Natale della Grande Mela, dunque, non solo ha parlato italiano ma l’ha fatto anche guardando al futuro in un’ottica di sostenibilità e innovazione. 


Alessandra Perrucchini

Mare&Mosto 2018

  • Di Virgilio Pronzati

 

 

 

Il folto pubblico

 

 

Mare&Mosto sempre più interessante e completa. Una manifestazione giunta alla sua quanta edizione che rappresenta il meglio dell’enologia e degli oli della Liguria. Un piccolo Vinitaly sostenuto dal Comune di Sestri Levante con la collaborazione del Consorzio turistico SestrilevanteIn e organizzata dall’AIS (Associazione Italiana Sommelier) Liguria.  Alcune migliaia i visitatori di cui molti del settore, che hanno gremito per due giorni, saloni e salette del Convento dell'Annunziata, allestiti con banchi d’assaggio contenenti l’eccellenza enologica regionale, e altri con scelte basi alimentari e golosità spazianti dal salato al dolce.  Il tutto in una location esclusiva incastonata nella suggestiva Baia del Silenzio della solare Sestri Levante.  

 

 

 

 

Decine di degustazioni guidate, convegni e tavole rotonde hanno evidenziato la crescita culturale e commerciale non solo del settore vinicolo e oleario, ma anche del consumatore. Un risultato di successo che deriva dal gran lavoro della Delegazione ligure dell’AIS  che da anni, trasmette la conoscenza sul vino attraverso i continui corsi professionali per divenire sommelier professionista.  Figura che non dovrebbe mancare nella ristorazione di qualità.  

 

 

 

 

Quest’anno il gradito l’ospite d’onore, è stato il Consorzio del Conegliano e Valdobbiadene Prosecco Superiore. Un vino che ha conquistato i consumatori di mezzo mondo, in particolare della Gran Bretagna.  Ma quello che ha più colpito, è stato l’interesse e curiosità dei visitatori che, oltre agli assaggi, dialogavano con i produttori.  Anche l’extravergine ligure ha riscosso un meritato successo. 

 

 

 

Ben sessantatre le aziende liguri presenti con circa quattrocento vini rappresentanti le quattro provincie.   Una intensa “due giorni”, il 13 e 14 maggio, con protagonista il vino ma non solo, animata da convegni e tasting  e  altri motivi d’interesse, tra cui il molto seguito, concorso del miglior sommelier ligure, vinto dalla spezzina Ylenia Mezzapelle che ha superato in finale Mirco Cavalli. In ultimo, un doveroso plauso ad Alex Molinari per la perfetta regia dell’evento, e l’instancabile e professionale opera dei sommelier. Importante la partecipazione del presidente nazionale dell’AIS Antonello Maietta. Molto soddisfatta per la riuscita duegiorni del vino, la sindaco di Sestri Levante Valentina Ghio. 

 

 

 

 

I produttori presenti: 

 

Provincia di La Spezia

La Carreccia  - Ortonovo

La Pietra del Focolare - Ortonovo

La Felce - Ortonovo

La Baia del Sole Federici - Ortonovo

Giacomelli - Castelnuovo Magra

Ottaviano Lambruschi - Castelnuovo Magra

La Colombiera  - Castelnuovo Magra

Linero -  Castelnuovo Magra

Lunae Bosoni - Ortonovo

Terenzuola - Fosdinovo 

Pascale Francesca - Fosdinovo

Casteldelpiano  - Licciana Nardi

Cantina Boriassi -  Fosdinovo

Il Monticello -  Sarzana

Zangani - Santo Stefano Magra

Il Chioso  - Arcola

Arrigoni di La Spezia

Albana La Torre - La Spezia

A Possa  - Riomaggiore

Litan  - Riomaggiore

Prima Terra - La Spezia

Cantina Cinque Terre - Riomaggiore

Begasti - Monterosso al Mare

Sassarini - Monterosso al Mare

A Scià - Monterosso al Mare

Buranco - Monterosso al Mare

Terre di Levanto - Levanto

Cantina Levantese  - Levanto

Cà du Ferrà  - Bonassola

Vermenting - Bonassola

Cornice – Sesta Godano

I Cerri  - Carro

 

Provincia di Genova

Casa del Diavolo - Castiglione Chiavarese

Cantine Levante - Sestri Levante

Bregante - Sestri Levante

La Ricolla - Ne

Bisson Vini di Chiavari

Bruzzone Andrea

 

Provincia di Savona

Bio Vio - Albenga

La Vecchia Cantina - Albenga

Cascina Feipu dei Massaretti - Albenga

Rocche del Gatto -Albenga

Vitivinicola Enrico Dario - Albenga

Viticoltori Ingauni - Ortovero

Vio Claudio - Vendone

 

Provincia di Imperia

A Maccia - Ranzo

Deperi - Ranzo

Massimo Alessandri - Ranzo

Maria Donata Bianchi - Diano Arentino

Poggio Gorleri - Diano Marina

Ada Musso - Diano Arentino

Laura Aschero - Pontedassio

Tenuta Maffone - Pieve di Teco

Vitivinicola Guglierame - Pornassio

Fontanacota - Imperia

Cascina Nirasca - Pieve di Teco

Podere Grecale - Sanremo

Da Parodi-Ferrari-Mammoliti - Taggia 

Maccario Dringenberg - San Biagio della Cima

Poggi dell’Elmo - Soldano

Kà Mancinè - Soldano

Dallorto Luca - Dolceacqua

Rondelli - Camporosso

 

Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore

Andreola - Col San Martino

Astoria - Crocetta del Montello

Bortolomiol - Valdobbiadene

Bianca Vigna - Conegliano

Borgo Antico - Conegliano

Cà Salina - Valdobbiadene

Col Vetoraz - Valdobbiadene

Drusian - Valdobbiadene

Duca di Dolle - Valmarino

Le Bertole - Valdobbiadene

Le Colture  - Valdobbiadene

Le Manzane  - San Pietro di Feletto

Le Volpere  - Soligo

Lucchetta Marcello  - Conegliano

Masottina  - Castello di Roganzuolo

Merotto - Col San Martino

Moret Vini  - San Pietro di Feletto

Rebuli  - Valdobbiadene

Ruggeri  - Valdobbiadene

Scandolera  - Colbertando di Vidor

Siro Merotto  - Col San Martino

Sommariva  - San Pietro di Feletto

 

Olio Extravergine di oliva

Coop Borgonovo  - Mezzanego

Terre del Solaro - Leivi

La Favola della Mignola - Lavagna

Orseggi  - Lavagna 

Santa Barbara  - Santa Margherita Ligure

 

 

Sistema Prosecco: due sentenze positive per il Prosecco in Ucraina

 

 

 

 

 

 

 

 

Con doppia sentenza del 2 ottobre 2018, resa dall'Antimonopoly Commitee ucraino, Sistema Prosecco, la società che coordina le azioni di tutela delle denominazioni Asolo Prosecco Docg, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e Prosecco Doc, ha ottenuto un’importante tutela della Denominazione di Origine Prosecco Prosecco contro una società ucraina attiva nel settore vitivinicolo locale che produceva e commercializzava bottiglie di falso Prosecco. 

disciplinari di produzione delle denominazioni di Sistema Prosecco stabiliscono che solo i vini prodotti secondo regole precise, nelle aree in essi delimitate comprese fra le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, possono contraddistinguersi con una delle denominazioni rappresentate da Sistema Prosecco. 

Si concludono così due procedimenti paralleli instaurati nel novembre 2015 da Sistema Prosecco al fine di ottenere che fossero impedite alla società in questione le attività illecite di produzione e vendita delle bottiglie di falso Prosecco. 

Più specificamente, nei due procedimenti avanti l'autorità garante della concorrenza ucraina Sistema Prosecco contestava, da un lato, l'esistenza di un rischio di confusione derivante dall'uso illecito della DOP e, dall'altro, la diffusione di informazioni false ed ingannevoli da parte della convenuta.

Le due recentissime sentenze costituiscono un importante risultato nell'ambito dell'intensa attività svolta da Sistema Prosecco per la tutela delle denominazioni del mondo Prosecco a livello internazionale. 

Si tratta di uno dei tanti risultati conseguiti da Sistema, che negli ultimi anni è stato impegnato su molti fronti di tutela a livello internazionale con grande impegno e successo, basti pensare che solo nel 2017 sono stati contrastati oltre 75 marchi lesivi delle denominazioni del mondo Prosecco. Sistema Prosecco è stato assistito per la posizione ucraina, oltre che dallo studio ucraino Sayenko Kharenko, dal co-Manegin Partner Giovanni Galimberti e da Rita Tardiolo, Senior Associate del dipartimento IP di Bird & Bird.

BOTTIGLIE APERTE 2018

 

 

 

 

Per la settima edizione la kermesse cresce e approda al Superstudio Più di Milano
 

Una location d’eccezione dove i produttori, l’horeca, la stampa e tutti i wine lover si danno appuntamento il 7 e l’8 Ottobre per mettere in scena la due giorni meneghina dedicata a degustazioni e incontri con il mondo del vino
 

Primi rumors in merito a Bottiglie Aperte Milano Wine Show, che quest’anno punta ancora più in alto e debutta al Superstudio Più, cuore pulsante della città e prestigiosa location in Via Tortona. 
 
Grande attesa per l’evento - prodotto e organizzato da ABS Wine&Spirits, Gruppo Aliante Business Solution, in collaborazione con Blend di Federico Gordini, ideatore del format della manifestazione - che in soli sei anni si è affermato come il più importante appuntamento milanese sul vino, abbracciandone ogni sfaccettatura. Milano diventa di nuovo la capitale della comunicazione, del retail e dell’innovazione di settore e attende un pubblico di oltre 5000 persone tra stampa, operatori di settore e appassionati
 
La scelta del Superstudio Più è in linea con l’obiettivo di crescita nei numeri degli interlocutori coinvolti nella manifestazione. Il poliedrico spazio espositivo, cornice di importanti e innovative iniziative nazionali e internazionali, è ideale per agevolare e personalizzare l’esperienza business dell’incontro tra produttori, distributori, consumatori e giornalisti. Spazio di tendenza e facilmente raggiungibile, il Superstudio Più, ospiterà la due giorni di Bottiglie Aperte che riserverà non poche sorprese con tanti incontri su tematiche d’attualità, masterclass con verticali guidate da esperti e momenti di approfondimento. 
 
Non resta che alzare i calici per un primo brindisi per Bottiglie Aperte e attendere che il sipario si alzi su questa settima edizione in cui Milano si confermerà portavoce di tutta l’eccellenza del Vino Made in Italy.

 

www.bottiglieaperte.it

 

Simonetta Gerra 

 

I MAGNIFICI SETTE VINI DI GATTI E MASSOBRIO

Migliaia di assaggi, un anno col bicchiere in mano, per addivenire alla selezione dei Top Hundred che sfileranno a Golosaria Milano a fine ottobre. Ma dalla selezione sono 7 i super vini che i due giornalisti con il Papillon hanno selezionato. Tutti recensiti nel nuovo libro, Vino. Assaggi memorabili di quel giorno e di quell'ora (Cairo editore; pag. 384) in libreria da oggi.

 

I sette super vini dunque sono:

 

• Il Capriano del Colle Rosso Riserva “Riserva degli Angeli” 2015 di Lazzari di Capriano del Colle (Bs). Il miglior vino rosso dell'anno, un vino ottenuto secondo i dettami del biologico che è una vera sorpresa per la zona in cui è collocato, che ha svettato in eleganza.

 

• Il Terre Siciliane Bianco “Il Coro di Fondo Antico” 2016 della cantina Fondo Antico di Trapani. Il miglior vino bianco, da uve grillo macerate a lungo sulle bucce.

 

• È invece un Trentodoc la miglior bollicina dell'anno e addirittura un rosé. Si tratta del Trentodoc Extra Brut Rosé Riserva 2014 di Maso Martis di Trento.

 

• Si torna poi in Sicilia per il Top dei Top Passiti con il Moscato Passito di Noto 2017 di una nuova cantina: Feudo Luparello di Pachino (SR), al suo secondo anno di produzione.

 

• Soddisfazione piena, poi, per un semidano in purezza, il Sardegna Semidano Migiu 2017, prodotto a Gergei (SU) dalla cantina Olianas. Si tratta di un vino prodotto in anfora, dal gruppo toscano D Casadei.

 

• Vino sorpresa dell'anno è poi il Vino Rosso “Prova d’autore” 2013 prodotto a Pettenasco (NO), sul lago d'Orta dalla Cascina Eugenia 1641 di Alberto Alessi. Anche qui una produzione totalmente naturale da uve 100% pinot nero a dimostrazione che il rispetto del terreno può far rifiorire la vite in luoghi di antica vocazione.

 

• Infine l'emozione del Gewürztraminer Epokale 2009 affinato nella miniera di Monteneve, in Val Ridanna, dalla Cantina Tramin di Termeno (BZ) che conquista i 100 punti di Robert Parker Wine Advocate.

 

 Federica Borasio

 

A questo link l'elenco completo di tutte le scoperte. 

 

Grillo Costadune Sicilia DOC 2017

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GRILLO COSTADUNE SICILIA DOC 2017 : elegante e minerale

 

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Grillo Costadune Sicilia DOC 2017 

 

 

Bianco autoctono che nasce dai vigneti affacciati sulle spiagge assolate della Sicilia sud occidentale. È un vino dal carattere mediterraneo i cui tratti intensamente minerali traggono origine dai terreni, calcarei a medio impasto, posti tra gli 80 e i 200 metri sul livello del mare.

La maturazione è avvenuta per tre mesi in acciaio e successivamente tre mesi di affinamento in bottiglia. Il risultato è un vino freschissimo e minerale, con spiccati sentori di agrumi, nespola e basilico. In bocca è intenso, sapido e fruttato.

L’abbinamento migliore con verdure grigliate, formaggi freschi, carni bianche.

 

L’annata 2017

 

Nel 2017 l’andamento climatico è stato regolare, con temperature miti che sono rientrate nelle medie stagionali. Un inverno non troppo rigido con piovosità scarse ed una primavera asciutta hanno permesso un precoce germogliamento delle piante. I mesi estivi hanno avuto un andamento climatico nella media, con un’unica eccezione: all’inizio del mese di agosto, per quattro giorni, si sono manifestati picchi di calore di 44°C. Nonostante ciò, poichè le piante fino a quel momento avevano raggiunto un giusto equilibrio vegeto-produttivo l’uva, protetta dall’ombra delle foglie, ha resistito molto bene all’estrema calura, raggiungendo una buona maturazione sia aromatica che fenolica.

 

 

Scheda tecnica Grillo Costadune

Il vitigno grillo

 

Il grillo, vitigno a bacca bianca molto diffuso in Sicilia (in particolare nella zona occidentale dell’isola), ha grappoli di media grandezza con acini sferoidali dalla buccia piuttosto spessa.  Ama le esposizioni assolate e i terreni sabbiosi, che gli conferiscono un elevato grado zuccherino.  La vendemmia avviene di norma nella seconda metà del mese di settembre. I vini che ne derivano hanno una buona gradazione alcolica, un’ampia gamma olfattiva, una buona aromaticità. Al palato sono sapidi e strutturati.

mandrarossa.it 

 

 Annalisa Chiavazza

WELL COM srl

Via Rio Misureto, 8 - 12051 Alba (Cn) – Italy

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