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Libri

CANTINEDOC LIGURIA: PRENOTA LA COPIA SCONTATA!

Carissimo e carissima, 

ti ricordiamo il tuo accredito alla Presentazione di CantineDOC Liguria il prossimo lunedì alle ore 11:00 presso la Sala delle Grida nel Palazzo della Borsa Valori. 

 

Per questioni tecniche, è possibile prenotare e acquistare il volume SOLO online nel nostro e-shop: da oggi fino a giovedì 22/02, utilizza il codice sconto ANTEPRIMA e procedi con il pagamento del libro al prezzo speciale di 24 euro. Ti consegneremo la copia direttamente il giorno della presentazione! 

Ti aspettiamo e a presto!

N.B: Per poter usufruire dell’offerta, inserisci in fase di acquisto il codice ANTEPRIMA, valido SOLO ED ESCLUSIVAMENTE per la consegna al Palazzo della Borsa il giorno 26/02.

 

Laura Pogliani 

Multiverso 

Telefono: 02 24166060    

Whatsapp: 347 4848214  

Webmulti-verso.it

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Via San Francesco d’Assisi 15, 20122 Milano  

VITENDA 2024 - L'AGENDA DEL VITIVINICOLTORE

di Albino Morando e Davide Morando

Ventinovesimo anno di edizione

336 pagine a due e quattro colori 19x27 cartonato

Vitenda, l'agenda del vitivinicultore

 

 

Giunta al 29° anno di edizione, Vitenda mantiene formato e spirito.

Tantissimi articoli quest'anno. Focus di viticoltura sulla situazione italiana della flavescenza dorata. Modalità, norme di sicurezza, attrezzature. Per quanto riguarda invece la parte enologica ci si sofferma su pregi e difetti dei principali trattamenti al vino. Non mancano inoltre UN SALTO IN BIBLIOTECA, INSIEME, le tabelle per raccogliere i dati climatici. Approfondimenti a tutti gli argomenti trattati attraverso QRCODE che rimandano al sito viten.net

 

Prezzo copertina: €  18,00

 

Acqistandola dall'editore (Edizioni VitEnd - Via Bionzo 123bis - 14052 Calosso - Tel 0141853479 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

1a copia € 16,20 - Da 2 a 10 copie € 14,40

 

OYSTER BAR DI FRANCESCA LORUSSO

 

“Anni fa qui sopra c’era una passerella verde che si chiamava il Bruco di Brignole e permetteva ai pedoni di raggiungere per via aerea Corte Lambruschini e Piazza Verdi.

Quel tunnel dal sapore futurista doveva collegare idealmente e fisicamente la stazione di Brignole e Via XX Settembre da un lato e Corso Buenos Aires dall’altro.

Mi immagino solo cosa potesse essere ascoltare le canzoni del karaoke da lì.

Ho sempre pensato quella larva di lepidottero in muratura una sorta di porta verso un mondo altro: sono certa che salendo lì sopra dopo aver cantato al karaoke si poteva aver accesso a qualche realtà alternativa. Uno di quei luoghi che forse avrebbero potuto salvarmi definitivamente”.Lunedì 4 dicembre presso La Feltrinelli di Genova (Via Ceccardi) Francesca Lorusso presenterà il suo primo libro Oyster Bar con Emilia Marasco e Massimo Villa alle ore 18.00.

 

SINOSSI

Una Genova lontana dai cliché turistici delle crêuze e del centro storico fa da quinta al percorso di crescita della protagonista che, fra karaoke suburbani e angiporti popolati da matti e stranieri, cerca la consapevolezza di sé barcollando fra il lusso dal quale proviene e il sottobosco colorito di cui si sente parte. Un catalogo di orologi raccolto per caso farà da lanterna tra i coni d’ombra di un passato familiare che ha rimosso e di un presente in cui non sa ancora identificarsi.

Le profondità marine nelle quali si riflette Candida, sembrano inghiottire le ultime vestigia di un’opulenza che l’attrae e la repelle, ma saranno proprio gli abissi a rischiarare, con le loro oscurità, le risposte che sta cercando.

 

L’AUTRICE

Francesca Lorusso (Milano, 1978) Cresciuta nel capoluogo lombardo, dopo gli studi in lettere moderne ad indirizzo spettacolo a Bologna e musica jazz al Conservatorio di Alessandria, si trasferisce a Genova. Nella Superba lavora in redazioni di tv e radio curando rubriche culturali e trasmissioni di intrattenimento e ora insegna nella scuola secondaria di secondo grado. Da alcuni anni la passione per il canto e la storia della moda e del costume trovano parziale racconto in un diario internet settimanale (ventialventi.it) nel quale si rintraccia uno sguardo, ora disincantato e concreto, ora romantico e sognante, sulla sua vita. La scrittura per la rete ha progressivamente lasciato il posto a progetti editoriali: pubblicazioni su riviste, collaborazioni, racconti e questo, il suo romanzo d’esordio. Appena può continua a cantare. 

 

Chiara Frisone

Affetti & Sapori

 

Cosa portare in tavola, durante le festività, per assaporare gusti ricercati e sofisticati?

Come poter realizzare piatti di alta cucina, direttamente a casa, anche senza attrezzature particolari?

Sperimentare ricette tipiche di ristoranti stellati è davvero un’impresa impossibile?

Quali sono le ricette stellate ideali per piatti vegani e vegetariani?

L’alta cucina si può sposare con il benessere e la salute?

A queste domande risponde lo chef Antonio Scaccio con la nuova edizione ampliata e aggiornata di “Affetti&Sapori” (Edizioni Lswr), da dicembre in libreria. 

Nel suo libro il noto chef, partendo dalle solide tradizioni culinarie della sua terra di origine (la Sicilia), propone piatti a base di verdure (sia vegetariani che vegani) e di pescato che guardano verso il futuro. 

I suoi piatti puntano l’attenzione ai sistemi di produzione biologici e biodinamici. 

Gli ingredienti e i sistemi di cottura sono scelti con cura, così da ottenere delle ricette che sono veri toccasana di salute, con sapori unici e ricercati.
L’alta cucina per chiunque, con abbinamenti ricercati e sofisticati

Con “Affetti&Sapori” lo chef guida il lettore nella preparazione di piatti di alta cucina, con abbinamenti ricercati, sofisticati e realizzabili da chiunque, senza bisogno di particolari attrezzature

Il libro parte dagli antipasti per presentare, poi, primi, secondi, salse e ricette di base e si potrà scegliere tra piatti a base di pesce, vegetariani e vegani.

Nella sezione dedicata ai dessert, i dolci più tradizionali lasciano il posto a invenzioni di prim’ordine, in cui i protagonisti esclusivi sono il sapore e la salute.


La presentazione del libro

Il volume sarà presentato dall’autore il 10 dicembre, alle ore 17, presso la Vineria Beva Boccea (via Federico Galeotti 12 Roma). Per prenotare il proprio posto, occorre contattare il numero 06 86792373.


Le 5 ricette per le festività
Ecco 5 ricette scelte dallo chef e consigliate per le festività natalizie:
 

- Il primo a base di pesce

Cannoli di pasta alla barbabietola rossa al ragù di rombo gratinati, in salsa di cappesante

Il primo vegano

Quinoa piccante in dadolata di verdure

 

Il secondo a base di pesce

Guazzetto di pesce misto in filetti con crema di cocco e ratatouille di verdure e ajolì

 

Il secondo vegano

Strudel di tofu in crosta alla crema di carciofi

 

Il dessert (anche in versione vegana)

Bavarese di Venere alla vaniglia con terrina al cioccolato all’aroma di arancia e menta

Ricette complete nel file word allegato (in fondo all'email, come link).

Grazia La Paglia

Le 5 ricette per le festività


Ecco 5 ricette scelte dallo chef e consigliate per le festività natalizie:
- due primi, uno a base di pesce e uno vegano

-due secondi, uno a base di pasce e uno vegano
- un dessert goloso, concentrato di dolci sapori invernali, che può essere realizzato anche in versione vegana

Il primo a base di pesce
Cannoli di pasta alla barbabietola rossa al ragù di rombo gratinati, in salsa di cappesante
Ingredienti per 4 persone:
 

Per la pasta: 250 g di farina di grano duro, più quella per infarinare, ½ barbabietola rossa cruda, 125 ml circa di acqua fredda, 3 g di sale fino, 1 albume d’uovo. 

Per il ripieno: 1 filetto di rombo di circa 300 g, 1 zucchina, 1 scalogno piccolo, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 3 cucchiai di olio evo, 1 cucchiaino scarso di sale fino, 1 cucchiaio di finocchietto selvatico, 3 g di pepe bianco, 2 g di zafferano. 

Per la salsa: 700 ml di brodo di pesce filtrato, 6 capesante sgusciate, 2 cucchiai di olio evo, 1 spicchio d’aglio, 200 g di patate lessate, 13 fettine sottili di zucchina tagliate per il lungo, 1 foglio di alga nori tagliato in 12 strisce e 1 ciuffo di prezzemolo per guarnire.

Procedimento: 

Sulla spianatoia mettere la farina a fontana e impastate con il sale, la barbabietola rossa grattugiata e l’acqua, dosandola per ottenere una massa liscia, compatta e asciutta. Lasciate riposare la pasta per almeno un’ora.

Nel frattempo preparate la farcia: tritate il filetto di rombo e la zucchina, metteteli in una padella con l’olio e lo scalogno tritato, rosolate appena, poi aggiungete il prezzemolo e il finocchietto tritati, il sale, e lo zafferano sciolto in poche gocce d’acqua.

Stendete la pasta con uno spessore di circa 2 millimetri e dividetela in 12 rettangoli di 10x5 cm. Riempite con la farcia i rettangoli di pasta, spennellando i bordi con l’albume d’uovo, chiudeteli in modo da formare dei cilindretti, avvolgeteli ciascuno in una fettina di zucchina e poi in una striscia di alga nori. Adagiate i cannoli su una placca da forno con sul fondo della carta da forno.

In un pentolino fate bollire il brodo di pesce con le capesante e l’aglio, a cottura ultimata scartate l’aglio, unite la patata schiacciata e l’olio, frullate con un mixer a immersione e rimettete sul fuoco per circa 5’ a fuoco basso.

Inumidite con un po’ d’acqua i cannoli di pasta e cuoceteli in forno preriscaldato a 200° per 10’.

Presentazione: 

Disponete i cannoli nei piatti con la salsa di capesante calda e decorate con una fettina di zucchina e di alga nori arrotolate intorno a un ciuffo di prezzemolo.

 

Il primo vegano
Quinoa piccante in dadolata di verdure
Ingredienti per 4 persone
: 300 g di quinoa, 1 carota, 2 gambi di sedano, 1 piccolo cipollotto bianco, 1 zucchina, qualche costa di sedano, 1 cucchiaio di prezzemolo, mentuccia, basilico tritati, 1 punta di peperoncino piccante, 10 g di sale alle erbe, 4 cucchiai di olio evo, 2 cucchiai di shoyu. 

Procedimento: 

Cuocete la quinoa con il doppio del suo peso di acqua fredda fino a che non sia assorbita completamente, aromatizzatela con il sale alle erbe, il peperoncino e metà delle erbe aromatiche tritate.

Nel frattempo tagliate le verdure a dadini e scottatele in una padella capiente senza acqua né olio, a fiamma bassa e con il coperchio, per qualche minuto. Non appena le verdure risultano cotte ma al dente

aggiungete gli aromi restanti, l’olio, lo shoyu e un pizzico di peperoncino.

Presentazione:

Versare la quinoa nel piatto di portata con le verdure calde, guarnendo a piacere con le erbe aromatiche fresche.

  

Il secondo a base di pesce
Guazzetto di pesce misto in filetti con crema di cocco e ratatouille di verdure e ajolì

Ingredienti per 4 persone: 900 g di filetti misti di scorfano, gallinella, rana pescatrice, 1 scalogno, 1 spicchio d’aglio, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 200 g di vongole veraci ben spurgate, 3 cucchiai di olio evo, 3 mestoli di brodo di pesce, 200 ml di latte di cocco non dolce, 70 ml di vino bianco fermo.

Per la ratatouille: 1 costa di sedano, 2 foglie di coste, 1 zucchina, 200 g di patate a pasta gialla, 1 finocchio piccolo, 200 g di pomodori maturi, 60 g di porro, 1 carota, 3 foglie di basilico, 3 foglie di menta, 1 rapa. bianca da circa 200 g, 1 cucchiaino di sale alle erbe, 5 cucchiai di olio evo, 3 g di peperoncino piccante

Per la salsa aïoli: 5 spicchi d’aglio, 200 ml di aceto di mele, 50 ml di olio evo, 20 ml latte di mandorla.
Procedimento: 

In un tegame cuocete con dell’olio lo scalogno e l’aglio schiacciato insieme alle vongole veraci già spurgate.

Quando le vongole sono quasi aperte sfumate con il vino per qualche minuto, togliete il tegame dal fuoco, sgusciate le vongole e mettetele in una ciotola. Nello stesso tegame aggiungete al fondo di cottura

delle vongole i filetti di pesce, coprite e mettete a cuocere a fuoco lento, bagnando di tanto in tanto con il brodo di pesce. Aggiungete le vongole, la crema di cocco e il prezzemolo e lasciate sul fuoco per 1’.

Preparate la ratatouille: affettate finemente tutte le verdure, tranne i pomodori, mettete in un tegame coperto e fate rosolare senza olio a fuoco molto lento, badando che le verdure non attacchino sul fondo; le verdure dovranno rimanere al dente.

Mondate i pomodori e privateli dei semi, tagliateli a cubetti piccoli, aggiungete il peperoncino. il sale e le erbe aromatiche, condite con l’olio.

Preparate l’aïoli: sbollentate gli spicchi d’aglio nell’aceto di mele per 5’, scolate e frullate con il sale, l’olio e il latte di mandorla.

Presentazione: 

Servite i filetti di pesce sul piatto con il loro fondo di cottura ridotto, accostatevi la ratatouille ben calda, la salsa fresca di pomodoro e la salsa aïoli.

 

Il secondo vegano
Strudel di tofu in crosta alla crema di carciofi

Ingredienti per 4 persone: 1 panetto di tofu di circa 400 g, 1 limone, 1 cucchiaino di sale alle erbe, 2 cucchiai di prezzemolo tritato, 2 cipollotti freschi, 2 foglie di bietola, pepe bianco macinato fresco q.b., olio evo q.b.

Per la crema: 2 carciofi di Albenga oppure violetti, 2 spicchi d’aglio, 2 cucchiai di olio evo, ½ cucchiaio di prezzemolo tritato, il succo di 2 limoni, ¼ di porro, 500 ml di brodo vegetale. 

Per la crosta: 100 g di farina, 4 cucchiai di olio evo, sale fino q.b.
Procedimento: 

Pulite i carciofi: eliminate le foglie dure e le barbette interne, lavateli, tagliateli a quarti e metteteli a bagno in acqua

e succo di limone. Sbollentate il tofu in acqua acidulata con succo di limone per qualche minuto, quindi scolatelo e passatelo con un colino o setaccio a trame larghe. Mettetelo in una ciotola e condite con parte del prezzemolo, poco olio, il sale alle erbe, i cipollotti tritati finemente e le foglie delle bietole tritate. Mescolate il tutto con una spatola e lasciate riposare per una mezz’oretta.

Nel frattempo mettete i carciofi in un tegame con olio, aglio e porro e in cottura aggiungete il succo di 1 limone e il brodo vegetale, coprite con un coperchio e cuocete per 10’. Passate il tutto con un mixer a immersione fino a ottenere una crema omogenea, gustate di sale e lasciate riposare in caldo a bagnomaria.

Su una spianatoia fate una fontana con la farina mettendo al centro l’olio, il sale e aggiungendo poco alla volta acqua q.b. e impastando fino a che non avrete formato una palla omogenea, elastica e liscia. Stendetela con un mattarello

allo spessore di 3 mm circa. Dividete la sfoglia in quadrati uguali, distribuite il ripieno su ognuno, quindi avvolgeteli

su se stessi e adagiateli su una teglia antiaderente. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per 10-15’.

Presentazione: 

A cottura ultimata, trasferite gli strudel sui piatti e metteteci accanto la crema di carciofi. Guarnite con un filo d’olio a crudo e una spolverata di prezzemolo tritato.

Il dessert
Bavarese di Venere alla vaniglia con terrina al cioccolato all’aroma di arancia e menta

Ingredienti per 4/6 persone: 250 ml latte vaccino oppure di soia alla vaniglia, 300 ml di panna montata vaccina oppure di panna di cocco, 4 tuorli (per la versione vegan aggiungere 1 cucchiaio pieno in più di farina di riso Venere), 1 cucchiaio di farina di riso Venere (2 per la versione vegan), 2 cucchiaini di agar-agar, 150 g di zucchero di canna, 1 cucchiaino di scorza di arancia grattugiata, olio di mandorla per ungere.

Per la terrina al cioccolato: 200 g di cioccolato fondente al 70% (100 g per la ricetta e 100 g per guarnire) 100 ml di panna vaccina oppure di panna di riso, 2 cucchiai di malto di riso oppure 1 cucchiaio di zucchero grezzo di canna, 1 cucchiaino di agar-agar

Per l’aroma: la scorza di un’arancia non trattata, 5-6 foglie di menta, 1 cucchiaio di zucchero di canna grezzo, 1 bicchiere d’acqua.

Procedimento: 

Preparate l’aroma unendo in un tegamino l’acqua, la scorza d’arancia tagliata a julienne, lo zucchero e la menta triturata. Cuocete fino a formare un caramello chiaro, non troppo denso e lasciate riposare.

In un pentolino mettete a scaldare il latte con la scorza di arancia grattugiata, 50 g di zucchero e l’agar-agar

e portate a bollore per 3’.

Riportate a temperatura di massimo 85° il latte, aggiungete la farina di riso Venere a pioggia setacciandola e rimescolate sempre. Dentro un altro pentolino e mantenendo la temperatura, versate a filo il latte condito e filtrato con un colino su uno zabaione composto dai tuorli montati a spuma con lo zucchero. Per la versione vegan completate solo con la farina di riso in più al posto delle uova. Continuate la cottura a 82° per altri 3’, fino a che il composto non risulti cremoso, mantenendo la temperatura senza portare al bollore. Una volta pronto lasciate raffreddare e aggiungete in più fasi la panna montata incorporandola per bene, distribuite in stampini monoporzione o in uno stampo unico che avrete precedentemente unto con l’olio di mandorla.

Mettete in frigo per circa 4/5 ore.

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria in un pentolino. In un altro pentolino riscaldate la panna unita al malto

di riso e all’agar-agar. Portate a bollore per 3’, incorporate il composto con il cioccolato e versatelo in uno stampo rettangolare foderato di carta da forno oppure inumidito con olio di mandorle. Mettete in frigo per qualche ora.

Presentazione: 

Sformate la bavarese già pronta su un piatto, adagiate una fettina di terrina sopra di essa, aromatizzate con lo sciroppo ottenuto di arancia e menta, completate con un cucchiaio di cioccolato fuso versato a filo e foglie di menta fresca.

GRANCHIO BLU, MINACCIA O RISORSA?

 

Il libro che analizza il fenomeno dell’“invasore” dei nostri mari. L’autore Paolo Caratossidis: «È stato il caso dell’estate 2023. Ho voluto approfondire il fenomeno di quella che è stata definita una minaccia: ma ora è sui nostri piatti».

È stato il protagonista indiscusso dell’estate 2023 in Italia e, con buone probabilità, replicherà anche nel 2024. Ma chi è realmente il granchio blu (Callinectes sapidus) che ha colonizzato prepotentemente i nostri mari mettendo a rischio la tenuta dell’ecosistema nel Nord Adriatico? 

L’analisi del nuovo libro di Paolo Caratossidis, “Granchio Blu. Minaccia o Risorsa?” (edizioni Fontego delle Farine).

 

“Flagello”, "killer dei mari”, “cannibale”, “invasore”…perché fa così paura? 

Esce il libro “Granchio Blu. Minaccia o Risorsa? Intervista allo chef Igles Corelli e cento ricette con ChatGPT” di Paolo Caratossidis.  

In questo saggio, il tema più discusso e popolare dell’estate 2023 - l’invasione del temibile crostaceo – viene affrontato in modo eclettico e multidisciplinare, offrendo al lettore molteplici spunti di riflessione e approfondimento. 

«Ho scritto e realizzato il libro in tempo record, cercando di mettere insieme tutte le informazioni (vere e fake) che hanno popolato le pagine dei giornali e spopolato nelle chiacchiere sotto l’ombrellone», ha spiegato l’autore.

 

L’opinione pubblica in Italia si è divisa in due fazioni: chi lo vede solo come una terribile minaccia, e chi, invece, pensa che potrebbe rappresentare anche una gustosissima risorsa in cucina e per l’alimentazione umana. Di certo rimarrà agli annali come la prima grande notizia – amplificata da leggende metropolitane e campagne infodemiche - relativa all’arrivo di una specie animale alloctona sulle nostre coste. Ma, in questa guerra tra Uomo e Granchio, alla fine chi vincerà?

 

 

Studio Cloe

CHIANTI DAGLI ETRUSCHI A RICASOLI

 

il vino che ha trasformato la Toscana in stile di vita di Zeffiro Ciuffoletti e Paolo Storchi

 

edito da Kellermann Editore

 

 

Dal 6 dicembre è in libreria per Kellermann Editore “Chianti. Dagli Etruschi a Ricasoli il vino che ha trasformato la Toscana in stile di vita”, di Zeffiro Ciuffoletti e    Storchi, il nuovo volume della collana Grado Babo interamente dedicato a uno dei vini italiani più celebri, tuttora identificato come simbolo dell’enologia del nostro Paese.

 

Vino di nobili natali, il Chianti è diventato una delle bandiere del vivere italiano e della Toscana, sua zona di produzione. Due importanti voci della ricerca storica e dell’agronomia italiana - Zeffiro Ciuffoletti e Paolo Storchi - accompagnano il lettore alla scoperta della sua storia e del suo percorso enologico.

 

La storia del Chianti si lega indissolubilmente a quella dell’Unità d’Italia attraverso la figura del barone Bettino Ricasoli, produttore di vino e fine politico. La passione per l’agricoltura, e in particolare per la viticoltura e l’enologia, si mischia in Ricasoli anche all’attività politica, che nel 1861 lo porta a succedere a Cavour alla guida del neonato stato italiano. A lui va riconosciuto il grande impegno nell’ammodernamento del sistema agrario nel contesto degli ideali risorgimentali. Nel suo Castello di Brolio, al centro della zona di produzione del Chianti, Ricasoli condusse i suoi esperimenti per la produzione di vini di qualità adatti all’esportazione, stabilendo nel 1872 la storica formula che prevedeva la presenza di Sangiovese, Canaiolo nero e Malvasia. Con Ricasoli il Chianti conquista il ruolo di primo piano che lo porterà ad essere considerato ancora oggi uno dei simboli dell’enologia italiana.

 

Il libro è introdotto dalla prefazione di Francesco Ricasoli, discendente del barone Bettino Ricasoli, e ripercorre la storia del Chianti senza tralasciare un’attenta analisi delle zone e dei vitigni utilizzati per la sua produzione, oltre che un approfondimento sul paesaggio del Chianti nella letteratura e un accenno alle tradizioni culinarie che più tipicamente sono associate a questo celebre vino.

 

La collana

Grado Babo - Diretta da Sergio Tazzer e Angelo Costacurta, la collana è nata per raccontare i vini che hanno fatto la storia, dai più conosciuti a quelli più particolari, con una grande attenzione all’intreccio che – sempre – lega l’evoluzione della società e del territorio a quella del vino stesso.

 

Gli autori

Zeffiro Ciuffoletti - (San Giovanni delle Contee, Grosseto, 1944), professore ordinario di Storia Contemporanea, ha insegnato Storia del Risorgimento ed è membro dell’Accademia dei Georgofili. Vicepresidente della Società Toscana per la Storia del Risorgimento, ha fatto parte dei comitati scientifici nazionali per gli anniversari di Mazzini, Garibaldi, Ricasoli e Cavour. Importanti i suoi studi sull’agronomia toscana, in particolare sul sistema di fattoria, la mezzadria e Bettino Ricasoli agronomo, nonché sulle tradizioni alimentari della Maremma. 

 

Paolo Storchi - (San Giovanni Valdarno, Arezzo, 1959), agronomo, è primo ricercatore del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi

dell’economia agraria), Accademico ordinario dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino e Accademico corrispondente dell’Accademia dei Georgofili. Ha svolto docenze in Viticoltura presso le Università di Firenze, Siena e Teramo in vari corsi di Laurea e in Master post-Laurea.

 

Alessandra de Antonellis

L’ATLANTE DEI VINI PIÙ INSOLITI DEL PIANETA

 

Dal vino più forte del mondo alla vigna che oltrepassa i muri

 

Vendemmie notturne, un “vino della pace” che riunisce più di 600 vitigni di tutto il mondo, viti di 15 metri di altezza in Italia e in Portogallo, i vini di ghiaccio del Québec, il vino del deserto del Gobi, le doppie vendemmie di Taiwan, le vendemmie del 31 dicembre, la musica classica nei vigneti, un bordeaux alla “neve carbonica”, uno spumante da sboccare da sé. Persino una vigna che oltrepassa un muro lungo diversi chilometri od un vino invecchiato sul fondo di un pozzo profondo 75 metri: sono solo alcune delle produzioni più originali e rare che vengono illustrate da "Atlante dei vini insoliti", il nuovo libro di Pierrick Bourgault edito da Jonglez, casa editrice internazionale che pubblica in più lingue in 40 Paesi nel mondo. 

Testi e fotografie conducono il lettore alla scoperta di vini segreti e tecniche estremamente singolari, come quella del viticoltore dilettante, dell'uomo che 'parla' alle sue viti, dei vini conservati sott'acqua. Molte pratiche viticole in tutto il mondo si allontanano da quelle tradizionali, con immenso piacere degli amanti dell’originalità, dei nemici dell’omologazione.

L’autore di questo volume, dopo aver scoperto decine di vini insoliti in un viaggio di trent'anni attraverso i cinque continenti, spiega la viticoltura e la vinificazione con un linguaggio chiaro e accessibile a tutti, cominciando dalle pratiche classiche fino a quelle più insolite.

 

 

Dopo una formazione in ingegneria agricola e in antropologia, Pierrick Bourgault ha intrapreso un viaggio alla scoperta dei viticoltori di tutto il mondo. Il suo scopo: ascoltare le loro storie, cercare di capire le particolarità dei loro territori, dei vitigni e dei mercati. Ma, soprattutto, osservare la straordinaria coesistenza tra piante e uomini, i capricci del clima, della natura e delle sue leggi, con un’attenzione particolare ai vini insoliti, un argomento per il quale ha già vinto il premio dell’OIV (“Organizzazione internazionale della vigna e del vino”) nella categoria Vini e territorio, oltre che il primo premio, in Francia, del Gourmand World Cookbook Awards e il Grand prix du Livre Spirit per la categoria Biblioteche gourmand. Come giornalista, Pierrick Bourgault ha vinto il gran premio dell’Afja (“Associazione Francese dei Giornalisti Agricoli”) per i suoi reportage dall’Iraq ed è autore di una cinquantina di articoli su bistrot, vini, fotografia e racconti di vita.

 

"Atlante dei vini insoliti”

di  Pierrick Bourgault

Edizioni Jonglez - pp. 160 -  25 euro

 

www.edizionijonglez.com

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