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Liquori & Distillati

23° Grappa Barile Day

 Di Virgilio Pronzati

 

Foto di Mara Daniela Musante

 

 

 Nuccia e Gino Barile premiano Carlin Petrini

 

Un’altra edizione da ricordare. Tantissimi invitati, illustri personaggi premiati, tasting di Grappa di grandi millesimi e non poche sorprese. Luigi Barile malgrado le 86 primavere, possiede una non comune vitalità, geniali idee che trasforma in realtà ma, soprattutto, possiede onestà intelletuale e generosità a favore di chi si prodiga per aiutare gente e ambiente. La sua storia ricorda quella dei personaggi che con sacrifici e fatiche, sono saliti in alto. Niente di fortunoso ma di molta perseveranza. Un’infanzia di sacrifici e stenti. Da ragazzo a fatto vari mestieri, poi, un po’ più grande, il fornaio e l’operario nell’industria e nell’edilizia. Ma non gli bastava.  

 

 Carlin Petrini premia Davide Vecchi

 

Dopo aver preso l’attestato delle scuole medie in un solo anno, ha proseguito gli studi diplomandosi ragioniere.  Da quel momento, aperto uno studio di commercialista, è iniziata per lui una seconda vita. Non più sacrifici ma tante e meritate soddisfazioni.  Direte ma cosa centra la grappa.  C’entra è come.  Nel 1976 acquistando con l’amico Bormida una vecchia distilleria, ha iniziato un lungo percorso che, nell’ultimo decennio, ha coronato un sogno: fare la migliore grappa in assoluto.  Gratificato dal giudizio del grande Luigi Veronelli, Luigi Barile produce Grappe d’autore, vincitrici d’importanti Concorsi Internazionali dedicati ai distillati, come quelli di Londra e Bruxelles. Non solo. Le sue grappe sono andate in dono ai Capi di Stato, nei rispettivi G8 e G20.  Benché sia apparso sulle prime pagine di quotidiani e riviste, Luigi Barile ha mantenuto la sua semplicità. 

 

 Nuccia e Gino Barile, Carlin Petrini, Wilma Massucco e Ivana Maggiolino

 

Da solo vinacce fresche di dolcetto dei viticoltori della zona Doc del Dolcetto d’Ovada, Luigi Barile, mediante alambicchi a bagnomaria scaldati con fuoco a legna, produce un distillato di rara eccellenza, ricco di aromi e sapori. Dal 1976 a oggi, solo alcune innovazioni. Per quarantaquattro anni eccellenti grappe bianche e invecchiate. Nel 2014 esce in commercio la prima Grappa biodinamica, nata dalla distillazione di vinacce del viticoltore Stefano Bellotti, invecchiata per quattro anni in acciaio.  Novità assoluta e curiosa. Oltre l’armonia in bocca e l’ampiezza, persistenza e finezza al naso, un’esclusiva etichetta disegnata nel 2012 dalla giovanissima Clara, secondogenita del sindaco Marco Doria. Quest’anno l’evento presentato e condotto magistralmente dalla regista-filmaker Wilma Massucco, ha visto ospiti d’eccezione. A fare gli onori di casa Nuccia e Luigi Barile, mentre per Silvano d’Orba, la sindaco Ivana Maggiolino.  

 

 Nuccia e Gino Barile, Flavio e Gisella Gaggero, Davide Vecchi e Virgilio Pronzati

 

L’ospite d’onore è stato niente di meno che Carlin Petrini, figura carismatica di livello internazionale. Fondatore di Slow Food, un’associazione internazionale con oltre 100.000 soci in tutto il mondo. Fondatore della prima Università al mondo di Scienze dell’alimentazione a Pollenzo.Ideatore di importanti manifestazioni come Il Salonedel gusto a Torino. Ha curato l’edizione della Guida ai Vini del Mondo. Nel 2004 Viene inserito da Time Magazine tra gli "eroi del nostro tempo" nella categoria Innovator. E ancora, insignito del premio Il Torinese dell'Anno per l'anno 2009 e unico italiano inserito nel gennaio 2008 dal quotidiano inglese Guardian tra le 50 persone che potrebbero salvare il pianeta. Ed è proprio Carlin Petrini a consegnare il Premio Grappa Barile 2018 a DavideVecchigiornalista e saggista. 

 

Il numeroso pubblico 

 

Noti e di rilievo i numerosi articoli su inchieste di cronaca nera, bianca, giudiziaria, politica, come il caso Ruby, MPS lo scandalo Mose, Mafia Capitale e, libri di successo come I Barbari sognanti per Aliberti sul fallimento della Lega Nord, L’intoccabile. Matteo Renzi. La vera storia.Matteo Renzi, il prezzo del potereLady Etruria. L’altro Premio Grappa Barile 2018, assegnato a Gianluigi Paragone, non è stato consegnato in quanto non presente.  Paragone  è giornalista, conduttore televisivo e politico.  Direttore del quotidiano La Padania, organo ufficiale della Lega Nord, poi vice direttore di Libero e di RAI1 e RAI2, conduttore del talk show La Gabbia e il programma Benvenuti nella Giungla. Autore di L'invasione. Come gli stranieri ci stanno conquistando e noi ci arrendiamoGangBank. Il perverso intreccio tra politica e finanza che ci frega il portafoglio e la vitaNoi no! Viaggio nell'Italia ribelle. Attuale Senatore del Movimento 5 Stelle. 

 

 Nuccia e Gino Barile, Mara Daniela Musante, Davide Vecchi, Carlin Petrini  e Virgilio Pronzati

 

Sempre in tema di riconoscimenti, Luigi Barile ha premiato altre due persone. Marcello Bottaro (Bottaro & Campora Ricevimenti) che da anni realizza l’enorme torta che conclude l’evento, e la vedova di Eugenio Marchelli, il distillatore scomparso lo scorso anno.  Infine una sorpresa. La presentazione in anteprima nazionale di Over 40: esclusiva Grappa del 1976, affinata ben 42 anni in botticelle di rovere, raccontata da chi ha scritto.

Oltre a vedere le fasi di distillazione, numerosi visitatori hanno potuto degustare vari tipi di grappa (dalla bianca alle invecchiate), servite dai coniugi Ghiglino. 

 

 Nuccia e Gino Barile, Davide Vecchi, Carlin Petrini  e Virgilio Pronzati

 

 La grande torta della Festa della Grappa Barile

 

Grappa Barile Millesimo 1976  Over 40 

 

All’aspetto è brillante, di colore giallo ambrato vivo con netti riflessi dorato-ramati. All’olfatto si presenta di straordinaria intensità, persistenza e finezza. Profumi ampi, compositi e complessi che spaziano dal floreale (iris e mughetto essiccati) al fruttato con note speziate. Emergono i piccoli frutti rossi boschivi maturi e macerati nell’alcol (ciliegia e marasca), mandorla e nocciola secche appena tostate, nappa, vaniglia, goudron e lievi di aneto e menta. Al sapore è secca ma morbida, calda, setosa, con delicata e piacevole vena boisè, di equilibrata struttura, con un finale di grande persistenza aromatica.  Al retrogusto, ritornano le note floreali, fruttate e speziate. 
Con Over 40, Luigi Barile ha trovato l’armonia desiderata. Personalità e carattere unici che la pongono di diritto nel Ghota dei distillati. 

 

 Gino Barile e Virgilio Pronzati presentano la Grappa Riserva Over 40 

 

 

23° Grappa Barile Day

 

 

 

Di Virgilio Pronzati

 

Foto di Carlo Grifone e Mara Daniela Musante

 

Un’altra edizione da ricordare. Tantissimi invitati, illustri personaggi premiati, tasting di Grappa di grandi millesimi e non poche sorprese. Luigi Barile malgrado le 86 primavee, possiede una non comune vitalità, geniali idee che trasforma in realtà ma, soprattutto, possiede onestà intelletuale e generosità a favore di chi si prodiga per aiutare gente e ambiente. La sua storia ricorda quella dei personaggi che con sacrifici e fatiche, sono saliti in alto. Niente di fortunoso ma di molta perseveranza. 

Un’infanzia di sacrifici e stenti. Da ragazzo a fatto vari mestieri, poi, un po’ più grande, il fornaio e l’operario nell’industria e nell’edilizia. Ma non gli bastava.  Dopo aver preso l’attestato delle scuole medie in un solo anno, ha proseguito gli studi diplomandosi ragioniere.  Da quel momento, aperto uno studio di commercialista, è iniziata per lui una seconda vita. Non più sacrifici ma tante e meritate soddisfazioni.  Direte ma cosa centra la grappa.  C’entra è come.  Nel 1976 acquistando con l’amico Bormida una vecchia distilleria, ha iniziato un lungo percorso che, nell’ultimo decennio, ha coronato un sogno: fare la migliore grappa in assoluto.  

 

Gratificato dal giudizio del grande Luigi Veronelli, Luigi Barile produce Grappe d’autore, vincitrici d’importanti Concorsi Internazionali dedicati ai distillati, come quelli di Londra e Bruxelles. Non solo. Le sue grappe sono andate in dono ai Capi di Stato, nei rispettivi G8 e G20.  Benché sia apparso sulle prime pagine di quotidiani e riviste, Luigi Barile ha mantenuto la sua semplicità. Da solo vinacce fresche di dolcetto dei viticoltori della zona Doc del Dolcetto d’Ovada, Luigi Barile, mediante alambicchi a bagnomaria scaldati con fuoco a legna, produce un distillato di rara eccellenza, ricco di aromi e sapori.

 

Dal 1976 a oggi, solo alcune innovazioni. Per quarantaquattro anni eccellenti grappe bianche e invecchiate. Nel 2014 esce in commercio la prima Grappa biodinamica, nata dalla distillazione di vinacce del viticoltore Stefano Bellotti, invecchiata per quattro anni in acciaio.  Novità assoluta e curiosa. Oltre l’armonia in bocca e l’ampiezza, persistenza e finezza al naso, un’esclusiva etichetta disegnata nel 2012 dalla giovanissima Clara, secondogenita del sindaco Marco Doria. Quest’anno l’evento presentato e condotto magistralmente dalla regista-filmaker Wilma Massucco, ha visto ospiti d’eccezione. A fare gli onori di casa Nuccia e Luigi Barile, mentre per Silvano d’Orba, la sindaco Ivana Maggiolino.  

L’ospite d’onore è stato niente di meno che Carlin Petrini, figura carismatica di livello internazionale. Fondatore di Slow Food, un’associazione internazionale con oltre 100.000 soci in tutto il mondo. Fondatore della prima Università al mondo di Scienze dell’alimentazione a Pollenzo.Ideatore di importanti manifestazioni come Il Salonedel gusto a Torino. Ha curato l’edizione della Guida ai Vini del Mondo. Nel 2004 Viene inserito da Time Magazine tra gli "eroi del nostro tempo" nella categoria Innovator. E ancora, insignito del premio Il Torinese dell'Anno per l'anno 2009 e unico italiano inserito nel gennaio 2008 dal quotidiano inglese Guardian tra le 50 persone che potrebbero salvare il pianeta.

Ed è proprio Carlin Petrini a consegnare il Premio Grappa Barile 2018 a DavideVecchigiornalista e saggista. Noti e di rilievo i numerosi articoli su inchieste di cronaca nera, bianca, giudiziaria, politica, come il caso Ruby, MPS lo scandalo Mose, Mafia Capitale e, libri di successo come I Barbari sognanti per Aliberti sul fallimento della Lega Nord, L’intoccabile. Matteo Renzi. La vera storia.Matteo Renzi, il prezzo del potere Lady Etruria. L’altro Premio Grappa Barile 2018, assegnato a Gianluigi Paragone, non è stato consegnato in quanto non presente.  Paragone  è giornalista, conduttore televisivo e politico.  Direttore del quotidiano La Padania, organo ufficiale della Lega Nord, poi vice direttore di Libero e di RAI1 e RAI2, conduttore del talk show La Gabbia e il programma Benvenuti nella Giungla.

Autore di L'invasione. Come gli stranieri ci stanno conquistando e noi ci arrendiamoGangBank. Il perverso intreccio tra politica e finanza che ci frega il portafoglio e la vitaNoi no! Viaggio nell'Italia ribelle. Attuale Senatore del Movimento 5 Stelle.Sempre in tema di riconoscimenti, Luigi Barile ha premiato altre due persone. Marcello Bottaro (Bottaro & Campora Ricevimenti) che da anni realizza l’enorme torta che conclude l’evento, e la vedova di Eugenio Marchelli, il distillatore scomparso lo scorso anno.  Infine una sorpresa.

La presentazione in anteprima nazionale di Over 40: esclusiva Grappa del 1976, affinata ben 42 anni in botticelle di rovere, raccontata da chi ha scritto. Oltre a vedere le fasi di distillazione, numerosi visitatori hanno potuto degustare vari tipi di grappa (dalla bianca alle invecchiate), servite dai coniugi Ghiglino.

Grappa Barile Millesimo 1976  Over 40 

All’aspetto è brillante, di colore giallo ambrato vivo con netti riflessi dorato-ramati. All’olfatto si presenta di straordinaria intensità, persistenza e finezza. Profumi ampi, compositi e complessi che spaziano dal floreale (iris e mughetto essiccati) al fruttato con note speziate. Emergono i piccoli frutti rossi boschivi maturi e macerati nell’alcol (ciliegia e marasca), mandorla e nocciola secche appena tostate, nappa, vaniglia, goudron e lievi di aneto e menta. Al sapore è secca ma morbida, calda, setosa, con delicata e piacevole vena boisè, di equilibrata struttura, con un finale di grande persistenza aromatica.  Al retrogusto, ritornano le note floreali, fruttate e speziate. Con Over 40, Luigi Barile ha trovato l’armonia desiderata. Personalità e carattere unici che la pongono di diritto nel Ghota dei distillati. 

 

LA GRAPPA INCONTRA I DISTILLATI EUROPEI

 

 

Sabato 17 novembre un evento per scoprire lo “spirito” d’Europa

Che cosa rende la Grappa italiana un’acquavite unica in Europa? Che differenza c’è fra la Grappa Italiana e l’Eau-de-vie de Marc Francese? E fra il Corn tedesco e il Whisky scozzese?

 

A queste domande risponderemo sabato 17 novembre2018 presso lePoli Distillerie a Schiavon (VI),  dalle ore 10 alle ore 18.00attraverseremo l’Europa in un viaggio sensoriale alla scoperta dei distillati rappresentativi di ogni nazione, fra cui Cognac, Armagnac, Brandy, Calvados, Whisky, Vodka, Gin, Kirsh, Corn, Akvavit, Slivovitz, Rakija etc.

Sarà possibile visitare il Poli Museo della Grappa e la distilleria, che per l’occasione si trasformerà in una tasting room unica nel suo genere, con oltre 50 tipologie di distillati da conoscere e degustare.

 

Esperti del settore accompagneranno gli ospiti lungo un percorso di degustazione comparata per raccontare come in una goccia di acquavite siano racchiusi il carattere di un popolo e lo spirito di un territorio.

Guideranno le degustazioni: 

Roberto D’Alessandro– formatore e spirit ambassador 

Giampaolo Giacobbogiornalista esperto di distillati 

Jacopo Poli– distillatore e titolare Poli Distillerie

Claudio Riva– presidente e fondatore Whisky club Italia, divulgatore ed esperto di Whisky

Davide Terziotti– fondatore Whisky club Italia, autore di libri sui distillati e del blog “Angel’s Share” 

L’evento “la Grappa incontra i distillati europei” fa parte del calendario della Settimana della Cultura d’Impresa, organizzata da Museimpresa e dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, iniziativa istituita dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea, e promosso dal MIBAC.

 

Ingresso a pagamento, prenotazione obbligatoria:

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-grappa-incontra-i-distillati-europei-51209973409

 

POLI DISTILLERIE – via Marconi 46, 36060 Schiavon (VI)

Ufficio Stampa: Lorna Geremia Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.– 

tel. 0444 665 007 - www.poligrappa.com

 

DISTILLERIE APERTE 2018 ALLE POLI DISTILLERIE: ARRIVA LA VACA MORA

 

 

 

Tutti in carrozza: arriva la Vaca Mora!

 

Per la famiglia Poli, come per molti vicentini, i ricordi della propria infanzia odorano di carbone: stiamo parlando della “Vaca Mora”, lo storico trenino a vapor passava sbuffando anche per Schiavon. 

Domenica 7 ottobre, in occasione della XXII° edizione di Distillerie Aperte, alla Poli Distillerie sarà possibile “assaporare” l’atmosfera di quel periodo, in un simbolico tributo al treno che ha cambiato la storia del nostro territorio. 

Era il 1885 quando GioBatta Poli aprì l’osteria “Al Cappello” vicino a quella che sarebbe diventata la stazione di Schiavon. I passeggeri aspettavano la Vaca Morasorseggiando un goccetto di quell’amaro preparato mettendo in infusione erbe, scorze di frutti e radici. A volte entrava anche il macchinista….

Qualche goccetto dopo, nel 1898, dietro ai locali dell'osteria sorse la Poli Distillerie.

A distanza di 120 anni, reinterpretiamo l’amaro del macchinista presentando un drink creato per l’occasione: il “Vaca Mora choo choo”, preparato con l’amaro della famiglia Poli. 

Anche le caldaiette sbufferanno per l’intera giornata, gli ospiti potranno vedere da vicino come si distilla la Grappa in modo artigianale con uno dei più antichi alambicchi ancora funzionanti in Italia.

Vi aspettiamo il 7 ottobre, dalle ore 10.00 alle 18.00, alle Poli Distillerie di Schiavon,per un viaggio con la fantasia a bordo dello storico treno a vapore. Ingresso gratuito.

 

 

https://www.poligrappa.com/ita/distillerie-aperte.php

 

POLI DISTILLERIE – via Marconi 46, 36060 Schiavon (VI)

Ufficio Stampa: Lorna Geremia Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

tel. 0444 665 007 - www.poligrappa.com

MISCELATORE RECORD 2018: IL 18 OTTOBRE LA FINALE E LA GRAN SERATA FUTURISTA AL MUSEO NAZIONALE DELL'AUTOMOBILE DI TORINO

 

 

 

 

Ecco le 10 polibibite in gara

 

La Gran Serata Futurista, nel corso della quale sarà eletto il Miscelatore Record 2018, si svolgerà il 18 ottobre prossimo a partire dalle 18 al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino.
Per la prima volta la finale della competizione sarà aperta al pubblico che potrà accedere gratuitamente (previa registrazione http://eventitobe.it/tobe/futurismo/), assistere alle preparazioni, degustare le polibibite in concorso servite dagli stessi miscelatori in gara e assegnare la propria prefenza.

 

Ecco le dieci polibibite (cocktail) formulate dagli altrettanti creativi miscelatori (barman) che accedono alla finale della competizione Miscelatore Record Nazionale 2018: Lo Stuzzicatore di Palmerino Bussolo (Password Speakeasy / Password Bartender School - Castel Frentano, Chieti); Il Sensazionale realizzato con la S.P.O.S.A. di Valerio Dussich(Bologna); Dai su alzati da giù di Marco Fedele (Botaniko, Roma); Il bene del Futurismo di Michele Guagliardo (Il Roma, Ravenna); E adesso (b)pasta!!!! di Luca Menegazzo (Estremadura Café di Verbania); Cif-Ciaf di Luca Roatta (Relais Cuba Chocolat, Cuneo);  È pronto! Nonna Italia’s Bruschetta di Massimo Stronati (Vina Enoteca, Palo Alto, California);  Gli intelletti di Marinetti di Valerio Trentani(Alchimia, Milano); Lelettrodisiaca di Salvatore Vita (Osteria la Carbonara dal 1906, Roma); L’inverno di Giacomo Agostini di Simone Zani (Riserva del Grande / Bar Keeper School, Brescia).

 

La competizione inizierà alle 19 e sarà preceduta da un seminario introduttivo al tema della Miscelazione Futurista. 
Oltre al voto della giuria tecnica (Roberto Bava, AD di Cocchi, Fulvio Piccinino, barman ed esperto di Miscelazione Futurista, Rossella De Stefano, direttore di Bargiornale, Nerina Di Nunzio, direttore IED Roma, Cinzia Ferro, Miscelatore Record Nazionale 2016 e Mirko Turconi, bar Manager Piano 35 Lounge Bar), che eleggerà ilMiscelatore Record Nazionale 2018, si darà spazio dunque al gusto e al voto di unagiuria popolare di cui tutti potranno fare parte e che assegnerà un proprio premio.

 

Ognuno dei finalisti avrà a propria disposizione una postazione dove preparerà la sua polibibita e che potrà personalizzare coerentemente con il tema della miscela stessa: la creatività infatti è come sempre uno dei criteri di valutazione principali insieme alla tecnica e all’ottemperanza alle regole enunciate nel NeoManifesto della Miscelazione Futurista.

 

Uno stile di miscelazione spettacolare, che esalta i prodotti della liquoristica storica nazionale, preparazioni che si trasformano in performance uniche e irriverenti, miscele bizzarre, sorprendenti e provocatorie, vere e proprie opere d’arte temporanee concepite per suscitare emozioni, riflessioni, commenti e azioni: questa è la Miscelazione Futurista e questi gli ingredienti che rendono imperdibile l’appuntamento torinese del 18 ottobre.
La partecipazione all’evento è gratuita e aperta a tutti previa registrazione a questo link:
http://eventitobe.it/tobe/futurismo/ fino a esaurimento dei posti disponibili.

 

“Un ‘Futurismo da bere’ - sottolinea Roberto Bava, amministratore delegato di Cocchi - che celebri  la velocità e l’abilità di rendere la Miscelazione Futurista fruibile e comprensibile a un pubblico ‘profano’: il miscelatore che meglio riuscirà in questo compito è quello che otterrà il titolo di Miscelatore Record Nazionale 2018”.

 

TORINO FUTURISTA- Torino, che con le sue architetture industriali e la sua cucina fu città d’elezione per il movimento futurista, si conferma per il terzo anno conseuctivo capitale della Miscelazione Futurista: “Il rinnovamento architettonico futurista, con il suo carico iconoclastico, prese vita a Torino – dice Fulvio Piccinino, barman ed esperto, autore del volume “La Miscelazione Futurista” -. La città immaginata dai due geniali architetti futuristi Antonio Sant’Elia e Mario Chiattone ebbe la sua applicazione con la Fiat Lingotto, la nuova via Roma e la Torre Littoria che fu teatro anche dei primi voli, del primo circolo aereonautico che vedeva fra i fondatori Cinzio Barosi, fervente futurista autore della polibibita Avanvera. Ma la rivoluzione futurista a Torino si realizzò sotto altre sembianze, quelle della Cucina, estesa anche al mondo del bere, considerata da Marinetti come l’Ottava Arte”.

 

IL MUSEO NAZIONALE DELL’AUTOMOBILE DI TORINO è uno dei musei automotive più famosi al mondo. Custode di una collezione tra le più rare e interessanti nel suo genere, con oltre 200 vetture originali di 80 marche diverse, il MAUTO è un viaggio lungo un secolo attraverso la storia dell’automobile per raccontare la sua evoluzione da mezzo di trasporto a oggetto di culto. Non manca una sezione futurista:FERVORE MECCANICO DEL NOVECENTO è la sezione del percorso museale interamente dedicata al Futurismo. Un’istallazione multimediale suggestiva restituisce la sensazione del fervore meccanico che animava quegli anni e approfondisce la storia di uno dei movimenti culturali più interessanti del 1900.


IL PROGETTO- L’iniziativa della competizione, unica nel suo genere, prosegue idealmente il progetto iniziato quattro anni fa con la pubblicazione del volume La Miscelazione Futurista. Polibibite: la risposta autarchica italiana ai cocktail degli anni Trenta (prima edizione 2014) a cura di Fulvio Piccinino, inserito tra i 10 migliori libri di miscelazione al mondo al Tales of the Cocktail di New Orleans e ristampato in un’edizione arricchita nel 2016. Alla pubblicazione del volume si è affiancata un’intensa attività di seminari sulla miscelazione futurista a partire dall’autunno 2014 in Italia e nel mondo.


I PARTNER - Al progetto futurista hanno preso parte in questi anni insieme a Cocchi anche Alpestre, Campari, Fabbri, Luxardo, Nardini, Pallini, Strega, Tassoni e Vecchia Romagna.

Marianna Natale – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

ANAG FESTEGGIA il 40° ANNIVERSARIO

 

Compleanno partecipato ad Asti per l’associazione Assaggiatori grappa e acquaviti

La grappa piace e conquista nuovi appassionati nei 40 anni Anag

                                            

Asti. E’ stato un compleanno spiritoso e partecipato quello che Anag, Assaggiatori grappa e acquaviti ha festeggiato lo scorso weekend ad Asti, dove è nata il 29 settembre 1978, unendosi al ricco programma della Douja d’Or. A spegnere le candeline insieme ai numerosi assaggiatori Anag arrivati da tutta Italia, sono state istituzioni locali, distillatori, rappresentanti del mondo spiritoso a livello nazionale e semplici appassionati pronti a scoprire il mondo di grappa e distillati con la “cultura del buon bere” che Anag promuove da 40 anni in tutta Italia. Un concetto ribadito anche dalla presidente federale di Anag, Paola Soldi che ha ricordato l’impegno dell’associazione per “far comprendere soprattutto ai giovani l’importanza del bere in modo consapevole, guardando la qualità di cosa si beve e non la quantità. Anag è un’associazione di nicchia, ma vogliamo crescere per contribuire a valorizzare la grappa come eccellenza tipicamente italiana”.A salutare i 40 anni di Anag accogliendola nella città natale di Asti sono stati il sindaco, Maurizio Rasero, e il presidente della Camera di Commercio, Renato Goria, presenti alla due giorni spiritosa che ha accompagnato il compleanno dell’associazione.

 

 

 

La prima giornata è stata dedicata al convegno “Grappa e Anag: 40 anni insieme, quante cose sono cambiate, dalla tradizione alla miscelazione”, con gli interventi di Alessandro Soldatini, presidente del Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo e Bruno Lo Cicero, esperto di marketing e comunicazione, che ha ripercorso la comunicazione di prodotti spiritosi nel corso degli ultimi decenni. Insieme a loro anche Umberto Signorini, imprenditore milanese trasferitosi in Monferrato per promuovere l’agricoltura sostenibile, e Bruno Penna, giornalista, scrittore e autore del libro “La grappa nello shaker” insieme a Fulvio Piccinino. La chiusura è stata affidata ad Antonio Marteddu, barman AIBES che ha confermato l’interesse dei visitatori della Douja d’Or per la prima edizione dei cocktail spiritosi.  

 

Le celebrazioni vere e proprie si sono svolte nella seconda giornata, con il saluto iniziale di Cesare Mazzetti, presidente della sezione acquaviti di Assodistil e vicepresidente dell’Istituto Nazionale Grappa sul tema dell’evoluzione del prodotto grappa dal punto di vista dei distillatori e sul ruolo di Anag nell’assaggio esperto e guidato dei prodotti spiritosi. La festa è, poi, entrata nel vivo con la consegna di targhe celebrative ai soci fondatori di Anag e ai loro eredi, ai presidenti onorariPierantonio Zanoni e Silvano Facchinetti, assente alla giornata e alle 66 grappe e acquaviti che hanno vinto la 35° edizione del Premio Alambicco d’Oro 2018 aperta da quest’anno anche al Brandy, oltre al premio speciale “Il vestito della Grappa” dedicato al design della bottiglia, prima del tradizionale taglio della torta. I risultati del Premio Alambicco d’Oro sul sito www.anag.it.

 

 

 

I 40 anni di Anag sono stati festeggiati anche con “Grappe in Douja”, banco di assaggio che durante la manifestazione astigiana ha unito le grappe vincitrici del Premio Alambicco d’Oro 2018 e quelle selezionate dal Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa del Barolo, oltre alla possibilità di gustare i cocktail spiritosi preparati dai barman di Aibes Piemonte. I numeri diffusi dalla Douja d’Or parlano di 1.405 bicchieri di grappa e 586 cocktail a base del distillato 100 per cento italiano. Oltre alle degustazioni, la grappa è stata protagonista di abbinamenti spiritosi curati dai “colleghi” di Anag all’interno del GIA, Gruppo Italiano Assaggiatori con frutta, miele, formaggi e aceto balsamico tradizionale di Modena, che ha riscosso particolare successo e interesse. Un successo destinato a crescere, come Anag.

 

  

Veronica Becchi

GRAPPERIE APERTE 2018, DOMENICA 7 OTTOBRE E’ FESTA IN 18 DISTILLERIE ITALIANE

 

 

Sei le regioni interessate dalla manifestazione dell’Istituto Nazionale Grappa. Dall’Alto Adige, Lombardia e Veneto le adesioni più numerose 

 

Manca una settimana alla giornata di Grapperie Aperte 2018: domenica 7 ottobre dalle 10 alle 18 si rinnova l’appuntamento organizzato dall’Istituto Nazionale Grappa, ormai immancabile per gli appassionati che quest’anno troveranno ad attenderli un insolito abbinamento, quello tra caffè e grappa. Due abitudini da fine pasto tipicamente italiane, un binomio che invita a godere del lato slow della vita quotidiana, due elementi che conducono alla condivisione di momenti, di spazi, di gusti e di socialità.

 

Sei le regioni interessate dalla quindicesima edizione della manifestazione: Alto Adige, Lombardia e Veneto i territori più rappresentati con quattro distillerie ciascuno, seguiti dalla Toscana con tre, dalla Valle d’Aosta con due e dall’Emilia Romagna con una sola distilleria. Filo conduttore per tutti, le visite guidate e le degustazioni di distillati in abbinamento col caffè, tuttavia ogni distilleria propone programmi personalizzati (dettagli e indirizzi al sito www.istitutograppa.org) che spaziano dalle visite in luoghi storici come i masi in quota dell’Alto Adige ai percorsi enogastronomici e all’assaggio del caffè in grolla nelle distillerie della Valle d’Aosta, passando per un ampio spettro di iniziative selezionate da ciascuna distilleria per meglio contestualizzare la propria offerta per la giornata.

Anche per questa edizione l’Istituto Nazionale Grappa rinnova l’invito a partecipare al contest fotografico su Facebook e Instagram legato alla manifestazione. Il tema su cui verterà il contest è appunto l’abbinamento tra grappa e caffè, inteso nella sua accezione più ampia. Il tema su cui verterà il contest è appunto l’abbinamento tra grappa e caffè, inteso nella sua accezione più ampia. I partecipanti potranno scattare foto a personaggi significativi del mondo della distillazione, a strumenti di lavoro, agli impianti di produzione o alle barricaie, all’abbinamento proposto o semplicemente alle occasioni di consumo, con richiami al legame tra distilleria, territorio ed emozioni. Per partecipare sarà sufficiente pubblicare la foto sui già citati social network utilizzando l’hashtag #nomegrapperia accanto a #grapperieaperte2018. Il migliore scatto sarà premiato con la pubblicazione della foto a corredo della comunicazione ufficiale dell’Istituto Nazionale Grappa – con citazione dei credit dell’autore che diventerà in questo modo testimonial in prima persona della giornata e della cultura della grappa.





Ufficio Stampa Grapperie Aperte
Marte Comunicazione 

MISCELATORE RECORD 2018: IL MUSEO NAZIONALE DELL'AUTOMOBILE DI TORINO OSPITERÀ LA GRAN SERATA FUTURISTA

 

Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un'automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un'automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Nike di Samotracia”; “Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita”.
Sono due tra i primi articoli del Manifesto del Futurismo, scritto da Filippo Tommaso Marinettie pubblicato in prima pagina su Le Figaro nel febbraio 1909.

Proprio in un filologico omaggio al binomio “Futurismo e automobile” sarà il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino a ospitare, giovedì 18 ottobre prossimo, la finale della terza edizionedel concorso Miscelatore Record Nazionale organizzato da Cocchi con altre case storiche della liquoristica storica italiana.

La Gran Serata Futurista che eleggerà il Miscelatore Record Nazionale 2018 sarà per la prima volta nella storia della competizione aperta al pubblico e affiancherà a una giuria tecnica una giuria popolare, nell’intento di portare il Futurismo fuori dalle accademie, dalle biblioteche e direttamente nei Quisibeve (bar) e nei ritrovi ove si cerca sollievo alla fatica quotidiana. 

“Un ‘Futurismo da bere’ - sottolinea Roberto Bava, amministratore delegato di Cocchi - che celebri l’abilità di rendere la Miscelazione Futurista fruibile e comprensibile a un pubblico ‘profano’: il miscelatore che meglio riuscirà in questo compito è quello che otterrà il titolo di Miscelatore Record Nazionale 2018”.

Il Miscelatore Record Nazionale 2018 sarà eletto tra i dieci Miscelatori futuristi più creativi, che avranno proposto la polibibita (cocktail) in grado si valorizzare al meglio questo stile decisamente italiano di miscelazione.
Ognuno dei finalisti avrà a propria disposizione una postazione dove preparerà la sua polibibita e che potrà personalizzare coerentemente con il tema della polibibita stessa: la creatività infatti è come sempre uno dei criteri di valutazione principali insieme alla tecnica e all’ottemperanza alle regole enunciate nel NeoManifesto della Miscelazione Futurista.  Ogni polibibita dovrà dunque essere presentata in due versioni: una completa di decorazioni per la giuria tecnica e una più semplice e facilmente replicabile per essere degustata dalla giuria popolare.

C’è tempo fino al 14 settembre per ideare e iscrivere la propria polibibita al concorso.

 

TORINO FUTURISTA - Torino, che con le sue architetture industriali e la sua cucina fu città d’elezione per il movimento futurista, si conferma per il terzo anno conseuctivo capitale della Miscelazione Futurista: “Il rinnovamento architettonico futurista, con il suo carico iconoclastico, prese vita a Torino – dice Fulvio Piccinino, barman ed esperto, autore del volume “La Miscelazione Futurista” -. La città immaginata dai due geniali architetti futuristi Antonio Sant’Elia e Mario Chiattone ebbe la sua applicazione con la Fiat Lingotto, la nuova via Roma e la Torre Littoria che fu teatro anche dei primi voli, del primo circolo aereonautico che vedeva fra i fondatori Cinzio Barosi, fervente futurista autore della polibibita Avanvera. Ma la rivoluzione futurista a Torino si realizzò sotto altre sembianze, quelle della Cucina, estesa anche al mondo del bere, considerata da Marinetti come l’Ottava Arte”.


IL PROGETTO - L’iniziativa della competizione, unica nel suo genere, prosegue idealmente il progetto iniziato quattro anni fa con la pubblicazione del volume La Miscelazione Futurista. Polibibite: la risposta autarchica italiana ai cocktail degli anni Trenta (prima edizione 2014) a cura di Fulvio Piccinino, inserito tra i 10 migliori libri di miscelazione al mondo al Tales of the Cocktail di New Orleans e ristampato in un’edizione arricchita nel 2016. Alla pubblicazione del volume si è affiancata un’intensa attività di seminari sulla miscelazione futurista a partire dall’autunno 2014 in Italia e nel mondo.

I PARTNER - Al progetto futurista hanno preso parte in questi anni insieme a Cocchi anche Alpestre, Campari, Fabbri, Luxardo, Nardini, Pallini, Strega, Tassoni e Vecchia Romagna.

PRECEDENTI EDIZIONI - La competizione Miscelatore Record Nazionale è stata vinta nel 2016 da Cinzia Ferro (Estremadura Café di Verbania, polibibita “Svetta”) e nel 2017 da Elisa Favaron (Palazzo delle Misture di Bassano del Grappa, polibibita “La Sfacciata”).

 

Il MUSEO NAZIONALE DELL’AUTOMOBILE DI TORINO è uno dei musei automotive più famosi al mondo. Custode di una collezione tra le più rare e interessanti nel suo genere, con oltre 200 vetture originali di 80 marche diverse, il MAUTO è un viaggio lungo un secolo attraverso la storia dell’automobile per raccontare la sua evoluzione da mezzo di trasporto a oggetto di culto. Le automobili esposte, inserite nella spettacolare contestualizzazione scenografica creata da Francois Confino, testimoniano gli avvenimenti sportivi e sociali a cui hanno partecipato, come hanno sedotto il grande pubblico e perché alcune di esse sono diventate parte integrante della memoria collettiva del Novecento. Tra l’influenza dei movimenti artistici dello scorso secolo, le grandi innovazioni tecnologiche e il futuro della mobilità, il design è il filo conduttore che guida il visitatore attraverso le linee, gli stili e gli uomini che ne hanno determinato i cambiamenti.FERVORE MECCANICO DEL NOVECENTO è la sezione del percorso museale interamente dedicata al Futurismo. Un’istallazione multimediale suggestiva restituisce la sensazione del fervore meccanico che animava quegli anni e approfondisce la storia di uno dei movimenti culturali più interessanti del 1900: sono gli stessi protagonisti del Futurismo che si animano e raccontano il loro punto di vista, come in una grande intervista. È uno dei rari momenti di connubio tra arte e industria: sugli schermi corrono le immagini dei principali intellettuali futuristi che, all’inizio del Novecento, elessero a simbolo del loro movimento - proteso verso il futuro e la modernità - l’automobile, l’aeroplano, la motocicletta, l’ebbrezza della velocità, il gusto del rischio e dell’azzardo. l’automobile moderna prende forma: si delineano la meccanica e le forme della carrozzeria. Ma soprattutto si dimenticano dubbi e diffidenze, eleggendo il progresso a nuovo idolo, la velocità a elemento di bellezza.

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