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Liquori & Distillati

PREBUGIN - UNCONVENTIONAL GIN: L’IMPOSSIBILE DIVENTA POSSIBILE

 

Prebugin, il gin con un’anima ligure realizzato con le erbe spontanee del prebuggiún, supera i confini nazionali e approda in Svizzera

 

 

Sono passati solo pochi mesi dalla sua presentazione ufficiale e dall'ingresso nel mondo della mixology e già Prebugin - il gin dall’anima ligure - ha valicato i confini nazionali approdando in Svizzera. Sarà, infatti, possibile ritrovare questo distillato unico nel suo genere, tra le proposte del Ristorante Portofino a Conthey - nel Cantone Vallese - gestito e guidato dall’imprenditore Domenico Caprara. Una conquista frutto del lavoro e della qualità di questo prodotto, che vuole essere un omaggio al territorio e alla sua regione d’origine. Prebugin infatti è un gin unico ed autentico, realizzato con ingredienti mai utilizzati prima d’ora per un distillato, le erbe spontanee del prebuggiún solitamente impiegate in ambito culinario come ripieno dei pansoti e delle torte rustiche. Una miscela del tutto innovativa, capace di incontrare i gusti dei più fervidi appassionati e dei curiosi intenditori.

 

Prebugin, progetto autentico di valorizzazione del territorio, approda in Svizzera

Questo distillato vuole superare l’idea tradizionale del gin, proponendo qualcosa di diverso, in grado di valorizzare realmente la terra di Liguria. Prebugin è infatti realizzato con una miscela innovativa. Seguendo i canoni classici del London Dry Gin - secondo il disciplinare Olandese del 1600 - si aggiunge al distillato una nota originale e mai sperimentata prima: il preboggion o prebuggiún. Si tratta di un insieme di erbe spontanee tipiche della tradizione ligure, prima d’ora utilizzate esclusivamente in ambito culinario. Questo connubio amplia l'aromaticità e rende questo gin secco come il tipico London dry, rimanendo estremamente rotondo e duttile al palato, accontentando il gusto più ispido e deciso fino a quello più delicato e sofisticato. Il profumo del ginepro italiano è predominante, ma viene "ornato" da tutte le componenti aromatiche che le 13 erbe del prebuggiún vantano, dall'amaro al floreale all’erbaceo. È proprio per queste sue caratteristiche tipicamente liguri che Prebugin è stato scelto da Domenico Caprara, per entrare a far parte della rosa di proposte del suo Ristorante Portofino a Conthey, in Svizzera. Un ristorante che ha celebrato quest’anno i 10 anni di apertura e che vanta una cucina internazionale con influenza ligure. Grazie all’amicizia che lo lega a Matteo Crispino - uno dei soci di Prebugin insieme a Enrico Valle, Giuseppe Cabona e Daniele Giovanelli - inizia questa collaborazione affiancato anche da Sabatino Bufano, direttore commerciale dell’azienda Sferavino, importatrice di vini e prodotti italiani in Svizzera e proprietario di un altro locale nel Cantone Vallese, il Ristorante Il Gusto.

Prebugin è inoltre presente in altri rinomati locali svizzeri, quali Le Sil’O, un bar esclusivo nella città di Sion, che vanta una selezione di tutto rispetto dei migliori distillati, oppure il locale Arlequin nella stessa località. Collaborazioni e sinergie che nascono proprio grazie alla qualità del prodotto Prebugin, un distillato dal gusto intenso ed esclusivo, dai sentori particolari e unici.

 

Il packaging

Il Prebugin è un omaggio alla Liguria, evidente anche nella scelta dell’etichetta che rappresenta uno scorcio di Boccadasse a Genova. Prebugin è imbottigliato in vetro da 50 cl, con un caratteristico collarino che racconta la credenza popolare per cui il termine “Prebuggiún” si lega all'assedio di Gerusalemme quando alcuni vassalli di Goffredo di Buglione chiesero di raccogliere le erbe spontanee per preparare la minestra al loro condottiero e alle sue truppe (pro Buglionis) rimasti a corto di viveri.

 

Gli ideatori

Tre amici che hanno unito le loro competenze per questa ‘missione ligure’. Il loro obiettivo è quello di espandersi e far conoscere il prodotto legato alla tradizione regionale, in Italia e nel mondo, rendendo questo prodotto di nicchia rinomato e apprezzato. A questo trio, dallo scorso maggio si è anche unito un quarto socio, Daniele Giovanelli. Il loro motto e pilastro: “Prebugin è un gin semplice per persone uniche. Unconventional spirit”. Enrico Valle, sommelier sempre alla ricerca di nuove etichette e di persone che fanno del vino una cultura oltre ogni confine. Giuseppe Cabona, bar manager e figlio d’arte si forma tramite l’Associazione Italiana Bartender&Mixology (AIBM) con il Coordinatore nazionale Angelo Desimoni e lavora nei locali più in voga nel golfo del Tigullio. Da lui è partita la prima sperimentazione per la distillazione del Prebugin. Matteo Crispino, imprenditore viene a stretto contatto con molte realtà, piccole aziende e artigiani del territorio ligure. Quando conosce Prebugin capisce all’istante di investire nel progetto e portarlo sul mercato. Daniele Giovanelli, amico di lunga data di Enrico Valle, è la new entry tra i soci di Prebugin. Sposa a pieno il progetto, del quale condivide vision e la volontà di diffondere l’eccellenza della Liguria.

 

 

Erika Rencurosi

GIN ITALIANO: LO STATO DELL'ARTE E LA NECESSITÀ DELLA SUA TUTELA

 

A Milano, nel corso della decima edizione di The Gin Day, la principale manifestazione italiana dedicata al gin, si è svolta la tavola rotonda dal titolo Gin italiano: lo stato dell'arte e la necessità della sua tutela. All’incontro, moderato dal giornalista Stefano Nincevich, hanno partecipato Luca Pirola, organizzatore della manifestazione; Samuele Ambrosi, autore del volume “Anthologin”; Vittorio D’Alberto di Gin Italy che, insieme a Fulvio Piccinino, autore del trattato storico “Il Gin Italiano”, è tra i promotori di un disciplinare a tutela del gin italiano. Cinque i punti chiave previsti della bozza: almeno il 51% delle materie prime devono essere prodotte in Italia; l’alcol italiano al 100%; le bacche di ginepro solo dal nostro Paese e almeno un altro botanical, oltre al ginepro, di origine nazionale. Alla tavola rotonda è intervenuto Paolo Dalla Mora, che fin dall’inizio della sua avventura con Engine Gin, ha sempre fatto del rispetto dell’artigianalità e dell’autenticità italiana la sua bandiera. «La nostra azienda mette al primo posto, insieme al profitto, anche altri valori. Essere sostenibili per noi significa avere riguardo non solo dell’ambiente, ma anche dei nostri dipendenti, dei fornitori e di tutti gli stakeholder. In termini di supply chain significa lavorare con i territori, con i piccoli produttori, con gli artigiani locali. Un approccio che fa parte di un percorso intrapreso dal nostro esordio e che prevede, tra l’altro, il prossimo passaggio a società benefit e la certificazione B Corp». Prosegue il Ceo di Engine: «Dal mio punto di vista dovremmo smettere di darci battaglia in Italia e presentarci compatti e con un’idea sul mercato internazionale. Dando al gin italiano tutta la credibilità che merita. Quello che mi piacerebbe vedere è un disciplinare del gin italiano. Questo strumento ci offrirebbe l'opportunità di costruire delle sinergie, di fare sistema a livello di produttori ed essere riconosciuti a livello internazionale. Un po’ come succede per i grandi produttori del Barolo, del Barbaresco o quelli della Borgogna. Ma per essere credibili è necessario un elemento fondamentale: lo chiamo rispetto. Rispetto vuol dire definirsi italiano solo se prodotto in Italia. L’asticella va alzata. Propongo di dare dell’italiano solo al gin prodotto con almeno il 70% delle botaniche provenienti dal nostro Paese. Perché non ti puoi chiamare Gin Bibione, Riccione o Talamone solo per rubare il concetto di italianità. L’Italian sounding si sta rivelando un grosso problema anche per il settore del gin e rischia di far perdere credibilità a tutto il nostro sistema». 

Rispetto all’esplosione del fenomeno gin - si contano oggi oltre 500 marchi di gin italiani - Dalla Mora puntualizza: «Non sono neanche di quelli che storcono il naso di fronte alle aziende specializzate nella produzione di piccoli quantitativi a marchio. Quelli che “da noi puoi fare anche solo una o dieci bottiglie del tuo gin”. Se un appassionato vuole farsi produrre 100 o 10 bottiglie di gin con la propria etichetta, magari da regalare agli amici o ai clienti per Natale, non vedo quale sia il problema. Trovo anzi, che sia assolutamente giusto che esista quel tipo di mercato. Se vai dal sarto a farti un vestito sei un figo, se ti fai produrre il tuo gin allora si tratta solo di un simpatico giocattolo. È questo il paradigma da cambiare. A chi comincia (e a chi ha cominciato male) vorrei dare un consiglio: fate attenzione a cosa raccontate. La repressione frodi si è emancipata e monitora i vostri social e siti per capire l’autenticità di quello comunicate. L’italianità è il nostro più grande valore e va protetta». 

 

GIN ENGINE

ENGINE è il gin 100% italiano e biologico che, in modo del tutto inedito, unisce i metodi tradizionali artigianali e un’immagine sensuale, che trae ispirazione dal mondo dei motori e dai miti in voga negli anni ’80. Il nuovo distilled gin nasce da un’idea di Paolo Dalla Mora, imprenditore nel settore della moda, della ristorazione gourmet e degli spirits. ENGINE celebra un immaginario fatto di lattine di olii e carburanti, gare di motocross e veicoli da corsa – da sempre passione del suo ideatore –, nel ricordo dei grandi miti degli anni ‘80 come l'intramontabile Dodge Charger, l’auto ribattezzata Generale Lee nella fortunata serie tv Hazzard.

 

ENGINE è un distilled gin (42% vol.) creato in modo artigianale dai maestri distillatori in piccoli lotti e imbottigliato a mano in un piccolo laboratorio dell’Alta Langa. La sua formula, legata alla cultura italiana e piemontese, rende omaggio alla tradizione dei rosoli e dei cordiali a base di salvia e limone famosi da sempre sia come rimedi digestivi sia come pozioni per il buon umore. ENGINE è prodotto con ingredienti 100% biologici, da filiera controllata e certificata: alcol di frumento, ginepro della Toscana, salvia del Piemonte, limoni di Sicilia, radici di liquirizia della Calabria, rosa damascena fiorita in Piemonte e acqua dalle Alpi. ENGINE si contraddistingue per un carattere deciso in cui i profumi balsamici del ginepro sono completati dalle fresche note delle scorze di limone e dall’intenso profumo di salvia, su elegante sottofondo floreale; all’assaggio mantiene un’ottima corrispondenza gusto olfattiva con finale leggermente amaricante delle foglie di salvia, mentre le note dolci della radice di liquirizia danno al prodotto un bilanciamento ideale.

 

 

Camilla Rocca

GIN MARE SUPPORTER DEL SETTORE FOOD & DRINK PER GLI UNDER 30 DI FORBES

 

Per la quinta edizione italiana del progetto Under 30 di Forbes – una selezione di giovani sotto i 30 anni che con le proprie idee e il proprio talento stanno contribuendo a rivoluzionare il nostro modo di vivere, di lavorare, di divertirci e di mangiare – Gin Mare, il primo gin mediterraneo, che ha nel mondo della gastronomia e della ricerca della qualità uno dei suoi pilastri ha deciso di sostenere i talent che con il loro spirito imprenditoriale, hanno saputo portare avanti progetti innovativi intorno al mondo del cibo, beverage e ospitalità.

 

Un momento importante di tutoring nella categoria Food and Drink che ribadisce l’attenzione verso il concetto di ospitalità autentica a cui si rivolge la vision di Gin Mare che da sempre abbraccia i valori della mediterraneità che si esplicita nell’arte della convivialità ed accoglienza.

 

Gin Mare vuole così premiare i 5 giovani che si sono distinti per le loro idee con un obiettivo comune: cercare di costruire ogni giorno un futuro migliore.

 

Forbes Under 30 Food and Drink Italia:

  • Gabriele Bianchi, 26 anni – attualmente maître di sala per l’Essenziale a Firenze, oggi è considerato uno dei pochi influencer del mondo della sala e dell’accoglienza con quasi 20.000 follower
  • Andrea Lippolis, 29 anni – fonder di Feat Food, ha messo a punto un servizio di meal planning che consegna piatti sani sulla base del fabbisogno nutrizionale dell’utente
  • Edoardo Maggiori, 29 anni – founder di Sun Tzu e La Filetteria Italiana, proprietario di 12 locali a Milano nonché fondatore di Tzu Counsalting, specializzata nel mondo della ristorazione
  • Alessandro Rotolo, 27 anni – comproprietario e vicepresidente delle cantine Friulane Schioppetto e Volpe Pasini dirige il mercato mondo e l’area marketing e developement delle aziende
  • Lorenzo Sirabella, 28 anni – Chef piazzaiolo del Dry Milano. Ha ricevuto vari riconoscimenti, tra cui il premio “Giovane Pizzaiolo dell’Anno”

 

 

SPOONGROUP

DISTILLERIE BERTA AL FUORISALONE

 

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Salone del mobile 2022: annunciata la partecipazione di Distillerie Berta al Fuorisalone 

 

 Distillerie Berta porta il mondo della distilleria al Fuorisalone, tre giornate tra degustazioni e talk presso Contract Lab di Lago

 

Mombaruzzo, 31 maggio 2022 – Salone del Mobile 2022: Distillerie Berta, dal 7 giugno al 9 giugno 2022 sarà al Fuorisalone in collaborazione con Lago, presso Contract Lab in via Brera, 30.

Icona del made in Italy, della ricerca e della qualità, Distillerie Berta porta il mondo dei distillati a Milano con tre serate dedicate alla degustazione delle sue grappe più famose.

Il 7 e l’8 giugno a partire dalle 21:00 ci saranno degustazioni dei più famosi distillati Berta, per godere di un momento di svago e relax.

 

Giovedì 9 giugno, invece, dalle ore 18:00, Berta parteciperà attivamente al Contract Talk organizzato da Lago e moderato da Alessandro Muzzarelli, Amministratore Delegato di MAD051; un aperitivo di networking a tema hospitality e sostenibilità, dove interverranno: Giulia Berta, responsabile delle attività di marketing delle Distillerie Berta e Marco Adriano, Key Account Manager di Comfort Zone e dove verranno approfonditi i temi della sostenibilità e del “care” declinato nel mondo hospitality, tra il racconto di percorsi wellness ed eccellenze di prodotto che generano esperienze.

 

Martedì 7 giugno 2022:

dalle 21:30

Luogo:

Casa LAGO

Via San Tomaso, 6

20121 Milano

 

Mercoledì 8 giugno 2022:

dalle 21:00

Luogo:

Lago Store Milano Porta Nuova

Via Galileo Galilei, 14

20145 Milano

 

Giovedì 9 giugno 2022:

17:30 – 21:30

Luogo:

Contract LAB

Via Brera 30

20121 Milano

 

 

Giovedì 9 giugno l’accesso sarà garantito solo previa registrazione all’evento

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Ufficio Stampa Distillerie Berta

Spin-To. Move on to the Future

 Phone: 011 1971 2375

 Elena Abelardo

 Mobile: 349 8104132

ORO E ARGENTO PER LE GRAPPE DI CHIANTI DI DISTILLERIA DETA ALLA SPIRITS SELECTION DI BRUXELLES

 

Distilleria Deta fa il pieno di medaglie alla Spirits Selection di Bruxelles, uno dei concorsi mondiali più prestigiosi per i distillati. La Grappa di Chianti Classico e quella di Chianti Classico Riserva conquistano, rispettivamente, la medaglia d’oro e quella d’argento confermandosi nell’olimpo degli Spirits Made in Italy, che si sono aggiudicati in totale 57 medaglie. 

 

L’oro e l’argento conquistati a Bruxelles da Distilleria Deta. I giudici internazionali sono rimasti particolarmente colpiti dalle Grappa di Chianti classico giovane e Riserva prodotte con vinacce di vitigni Sangiovese, Canaiolo, Colorino e Malvasia nera utilizzate per la produzione di Chianti Classico. Alla Grappa di Chianti Classico è stato conferito l’oro ed è stata apprezzata per il colore limpido e perfettamente penetrabile e all’olfatto per l’intensità e la tipicità dei vitigni caratteristici, contraddistinti da sentori floreali di rosa canina. Alla Riserva affinata 18 mesi in botti di rovere è andata la medaglia silver per l’eleganza e la morbidezza. Il legno si ritrova nel colore e nella rotondità al palato.

 

Orgogliosi delle nostre grappe prodotte dalle migliori vinacce. “Anche per questo anno le medaglie ottenute alla Spirits Selection di Bruxelles - commenta Francesco Montalbano, direttore generale di Distilleria Deta - ci confermano quanto sia importante il legame tra la nostra azienda  e il nostro territorio: il Chianti Classico, una delle aree al mondo più vocate dal punto di vista enologico. Da sempre selezioniamo per le nostre grappe e per i nostri distillati le migliori vinacce e i risultati internazionali degli ultimi anni ci stanno dando ragione. Siamo orgogliosi di far parte delle aziende italiane che a questa edizione di Bruxelles confermano quanto gli Spirits Made in Italy stiano crescendo. La nostra forza è quella di produrre eccellenza e  di avere alle spalle una storia di oltre 60 anni che ci permette di competere con i ‘nomi più blasonati’ del panorama nazionale e mondiale”.

Massimo Gorelli 

PIER LUIGI BERSANI, PIER CARLO PADOAN E IL MAESTRO GIUSEPPE VESSICCHIO TRA I PREMIATI DELLA CORPORAZIONE ACQUAVITIERI ITALIANI

 

Si è tenuta il 27 maggio 2022 la XXIII° cerimonia di investitura della Corporazione degli Acquavitieri Italiani nata grazie alla famiglia Berta

 

 

A ricevere questo prestigioso riconoscimento sono stati quest’anno: Carbone Marco, Demartini Eugenio, Caretti Paolo, Maraschio Nicoletta, Odorizzi Eleonora, Miserocchi Andrea, Damini Bruno, Bettini Simone, Stallone Tiziana, Mancuso Laura, González Pablo Andrés, Stellini Cristian, Bersani Pier Luigi, Padoan Pier Carlo, Pulito Maria Antonietta, Vessicchio Giuseppe, Rogna Lorenzo, Pisanti Aniello, Righi Luciano, Lavelli Massimo, Roggero Nicola e Garbarino Francesco.

L’annuale appuntamento dedicato alla Corporazione degli Acquavitieri Italiani organizzato da Distillerie Berta, si è tenuto il  27 maggio nelle cantine di invecchiamento della famiglia a Casalotto di Mombaruzzo. Durante la cerimonia di investitura, la Corporazione ha premiato Dame e Cavalieri che hanno saputo distinguersi nel loro ambito professionale. L’investitura è avvenuta in un’atmosfera suggestiva, capace di rievocare la storia secolare di questo distillato, alla presenza di rappresentanti dell’imprenditoria italiana, della moda, del giornalismo e dell’arte.

Per volontà della famiglia Berta, in particolare grazie ai fratelli Gianfranco ed Enrico Berta,  il 29 maggio 2004 nasce la Corporazione degli Acquavitieri Italiani, un’associazione che senza fini di lucro si propone di riunire persone che con il loro lavoro e la loro arte rendano onore al territorio italiano e al suo prodotto di qualità. Durante la prima cerimonia detta il 1° Capitolo degli Acquavitieri, è stato nominato il primo nucleo di Cavalieri e Dame. 

 

 

Attraverso una storia ormai pluriennale la Corporazione ha già acquisito partecipazioni eccellenti e ha favorito collaborazioni di immagine col tartufo bianco d’Alba, con la storia di chi ha inventato il Barolo, con l’alta ristorazione internazionale, con la maestria dei sigari, con il mondo della cultura, dello spettacolo, dell’economia e della politica. Ha favorito rapporti internazionali, non solo in Europa, ma anche in America e in Asia, ponendo le basi di future collaborazioni non solo commerciali, ma anche socioculturali con Paesi come il Giappone. La vita della Corporazione continua e diffonde l’arte antica della distillazione, mentre stimola la cultura del gusto richiamando l’attenzione dei cuochi contemporanei sull’impiego della grappa in cucina, facendo aderire i grappaioli storici delle varie regioni italiane. Gli scopi e le finalità della Corporazione sono riscoprire, conservare ed esaltare usi costumi e tradizioni del territorio italiano; valorizzare i distillati ed i prodotti tipici del territorio italiano; operare per l’incremento dell’enoturismo, la salvaguardia del patrimonio culturale storico e gastronomico del territorio italiano; sviluppare amicizie e solidarietà fra i suoi Associati e mantenere contatti con le altre Confraternite italiane e straniere.

 

Alle Dame e ai Cavalieri è riservato il privilegio di partecipare alle occasioni conviviali della Confraternita e gli è richiesta una partecipazione festosa e attiva al lavoro della Corporazione, che intende essere una grande solidale amichevole unione di persone che amano il gusto, la qualità della vita, la cultura partecipata e in particolare amano i valori del territorio italiano e della sua gente.

 

Elena Abelardo

IL NUOVO TREND DELL’ESTATE 2022? E’ GRAPPA PROSECCO ICE

 

La prima grappa creata per essere goduta ghiacciata. Roberto Castagner «Chi ama il Prosecco, ama anche il suo spirito»

 

Prosecco ICE, l’unica grappa che si beve ghiacciata, è la nuova tendenza dell’estate 2022. Parte dal litorale veneto il Prosecco ICE on tour, un viaggio nei locali più alla moda e nelle spiagge italiane più frequentate, alla scoperta della rivoluzionaria grappa bianca della distilleria veneta Castagner, da consumare rigorosamente sotto zero.

 

La distilleria di Vazzola ha sempre avuto nel suo dna uno spirito innovativo e la capacità di anticipare le tendenze del mercato. La proposta dalle grappe barricate si sposta ora sulla grappa bianca con l'obiettivo di rivoluzionarne i consumi. «Chi ama il Prosecco - commenta Roberto Castagner - ama anche il suo spirito da gustare rigorosamente ghiacciato. Provate questa nuova emozione, una vera rivoluzione nel mondo dei distillati».

 

«Quest’estate godiamocela ghiacciata», è lo slogan che accompagna il tour di Grappa Prosecco ICE Castagner. Prodotta da uve Glera, le stesse che vengono utilizzate per il più famoso spumante al mondo, il Prosecco, unisce uno dei fenomeni enologici mondiali del momento a nuove modalità di consumo.

 

Da oggi la grappa ha un’anima giovane. Castagner, uno dei nomi più celebri e importanti per i distillati di qualità, ha trovato la maniera per valorizzare il distillato italiano per eccellenza cambiando il modo di berlo e scegliendo di stupire. Grappa Prosecco ICE è stata creata per essere servita ghiacciata: il freddo non affievolisce i suoi aromi, ma al contrario li esalta, rendendola più gradevole e versatile.

 

La purezza è il tratto distintivo della nuova grappa. «“Bucce Pure” - spiega Castagner - è, infatti, l’innovativa tecnologia che da qualche anno impieghiamo per la separazione del vinacciolo e del pedicello dalle bucce delle uve Glera, per distillare appunto solo la buccia dell'uva e ottenere un prodotto più morbido e pulito. Eliminando le parti legnose che contengono i tannini, si ottengono risultati straordinari in termini di maggior purezza e digeribilità della grappa».

 

Finissima e pura con un profumo leggero e fruttato, Grappa Prosecco ICE Castagner rimanda alle note tipiche del Prosecco come pera, mela, albicocca, pesca e mandorla. È ricca di note floreali primaverili quali sambuco e mimosa. Al palato è morbida, fine e vellutata, leggera e fresca seppur sapida e persistente. Ideale per un party estivo o come raffinato intermezzo in una cena di pesce, è ottima in accompagnamento al dessert o per un twist insolito sul gelato o sulla macedonia di frutta.

 

«Se Grappa Prosecco ICE vi ha incuriosito - conclude Castagner - non resta che provarla. La trovate nei migliori locali, ma anche nei supermercati. Due sono i formati: 70 cl per bar, enoteche e ristoranti e 50 cl per la grande distribuzione».

 

 

Lina Pison

IL MIGLIOR AMARO AL MONDO È AMARO AMARA


Il liquore siciliano a base di Arancia Rossa IGP   trionfa ai World Liqueur Award 2022 

 

L'autorevole competizione mondiale ha assegnato il titolo mondiale assoluto per la sua categoria. È siciliano il miglior amaro del mondo a dirlo è l'autorevole competizione mondiale World Liqueur Awards che ha assegnato ad Amaro Amara il titolo mondiale assoluto, il riconoscimento più alto per la sua categoria.

Nel corso degli anni nessun amaro siciliano è mai arrivato così in alto, grande è la soddisfazione per Edoardo Strano, che nove anni fa trasformò in realtà il sogno di creare un amaro artigianale realizzato solo con scorze di Arancia Rossa di Sicilia IGP e erbe spontanee dell'Etna. "Un riconoscimento che arriva dopo due anni difficili - racconta l'imprenditore - ma in cui non abbiamo mai fatto compromessi sulla qualità. Questo oggi ci viene riconosciuto, a testimonianza che con il lavoro e l'impegno si può arrivare ovunque. È un vero orgoglio ricevere un premio così importante che ci aiuta a realizzare il nostro obiettivo più alto: raccontare la bellezza e l'autenticità del territorio agricolo etneo nel mondo."

Oggi Amaro Amara entra ufficialmente nell'Olimpo della liquoristica italiana. 
Le arance rosse di Sicilia che crescono baciate dal sole ai piedi dell’Etna sono le protagoniste indiscusse di Amaro Amara, ingrediente inebriante che con il suo intenso profumo ha sbaragliato la concorrenza alla competizione mondiale.  
La ricetta segreta, la piccola cantina, le mani esperte dei pochi dipendenti e la preziosa infusione ne assicurano l’artigianalità e suggellano un patto di fedeltà tra il territorio e il bicchiere, siglato ogni giorno con l’inconfondibile ceralacca rossa che celebra l’autentica artigianalità siciliana su ogni bottiglia di Amara.

 

 

Alice  Sagona

 

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