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SAN VALENTINO INNAMORATI A CAMOGLI 2017

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Ecco le 20 selezionate della Rassegna di Poesie d'Amore SAN VALENTINO … INNAMORATI A CAMOGLI 2017

 

SAN VALENTINO INNAMORATI A CAMOGLI 2017

30° edizione

Promosso da Associazione Commercianti e Operatori Turistici di Camogli

con il Comune di Camogli

E il patrocinio

Regione Liguria

Agenzia Regionale PromozioneTuristica “in” Liguria

Camera di Commercio di Genova,

CIV Centro Storico e Pro Loco.

 

Da trent’anni Camogli festeggia gli innamorati

SAN VALENTINO … INNAMORATI A CAMOGLI è una manifestazione giunta ben alla sua Trentesima edizione. Iniziativa  d’immagine e di promozione turistica, nel corso del tempo è riuscita a coinvolgere tutti i comparti economici, commerciali e turistici della città, dando vita a molteplici inziative d’intrattenimento.

Importante attrattiva è il Piatto collezione di San Valentino dato in omaggio dai ristoratori, ogni anno con un’ immagine diversa, tanto da aver innescato nel corso del tempo una vera e propria mania da collezionismo, portando gli interessati a dare vita anche ad uno scambio di piatti fra appassionati di questi pezzi, molti dei quali ormai considerati introvabili.

Notevoli anche gli eventi culturali che attirano l’attenzione di migliaia  di artisti, poeti, letterati, scrittori, pittori, fotografi, appassionati del bello, dell’amore, innamorati di Camogli.

Fra questi, particolare importanza assume proprio la Rassegna di Poesie d’Amore, divenuta nel corso degli ultimi anni, una fra le più seguite dai poeti.

 

Circa settecento le opere arrivate per la Rassegna di Poesie d’Amore

Ecco le 20 selezionate

della Rassegna di Poesie

SAN VALENTINO … INNAMORATI A CAMOGLI 2017

Ben 700 quest’anno le poesie arrivate  da tutte le regioni d’Italia ma tante anche dall’estero: Montreal - Canada,  Riyadh – Arabia Saudita, Liverpoolo – Inghilterra, ma anche Bosnia Herzegovina, Australia, Spagna,  per partecipare alla Rassegna di Poesie d’Amore, emanata nell’ambito di San Valentino … innamorati a Camogli, che negli ultimi anni è cresciuta d’importanza calamitando tanta attenzione da un così qualificato target di utenti.

Una giuria accreditata ne deve selezionare venti e fra queste assegnare il Premio Speciale Critica.

Fra le centinaia di poesie pervenute in seguito al Bando emanato dal Comune di Camogli, le 20 selezionate vengono stampate su grandi e coreografici striscioni che da sabato 4 a domenica 19 febbraio 2017 saranno esposti lungo il molo e le piazzette panoramiche di Ruta e San Rocco di Camogli, luoghi particolarmente romantici ed affascinanti.

Il pubblico potrà esprimere le proprie preferenze sabato 11 e domenica 12 febbraio fino alle ore 15,00 presso la casa dell’ASCOT sul lungomare; alle ore 16,00, presso il Foyer del Teatro Sociale avverranno le premiazioni. Le tre poesie più votate dal pubblico riceveranno l’esclusivo Piatto collezione San Valentino … innamorati a Camogli 2017, mentre agli autori delle 20 poesie scelte verrà consegnato l’attestato di “Opera selezionata”.

PREMIO SPECIALE CRITICA: Una giuria accreditata assegna inoltre il “Premio Speciale” ad una delle poesie delle 20 selezionate: il suo autore riceverà in premio un week end a Camogli con cena presso uno dei ristoranti di San Valentino a Camogli oltre ad una visita personalizzata guidata dal direttore nell’affascinante Abbazia di San Fruttuoso (costruita tra il X e il XIII secolo, restaurata e aperta al pubblico dal FAI – Fondo Ambiente Italiano dal 1988, un  luogo magico immerso nella natura, raggiungibile esclusivamente via mare o attraverso i sentieri del Parco di Portofino).

 

Di seguito le 20 poesie selezionate con le sigle degli autori e la provenienza geografica.

AL MIO VALENTINO di Dell’Anna Anna Maria (Vecchiano - Pisa)

AMORE A SAN FRUTTUOSO di Lorenza Bianchi (Bergamo)

AMORE SUI TETTI di Alessandro Ranieri Guida ( Roma)

AMORE di Francesca Moreschini ( Marone lago D’Iseo - Brescia)

BARUFFE AMOROSE di Guido Di Sepio (Roma)

BUON COMPLEANNO di Michela della Porta (Nocera Inferiore - Salerno)

COSA NON È L’AMORE di LUCIA CABELLA (Genova)

IL BICCHIERE DELLA SERA di Patrizia Vallavanti (Caorso - Piacenza)

IL CICLO DELLA’ AMORE di Bruno Bianco (Montegrosso D’Asti - Asti)

INATTESO di Alessandro Graziani ( Forlì – Forlì Cesena)

INTRECCIATE MANI di Monica Schiaffini ( Sestri Levante - Genova)

MI ACCAREZZI di Francesca Romana Orlando (Roma)

MOKA di Tommaso Manfredi ( Prignano sulla Secchia - Modena)

NASCOSTA di Davide De Lucca (Udine)

NON RIESCO di Giovanna Coppa ( Cepagatti - Pescara)

NOTTURNO di Serena Barsottelli ( Lido di Camaiore - Lucca)

SEI AMORE di Filomena Costa ( Villapiana - Cosenza)

RIMEMBRANZE di Maurizio Albavera (Torino)

SE L’AMORE E’ di Iolanda Gramegna ( Milano)

SPOSA, MIA UMILE SPOSA di Davide Caputo ( Parma) 

PREMIO SPECIALE della Critica 

INATTESO

Dille “ti amo”,

quando non se lo aspetta,

mentre si lava i denti,

quando si sente brutta.

Dille “ti amo”,

dopo una giornata storta,

quando è malata,

dopo un litigio.

Dille “ti amo”,

ma non sempre

o non glielo dirai più per niente. 

A.G. - Forlì (FC) 

le Poesie dello scorso anno esposte sul molo di Camogli 

 

I venerdì della Vernaccia di San Gimignano

Dal primo luglio a metà ottobre, ogni venerdì sera in uno dei tredici ristoranti di San Gimignanoche hanno aderito all'iniziativa, a tutti i clienti verrà offerto un calice di Vernaccia di San Gimignano come aperitivo da un sommelier incaricato dal Consorzio per presentare il vino simbolo della città e brindare insieme a loro in onore del vino bianco autoctono più antico d’Italia. 

Parte domani, venerdì 1 luglio, la nuova iniziativa organizzata dal Consorzio della Denominazione San Gimignano all'interno del programma delle celebrazioni per i cinquant' anni di denominazione Vernaccia di San Gimignano, ottenuta, primo vino in Italia, nel 1966.

Iniziativa che questa volta vuole coinvolgere la ristorazione locale come riconoscimento del rapporto sinergico tra la gastronomia di qualità e i vini del nostro territorio: i ristoratori rappresentano il legame tra produttori e consumatori, sono i primi ad avere l'opportunità di fare conoscere ai turisti i prodotti enogastronomici di eccellenza di San Gimignano.

Come anche i sommeliers, che in questo caso avranno la funzione di veri e propri Ambasciatori della Vernaccia di San Gimignano: incaricati dal Consorzio, avranno a disposizione ogni serata diverse etichette di Vernaccia di San Gimignano offerte dai produttori non solo per omaggiare i clienti di un aperitivo di qualità, ma per permettere a chi sarà interessato di approfondire la conoscenza di questo vino che ha nella versatilità negli abbinamenti con la tavola uno dei suoi principali punti di forza.

Questo il programma dei tredici venerdì con la Vernaccia di San Gimignano che da domani a metà ottobre celebreranno i cinquant'anni di denominazione:

01/07 La Bettola del Grillo

08/07 Il Ceppo Toscano

22/07 Belsoggiorno

29/07 San Martino 26

05/08 Perucà

19/08 Granducato

26/08 Il Feudo

02/09 Osteria del Carcere

16/09 Cum Quibus

23/09 Il Pino

30/09 Fuori Porta

07/10 La Mandragola

14/10 Osteria Sant’Agostino

Ufficio Stampa Consorzio Denominazione San Gimignano

Elisabetta Borgonovi

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  331 6550555

 

Terra Madre Salone Del Gusto



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Terra Madre Salone del Gusto
Il tema: Voler bene alla terra 

 

Dal 22 al 26 settembre - il programma su www.slowfood.it
 
 
A partire da questa settimana approfondiremo insieme i temi, gli eventi e i protagonisti principali della prossima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, a Torino dal 22 al 26 settembre. Buona lettura!
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Terra Madre Salone del Gusto è Voler bene alla terra - Il tema dell'evento racchiude in sé il cuore delle attività di Slow Food nel mondo. «Voler bene alla terra significa prendersene cura, occuparsene con gentilezza e amore», commenta Carlo Petrini, presidente di Slow Food. «Se penso al mondo contadino, vedo i custodi dei saperi e delle conoscenze agricole sostenibili, giovani che decidono di non abbandonare i loro luoghi, donne che non solo cucinano il cibo, ma ne conservano la memoria. Sono loro i veri protagonisti dell’evento di Torino». Leggi il comunicato qui. 

 

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Rete è la parola d’ordine dell'evento per Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia - «A Torino i visitatori troveranno tutti i nostri progetti in una forma condensata, sintetizzata. È il momento in cui facciamo il punto sul percorso che abbiamo fatto finora e sulla strada da imboccare per il futuro. Per noi è l’esame, il momento che dà senso e concretezza agli anni di studio e di lavoro che l’hanno preceduto». Leggi il comunicato qui.
 
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Davide Scabin e la rivincita delle acciughe - Uno degli chef più eclettici e visionari della cucina italiana, immagina il cibo del futuro: «Vorrei che tra vent’anni ci fosse pane, burro e acciughe al verde come quello che faceva mia nonna», a sottolineare quel ritorno alla tradizione, al cibo vero e genuino, preparato con pochi ingredienti, protagonista indiscusso delle ultime tendenze culinarie. Leggi la notizia qui
 
 
Ufficio Stampa Terra Madre Salone del Gusto
c/o Slow Food: Tel. +39 0172 419 653 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

CONVEGNO SULL'EXTRAVERGINE A SESTRI LEVANTE

 

Girolioconvegno.jpg 

Convegno sull'olio a Sestri Levanti: al microfono Enrico Lupi

  

Di Virgilio Pronzati

 

Girolio d’Italia è senza dubbio una delle più riuscite manifestazioni nazionali dedicate all’olio extravergine d’oliva, in particolare DOP. Un tour tra le regioni olivicole nostrane promosso dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio costituita nel 1994 a Larino, che dal 2010 attraversa l’Italia, valorizzando oltre all‘olio di oliva, i territori di produzione e le diverse cultivar, le eccellenze agroalimentari, gli antichi mestieri contadini, la cultura dell’olio e il suo fondamentale impiego nell’alimentazione.  Nei primi giorni di questo mese (dal 2 al 4 dicembre) Girolio ha fatto tappa nelle quattro città dell’olio del Levante Genovese: Lavagna, Leivi, Ne e Sestri Levante.

In quest’ultima città, nel Salone Agave dell’ex Convento dell’Annunziata, si è tenuto un seguito convegno sulle tematiche dell’olio Dop, dal tema L’olio extra vergine di oliva Riviera di Levante tra mare e i paesaggi rurali storici.  All’evento presentato da Mauro Battilana Consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio e condotto da chi ha scritto, hanno partecipato in veste di relatori, l’Agronomo Daniele Maviglia dell’azienda biologica La Quercia di Ne, il Dr Giovanni Caruso del Dipartimento Scienze Agricole e Agri-ambientali dell’Università di Pisa, la Biologa nutrizionista Pollyanna Zamburlin, Francesco Bruzzo Capo panel della Camera di Commercio di Genova e Enrico Lupi Presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

Maviglia ha illustrato minuziosamente cosa comporta la coltivazione dell'ulivo in terreni a forte pendenza e terrazzati: alti costi costi di gestione e un grande dispendio di energie per l'olivicoltore, dal continuo rifacimento dei muretti a secco  all'impossibilità di usare mezzi meccanici per la lavorazione, nonché difficoltà nei trattamenti dell'uliveto e nella raccolta delle olive, a cui si aggiungono dilavamento e danni recati dagli ungulati.

Caruso ha suggerito quali cultivar e sistemi di coltivazione adottare per le differenti orografie e condizioni pedoclimatiche degli oliveti.  I necessari monitoraggi per il controllo della mosca olearia, trattamenti tempestivi e specifici che rispettino la salute dell’uomo e dell’ambiente, nonché l’utilizzo di razionali e moderne tecniche di produzione dell’olio.  

Zamburlin, smentendo il giudizio di pseudo esperti, ha esposto in maniera chiara e precisa le proprietà e l’uso dell’olio extravergine di oliva nell’alimentazione.  Essendo un alimento, ancor prima che un condimento, va consumato possibilmente a crudo e in moderata quantità, poiché oltre che esaltare le caratteristiche dei piatti fornisce non poche calorie. 

Bruzzo ha sottolineato come l’istituzione della DOP Riviera Ligure prima e il concorso oleario Premio Leivi dopo hanno determinato un netto miglioramento qualitativo dell’extravergine in Liguria, in particolare nel Levante Genovese, comprendente alcune decine di comuni circondanti il Chiavarese. Da sempre comprensorio vocato all’olivicoltura. 

Lupi, tracciando il percorso e l’attività dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, ne ha ribadito la rilevante importanza conferita sia nella promozione e produzione dell’olio extravergine di oliva italiano.  Non solo, un grande valore aggiunto è rappresentato dalla valorizzazione e tutela dei territori comunali olivati, dalla salvaguardia e diffusione dei prodotti agroalimentari e delle tradizioni contadine, che coniugano cultura e progresso economico. 

A concludere nel migliore dei modi il convegno, le giuste e articolate osservazioni di Stefano Mai, Assessore all’agricoltura, Allevamento, Caccia e Pesca, Acquacoltura, Sviluppo dell'entroterra, Escursionismo e Tempo libero della Regione Liguria.  Di seguito, gradito al folto pubblico, un aperitivo con focacce tipiche liguri e un Golfo del Tigullio-Portofino Vermentino.

In precedenza, la cerimonia dell’Alzabandiera con l’accompagnamento musicale della filarmonica di Sestri Levante e l’inaugurazione di Girolio col taglio del nastro. Presenti le autorità civili e militari sestresi e di altri comuni vicini.

Due parole sull’articolato calendario di eventi che hanno lo scopo di promuovere la cultura dell’olio e la conoscenza delle eccellenze gastronomiche liguri e dei suoi territori. A Lavagna un breve ma interessante seminario sull’Olio extravergine di oliva Dop Riviera Ligure, tenuto da Francesco Bruzzo, capo panel d’assaggio del Consorzio di Tutela, ai professionisti del settore (ristoranti e altri qualificati punti vendita).  Oltre la base teorica, l’assaggio dei dieci migliori extravergini provenienti dal Premio Leivi 2016 e da concorsi nazionali. Il tradizionale Torneo di pesto al mortaio seguito dalla degustazione di prodotti agricoli e specialità locali, cene in ristoranti a tema con piatti caratterizzati dall’extravergine lavagnese. Presente anche la parte culturale con la commedia in tema e in dialetto genovese “La Giara”, presentata dall’Associazione Culturale I Senza Pretese. 

A Leivi, accompagnati dal sindaco Vittorio Centanaro, visita all’azienda agricola Paolo Sanguineti premiato per il miglior uliveto vincitore del Premio Leivi 2016, seguito dal gradito assaggio di focaccia con le polpe d’oliva dell’azienda agricola Marisa Podestà, autrice del pregevole Presepe a Paggi di Cogorno.  Nel Frantoio Solari Mauro l’assaggio dell’olio nuovo appena fatto e golosità salate e dolci abbinate ai vini della Cantina Bisson di Chiavari, serviti impeccabilmente dal patron della Brinca Sergio Circella e i suoi figli.  Presso il Monastero delle Carmelitane Scalze, l’attesa cerimonia di premiazione del 3° Concorso Nazionale di Poesia “Leivi Città dell’Olio, organizzato da Andreina Solari Presidente del premio e consigliere scuola-cultura. 

I vincitori: Sez. A inedita: 1° Rita Muscardin di Savona con la poesia “I bambini di Aleppo”; 2° Nadezhda Georgieva Slavova di Alessandria con la poesia “Mi dicevano che il tempo”; 3° Filippo Melis di Cagliari con la poesia “Abissi”.  Sez. B edita: 1° Tiziana Monari di Prato con la poesia “La casa dei folli”; 2° Luciano Delucchi di Sestri Levante con la poesia “Servitù di passaggio nel canale di Sicilia”; 3° Fabrizio Bregoli di Cornate D’Adda con la poesia “Storie di pianura”.  Sez. C dialettale: 1° Dino Brusco di Collecchio con la poesia “Paròlle nêuve”; 2° Pia Viale di Vallebona con la poesia “Aiga de marina”; 3° Cesare Dotti di Chiavari (GE) con la poesia “Tûtte e feugge”. Sez. Green: 1° premio assoluto a Emanuele Galladini di Levanto con la poesia “Guida”.

Infine cene a tema nei locali leivesi, mentre a Sestri Levante, gli affollati Mercatino e Mostra fotografica dedicati a "Pane e Olio", cene a tema in quaranta ristoranti sestresi, la cena di gala I Sapori dell'Olio con lo chef Alessandro Dentone, dimostrazione della molitura di olive e minicorso di assaggio dell'olio al frantoio mobile, laboratori di cucina con piatti preparati con l'olio nuovo e spettacolo musicale con canzoni in dialetto ligure.

A Ne, cene a tema nei vari locali per la valorizzazione dell’olio extravergine del territorio comunale. Cucina della Val Graveglia a Brunch Girolio realizzata dall’Agriturismo Chiara e dall’Antica Trattoria dei Mosto.

ASTI SPUMANTE KAPPUT

 

Di Luciano Scarzello

 

grappolo di moscato bianco

 

I tempi sempre difficili per l’Asti spumante docg prodotto con uve moscato bianco del  basso Piemonte e considerato dal secolo scorso , insieme al moscato docg a tappo raso, il vino dolce italiano per eccellenza. “Unico al mondo” recitava una celebre pubblicità televisiva e unico al mondo è stato fino a quando la qualità e i prezzi han mantenuto un  giusto rapporto facendolo conoscere ed apprezzare non solo in Italia ma in tutto il mondo. Poi, già diversi anni fa, è iniziata la parabola discendente, i prezzi hanno cominciato a calare in molti casi e pure la qualità. Gli agricoltori del moscato (sparsi su 52 comuni delle tre province di Cuneo, Asti e Alessandria, forse uno dei territori più grandi in Italia per una docg)  hanno cominciato ad indicare l’industria come responsabile di questo cambiamento e della conseguente rovina dell’immagine dell’Asti. La polemica va avanti da anni e non ha portato finora a nessuna soluzione. Anzi, la situazione è peggiorata a quanto pare. Lo scorso anno  c’è stato un mezzo tracollo nelle vendite dello spumante. Le bottiglie vendute sono scese di 20 milioni riferiscono i dati ufficiali mentre c’è stato un notevole successo della vendita del Moscato docg tappo raso arrivato a 30 milioni di bottiglie (erano circa la metà fino  ad alcuni anni  or sono) la cui qualità è certamente non da mettere a confronto con l’Asti e anche i prezzi sono superiori.

Ma quando un Moscato è buono accompagnarlo dopo aver mangiato un dolce o un dessert è l’ideale nonostante i vini dolci siano passati, almeno in Italia, un po’ di moda e molti consumatori s’indirizzano verso vini bianchi secchi come il Prosecco o il Franciacorta. Anche negli abbinamenti di fine pasto come nel caso indicato poco fa. Ma il mercato italiano è stato abbastanza trascurato, si è fatta scarsa promozione. Non è facile trovare in un ristorante, che non sia del basso Piemonte, una bottiglia di Asti o moscato.

 

Nel mondo dell’Asti sono in corso, in questi giorni, altre polemiche. La parte agricola, cioè coloro che coltivano i vigneti , accusano queste ultime di  continuare a confezionare un prodotto che non trova mercato e la prova sono i dati delle vendite. Rinnovato nelle cariche alcuni anni fa, i nuovi dirigenti del Consorzio di Tutela avevano promesso un rilancio anche dell’Asti e in questi anni ha investito molte risorse anche con missioni all’estero per promuovere l’immagine dei due vini dolci ma con risultati non certo entusiasmanti. Visti i risultati gli agricoltori  ora chiedono di  contare di più  rispetto all’industria ma non hanno, al momento, ottenuto risultati confortanti.  “Abbiamo proposto alla parte industriale – spiega Fabrizio Rapallino, responsabile del settore vitivinicolo della Coldiretti di Alba – un confronto chiaro e franco su cosa si intende fare dell’Asti e anche la Regione è ovviamente interessata. Noi siamo in attesa di chiarire”. A questa posizione aperturistica fa eco quella del sindacato degli agricoltori.  “Gli industriali del vino sono in mano alle multinazionali – spiega Giovanni Satragno, presidente della Produttori Moscato d’Asti Associati che raccoglie alcune migliaia di iscritti  – ed esse non si fanno molti scrupoli nel produrre un vino  che possa attirare il gusto e l’apprezzamento di coloro che hanno buoni palati.  I prezzi sono in genere bassi ma loro guadagnano soprattutto grazie ai vermouth e altri spiriti”.  Intanto qualcuno comincia a chiedersi se l’industria non stia cercando di metter mano anche sul moscato per aggiudicarsi buona parte del mercato speculando sui prezzi.

II edizione di Gourmet Expoforum per i professionisti di oggi e di domani

Layout rinnovato e spazi raddoppiati per l’edizione 2016 con un nuovo percorso espositivo suddiviso in 5 settori merceologici. Tra gli ospiti di spicco gli chef Davide Oldani, Igles Corelli, Giancarlo Perbellini, Matias Perdomo, Giorgione, il maestro pasticcere Iginio Massari, il pizzaiolo Enzo Coccia, il barman Massimo D’Addezio, il maestro panificatore Gabriele Bonci,

il maître  Alessandro Pipero e il famoso critico mascherato Valerio Massimo Visintin.

 

Futuro e innovazione del fuori casa professionale tornano protagonisti a Torino per la II edizione di Gourmet Expoforum, la manifestazione biennale del settore Ho.re.ca. e Food & Beverage in programma  dal 13 al 15 novembre 2016 a Lingotto Fiere di Torino.

Un progetto nato nel 2015 da una strategica collaborazione tra GL events Italia, filiale italiana del player mondiale nell’organizzazione di eventi, tra cui Sirha Lyon e Bocuse d’Or, e Gambero Rosso, azienda Global Trend Leader & Educator nel settore wine travel food, che oggi si consolida con la firma dell’accordo quadriennale tra le due società per la realizzazione della seconda e terza edizione dell’evento (dal 13 al 15 novembre 2016 e dall’11 al 13 novembre 2018) e per lo studio e la realizzazione di iniziative ed eventi enogastronomici sul territorio nazionale e internazionale fino al 2019.

 

Per l’edizione 2016 Gourmet raddoppia lo spazio espositivocon un percorso suddiviso in 5 settori merceologici. Un’area è dedicata ad attrezzature, forniture, arredi e complementi d’arredo, una è riservata al beverage, uno spazio alla comunicazione, servizi, start up, enti ed editoria, una quarta area al food - pane, pasta, pizza - e uno spazio al caffè, macchine da caffè, tè, pasticceria e gelateria.

 

Il cuore pulsante della manifestazione rimane il Forum ideato e coordinato dal team redazionale di Gambero Rosso, un insieme di incontri tenuti da esperti di settore sviluppato secondo 4 modalità: i dibattiti del Forum, i Workshop, le Degustazioni e le master class nell'Area Mixology.

 

L’accoglienza è un modo di costruire la pace

Giusi Nicolini sindaco di Lampedusa commuove gli intervenuti al Premio Casato Prime Donne
 
Con lei premiati Costanza Calabrese, Walter Speller, Gaia Pianigiani e Francesco Caso
 
 
 

IL GALLO NERO NELLE BOTTEGHE DEL MERCATO CENTRALE PER FESTEGGIARE I 300 ANNI

 

 

Anche pillole di tecniche di degustazione e cooking show dalle massaie del Chianti nell’evento organizzato dal Consorzio Chianti Classico e  Mercato Centrale Firenze in collaborazione con God Save the Wine per festeggiare con la città i trecento anni del Gallo Nero il prossimo 11 novembre al primo piano del Mercato Centrale.

Trecento anni fa il territorio del Chianti Classico fu eletto a zona particolarmente vocata alla produzione di vino di qualità da un bando del Granduca di Toscana Cosimo III. Nel 1874, in occasione dell’Esposizione Internazionale di Agricoltura veniva inaugurato a Firenze il Mercato Centrale. Un secolo e mezzo dopo uno dei progetti moderni più riusciti della città di Firenze riapriva il primo piano del Mercato per regalare al capoluogo toscano un nuovo luogo di aggregazione legato all’eccellenza enogastronomica.

Il Mercato, come progettato dagli imprenditori Umberto Montano e Claudio Cardini, per sua stessa natura è luogo di intersezione, dove il fiorentino come il turista può scoprire, assaggiare, farsi raccontare i sapori più autentici del Belpaese. E qui a rappresentare il mondo del vino risiede l’Enoteca Chianti Classico, gestita dall’omonimo Consorzio, proprio nella città dove fu promulgato il bando di Cosimo III che consacrava il territorio del Gallo Nero a culla dell’enologia italiana.

E’ proprio da questo incrocio di storie secolari e più recenti legate all’eccellenza enogastronomica che nasce l’evento che farà brindare la città ai trecento anni del Gallo Nero, nel suo avamposto cittadino.

Un grande evento aperto al pubblico che il prossimo 11 novembre porterà il Gallo Nero in ognuna delle 12 botteghe del Mercato, in abbinamento alle specialità degli artigiani del gusto che fanno parte del progetto. Il pubblico potrà assaggiare le diverse etichette protagoniste della serata acquistando un calice celebrativo del Trecentesimo e varie tipologie di carnet degustazione. La serata proporrà anche corsi semiseri di degustazione per scoprire in pillole le caratteristiche dei vini proposti, grazie alla voce di Andrea Gori e di God Save the Wine, e un viaggio nella cultura gastronomica più autentica del Chianti grazie alle massaie del territorio che racconteranno i segreti delle ricette della tradizione come il peposo e la ribollita.

La storia. E’ datato 24 settembre 1716 il bando con cui Cosimo III de’ Medici annunciava una precisa delimitazione degli ambiti territoriali entro i quali dovevano essere prodotti i vini del Chianti, oggi corrispondenti ai confini del territorio del Chianti Classico. Con una vera e propria anticipazione del concetto di Denominazione di Origine Controllata, la volontà del Granduca mirava a difendere dalla contraffazione un prodotto già allora noto e amato anche all’estero.

Non esistono altri territori che possono vantare una storia simile, non esistono altri vini che possono legarsi a questo territorio.

 

Silvia Fiorentini

 

 

 

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