NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo

Notizie

Seleziona una categoria tra quelle elencate qua di seguito, poi seleziona un articolo da leggere.

PIEMONTE PRONTO A DIVENTARE LA CAPITALE MONDIALE DEL CIBO

 

Il comitato promotore di Torino-Piemonte World Food Capital lancia la sfida per la rinascita della regione

 

L’iniziativa del Comitato Promotore Torino-Piemonte World Food Capital per trasformare la regione in una vera e propria Food Valley, valorizzando le eccellenze del territorio e creando nuove opportunità per giovani, ricercatori, aziende, produttori, ristoratori e commercianti. Ambasciatrice del progetto è la campionessa di sci cuneese Marta Bassino 

Creare una cabina di regia che metta a sistema tutti gli attori della filiera del cibo - dall’industria all’agricoltura, dalla formazione alla ricerca, dalla cultura al commercio, dall’artigianato alla ristorazione, dal commercio all’ospitalità - e che promuova il Piemonte come Capitale Mondiale del Food: è questo il progetto presentato oggi dal Comitato Promotore Torino-Piemonte World Food Capital, nato con l’obiettivo di valorizzare le potenzialità del territorio piemontese e trasformare il Piemonte in una Food Valley.

 

Un movimento che parte dal basso: la nascita di Torino-Piemonte World Food Capital

Guardando agli esempi virtuosi del passato e prendendo spunto da tutti quei movimenti nati dal basso che sono stati in grado di coinvolgere migliaia di persone e generare cambiamento, il Comitato Promotore di Torino-Piemonte World Food Capital intende coinvolgere gli abitanti delle otto province piemontesi per dare voce ai singoli territori, creando un dialogo che tocchi tutti gli ambiti in cui opera il food – dal design alla nutraceutica, dall’innovazione nel packaging alla creazione di percorsi museali dedicati, dallo studio di un’agricoltura più sostenibile ai più importanti congressi mondiali sull’enogastronomia, dalla ricerca scientifica alla ristorazione.

 

Nato da un percorso durato oltre sette anni il Comitato Promotore si è strutturato nel 2021 sotto forma di associazione senza fini di lucro ad opera di quattro soci fondatori, tra cui il Presidente Federico Francesco Ferrero e il Vicepresidente Mauro Sironi, che rappresentano le oltre cento persone che in questi anni si sono confrontate periodicamente sul tema. Ambasciatrice del progetto è la sciatrice cuneese Marta Bassino, Campionessa Mondiale nello slalom parallelo e vincitrice della Coppa del Mondo di slalom gigante 2021.

 

Nuove opportunità per il territorio In questa prima fase di lavoro sarà importante per il Comitato Promotore di Torino-Piemonte World Food Capital raccogliere le risorse e i consensi attorno a questa grande sfida, allo scopo di costituire una Fondazione che possa mettere il food al servizio dello sviluppo economico e sociale del territorio piemontese. Questo consentirà, infatti, di porsi obiettivi specifici, come creare nuove opportunità di investimento per le aziende, sostenere l’imprenditoria giovanile in campo agricolo e alimentare, attraendo talenti da altre parti di Italia e dall’estero, garantire la salvaguardia della biodiversità agricola e delle eccellenze artigianali alimentari. Ma saranno tenute in considerazione anche la ricerca, l’applicazione di conoscenza alle imprese del cibo e la protezione dell’ambiente, con l’intento di ridurre il consumo di risorse e promuovere pratiche di produzione e consumo più consapevoli secondo gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

 

A questo proposito, è stata lanciata una petizione su change.org, attiva fino al 30 aprile, con la quale il Comitato Promotore di Torino-Piemonte World Food Capital intende chiedere alle istituzioni locali e nazionali che almeno il 10% dei fondi europei assegnati alla Regione Piemonte - Recovery Fund, PSR-programma settennale di sviluppo rurale, PNRR-piano nazionale ripresa e resilienza, programmi europei React e Next Generation Eu - sia destinato a finanziare questo progetto. Il progetto potrà inoltre essere sostenuto dalle donazioni effettuate da tutti i soggetti interessati, in particolare aziende e attori del mondo food coinvolti direttamente nell’iniziativa, e da ogni singolo cittadino che voglia contribuire al cambiamento del territorio in cui vive.

 

I numeri del distretto piemontese del food In Piemonte

 - regione che ha visto nascere alcune tra i più importanti brand alimentari del Paese e reti collaborative di rilevanza internazionale come Slow Food, che ospita il paesaggio vitivinicolo di Langhe-Roero e Monferrato nominato patrimonio dell’umanità dall’Unesco e che, a partire dalla filiera automotive, ha saputo creare innovazione in ogni settore - l’economia del cibo genera ogni anno 8 miliardi di euro. Nella regione sono attive 50.600 aziende agricole che coltivano 900.000 ettari, di cui 49.000 a biologico. Quasi 4.390 imprese, pari al 7% del totale nazionale, operano su questo territorio, insieme a 11.618 negozi alimentari e 28.028 bar e ristoranti. Complessivamente il comparto food piemontese impiega 242.000 addetti. Professionisti dell’ambito che si sono formati in larga misura nei 55 istituti professionali e alberghieri dedicati ad agricoltura ed enogastronomia o grazie ai 30 corsi di laurea, 3 di dottorato e 5 master dedicati a questo mondo, capaci di produrre più di 5.500 pubblicazioni scientifiche internazionali. Qui, dove sono state fondate la prima Università di Scienze Gastronomiche al mondo e il Salone del Gusto, sono ospitate 345 fiere del cibo, di cui 8 internazionali, e 6 musei tematici.

 

Dalla mappatura alla promozione: la roadmap della Fondazione

La roadmap prevede in una prima fase la mappatura dell’esistente attraverso un’indagine qualitativa e quantitativa sul Piemonte focalizzata su 8 ambiti (formazione e ricerca, cultura, industria, agricoltura, artigianato, ristorazione, commercio e ospitalità). Successivamente si procederà con l’aggregazione dei rappresentanti di tutte le varie spinte che riguardano il cibo piemontese e la progettazione partecipata attraverso tavoli di lavoro che traccino una visione a lungo termine coinvolgendo più attori della filiera, trasversalmente o a gruppi. Un passaggio fondamentale sarà poi la certificazione delle realtà e dei prodotti che seguono le linee guida del progetto World Food Capital e che sono quindi meritevoli di essere inserite tra le eccellenze della Capitale Mondiale del Cibo. Infine si procederà con la promozione dell’iniziativa, favorendo il contatto tra domanda e offerta, interna ed esterna, e la pubblicizzazione dell’auto-candidatura del Piemonte come Capitale Mondiale del Cibo e delle opportunità al grande pubblico nazionale e internazionale. La frammentazione delle esperienze territoriali è, infatti, il primo nodo che si intende superare mettendo in campo una campagna di comunicazione rivolta in prima battuta soprattutto al territorio piemontese, consapevole solo in parte del reale valore delle proprie eccellenze. Il Comitato Promotore si propone quindi con un ruolo di facilitatore di questo processo, che punta a portare un riconoscimento globale all’intera regione del Piemonte come World Food Capital.

 

«Trasformeremo il Piemonte nella Capitale Mondiale del Food, per garantire alla regione un nuovo sviluppo e assicurare alle generazioni future nuovi stimoli, benessere e prospettive - spiega Federico Francesco Ferrero, Presidente Torino-Piemonte World Food Capital -. Vogliamo creare una Food Valley capace di raccogliere investimenti, trattenere i giovani, attrarre viaggiatori, richiamare lavoratori e nuovi cittadini verso un territorio già ricco di esperienze ed eccellenze, che vanno integrate tra loro e comunicate con coerenza. Uniti, noi piemontesi, sapremo vincere la sfida di specializzare tutta la nostra regione sul food in tutte le sue sfaccettature e renderla un punto di riferimento internazionale».

 

«Sostengo questo progetto perché sono certa che potrà garantire ai giovani della mia regione un futuro di soddisfazioni e successi internazionali - racconta Marta Bassino, campionessa mondiale nello slalom parallelo e nello slalom gigante 2021 e Ambasciatrice di Torino-Piemonte World Food Capital -. Come Ambasciatrice di Torino-Piemonte World Food Capital spero di infondere in tutti i piemontesi la fiducia che, con la determinazione, nessun traguardo è troppo ambizioso, neppure quello di diventare la Capitale Mondiale del Cibo».

 

 

Elisa Barberis

LE ULTIME NEWS DALLA CINA

 

Pechino invasa dalla sabbia

Questo evento di grandi proporzioni ha avvolto dodici province in una coltre rossa, facendo schizzare i livelli di inquinamento atmosferico.

Una gigantesca tempesta di sabbia – la più grande degli ultimi dieci anni – ha colpito nelle giornate di domenica e lunedì 12 province del nord della Cina, inclusa la capitale Pechino. Le spaventose e suggestive immagini di questo evento hanno fatto il giro del mondo. Le città coinvolte hanno registrato livelli di inquinamento da record, con le polveri sottili PM10 a oltre 8000 microgrammi per metro cubo. Non sono mancate anche delle vittime: secondo l’emittente televisivo CCTV sono sei i morti, e 80 i dispersi. Negli ultimi anni questi eventi si sono fatti più frequenti a causa del cambiamento climatico e della progressiva desertificazione di alcune zone del paese. (Sixth Tone)

 

Crolla il vino cileno in Cina

Pessimi i dati delle importazioni nel 2020: un crollo vicino al 30%.

Secondo dati WBO, le importazioni di vino cileno in Cina hanno subito nel 2020 un crollo pari al 28,26% a volume e 26,08% a valore, con rispettivamente 5.5195 mln di cartoni e 185 mln$ di vino importati nello scorso anno. La statistica è particolarmente negativa per l’industria vinicola cilena, che conta sulla Cina come primo mercato al mondo. Tuttavia, gli stakeholders ritengono che sia dovuta alla sola influenza della pandemia, che ha drasticamente ridotto le occasioni di socializzazione e gli eventi ufficiali, output principale del vino in Cina. 

 

Viaggi: visti facilitati per chi ha il vaccino cinese

Un comunicato ufficiale annuncia semplificazioni nell’ottenimento del visto per chi ha fatto il vaccino cinese: gran parte del mondo è esclusa

Il paese al momento tra i più chiusi al mondo riapre cautamente le sue frontiere ai vaccinati: ma solo se il vaccino è Made in China. Sì, perché secondo un comunicato pubblicato da diverse ambasciate nella giornata di lunedì, saranno semplificate le pratiche di ottenimento del visto di ingresso in Cina – ovvero non sarà più necessaria la PU letter – per coloro che si sono vaccinati con un vaccino cinese. Tuttavia resta l’obbligo di tampone e quarantena, precisa il portavoce degli Esteri Zhao Lijian. Questa politica di apertura dunque non coinvolge l’Italia e gran parte dell’Europa, visto che al momento l’unico paese in cui è aperta la somministrazione dei vaccini del Dragone è l’Ungheria di Viktor Orban. (Reuters)

 

In arrivo il quinto vaccino cinese

Il nuovo vaccino, economico e di facile produzione, potrebbe accelerare le vaccinazioni interne.

Il nuovo vaccino cinese, la cui approvazione è in dirittura d’arrivo, potrebbe finalmente velocizzare il processo di vaccinazione della popolazione cinese. Infatti, il quinto vaccino approvato, chiamato ZF2001, sarebbe più economico e semplice da produrre. Questo potrebbe aiutare il governo a raggiungere l’obiettivo di vaccinare l’80% della popolazione nel tempo più breve possibile, raggiungendo così l’immunità di gregge. (SCMP)

 

Diplomazia: orzo australiano e ciliegie cilene

Fallisce la risoluzione informale delle controversie commerciali tra Cina e Australia, mentre il mercato delle ciliegie cilene è colpito da nuove accuse.

Dopo aver fallito una risoluzione informale, il blocco delle importazioni di orzo australiano da parte della Cina passa in mano all’organo di risoluzione delle controversie del WTO, mentre l’Australia guarda a nuovi mercati. L’orzo faceva parte del pacchetto di prodotti australiani bloccati in seguito a scontri diplomatici, insieme al vino, ex principe del mercato cinese. Intanto, crollano le importazioni di ciliegie cilene in seguito all’accusa da parte di un ente sanitario del Jiangsu che fossero contaminate da Covid19 (poi smentita). I cileni temono che possa essere una mossa muscolare per ammonire il paese a non ostacolare gli investimenti cinesi nel settore tech e di estrazione minerale. Il Cile potrebbe essere la prossima vittima di una guerra diplomatica con la Cina? Questa sarebbe un’ottima notizia per il vino italiano, visto che il Cile detiene il terzo posto tra i maggiori esportatori di vino in Cina – proprio davanti a noi. (SCMP, SCMP, SCMP

 

2021: in Cina il retail online supererà quello fisico

Secondo i nuovi dati, quest’anno la vendita al dettaglio online raggiungerà il 53% del totale, superando così quella fisica.

Nel 2021 il Dragone sarà il primo paese al mondo dove le vendite online supereranno quelle degli store fisici. Secondo i dati di eMarketer, circa il 53% delle delle vendite al dettaglio in Cina proverrà da canali e-commerce, rispetto al 44,8% del 2020. Che in Cina l’e commerce sia un successo senza eguali in tutto il mondo è un dato di fatto ed il Dragone è da tempo leader mondiale in questo settore. Livestreaming e-commerce, rural commerce e social commerce guidano la crescita. La pandemia? Non ha fermato l’avanzata, anzi. (China Files)

 

Shenzhen ha il mercato più vivace della Cina

La capitale dell’industria high-tech cinese scala le classifiche e viene eletta città economicamente più vivace della Cina continentale.

La città meridionale di Shenzhen, nel Guangdong, fino al 1980 umile villaggio di pescatori, è stata nominata la città più attrattiva economicamente di tutta la Cina continentale. Il Global City Index, stilato dalla società Schroders PLC, l’ha messa al 19° posto al mondo tra i mercati più interessanti, con un salto di 25 posizioni rispetto allo scorso anno. La dinamica Shenzhen è sede di alcuni dei più importanti colossi tecnologici del paese: in primis Huawei e Tencent (proprietaria di WeChat), ma anche Foxconn (assemblatrice di iPhone) e OnePlus. (Caixin)

NEWS  DALLA CINA

 

È cominciato il Liang Hui. Tra il 4 e il 5 marzo si è aperto il periodo più importante per la politica cinese, in cui le due principali istituzioni tracciano il filo rosso delle politiche dell’anno successivo: ecco i temi caldi

 

Si è aperto ieri in Cina il Liang Hui (“Due Sessioni”), ovvero la seduta annuale dei due maggiori organi politici cinesi, l’Assemblea Nazionale del Popolo (con effettivo potere legislativo) e la Conferenza Politica Consultiva (in cui rappresentanti della società civile elaborano proposte da consegnare all’altro organo). Le sessioni dureranno per una settimana invece delle canoniche due. Numerosi sono i temi caldi previsti per la discussione: in primis il nuovo piano quinquennale che traghetterà l’economia cinese fino al 2025; ma anche i consumi interni, l’innovazione tecnologica, lo sviluppo green, il declino delle nascite e la crescita del debito pubblico. (Xinhua, ChinaDaily, SCMP)

 

Accordo tra Haier e Vivino. L’accordo tra la grande produttrice di elettrodomestici e il marketplace di vino permetterà di creare una cantina virtuale e intelligente

 

Haier, multinazionale cinese tra i leader degli elettrodomestici, nonché acquirente dell’italiana Candy nel 2018, sigla una partnership con Vivino – il più grande marketplace di vini al mondo con oltre 40 milioni di utenti attivi e un database di oltre 11 milioni di vini differenti – per offrire attraverso l’app hOn la prima cantinetta virtuale pensata per i wine lovers. L’app rientra nel progetto di Internet of Things di Haier, e offrirà anche la possibilità di proporre abbinamenti con i vini in cantina elaborati tramite intelligenza artificiale. (Comunicato stampa)

 

Scandalo per il Moutai. Il più prestigioso produttore di baijiu della Cina vede un proprio manager condannato a 7 anni per corruzione.

 

La più importante e famosa bevanda alcolica cinese è al centro di uno scandalo: condannato a 7 anni di reclusione Li Maogang, un manager di Kweichow Moutai Co., azienda produttrice della celebre grappa di riso servita in tutte le più importanti occasioni. L’accusa è di aver intascato oltre 10 milioni di yuan di tangenti per allocare in modo privilegiato diritti di franchising o quantità più grandi del dovuto del liquore ai distributori locali. (Caixin)

 

Debiti: chiude la Jiangsu FC.  Il colosso dell’elettronica Suning sospende le attività della sua squadra di calcio: i pesanti debiti hanno costretto la società a una ristrutturazione

 

A soli 3 mesi dal suo primo scudetto, la squadra di calcio Jiangsu FC sospende le attività per inadempimento ai doveri finanziari. La proprietaria della squadra è lo storico colosso dell’elettronica Suning, famoso anche in Italia per essere proprietario dell’Inter. Le voci vogliono che Suning sia sommersa dai debiti e in difficoltà nella competizione con i nuovi player del mercato cinese, e si sia vista quindi costretta a ristrutturare il proprio business, concentrandosi sul retail e ridimensionando i progetti secondari come il calcio. Ciò avviene in un contesto di graduale ritiro della Cina dagli investimenti nei club sportivi europei. In un’intervista alla BBC, però, Suning ha dichiarato che non vi saranno conseguenze per l’Inter. (SupChina, China Files)

 

Aree urbane e rurali: crolla lo hukou? La prima provincia in Cina abbassa le barriere agli spostamenti tra campagna e città, nel tentativo di ripopolare le aree rurali

 

Il Jiangxi diventa la prima provincia cinese ad aver approvato una misura che consentirà alle famiglie che si trasferiscono in città di poter cambiare il proprio hukou (il permesso di residenza che ha permesso alla Cina di tenere sotto controllo le migrazioni interne), senza dover aspettare di soddisfare i requisiti necessari o essere sottoposti a restrizioni. L’iniziativa ha l’obiettivo di ridurre il divario tra aree urbane e rurali in termini di benessere e servizi. Al timore che questa riforma possa causare una vera e propria invasione delle città, gli esperti spiegano che è piuttosto mirata a ripopolare le aree rurali convertendole in nuovi centri urbani. (Sixth Tone)

 

Due nuovi vaccini cinesi in approvazione: siamo a quota quattro. Vaccini di Sinopharm e CanSinoBio in fase di approvazione, mentre proseguono le somministrazioni di quelli già approvati. Che, secondo alcuni, procedono a rilento

 

La Cina presto potrebbe presto avere quattro vaccini approvati e pronti per la somministrazione pubblica. Infatti, due nuovi vaccini sono in fase di approvazione, il secondo dell’azienda Sinopharm, e un vaccino creato dalla casa farmaceutica CanSinoBio, che funzionerà anche con una sola somministrazione, senza la seconda dose. I media statali dichiarano che oltre 52 milioni di dosi sono già state somministrate, tuttavia Bloomberg sostiene che la Cina si trovi indietro sulla vaccinazione interna. Gli sforzi sono stati infatti concentrati nell’esportare i propri vaccini ai paesi amici; i cinesi, oltre ciò, sono meno incentivati a vaccinarsi perché in Cina non ci sono contagi e si sentono, pertanto, al sicuro. (Xinhua, SupChina)

NEWS DALLA CINA

 

Parte l’indagine OMS sulle origini del Covid

Terminata la quarantena dei due membri risultati positivi, parte l’indagine del team incaricato dall’OMS di indagare sul virus a Wuhan

Giovedì 28, terminato il periodo di quarantena per i due membri risultati positivi, inizia finalmente l’indagine dei 14 scienziati dell’OMS a Wuhan sulle origini del Covid19. L’arrivo del team in Cina è stato piuttosto travagliato: prima ritardi nell’emissione del visto, poi un tampone risultato positivo per due membri che hanno dovuto conseguentemente sottoporsi a 14 giorni di quarantena obbligatoria. (SCMP)

 

Vaccino: quasi 23 milioni le dosi somministrate

Sono state somministrate 22.77 milioni di dosi di vaccino ai cittadini cinesi, dichiara la Commissione Nazionale per la Salute. Anche il presidente indonesiano si è fatto iniettare sorridente il vaccino cinese.

Mercoledì 27 Zeng Yixin, a capo della Commissione Nazionale per la Salute, ha dichiarato che sono state somministrate 22.77 milioni di dosi di vaccino anti Covid19 alla popolazione cinese. Sulla scena internazionale l’accoglienza riservata al vaccino di produzione cinese è eterogenea, ma nello stesso giorno il presidente indonesiano Joko Widodo si è fatto immortalare fieramente mentre gli veniva somministrato il vaccino SinoVac, acquistato in gran quantità dal suo paese. (Xinhua, Xinhua)

 

Nuove regole per la dogana cine

Nel nuovo “Catalogo” aggiunte nuove ottemperanze riguardo il luogo di lavorazione del vino e la registrazione del marchio

Cambiano le regole della dogana cinese per le importazioni di vino. Nel “Catalogo di dichiarazione doganale della Dogana della Repubblica Popolare Cinese” (edizione 2021) pubblicato il 31/12/2020, un totale di 96 elementi sono stati cancellati, aggiunti e rivisti, coinvolgendo 440 categorie merceologiche. Per quanto concerne la nostra bevanda preferita, bisognerà fare attenzione a dove il vino viene processato – ovvero se viene importato sfuso e poi imbottigliato in Cina, oppure etichettato in Cina; inoltre, bisognerà specificare nei documenti doganali la situazione di registrazione marchio dei prodotti. (Lookvin)

 

Cina: ristorazione in ripresa

Secondo i dati del Ministero del Commercio, nel dicembre 2020 il settore della ristorazione è tornato a crescere, segnando un +0,4%.

L'industria della ristorazione cinese ha avuto una ripresa nel dicembre 2020, con i consumi che sono tornati allo stesso livello registrato un anno prima, secondo i dati ufficiali. Secondo il Ministero del Commercio, il fatturato del settore è aumentato dello 0,4% su base annua nel dicembre dello scorso anno, questo grazie anche alla risposta attiva del settore all’emergenza sanitaria: ha infatti saputo migliorare qualità e servizio integrando offline e online.

 

Capodanno cinese vs Covid19

L’avvicinarsi della più importante festività dell’anno preoccupa le autorità: incentivi a non spostarsi, tra cui anche gli esordi dello yuan digitale.

Si avvicina sempre di più lo spettro del capodanno cinese, e dell’esodo di massa che annualmente esso porta con sé, chiamato 春运 chunyun. In un comunicato congiunto di ministeri e commissioni, il governo ha invitato la popolazione a non spostarsi dal proprio domicilio per i festeggiamenti. Numerosi sono gli incentivi a non tornare al proprio paese natio per la festa tradizionale: a Shenzhen si approfitta per testare la nuova valuta digitale, elargendo un totale di 20 milioni di yuan digitali ai lavoratori migranti che sceglieranno di non tornare a casa per capodanno. (Xinhua, Caixin)

 

TikTok bandito dall’India

Dopo gli avvertimenti, diventa ufficiale il ban di TikTok e altre 58 app cinesi in India a causa di dubbi su privacy e sicurezza sollevati dal governo indiano.

Diventa ufficiale il ban del Ministero indiano: i cittadini del grande paese asiatico non potranno più utilizzare TikTok e altre 58 app cinesi a causa di dubbi su privacy e sicurezza. Dopo un limbo in cui è stata data la possibilità alle aziende cinesi di adeguarsi alle norme imposte dal governo indiano, il ban è ufficialmente entrato in vigore il 26 gennaio. La risposta cinese non si è fatta attendere: l’editoriale del quotidiano nazionalista Global Times afferma che le aziende cinesi dovrebbero “chiedere risarcimenti all’India”. (Nikkei, Global Times)

 

 

Wine Channel 

NEWS DALLA CINA

 

Crolla il colosso del vino australiano in Cina Treasury Wine Estates, proprietaria di Penfolds, dichiara un calo del fatturato del 43% nel dicembre 2020: a incidere sono i dazi cinesi

 

L’australiana Treasury Wine Estates, più grande azienda vitivinicola quotata in borsa al mondo, nonché produttrice dei vini a brand Penfolds, di enorme successo in Cina, subisce duramente il colpo delle sanzioni cinesi. L’azienda ha infatti annunciato che nella seconda metà del 2020 i profitti sono ammontati a 120,9 milioni di dollari australiani, pari a un calo del 43%. Su questo dato pesa sicuramente il mercato cinese, che a dicembre ha visto un crollo del 98% delle importazioni di vino dall’Australia (dato IBISWorld). Secondo il CEO Tim Ford, le ripercussioni dureranno almeno per tutto il 2021, ma per l’azienda ci sarà una ripresa che partirà dai vini di fascia luxury. (SCMP)

 

Boom per le relazioni commerciali Cina-UE

La Cina è ora il primo partner commerciale dell’Unione Europea, scavalcando gli Stati Uniti. Cresce il traffico commerciale, così come il flusso di treni merci.

 

Le relazioni commerciali tra Unione Europea e Cina crescono e diventano sempre più importanti: l’Eurostat ha certificato che nel 2020 la Cina ha superato gli Stati Uniti diventando il primo partner commerciale dell’UE. Le importazioni dalla Cina, inoltre, sono cresciute del 5,6% arrivando a 383,5 mld €, mentre le importazioni sono cresciute del 2,2% toccando i 202,5 mld €. A testimonianza di questi vivaci scambi commerciali c’è il flusso di treni carico: nel 2020 i treni merci hanno effettuato 12’406 viaggi tra Europa e Cina, il 66% in più dell’anno precedente. (Xinhua, Xinhua)

 

Consumi in crescita a capodanno, tutti al cinema

I dati del Ministero del Commercio tracciano un’immagine positiva dei consumi durante le feste, con un vero e proprio boom per le sale cinematografiche.

 

Si avvicina la fine dei festeggiamenti per il capodanno cinese, che si chiuderanno con la Festa delle Lanterne. I consumi, secondo le statistiche pubblicate dal Ministero del Commercio, sono cresciuti del 28,7% rispetto allo scorso anno, relativamente ai settori catering e retail. Ma il vero “botto” lo ha fatto il cinema: 6 miliardi di yuan di biglietti in prevendita, con addirittura casi di biglietti con prezzi triplicati per l’alta richiesta, secondo i numeri di Dengta Data, piattaforma di monitoraggio professionale dei botteghini. (Caixin, Xinhua)

 

Tik Tok quotata in borsa a New York?

ByteDance si prepara a quotarsi alla borsa di New York, approfittando di un presidente americano più conciliante di Trump.

 

Secondo indiscrezioni del South China Morning Post, ByteDance, proprietaria della celebre app Tik Tok, si prepara a quotarsi alla borsa di New York, in quella che sarebbe la prima IPO nella storia di una società cinese sulla borsa americana. La decisione sarebbe incoraggiata dal cambio di amministrazione negli Stati Uniti: a differenza del suo predecessore, il bando dell’app di video non sembra essere tra le priorità del neoeletto presidente Joe Biden. (SCMP)

 

Vaccino cinese atterra in Europa e in Africa

I vaccini prodotti dall’azienda cinese Sinopharm cominciano ad arrivare a destinazione nei paesi che hanno scelto di utilizzarli, tra cui Ungheria e Marocco.

 

La scorsa settimana avevamo parlato degli ordini di vaccino cinese anti-Covid da parte di vari paesi considerati diplomaticamente più vicini alla Cina. Ebbene, la merce è giunta a destinazione: il 16 febbraio a Budapest il segretario di stato ungherese Tamas Menczer ha accolto il primo carico di vaccini Sinopharm, ricordando di essere “il primo paese dell’Unione Europea ad avvalerci del vaccino prodotto da Sinopharm”. Anche in Marocco è arrivato il secondo lotto dello stesso vaccino, un lotto da 500 mila dosi arrivato nello stesso giorno a Casablanca. Il primo lotto, arrivato a fine gennaio, aveva permesso l’inizio della campagna di vaccinazioni. (Ansa, Ansa)

 

BBC vs China

Nell’ultimo colpo inferto in una battaglia tra Cina e Regno Unito, la BBC è stata bandita nel paese del Dragone.

 

È ormai guerra aperta tra la Cina e la BBC, celebre ed autorevole emittente televisiva britannica. La Cina ha bandito la BBC sul territorio cinese, in quello che è l’ultimo step di una serie di attacchi e provocazioni: il parlamento inglese aveva precedentemente bandito l’emittente cinese CGTV in quanto “controllata in ultima istanza dal Partito Comunista Cinese”, e l’incriminata BBC aveva trasmesso un servizio su presunti stupri ai danni di donne uigure in campi di lavoro in Cina. Il danno per la BBC non è poi così grave: il canale era già inaccessibile per i comuni cittadini cinesi, e visibile solo in hotel e complessi abitativi di lusso. (SupChina, Global Times)

 

L’amore ai tempi della Dinastia Han

Ritrovata negli scavi di Dunhuang un’incisione del carattere qing, “amore”, vecchia di oltre 2000 anni.

 

Gli archeologi cinesi hanno trovato nel Gansu, patria degli spaghetti in brodo, il carattere "amore" inciso su un coperchio di legno risalente alla dinastia Han (202 a.C. - 220 d.C.), una possibile testimonianza lasciata da un ufficiale di frontiera innamorato. Xiao Congli, direttore della ricerca, ha detto che, poiché durante la dinastia Han la maggior parte delle persone era analfabeta, la persona che ha inciso i caratteri era probabilmente un ufficiale di guardia alla stazione, situata lungo l'antica Via della Seta e lontano dal cuore della dinastia. (Xinhua, Ansa)

LA NAVE SCUOLA AMERIGO VESPUCCI COMPIE 90 ANNI, INTERVISTA AL COMANDANTE GIANFRANCO BACCHI

 

Paolo Maccione, direttore di Barche d’Epoca e Classiche, ha intervistato (a distanza) il Capitano di Vascello Gianfranco Bacchi, 122esimo comandante dell’Amerigo Vespucci, la nave scuola della Marina Militare Italiana varata nel 1931. Dopo l’annullamento nel 2020, causa emergenza sanitaria, del già programmato periplo del globo, Bacchi è stato riconfermato al comando del veliero più bello del mondo. A lui l’onore nel 2021 di celebrare i 90 anni di storia della nave, diventata in piena pandemia ancor più simbolo di italianità. Nelle 10 domande dell’intervista si è parlato della mancata campagna addestrativa attorno al pianeta, di arte marinaresca, del Tricolore, del genere maschile … e di donne a bordo.     

Il Capitano di Vascello Gianfranco Bacchi il giorno dell'insediamento al comando di Nave Vespucci. Bacchi è il 122esimo comandante avvicendatosi a bordo nei 90 anni di storia del veliero e il terzo al quale sia stato affidato il comando per un periodo superiore all'anno

 

1.Comandante Bacchi, nel 2020, causa emergenza sanitaria, l’Amerigo Vespucci ha annullato il giro del mondo ed effettuato la tradizionale campagna di istruzione in Italia senza le soste nei porti con i consueti “assalti” di visitatori a bordo. Per tutta l’estate vi abbiamo seguito sui social network mentre navigavate da nord a sud, da est a ovest … su e giù per il Mar Tirreno. Questo vagabondare quasi senza una meta precisa non vi ha dato quasi l’impressione di essere una ‘nave dei dannati’ cui fosse precluso lo sbarco a terra? Potremmo dire che il vostro equipaggio più che godere di qualche giorno di franchigia sembra abbia dovuto vivere un’interminabile quarantena?

 

Sicuramente il “raffreddamento” motivazionale a seguito dell’annullamento del Giro del Mondo è stato percepito un po’ da tutti i membri dell’equipaggio. Tuttavia la voglia di partire era talmente diffusa ad ogni livello che il 21 giugno si scrutavano solo sorrisi e un senso di buon umore collettivo che avrei difficilmente immaginato in anticipo. Dinnanzi a noi avevamo due mesi di mare senza soste e senza interrelazioni con l’esterno se non attraverso i canali di comunicazione. L’abbiamo affrontata come una prova da superare e nel senso di una volontà condivisa nel dimostrare a tutti che eravamo in grado di svolgere la missione negli spazi e nei tempi concessi. Voglio quindi rispondere alla domanda partendo dalla fine. Il risultato è stato eccellente. Gli stessi sguardi entusiasti sono tornati a La Spezia al termine dell’estate ed è stato forse il successo più prezioso di questa esperienza atipica. L’obiettivo della Campagna d’Istruzione è stato quello di concentrare la formazione sull’aspetto marinaresco e sulla ricerca delle migliori condizioni meteorologiche per sfruttare le caratteristiche della nave. Questa libertà di manovra concessami dal Comando in Capo della Squadra Navale ci ha permesso di capitalizzare al massimo la navigazione a vela condotta in condizioni ottimali o comunque tali da sottoporre gli allievi a tutte le prove necessarie e funzionali alla loro crescita umana e professionale. Abbiamo ricercato passaggi suggestivi da compiere a vele spiegate e spinti da venti spesso intensi come nel transito delle Bisce nel Parco della Maddalena o l’attraversamento dello Stretto di Messina. Per concludere con l’ingresso a vela in Mar Piccolo a Taranto, il 22 agosto. Inoltre ho aggiunto alla necessità di compiere soste tecniche alla fonda, la possibilità di svolgere attività sportive e ricreative organizzando gare di nuoto, canoa, tavole a remi o palischermi, tutte completate con divertenti premiazioni la sera a centro nave accompagnate da buffet e tanta allegria collettiva. In sintesi, più che una limitazione si è rivelata una straordinaria occasione di crescita, una circostanza irripetibile di condivisione finalizzata alla nascita di un corso. Infatti quest’anno il Vespucci ha avuto la possibilità di sottoporre la prima classe dell’Accademia Navale ad un periodo formativo di un’intensità mai sperimentata prima e il lavoro svolto a bordo ha consentito la creazione di una nuova “squadra” di allievi  particolarmente coesa e forgiata sulla conoscenza reciproca e il lavoro collettivo. Quella che era iniziata come una reclusione forzata si è trasformata in un’opportunità, unica e probabilmente irripetibile, sia per me che per tutto il mio equipaggio. In estrema sintesi ed usando termini marinari, siamo stati capaci di cambiare rotta abbandonando il bordo “dannato”, usando sue parole, e virando per un bordo estremamente favorevole che ci ha condotto felicemente al traguardo.

 

Diventare comandante dell’Amerigo Vespucci è stato un sogno che si è avverato, ma nel suo caso sembra che il destino non le sia stato amico. In teoria lei sarebbe dovuto sbarcare a San Diego, sulla costa occidentale degli Stati Uniti d’America, per lasciare il posto a un nuovo comandante dopo avere percorso mezzo giro del mondo col Vespucci, programmato per il 2020 e 2021. Invece al posto dell’Arabia Saudita, India, Filippine, Giappone (con tanto di Olimpiadi, poi rimandate al 2021) e Hawaii le sono toccate la costa ligure e lo Stretto di Messina. A quale forma di iattura o malasorte ha pensato quando il 7 marzo 2020 lo Stato Maggiore della Marina ha dovuto annunciare l’annullamento del periplo del globo? 

 

Chi mi conosce, sa bene che non sono una persona abile o capace di dissimulare. L’annuncio dell’annullamento della Campagna “Italia a vele spiegate” in giro per il mondo è stato inevitabile in seguito alle notizie che si ascoltavano dai media. Eravamo pronti e capivamo che non poteva più essere un’attività sostenibile dal Paese in sofferenza per la pandemia in atto. Naturalmente speravamo tutti in un ritardo piuttosto che un annullamento, ma la situazione che si andava gradualmente a complicare non lasciava grandi aspettative. La Forza Armata si stava concentrando nel fornire un sopporto medico alla popolazione e noi non potevamo che esprimere solidarietà nei confronti di un Paese che stava affrontando una crisi economica oltre che sanitaria. Non è forse corretto parlare di rassegnazione ma sicuramente di comprensione e adeguamento a ciò che ci circondava. Dopo questa doverosa premessa devo confessarle che oggi, terminata la Campagna d’Istruzione 2020 con tutto quello che ci è capitato sia sotto l’aspetto marinaresco che mediatico, con i nostri omaggi musicali e “tricolore” nelle città costiere che ci attendevano, non riuscirei a confrontare e cambiare questa esperienza con un Giro del Mondo. E’ stata un’estate formidabile, inattesa, magica che non mi ha fatto desiderare altro se non cercare il vento, navigare e far sentire la nostra vicinanza alla popolazione provata ma che ricambiava con straordinario entusiasmo e apprezzamento. Come per l’aspetto formativo, che nel corso di questa Campagna d’Istruzione ha raggiunto livelli massimi grazie proprio alla necessità di trascorrere tutto il periodo in mare e nei soli rapporti fra l’equipaggio, anche la mia esperienza è stata unica e di valore inestimabile. Così come ho accettato senza rimpianti il cambio di programma imposto dalla pandemia, ho avuto fiducia nello sviluppo di quella che era diventata la nostra nuova missione. La mia natura piuttosto fatalista mi porta e mi ha sempre portato a cercare la positività dai cambiamenti, anche se inizialmente dolorosi o apparentemente diminutivi. Nel mio Comando la trasformazione di un programma mi ha concesso opportunità che non avrei mai potuto avere in altre condizioni. Poter scegliere le rotte più idonee in funzione del vento, avere la possibilità di navigare e effettuare rapide soste alla fonda in luoghi caratteristici e particolarmente suggestivi del Mediterraneo, aver condotto la nave nella navigazione attraverso il Canale navigabile di Taranto per completare la campagna addestrativa sotto gli occhi di una città e di tutto il paese, ha costituito una ricchezza che porterò con me per tutta la vita. Anche in questo caso, più che di malasorte, parlerei di fortuna.

 

Nella storia degli oltre 120 comandanti che si sono avvicendati su Nave Vespucci a partire dal 1931 (lei è il 122esimo), anno del varo, solo due l’hanno comandata per più di un anno: il Capitano di Vascello Angelo Leonardo Lattarulo (a gennaio 2021 saranno trascorsi 10 anni dalla sua scomparsa), tra il 1996 e il 1998, e il Capitano di Vascello Curzio Pacifici, ben 4 anni di comando tra il 2012 e il 2016, che comprendono due anni di fermo nave per riammodernamento. La inorgoglisce sapere di essere diventato il terzo comandante nella storia della nave a superare l’usuale anno di comando?

 

Non voglio ricamare gloria dove in realtà esiste esclusivamente un razionale operativo e di circostanza. Ero stato individuato a priori come Comandante che avrebbe preparato e affrontato il Giro del Mondo in condivisione con un centoventitreesimo Comandante che mi avrebbe avvicendato in California. L’annullamento della Campagna per le noti ragioni già menzionate mi ha sottratto questa opportunità e il Capo di Stato Maggiore, su proposta del Comandante in Capo della Squadra Navale, ha pensato di concedermi una seconda opportunità. Più che di orgoglio vorrei parlare di soddisfazione. Essere il Comandante dell’Amerigo Vespucci è un privilegio che si gode e respira ogni giorno, ogni mattina in cui ci si sveglia e si apre la porta del Camerino. Questa nave ti insegna sempre qualcosa di nuovo e ciò che ti trasmette è di gran lunga superiore a quello che ti chiede in cambio. 

 

Comandante Bacchi, l’abbiamo sentita suonare il piano di bordo in navigazione in omaggio alla scomparsa di Ennio Morricone e poi ancora onorare il grande cantautore Pino Daniele quando l’unità ha navigato in prossimità della costa campana. Un esempio di militare-musicista che sui social network ha riscosso ampi consensi. Quali altre forme d’arte o di creatività vengono praticate a bordo del Vespucci?

 

Il Vespucci esprime arte già per il fatto stesso di esistere. La invito a trascorrere un giorno in veleria e vedere come si completa la riparazione di un fiocco, come si effettuano impalamature (legature sulle ralinghe), impiombature o come vengono chiuse le cuciture portoghesi (fasciature sulle redance) o preparati i pugni di scimmia (nodi che sostengono i bertocci) per allestire i bertocci (anelli su cui scorrono gli imbrogli) nelle vele quadre. Poi trascorrere una giornata in mare ed osservare il personale in alberata che si adopera a sghindare (ammainare la parte più alta dell’albero) e scrociare (ammainare i pennoni) alberetti e pennoni. E’ questa la più straordinaria forma d’arte che viene praticata a bordo. Un’arte esclusiva e che pochi al mondo sono in grado di esprimere. Costituisce un patrimonio a cui la Marina non vuole rinunciare conservando l’originalità di una Nave unica. Per me sedermi al pianoforte del corridoio ufficiali e suonare i tributi che ha citato, è stato un atto dovuto in quanto consumato in un contesto di arte e bellezza che richiede a tutti noi, equipaggio, di esprimere la passione in tutte le forme di cui siamo capaci.

 

L’Amerigo Vespucci piace e mette tutti d’accordo. Più che una nave è un simbolo di italianità. Comunicativamente parlando attira follower e visualizzazioni più di un influencer. Però quando si parla di navi grigie, di stanziamenti miliardari per costruire le FREMM (Fregata Europea Multi Missione) o per imbarcare velivoli moderni su una nuova portaerei serpeggia un certo ‘dissenso popolare’? Eppure entrambe le cose rappresentano due facce della stessa medaglia, ovvero la Marina Militare. Dunque perché è così difficile fare capire che gli ufficiali formatisi sul Vespucci saranno gli stessi che un giorno comanderanno un incrociatore lanciamissili? In fondo, mai vi saranno da difendere in futuro i confini nazionali, non lo potremo certo fare sparando coi lanciasagole di Nave Vespucci …

 

Lo strumento navale, come quello relativo alle altre Forze Armate, è spesso strumentalizzato per motivi politici. Non parlerei di “dissenso popolare”, ma di orientamenti ideologici che creano contrapposizioni. Tuttavia non vedo dissenso nei confronti della figura del militare, non sento parlare di atti offensivi rivolti a militari in quanto individui o rappresentanti dello Stato, da decadi. Ci sono posizioni diverse riguardo la spesa per la Difesa, ma questo lo ritengo normale e associabile a qualunque altro dibattito nell’ambito di ogni dicastero. Il Vespucci è indenne da questa partita in quanto simbolo dell’Italia in una forma comprensiva non divisiva. Nessuno si esprime negativamente nei confronti delle Frecce Tricolori mentre ci sono forti dibattiti, come ha ricordato lei, su altri assetti aerei della Difesa. 

 

Nell’era del Covid-19 sembra che il Tricolore sia tornato prepotentemente alla ribalta: tricolori sui balconi, sulle facciate dei palazzi della politica, senza contare le volte che il Vespucci ha esibito in navigazione i colori nazionali. Secondo lei si è trattato di una sincera riscoperta dell’amor patrio o quando la pandemia sarà finita torneremo ad essere i “soliti” italiani, un po’ indisciplinati e campanilisti?  

 

Il Tricolore è uno dei simboli dello Stato insieme all’Inno nazionale e alla figura del Presidente della Repubblica. Non può essere un valore funzionale ad una singola esigenza. Tuttavia ritengo sia normale che la gente lo afferri sia come un’ancora di salvezza che come un elemento di condivisione. Non credo sia una tipica espressione italiana bensì una tendenza umana in generale. Succede anche per la religione. Capita spesso di rivolgersi al Signore nei momenti di difficoltà e quando tutte le restanti risorse si sono esaurite, per poi tornare laici e visitare i luoghi sacri solo come turisti. In realtà è una fortuna che esista la fede, qualunque essa sia, e che esistano simboli, come la bandiera, a cui potersi aggrappare di tanto in tanto e a cui viene attribuita tale importanza da volerli abbracciare per creare condivisione e uno spirito comune. La risposta ai nostri “tramonti tricolore” ha strappato lacrime ad ognuno dei miei marinai, me compreso. La forza con cui abbiamo cantato l’inno nazionale insieme alla gente sulle barche che ci seguivano, mentre la bandiera veniva ammainata nelle cerimonie svolte in giro per l’Italia, ha gonfiato i nostri cuori e riempito i nostri occhi. Sono immagini e scene che non potrò dimenticare e che non avrei mai potuto vivere se fossi andato in Giro per il Mondo.

 

Cristoforo Colombo, Nave Vespucci, la Barcolana, Luna Rossa e i motoscafi Riva. Questo è quello che l’italiano medio conosce della nautica nazionale. Se invece citiamo il veliero Palinuro, l’eroe della vela nazionale Agostino Straulino, il MAS di Luigi Rizzo o Santa Barbara il buio è totale. Insomma, non è un po’ poco per una nazione con 8.000 chilometri di coste che si professa essere un popolo di ‘santi, poeti e navigatori’ e che invece stenta ancora a distinguere la poppa e la prua di un’imbarcazione? 

 

I valori di marittimità che lei ha citato sono emblematici di una storia navale in costante crescita. La tradizione e l’autoproclamazione non vanno di pari passo. Dal mio punto di vista la definizione non corrisponde alla reale identificazione del nostro popolo. La cultura marinara va costruita, non può essere regalata dai chilometri di coste. Siamo una Marina relativamente giovane se confrontata con paesi e popoli che hanno fondato la loro storia sul mare continuativamente fin dai primi secoli del primo millennio. Il risultato è piuttosto evidente. Prendiamo un esempio molto vicino a noi, la Francia, e a come sentono la loro identificazione popolare nella figura di Éric Tabarly, celeberrimo armatore dei Pen Duick, un Ufficiale di Marina diventato navigatore solitario e celebrato, alla sua scomparsa, da parate navali. Sinceramente, non ricordo la stessa attenzione per l’Ammiraglio Straulino. Mentre scrivo si sta svolgendo la Vendée Globe, una regata in solitario attorno al mondo, senza scali e a cui sta partecipando 1 (uno) italiano e una ventina di francesi, di cui alcune donne. Mi sembra piuttosto significativo sul valore che viene attribuito alla navigazione da parte dei paesi in relazione alla loro cultura. Purtroppo in Italia c’è stata una significativa frattura storica temporale fra l’epoca delle Repubbliche Marinare, la “Serenissima” e la ricostruzione di una coscienza navale successiva forte e duratura. Come dicevo, noi stiamo crescendo ma la cultura non si genera in un giorno. 

 

Sono trascorsi 20 anni da quando il personale femminile ha potuto arruolarsi in Marina Militare. Una volta si diceva che le donne a bordo portassero sfortuna, ma anche che la loro presenza ‘ingentilisse’ l’animo del marinaio rendendolo meno burbero. Oggi come giudicherebbe la presenza delle donne in Marina? Qual è il loro miglior pregio … e il loro peggior “difetto”?

 

Nella mia nave esiste una considerevole quota femminile. Parlo di un numero che sfiora le cinquanta unità. Se attribuissi una qualunque accezione di malasorte alla loro presenza, non mollerei gli ormeggi nemmeno per un trasferimento di poche miglia. Non sarei nemmeno così sicuro sul concetto di ingentilimento dell’animo del marinaio. Ormai siamo portati a considerare uomini e donne alla stessa maniera e l’effetto “gentile” lasciato dal profumo femminile nelle nostre plance a sostituire l’odore del dopobarba, si è esaurito in pochi anni. Donne e uomini lavorano in simbiosi e senza incarichi di genere. Ufficiali, nocchieri, meccanici, infermieri, motoristi o operativi condividono le loro professionalità con estrema serietà e collaborazione. La promiscuità dell’ambiente lavorativo presenta effetti positivi e negativi. Il bilancio finale è un pareggio a cui si somma il valor aggiunto fornito da una risorsa umana a cui abbiamo rinunciato fino al 2000. Il loro miglior pregio? La sensibilità. Il peggior difetto? La sensibilità. Anche questo, un bel pareggio.

Il veliero Amerigo Vespucci, varato il 22 febbraio 1931 a Castellammare di Stabia (NA), nel 2021 festeggia 90 anni di vita sul mare

 

Nella navigazione da diporto la barca è declinata al femminile. Può confermarci che invece tutte le unità della Marina Militare si apostrofano al maschile e dunque che si debba pronunciare “il Vespucci” e non “la Vespucci”, così come si dice “il Doria”, “il Maestrale”, “il Corsaro II”, “il Capricia” e così via …?

 

Certo che posso confermarlo. Le navi della Marina Militare, come quelle della Marina borbonica, si chiamano al maschile. Molti pensano che si debbano nominare al femminile in quanto Nave, esempio “la nave Vespucci”. In realtà il genere maschile deriva dal prefisso RL (Regio Legno) proprio dei velieri e che ha preceduto, negli anni, RN (Regia Nave). Per tradizione la Marina Militare ha mantenuto l’usanza legata al genere maschile che individuava le unità in legno appartenenti all’epoca propria della navigazione a vela.

 

Comandante Bacchi, ha già pensato cosa farà a fine carriera? Ad esempio l’ex Capo di Stato Maggiore della Marina, l’Ammiraglio Giuseppe De Giorgi, una volta in pensione si è imbarcato come attivista sulle navi di Sea Sheperd per combattere la pesca illegale. Per lei ancora mare, picchi innevati … o spiaggia e piadina, considerata la sua provenienza forlivese?

 

Sinceramente non sto pensando alla fine della mia carriera. Nonostante non abbia di fronte ancora tanti anni, ce ne sono molti più alle spalle che davanti a me, mi piace concentrarmi su quello che sto facendo piuttosto che su quello che farò nella seconda vita. Di sicuro non penso che opterò per un futuro statico. Che sia sul mare o in ambienti musicali, un mondo che mi affascina ed accompagna da sempre, mi vedrà comunque circondato da valigie. Di questo non posso fare a meno. La Marina mi ha dato molto più di quanto io le abbia restituito. Ne sono certo e non ne faccio un segreto. Il mio Comando sul Vespucci ne è una testimonianza evidente e non celabile. 

GENOVA: MALCONTENTO E RABBIA DEI TITOLARI DI BAR E RISTORANTI PER IL REPENTINO PASSAGGIO IN ZONA ARANCIONE

Fotoservizio di Claudia Paracchini

 

Oggi pomeriggio, dopo le precedenti e pacifiche manifestazioni contro i “caroselli” di possibilità e divieti, un migliaio di manifestanti armati di fischietti, cartelli e striscioni, totalmente inascoltati dalle istituzioni, ha protestato civilmente di fronte alla Prefettura, oltrepassato  piazza De Ferrari e, raggiunto, occupandola, la sopraelevata Aldo Moro. Uno dei pochi mezzi possibili per richiamare l’attenzione di chi doveva prenderne giustamente le parti e far valere i loro sacrosanti diritti. 

 

Il corteo partito da piazza Corvetto mentre transita in via XXII Ottobre

Malgrado il disagio degli automobilisti e quelli di altri mezzi, la quasi totalità dei cittadini ha manifestato la loro solidarietà nei confronti degli operatori della ristorazione.

Tutto questo dovuto al repentino e cervellotico passaggio improvviso alla  zona arancione, togliendo ai già martoriati e depredati titolari di bar e ristoranti, anche l’incasso del pranzo di San Valentino! 

 

 

Gli oltre mille dimostranti mentre bloccano la sopraelevata e Corso Aurelio Saffi

 

Chiari e propositivi anche nella protesta i promotori di “ristoratori uniti Liguria”. Nei cartelloni e striscioni  gli slogan: Fateci lavorare, Non siamo interruttori da accendere e spegnere quando volete, Abbiamo rispettato le regole….rispettateci! Domenica a Camogli (dove è nata la prima manifestazione gastronomica nazionale dedicata al santo degli innamorati) e a Genova, ristoratori ”ribelli” che hanno aperto i propri locali sono stati puniti con  multe salate.


Occupazione della sopraelevata

Non si può non essere solidali e vicini agli esercenti “giustamente ribelli”. Nei ristoranti liguri già colmi di prenotazioni, quarantott’ore prima del pranzo di San Valentino, è arrivata come una mannaia, la nefasta notizia diramata dal Ministero della Salute che, a partire da domenica mattina, la Liguria passava in zona arancione. Oltre il danno la beffa.

L’occupazione della sopraelevata è stata una logica conseguenza. Ma c’è ben di più. Oltre il mancato introito, i costi per l’acquisto delle basi alimentari, i ritardati e carenti aiuti di sostegno da parte dello Stato per gli affitti, bollette da pagare, tasse e balzelli vari.   

IL VINO NELL’ARTE. L’ARTE NEL VINO. L’ARTE COL VINO

di Virgilio Pronzati

 

Il vino vanta da sempre una popolarità universale. Citato più volte nella Bibbia, in particolare nell’ultima cena, ma soprattutto nel primo miracolo di Gesù, con la trasformazione dell'acqua in vino alle nozze di Cana. Non solo, è usato nella Santa Messa. Elemento poliedrico che ha stimolato l’estro creativo dei più grandi artisti. In primis pittori, famosi pittori come Mantegna nel Baccanale con Sileno, Buonarroti con l’ubriachezza di Noè, Caravaggio con Cena di Emmaus, Reni col giovane Bacco, Velaschez col Trionfo di Bacco, Vermeere col Bicchiere di vino, Cézanne con il Bevitore, Toulouse-Lautrec con Postumi di sbornia e Mirò con la Bottiglia di vino. Anche nella poesia, il vino è decantato nei versi immortali di Dante,  Giovanni Pascoli, Omar Khayyam e Pinelli. Nella scultura tra i molti artisti, le opere di Michelangelo con il Bacco, il Canova con Ebe e la Coppiera di Zeus e Salvatore Fiume con la Fontana del Vino.  

 

C’è l’arte nel vino? In forma minore ma c’è. Un vino genuino, non è detto che sia buono.  Il vino non è frutto della natura, ma dal geniale sapere di chi lo fa. Quindi nasce dalla realizzazione di un progetto dell’uomo. Chi lo fa al meglio è l’enologo che, lavorando su uve sane e giustamente mature, con l’ausilio di razionali attrezzature e conoscenze tecniche e chimiche, crea un vino di qualità. Ossia, perfettamente limpido, dal bouquet ampio, complesso e persistente, dal sapore sapido o dolce, di buona persistenza e armonia.  

Anche col vino si creano opere d’arte. Disegni su carta e cartoncino sono chiamati vinarelli. Come i colori ad acqua danno forma a quadri e affreschi, con vini bianchi e rossi di varie tonalità, geniali pittori e pittrici realizzano dipinti monocromatici o policromatici di grande effetto e suggestività.  

In ognuno di noi ci sono voglie e passioni creative. Non sempre emergono subito. Spesso passano anni prima di poterle esprimere. In particolar modo quelle forme d'arte definite ingiustamente d'arte povera. L'arte arricchisce, mai impoverisce.  Tra queste, appunto, quella espressa col il vino. Nel mio mezzo secolo vissuto tra  assaggi, vigneti e cantine del bel Paese, ho conosciuto sette persone tra donne e uomini, che dipingevano col vino, in particolare con quelli rossi. Vedendone le opere,  sono passato dall'iniziale criticità ad un convinto apprezzamento.  L'ultimo tra questi,  Mauro Gallo di Clavesana, vocata località del vino Dogliani.

Mauro Gallo

Quarantatreenne con  moglie e figlia, con stretti legami a vino e vigne: la cantina di famiglia ha origini nel lontano 1795.  Mauro benché dipinga da poco più di un anno, ha già realizzato più di centocinquanta opere, di cui gran parte regalate a parenti e amici. Un po' come Morandi con le bottiglie, Gallo caratterizza le sue opere con grappoli d'uva. Dalle prime esperienze fatte dipingendo sulle bottiglie, ai dipinti su carta, cartoncino, legno e tele, di oggi. Un fil rouge che illustra una base comune ma con sempre diversi tocchi di segni e colori. Tra gli apprezzamenti ricevuti, spiccano quelli di Chris Bangle, famoso nel mondo per i designer creati per auto esclusive della FIAT e BMV, nonché dal pittore locale Ivo Bruschi. Da ricordare che a Dogliani nacque Gianni Gallo, il grande incisore e pittore scomparso nove anni fa.  

Alcune opere di Mauro Gallo

                     

                              

                                                                              

                                                                                                                                                              

                                                       

                  

                  

 

              

           
           

                                    

                               

 

                

   

 

 

2021 © Enocibario P.I. 01074300094    Yandex.Metrica