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Recensioni

“Realtà Visionaria”

 L’Associazione Culturale EventidAmare presenta 

“Realtà visionaria”

 

L’Associazione EventidAmare, costituita nel 2010, ha realizzato eventi artistici nazionali ed internazionali, coinvolgendo in tutti questi anni oltre un centinaio di artisti: pittori, scultori e fotografi. In questa occasione siamo onorati di organizzare, nell’ambito del suggestivo Palazzo Ducale di Genova, la mostra personale di Geppo Monzio Compagnoni, un artista autodidatta che nelle sue opere ha sempre trattato tematiche sociali di grande attualità, scomode realtà per questo spesso volutamente dimenticate, quali emarginazione, diseguaglianze, segregazione.

Nel suo coerente percorso artistico, che lo ha portato da Amsterdam a New York, da Parigi a Genova, con sguardo disincantato, egli descrive il mondo che lo circonda senza ergersi mai a giudice e lo rappresenta in immagini di grande potenza emozionale. Geppo è un uomo semplice, sincero ed i suoi lavori riflettono il modo con il quale conduce la sua esistenza. Ha talento e lavora con passione, con lo stesso atteggiamento di chi non ha mai sopportato la Scuola, i Salotti... per lui vere e proprie “gabbie” oppressive.

Pietro Bellantone 

Presidente dell’Associazione Culturale EventidAmare

 

 

Daniele Grosso Ferrando

 GEPPO MONZIO COMPAGNONI

“Realtà visionaria”

Geppo Monzio Compagnoni nasce a Bergamo da una famiglia di decoratori e vive a Rovegno in Liguria. Artista autodidatta, non appartiene a nessuna corrente artistica. Le sue opere raccontano, in uno stile altamente originale, storie autobiografiche e drammi sociali, con uno sguardo ora ironico ora amaramente critico. Anticonformista e stravagante, Geppo dipinge come un artista del passato, curando ogni minimo dettaglio, grazie a una eccezionale perizia tecnica e a una precisione certosina.  Acuto osservatore sia dell’animo umano sia del mondo che lo circonda, Geppo descrive l’umanità e soprattutto la disumanità dei suoi protagonisti, in opere che si leggono come un libro di storia. I suoi quadri sono racconti di vite e di sofferenze, dai neri d’America ai deportati di Auschwitz, dai nuovi migranti ai disastri ecologici, ma narrano anche il riscatto sociale grazie alla musica e alla solidarietà.  Come uno spettatore curioso e stupito, Geppo osserva e riflette sui falsi miti del mondo, trasformando la realtà in visioni personali, “oniriche” e disincantate, ma mai meramente illustrative. Come un veggente metafisico, Geppo coniuga immagini che rivelano un mondo distonico e capovolto nei suoi valori umani e sociali, dove la “normalità” è una nave di migranti/deportati o un bambino che la cicogna porta in un mondo senza futuro. Come un alchimista d’altri tempi, Geppo seduce con il colore che si accorda sempre in armonie tonali, frutto di una lunga e appassionata ricerca. Geppo è tanti pittori in uno dal momento che mescola elementi che vanno dal realismo alla metafisica al surrealismo, ma interpretati con un timbro originale che ne fanno un artista singolare sempre fuori dal coro.

Geppo Monzio Compagnoni dice di sé: “Nasco come tanti nel 1951 da una bottega di pittori decoratori ecc. ecc. studiare non se ne parla, mi piacciono boschi, fiumi e la ciufetula, che da piccolo ero convinto avesse le ali. Inizio la mia battaglia nel 1967 a Dalmine, tra matite, pastelli, tempere, oli, acrilici. Racconto storie con la pittura, come si raccontano con le canzoni: come hanno fatto e fanno Fabrizio De André, Leo Ferré, Francesco Guccini e Augusto Daolio, Ivano Fossati, Franco Battiato... oppure racconto di questo sistema globale che sotto la crosta di miele nasconde brandelli di lebbra. Il mio stile di pittura lo lascio dire agli stilisti, che, del resto, è più importante apparire che essere. Questo è la moda. Sto nell’umiltà e ci sto bene.”

Daniele Grosso Ferrando è nato a Novi Ligure (AL) nel 1959. Storico dell’arte, è docente di storia dell’arte nei licei artistici genovesi e collabora con diverse università italiane. La sua formazione avviene fra Genova, Pisa e Firenze dove studia con Mina Gregori, Luciano Bellosi, Antonio Paolucci e Federico Zeri. Nel 1992 pubblica con la casa editrice Zanichelli un libro di Storia dell’Arte per le scuole medie inferiore dal titolo “Osservare, interpretare, inventare”; nel 2009 pubblica una monografia su Lucio Fontana: L’altro spazio; nel 2012 pubblica una monografia su Pablo Picasso: Artista stregone, Erga edizioni. È uno dei massimi esperti italiani nel campo della Storia dell’arte al femminile, su cui ha scritto numerosi articoli e saggi. Con le associazioni culturali EventidAmare e Liguria-Ungheria, delle quali è collaboratore, cura alcune mostre in Italia e in Ungheria, fra cui Artisti liguri a Budapest nel 2016. È vicepresidente dell’associazione culturale “Arte in campo” di Genova.

Realtà visionaria

 

Geppo Monzio Compagnoni nasce a Bergamo da una famiglia di pittori, affreschisti e decoratori e vive a Rovegno, in Liguria. Artista autodidatta, non appartiene ad alcuna corrente artistica. Le sue opere raccontano, in uno stile altamente originale, storie autobiografiche e drammi sociali, con uno sguardo ora ironico, ora amaramente critico. Geppo è infatti un artista bifronte che proietta le sue visioni personali in opere che sono invece esemplari di una condizione universale. Anticonformista e stravagante, Geppo dipinge come un artista del passato, curando ogni minimo dettaglio, grazie a un’eccezionale perizia tecnica e a una precisione certosina. Lo dimostrano, ad esempio, i riflessi di figure e di volti nella bottiglia di Vino nero, vino bianco: buon vino, o i minuscoli biglietti da 100 euro, dipinti con abilità micrografica, in Padroni di niente. Acuto osservatore sia dell’animo umano sia del mondo che lo circonda, Geppo descrive l’umanità e, soprattutto, la disumanità dei suoi protagonisti, in opere che si leggono come un libro di storia.

 

I suoi quadri sono racconti di vite e di sofferenze, dai neri d’America ai deportati di Auschwitz, dai nuovi migranti ai disastri ecologici, ma narrano anche il riscatto sociale grazie alla musica e alla solidarietà, che sono gli unici antidoti al degrado del mondo contemporaneo. In Vino nero, vino bianco: buon vino, un “blues man” dell’Alabama e un anziano contadino della Valtellina fraternizzano, perché la musica e il vino uniscono gli uomini e li rendono solidali. In Blues clandestino, la musica si eleva, addirittura, a simbolo di riscatto e di speranza, come le stelle che l’anima del fanciullo lascia cadere in mare. Geppo non è, comunque, solamente un “homo iratus”, che condanna i comportamenti folli e amorali dell’uomo, ma è anche un “homo ironicus”, dato che l’ironia è l’unico strumento in grado di svelare ipocrisie e falsità. In Teatrino, Geppo mette in scena un mondo carnevalesco, controllato da un rampante “grande burattinaio”, che manovra i fili di una società edonistica e corrotta. Avarizia è invece un apologo grottesco sull’avidità e sulla cupidigia umane, dove una lente d’ingrandimento deforma il volto di un avaro che ha una moneta al posto dell’occhio interiore.

 

Come uno spettatore curioso e stupito, Geppo osserva e riflette sui falsi miti della società, trasformando la realtà in visioni personali, “oniriche” e disincantate, ma mai meramente illustrative. In Troia brucia: l’inganno, ad esempio, il tranello teso dai Greci ai Troiani diventa la metafora paradossale di un mondo dominato dall’inganno e dalla finzione. Come un veggente metafisico, Geppo associa fra di loro immagini che rivelano un universo distonico e capovolto nei suoi valori umani e sociali, dove la “normalità” è una nave di migranti/deportati o un bambino che la cicogna depone in un mondo senza futuro. In Fai la ninna fai la nanna che a inquinare ci pensano papà e mamma, ad esempio, Geppo denuncia l’inquinamento su scala mondiale della Terra, contrapponendo la figura innocente del bambino al disastro ambientale causato dall’uomo. In I più letali predatori dei mari, l’inquinamento è di tali proporzioni che i pesci, per sopravvivere, hanno bisogno della maschera anti/gas. Come un alchimista d’altri tempi, Geppo ci seduce con il colore che si accorda sempre in armonie tonali, frutto di una lunga e appassionata ricerca. In Volta la carta, infatti, il colore è abilmente graduato in un’armonia di toni, talmente delicati da sembrare graffite.

Nella Venditrice di soffioni invece è la stessa composizione a essere resa uniforme dal colore, sapientemente modulato in variazioni tonali, per mezzo delle quali si ottengono effetti di luce, di ombra e di profondità. La ricerca di Geppo è orientata anche verso “l’opera d’arte totale”, in cui i materiali più vari e lo stesso supporto diventano parte integrante del lavoro artistico. In Roxy Bar, ad esempio, il cabaret vintage rievoca l’atmosfera del locale notturno, cantato da Vasco Rossi in “Vita spericolata”. In Sempre contro la disumanità, il timone/ supporto è in perfetta sintonia con il soggetto che rappresenta i vecchi e i nuovi “deportati”, in una visione circolare del tempo dove convivono passato e presente. Amaramente, Geppo ci ricorda che la storia non è più (ma, forse, non lo è mai stata) “magistra vitae”, con buona pace di Cicerone. Geppo è, quindi, tanti pittori in uno dal momento che la sua ricerca si muove in molte direzioni e mescola elementi che vanno dal realismo alla metafisica al surrealismo, interpretati sempre con un timbro originale che fanno di Geppo un artista singolare e fuori dal coro.

 

 

 

Daniele Grosso Ferrando

 

 

ONAV LIGURIA

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RADICI DEL SUD PREMIA I MIGLIORI VINI DEL MEZZOGIORNO

 

 

 

Torna il Concorso che il 10 giugno decreterà le tre aziende vincitrici assolute del Salone degli oli e dei vini del Sud Italia. Confermata la presenza di oltre 100 cantine e il padiglione dei vini artigianali

 

Radici del Sud, il multievento dedicato ai vini e agli oli del Sud Italia che premia da quattordici anni il meglio dell’enologia del Meridione, mette in palio quest’anno per le tre cantine vincitrici assolute delle categorie un servizio di tappatura ArdeaSeal e uno di etichettatura IPPU. Le aziende premiate saranno individuate tra quelle partecipanti al Salone degli oli e dei vini del Sud Italia, in programma il 10 giugno 2019 al Castello di Sannicandro di Bari.

 

Il primo classificato si aggiudicherà 20 mila etichette e altrettante controetichette offerte da IPPU, azienda che produce fasce autoadesive per tutti i settori di mercato con particolare attenzione a quelle di alta qualità per vini, e 10 mila tappi messi in palio da ArdeaSeal, realtà che da sempre investe nella ricerca e nello sviluppo di sistemi di chiusura in grado di garantire nel tempo la stabilità e le caratteristiche organolettiche del vino. La cantina premiata con la medaglia d’argento avrà in dotazione 14 mila etichette e controetichette e 7 mila tappi, mentre per il terzo classificato sono in palio 10 mila etichette e controetichette e 5 mila tappi.

 

“Sono già più di cento le cantine che saranno presenti al Salone – commenta Nicola Campanile, organizzatore dell’evento – e tutte porteranno in degustazione a Bari il meglio dell’enologia del Meridione. Con il Premio Radici del Sud vogliamo rendere particolare merito alle tre cantine che, in sede di valutazione, si distingueranno per l’eccellenza dei loro vini e per la capacità di interpretare al meglio i vitigni simbolo della Sud Italia.”

 

Durante la settimana precedente le oltre trecento etichette presenti al Salone saranno suddivise per categorie di uvaggio e valutate da quattro giurie: due composte da giornalisti, influencer e wine writer italiani e internazionali e due formate da buyer provenienti da Paesi europei come Svezia, Gran Bretagna, Olanda e Germania, ed extraeuropei come Svizzera, Russia, Polonia, Australia, Stati Uniti e Cina. L’edizione 2019 di Radici del Sud vedrà inoltre continuare la collaborazione con l’enologo Alessio Fortunato, che lavora in Cina come China Wine Market Consultant nell’ambito di importazione e distribuzione del vino e come professore della NWAF University.

 

Accanto a lui sarà presente una delegazione composta da buyer cinesi, già importatori di vino italiano e interessati ad approfondire la conoscenza del mondo dell’enologia del Sud Italia. 

Presente al Salone per il secondo anno anche il padiglione dedicato ai vini artigianali, che si potranno degustare al primo piano del Castello di Sannicandro, e un’area interamente dedicata al food, dove si ci sarà la possibilità di assaggiare e acquistare le specialità gastronomiche di alcune delle migliori aziende del Meridione.

 

RADICI DEL SUD 2019 - Salone dei vini e degli oli del Sud

Dove: Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari (BA)

Apertura al pubblico: 10 giugno 2019

Orario: dalle 11.00 alle 21.00

Ingresso: kit di degustazione €15 (comprensivo di bicchiere, sacca portabicchiere e quaderno

di degustazione)

Parcheggio: disponibile

I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

 

 

Anna Sperotto

TASTING DEL BARBARESCO 2016

 

 

Ci siamo quasi,
manca poco all'Evento
 
 

Il Barbaresco DOCG 2016 è pronto a presentarsi al mondo in un pomeriggio di TASTING esclusivo
L’Enoteca Regionale del Barbaresco è lieta di annunciare la Presentazione dell’annata 2016 del Barbaresco in un Evento unico di Degustazione che si terrà Lunedì 29 Aprile 2019 dalle ore 12:00 alle ore 18:00 nei locali della Cantina storica del Castello di Neive, in un grande pomeriggio di Tasting che radunerà ai banchi d’assaggio oltre 60 produttori che Vi offriranno la possibilità di degustare diverse annate di Barbaresco.
 
Clicca e scopri i dettagli dell'evento
 
 

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I posti sono limitati per poter garantire un'incontro ed un esperienza di qualità con i Produttori.
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ASPI ENTRA IN OTTO ISTITUTI ALBERGHIERI DELLA LOMBARDIA

 

 

 

 

LA FORMAZIONE DI ASPI ENTRA IN OTTO ISTITUTI ALBERGHIERI DELLA LOMBARDIA. OLTRE 300 STUDENTI IN CORSA PER DIVENTARE SOMMELIER JUNIOR. A MAGGIO, IL CONCORSO NELLA VILLA REALE DI MONZA

 

IL CORSO ORGANIZZATO DA ASPI - ASSOCIAZIONE DELLA SOMMELLERIE PROFESSIONALE ITALIANA COINVOLGE GLI STUDENTI DEL 4° E 5° ANNO CHE, DOPO L’ESAME FINALE, POTRANNO CONSEGUIRE L’ESCLUSIVA CERTIFICAZIONE DI ASPI, L’UNICA ASSOCIAZIONE ITALIANA MEMBRO DI ASI.

IL 5 MAGGIO, ALLA VILLA REALE DI MONZA, IL CONCORSO PER SOMMELIER JUNIOR, PATROCINATO DAL COMUNE DI MONZA, CON LA CONSEGNA DEI DIPLOMI DA PARTE DEL VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA FABRIZIO SALA

 

ASPI - Associazione della Sommellerie Professionale Italiana porta l’arte della sommellerie tra i banchi di scuola con i corsi per diventare “Sommelier Junior”, già avviati in otto istituti alberghieri della Lombardia, con il coinvolgimento di oltre 300 studenti delle classi del quarto e quinto anno, con la possibilità di estendere le lezioni anche al terzo anno.

Gli istituti coinvolti nell’iniziativa sono: l’Istituto Superiore Falcone di Gallarate, l’Istituto Alberghiero Don Gnocchi di Carate Brianza, la Scuola Oliver Twist di Cometa a Como, il Collegio Arcivescovile Castelli a Saronno, l'Istituto Alberghiero "Ballerini" di Seregno, l’Istituto Professionale “Adriano Olivetti” di Monza, l’Istituto Istruzione Superiore Giuseppe Luigi Lagrange di Milano e l’Istituto Carlo Porta di Milano. Al termine del corso, e previo superamento dell’apposito esame di idoneità a conclusione del quinto anno, gli studenti potranno ottenere l’attestato di “Sommelier Junior ASPI” che darà loro il diritto a proseguire il percorso di formazione per le altre figure dell’associazione.

«La formazione è da sempre pilastro fondante di ASPI e lo è ancora di più nei confronti dei giovani: i sommelier di domani a cui intendiamo dare le basi per affrontare il mondo del lavoro e i successivi step di apprendimento e pratica sul campo con altissima professionalità – dichiara Giuseppe Vaccarini, presidente di ASPI. Gli studenti che parteciperanno a questa iniziativa potranno diventare i nuovi ambasciatori della enogastronomia e dell’accoglienza turistica. È per loro un’opportunità reale e concreta per porre le basi del proprio futuro».

I corsi attivati negli istituti coinvolti saranno diversi rispetto al normale percorso formativo avviato da ASPI, al fine di approfondire le varie tematiche, scendendo più nel dettaglio dei vari aspetti che compongono la professione.

Con il quarto anno prenderà avvio il percorso didattico da 16 lezioni di due ore pomeridiane ciascuna dedicate allo studio della figura e della funzione del sommelier, all’approccio responsabile alla bevanda alcolica, alla viticoltura, all’enologia, alla tecnica della degustazione  analitico-descrittiva, alla conoscenza dei vini passiti e liquorosi, dei vini spumanti e frizzanti, della birra, dei distillati e dei liquori. Nel quinto anno le lezioni diventeranno 17, sempre da due ore pomeridiane ciascuna. Dopo il ripasso generale si proseguirà con l’enogastronomia, per poi dare ampio spazio alla conoscenza dell’enografia nazionale ed ai vini a denominazione. A seguire, accenni ai vini francesi, europei e di altri continenti. Infine, la preparazione all’esame e l’esame finale. Ogni lezione, nei due anni di corso, terminerà con test relativi alla lezione precedente che consentiranno allo studente di verificare le competenze apprese e al docente di capire il livello di preparazione d’aula per meglio definire le lezioni successive.

 

 

 

Il percorso formativo culminerà domenica 5 maggio, nell’elegante cornice della Villa Reale di Monza, con il Concorso per Sommelier Junior: una competizione tra i più giovani per decretare il miglior sommelier. Durante la giornata, patrocinata dal Comune di Monza, gli studenti che hanno seguito e concluso il corso ASPI per diventare Sommelier riceveranno i diplomi da parte del Vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala. E per tutti i partecipanti sarà possibile degustare Champagne al banco d’assaggio dedicato e visitare l’esposizione di auto Dream Cars allestita in Villa.

Un ringraziamento speciale và alle aziende che, fin dalla sua nascita, hanno deciso di sostenere il progetto: Allegrini, Baracchi, Batasiolo, Cinzano, Col d’Orcia, Costaripa, Livio Felluga, Marchesi di Barolo, Marco Felluga, Mongioia, Poggio al Tesoro, Roberto Capecci, Vinopera, Zenato.

 

ASPI - Associazione della Sommellerie Professionale Italiana. Si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l'obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, è il solo membro per l'Italia dell'Association de la Sommellerie Internationale, ASI. I principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività.

 


Alessandra Perrucchini. Cell. 340 4212323

“L'ENOTURISMO E L'ESPERIENZA DI VISITA IN CANTINA”

 

 

 

“L'ENOTURISMO E L'ESPERIENZA DI VISITA IN CANTINA”
a Vinitaly con Movimento Turismo del Vino, Mipaaft e Enit

 

 

Il 22,3% dei turisti italiani e il 29,9% degli stranieri sceglie l'esperienza enogastronomica: un settore in costante crescita che per la prima volta viene regolamentato attraverso il Decreto legge sull'enoturismo. Un tema comune a diversi attori come Enit-Agenzia Nazionale del Turismo e Movimento Turismo del Vino, che presenta Cantine Aperte 2019, il primo grande appuntamento dedicato agli enoturisti dopo il Decreto legge firmato dal ministro Gian Marco Centinaio.

 

 “Bastano 10 minuti in cantina, prima di assaggiare un vino, per rendere un'esperienza di successo oppure sgradevole e tale esperienza può essere trasmessa in maniera esponenziale attraverso il passaparola e i social network”

 

Si è aperta con la citazione del Master of Wine Jane Hunt la conferenza “Enoturismo: dal decreto all'esperienza in cantina” in programma martedì 9 aprile alle ore 11 allo stand del Mipaaft di Vinitaly. La presenza del ministro Gian Marco Centinaio, firmatario del Decreto sull'enoturismo, ha permesso di fare il punto sulle strategie messe in campo per regolamentare il settore e promuovere il rapporto tra territorio, prodotti agroalimentari e turismo: «Stiamo lavorando – ha affermato il ministro Centinaio – per promuovere nel mondo il Sistema Italia e creare sinergie importanti tra il mondo agricolo e quello turistico. Ci siamo rivolti a tutti gli operatori del settore per iniziare a regolamentare l'enoturismo, traino importante per portare in primo piano quei territori rurali che meritano di essere conosciuti in tutto il mondo. Vogliamo che i turisti che cercano diversi tipi di esperienza – e sappiamo che sono sempre di più i turisti che arrivano da grandi città come Mosca, Pechino, New York – accanto alle grandi mete d'arte visitino anche le colline del Veneto, l'Oltrepò Pavese, il Chianti senese e i tanti altri luoghi del vino d'Italia.

Perché in un bicchiere di vino non c'è solo il contenuto che percepiamo con i sensi: dietro a quel bicchiere si possono leggere storie di cantine, famiglie, vigne, paesaggi ed enogastronomia.»

 

A fare gli onori di casa Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere: «L'enoturismo – ha continuato Mantovani – è un tema di grande attualità, che sta diventando una nuova possibilità per il territorio e per il mercato del vino: dietro al consiglio di amici e familiari e ancora prima delle recensioni dei sommelier, l'esperienza in cantina e il rapporto con i produttori sono il secondo criterio più importante nella scelta di un vino. Per questo motivo a Vinitaly, forti dell'esperienza di Expo 2015, stiamo elaborando azioni concrete che permettano alle cantine di porsi come attori di un segmento in costante crescita come quello dei turisti del vino.»

 

La conferenza è stata l'occasione per approfondire uno dei temi più dibattuti del settore vinicolo: l'esperienza di visita in cantina. Il Movimento Turismo del Vino Italia si è raccontato attraverso l'intervento del presidente Nicola D'Auria, che ha portato l'esperienza trentennale del movimento e ha presentato l'edizione di Cantine Aperte 2019, in programma il weekend del 25 e 26 maggio.

«Il Movimento Turismo del Vino nasce 27 anni fa grazie all'idea di alcuni sognatori che avevano in mente quello che oggi stiamo finalmente mettendo in atto con il Decreto sull'enoturismo. Ringrazio il ministro Centinaio che ha messo la sua firma sul decreto attuativo, e tutti i nostri presidenti che negli anni hanno lavorato affinché si giungesse a un decreto che inizia a fare chiarezza su un settore lasciato troppo a lungo senza regolamentazione.

La nostra associazione raccoglie circa 900 cantine dalla Valle d'Aosta alla Sicilia che rispettano alti standard di accoglienza e porta avanti la filosofia del “vedi cosa bevi”: dare la possibilità agli enoturisti di vedere che cosa c'è dietro a una bottiglia di vino. Per questo ci candidiamo a girare il mondo per raccontare le bellezze dei nostri territori e dei nostri produttori, e chiediamo che le nostre cantine vengano riconosciute come mete turistiche a tutti gli effetti. La prossima edizione di Cantine Aperte – ha continuato il presidente D'Auria – sarà la prima grade occasione per toccare con mano quando ribadito nel decreto».

 

Il Direttore esecutivo di Enit-Agenzia Nazionale del Turismo Giovanni Bastianelli, ha fornito una panoramica sui flussi enoturistici e sul loro impatto nell'economia del nostro Paese: «A scegliere la vacanza incentrata sul food è il 22,3% dei turisti italiani e il 29,9% degli stranieri. L’interesse è talmente alto da indurre il 23,8 % dei viaggiatori ad informarsi sui ristoranti prima della partenza e una volta a destinazione quasi il 30 per cento trascorre il tempo a scegliere locali in cui gustare le eccellenze italiane». Bastianelli ha poi evidenziato come, secondo le vendite dei tour operatori, i primi mesi del 2019 abbiano visto un trend di ulteriore crescita del prodotto enogastronomico in Italia (+5%). «Ci sono mercati – ha commentato il direttore esecutivo di Enit - dove il Turismo può trainare le esportazioni di Food & Wine (es. Regno Unito, Svizzera, Canada Austria, Giappone) e altri dove il volano dell’enogastronomia muove flussi turistici (es. Germania, USA, Francia, Spagna». I turisti, secondo quanto emerge dai dati raccolti da Enit, sono pronti a spendere per una vacanza all’insegna del gusto: i consumi per l’esperienza enogastronomica in tal senso sono cresciuti del 70 per cento dal 2013 al 2017. La vacanza food produce la più alta spesa internazionale pro-capite: circa 150 euro al giorno, il dato più alto se rapportato ad altri tipi di vacanza.

 

La dott.ssa Roberta Garibaldi, docente universitaria e autrice del Rapporto sul Turismo Gastronomico, ha infine lanciato alcuni suggerimenti per rendere l'esperienza di visita in cantina ancora più attraente: «Dai dati raccolti emerge il desiderio di nuove proposte e servizi che possano arricchire la visita, aprendo una nuova sfida per le cantine: organizzare visite segmentate, che possano soddisfare i diversi profili dei visitatori. A seconda del posizionamento strategico della cantina, si possono prevedere nuove offerte, curate nel servizio e nello storytelling, e magari nuovi allestimenti, con uno sguardo alle nuove tecnologie. Dalla realtà aumentata ai tavoli da degustazione digitali, la tecnologia può affacciarsi per completare l’esperienza prima, durante e dopo la visita e soddisfare i Millennials che diventano un target di interesse».

 

CANTINE APERTE 2019

25-26 maggio

 

Cantine Aperte 2019 si prepara ad accogliere gli enoturisti: dai temi annuali, come Matera2019 per MTV Basilicata, alle collaborazioni importanti come quella del MTV Campania con Ferrovie dello Stato, che sta rilanciando alcune tratte ferroviarie storiche per realizzare tappe in tutti i territori del vino della regione. Ampio spazio anche all'impegno sociale con la collaborazione del Movimento Turismo del Vino FVG con i Comitati Provinciali Unicef FVG: il ricavato delle vendite dei calici sarà infatti devoluto a favore della campagna “Nutri la vita. Salviamo i bambini dalla malnutrizione”. Anche MTV Umbria – che ha scelto quest'anno L'Evoluzione come tema – si impegna a donare i proventi in beneficenza, con la collaborazione con la Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro.

In Lombardia gli enoturisti potranno vivere un'esperienza di degustazione alternativa con Cantine Aperte in Vespa: simbolo della dolce vita, la vespa, permetterà di vivere una giornata tra le colline dell’Oltrepo Pavese. Alla scoperta del territorio su due ruote anche in Piemonte, dove l'associazione sta costruendo una serie di itinerari da percorrere a cavallo di una bici elettrica.

Anche la tecnologia gioca un ruolo importante per gli enoturisti. Si ripete nelle Marche il progetto dell'App Cantine Marche in Tour: ogni cantina socia avrà il proprio QRCode personalizzato e fotografandolo l’enoturista prenderà dei punti bonus per poter poi accedere a omaggi esclusivi.

Dall’arte della viticultura e della vinificazione, passando per la cultura degli abbinamenti enogastronomici, per arrivare fino all’arte del buon bere: MTV Toscana aprirà le porte di spazi dove l’arte si mescola al patrimonio enogastronomico. L'arte sarà anche il focus degli appuntamenti di MTV Trentino Alto Adige, che aprirà le proprie cantine con spettacoli artistici e musicali.

Diversificata l'esperienza di MTV Veneto, che darà vita ai CantineAperteMoments, una serie di temi ed eventi ispirati ai colori del vino, ai fiori, alla cultura e alla natura, che animeranno le cantine e coinvolgeranno i wine lovers.

Questi e molti altri appuntamenti organizzati da MTV Abruzzo, MTV Puglia, MTV Molise, MTV Calabria, MTV Emilia Romagna, MTV Lazio, MTV Sicilia e MTV Sardegna.

 

 

Chiara Caliceti

 

Cortona Cultura Mix Festival

Dopo gli appuntamenti che hanno visto protagonisti Benedetta Cibrario con Alberto Rollo e Kim Rossi Stuart con Alessandra Tedesco, il ciclo di incontri Cortona libri e idee – promosso dal Comune di Cortona in collaborazione con il Comitato Cortona Cultura Mix Festival, Ex Libris Comunicazione, la Biblioteca del Comune di Cortona e le società Icaro e Pegaso – prosegue giovedì 18 aprile alle 18 con lo scrittore Paolo Di Paolo. La cornice è sempre la suggestiva Sala del Trono del settecentesco Palazzo Vescovile (Vicolo Vagnotti 1).

La mia vita tra le righe è l’irresistibile invito lanciato da Paolo Di Paolo a specchiarsi nelle pagine dei libri che abbiamo amato e a riconoscere quanto ad essi siamo debitori. “Questa è la parte più bella della lettura, scoprire che non sei solo. Tu appartieni”: a partire dalla massima di Fitzgerald applicata alla propria vita, lo scrittore accompagna il pubblico nella galleria ideale di Vite che sono la tua (Laterza, 2017), 27 affinità elettive, da Tom Sawyer al giovane Holden, da Jane Eyre a Raskòl'nikov e ai personaggi di Roth, tante quante i classici che più lo hanno segnato. Finalista al Premio Strega 2013 con il romanzo Mandami tanta vita (Feltrinelli) su Piero Gobetti, Paolo di Paolo in questo incontro propone un vero e proprio catalogo sentimentale fatto di autori, persone e personaggi, perché noi tutti siamo non solo i libri che leggiamo e che vorremmo leggere, ma anche le vite immaginarie che abbiamo vissuto e tutti i viaggi che grazie alla lettura abbiamo intrapreso.

La rassegna Cortona libri e idee si concluderà con Michela Murgia giovedì 16 maggio.

 

COMUNICAZIONE E ORGANIZZAZIONE 

EX LIBRIS COMUNICAZIONE 

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

tel. 02 45475230 
Carmen Novella: 335 6792295 

VINO: PROMOZIONE MOLTIPLICATORE PER EXPORT MARCHE. PER OGNI MLN DI EURO INVESTITO SE NE GENERANO 7,5

 

 

 

L’ANALISI NOMISMA WINE MONITOR SULL’INCREMENTO DELLE VENDITE DEL VIGNETO MARCHE

 

(Vinitaly, 7 aprile 2019). “Ogni milione di euro investito dalle Marche in promozione ha generato un ritorno nell’export di vino verso i Paesi terzi per 7,5 milioni di euro”. È la sintesi del responsabile di Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini, oggi a Vinitaly al convegno della Regione Marche Mercato e promozione a confronto. L’analisi, realizzata dall’istituto di ricerca bolognese per i due consorzi marchigiani (Istituto marchigiano di tutela vini e Consorzio vini piceni), fa il punto sul trend export del prodotto enologico regionale a fronte degli investimenti realizzati negli ultimi anni. E la verifica dei risultati dà ragione alla gestione virtuosa dei fondi comunitari Ocm Promozione (Organizzazione comune di mercato) e Psr (Programma di sviluppo rurale). L’export del vigneto Marche è infatti cresciuto del 56% nell’ultimo decennio, in particolare nell’extraUe, che vola a +75%, con la Cina che segna un incremento di quasi il 450% e con Norvegia, Svizzera e Russia anch’esse in tripla cifra. L’indagine, svolta direttamente sulle principali aziende della regione, evidenzia nel complesso un settore che negli anni è riuscito a diversificare sempre più il proprio mercato della domanda. I dati espressi dalle interviste ai produttori confermano in larga parte quelli di Istat (che evidenziano una crescita del 9,5% nell’ultimo anno, il triplo rispetto alla media nazionale) che annoverano tra i top buyer in testa gli Usa (16,2% di market share), seguiti da Svezia (11,3%), Benelux (9,8%), Germania (8,8%), Giappone (7,1%), Regno Unito (6,5%) e Cina (5,7%). A farla da padroni, i 2 prodotti di punta, il Verdicchio (dei Castelli di Jesi e di Matelica), che a valore rappresenta la fetta maggiore dell’export regionale, e il Rosso Piceno, che mette a segno un’importante progressione nelle vendite estere. Complessivamente, nel triennio 2015 2018, l’indagine fissa la crescita dell’imbottigliato regionale a +39%, con un export a +31% per un campione di aziende che rappresentano 1/3 della produzione totale marchigiana.

Per il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini, Alberto Mazzoni: “I fondi europei per la promozione sono un privilegio indispensabile per il settore del vino, un unicum, rispetto ad altri comparti, che dobbiamo essere in grado di sfruttare al meglio. Le Marche grazie anche alla collaborazione con la Regione si sono dimostrate una best practice, riuscendo negli anni a incrementare il coinvolgimento delle aziende del 115%. Rispetto a 3 anni fa, registriamo finalmente un aumento del 6% del prezzo medio del Verdicchio, sia in Italia che all’estero, ma non è ancora abbastanza rispetto alla qualità espressa”.

Per il direttore del Consorzio vini piceni, Armando Falcioni: “Per tipologia e caratteristiche il nostro rosso si presta anche a mercati più esotici: è il caso di Cina e Giappone, che secondo il campione rappresentano quote sempre più decisive per il nostro export, con il Paese del Dragone che nell’ultimo anno è cresciuto in maniera vertiginosa. Si tratta di mercati emergenti da sviluppare anche con azioni promozionali dedicate, che devono necessariamente essere diverse rispetto ad altri Paesi culturalmente più vicini a noi. Possiamo lavorare sul posizionamento dei vini marchigiani attraverso un’azione strutturata e sinergica di tutta la filiera, ma non solo: attraverso i fondi e il lavoro delle nostre istituzioni, a partire dalla Regione, anche le aziende più piccole possono pianificare e razionalizzare le risorse per la promozione”.

Secondo i produttori, infine, sono di gran lunga gli Stati Uniti il Paese da presidiare con maggior attenzione nel futuro; a seguire, Canada, Cina, Germania, Giappone e Regno Unito. Ma non basta: sul fronte delle strategie da implementare la risposta quasi unanime è individuare nuovi mercati di sbocco. Tra i valori da comunicare, prevalgono l’abbinata vino e turismo, la zona di produzione e le produzioni biologiche/sostenibili.

 

 

Marta De Carli

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