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Recensioni

LA MAGIA DEI PICCOLI FRUTTI IN UNA GUIDA DI SALUTE E RICETTE

 
 

Corredata da indicazioni nutrizionali e distribuita gratuitamente, 

presenta oltre 50 ricette per ogni momento della giornata

 

Oltre cinquanta ricette, per i diversi momenti della giornata, ma anche per i più piccoli o per chi ha problemi di allergie e intolleranze, oppure semplicemente per chi ha intenzione di seguire una dieta detox. "In cucina con i piccoli frutti" è il titolo dell'innovativo ricettario voluto dall'Organizzazione di Produttori Ortofruit italia di Saluzzo e curato dalla giornalista Renata Cantamessa, ideatrice del format “Il Bugiardino di Fata Zucchina”. Il ricettario sarà distribuito gratuitamente a partire dalla fine di luglio in occasione delle attività promozionali nei punti vendita italiani della GDO che offrono i prodotti Ortofruit italia, o della partecipazione dell’azienda a fiere e grandi eventi del territorio, come Peperò-Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, il Salone del Gusto, la Fiera del Marrone di Cuneo e la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.

 

Più che di un semplice ricettario, parlerei di una vera e propria guida che unisce piccoli frutti e benessere, dalla cucina allo stile di vita – spiega Domenico Paschetta, presidente di Ortofruit Italia e leader di Confcooperative Piemonte - Abbiamo cercato di costruire un compendio di oltre cinquanta ricette a base di frutti di bosco e altri prodotti di filiere locali per andare incontro alle esigenze di tutti i nostri consumatori, tenendo conto delle nuove intolleranze che ormai fanno parte del nostro background alimentare, per le quali la gamma dei “superfrutti” può rappresentare un’ottima opportunità per coniugare gusto e salute per 365 giorni l’anno, da cui il nostro slogan #365DaysOfBerries”.

 

Le ricette sono infatti suddivise in una comoda rubricatura a colori in base al loro utilizzo all'interno dell'alimentazione quotidiana oppure per esigenze specifiche. Scopriamo così che lamponi, mirtilli, ma anche fragole e ciliegie, mora e ribes, oltre al prodigioso baby frutto Nergi, possono essere inseriti con successo in snack e dolci per bambini, ma anche in piatti unicidolci e piatti veloci, ideali per la pausa pranzo, e ancora in ricette detox, senza dimenticare l'ampio capitolo dedicato a smoothiescentrifugati, tisane e addirittura alla miscelazione.

 

Grazie al lavoro di ricerca permanente con il DISAFA - Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino – prosegue Paschetta - abbiamo da tempo intrapreso con successo la strada della ricerca varietale (con l’inserimento di cultivar in esclusiva internazionale), della conversione al biologico (che oggi rappresenta il 30% della nostra produzione, svettando al 50% con il mirtillo) e della produzione a “zero emissioni” dei nostri berries grazie una compensazione interna delle emissioni di CO2 dimostrata dalla ricerca della LCA Life Cycle Assessment (Ciclo di Vita). Da questo impegno per le filiere sostenibili, è maturata la necessità di educare la coscienza ecologica sia da parte di chi produce, sia da parte di chi consuma: e in questo Ortofruit Italia ha aperto una nuova forza motrice per arrivare più direttamente al consumatore, ovvero il “green marketing”, cioè un moderno canale per comunicare la tutela ambientale dei nostri processi produttivi e sensibilizzare i cittadini-consumatori sugli stili alimentari corretti e sull’attività fisica”.

 

La parte più innovativa del ricettario è infatti rappresentata dal commento nutrizionaleaffidato agli specialisti della Società di Mutuo Soccorso FAB S.M.S., il Fondo Assistenza e Benessere di Asti, che per ogni ricetta spiega qual è il valore nutrizionale aggiunto, i target di consumo ai quali ogni piatto è consigliato – da chi pratica sport agli anziani – e a quali categorie di intolleranze può essere adatto. Una spiegazione semplice e schematica, che con un colpo d'occhio permette di scegliere quale ricetta è più adatta alle esigenze del lettore. In apertura della guida, non mancano i “bugiardini” di fragola, ciliegia, lampone, mirtillo, mora, ribes e Nergi, tratti dall’omonimo progetto di educazione alimentare di “Fata Zucchina” (Renata Cantamessa) con il SIAN Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’Asl di Asti, per illustrare al lettore i benefici nutrizionali di ogni superfrutto attraverso accattivanti infografiche.


La guida dà il via a una nuova stagione di promozione per Ortofruit Italia, che a breve lancerà il suo nuovo sito multilingue dedicato sia alla comunicazione istituzionale, sia al rapporto diretto con il pubblico dei consumatori e il bacino consolidato di clienti della GDO italiana e internazionale. Ma non solo: sul fronte produttivo è in pieno sviluppo il progetto Piccoli frutti d’Italia, che vede l’OP alla regia della coltivazione di berries in diverse regioni italiane, dal Piemonte alla Toscana, dal Lazio alla Calabria, fino alla Sicilia, per creare un’offerta no-stop di piccoli frutti durante tutto l’anno, valorizzando nel contempo le stagionalità e i localismi delle aree produttive più vocate d’Italia.

 

Ennesimo balzo in avanti per il grande Gruppo ortofrutticolo piemontese, recentemente citato come modello internazionale di gestione sostenibile della filiera produttiva del mirtillo dalla rivista americana Sustainability - The Journal of Record grazie ai risultati di una ricerca condotta dal DISAFA UniTo.

 

 

Cliccando sul bottone sottostante è possibile scaricare alcune ricette di libera pubblicazione. 

 

 

LA MAGIA DEI PICCOLI FRUTTI IN UNA GUIDA DI SALUTE E RICETTE

 
 

Corredata da indicazioni nutrizionali e distribuita gratuitamente, 

presenta oltre 50 ricette per ogni momento della giornata

 

Oltre cinquanta ricette, per i diversi momenti della giornata, ma anche per i più piccoli o per chi ha problemi di allergie e intolleranze, oppure semplicemente per chi ha intenzione di seguire una dieta detox. "In cucina con i piccoli frutti" è il titolo dell'innovativo ricettario voluto dall'Organizzazione di Produttori Ortofruit italia di Saluzzo e curato dalla giornalista Renata Cantamessa, ideatrice del format “Il Bugiardino di Fata Zucchina”. Il ricettario sarà distribuito gratuitamente a partire dalla fine di luglio in occasione delle attività promozionali nei punti vendita italiani della GDO che offrono i prodotti Ortofruit italia, o della partecipazione dell’azienda a fiere e grandi eventi del territorio, come Peperò-Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, il Salone del Gusto, la Fiera del Marrone di Cuneo e la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.

 

Più che di un semplice ricettario, parlerei di una vera e propria guida che unisce piccoli frutti e benessere, dalla cucina allo stile di vita – spiega Domenico Paschetta, presidente di Ortofruit Italia e leader di Confcooperative Piemonte - Abbiamo cercato di costruire un compendio di oltre cinquanta ricette a base di frutti di bosco e altri prodotti di filiere locali per andare incontro alle esigenze di tutti i nostri consumatori, tenendo conto delle nuove intolleranze che ormai fanno parte del nostro background alimentare, per le quali la gamma dei “superfrutti” può rappresentare un’ottima opportunità per coniugare gusto e salute per 365 giorni l’anno, da cui il nostro slogan #365DaysOfBerries”.

 

Le ricette sono infatti suddivise in una comoda rubricatura a colori in base al loro utilizzo all'interno dell'alimentazione quotidiana oppure per esigenze specifiche. Scopriamo così che lamponi, mirtilli, ma anche fragole e ciliegie, mora e ribes, oltre al prodigioso baby frutto Nergi, possono essere inseriti con successo in snack e dolci per bambini, ma anche in piatti unicidolci e piatti veloci, ideali per la pausa pranzo, e ancora in ricette detox, senza dimenticare l'ampio capitolo dedicato a smoothiescentrifugati, tisane e addirittura alla miscelazione.

 

Grazie al lavoro di ricerca permanente con il DISAFA - Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino – prosegue Paschetta - abbiamo da tempo intrapreso con successo la strada della ricerca varietale (con l’inserimento di cultivar in esclusiva internazionale), della conversione al biologico (che oggi rappresenta il 30% della nostra produzione, svettando al 50% con il mirtillo) e della produzione a “zero emissioni” dei nostri berries grazie una compensazione interna delle emissioni di CO2 dimostrata dalla ricerca della LCA Life Cycle Assessment (Ciclo di Vita). Da questo impegno per le filiere sostenibili, è maturata la necessità di educare la coscienza ecologica sia da parte di chi produce, sia da parte di chi consuma: e in questo Ortofruit Italia ha aperto una nuova forza motrice per arrivare più direttamente al consumatore, ovvero il “green marketing”, cioè un moderno canale per comunicare la tutela ambientale dei nostri processi produttivi e sensibilizzare i cittadini-consumatori sugli stili alimentari corretti e sull’attività fisica”.

 

La parte più innovativa del ricettario è infatti rappresentata dal commento nutrizionaleaffidato agli specialisti della Società di Mutuo Soccorso FAB S.M.S., il Fondo Assistenza e Benessere di Asti, che per ogni ricetta spiega qual è il valore nutrizionale aggiunto, i target di consumo ai quali ogni piatto è consigliato – da chi pratica sport agli anziani – e a quali categorie di intolleranze può essere adatto. Una spiegazione semplice e schematica, che con un colpo d'occhio permette di scegliere quale ricetta è più adatta alle esigenze del lettore. In apertura della guida, non mancano i “bugiardini” di fragola, ciliegia, lampone, mirtillo, mora, ribes e Nergi, tratti dall’omonimo progetto di educazione alimentare di “Fata Zucchina” (Renata Cantamessa) con il SIAN Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’Asl di Asti, per illustrare al lettore i benefici nutrizionali di ogni superfrutto attraverso accattivanti infografiche.


La guida dà il via a una nuova stagione di promozione per Ortofruit Italia, che a breve lancerà il suo nuovo sito multilingue dedicato sia alla comunicazione istituzionale, sia al rapporto diretto con il pubblico dei consumatori e il bacino consolidato di clienti della GDO italiana e internazionale. Ma non solo: sul fronte produttivo è in pieno sviluppo il progetto Piccoli frutti d’Italia, che vede l’OP alla regia della coltivazione di berries in diverse regioni italiane, dal Piemonte alla Toscana, dal Lazio alla Calabria, fino alla Sicilia, per creare un’offerta no-stop di piccoli frutti durante tutto l’anno, valorizzando nel contempo le stagionalità e i localismi delle aree produttive più vocate d’Italia.

 

Ennesimo balzo in avanti per il grande Gruppo ortofrutticolo piemontese, recentemente citato come modello internazionale di gestione sostenibile della filiera produttiva del mirtillo dalla rivista americana Sustainability - The Journal of Record grazie ai risultati di una ricerca condotta dal DISAFA UniTo.

 

 

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COSTA CROCIERE E FONDAZIONE BANCO ALIMENTARE ONLUS: LA LOTTA ALLO SPRECO ALIMENTARE CELEBRA IL PRIMO ANNIVERSARIO; CONSEGNATE 50.000 PORZIONI IN 12 MESI

 

 

La collaborazione tra Costa Crociere e Fondazione Banco Alimentare Onlus per il recupero e il riutilizzo a fini sociali delle eccedenze alimentari festeggia a Palermo un anno di attività

 

Oggi, martedì 17 luglio 2018, con lo sbarco di Costa Fascinosa a Palermo, il capoluogo siciliano entra ufficialmente nel programma di donazioni alimentari delle navi Costa Crociere e l’iniziativa festeggia un importante traguardo: il primo anno di attività.

Il progetto, nato un anno fa dalla collaborazione tra Costa Crociere e Fondazione Banco Alimentare Onlus, consente la raccolta del cibo preparato, ma non servito, nei ristoranti delle navi e la sua distribuzione a organizzazioni locali che forniscono assistenza a persone in difficoltà. L’iniziativa è partita a Savona nel luglio 2017 e in 12 mesi si avvia alle 50.000 porzioni donate pari ad 1 pasto per 25.000 persone.

Numeri che colpiscono per imponenza ma anche per il potenziale che racchiudono. Numeri destinati a crescere anche grazie all’allargamento del progetto all’Europa, insieme alla Federazione europea dei Banchi Alimentari, con il primo porto Marsiglia già incluso e altri scali prossimi alla partenza.

 

Savona - 22 luglio 2017

Civitavecchia - 1 dicembre 2017

Marsiglia - 19 maggio 2018

Bari - 21 maggio 2018

Palermo - 17 luglio 2018

 

Ogni sera precedente l’arrivo in uno dei porti attivati, al termine della cena, vengono raccolti tutti i piatti preparati nelle aree ristorazione e non serviti agli ospiti, i così detti “ready to eat”. I pasti sono riposti in appositi contenitori di alluminio, sigillati e etichettati per garantirne la tracciabilità, e poi conservati nelle celle frigorifere di bordo. La mattina seguente, dopo l’attracco della nave, i contenitori vengono sbarcati e consegnati ai volontari del Banco Alimentare, che li porteranno in una struttura caritativa convenzionata delle vicinanze.

 

Il progetto di Costa Crociere e Fondazione Banco Alimentare Onlus, che si inserisce nel contesto di sostegno alla povertà ed esclusione sociale, è stato possibile anche grazie alla legge 166/2016 contro gli sprechi alimentari e farmaceutici promossa dall’on. Maria Chiara Gadda ed entrata in vigore il 14 settembre 2016. Il provvedimento riorganizza il quadro normativo di riferimento che regola le donazioni degli alimenti invenduti con misure di semplificazione, armonizzazione e incentivazione, permettendo di donare qualsiasi tipo di bene alimentare con più facilità e in maniera altrettanto controllata e sicura, ma soprattutto stabilisce la priorità del recupero di cibo a scopo umano. 

 

Il progetto Costa Crociere, con la collaborazione di Banco Alimentare, è un esempio di come la Legge 166 rappresenti un terreno fertile su cui sono nate esperienze positive, strutturate e ripetibili nel tempo. Un progetto come questo coniuga sapientemente solidarietà, riduzione dell'impatto ambientale, motivazione del personale ed educazione a un consumo consapevole da parte dei cittadini – ha dichiarato l’onorevole Maria Chiara Gadda, promotrice e relatrice della legge 166/2016 a favore delle donazioni di eccedenze alimentari– Questo è un grande esempio di come, con la giusta determinazione e i nuovi strumenti offerti dalla Legge, si possano superare ostacoli burocratici e alimentare il circuito virtuoso della sostenibilità”.

 

Essere qui, dopo questo primo intenso anno di attività, pronti ad aggiungere la tappa di Palermo agli altri porti attivi in Italia e in Europa, ci riempie di orgoglio - ha dichiarato Giuseppe Parma, Direttore Generale della Fondazione Banco Alimentare Onlus. - Questo progetto, modello e buona pratica di economia circolare, rappresenta un percorso concreto per costruire un’alternativa al degrado attuale e alla cultura dello scarto, ma anche al pessimismo e all’inazione. La partnership con Costa Crociere ci ha permesso di costruire un reale processo di cambiamento, contribuendo alla crescita di una nuova cultura della sostenibilità in questo settore”.

 

“Tutto è cominciato nel luglio 2017 a Savona, e oggi siamo riusciti ad estendere il progetto nel Mediterraneo sia nel nostro Paese, a Civitavecchia e Bari, sia oltre i confini italiani, a Marsiglia. Il nostro impegno è sempre rivolto alla promozione di una maggiore consapevolezza sul valore del cibo, uniti nella lotta contro lo spreco alimentare insieme ai nostri ospiti e lo staff Costa. Oggi celebriamo un nuovo e importante traguardo che ci sprona a fare sempre di più, un ottimo modo per festeggiare i 70 anni di Costa.” – ha dichiaratoStefania Lallai, Sustainability & External Relations Director di Costa Crociere. – “Stiamo studiando la strada migliore per far evolvere questo progetto contestualmente al suo continuo ampliamento, che ha quale valore cardine il garantire alle comunità beneficiarie, laddove possibile, la continuità delle donazioni durante tutto l’arco dell’anno”.

 

La donazione delle eccedenze alimentari residue, gestite attraverso la collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare Onlus, rientra nell’ambito dell’iniziativa 4GOODFOOD attraverso cui Costa ha deciso per prima di rivisitare il tema del cibo in chiave sostenibile. Grazie al suo approccio integrato che parte dai processi di preparazione dei piatti e arriva a rendere direttamente protagonisti ospiti ed equipaggio, 4GOODFOOD è stata recentemente premiata con il prestigioso Seatrade Award per la categoria Corporate Social Responsibility. Da oltre trent’anni Il Seatrade Award premia i risultati e le innovazioni destinate a guidare il futuro dell’industria crocieristica, riconoscendo l’eccellenza del settore marittimo internazionale. 

 

Fondazione Banco Alimentare Onlus 

Banco Alimentare dal 1989 recupera in Italia alimenti ancora integri e non scaduti che sarebbero però destinati alla distruzione, perché non più commercializzabili. Salvati dallo spreco, riacquistano valore e diventano risorsa per chi ha troppo poco. La Rete Banco Alimentare opera ogni giorno in tutt’Italia attraverso 21 Organizzazioni Banco Alimentare dislocate su tutto il territorio nazionale, coordinate dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus. L'hanno scorso Banco Alimentare ha distribuito oltre 90.000  tonnellate di alimenti. Di questi, 1.100.000 piatti pronti di cibo cotto e 326 tonnellate di pane e frutta sono recuperati ogni giorno, dalla ristorazione organizzata, mense aziendali, ospedaliere e scolastiche. Ogni giorno gli alimenti vengono ridistribuiti gratuitamente a una rete di  strutture caritative che sul territorio aiutano circa 1.600.000 persone bisognose in Italia, di cui 135.000 bambini da 2 a 7 anni. L'attività di Banco Alimentare è possibile grazie al lavoro quotidiano di oltre 1.800 volontari.

 

Costa Crociere è una compagnia italiana che fa parte di Carnival Corporation & plc, il più grande gruppo crocieristico al mondo. Da 70 anni le navi della flotta Costa portano in tutti i mari del mondo l’ospitalità e le autentiche vacanze in stile italiano, all’insegna di cibo squisito, vini selezionati, esperienze di shopping uniche e una vasta offerta di famosi marchi italiani. Attualmente la flotta Costa comprende 14 navi in servizio, tutte battenti bandiera italiana. Nel 2019 e 2021 è prevista la consegna di altre due nuove navi di ultima generazione, alimentate a gas naturale liquefatto (LNG), il combustibile fossile più “pulito” al mondo. La strategia di sviluppo sostenibile di Costa Crociere pone grande attenzione ai temi della nutrizione e delle filiere alimentari. Negli ultimi anni, a bordo delle navi della compagnia italiana, sono stati realizzati interventi molto efficaci per ridurre al minimo le eccedenze alimentari, che si svilupperanno ulteriormente grazie a una serie di iniziative che punteranno a coinvolgere anche gli ospiti delle navi.

 

Fondazione Banco Alimentare Onlus

Laura Bellotti - Ufficio Stampa – cell. 340 2411074 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

SIMPOSIO DELLA BIRRA ITALIANA DI QUALITA'

Sabato 7 luglio a Pedavena, nell’ambito della Festa dell’Orzo 2018, si è tenuto il primo Simposio della Birra Italiana di Qualità organizzato dalla Fabbrica di Pedavena.

Da angolazioni diverse è stata proposta una panoramica sullo stato dell’arte della birra in Italia che negli ultimi vent’anni ha conosciuto una vera e propria rivoluzione, sia dal punto di vista dell’offerta (con l’ingresso sulla scena di diverse centinaia di nuovi piccoli birrifici),sia relativamente alle abitudini di consumo (che hanno guidato la crescita della diversificazione del prodotto)

Una tavola rotonda che ha rappresentato un vero e proprio evento nell’evento e al quale hanno partecipato esperti del settore (Matteo Zanibon di Gfk Italia, Massimo Barboni, direttore commerciale Birra Castello, Agostino Arioli, fondatore e birraio del Birrificio Italiano, Eugenio Signoroni, coordinatore della Guida Birre d’Italia di Slow Food e Anna Managò, esperta di marketing e titolare dell’agenzia ByVolume). Assieme a loro i mastri birrai di Fabbrica di Pedavena (Vittorio GorzaGiovanni Maccagnan e l’attuale capo della produzione, Dario Martinuzzo).

Fabbrica di Pedavena ha voluto dare inizio e ospitare presso la propria sede questo simposio con l’augurio che possa diventare nel tempo un appuntamento fisso per tutti gli appassionati del settore.  

FABBRICA DI PEDAVENA: UN PASSATO IMPORTANTE E UN FUTURO CUI GUARDARE

Maurizio Maestrelli, giornalista di settore, in qualità di moderatore ha dato il via a questa “edizione zero” del Simposio dando la parola a Vittorio GorzaGiovanni Maccagnan, entrambi storici Mastri Birrai della Fabbrica di Pedavena che dopo un interessante excursus sulla nascita della Fabbrica di Pedavena nel lontano 1897, in un contesto in cui pareva essere il momento giusto per l’inserimento sul mercato di birre a bassa fermentazione, “morbide” e facili da bere, hanno parlato delle peculiarità di questo birrificio. Peculiarità che non sono solo gli ingredienti come l’acqua morbida ed eccellente e le materie prime di alta qualità.

Infatti c’è di più: Fabbrica di Pedavena vanta un passato di formazione scolastica e professionale, essendo stata la sede di svolgimento delle lezioni pratiche del triennio del Corso Professionale per Birrai Maltatori della scuola Rizzarda di Feltre, unico in Italia. Nato grazie alla volontà della Famiglia Luciani, il corso ha inaugurato la sua prima edizione ufficiale nell’ottobre del 1951 ed è continuato fino alla fine degli anni Settanta fino a contare ben 271 diplomati, tra i quali si annoverano ancora oggi grandi maestri del mondo birrario e in differenti realtà.

Quella stessa scuola birraria, tra i suoi vari meriti, può vantare anche quello di aver contributo a stimolare in modo decisivo l’industria manifatturiera italiana per la fabbricazione di macchinari utili alla produzione della birra e la conversione di vasti appezzamenti di terra alla produzione di orzo distico, che non richiede pesticidi o fertilizzanti chimici e, quindi, con beneficio per l’ambiente oltre che per l’economia del Paese.

BUONO DA MANGIARE, BUONO DA PENSARE.

SOCIALE E CONDIVISIBILE, AUTENTICO E GENUINO

Matteo Zanibon di GfK Italiaattraverso i risultati di ricerche di mercato ha tracciato un percorso evolutivo dello scenario alimentare degli ultimi anni. Il cibo è sempre meno vissuto come “prodotto” ma sempre più come “esperienza”: mangiare non è sempre solo nutrirsi ma è anche e soprattutto relazionarsi, trovare significato ed emozione. Il cibo, e quindi anche la birra nello specifico, non solo devono essere buoni da mangiare ma anche “buoni da pensare”.

La competizione tra brand oggi– ha sottolineato Matteo Zanibon – si gioca sulla capacità di raccontare e trasmettere un’esperienza e un sistema di valori.

Una forte tendenza è quella della naturalità, un trend altrettanto decisamente in crescita è quello del biologico (nel 2008 segnava un 21% e nel 2017 un 43%).

Oggi la piccola realtà locale piace, piacciono i piccoli produttori. Sono sempre più importanti i concetti “sociale” e “condivisibile”, “autentico” e “genuino”, “etico” ed “equo”. Mangiare, soprattutto per gli italiani è una vera e propria passione e sempre più un’esperienza sociale, da condividere non solo con chi è a tavola con noi.

La birra è sociale e condivisibile, gratificante e gustosa, autentica e genuina, curiosa e stimolante, vicina e locale, naturale e semplice. Elementi che possono far pensare che il DNA della birra sia perfettamente in linea con l’evoluzione degli stili socio-alimentari degli italiani.

UNA BIRRETTA, LA BIRRA, LE BIRRE.

GLI ITALIANI STANNO RISCOPRENDO LA COMPLESSITÀ DELLA BIRRA

Secondo Massimo Barboni, Direttore Commerciale di Birra Castello, la birra è passata attraverso tre macro fasi storiche: “una birretta”, “la birra” e “le birre”. Oggi la birra è entrata quindi nella terza fase e fa ormai parte degli stili di consumo e della cultura degli italiani. A riprova di questo, nel 2017 la birra ha raggiunto il suo punto più alto in termini di consumi in Italia. 

Per molti decenni la birra non ha pienamente fatto parte della nostra cultura: non era ancora birra, ma semplicemente “birretta”: qualcosa di esotico e di frivolo, una bevanda simpatica, fresca e dissetante che rappresentava la migliore soluzione per un fugace e passeggero distacco dalla realtà.

Negli anni Ottanta, complici anche i più frequenti viaggi all’estero dei giovani e gli investimenti dei grandi gruppi birrari, la birra è diventata un simbolo di modernità, di aggregazione giovanile, di internazionalità e di progresso. In quella fase prevaleva la valenza simbolica della birra: quello che c’era dentro la bottiglia non era ancora così rilevante.

Da qualche anno siamo ormai entrati nella terza fase di sviluppo: l’attenzione si è spostata da quello che c’è fuori dalla bottiglia a quello che c’è dentro. Si parla sempre più di prodotto, di ingredienti, di metodi di produzione, di abbinamenti con il cibo, di modalità di servizio. Inevitabilmente più che di BIRRA si parla sempre più di BIRRE, per sottolinearne la complessità e ricchezza di sfaccettature.

Complici e artefici di questa evoluzione sono state – lo ha sottolineato Massimo Barboni – le birre artigianali che negli ultimi vent’anni hanno reso il mondo della birra protagonista di una vera e propria rivoluzione. L’ingresso sul mercato di circa un migliaio di nuovi piccoli birrifici ha contribuito a modificare la percezione di un prodotto che oggi può raggiungere segmenti più ampi di mercato, alcuni dei quali storicamente dominati dal vino. “La crescita delle artigianali non è infatti andata a discapito delle birre industriali -ha sottolineato Barboni– ma queste hanno contribuito ad allargare e ad aumentare l’interesse per l’intero settore”.

La birra continua però a rimanere un prodotto “accessibile”, “aggregante” ed “emozionale”. Una birra deve sapere quindi parlare anche al cuore delle persone e non perdere il suo carattere democratico. 

LA BIRRA ITALIANA DI QUALITA’ HA PIANTATO UN SEME E L’HA FATTO FIORIRE CON VIGORE

Non ha dubbi al riguardo Eugenio SignoroniCoordinatore della Guida Birre d’Italia di Slow Food Editore. La birra può essere molte cose diverse, tanti profumi, tanti colori, tante sfumature. Il movimento artigianale ha dato energia al mondo della birra nella sua interezza. 

E la diversificazione ha raggiunto il mondo della birra tutto. Alcuni aspetti che caratterizzavano esclusivamente le artigianali oggi non sono più di loro utilizzo esclusivo.

A poche settimane dall’uscita dell’ultima edizione della Guida Birre d’Italia di Slow Food Editore Eugenio Signoroni ha affermato con sicurezza che la qualità diffusa è più alta. Il settore è cresciuto in modo evidente. Come è anche vero che ci sono realtà cresciute molto e velocemente che non hanno saputo gestire la situazione in termini di qualità della birra.

Rimane però ancora molto da fare secondo Signoroni; per esempio, l’offerta della birra nei ristoranti non è sempre adeguata alle esigenze dei clienti che richiedono varietà e qualità e non solo la solita lager messa nel frigo e nel menù delle bibite

BIRRIFICIO ITALIANO, UNO DEI PIONIERI DEL MOVIMENTO ARTIGIANALE ITALIANO

Alla domanda di Maurizio Maestrelli se si aspettava di trovarsi in un panorama così delineato come è oggi dopo vent’anni Agostino Arioli, Fondatore e Birraio del Birrificio Italiano ha risposto: “Decisamente no. Pensate che ho chiamato il mio birrificio Birrificio Italiano perché non mi aspettavo che ne sarebbero seguiti tanti altri”. Era il 1996 e nasceva il primo brewpubin Lombardia e i primi due anni sono stati abbastanza difficili “anche perché – ha raccontato Arioli – ho aperto in un paesino improbabile nella remota provincia di Como”. Un inizio da homebrewere quindi un corso di laurea: “Devo tanto alle persone dell’industria che mi hanno aiutato – ha raccontato Arioli – all’inizio del mio percorso ho preso tanto da quel mondo da un punto di vista scientifico e tecnologico. Soprattutto, ci tengo a ringraziare Gianni Pasa che nella Fabbrica di Pedavena è stato per molti anni il capo della produzione oltre che il direttore del birrificio”.

Il Birrificio Italiano è sempre stato e continua a essere molto aderente e fedele al suo concetto di artigianalità che si potrebbe riassumere nel concetto “nessun trattamento dopo la fermentazione” e vuole continuare a rimanere in quel contesto senza crescere troppo.

Produce birre “da bere tutti i giorni” e birre più particolari con il nuovo marchio Klanbarrique.

Secondo Agostino Arioli le grandi aziende birrarie stanno andando sempre più verso le specialità, lanciando prodotti speciali e utilizzando anche un linguaggio che prima era utilizzato esclusivamente dagli artigiani. Parallelamente c’è il mercato artigianale che cresce e per crescere ha prodotti sempre meno caratterizzati, buoni da bere tutti i giorni. Ma le artigianali devono essere orgogliose di produrre anche delle ottime pils, che rappresentano certamente un’importante opportunità per allargare il numero dei consumatori interessati. 

IL MERCATO DELLA BIRRA OGGI È TALMENTE COMPETITIVO CHE NON È PIÙ SUFFICIENTE FARE UNA BUONA BIRRA. BISOGNA ANCHE PARLARE DI PRODOTTO E DI BRAND

Anna Managò, esperta di marketing e di birra, account director di ByVolume, società inglese di consulenza con sede a Londra, ha sottolineato come il fenomeno italiano abbia le stesse dinamiche dei mercati birrari di USA e Regno Unito, seppure con tempi diversi.

Se è vero che il marketing delle piccole aziende birrarie è stato spunto per il marketing delle aziende medio-grandi, se è vero che il modo di raccontarsi dei piccoli è sempre più spesso utilizzato anche dai grandi, è anche vero che i birrifici artigianali oggi hanno preso dei codici e dei linguaggi dell’industria: si pensi per esempio a tutti quei birrifici che già da tempo hanno introdotto le bottiglie da 33cl e tutte quelle realtà che stanno introducendo le lattine.

Quello che sta succedendo molto all’estero ma sta iniziando a verificarsi anche in Italia – ha sottolineato Anna Managò – è che c’è una “terra di mezzo” in cui competono artigiani e industrie. C’è un terreno comune sul quale si trovano a competere entrambi gli attori e con grande difficoltà. E con un po’ di confusione nella testa dei consumatori che se in una fase iniziale si sono dimostrati contenti dalla maggiore diversificazione offerta dall’ingresso sul mercato dei birrifici artigianali oggi quella stessa diversificazione gli si sta ritorcendo contro rischiando di diventare addirittura controproducente. Perché troppa rischia di mandare in til il processo di scelta portando sempre più a desiderare un’opzione “sicura” e già “testata”.

Proprio per questo motivo non è un caso che anche gli artigiani inizino a parlare di “lager” proponendo stili di birra che all’inizio erano ad appannaggio esclusivo dell’industria.

E per Anna Managò che ha un occhio vigile sulla realtà birrarie d’oltreoceano e d’oltremanica se l’Italia può avere dei margini di crescita all’estero è però necessario che i birrifici inizino ad avere più audacia nella comunicazione. Si parla tanta di birra ma bisogna anche puntare sul marchio, sul brand. Fare marketing significa valorizzare il prodotto, raccontandone la storia e la personalità e non solo la ricetta.

UN NUOVO BIRRAIO E UNA NUOVA BIRRA

E la grande tradizione birraria della Fabbrica di Pedavena è oggi portata avanti da Dario Martinuzzo  che, dopo sette anni di formazione presso il birrificio di Weihenstephan, ha recentemente assunto il ruolo di Mastro Birraio della Fabbrica di Pedavena.

A chiusura del Simposio Dario Martinuzzo ha presentato la nuova birra creata, come ogni anno, appositamente per festeggiare la festa dell’orzo, una birra dedicata all’evento: Dolomiti, Fiorita. Una Birra Dolomiti quindi, la selezione riserva di Fabbrica di Pedavena.

Il progetto “Birra Dolomiti” è nato nel 2006, anticipando i tempi che hanno portato a valorizzare l’idea di una filiera integrata tra coltivatori e produttori. Birra Dolomiti, il frutto dell’imprescindibile legame con il territorio di origine, viene prodotta nel rispetto dell’ambiente circostante e con l’utilizzo di materie prime locali. La coltivazione dell’orzo, che costituisce appunto uno degli assi portanti del progetto, è svolta dalla locale Cooperativa La Fiorita, alla quale è stata dedicata questa birra con l’omaggio del nome.
A chiusura del Simposio Maurizio Maestrelli ha dichiarato: “Si torna da Pedavena con la convinzione che mettere attorno allo stesso “tavolo” persone e ruoli diversi nel mondo della birra sia un’opportunità di crescita e di confronto necessari per capire un mercato dinamico e complesso, ricco di opportunità ma non privo di difficoltà, come quello attuale... Buona la prima. In attesa delle prossime”! 

 

Ufficio Stampa Simposio della Birra Italiana di Qualità

Valentina Brambilla

 

 

BARDOLINO CRU: LA DOC SI FA IN TRE

Il 30 settembre a Villa Carrara Bottagisio l'evento di presentazione delle sottozone La Rocca, Montebaldo e Sommacampagna. Ai banchi d'assaggio ospiti dieci produttori dei più grandi cru del Beaujolais

Il Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino presenta ufficialmente le sue tre sottozone e lo fa con Bardolino Cru, una giornata di degustazioni aperta a operatori di settore e pubblico negli spazi di Villa Carrara Bottagisio a Bardolino (Verona). Il 30 settembre 2018 saranno protagonisti i Bardolino che già rispondono alle caratteristiche territoriali e stilistiche dei cru La RoccaMontebaldo e Sommacampagna fissati dalle regole del nuovo disciplinare approvato dai soci del Consorzio e ora al vaglio ministeriale. Ospiti dell’evento dieci vignerons francesi dei tre più prestigiosi cru del Beaujolais, cui sono stati storicamente assimilati i migliori vini bardolinesi. Saranno una quarantina i vini in assaggio, di diverse annate.

Bardolino Cru sarà una giornata di celebrazioni – spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio Tutela del Chiaretto e del Bardolino – in cui presenteremo ufficialmente il nuovo disciplinare, a cinquant’anni dall’originaria approvazione delle doc, e degusteremo i vini già in linea con le innovazioni introdotte che saranno disponibili sul mercato con un apposito bollino identificativo, in attesa della definitiva approvazione delle sottozone da parte del Ministero. È il compimento del piano strategico, avviato nel 2008, che ha visto la scissione del percorso identitario tra Chiaretto e Bardolino”. Dopo la definitiva adozione del disciplinare, il Chiaretto di Bardolino diventerà doc autonoma, mentre il Bardolino ha scelto di puntare sulla territorialità, rivalorizzando le tre sottozone già identificate alla fine dell’Ottocento, quando i migliori vini della zona erano serviti nei grandi alberghi svizzeri assieme ai Borgogna e ai Beaujolais. 

Proprio il Beaujolais sarà la regione ospite della prima edizione di Bardolino Cru, con una decina di produttori che proporranno in degustazione i vini dei tre cru più significativi: Morgon, Moulin-à-Vent e Fleurie. “Nonostante le uve di partenza siano molto diverse tra loro – continua Cristoforetti – secondo il giudizio della critica internazionale i grandi Beaujolais appaiono sorprendentemente simili al nostro Bardolino. La possibilità di degustare i vini di una decina di produttori delle sottozone del Bardolino e di altrettanti vignaioli del Beaujolais in un’unica giornata è un’occasione speciale, di confronto e di scoperta, interessante sia per gli operatori di settore che per il pubblico”.
I banchi d’assaggio di Bardolino Cru saranno aperti per la stampa e gli operatori di settore dalle 10.00 alle 20.00, per il pubblico dalle 15.00 alle 20.00. 
Il costo del calice per le degustazioni è € 25 per l’intero e € 18 per il ridotto, riservato alle prenotazioni online e per i soci Ais, Onav, Fis, Slow Food, Fisar.

INFO IN BREVE | Bardolino Cru  

Data: 30 settembre 2018. Dalle 10.00 alle 20.00 per gli operatori di settore e dalle 15.00 alle 20.00 per il pubblico


Luogo: Villa Carrara Bottagisio, Bardolino (Verona)
Biglietto: il costo del calice per le degustazioni è € 25 per l’intero e € 18 per il ridotto, riservato alle prenotazioni online e per i soci Ais, Onav, Fis, Slow Food, Fisar
Info: www.ilbardolino.com

 Ufficio Stampa:

Anna Sperotto
349 8434778
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I VINCITORI DEL PREMIO GIORNALISTICO DEL ROERO

Di Luciano Scarzello

Al Castello dei Conti Roero, a Monticello  d’Alba, nel cuneese,   si è svolta nei giorni scorsi la premiazione della XXX° edizione del premio giornalistico del Roero.

Hanno parlato (e bene) del Roero, deisuoi vini e territorio turistico meglio di tutti: un russo  Atanassov Bisso che ha dedicato sette pagine al Roero su una rivista  digrande tiratura a Mosca; una inglese Isabel Lee che ha fatto un ritratto raffinato della nostra terra ed una tedesca Jürgen Sorges di Kulinariker.

Per l’Italia Dario Bragaglia spigolatore di bellezze per grandi giornali come La Repubblica e Filippo Apollinari.Altri premi sono andati ai giornali locali.

Sono stati premiati da Giovanni Negro, ideatore del Premio,  e Gian Mario Ricciardi, giornalista ex direttore della RAI a Torino, insieme al presidente di Banca d’Alba, Tino Cornaglia, a Giandomenico Testa della Fondazione CRC, ai sindaci di Roero e Langa  al “patriarca” del successo dell’albese nel mondo Giacomo Oddero. Che ha detto: “Quando abbiamo cominciato a lavorare qui c’erano miseria e sudore, dite ai vostri figli di riservate sempre un sorriso a quelli della mia generazione che hanno costruito un mito”.

 

La  Festa si è conclusa con un maxi aperitivo che ha avuto come base i piatti preparati dagli chef del ristorante “Conti Roero" e gli assaggi di molte eccellenze del territorio.Tra questeilprosciutto Crudo del Consorzio di Cuneo; la salsiccia del consorzio di Bra.Tutto a base delle varie sfumature di Arneis offerto dai produttori. Alcuni di loro, i piu vecchi, sono stati premiati come “Pionieri dell’Arneis”.

ILARIO PERROT DIVENTA IL NUOVO SOMMELIER  DEL RISTORANTE LUME BY LUIGI TAGLIENTI

La virtuosa squadra del ristorante Lume by Luigi Taglienti si allarga e si ‘alza’ ulteriormente dando un caloroso benvenuto a Ilario Perrot, affermato professionista di 31 anni, che da giugno u.s. ricopre con passione, determinazione e talento il ruolo di sommelier all’interno del ristorante di via Watt 37. Ilario, da sempre appassionato di vino, ha alle spalle numerose collaborazioni con alcuni dei più prestigiosi ristoranti lombardi, tra cui l’ultima al ristorante Seta, all’interno dell’hotel 5 stelle Mandarin Oriental a Milano. Grazie al suo background, Ilario sarà in grado di studiare e proporre un’incredibile esperienza di gusto, che porterà gli ospiti a degustare i migliori vini in abbinamento ai piatti dello chef Luigi Taglienti, per un profondo percorso guidato tra eredità ed evoluzione.

Ilario si affianca al sous-chef Saverio Piccolo e al maître Federico Recrosio, figure determinanti per Taglienti, formando un team d’eccellenza capace, grazie alle qualità professionali acquisite negli anni, di offrire un servizio di altissimo livello oltre che innovativo nella sua formula. La forza del loro lavoro e della stretta collaborazione che ne nasce, è fondamentale affinché la filosofia dello chef possa essere raccontata e trasmessa non solo dai piatti: un viaggio esperienziale volto sempre a narrare qualcosa di fondamentale della nostra storia eno-gastronomica, intrecciandola a quella di Taglienti, della sua Liguria e dell’Italia tutta, attraverso riletture e contaminazioni, mantra contemporaneo capace di rendere un’esperienza straordinaria attraverso l’emozione, unico vero linguaggio comprensibile a tutti.

 

 Marta Mazzeo

BISTROT DELL'ULIVO 2018

 

 

 "Quanto può far bene il Turismo all'Agricoltura" è il tema proposto da Rossella e Franco Boeri Roi per l'ottava edizione del Bistrot dell'Ulivo 2018, che si terrà a Badalucco sabato 7 luglio, tra gli ulivi di Regione Ortai, a partire dalle ore 18:00. La riflessione seriosa e scanzonata che riunisce in valle Argentina numerosi nomi del mondo dello spettacolo, dell'imprenditoria, della cultura, del giornalismo, amici di Franco e Rossella, approfondirà i legami tra il prodotto turistico e quello agricolo, cercando di capire se è possibile far interagire ancora meglio questi due mondi: "L'esempio cui ci riferiamo sono le Langhe - commenta Franco Boeri Roi - che grazie al prodotto agricolo e alla qualità dell'offerta enogastronomica sono diventate un centro turistico di rilevanza internazionale. Noi non abbiamo il loro vino, ma siamo vicini al mare, che non è poco".

Alla discussione sotto gli ulivi parteciperanno come sempre diverse personalità, da Antonio Ricci, autore televisivo ma anche proprietario del Giardino botanico "Villa La Pergola" e del ristorante "Nove" a Alassio, Oscar Farinetti, imprenditore e proprietario in Langa di Fontanafredda, Borgogno, e nel Chianti di "Il Colombaio di Cencio", Gianni Berrino, Assessore al Turismo della Regione Liguria, Alberto Biancheri, Sindaco di Sanremo, Maurizio Di Maggio, giornalista di Radio Montecarlo, Walter Vacchino, imprenditore, Walter Lagorio, imprenditore, Michele Serra, giornalista e scrittore, Pietro Galeotti, autore televisivo, e molti altri. Alla serata parteciperanno anche Mauro Pagani, musicista, Vittorio De Scalzi, musicista, L'Ora Canonica (Pippo BessoneClaudio DadoneLuca Occelli).

L'attestato di stima e simpatia verrà consegnato a Gianna e Massimo Caviglia, della omonima Azienda agricola ortofrutticola, che hanno un gigantesco e bellissimo orto al confine tra Taggia e Badalucco, in Regione Oxentina, dove i consumatori possono andare a scegliere frutta e verdure, che sono venduti anche nei vari mercati agricoli a km zero che si svolgono sul litorale.
L'illustrazione (FOTO) per il manifesto del Bistrot dell'Ulivo è stata prodotta da Lorenzo Mattotti: "Grazie all'intercessione di Sergio Staino, che purtroppo quest'anno non potrà essere presente - spiega Franco Boeri Roi -, la locandina è stata realizzata da un grandissimo artista, di rilevanza internazionale". 

Al Bistrot dell'Ulivo 2018 verrà anche offerto un riconoscimento, il Premio Valle Argentina Etica, a Sergio Costa, "che da oltre 35 anni opera e orienta i suoi interessi al recupero, alla salvaguardia e alla stimolazione per un mondo più etico, rivolto a tutti gli ambiti di interesse che parlino di progetto. Sergio Costa grande osservatore del mondo che cambia, ha saputo comprendere come parlare di etica rivestisse un ruolo fondamentale all'interno dei processi creativi". Il Premio è stato istituito dalla Commissione Etica Valle Argentina, a seguito del riconoscimento ricevuto ad aprile come primo territorio etico.

Nota su Lorenzo Mattotti

Lorenzo Mattotti vive e lavora a Parigi. Esordisce alla fine degli anni 70 come autore di fumetti e nei primi anni 80 fonda con altri disegnatori il gruppo Valvoline. Nel 1984 realizza Fuochi, che, accolto come un evento nel mondo del fumetto, vincerà importanti premi internazionali. Con "Incidenti", "Signor Spartaco", "Doctor Nefasto", "L'uomo alla finestra" e molti altri libri fino a "Stigmate" edito in Italia da Einaudi, il lavoro di Mattotti si è evoluto secondo una costante di grande coerenza, ma nel segno eclettico di chi sceglie sempre di provarsi nel nuovo. Oggi i suoi libri sono tradotti in tutto il mondo. Pubblica su quotidiani e riviste come The New Yorker, Le Monde, Das Magazin, Suddeutsche Zeitung, Nouvel Observateur, Corriere della Sera e Repubblica. Per la moda, ha interpretato i modelli dei più noti stilisti sulla rivista Vanity. Per l'infanzia illustra vari libri tra cui "Pinocchio" e "Eugenio" che vince nel '93 il Grand Prix di Bratislava, uno dei massimi riconoscimenti nell'editoria per ragazzi. Numerose le sue esposizioni personali tra le quali l'antologica al Palazzo delle Esposizioni di Roma, al FransHals museum di Haarlem ai Musei di Porta Romana. Tra le ultime pubblicazioni: "Il rumore della brina", "Jekyll & Hyde" per Einaudi e "Angkor - Carnet de voyage" e "I Manifesti di Mattotti" edito da Nuages. Realizza manifesti, copertine, campagne pubblicitarie ed è suo il manifesto di Cannes 2000 e i manifesti per l'Estate Romana. Ha recentemente collaborato a "Eros" di Wong Kar way - Soderbergh e Antonioni, curando i segmenti di presentazione di ogni episodio.

 

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