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Recensioni

L’INDUSTRIA DELLA CARNE DIETRO AGLI INCENDI DELLE FORESTE BRASILIANE: NUOVE IMMAGINI ESCLUSIVE DI ANIMAL EQUALITY

 

  L’ONG lancia un appello rivolto al governo brasiliano e chiede all’UE di proteggere dalla deforestazione le regioni del Pantanal e del Cerrado, un ecosistema a rischio estinzione 

 

LINK SITO CAMPAGNA: https://bit.ly/3jRcl9K 

LINK VIDEO CLEAN: https://we.tl/t-sYZlGDqkLU 

LINK VIDEO EMBED: https://bit.ly/3BI9LJo 

LINK FOTO IN ALTA: https://bit.ly/3jbQZUl 

 

Milano, 07/09/2021 - Animal Equality lancia oggi un appello internazionale per chiedere all’Unione europea e al governo brasiliano di intervenire per fermare la deforestazione illegale dell’Amazzonia collegata all’industria della produzione di carne bovina. La campagna è corredata da un nuovo reportage, narrato dalla voce della cantautrice Giorgia, che approfondisce  attraverso immagini esclusive la deforestazione illegale nelle regioni del Cerrado e del Pantanal.  

Il team investigativo di Animal Equality si è recato nello stato del Mato Grosso per indagare sugli incendi nelle foreste del Pantanal e nella savana del Cerrado, raccogliendo interviste e testimonianze di coloro che sono in prima linea nella battaglia contro la deforestazione. Il reportage rivela che gli allevatori appiccano illegalmente incendi per ricavare terreni da destinare all’allevamento di bovini da carne e per piantagioni di soia, la maggior parte della quale viene esportata per essere utilizzata come mangime per gli animali negli allevamenti di tutto il mondo.

 

Le immagini raccolte dagli investigatori di Animal Equality mostrano che: 

  • Gli allevatori possiedono terreni con foreste native (o invadono terreni statali) e appiccano illegalmente fuochi per liberare terreni per nuovi allevamenti;
  • Gli allevatori che hanno disboscato illegalmente non sono stati puniti;
  • Lungo la Transpantaneira, una strada che attraversa la regione del Pantanal, intere aree sono distrutte dal fuoco, e vi è una grave mancanza di acqua che sta causando la morte di volatili, mammiferi, anfibi e rettili;
  • Molti animali domestici (in particolare bovini) e selvatici presentano gravi ferite con ustioni. Le bruciature ai loro zoccoli e alle loro zampe risultano così profonde da far perdere tutto il tessuto cutaneo e i muscoli fino all’esposizione dell’osso. Oltre a provocare un dolore intenso, queste gravi ustioni rendono impossibile agli animali muoversi correttamente in cerca di cibo e acqua; 
  • Alcuni di questi animali sono stati trovati da volontari che hanno prestato servizio veterinario, tuttavia molti sono morti agonizzando lentamente a causa di complicazioni causate dalle ustioni non curate;

Secondo una ricerca di MapBiomas, il 99,8% della deforestazione in Brasile lo scorso anno ha mostrato segni di attività illegale. In Brasile (il più grande esportatore mondiale di carne bovina) gli allevamenti intensivi e i macelli industriali sono responsabili di oltre l'80% della deforestazione e si stima che il 98% di questi incendi sia stato appiccato da allevatori di bestiame per disboscare le foreste. 

 

Un quinto (17%) della carne bovina importata in Unione europea dal Brasile è legato alla deforestazione illegale (in Amazzonia e in Cerrado). L’Italia, con oltre 1 milione di tonnellate, è il primo importatore europeo di carne bovina dal Brasile. L’Italia, secondo i calcoli di Etifor, ha indotto in media una deforestazione associata al consumo di carne compresa fra i 5.900 e gli 11.153 ettari all’anno. Inoltre, secondo lo studio The rotten apples of Brazil’s agribusiness, il 20% della soia e il 17% della carne bovina consumate in Europa potrebbero provenire da deforestazione illegale. 

 

Ad oggi il 70% della carne per la produzione di bresaola IGP utilizza materia prima proveniente dal Sud America. Una delle principali aziende italiane di produzione di bresaola, Rigamonti, è direttamente collegata alla multinazionale della carne JBS, accusata di produrre su terreni disboscati illegalmente

 

Al fine di garantire che l'accordo commerciale UE-Mercosur non aggravi i maltrattamenti sugli animali e la distruzione ambientale legati alla produzione illegale di carne bovina in Brasile, Animal Equality chiede all’Unione europea di non ratificare l'accordo commerciale UE-Mercosur fino a quando l'UE non adotterà un’opportuna legislazione che regoli i prodotti importati con standard specifici per il benessere degli animali e la sostenibilità ambientale.

Nonostante la condanna dei funzionari dell'UE infatti, la produzione illegale di carne bovina in Brasile continua a essere pesantemente sovvenzionata con denaro pubblico, alimentando la distruzione irreversibile dell'Amazzonia, del Cerrado e del Pantanal, nonché il trasporto illegale e la macellazione di milioni di animali da allevamento. 

Attraverso un appello internazionale indirizzato al governo brasiliano, ai governi nazionali e ai suoi partner commerciali, Animal Equality chiede quindi di:

  • Interrompere tutti i sussidi ai produttori che non dimostrano di approvvigionarsi da allevamenti in cui non si verificano abusi sugli animali e legati alla distruzione ambientale;
  • Di stabilire dei sistemi di monitoraggio trasparenti, che consentano alle autorità e a qualsiasi cittadino di verificare l'origine degli animali allevati a scopo alimentare e le condizioni in cui tali animali sono stati allevati;
  • Di smettere di importare prodotti provenienti da queste pratiche crudeli per gli animali e distruttive per l’ambiente;
  • Di adottare politiche, sia interne sia estere, che aiutino a porre fine all’allevamento intensivo.

La versione italiana del video-reportage che racconta i risultati delle ricerche svolte da Animal Equality è impreziosita dalla voce narrante della cantautrice Giorgia, una delle più belle voci della musica italiana famosa a livello internazionale che ha scelto di sostenere la campagna per dire basta alla distruzione del nostro ecosistema condividendo la petizione. 

“Ho scelto di sostenere la campagna di Animal Equality perché il nostro pianeta è in pericolo: ogni giorno le scelte che facciamo possono incidere sulla sofferenza di milioni di animali e sulla salute del nostro ecosistema - ha dichiarato Giorgia - Gli allevamenti intensivi e i macelli industriali sono una delle maggiori cause della deforestazione dell’Amazzonia in Brasile, delle emissioni di gas serra, della scarsità d'acqua, dello sfruttamento dei terreni e dell'estinzione delle specie. Di fronte a questa distruzione, non possiamo restare indifferenti”.

 

Informazioni aggiuntive sul Brasile e la deforestazione: 

  • Le savane del Cerrado vengono deforestate per la coltivazione di soia. L'80% di soia nel mondo è utilizzata per nutrire gli animali, la stragrande maggioranza dei quali negli allevamenti intensivi;
  • Il Brasile è il più grande esportatore di carne bovina e soia al mondo. Più la domanda globale di carne sul mercato cresce, più gli allevatori continuano ad aumentare la loro produzione, più cresce il loro bisogno di spazio per i pascoli. La produzione di carne e di soia provoca direttamente gli incendi e la deforestazione delle regioni del Pantanal e del Cerrado;
  • I produttori locali infatti disboscano e danno fuoco alla vegetazione autoctona illegalmente per coltivare soia destinata ai mangimi per animali o creare pascoli per i bovini. La polizia federale dispone di informazioni sufficienti per incriminare alcuni di questi produttori, eppure solo l'1% delle multe per deforestazione è stato pagato negli ultimi 25 anni.
  • Con quasi il 20% delle esportazioni totali di carne bovina (destinate a diventare il 23% entro il 2028 secondo il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti), il Brasile è il più grande produttore mondiale di carne e distribuisce i propri prodotti in 145 paesi. Il più grande importatore di carne bovina brasiliana è la Cina, che comprende il 42,2% delle esportazioni del paese. Gli altri mercati principali in ordine decrescente includono Hong Kong, Unione Europea, Egitto, Cile, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti e Russia. Nel 2019 gli Stati Uniti hanno importato dal Brasile 319,2 milioni di dollari di carne bovina;
  • A integrazione dell’indagine condotta nel 2020, vi sono i risultati di una precedente inchiesta realizzata nel settembre 2019 nello stato del Pará, altro stato brasiliano riconosciuto per la deforestazione della foresta pluviale amazzonica. Le immagini raccolte da Animal Equality rivelano che all’interno dei macelli della regione, dove non è richiesta alcuna documentazione per l'acquisto dei bovini, gli animali vengono macellati in modo crudele e non vengono rispettate le norme sanitarie che garantiscono la sicurezza alimentare. Ciò consente agli agricoltori di eludere il sistema e di vendere i loro animali allevati in aree deforestate illegalmente per essere venduti e uccisi.

 

 

 Animal Equality

CASA DERTHONA! EAT, DRINK, ENJOY !

 

 

di Claudia Paracchini

 

Un evento mondiale che si ripete per la 95esima volta dal 1913, accade per la prima volta nel Tortonese coinvolgendo e attraversando i Comuni di Tortona, Cassano Spinola,Garbagna,  Fabbrica Curone, Momperone,  Monleale,  San Sebastiano Curone e Volpedo. 

Insieme ai 790 partecipanti di 40 nazioni diverse gareggeranno per il team Motoclub Alfieri -Terre Derthona il tortonesi Federico Fazio e i gemelli Edoardo e Filippo Alutto di Monleale  . 

Durante lo spettacolo delle prove speciali Monleale  DOC,  che si disputerà attraversando vigneti, frutteti, campi,  prati e boschi, il 2 e  il 3 settembre Terre Derthona (Strada del Vino e dei Sapori dei colli tortonesi)  offre agli ospiti della ISDE - International Six Days di Enduro 2021 - anche un assaggio di territorio.

Nel cuore del piccolo borgo di Monleale Alto  circondato da vigne  di Barbera e Timorasso, si potranno gustare prodotti e tipicità territoriali e il Derthona, il vino che ha permesso alle colline tortonesi di tornare a risplendere.

Il  logo di terre Derthona campeggia sul Ristorante mobile di Pino Cuniolo,  il Montecarlo di Mombisaggio ,  affiancato dal Birrificio Montegioco.

Il menù permette di apprezzare dagli agnolotti al salame Nobile del Giarolo, dal Montebore ( l'antico formaggio che ricorda una torta nuziale) alle pesche di Volpedo. 

Casa  Derthona  è  il quartier generale di Terre Derthona,  in una corte  che affaccia sulla piazza principale del borgo dove i visitatori avranno la possibilità di conoscere i produttori, degustare i vini Derthona e Monleale e altre specialità dell’agroalimentare.

 

Saranno  presenti le specialità gastronomiche delle aziende :

 

Agricola Stella,  Angeli con lo Spago,  Cascina Boschetto , Cascina Giambolino, Caseificio Terre del Giarolo ,  Cuore di Pane Bío,  Dolcemente Pastrylab, La Montemarzina, Sapore di Pane,Volpedo Frutta e con i Sommelier di Incontri Divini, le aziende e i loro vini:

Cantina di Tortona , Cascina Gentile, Cascina Giambellino , Claudio Mariotto, Ezio Poggio,la Castagna , la Colombera, la Montagnola, Luigi Boveri, Magrassi, Terre di Sarezzola, Vignaioli Battegazzone,  Vigneti Boveri  Giacomo , Vigneti Massa,  Vigneti Repetto,  Terre Derthona. 

 

Strada del Vino e dei Sapori dei colli Tortonesi 

www.terrederthona.it 

telefono +39 324 540 9613 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Via Isidoro Da Tortona n. 1, 

15057 Tortona 

C. F.  n.  940 18 62 0065

CAMERINO DELLE MERAVIGLIE

Nel week end 11-12 settembre il Grand Tour delle Marche fa tappa a Camerino per una due-giorni dedicata ad arte, natura, ed enogastronomia

Due giorni per scoprire le meraviglie di Camerino, tra percorsi a contatto con la natura da vivere a piedi, in bici o a cavallo, oltre a trekking urbano e a tutte le proposte del circuito di accoglienza Camerino Meraviglia Days, per concedersi un week-end in relax impreziosito dai sapori della tradizione e dai vini del territorio.

Con l’inaugurazione della prima mostra d’arte del cratere del sisma “Camerino fuori le mura”, la città universitaria ha ribadito la voglia di ripartenza che in questo momento storico accomuna la comunità della città ducale al resto del mondo. Da questo spunto nasce “Restart, l’arte della rinascita”, evento incentrato sui nuovi modelli di fruizione dell’arte, condotto da Alessio Viola di Skytg24 e programmato per sabato 11 settembre nella magica cornice della Rocca Borgesca.

Domenica 12, spazio alle passioni con un’intera cittadella, il Vallicelle sport village, dedicata alle attività all’aria aperta: dal volley al tiro con l’arco, dalla rotellistica alla ginnastica ritmica, dal judo agli sport tradizionali, come l’iconica ruzzola. Pomeriggio nel segno dell’arte e della manualità al Sottocorte art&fun, con tanti laboratori tenuti da maestri artigiani dove sarà possibile ammirare, acquistare e creare opere d’arte, tra musica e spettacoli per grandi e piccini.

Nel ricchissimo carnet di esperienze figura anche la prima edizione del Memorial “Torquato Sartori”, raduno di auto d’epoca che attraverseranno le terre dell’antico Ducato dei Da Varano.

Con Camerino Meraviglia Days inizia un’ulteriore sfida per il Grand Tour delle Marche. Grazie alla partnership progettuale con Banca Mediolanum, il circuito di eventi è stato inserito in AWorld, l’app selezionata dalle Nazioni Unite  a supporto della campagna contro il cambiamento climatico ActNow.

Obiettivo dell’operazione? Stimolare comportamenti quotidiani che minimizzino l’impronta ambientale. Dopo soli 10 mesi dal lancio, in tutto il mondo sono già oltre 3 milioni le azioni individuali  virtuose registrate nell’App AWorld in Support of ActNow.

Ed in questo contesto sarà proposta un’apposita “challenge” proprio dal Grand Tour delle Marche.

Info e prenotazioni: www.tipicitaexperience.it e via whatsapp al 333.4167529.

 

Angelo Serri

LA CAMPAGNA #SICUREZZAVERA ENTRA NEL VIVO ANCHE A LATINA. FIPE DONNE: “IMPARIAMO A RICONOSCERE I CAMPANELLI D’ALLARME”

 

 

Dopo Pisa e Matera, la campagna #SicurezzaVera entra nel vivo anche a Latina. 

La presentazione del progetto sperimentale ideata dalla presidente del Gruppo Donne di Fipe-Confcommercio, Valentina Picca Bianchi, con la collaborazione diretta e attiva della Polizia di Stato, si è tenuta ieri, giovedì 15 giugno, presso la sala del Consiglio della Camera di Commercio di Frosinone e Latina, alla presenza delle istituzioni civili e militari della zona.

Obiettivo di questa campagna, trasformare i Pubblici esercizi in presìdi di legalità e sicurezza, fornendo alle lavoratrici i mezzi per riconoscere i campanelli d’allarme che possono portare a episodi di violenza nei loro confronti o in quelli di una cliente e sapere come reagire per scongiurarli.

“La grande presenza femminile nei Pubblici Esercizi riporta al tema della violenza nei luoghi di lavoro che riguarda principalmente loro, titolari e lavoratrici. Stiamo parlando di oltre 300.000 mila pubblici esercizi sul territorio italiano di cui circa il 40% a titolarità femminile - sottolinea Valentina Picca Bianchi, presidente del Gruppo Donne Imprenditrici di FIPE-Confcommercio – insieme al suo Gruppo - del progetto stesso. Incrementare la sicurezza personale facendo rete e diffondendo la cultura di genere e il rispetto della diversità, puntando sui Pubblici esercizi, è l’obiettivo che ci siamo prefissati con #sicurezzaVera. Attraverso iniziative informative e formative. Grazie al lavoro realizzato in collaborazione con la Polizia di Stato - ha continuato - metteremo i pubblici esercizi nelle condizioni di riconoscere l’emergenza e il suo livello di gravità, così da cont attare il numero territoriale per attivare l’intervento delle forze dell’ordine. Il progetto, dunque, darà centralità ai pubblici esercizi sotto due aspetti principali: riconoscendoli come punto di riferimento e luogo sicuro e rafforzando la sicurezza all’interno dei locali stessi. Sono convinta che la violenza di genere vada combattuta con la conoscenza e la formazione”.

“Per noi della Polizia – spiega il questore Michele Maria Spina - il tema fondamentale è la prevenzione. In questo contesto dal mese di gennaio 2017, su impulso della Direzione centrale anticrimine, è stato adottato in tutta Italia il protocollo EVA, nome che ricorda la prima donna secondo la Bibbia e che, in realtà, è l'acronimo di Esame Violenze Agite. Il protocollo ha codificato in linee guida le Best Practice per la gestione degli interventi legati alla violenza di genere in caso di primo intervento degli addetti al controllo del territorio. Questo attraverso la compilazione sistematica della checklist, che permette di fotografare l’intervento degli operatori da ogni punto di vista ed inserire tutte le informazioni raccolte in un apposito archivio della banca dati interforze chiamato Scudo. Dall’archivio, la sala operativa può trarre informazioni essenziali quando invia la volante sul post o: chi ha richiesto l’intervento, eventuale presenza di armi censite all’interno dell’abitazione, precedenti di polizia a carico delle persone coinvolte. Dati utili per tutelare al meglio sia la vittima che gli operatori. Progetti come #sicurezzaVera fanno in modo che la rete della società civile ci supporti nelle nostre iniziative, permettendoci di essere Polizia di prevenzione e prossimità”.

 

Latina è la terza città, dopo Pisa e Matera, in cui viene presentato il progetto. Seguiranno Rimini e Gorizia. La fase sperimentale, nel suo complesso, arriverà ad interessare 20 città entro il 2021, dopodiché il modello verrà esteso a tutti gli esercizi pubblici che rappresentano da sempre la più ampia rete di presidio territoriale di cultura, socialità e tradizione presenti in Italia: 1 esercizio pubblico ogni 250 abitanti, 1 bar ogni 400 abitanti.

Nel dettaglio il progetto dà centralità ai Pubblici Esercizi sotto due aspetti principali: uno, riconoscendoli come punto di riferimento e luogo sicuro; due, rafforzando la sicurezza all’interno dei locali stessi. Il progetto sarà promosso da una campagna di comunicazione multi target e omnicanale. Si parlerà ai ragazzi e agli adulti con l’obiettivo di creare un network permanente sulla cultura di genere. Il centro del progetto saranno le iniziative informative e formative per diffondere la conoscenza delle tematiche relative alla cultura di genere e alla violenza basata sul genere grazie al contributo attivo della Polizia di Stato.

 

Tommaso Tafi

CIBUS 2021, IL CONSORZIO DEL PARMIGIANO REGGIANO PARTECIPA ALL’INSEGNA DELLA BIODIVERSITÀ CON UN APPROCCIO SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE

Biodiversità, formazione alla degustazione e visite ai luoghi di produzione al centro delle iniziative che verranno presentate alla prima grande fiera internazionale italiana

a ripartire in presenza, a Parma dal 31 agosto al 3 settembre

Padiglione 2, stand B014: è questo il “palco” su cui il Consorzio del Parmigiano Reggiano parteciperà a Cibus, Salone Internazionale dell'Alimentazione, prima grande fiera internazionale italiana a ripartire in presenza a Parma dal 31 agosto al 3 settembre. Per questa ventesima edizione dell’evento assurto a punto di riferimento per il food and beverage italiano sono attese quasi 2000 aziende (di cui 500 alla loro prima partecipazione) che presenteranno i loro prodotti a una platea di circa 40.000 operatori internazionali

Il Parmigiano Reggiano è la DOP che più di tutte ha saputo dimostrare di aver superato l’emergenza economica causata dalla pandemia di Covid. Un comparto che non si è mai fermato e che ha raggiunto i 2,35 miliardi di euro al consumo con una quota export che rappresenta ormai il 44% della produzione totale. 

Cibus rappresenta una vetrina importante per la DOP che diventa pertanto sempre più internazionale, con investimenti all’estero che sfiorano i 10 milioni di euro e con importanti novità che segnano un cambio di passo nella promozione internazionale. Il Consorzio, proprio nei giorni scorsi, ha lanciato la sua prima campagna televisiva in Germania e i primi giorni di settembre sarà lanciato il nuovo spot anche in Francia, così come ci saranno importanti investimenti in advertising negli Stati Uniti che rappresentano uno dei principali mercati per il Parmigiano Reggiano. 

A Cibus, Il focus sarà su uno dei temi caldi al centro dei dibattiti internazionali sull’enogastronomia: la biodiversità. Un valore da difendere strenuamente, di cui il Parmigiano Reggiano rappresenta perfettamente il testimonial di un’avanguardia ecologica che affonda le proprie radici nel solido e millenario rapporto tra esseri umani, animali e ambiente. Tra le iniziative che verranno presentate, il progetto “Prodotto di Montagna – Progetto Qualità Consorzio” prevede una valutazione di qualità aggiuntiva da effettuarsi al ventiquattresimo mese di stagionatura con l’obiettivo di sostenere il valore aggiunto del formaggio prodotto in montagna, offrire ai consumatori ulteriori garanzie legate, oltre all’origine, anche alla qualità del formaggio, e dare maggiore sostenibilità allo sviluppo di questo ecosistema. Il Parmigiano Reggiano è infatti il più importante prodotto DOP ottenuto in montagna: nel 2020 oltre il 20% della produzione totale della DOP, circa 826.000 forme, è avvenuta negli 89 caseifici di montagna, e oltre 1.100 allevatori ogni anno producono 4 milioni di quintali di latte. Un’attività preziosissima dal punto di vista sociale per mantenere attiva la dorsale appenninica tra Bologna e Parma grazie al lavoro nelle foraggere e in caseificio.

Il Consorzio esporrà inoltre il progetto Parmelier, il corso di degustazione aperto a tutti (chef, consumatori e operatori del settore) per conoscere meglio il formaggio DOP più amato dagli italiani. Un progetto di divulgazione e formazione che permetterà ai partecipanti di scoprire le unicità del prodotto e, soprattutto, di conoscere meglio, gustare e apprezzare il Parmigiano Reggiano. Il corso, che partirà in autunno, prevede un ciclo di lezioni in presenza che includeranno momenti di degustazione e lezioni di analisi sensoriale dedicate agli aspetti di assaggio. I primi eventi in calendario si terranno a MilanoRomaBologna e Torino.

Infine, dopo il successo dell’edizione 2020, sabato 11 e domenica 12 settembre torna Caseifici Aperti, l’appuntamento che offre a tutti (da foodies e appassionati a curiosi di tutte le età) la possibilità di immergersi nella produzione del Parmigiano Reggiano DOP. Visite guidate ai caseifici e ai magazzini di stagionatura, spacci aperti, eventi per bambini e degustazioni che, uniti alla passione dei casari, offrono la possibilità di vivere un’esperienza unica: un viaggio alla scoperta della zona d’origine del prodotto e delle sue terre ricche di storia, arte e cultura. Assistere alla nascita della forma, passeggiare nei suggestivi magazzini di stagionatura, acquistare il formaggio direttamente dalle mani di chi lo crea: tutte esperienze uniche che il visitatore può vivere in un autentico viaggio nel tempo alla scoperta del metodo di lavorazione artigianale, rimasto pressoché immutato da oltre nove secoli.

Per le due giornate dell’edizione 2021 è in cantiere anche a una grande novità: un festival, nell’area del Campovolo di Reggio Emilia dalle ore 15.00. Il format vuole amplificare l’esperienza dei caseifici aperti creando, nel cuore della città, un “villaggio del Parmigiano Reggiano” animato con quanto di meglio il territorio possa offrire per celebrare il buon vivere e la comunità. Per un intero weekend, dunque, il Parmigiano Reggiano si accompagnerà a performance artistiche, animazioni per i più piccoli, musica, sport e tanto altro ancora in un programma pensato per tutti. Un festival che vuole essere anche un’occasione speciale per tornare a divertirsi insieme in completa sicurezza e con una grande attenzione alla sostenibilità ambientale.

Per ulteriori informazioni, vi invitiamo a consultare il sito parmigianoreggiano.com.

Fabrizio Raimondi

CHI E’ CHI AWARDS

 
Alessandra Grillo – wedding ambassador
Massimo Bottura – Chef e portavoce del made in Italy
Famiglia Cerea Ristorante Da Vittorio – per la generosità e le attività a favore dei medici e degli ospedali durante la pandemia
Francesco Panella imprenditore Antica Pesa – italiano generoso che porta i valori della ristorazione italiana nel mondo.
 
 
 
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Maddalena Fossati e La Cucina Italiana ospiti a Guess who's the Guest
 
Maddalena Fossati direttrice de La Cucina Italiana è la protagonista del salotto di Cristiana Schieppati, direttrice del Chi è Chi in viaspiga15, lo spazio esclusivo creato da Sabrina Iencinella Ceo e Founder della location.
 
Maddalena ha consegnato insieme a Cristiana i riconoscimenti CHI E’ CHI Awards Fashion & Taste, i premi che la testata edita da Crisalide Press assegna al mondo della ristorazione e della convivialità elegante. 
 
Per questa edizione le preziose targhe sono inviate virtualmente ai vincitori con un video che diventa un messaggio a sorpresa da condividere.
 
La scelta dei quattro vincitori è stata valutata in base a quanto accaduto in questo anno e mezzo di pandemia, dove il ruolo degli chef, dei ristoratori e degli addetti agli eventi è stato particolarmente danneggiato dalle restrizioni dovute al Covid 19, ma allo stesso tempo ha dato la possibilità di mettere il evidenza tutto il saper fare e la generosità italiana del mondo del food.
 
I premi sono stati assegnati a: Alessandra Grillo quale ambasciatrice del mondo dei wedding planner e degli eventi – Massimo Bottura, lo Chef che più di tutti si è fatto portavoce sulle problematiche del settore e si è attivato per aiutare concretamente  i ristoratori – La Famiglia Cerea del Ristorante Da Vittorio, per la loro generosità e per le attività a favore di medici e ospedali durante la pandemia – Francesco Panella imprenditore Antica Pesa, un italiano generoso che ha  continuato la sua espansione nel mondo  garantendo posti di lavoro e prodigandosi per aiutare a trovare soluzioni concrete. 
 
La direttrice de La Cucina Italiana ha anche rivelato come è iniziata la sua carriera nel mondo del giornalismo,  lasciandosi coinvolgere dai racconti dello chef Luigi Cassago che per l’occasione ha sperimentato un nuovo risotto al pino mugo, sottolineando l’importanza delle ricette a base di erbe naturali e materie prime del territorio. 
 
Per Maddalena Fossati in omaggio un prezioso cofanetto contenente i solari di Institut Esthederm, una gamma di prodotti formulata per ogni tipo di pelle e intensità di sole dalla texture d’eccezione e dal profumo delicato. 
 
Il video con l’intervista è divulgato sui canali del CHI E’ CHI : www.chiechi.it, @chiechi_crisalidepress, @cristianaschieppati , Youtube, Facebook .
 
 

SETTESOLI

 

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GRILLO E NERO D’AVOLA SICILIA DOC

 

Cantine Settesoli celebra il carattere degli autoctoni siciliani, a vent’anni dal loro esordio

Immersa in una cornice unica al mondo, un territorio rurale vero e proprio forziere di biodiversità, Cantine Settesoli è un grande vigneto di Sicilia, un autentico distretto del vino nella provincia di Agrigento: tra Menfi, Montevago e Santa Margherita di Belice ben il 70% delle circa 5.000 famiglie della comunità di viticoltori del territorio è coinvolta nelle attività della cooperativa.

Cantine Settesoli fa parte della Strada Del Vino Delle Terre Sicane, vive l’incanto e respira la storia degli adiacenti siti storico-archeologici di notorietà internazionale come Selinunte e la Valle dei Templi di Agrigento. Fondata nel 1958 a Menfi, oggi conta 2000 soci – il 25% sono donne - una superficie vitata di 6.000 ettari e 37 cultivarin produzione, di cui 908 ettari in biologico. La produzione vinicola è ottenuta da uve selezionate, portate a perfetta maturazione, vinificate nella zona di origine integrando cultura del territorio, metodi tradizionali, ricerca e innovazione tecnologica. 

 

Il patrimonio ampelografico di Cantine Settesoli abbraccia vitigni tipici dell’isola come Grecanico, Grillo e Nero d’Avola, ma anche vitigni internazionali quali Merlot, Syrah, Chardonnay.

 

Nel progetto enologico di Cantine Settesoli, sempre più attenzione è rivolta agli autoctoni: un’accurata catalogazione delle caratteristiche pedoclimatiche dei vigneti dei soci permette di determinare la migliore combinazione suolo/varietà, le tecniche di impianto adottare, i tempi e le modalità di potatura, fertilizzazione, irrigazione e vendemmia.  Il 2021 è un anno speciale per due vini monovarietali di Cantine Settesoli, ottenuti da due uve autoctone rappresentative della regione: il Grillo e il Nero d’Avola Sicilia Doc soffiano quest’anno sulle loro prime venti candeline.

Il brand Settesoli, da vent’anni custode della viticoltura siciliana. 

 

19 vini suddivisi in 4 linee di prodotto sprigionano il carattere e l’energia di Sicilia e portano in oltre 20 paesi del mondo la vocazione vitivinicola di una comunità di 2000 viticoltori, che da vent’anni si impegna a produrre vini dalla qualità certificata, accessibili a tutti e adatti a ogni occasione di consumo. I vini Settesoli, 100% vegani, sono Sicilia DOC, dall'origine e qualità certificata, siglata dall'impegno, dalla passione e dall'esperienza della comunità Settesoli. 

La gamma Settesoli si fa strada nell’ambito del biologico, offrendo al consumatore le due icone di Sicilia - Nero d’Avola e Grillo - anche in versione 100% bio, in nome di una incessante riconversione in vigna che ha avuto inizio nel 2006 e che favorisce trattamenti naturali a base di rame e zolfo e uso di concimi organici al posto di agenti chimici.  Il progetto di tracciabilità e certificazione di ogni fase del ciclo produttivo prevede che su ogni etichetta prodotta venga impresso un codice di identificazioneche permette di percorrere a ritroso l’intero processo produttivo fino ad arrivare ai vigneti d’origine.

Grillo e Nero d’Avola Sicilia DOC: caratteri siciliani

 
 

Grillo Sicilia Doc

 

Il Grillo è una varietà vigorosa, resistente al caldo e alla siccità, che può mostrare caratteristiche molto diverse a seconda della vinificazione. Nata dall’incrocio fra Catarratto e Zibibbo alla fine dell’Ottocento, l’uva Grillo porta con sé tutta l’energia del sole siciliano.

Prodotto nella zona di Menfi, predilige terreni a medio impasto; l’allevamento a controspalliera e la potatura a Guyot consentono di controllare la produzione delle uve che vengono raccolte dopo un’attenta verifica del processo di maturazione, tra l’ultima settimana di agosto e la prima di settembre, con una resa media di 12.000 kg/ha. Tutta la fragranza e l’arioso respiro della terra di Menfi si ritrovano in questo bianco siciliano per eccellenza. Intenso e minerale, è un vino dal colore giallo carico con riflessi verdolini che regala netti sentori di agrumi, miele e zagara.

Nero d’Avola Sicilia Doc

 

Autoctono alfiere delle uve rosse di Sicilia, fino a pochi anni fa chiamato erroneamente Calabrese, questo vino asciutto e sontuoso porta con sé tutti i profumi balsamici del Mediterraneo. 

 

Nasce da uve Nero d’Avola della zona di Menfi. Predilige terreni a medio impasto e calcarei; l’allevamento a controspalliera e la potatura a Guyot consentono di controllare la produzione delle uve che vengono raccolte dopo un’attenta verifica del processo di maturazione, a metà settembre, con una resa media di 9.000 kg/ha. Icona siciliana a bacca rossa, dà un vino corposo e persistente, vellutato, rosso rubino brillante. Dai tratti aromatici precisi, regala intensi sentori di marasca matura e prugna.

 

 

 

 

Cantine Settesoli S.C.A.
Strada Statale 115, 

92013 Menfi (AG)

 

settesoli.it/it

 

Paola Chiapasco

WELL COM srl

 

PARMIGIANO REGGIANO E GRANA PADANO, LE DUE DOP ITALIANE PIÙ IMPORTANTI IN ITALIA E AL MONDO, INSIEME CONTRO IL NUTRISCORE

 

I sistemi di etichettature a semaforo sono “pratiche svalorizzanti”: i Consorzi del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano non autorizzeranno le etichette degli operatori della filiera che inseriranno tali informazioni sul packaging delle due DOP.

I Consorzi del Formaggio Parmigiano Reggiano e del Formaggio Grana Padano per la prima volta si sono riuniti in un Cda congiunto per dire no al sistema Nutriscore nel rispetto di uno dei compiti importanti a loro assegnati: “adottare misure per la valorizzazione dei prodotti e, se necessario, adottare provvedimenti volti a impedire o contrastare misure che sono o rischiano di essere svalorizzanti per l’immagine dei prodotti.”(Reg. 1151/2012 ai sensi dell’art. 45)

In Europa si stanno diffondendo sistemi di etichettatura nutrizionale legati al principio della comunicazione a semaforo: una scala cromatica che va dal verde al rosso associata ad una alfabetica (dalla lettera A alla lettera E). Ad ogni alimento, attraverso un algoritmo che tiene conto delle calorie, della quantità di grassi e zuccheri, vengono quindi attribuiti un colore ed una lettera parametrati ad una quantità di prodotto standard (es. 100 gr).

Gli strumenti basati su tali principi di classificazione sono fuorvianti e ingannevoli per il consumatore. Infatti, il consumo reale dei prodotti si lega su quantità assolute che non corrispondono alla quantità posta alla base dell’algoritmo. Es. la dose media di un formaggio in una pietanza può essere da 20 a 40 gr., quella di olio extravergine da 10 a 20 gr, e magari per altri prodotti il consumo è maggiore a 100 gr (pasta o patate o frutta).

Inoltre, i sistemi in questione non tengono in alcun conto l’equilibrio fra i diversi alimenti nella dieta, né le caratteristiche organolettiche complessive del prodotto stesso. In particolare, i formaggi vengono penalizzati per la presenza dei grassi, trascurando il fatto che i formaggi apportano molti nutrienti strategici: calcio, acidi grassi funzionali, vitamine liposolubili, aminoacidi essenziali, cioè elementi preziosi per un’alimentazione sana, bilanciata ed equilibrata.

In questo senso, si ritiene che il sistema Nutriscore, in quanto basato su una informazione generica e certamente non educativa per il consumatore, tradisca in realtà il fine ultimo che si prefiggeva, ovvero garantire scelte salutari, bilanciate e corrette dal punto di vista nutrizionale e salutistico.

Dal punto di vista dei prodotti Dop in oggetto, si ritiene che informazioni al consumatore per la corretta e sana nutrizione siano importantissime. Per raggiungere davvero questo obiettivo gli strumenti idonei devono essere basati su principi di educazione alimentare legati alla dieta complessiva ed alla divulgazione delle dosi consigliate ed in ogni caso realistiche dei singoli prodotti.

Viceversa, l’utilizzo di etichette a semaforo basate su quantitativi di riferimento scollegati alla dieta ed alla razione consigliata, sono strumenti ingannevoli rispetto alla reale natura del prodotto singolo, atteso che risultano parametrati su quantità ben difficilmente consumate nella pratica. 

Si pensi che, in base al Nutriscore, il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano sarebbero classificati con colore arancio. Ma un piatto di pasta con 80 gr di pasta, 20 gr di olio extravergine e 20 gr di formaggio Duro DOP, sarebbe – nel suo complesso – verde. Per questo motivo gli strumenti di etichettatura basati sul principio a semaforo sono da considerare una pratica svalorizzante della Dop perché disincentivanti il consumo del prodotto senza un motivo oggettivo di tipo nutrizionale. L’obiettivo è insegnare il consumo consapevole delle quantità corrette e tenendo conto delle caratteristiche organolettiche complessive del prodotto.

Per questo motivo, salvo il caso in cui ci si trovi di fronte ad un obbligo di legge, il Consorzio (gruppo) in applicazione dei compiti conferiti dal Reg. 1151/2012, art. 45, lett. “f” è tenuto ad attivare tutte le azioni ritenute necessarie a contrastare tali pratiche.

Per questo motivo, il Consiglio di amministrazione ha deliberato all’unanimità il seguente testo:

I sistemi di etichettatura nutrizionali a semaforo basati su quantitativi di riferimento scollegati dalla dieta e dalla razione consigliata – salvo i casi in cui si tratti di norme cogenti nazionali o comunitarie - sono considerati misura svalorizzante l’immagine della Dop Parmigiano Reggiano / Grana Padano ai sensi dell’Reg. 1151/2012, art. 45, lett. “f”.

Pertanto, in tutti i casi in cui venisse richiesto ad un operatore della filiera, su base volontaria del compratore, di modificare l’etichettatura del prodotto Dop inserendo l’etichetta a semaforo o sistemi equivalenti che non abbiano riguardo alle quantità effettive di Parmigiano Reggiano / Grana Padano consumate nella pratica e che non forniscano alcuna indicazione riguardo alle quantità corrette nel contesto di una dieta sana ed equilibrata, il Consorzio non potrà che respingere la richiesta di autorizzazione della corrispondente etichetta.

Siamo scesi in campo, insieme agli amici del Grana Padano, contro un sistema di etichettatura che non ha senso e che svalorizza l’immagine del Parmigiano Reggiano che da sempre è considerato dai nutrizionisti come un prodotto sano e naturale. Siamo certi che questo importante passo possa essere di aiuto al Governo che si è già mosso in tal senso. Si tratta di un atto di responsabilità che non va solo a tutelare il nostro prodotto, ma che andrà a beneficio di tutti gli altri prodotti dell’agroalimentare di qualità che verrebbero ingiustamente puniti da un sistema senza un motivo oggettivo di tipo nutrizionale” ha commentato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano.

 

Le qualità nutrizionali fanno da anni del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano i prodotti a denominazione d’origine protetta più amati dai consumatori e più imitati da concorrenti sleali, i primi a beneficiare quindi di questo meccanismo – spiega Renato Zaghini, presidente del Consorzio Tutela Grana Padano – Nutriscore nega le più consolidate e aggiornate indicazioni condivise da nutrizionisti in tutto il mondo, che fanno dell’equilibrio tra quantità e qualità degli elementi il punto di forza di una corretta alimentazione a tutte le età. Forti di questi orientamenti della scienza, invitiamo tutti i produttori delle eccellenze agroalimentari italiane, partendo dalle DOP, ad un impegno comune a livello di comunicazione e, sul piano istituzionale, a sostegno delle iniziative avviate dal governo contro questo sistema di etichettatura, ricordando che una cattiva informazione nutrizionale colpisce la corretta alimentazione dei consumatori e non solo i produttori che investono in qualità e sostenibilità”.

Oltre al Nutriscore, altri sono gli impegni importanti verso cui i due consorzi stanno orientando il loro lavoro sinergico anche partendo dall’ultima sentenza a favore del formaggio DOP francese Morbier e che ha posto un tassello molto forte contro le evocazioni. “Copiandoci gusto, aspetto, pack e appellativi vari – affermano Bertinelli e Zaghini - tantissimi concorrenti sfruttano la confusione e il bisogno di risparmiare del consumatore. Per questo ci stiamo facendo sentire a livello politico affinché vengano approvate normative incontrovertibili: sugli scaffali della Gdo è necessaria una netta separazione tra prodotti Dop e non, oltre all’obbligo di indicare in etichetta la provenienza e, per quanto riguarda la ristorazione, l’obbligo di inserire nei menù i reali ingredienti impiegati in cucina. La nostra arma vincente è infatti la consapevolezza del consumatore, il quale deve scegliere liberamente ma deve anche sapere che, per essere libero, deve essere prima consapevolmente informato”. 

L’APPORTO NUTRIZIONALE DEL GRANA PADANO DOP e DEL PARMIGIANO REGGIANO DOP

Se si fa riferimento ad una dieta consumata settimanalmente si può valorizzare, dal punto di vista nutrizionale, ad es. l’apporto di 30-40 g di Grana Padano Dop o di Parmigiano Reggiano DOP su un piatto di spaghetti. Il formaggio apporta proteine, delle quali gli spaghetti sono carenti, apporta microrganismi da latte crudo, con effetti postivi sul microbioma degli individui, migliora l’appetibilità del cibo e può sostituire in modo controllato la cottura con sale della pasta, venendo meglio incontro alle esigenze del singolo consumatore.

Fabrizio Raimondi 

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