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Recensioni

VARAZZE: PROCESSIONE PER MARIA AUSILIATRICE

 

 

Giovedì 24 Maggio a Varazze la Processione per Maria Ausiliatrice: evento culminante delle celebrazioni per il mese mariano 

 

Per tutto maggio, mese Mariano e festa di Maria Ausiliatrice, ogni sera alle ore 21, dal lunedì al venerdì, presso l’Oratorio di San Bartolomeo si è svolge la Preghiera del S. Rosario meditato. 

Anticipata dal tradizionale concerto del Coro Chicchi di Riso in programma mercoledì 23 maggio alle 21:30 dopo la Santa Messa delle ore 21:00 in San Bartolomeo, Giovedì 24 maggio, è prevista la processione per Maria Ausiliatrice, accolta da una numerosa partecipazione di fedeli in tripudio. 

La processione di Maria Ausiliatrice è l’evento culminante delle celebrazioni per il mese mariano ed è sempre molto sentito. Il culto di Maria Ausiliatrice è particolarmente caro ai Salesiani, la cui presenza è fondamentale, insieme quella della Confraternita di San Bartolomeo per la buona riuscita della manifestazione.

Suggestivo il cammino serale della processione, cui partecipano numerosi Crocifissi, in rappresentanza delle Confraternite di Varazze e delle frazioni con la sosta in Piazza Bovani per una preghiera comunitaria. 

Sempre affascinante e coinvolgente il momento finale, in cui la cassa di Maria Ausiliatrice con in braccio il Bambino, inondata da una pioggia di petali di rose, rientra nell’Oratorio di San Bartolomeo – verrà poi di nuovo posta, dopo maggio e sino al prossimo anno, nell’Oratorio salesiano – e, come da tradizione varazzina, indugia sulla soglia, richiamata dagli applausi dei fedeli e dalla Banda musicale, Cardinal Cagliero, altro elemento importantissimo  per la buona riuscita della manifestazione. 

Ecco il programma della Festa Liturgica di Maria Ausiliatrice

ore 9:00 Santa Messa nell’Oratorio San Bartolomeo 

ore 17:00  Benedizione dei bambini nel piazzale delle Suore Boschine 

ore 20.15 Vespro serale seguito dalla solenne Processione con il seguente percorso: Piazza San Bartolomeo, Largo Alpini d’Italia, Piazza Dante, Via Mameli, Sosta in Piazza Nello Bovani, Via Gavarone, Via Busci. Presterà servizio la Banda Musicale “Cardinal Cagliero”.

 

Bettina Bolla

CREA UTILIZZA IL CLOUD COMPUTING DI MICROSOFT

CREA utilizza il Cloud Computing di Microsoft per l’applicazione di tecnologie digitali in agricoltura. Obiettivo: promuovere la competitività della filiera agroalimentare italiana e supportare la ricerca per lo sviluppo sostenibile  

 

Annunciata a Forum PA l’adozione di strumenti Microsoft da parte del  Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria: IoT, Artificial Intelligence e Blockchain al servizio del progetto AgriDigit. Le nuove tecnologie potenzieranno la ricerca agroalimentare e sosterranno il Made-in-Italy, ottimizzando la produzione, l’uso di risorse e puntando a garantire la sicurezza e la tracciabilità delle filiere.

 

In occasione di Forum PA 2018MicrosoftCREA, ente vigilato dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dedicato alla ricerca in ambito agroalimentare, hanno annunciato che CREA ha adottato strumenti Microsoft in azioni di ricerca volte al miglioramento della qualità nei settori agricolo, ittico, forestale e nutrizionale. In linea con il tema chiave della manifestazione focalizzata sull’innovazione per la sostenibilità, è stato infatti sviluppato ilprogetto di trasformazione digitaleche vede il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agrariausufruire delle tecnologie Microsoft per ottimizzare i propri processi interni e per offrire supporto tecnologico alle proprie strutture scientifiche: grazie alCloud Computing, sarà possibile facilitare lacollaborazione tra i team di ricerca, beneficiare diinfrastrutture sicure e sviluppareapplicazioni intelligenti. In particolare la piattaforma cloud Microsoft Azure supporterà il progetto di Agricoltura DigitaleAgriDigit” finanziato dal MiPAAF, che nei prossimi mesi studierà e svilupperà tecnologie utili in agricoltura e sistemi di supporto alle decisioni e alla certificazione dei prodotti. 

 

Grazie alla potenza di calcolo di Azure e alle funzionalità di Internet of Things, Machine Learning e Artificial Intelligenceintegrate nella piattaforma cloud di Microsoft, sarà possibile accelerare la ricerca agroalimentare e ambientale, abilitando l’analisi di enormi quantità di dati eterogenei in tempo reale e la realizzazione di modelli predittivi sempre più accurati. Non solo: grazie agli intuitivi strumenti di blockchainaccessibili attraverso il cloud di Azure, sarà possibile sviluppare processi di certificazione dei prodotti offrendo maggiori garanzie sulla storia degli alimenti, dalla raccolta delle materie prime al flusso tra gli operatori della filiera, fino all’approdo al consumatore finale. Le nuove tecnologie potranno quindi rappresentare un elemento strategico per le filiere agroalimentari italiane, da un lato per difendere la produzione dalla variabilità climaticaintervenendo tempestivamente per gestire i fattori produttivi, contenere i costi e minimizzare il rischio produttivo e ambientale, dall’altro per garantire la sicurezza del Made-in-Italye tutelare le specificità territoriali dalla concorrenza illecita con prodotti contraffatti. 

 

Il vantaggio del Cloud Computing di Microsoft è legato sì alla disponibilità delle più innovative funzionalità di IoT, analisi e blockchain, ma anche all’integrazione con strumenti più tradizionali e pur sempre strategici, come i sistemi gestionali e le soluzioni per la produttività. CREA potrà infatti orchestrare i propri processi multidisciplinari beneficiando dei moduli ERP della piattaforma Dynamics 365e gli oltre 1.600 dipendentie i 12 centri di ricercapotranno collaborare più facilmente grazie a una suite per la produttività cloud, condividendo così competenze che spaziano dalla genomica, all’agroecolologia, dalla salute delle piante alla fertilità dei suoli, dagli allevamenti all’industria agroalimentare. Inoltre CREA ha scelto di puntare sul cloud di Microsoft anche in virtù dell’interoperabilità, che consente di preservare gli investimenti tecnologici preesistenti, di sviluppare in ambienti diversi, anche open-source, e di rilasciare applicativi compatibili con molteplici piattaforme.  

 

Per un ente come CREA che affronta le sfide sempre più delicate del ventunesimo secolo è importante utilizzare tecnologie aggiornate. La tecnologia può infatti correre in aiuto delle ricerca per promuovere la sostenibilità dei sistemi produttivi agricoli, forestali e ittici, la produzione di alimenti che soddisfino le esigenze nutrizionali di una popolazione mondiale in crescita, l’uso di biomasse e sottoprodotti  per la produzione di materiali e di energia.L’utilizzo di strumenti  Microsoft nasce proprio in questa logica, poichè grazie al supporto del Cloud Computing e di piattaforme per  Internet of Things, Artificial Intelligence e Blockchain, potremo potenziare  la nostra ricerca a supporto della filiera agroalimentare italiana in un quadro di sviluppo sostenibile. Non solo, grazie al Cloud di Microsoft potremo anche orchestrare meglio i nostri processi e collaborare in modo più efficace, ottimizzando le risorse da dedicare alla ricerca e traendo vantaggio dalla multidisciplinarità delle competenze dei nostri ricercatori”, ha commentato Marcello Donatelli, direttore del Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente  di CREA.

 

Siamo orgogliosi di supportare CREA in questo progetto d’innovazione per la sostenibilità e al contempo per la competitività dell’intero Paese. La Pubblica Amministrazione italiana spesso lotta per far fronte alla scarsità di risorse e non riesce ad agire con forza come driver per la crescita italiana. Il settore pubblico ha invece un ruolo fondamentale nel guidare la competitività del Paese, senza perdere di vista gli obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Puntando sull’innovazione è possibile, non solo recuperare efficienza, ma anche mettere in moto un circolo virtuoso di crescita che coinvolga tutti i settori dell’economia. L’esperienza di CREA è emblematica, perchè grazie al Cloud sta sì ottimizzando le operazioni e la produttività dei dipendenti e dei centri di ricerca, ma soprattutto guiderà un processo d’innovazione di cui beneficierà tutta la filiera agroalimentare italiana. Grazie alla molteplicità degli strumenti integrati nel Cloud di Microsoft, come Internet of Things, Artificial Intelligence e Blockchain, sarà possibile contribuire alla competività del Made-in-Italy, ottimizzando la produzione e garantendo la sicurezza dei prodotti a vantaggio dei consumatori e allo stesso tempo accelerando la ricerca per ridurre gli sprechi e promuovere lo sviluppo sostenibile”,ha dichiarato Simonetta Moreschini, Direttore della Divisione Pubblica Amministrazione di Microsoft Italia.

CREA – Consiglio per le Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria

UFFICIO  STAMPA contatti

Giuseppe Bruni

Cell 3664466855

www.crea.gov.it

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Microsoft

Microsoft (Nasdaq “MSFT” @microsoft) offre un ecosistema di soluzioni e servizi che consentono alle organizzazioni pubbliche e private di qualunque dimensione e settore di realizzare i propri progetti di trasformazione digitale in un nuovo mondo di cloud e device, in grado di liberare i benefici dell’intelligenza artificiale con la massima sicurezza e privacy. La missione di Microsoft è aiutare persone e organizzazioni a realizzare il proprio potenziale grazie alla tecnologia.

Ogni informazione relativa a Microsoft è disponibile al sito http://www.microsoft.com/italy/.

 

Microsoft Italia 

Chiara Ronchetti 

Responsabile Comunicazione Corporate e Business

www.microsoft.com/italy/stampa

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Burson-Marsteller

Cristina Gobbo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Tel 0272143543

Marta Grassini Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Tel 0272143520

 

 

 

SOAVE PREVIEW 2018 - DALLE ORIGINI AL FUTURO

 

 

 

Una Soave Preview orientata al rinnovamento ha soddisfatto più di 70 giornalisti e buyer provenienti da tutto il mondo. Focus sulla garganega e la sua longevità, con 140 vini presentati secondo i territori

 

Si è conclusa ieri, domenica 20 maggio, l’ultima edizione di Soave Preview 2018. La manifestazione ha permesso a coloro che sono venuti a Soave di conoscere l’identità più profonda, quella fatta di 3000 famiglie che ogni giorno affrontano le sfide che la viticoltura gli pone di fronte.

 

Attraverso i vari percorsi proposti, dal Soave safari fino alla degustazione delle vecchie annate in due verticali, dall’assaggio dell’annata 2017 al convegno sulla candidatura GIAHS-FAO, si sono potute dimostrare le virtù di una denominazione che mette al centro non solo il vino ma anche storia, cultura e tradizione, un sistema agricolo complesso e integrato, un caleidoscopio di sfaccettature che merita una particolare attenzione per la sua fragilità ma anche per la granitica determinazione dei produttori a spingere sulla qualità del prodotto.

 

Su questo tema è intervenuto Sandro Gini, presidente del Consorzio, alla sua prima uscita ufficiale dopo l’elezione e che ha elencato le linee programmatiche del consiglio in carica per i prossimi 3 anni. «Il rinnovamento della denominazione che vogliamo portare avanti passa da una maggiore consapevolezza delle potenzialità di questa denominazione. Per questo motivo voglio coinvolgere tutta la filiera, dal viticoltore all’enologo, in maniera dinamica e costruttiva, attraverso un dialogo continuo, per riaffermare il Soave tra i grandi vini bianchi al mondo per ampiezza di stili e capacità di invecchiamento. La stessa creazione del sistema delle unità geografiche aggiuntive partito 20 anni fa e ora in fase di definizione finale ci porta ad avvicinarci a quelle regioni che sono iconiche proprio grazie alla loro capacità di valorizzazione delle singole identità territoriali seppur sotto uno stesso marchio comunicato a livello internazionale.»

 

Valori e tradizioni rimarcati anche da Endo Yoshihide, coordinatore del programma GIAHS-FAO, in visita a Soave in occasione del convegno di apertura dedicato alla candidatura: «un territorio come quello del Soave così complesso e variegato, con una storia e tradizione centenaria, merita di essere conosciuto e riconosciuto a livello mondiale. I benefici di entrare in un programma come quello del GIAHS sono molteplici, tra cui un aumento del turismo, che favorisce l’intero indotto.»

 

Non sono mancati gli approfondimenti sui caratteri della garganega, grazie a un intervento dell’agronomo Ermanno Murari, seguito da un viaggio tra tempo e unità geografiche condotto egregiamente da Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere e Chiara Mattiello che hanno messo in mostra le capacità della garganega nell’esprimere un territorio; infine si è assistito a un’esplorazione dei suoli del Soave con Roberto Zorzin, geologo e la degustazione di Veronika Crecelius, penna di Weinwirtschaft dove invece si è potuta apprezzare la duttilità di quest’uva.

 

I giornalisti infine hanno potuto degustare alla cieca l’annata 2017, certamente una delle più complesse degli ultimi 30 anni a causa principalmente della siccità che ha colpito l’Italia durante l’anno, ma dalla quale grazie al lavoro in vigna e provvidenziali piogge nel mese di settembre, si sono potuti mantenere i caratteri di freschezza del Soave, accompagnati a una maggiore rotondità e profumi più fruttati rispetto alle annate precedenti.

 

Dai 7 giorni di confronto e degustazione che hanno coinvolto giornalisti, sommelier, operatori, produttori, wine lover e studenti MW si sono rivalutate le ultime annate dalla 2014 alla 2016, che passano da 3 a 4 stelle.

 

 

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Lucia Vesentini

CONSORZIO TUTELA VINI D.O.C. BREGANZE: ELVIO FORATO ELETTO NUOVO PRESIDENTE

 

 

 

Il direttore della Cantina Beato Bartolomeo da Breganze succede a Plinio Bonollo alla guida del Consorzio. Una scelta tecnica per ridare forza alla D.O.C.

Elvio Forato, direttore ed enologo della Cantina Sociale Beato Bartolomeo da Breganze è il nuovo presidente del Consorzio di Tutela vini D.O.C. Breganze. Succede a Plinio Bonollo, rimasto in carica per sei anni, che resta nel consiglio con la carica di vice presidente. Il Consiglio del Consorzio Tutela Vini D.O.C. Breganze ha voluto fare una scelta più tecnica con la nomina di Forato a Presidente, scegliendo una persona che conosca non solo il territorio ma anche le leggi e il sistema vino negli aspetti più specifici.

 

Elvio Forato, nato ad Asolo nel 1962, si è diplomato nel 1982 alla scuola enologica di Conegliano. Dopo un'esperienza alla Cantina Sociale Montelliana, ha accumulato esperienza nell'Oltrepo' Pavese dove ha appreso metodi e segreti della lavorazione degli spumanti sia metodo classico che charmat. Dal 2001 si sposta a Breganze dove diventa enologo della Beato Bartolomeo (680 soci, 590 ettari coltivati in totale, 70000 quintali di uva conferita). Dal 2006 ne è anche direttore generale. 

 

“Ringrazio il Consiglio del Consorzio per la fiducia che mi ha concesso e il mio predecessore Plinio Bonollo per l'ottimo lavoro svolto in questi anni – dichiara Elvio Forato – Il mio impegno per i prossimi anni è sicuramente quello di proseguire nella rivalutazione della D.O.C. Breganze, del nostro territorio e dei vini che ne nascono. Tanto è già stato fatto finora, ma dobbiamo ulteriormente rimboccarci le maniche e lavorare insieme perchè questo nostro territorio così vocato ottenga il giusto riconoscimento a livello nazionale e internazionale. Ci tengo a ricordare che la nostra è stata la prima D.O.C. del vicentino, riconosciuta fin dal 1969”.

 

 

La DOC Breganze
Il Consorzio di Tutela Vini DOC Breganze, nato nel 1982 da cinque produttori, associa oggi diciassette soci vinificatori. La zona di pertinenza è quella della Pedemontana Vicentina, da sempre terra di grande tradizione viticola, che dal 1969 si fregia della Denominazione di Origine Controllata Breganze, la prima del vicentino. Essa comprende i rilievi collinari e l’immediata pianura compresi tra le vallate dei fiumi Astico e Brenta; di quest'area Breganze è quasi il centro geografico, mentre gli altri capisaldi sono ad Ovest Thiene e ad Est Bassano del Grappa.
Dal punto di vista enologico, la D.O.C. Breganze raggruppa quindici tipologie di vini: Bianco, Tai, Vespaiolo, Vespaiolo Spumante, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Chardonnay, Sauvignon, Rosso, Merlot, Cabernet, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Marzemino e Torcolato, sicuramente il più famoso e rappresentativo della denominazione.

 

 

Anna Sperotto
349 8434778
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SCUOLA GOURMET

MARTEDI 22 MAGGIO   ore 20 

IL MENU VELOCE!!! 

INSALATA GRECA CON SALSA TZAZIKI 

CALAMARI SCOTTATI SU LETTO DI LENTICCHIE E FARRO

GRIGLIATA LIME & TEQUILA!!! POLLO, GAMBERETTI, VERDURINE, 

LEZIONE SINGOLA 35 EURO

VENERDI 25 & SABATO 26 MAGGIO  dalle ore 19

WINESTREET 2018

2 SERATE “STREET FOOD” NEL CUORE DI ASTI

SERVIREMO: 

CHILI DI MANZA DI RAZZA PIEMONTESE CON CANNELLINI E CHIPS CROCCANTI DI MAIS

TORTA DI NOCCIOLE VEG & BIO CON CREMA AL CIOCCOLATO FONDENTE 

BARBERA MONTEBRUNA DOCG CANTINE BRAIDA

BRACHETTO D’ACQUI DOCG CANTINE BRAIDA

 

MARTEDI 29 MAGGIO   ore 20 

SFIZIOSITA’ DI PESCE

Panzanella alla marinara con bocconcini di tonno pinna gialla

Crostini di salmone e guacamole

Acciughine marinate al limone e zenzero

DEGUSTAZIONE ALTA LANGA

LEZIONE SINGOLA 35 EURO 

MARTEDI 5 GIUGNO  ore 20 (nuova data)

LA CUCINA BRASILIANA

LOMBO ASADO CON ABACAXI ( LONZA DI MAIALE CON ANANAS E CACHACA)

EMPAGINHA CON CAMARONES ( TARTELLETTE DI FROLLA SALATA CON GAMBERI)

QUINDUM AL COCCO E LIME (SFORMATI AL COCCO E LIME)

COCKTAIL CAIPIRINHA  LEZIONE SINGOLA 35 EURO

MARTEDI 12 GIUGNO   ore 20 

CUCINIAMO CON LA BIRRA

 bocconcini di tacchino alla birra bionda e curcuma

Tempura  piccante alla birra rossa di calamari e verdure 

Cheesecake alla birra scura ai 2 cioccolati

LEZIONE SINGOLA 35 EURO

 

 TORNA il CENTRO ESTIVO BABY GOURMET!!!!!!

PER I PIU PICCOLI, Da 8 a 12 ANNI

SETTIMANA 1:Da MARTEDI 19 giugno a GIOVEDI 21 Giugno

 SETTIMANA 2:Da MARTEDI 26 giugno a GIOVEDI 28 Giugno

3 giorni di cucina A SETTIMANA (MARTEDI, MERCOLEDI E GIOVEDI)

imparando a fare : la pasta,( tagliatelle, gnocchi, agnolotti..)

 sughi base (ragu, pesto, pomodoro..) pizze, torte dolci e salate, pasticcini,

 come impiattare, collaborare, preparare il tavolo, pulire!!!....

dalle ore 9 alle ore 14 inclusa merenda e pranzo, ricettario, cappello da chef e grembiule PREZZO SETTIMANALE 100 EURO A BAMBINO…POSTI LIMITATI!!!

 

 

GRAZIE PER ESSERE SEMPRE PIÙ NUMEROSI AI NOSTRI CORSI E LEZIONI

Per una migliore gestione dell'attività e del servizio a Voi prestato vi chiediamo di avvertire tempestivamente in caso di cancellazione o impossibilità a partecipare alle date sottoscritte. 

CON LA VOSTRA COLLABORAZIONE CHI È IN LISTA D'ATTESA POTRÀ APPROFITTARE DEL POSTO CHE SI È LIBERATO E SI EVITERANNO SPRECHI INUTILI E ONEROSI DI MATERIE PRIME

 

SCUOLA GOURMET  VIA RANCO 16 (angolo via Garetti)

LE LEZIONI E I CORSI SONO A “NUMERO CHIUSO 

PER PARTECIPARE E’ NECESSARIO ISCRIVERSI TRAMITE EMAIL

O CHIAMANDO IL NUMERO 0141 218789

 

G     o     u     r     m     e    t 

 La Scuola di Cucina di Asti 

VIA RANCO 16: (angolo Via Garetti)  tel 0141 218789

www.scuolagourmet.com Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

ELICICOLTURA: PRODUZIONE SOSTENIBILE E OFFERTA GASTRONOMICA

 

Elicicoltura 2.0: Produzione sostenibile ed offerta gastronomica

All’Università di Pollenzo un convegno con le personalità del territorio cuneese

 

Lunedì 14 maggio l’Università di Scienze Gastronomiche ha ospitato un convegno promosso dall’Istituto Internazionale di Elicicoltura dal titolo “L’Elicicoltura 2.0 Chiocciola Metodo Cherasco: produzione sostenibile ed offerta gastronomica”.

L’appuntamento hariunito diverse personalità del territorio cuneese, dal mondo accademico al mondo dell’impresa e dell’alta ristorazione, con l’obiettivo di offrire dalle diverse prospettive un’overwiewcompleta e particolare sulle caratteristiche dell’allevamento delle chiocciole da gastronomia.

E’ stata oggetto di analisi e dibattito la rinnovata capacità del settore di rappresentare una valida alternativa ed un’opportunità di diversificazione ai sistemi tradizionali dell’agricoltura e dell’allevamento;obiettivi raggiunti con le modifiche sostanziali al sistema, pensate per gestirein maniera ottimale l’impatto ambientale grazie, anche, al contributo offerto dall’adozione della metodologia della coltivazione simbiotica e all’attenzione verso il tema urgente dello spreco dell’acqua nel processo di produzione proteica attraverso gli allevamenti intensivi.

Il Presidente dell’Associazione Nazionale Elicicoltori Simone Sampòha illustratoil progetto Elicicoltura 2.0 che, nato dalla consapevolezza delle criticità del vecchio sistema, ha definitivamente risolto le problematiche esistenti per mezzo del prezioso contributo di competenze offerte dall’Università di Scienze Gastronomiche e di attori importanti nel mondo agroalimentare, come il Presidente del Consorzio de La Granda Dott. Sergio Capaldo, alla cui illuminata ostinazione deve l’adozione dell’agricoltura simbiotica e l’utilizzo dei funghi micorrizi, ovvero di un approccio etico che si fonda sul rispetto e la valorizzazione degli elementi che costituiscono un legame tra gli attori della catena alimentare (terra, animali e uomo). 

Dal complesso delle suggestioni ricevute, e dellesuccessive innovazioni apportate al sistema di allevamento, è nato il Disciplinare Chiocciola Metodo Cherasco:un insieme organico di regole che lega la visione etica alla capacità di offrire al mercato un prodotto gastronomico di eccellenza.

Il Presidente Sampò ha avuto modo di illustrare gli incredibili risultati di produzione raggiunti dagli elicicoltori che adottano il sistema Chiocciola Metodo Cherasco e, per lo straordinario contributo offertodal Vice Presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche, ha proposto la carica di Presidente Onorario dell’Associazione Nazionale Elicicoltori al Dott. Silvio Barbero, che ha accettato con entusiasmo.

Il Convegno, al di là degli aspetti tecnici che hanno offerto interessanti spunti di riflessione, è stato occasione per anticipare i temi della manifestazione “Noi le ChiamiAMO Chiocciole”, che si terrà a Cherasco dal 28 settembre al 1 ottobre 2018.

Le novità saranno tante e, oltre ai convegni tecnici e di approfondimento scientifico, il tradizionale appuntamento avrà come tema centrale la partnership dell’Associazione Nazionale Elicicoltori con l’Istituto Monsignor Signori di Fossano, che meritoriamente si prende cura delle persone afflitte da problemi di disagio mentale, anche con l’elicicoltura.

L’offerta gastronomica sarà articolata per offrire i sapori della tradizione e l’esperienza delle interpretazioni gourmet, attraverso il grande connubio con le Osterie d’Italia che sempre più cementa un rapporto con il mondo e i valori di Slow Food.

L’edizione 2018 di Noi le ChiamiAMO Chiocciole verrà inoltre nobilitata dal suo primo premio giornalistico, rivolto ai professionisti che nel corso dell’annohanno celerato la chiocciola ed il suo mondo.

 Per un approfondimento è possibile visitare il sito www.istitutodielicicoltura.it, la pagina Facebook dell’Istituto Internazionale di Elicicoltura di Cherascooppure contattare i seguenti riferimenti

- Istituto Internazionale di Elicicoltura: 0172. 489382 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L’Istituto Internazionale di Elicicoltura

 

L. S. 

CONSORZIO TUTELA VINI D.O.C. BREGANZE: ELVIO FORATO ELETTO NUOVO PRESIDENTE

 

 

 

Il direttore della Cantina Beato Bartolomeo da Breganze succede a Plinio Bonollo alla guida del Consorzio. Una scelta tecnica per ridare forza alla D.O.C.

Elvio Forato, direttore ed enologo della Cantina Sociale Beato Bartolomeo da Breganze è il nuovo presidente del Consorzio di Tutela vini D.O.C. Breganze. Succede a Plinio Bonollo, rimasto in carica per sei anni, che resta nel consiglio con la carica di vice presidente. Il Consiglio del Consorzio Tutela Vini D.O.C. Breganze ha voluto fare una scelta più tecnica con la nomina di Forato a Presidente, scegliendo una persona che conosca non solo il territorio ma anche le leggi e il sistema vino negli aspetti più specifici.

 

Elvio Forato, nato ad Asolo nel 1962, si è diplomato nel 1982 alla scuola enologica di Conegliano. Dopo un'esperienza alla Cantina Sociale Montelliana, ha accumulato esperienza nell'Oltrepo' Pavese dove ha appreso metodi e segreti della lavorazione degli spumanti sia metodo classico che charmat. Dal 2001 si sposta a Breganze dove diventa enologo della Beato Bartolomeo (680 soci, 590 ettari coltivati in totale, 70000 quintali di uva conferita). Dal 2006 ne è anche direttore generale. 

 

“Ringrazio il Consiglio del Consorzio per la fiducia che mi ha concesso e il mio predecessore Plinio Bonollo per l'ottimo lavoro svolto in questi anni – dichiara Elvio Forato – Il mio impegno per i prossimi anni è sicuramente quello di proseguire nella rivalutazione della D.O.C. Breganze, del nostro territorio e dei vini che ne nascono. Tanto è già stato fatto finora, ma dobbiamo ulteriormente rimboccarci le maniche e lavorare insieme perchè questo nostro territorio così vocato ottenga il giusto riconoscimento a livello nazionale e internazionale. Ci tengo a ricordare che la nostra è stata la prima D.O.C. del vicentino, riconosciuta fin dal 1969”.

 

 

La DOC Breganze
Il Consorzio di Tutela Vini DOC Breganze, nato nel 1982 da cinque produttori, associa oggi diciassette soci vinificatori. La zona di pertinenza è quella della Pedemontana Vicentina, da sempre terra di grande tradizione viticola, che dal 1969 si fregia della Denominazione di Origine Controllata Breganze, la prima del vicentino. Essa comprende i rilievi collinari e l’immediata pianura compresi tra le vallate dei fiumi Astico e Brenta; di quest'area Breganze è quasi il centro geografico, mentre gli altri capisaldi sono ad Ovest Thiene e ad Est Bassano del Grappa.
Dal punto di vista enologico, la D.O.C. Breganze raggruppa quindici tipologie di vini: Bianco, Tai, Vespaiolo, Vespaiolo Spumante, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Chardonnay, Sauvignon, Rosso, Merlot, Cabernet, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Marzemino e Torcolato, sicuramente il più famoso e rappresentativo della denominazione.

 

 

Anna Sperotto
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IL CONSORZIO VINO CHIANTI: A CANTON CON 56 AZIENDE

Dal 18 al 20 maggio la grande fiera di Canton, Interwine

Il Consorzio Vino Chianti vola in Cina con 56 aziende toscane

Il presidente Busi: “Momento d’oro per l’export, ma i ritardi e il rischio dello stop Ue della promozione provocherebbero danni incalcolabili”

 

Il Consorzio Vino Chianti afferma la sua presenza in Cina partecipando alla grande fiera di settore Interwine dal 18 al 20 maggio. A Canton ci saranno  56 aziende toscane con oltre 60 etichette, in uno stand di più di 100 metri quadri: ecco i numeri di una partecipazione importante su un mercato che richiede sempre un’attenzione particolare.

Una vetrina internazionale unica, che richiama due volte l’anno più di 50mila visitatori internazionali, tutti operatori del settore come buyers, importatori e sommelier. Saranno 52 i paesi rappresentati tra gli stand distribuiti in uno spazio di 50mila metri quadrati. Un’occasione imperdibile per rafforzare rapporti commerciali e costruirne di nuovi.

“La nostra presenza in Cina arriva in un momento d’oro per l’export italiano - spiega Giovanni Busi, presidente del consorzio Vino Chianti - Abbiamo conquistato una quota di mercato pari al 7% che ci garantisce il quarto posto nella classifica dei top importer cinesi”. 

A rovinare questo clima di ottimismo c’è però il ritardo che si sta accumulando a livello europeo sui fondi Ocm (Organizzazione Comune Mercato vitivinicolo) relativi alla promozione. “Ad oggi non è stato ancora emanato il decreto di attuazione - continua Busi - rischiando così di compromettere seriamente l’attività promozionale autunnale che come sempre è diretta verso i paesi asiatici, come Cina e Giappone”.

Un allarme sul fronte promozione all’estero è stato già lanciato dal Consorzio in merito all’esclusione dai programmi europei per i prossimi 5 anni a causa di un’interpretazione di una norma - richiesta dalla Spagna  - che ha generato il panico. Nello specifico,  nella programmazione 2018-2023 i produttori vinicoli europei non potranno accedere ai programmi di promozione in quei paesi dove si sono svolte attività da 5 anni.

“Un disastro per il made in Italy - dichiara il presidente Busi - Tutto il lavoro fatto fino ad oggi, gli investimenti e le energie spese, verrebbero vanificati. Se passasse  questa interpretazione i danni alle imprese e al sistema paese sarebbero incalcolabili. La promozione è un progetto di lungo periodo, che va ben oltre i 5 anni e, ne caso della Cine, ne servono almeno 10. Noi andiamo avanti facendo sentire la nostra voce, ma chiediamo l’intervento della politica affinché il nostro allarme non resti inascoltato e non ci si ritrovi a dover contare i danni di un disastro annunciato”. 

 

 

Lorenzo Galli Torrini

 
 
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