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Recensioni

Consorzio Doc Venezie

 

 

Consorzio Doc delle Venezie: sospensione di nuovi impianti per il prossimo triennio

 

Governo dell’offerta di prodotto per gestire una crescita equilibrata della nuova denominazione. Negli ultimi cinque anni la superficie vitata è aumentata del 60%, raggiungendo circa 26 mila ettari di vigneto. Strategia di informazione e promozione per valorizzare il Pinot grigio DOC delle Venezie

 

Dal 1° agosto 2019 al 31 luglio 2022 è stata sospesa la possibilità di iscrivere allo Schedario viticolo nuove superfici vitate a Pinot grigio piantate e/o innestate a partire dal 1° agosto 2019 ai fini della rivendicazione con la DOC delle Venezie. La richiesta di sospensione temporanea della iscrizione di nuovi impianti di Pinot grigio per le prossime 3 campagne viticole avanzata dal Consorzio in accordo con le organizzazioni di categoria a cui aderiscono anche gli operatori della filiera vitivinicola della DOC delle Venezie, è stata accolta dalle tre Amministrazioni pubbliche competenti nell’areale di produzione della denominazione - Provincia autonoma di Trento, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e Regione Veneto - con propri provvedimenti, adottati di concerto con univoci criteri tecnico-amministrativi così come previsto dal disciplinare.

 

Ormai vicina alla sua terza vendemmia con un potenziale produttivo di circa 1,6 milioni di ettolitri.  L’area della DOC delle Venezie oggi conta una superficie vitata di 26 mila ettari, destinata ad arrivare a 30 mila ettari considerando i vigneti già impiantati e prossimi ad entrare in produzione e, pertanto, esclusi dal blocco.

 

“La richiesta di sospendere per il prossimo triennio nuove rivendiche di impianti a Pinot grigio delle Venezie– ha dichiarato Albino Armani, presidente del Consorzio – nasce dall'esigenza di governare una crescita della denominazione che ha registrato tra i più alti tassi di sviluppo viticolo del nostro paese negli ultimi anni. Insieme alla filiera abbiamo voluto attivare un processo virtuoso che, affiancando le iniziative di informazione e promozione a sostegno della valorizzazione della denominazione, ha lo scopo di gestire la crescita dell’offerta in relazione all'evolversi della domanda mondiale di Pinot grigio che trova la sua zona di vocazione nel Triveneto. Misura di governo utile per gestire la contingenza, lo voglio sottolineare, – chiarisce Albino Armani - rimane per noi un elemento tattico, perché il nostro impegno strategico è orientato su altre direzioni tese a costruire dinamiche strutturali di valore del prodotto”.

 

“E’ stato necessario attivare questa misura per favorire l'equilibrio di mercato del Pinot grigio - ha commentato il vicepresidente del Consorzio e Presidente de La Marca, Valerio Cescon - visto che negli ultimi 5 anni, le superfici del vitigno sono aumentate del 60% e, al 31 luglio 2018 nell’intero areale della DOC delle Venezie, risultano in coltivazione: in Trentino, 2.800 ettari, in Friuli Venezia Giulia, 7.816 ettari e, in Veneto 15.194 ettari, per ben 25.810 ettari totali. Una concentrazione di questo particolare vitigno unica a livello mondiale e che riveste un’importanza significativa per il nostro territorio: basti pensare che per dimensione totale il Pinot grigio è la prima varietà in Trentino e Friuli e solo seconda in Veneto dopo la Glera”.

 

“Un patrimonio importante che dobbiamo governare in relazione alle dinamiche di evoluzione della domanda al fine di posizionarlo adeguatamente nel medio lungo termine – ha sottolineato Goffredo Pasolli, vicepresidente del Consorzio e Direttore tecnico dell’azienda vinicola Lechthaler – condividendo le strategie di sviluppo con le altre 20 denominazioni che coesistono nel medesimo territorio e hanno il Pinot grigio nel disciplinare: un’offerta variegata e al tempo stesso complessa che va dal Trentino DOC nell’area più settentrionale fino a interessare il Collio e i Colli orientali ai confini con la Slovenia. Sistema produttivo articolato che per la campagna di commercializzazione 2019 prevede di immettere sul mercato di circa 260 – 270 milioni di bottiglie di Pinot grigio con le varie denominazioni del Triveneto”.

 

 

Lucia Boarini

GLI AMBASCIATORI DELLA CUCINA ITALIANA NEL MONDO

I piatti che hanno deliziato Sinatra, Pavarotti e Dion protagonisti a Cremona con le star della cucina Zeffirino e Vezzoni

 

Martedì 30 luglio nuovo appuntamento con gli Ambasciatori della Cucina Italiana. Annunciati i primi riconoscimenti che verranno assegnati durante la nuova edizione de il BonTà

 

La Famiglia Zeffirino - conosciuta dagli amanti della grande cucina in tutto il mondo anche per aver deliziato i palati dei papi Francesco, Ratzinger e Wojtyla, oltre che di Frank Sinatra, Céline Dion, Pavarotti e Ranieri di Monaco - sarà a Cremona martedì 30 luglio per una nuova tappa delle serate di gala utili per l’assegnazione del titolo di “Ambasciatore della Cucina Italiana”. Appuntamento al Ristorante “Aporti-25”, in Via Ala Ponzone 2, dove si terrà una degustazione di straordinari piatti che avranno accesso diretto all’appuntamento-clou de il Bontà, il Salone delle Eccellenze Enogastronomiche (nell’Area Eventi del Padiglione 2 di CremonaFiere, dal 9 al 12 novembre 2019).

 

Sarà un’altra grande serata di gala con una cucina e un menù a 4 mani, un mix di sapori e tradizioni capace di deliziare i commensali con squisiti piatti di altissimo livello. I piatti annunciati dagli Zeffirino sono i paffutelli tirati a mano di Frank Sinatra e le trofie al pesto genovese di Zeffirino. Con la Famiglia Zeffirino si sarà anche Gianluca Vezzoni, ristoratore dalla profonda esperienza e professionista dell’alta cucina italiana. Il suo locale, l’Aporti-25 di Cremona, è stato meta di importanti personaggi come Gianmarco Tognazzi, Pippo Franco, Negrita, Luca de Filippo, Leo Gullotta, Arturo Brachetti, Andrea Scanzi, Paolo Rossi, Max Gazzè e tanti altri. Fra i piatti più apprezzati dalle star di passaggio all’Aporti-25 vanno ricordati i bigoli al torchio con pancetta affumicata, i tortelli di faraona e il filetto di angus ai due pepi. La proposta di Vezzoni si articolerà in finto pomodoro su prato verde, filetto di cernia con gambero rosso di Mazara, alga nori e cozze su fagiolini cannellini e pomodorini confit, oppure controfiletto di angus irlandese, e il dolce di Casa Aporti-25.

 

L’11 novembre 2019 a il BonTà di Cremona, alla Famiglia Zeffirino e a Gianluca Vezzoni, verrà conferita la fascia tricolore italiana con il titolo di Ambasciatore della Cucina Italiana e la targa in argento da esporre nel ristorante. Ospiti d’onore della serata saranno Piero Zagara di Ospitalità Italiana Ristoranti Italiani nel Mondo, Sonia Viola di CremonaFiere, giornalisti di alcune testate nazionali, territoriali e televisivi di prossimo annuncio.

 

Alessia Testori

 

FESTA DEL BACALÀ: TORNA A SETTEMBRE LO STORICO APPUNTAMENTO DI SANDRIGO 

 

 

Al via il 17 settembre con il Gran Galà dedicato a Pigafetta e Magellano. La kermesse si prolunga di una settimana e ospiterà la delegazione norvegese

 

Torna l'immancabile appuntamento organizzato dall'Associazione Pro Loco Sandrigo con la pietanza simbolo della cucina vicentina. La 32^ edizione della Festa del Bacalà si terrà a Sandrigo (Vicenza) dal 17 settembre al 6 ottobre 2019. Per il secondo anno consecutivo, gli stand gastronomici si troveranno nel campo sportivo Arena adiacente Piazza SS. Filippo e Giacomo, dove saranno invece allestiti il palco per gli eventi e gli spettacoli, oltre ai mercatini. Protagonista indiscusso della kermesse il bacalà, servito in diverse variazioni durante i tre fine settimana della manifestazione, uno in più rispetto le precedenti edizioni, tutte le sere a cena e le domeniche anche a pranzo. 

 

La Festa avrà ufficialmente inizio il 17 settembre con il Gran Galà del Bacalà, quest'anno caratterizzato da allestimenti ancora più scenografici e suggestivi. Il tema sarà l'impresa di Antonio Pigafetta e Ferdinando Magellano, a 500 anni dalla circumnavigazione del globo. Nel menù della serata, ideato da esperti gastronomi, prevarranno, oltre ovviamente allo stoccafisso, il baccalà, il merluzzo e alcuni richiami all'Oriente, in particolare all'Indonesia, come omaggio agli avventurieri che scoprirono le Isole Molucche. La preparazione sarà affidata a 30 chef vestiti di grigio e giallo a richiamare i colori dello stoccafisso e della polenta. 

Il 2019, come ogni anno dispari, sarà caratterizzato anche dalle Giornate italo – norvegesi, istituite per celebrare l'incontro tra la tradizione veneta e quella nordica attraverso iniziative culturali e istituzionali. Sarà presente una folta delegazione norvegese, composta da pescatori, commercianti ma anche da uomini di cultura, in rappresentanza del Paese da cui proviene il pescato che la festa celebra. 

 

Inoltre non mancheranno i consueti appuntamenti con il banco d'assaggio enologico Bacco&Bacalà, realizzato in collaborazione con Ais Veneto, in programma domenica 22 settembre a Villa Mascotto di Ancignano, e la Cerimonia di Investitura dei nuovi confratelli, con la sfilata dei figuranti, prevista per domenica 29 settembre nella Piazza centrale di Sandrigo. 

 

INFO IN BREVE | Festa del Bacalà

Quando: martedì 17 settembre Gran Galà del bacalà. Da venerdì 20 a domenica 22 settembre. Da giovedì 26 a lunedì 30 settembre. Da venerdì 4 a domenica 6 ottobre

Dove: Piazza centrale di Sandrigo (Vicenza) e campo sportivo Arena 

Orario: venerdì e giovedì dalle 19.00 alle 22.30, sabato dalle 18.30 alle 22.30, domenica dalle 12.00 alle 14.30 e dalle 19.00 alle 22.30

Sito: www.festadelbaccala.com

 

 

Giulia Tirapelle

Grinzane Cavour: Food&Wine Tourism Forum 2019

 

 

 Food&Wine Tourism Forum 2019 a Grinzane Cavour due giorni dedicati al futuro del turismo e dell’enogastronomia

 

Torna per il secondo anno consecutivo l’appuntamento con i professionisti del mondo turistico ed enogastronomico per confrontarsi sulle ultime novità e sulle azioni da intraprendere per promuovere al meglio prodotti, esperienze e territorio

 

Migliorare la promozione e le performance economiche del turismo enogastronomico, valutarne il peso attuale e capirne le potenzialità, ma soprattutto confrontarsi sulle scelte che ci attendono per sviluppare nel modo più sostenibile possibile il turismo enogastronomico, sfruttando i vantaggi che le tecnologie più avanzate offrono e integrandole nella promozione turistica. Questi sono solo alcuni dei temi che saranno affrontati nel corso del Food&Wine Tourism Forum 2019, la due giorni di formazione dedicata al turismo e all’enogastronomia che, dopo il successo della prima edizione, torna al Castello di Grinzane Cavour (CN), patrimonio Unesco, dal 20 al 21 giugno con un ricco palinsesto di appuntamenti. Attraverso ricerche, dati, case history, corsi pratici e tavole rotonde, il Forum fornirà stimoli preziosi e percorsi di studio con l’obiettivo di connettere sempre di più il mondo dell’enogastronomia e quello del turismo.

 

Enogastronomia e turismo, due mondi da sempre vicini che stanno vivendo oggi un momento di grande crescita in Piemonte e non solo. L’Italia, infatti, è da sempre una destinazione turistica che più di altre viene associata ai piaceri che la tavola può offrire. A confermarlo i dati del Second Global Report on Gastronomy Tourism condotto dalla World Tourism Organization secondo il quale il 70% degli intervistati ha riconosciuto il turismo enogastronomico come importante segmento di sviluppo, anche se solo il 10% ritiene che sia promosso in maniera adeguata. Colpiscono poi i numeri legati al turismo enologico in Italia che lo scorso anno ha registrato un giro d’affari di 2,5 miliardi di euro e 14 milioni di persone coinvolte, a cui si aggiungono gli 85 miliardi di euro di fatturato del comparto ristorazione che nel 2018 ha registrato cifre da record. In crescita anche le applicazioni dedicate a food&wine e ai ristoranti con un aumento dei download dal 2016 al 2018 pari al +115%.

 

Il Forum si situa in questo scenario come evento di riferimento per comprendere, confrontarsi, imparare e agire attraverso due modalità: presentazioni e incontri con professionisti del settore enogastronomico e turistico da un lato e workshop formativi con laboratori sulla comunicazione digitale dall’altro. Nel corso dei due giorni, cui parteciperà il MIPAAFT, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e del Turismo con la partecipazione di Alessandra Priante, saranno presentate poi case history internazionali, dal Perù alla Croazia, dalla Spagna all’Istria, si potranno scoprire i nuovi trend di sviluppo sostenibile con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN), mentre i 

 

Il Forum si situa in questo scenario come evento di riferimento per comprendere, confrontarsi, imparare e agire attraverso due modalità: presentazioni e incontri con professionisti del settore enogastronomico e turistico da un lato e workshop formativi con laboratori sulla comunicazione digitale dall’altro. Nel corso dei due giorni, cui parteciperà il MIPAAFT, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e del Turismo con la partecipazione di Alessandra Priante, saranno presentate poi case history internazionali, dal Perù alla Croazia, dalla Spagna all’Istria, si potranno scoprire i nuovi trend di sviluppo sostenibile con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN), mentre i big player del settore digitale come Google e TripAdvisor racconteranno le ultime novità, il tutto supportato dai dati delle ricerche Enit, Isnart e TravelAppeal. Tra gli ospiti anche lo chef stellato Davide Oldani e Marcello Masi, inventore della rubrica TG2 EatParade, oltre al direttore marketing e commerciale di Lonely Planet Italia Angelo Pittro, il direttore scientifico di BTO - Buy Tourism Online Francesco Tapinassi, la responsabile progetti dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche (IS.NA.R.T. S.c.p.A.) Flavia Coccia, Roberta Garibaldi, Board of Advisors della World Food Travel Association, e la giornalista e scrittrice Anna Prandoni.

 

Gli incontri di formazione, dedicati al mondo digitale, spazieranno dall’email marketing con Alessandra Farabegoli, alle opportunità offerte da Google My Business con Fabio Galetto, dal video marketing con Fabrizio Ulisse al content marketing su Facebook in compagnia di Annalisa Romeo. Spazio anche alle campagne di digital marketing con Matteo Primosich e ai segreti di Instagram con Paola Faravelli, ma anche alla gestione della reputazione con Varner Ferrato e all’utilizzo di TripAdvisor con Chiara Ercini.

 

Il Food&Wine Tourism Forum fa parte del progetto ÀMPELO (Programma Interreg ALCOTRA 2014-2020) e si pone come momento di formazione e riflessione sulle sfide che il turismo enogastronomico deve affrontare, tra valorizzazione e sostenibilità, tra tecnologia e tradizione. Il Forum vuole essere un percorso di stimoli, studio e confronti con l’obiettivo di legare maggiormente il mondo dell’enogastronomia e quello del turismo, perché solo uniti si può crescere. L’evento è organizzato dall’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero con la direzione scientifica di Roberta Milano.

 

 

Il Food&Wine Tourism Forum è ad ingresso gratuito previa iscrizione su www.foodwinetourismforum.it

ITALIA E FRANCIA: IL GEMELLAGGIO DELLA GRANDE CUCINA IN OCCASIONE DE IL “BONTÀ”2019

 “Ambasciatore della Cucina Italiana di Territorio”, la cucina a quattro mani

 

Francia e Italia, una a fianco dell’altra nella sublime arte della cucina. Martedì 2 luglio alle ore 20.30 proseguirà il ciclo di serate di Gala del premio “Ambasciatore della Cucina Italiana di Territorio”. L’iniziativa è organizzata nell’ambito dell’edizione 2019 de il BonTà - Salone delle Eccellenze Enogastronomiche dei Territori, con un nuovo gustoso gemellaggio fra il Ristorante La Resca di Vescovato (Cremona, Italia) e il Ristorante Bella Italia (Nizza, Francia). L'appuntamento, che si tiene presso La Resca di Vescovato, è curato dal Touring del Gusto, che dal mese di maggio sta dando vita a un'iniziativa itinerante appositamente creata per dimostrare come il talento italiano in cucina non abbia rivali per qualità dei prodotti e composizione dei piatti.

 

Martedì 2 luglio, in territorio cremonese,  i due ristoratori dimostreranno la loro abilità e la fantasia cercando di fondere al meglio i prodotti della tradizione italiana con i classici del patrimonio francese. Il risultato sarà una “cucina a 4 mani”, con piatti di altissimo livello che i commensali potranno gustare.

 

L’appuntamento-clou de il BonTà sarà l’assegnazione del premio di “Ambasciatore della Cucina Italiana di Territorio” (in programma l’11 novembre- CremonaFiere). Il premio, che ha individuato una serie di locali selezionati del territorio di Cremona, Brescia, Verona, Mantova, Piacenza, Lodi e Pavia, continua così il suo viaggio nell'Europa dei sapori, incrociando la tradizione italiana con le suggestioni delle ricette italiane in Spagna, Svizzera, Germania, Austria e Croazia.

 

I RISTORATORI E I PIATTI DEL 2 LUGLIO

 

Marco Giussani, cremonese doc di Cicognolo, classe 1965, lavora a Nizza dal 2011 e più precisamente al numero 133 dell’Avenue general Leclerc, dove ha aperto il ristorante “La Bella Italia”, che gestisce con la moglie Simona e il figlio Roberto. Ha lavorato con chef come Sergio Carboni (al ristorante Italia di Torre de’ Picenardi) e Sergio Brambini all’Hostaria San Carlo di Moscazzano e in proprio al Ristorante La Trappola di Cremona.

 

Piatti della serata:

  • Risotto al foie gras
  • Porchetta di coniglio con legumi e patata al cartoccio con burro all’aglio

Paolo Crotti, cremonese, biologo, autodidatta, ha fatto esperienza con altri chef, amanti per passione della cucina della tradizione cremonese. Oggi è il patron de La Resca (Via Padana Inferiore 7, Vescovato). In sala la moglie Arcari Simona e il figlio Johnatan Crotti.

 

Piatti della serata:

  • Ravioli dell'Oca saltati con burro fuso e rosmarino e conditi con riduzione di ribes
  • Carrello Bolliti e Arrosti con 4 salse

 

AlessiaTestori

“Realtà Visionaria”

 L’Associazione Culturale EventidAmare presenta 

“Realtà visionaria”

 

L’Associazione EventidAmare, costituita nel 2010, ha realizzato eventi artistici nazionali ed internazionali, coinvolgendo in tutti questi anni oltre un centinaio di artisti: pittori, scultori e fotografi. In questa occasione siamo onorati di organizzare, nell’ambito del suggestivo Palazzo Ducale di Genova, la mostra personale di Geppo Monzio Compagnoni, un artista autodidatta che nelle sue opere ha sempre trattato tematiche sociali di grande attualità, scomode realtà per questo spesso volutamente dimenticate, quali emarginazione, diseguaglianze, segregazione.

Nel suo coerente percorso artistico, che lo ha portato da Amsterdam a New York, da Parigi a Genova, con sguardo disincantato, egli descrive il mondo che lo circonda senza ergersi mai a giudice e lo rappresenta in immagini di grande potenza emozionale. Geppo è un uomo semplice, sincero ed i suoi lavori riflettono il modo con il quale conduce la sua esistenza. Ha talento e lavora con passione, con lo stesso atteggiamento di chi non ha mai sopportato la Scuola, i Salotti... per lui vere e proprie “gabbie” oppressive.

Pietro Bellantone 

Presidente dell’Associazione Culturale EventidAmare

 

 

Daniele Grosso Ferrando

 GEPPO MONZIO COMPAGNONI

“Realtà visionaria”

Geppo Monzio Compagnoni nasce a Bergamo da una famiglia di decoratori e vive a Rovegno in Liguria. Artista autodidatta, non appartiene a nessuna corrente artistica. Le sue opere raccontano, in uno stile altamente originale, storie autobiografiche e drammi sociali, con uno sguardo ora ironico ora amaramente critico. Anticonformista e stravagante, Geppo dipinge come un artista del passato, curando ogni minimo dettaglio, grazie a una eccezionale perizia tecnica e a una precisione certosina.  Acuto osservatore sia dell’animo umano sia del mondo che lo circonda, Geppo descrive l’umanità e soprattutto la disumanità dei suoi protagonisti, in opere che si leggono come un libro di storia. I suoi quadri sono racconti di vite e di sofferenze, dai neri d’America ai deportati di Auschwitz, dai nuovi migranti ai disastri ecologici, ma narrano anche il riscatto sociale grazie alla musica e alla solidarietà.  Come uno spettatore curioso e stupito, Geppo osserva e riflette sui falsi miti del mondo, trasformando la realtà in visioni personali, “oniriche” e disincantate, ma mai meramente illustrative. Come un veggente metafisico, Geppo coniuga immagini che rivelano un mondo distonico e capovolto nei suoi valori umani e sociali, dove la “normalità” è una nave di migranti/deportati o un bambino che la cicogna porta in un mondo senza futuro. Come un alchimista d’altri tempi, Geppo seduce con il colore che si accorda sempre in armonie tonali, frutto di una lunga e appassionata ricerca. Geppo è tanti pittori in uno dal momento che mescola elementi che vanno dal realismo alla metafisica al surrealismo, ma interpretati con un timbro originale che ne fanno un artista singolare sempre fuori dal coro.

Geppo Monzio Compagnoni dice di sé: “Nasco come tanti nel 1951 da una bottega di pittori decoratori ecc. ecc. studiare non se ne parla, mi piacciono boschi, fiumi e la ciufetula, che da piccolo ero convinto avesse le ali. Inizio la mia battaglia nel 1967 a Dalmine, tra matite, pastelli, tempere, oli, acrilici. Racconto storie con la pittura, come si raccontano con le canzoni: come hanno fatto e fanno Fabrizio De André, Leo Ferré, Francesco Guccini e Augusto Daolio, Ivano Fossati, Franco Battiato... oppure racconto di questo sistema globale che sotto la crosta di miele nasconde brandelli di lebbra. Il mio stile di pittura lo lascio dire agli stilisti, che, del resto, è più importante apparire che essere. Questo è la moda. Sto nell’umiltà e ci sto bene.”

Daniele Grosso Ferrando è nato a Novi Ligure (AL) nel 1959. Storico dell’arte, è docente di storia dell’arte nei licei artistici genovesi e collabora con diverse università italiane. La sua formazione avviene fra Genova, Pisa e Firenze dove studia con Mina Gregori, Luciano Bellosi, Antonio Paolucci e Federico Zeri. Nel 1992 pubblica con la casa editrice Zanichelli un libro di Storia dell’Arte per le scuole medie inferiore dal titolo “Osservare, interpretare, inventare”; nel 2009 pubblica una monografia su Lucio Fontana: L’altro spazio; nel 2012 pubblica una monografia su Pablo Picasso: Artista stregone, Erga edizioni. È uno dei massimi esperti italiani nel campo della Storia dell’arte al femminile, su cui ha scritto numerosi articoli e saggi. Con le associazioni culturali EventidAmare e Liguria-Ungheria, delle quali è collaboratore, cura alcune mostre in Italia e in Ungheria, fra cui Artisti liguri a Budapest nel 2016. È vicepresidente dell’associazione culturale “Arte in campo” di Genova.

Realtà visionaria

 

Geppo Monzio Compagnoni nasce a Bergamo da una famiglia di pittori, affreschisti e decoratori e vive a Rovegno, in Liguria. Artista autodidatta, non appartiene ad alcuna corrente artistica. Le sue opere raccontano, in uno stile altamente originale, storie autobiografiche e drammi sociali, con uno sguardo ora ironico, ora amaramente critico. Geppo è infatti un artista bifronte che proietta le sue visioni personali in opere che sono invece esemplari di una condizione universale. Anticonformista e stravagante, Geppo dipinge come un artista del passato, curando ogni minimo dettaglio, grazie a un’eccezionale perizia tecnica e a una precisione certosina. Lo dimostrano, ad esempio, i riflessi di figure e di volti nella bottiglia di Vino nero, vino bianco: buon vino, o i minuscoli biglietti da 100 euro, dipinti con abilità micrografica, in Padroni di niente. Acuto osservatore sia dell’animo umano sia del mondo che lo circonda, Geppo descrive l’umanità e, soprattutto, la disumanità dei suoi protagonisti, in opere che si leggono come un libro di storia.

 

I suoi quadri sono racconti di vite e di sofferenze, dai neri d’America ai deportati di Auschwitz, dai nuovi migranti ai disastri ecologici, ma narrano anche il riscatto sociale grazie alla musica e alla solidarietà, che sono gli unici antidoti al degrado del mondo contemporaneo. In Vino nero, vino bianco: buon vino, un “blues man” dell’Alabama e un anziano contadino della Valtellina fraternizzano, perché la musica e il vino uniscono gli uomini e li rendono solidali. In Blues clandestino, la musica si eleva, addirittura, a simbolo di riscatto e di speranza, come le stelle che l’anima del fanciullo lascia cadere in mare. Geppo non è, comunque, solamente un “homo iratus”, che condanna i comportamenti folli e amorali dell’uomo, ma è anche un “homo ironicus”, dato che l’ironia è l’unico strumento in grado di svelare ipocrisie e falsità. In Teatrino, Geppo mette in scena un mondo carnevalesco, controllato da un rampante “grande burattinaio”, che manovra i fili di una società edonistica e corrotta. Avarizia è invece un apologo grottesco sull’avidità e sulla cupidigia umane, dove una lente d’ingrandimento deforma il volto di un avaro che ha una moneta al posto dell’occhio interiore.

 

Come uno spettatore curioso e stupito, Geppo osserva e riflette sui falsi miti della società, trasformando la realtà in visioni personali, “oniriche” e disincantate, ma mai meramente illustrative. In Troia brucia: l’inganno, ad esempio, il tranello teso dai Greci ai Troiani diventa la metafora paradossale di un mondo dominato dall’inganno e dalla finzione. Come un veggente metafisico, Geppo associa fra di loro immagini che rivelano un universo distonico e capovolto nei suoi valori umani e sociali, dove la “normalità” è una nave di migranti/deportati o un bambino che la cicogna depone in un mondo senza futuro. In Fai la ninna fai la nanna che a inquinare ci pensano papà e mamma, ad esempio, Geppo denuncia l’inquinamento su scala mondiale della Terra, contrapponendo la figura innocente del bambino al disastro ambientale causato dall’uomo. In I più letali predatori dei mari, l’inquinamento è di tali proporzioni che i pesci, per sopravvivere, hanno bisogno della maschera anti/gas. Come un alchimista d’altri tempi, Geppo ci seduce con il colore che si accorda sempre in armonie tonali, frutto di una lunga e appassionata ricerca. In Volta la carta, infatti, il colore è abilmente graduato in un’armonia di toni, talmente delicati da sembrare graffite.

Nella Venditrice di soffioni invece è la stessa composizione a essere resa uniforme dal colore, sapientemente modulato in variazioni tonali, per mezzo delle quali si ottengono effetti di luce, di ombra e di profondità. La ricerca di Geppo è orientata anche verso “l’opera d’arte totale”, in cui i materiali più vari e lo stesso supporto diventano parte integrante del lavoro artistico. In Roxy Bar, ad esempio, il cabaret vintage rievoca l’atmosfera del locale notturno, cantato da Vasco Rossi in “Vita spericolata”. In Sempre contro la disumanità, il timone/ supporto è in perfetta sintonia con il soggetto che rappresenta i vecchi e i nuovi “deportati”, in una visione circolare del tempo dove convivono passato e presente. Amaramente, Geppo ci ricorda che la storia non è più (ma, forse, non lo è mai stata) “magistra vitae”, con buona pace di Cicerone. Geppo è, quindi, tanti pittori in uno dal momento che la sua ricerca si muove in molte direzioni e mescola elementi che vanno dal realismo alla metafisica al surrealismo, interpretati sempre con un timbro originale che fanno di Geppo un artista singolare e fuori dal coro.

 

 

 

Daniele Grosso Ferrando

 

 

GRAN SUCCESSO A FERMENTO: 20.000 visitatori

CON 20.000 PR ESENZE TERMINA LA DECIMA EDIZIONE DI C’È FERMENTO:

GRAN SUCCESSO DI PUBBLICO PER IL FESTIVAL DELLE BIRRE ARTIGIANALI

  

È giunta al termine la decima edizione di C’è Fermento, il festival delle birre artigianali che ha animato la cittadina di Saluzzo dal 20 al 23 giugno con i rumori delle spillatrici, delle birre, della musica.

Ed anche quest’anno C’è Fermento si conferma un gran successo di pubblico: nei quattro giorni i numeri dei passaggi hanno contato 20.000 visitatori. Un bel risultato anche rispetto maltempo, con la pioggia e i temporali estivi che hanno inaugurato i primi giorni nel cortile della Fondazione Amleto Bertoni, sede ormai storica della manifestazione.

Ma l’edizione numero dieci della kermesse non ha avuto solo un’ottima affluenza di ospiti: con i diciotto birrifici italiani e i tre internazionali presenti, gli incontri pubblici e le degustazioni itineranti, C’è Fermento ha alzato ulteriormente l’asticella, offrendo una proposta di degustazione e di approfondimento che si attesta e conferma come punto di riferimento per birrai, intenditori e amanti della birra.

 

Quella di quest’anno per C’è Fermento è stata un’edizione speciale, il decennale di una manifestazione che ha come parole d’ordine birra, formazione, convivialità: i momenti di incontro con i Mastri Birrai, che hanno svelato segreti e curiosità sulla lavorazione, produzione e abbinamenti delle birre; i percorsi di degustazione con Unionbirrai, l’associazione di categoria; ma anche tutto un lato dedicato al divertimento e alla convivialità, con la selezione di proposte di street food curata con Slow Food e i momenti di musica, intrattenimento e approfondimento grazie alla collaborazione con Radio Beckwith.

Non solo birra: per il 2019 C’è Fermento si è posta gli obiettivi di festival family friendly ed eco-sostenibile: obiettivi felicemente concretizzati grazie alla collaborazione con il Ludobus Proposta 80, che ha offerto uno spazio gioco e attività per i più piccoli, e a quella con il CSEA - Consorzio Servizi Ecologia Ambiente, che ha istituito 4 eco-isole di raccolta rifiuti.

 

Curato dalla Fondazione Amleto Bertoni – grazie anche ad Enrico Falda, Presidente della Fondazione che nel corso del quinquennio in carica si è fortemente adoperato per la crescita dell’evento - in collaborazione con Città di Saluzzo e Condotta Slow Food del Marchesato di Saluzzo, il festival delle birre artigianali si conferma ulteriormente uno degli appuntamenti più importanti del settore.

Quattro giorni in cui la protagonista assoluta è stata la birra artigianale, sia regionale sia nazionale, come da tradizione, ma a cui si sono aggiunte per la prima volta nella storia della kermesse tre Mastri Birrai provenienti dal Nord Europa (Belgio, Inghilterra e Germania), ospiti speciali per il decimo compleanno, che hanno portato con professionalità e competenza un sapere nuovo nel cortile della Fondazione Amleto Bertoni.

Tre Mastri Birrai, tre paesi, tre scuole e tre filosofie di fare birre: le tre filosofie che hanno poi generato l’arte delle produzioni di tutto il mondo, in diverse declinazioni.

Tre Mastri Birrai nord europei, insieme ai diciotto birrifici da tutta Italia, dal Piemonte alla Puglia, attentamente selezionati dalla Guida alle Birre d’Italia Slow Food e da un comitato scientifico formato da Luca Giaccone e Francesco Nota.

 

C’è Fermento ha ospitato oltre 120 birre, affiancate da 12 cucine di strada, selezionate dalla Condotta del Marchesato di Saluzzo Slow Food, per offrire al pubblico un percorso di tutto gusto alla scoperta dello street food all’italiana.

 

C’è Fermento per i suoi dieci anni ha dato vita a un’ulteriore novità: protagonista della Birroteca è stata la collaboration beer Amleto, una italian blond ale creata negli impianti di Baladin Open Garden, grazie all’ospitalità di Teo Musso e di Birra Baladin, in collaborazione con Birra Antagonisti, Birrificio della Granda, Birrificio Kauss e Birrificio Trunasse.

Dieci sentori per i dieci anni di C’è Fermento: bergamotto, arancia, limone, camomilla, genziana, coriandolo, miele di erica, sciroppo di sambuco, sale marino di Trapani e cicoria. La Amleto è dedicata ad Amleto Bertoni, colui che rese l’artigianato saluzzese famoso in tutta Italia, e con lui a tutta la città di Saluzzo.

 

Nonostante C’è Fermento sia un festival della birra, con un clima festoso e conviviale, grande rilevanza hanno avuto i momenti di formazione e approfondimento rivolti sia agli intenditori sia a semplici appassionati e curiosi.

In particolare ci sono stati tre incontri pubblici organizzati dalla Fondazione Bertoni e curati da Luca Giaccone, appuntamenti che hanno approfondito temi di ambito economico, come le accise, di produzione e in particolar modo della filiera delle materie prime come orzo e luppolo; e di cultura con una chiacchierata con i tre Mastri Birrai nord europei.

Insieme a questi dibattiti e seminari, la manifestazione ha visto un calendario di appuntamenti a latere di degustazioni itineranti affidate ad Unionbirrai Beer Taster, che hanno accompagnato il pubblico interessato a conoscere quattro birre di quattro birrifici, con degustazioni e spiegazioni approfondite.

 

Per info:

Fondazione Amleto Bertoni, piazza Montebello 1, Saluzzo

Tel. 0175-43527 Cell. 346-9499587

 

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