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Recensioni

TEDESCHI:  INIZIATA LA VENDEMMIA ALL’INSEGNA DELLA SOSTENIBILITA’

 

Per la storica azienda veronese confermata la certificazione Equalitas, importante attestato dedicato alla filiera del vino

 

Si entra nel vivo della vendemmia su tutto il territorio nazionale e per Tedeschi è iniziata da qualche giorno la raccolta dei primi grappoli. L’azienda, da sempre sensibile alle tematiche ambientali, è stata tra le prime realtà nel veronese ad ottenere la certificazione Equalitas, distintivo progetto di sostenibilità dedicato alla filiera del vino, che mette in atto le procedure riguardanti gli aspetti del sociale, dell’ambiente e del settore economico.

 

Nel 2018 Tedeschi decide di intraprendere questo percorso di certificazione volontaria di sostenibilità dove il processo viene esaminato a tutto tondo e pone un’attenzione particolare a tematiche etiche imposte da certi mercati: sì alla tradizione, ma con uno sguardo lungimirante proiettato al futuro, nel pieno rispetto della sostenibilità, dalla gestione agronomica fino alla filiera enologica.

 

Tra i vari obblighi della norma, spicca la redazione del bilancio di sostenibilità dove vengono analizzati vari punti, tra cui l’analisi delle aree critiche, gli obiettivi e le azioni di miglioramento; aspetto di primaria importanza, il documento è disponibile a chi ne faccia richiesta in azienda.

 

Dichiara Sabrina Tedeschi: “Per le imprese che operano nel settore alimentare come la nostra, questa presa di coscienza si identifica con la capacità di fornire prodotti che coniugano sicurezza alimentare con costanza di fornitura, rispetto dell’ambiente, prezzo adeguato e in grado di generare valore aggiunto per il cliente secondo le regole del mercato e della normativa settoriale”.

 

Nel 2019, Tedeschi si è impegnato a 360 gradi aggiungendo all’indicatore di biodiversità il bilancio del carbonio e il bilancio idrico dell’intera organizzazione e dei cru aziendali. A tal proposito, l’azienda, dopo aver analizzato tutti i vari processi e i singoli prodotti, ha rilevato che quasi la metà delle emissioni e dei consumi energetici sono da attribuire al packaging. Si è quindi deciso di sostituire le bottiglie destinate all’Amarone, così come per i due cru della Valpolicella, Fabriseria e Maternigo, con bottiglie più leggere rispetto al passato, riducendo in tal modo l’impatto delle emissioni in fase di produzione del vetro e in fase di spedizione del prodotto finito.

Sono azioni sostenibili a favore dell’ambiente che rispettano e valorizzano il nostro territorio, punto di partenza imprescindibile per produrre vini di grande qualità.

 

Un impegno prioritario e costante che si concretizza nei numerosi riconoscimenti ottenuti dalle principali testate internazionali e italiane, tra le quali ricordiamo Wine Spectator con 92 punti per il Marne 180 Amarone della Valpolicella Docg 2016 e 93 per il Capitel Monte Olmi Amarone della Valpolicella Doc Classico Riserva 2013, gli stessi vini sono stati premiati anche da Decanter con 95 punti; in Italia, Gardini Notes The Wine Sider dà un punteggio di 95+ al Capitel Monte Olmi Amarone annata 2013.

Nell’ambito Guide, il Capitel Monte Olmi Amarone della Valpolicella Doc Classico Riserva 2105, nuova annata non ancora in commercio, sta raccogliendo numerosi consensi: i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, i 97 centesimi di Doctor Wine e la Corona della Guida ViniBuoni d’Italia.

 

Conclude Tedeschi: “Essere sostenibili oggi diventa un obbligo direi morale, convinti che l’intera filiera possa beneficiare di questi traguardi. Per capire che abbiamo intrapreso la strada giusta, basta pensare che l’Italia sta lavorando per raggiungere un’unica certificazione nazionale riconosciuta a livello comunitario”.

 

 Lucia Boarini 

ALLA FATTORIA DEL COLLE UNA VENDEMMIA EXPERIENCE CON SUPERESPERTI DI VINO

 

Raccolte in vigna, prove di vinificazione e lezioni frontali, ma soprattutto degustazioni dedicate ai grandi vini rossi della Toscana, tra Brunello, Chianti e Orcia

 

Tempo di vendemmia, un rituale ancestrale che preannuncia l’arrivo dell’autunno, con i chicchi d’uva che si fanno polposi e le foglie di vite che assumono tonalità sempre più calde. E quale modo migliore per dare il benvenuto a questo suggestivo periodo dell’anno se non brindando con i grandi vini rossi della Toscana. Dal 18 al 20 settembre, alla Fattoria del Colle di Trequanda, va in scena una esperienza sensoriale a tutto tondo, da vivere immersi nella natura e nell’atmosfera di un piccolo borgo cinquecentesco della campagna senese.

 

Protagonisti assoluti il Brunello di Montalcino, il Chianti e l’Orcia, tre denominazioni che rendono questo territorio il paradiso dei winelovers, soprattutto di quelli che hanno voglia di condividere con Donatella Cinelli Colombini l’eccellenza qualitativa dei suoi vini di fama internazionale.

 

Winelovers in questa occasione potranno vivere una vera e propria vendemmia experience, accompagnati dalle lezioni frontali sui segreti del Sangiovese di alcune delle voci più autorevoli del panorama enologico italiano. A portare il suo contributo di conoscenza per aiutare a capire ed interiorizzare la storia del vino in Toscana e la sua evoluzione e conoscerne le specificità è per il fine settimana del 20 settembre è Leonardo Romanelli, il più eclettico e sperimentalista dei grandi comunicatori dell’enogastronomia. Sommelier AIS ed assaggiatore per la Guida dei Vini del Gambero Rosso, nonché docente universitario in Comunicazione nei corsi per operatori del settore enogastronomico, Romanelli è autore di 22 libri di gastronomia e cultura del cibo e del vino, ma anche anche un personaggio televisivo come ospite fisso di Chef per un giorno su LA7, Sabato e domenica e… la Tv che fa bene alla salute su RAI 1 e GEO su RAI 3. Fondatore della rivista Golagioconda, ha sviluppato la sua attività contaminando il cibo e il vino con espressioni artistiche diverse e con ambiti culturali diversi ma sempre con leggerezza e uno spirito quasi giocoso.

 

Ad attendere i turisti, dunque, una full experience dalle mille sfaccettature, tra visite in vigna per toccare ed imparare ad assaggiare le uve al fine di capire il livello di maturazione, partecipare alla raccolta e successiva vinificazione dell’uva, assaggiare mosti, vini e riserve. Nonché incontrare le enologhe del team tutto al femminile della cantina di Donatella Cinelli Colombini, per avere consigli su come rendere ancora più speciale l’esperienza, provando a diventare “Enologo per un giorno” con la creazione di un proprio Supertuscan.

 

Didattica ed intrattenimento sul vino si fondono dunque in una offerta unica per gli enoappassionati in vacanza, che dopo aver ripercorso in prima persona il viaggio dell’uva dal tralcio alla bottiglia si troveranno a degustare con un approccio nuovo e più consapevole. Il contesto ideale per farlo sono proprio le cantine di Donatella: il Casato Prime Donne a Montalcino dove si potrà compiere un assaggio itinerante dal barrel tasting al Rosso di Montalcino, fino al Brunello e alla Riserva, e la Fattoria del Colle dove, dopo aver visitato le sale storiche della villa, il giardino all’italiana e la bottaia, si rende onore al Chianti Superiore, al Supertuscan IGT, all’Orcia DOC Cenerentola ed al Passito ottenuto da uve Traminer.

 

Eccellenze enologiche che nel fine settimana della vendemmia si pregiano di accompagnare i sapori autentici del territorio, ed in particolare quelli proposti nella cena tradizionale alla Fattoria del Colle, a base di zuppa di fagioli, pinci al sugo toscano antico, tagliata di bue chianino e crostata di fichi. Stavolta a vestire i panni dell’invitato d’onore saranno l’IGT Toscana Sanchimento, Leone Rosso e Brunello Prime Donne 2015. Dopo il primo weekend della vendemmia, altri tre fine settimana - il 25/27 settembre, il 2/4 e il 9/11 ottobre - sono già in programma per vivere nell’ambiente salubre di vigneti bio, un’esperienza indimenticabile dedicata alle origini dei grandi vini rossi della Toscana.


Casato Prime Donne, Montalcino - Fattoria del Colle, Trequanda SI  0577 662108 
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Marzia Morganti Tempestini 3356130800
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NUOVO SPOT DI OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA DOP RIVIERA LIGURE E BASILICO GENOVESE DOP: L’ANTEFATTO

 

Tutto in un tuffo. Nel Mar Ligure. O nell’olio. O nel basilico.

Per scoprirlo bisognerà aspettare venerdì 21 agosto quando sarà on line e in tv il nuovo spot firmato dal genovese Andrea Di Marco.

Dopo una campagna di alcuni mesi sulle piattaforme sociali dei rispettivi Consorzi di tutela, Olio Extravergine di Oliva DOP Riviera Ligure e Basilico Genovese DOP lanciano un vero e proprio sequel del video The Basil journey. Lo si può vedere sulle piattaforme sociali Facebook e Instagram dei rispettivi consorzi e su Youtube al link https://youtu.be/YGTuKOmaWQE.

 

Per fare il tuffo nel Mar Ligure questa volta c’è un protagonista in più: l’olio. L’Olio DOP Riviera Ligure.

Andrea Di Marco, che scopriamo raffinato alfiere della liguritudine immerso nella pesante atmosfera londinese, smessi i panni (ma non troppo) dell’agitatore culturale, trascina persone nella nostra regione e i nostri sapori all’estero.

 

“Importante è la sinergia dei due Consorzi, peraltro in un momento che vede i campi di basilico in piena attività e una stagione olivicola che si presenta con auspici rilevanti in termini, come sempre, di qualità e poi anche di quantità – sottolinea Carlo Siffredi, presidente Consorzio di Tutela dell’Olio DOP Riviera Ligure -. Fondamentale è ricordare come i prodotti ad Indicazione Geografica ligure, olio e basilico, siano di fatto ambasciatori del territorio e rappresentino il simbolo di una essenza non solamente agricola, ma anche morale e culturale”.

 

L’intero progetto è stato sostenuto dal Mipaaf, come DM 57448 dell'8/8/2019.

“Piace ed è vincente questo spirito di collaborazione volto ad un risultato chiaro in termini di visibilità – evidenzia Mario Anfossi, presidente del Consorzio di Tutela del Basilico Genovese DOP -. Siamo in cammino e il prossimo passo è quello di un’apertura sempre più forte verso i mercati esteri, anche come ingredienti irrinunciabili del pesto alla genovese. Guardiamo quindi con interesse alla Germania, all’Europa del Nord e agli Stati Uniti d’America”.

Intanto Andrea Di Marco è volato a Londra.

Mentre il suo amico nel pub è cascato nel Mar Ligure. O nell’olio. O nel basilico.                          

Lo si potrà sapere solo dal 21 agosto.

TENUTA ALOIS LAGEDER A MAGRÈ SULLA STRADA DEL VINO IN ALTO ADIGE

 

Ecco i suggerimenti della Tenuta Alois Lageder, i cui vini sanno far emergere al meglio la varietà dell’Alto Adige.

Un’alimentazione sana con molte verdure è importantissima per mantenersi in forma e in salute. Sono finiti i tempi in cui le verdure erano considerate solo un contorno. "Esiste una varietà di deliziosi piatti di verdure. ll GRANDORTO - nostro orto in mezzo ai vigneti - è fonte d’ispirazione per i miei piatti", racconta Alessandro Miragoli lo chef del ristorante Paradeis con certificazione biologica collocato all’interno della  

La cucina vegetariana combina in modo raffinato diversi tipi di verdure. Ma a un certo punto sorge la domanda: quale vino può essere abbinato? Soprattutto con le verdure crude, scegliere il vino giusto è una piccola sfida. Ecco allora qualche suggerimento! La barbabietola, detta anche rapa rossa, è ricca di vitamine, ferro e antiossidanti; il suo sapore terroso ma dolce - mangiata cruda come carpaccio - si armonizza con il Lagrein Rosé di Alois Lageder, dal profumo aromatico e fruttato, in bocca è mediamente corposo, morbido e fresco, più intenso di un normale rosé. Se con la barbabietola cuciniamo un risotto magari con pecorino, gli aromi diventano più complessi e quindi è necessario optare per vini acidi, che puliscano il palato come il Mimuèt Pinot Noir della Tenuta che con la sua splendida freschezza e acidità crea un perfetto equilibrio tra la dolcezza della barbabietola e il riso.

 

Il pomodoro è invece la verdura acida per eccellenza e perciò più difficile da abbinare; se il pomodoro fa compagnia ad altre verdure e viene preparato come piatto alla griglia insieme a melanzane, zucchine e cipollotti, un Alois Lageder Pinot Grigio è un ottimo accompagnamento, grazie alla sua bassa acidità. Mentre verdure verdi come le bietole con delicati aromi vegetali richiedono vini leggeri e non aromatici, come Il Pinot Bianco: la giusta dose di freschezza è l’asso nella manica come abbinamento vegetale che va a compensare per esempio la cremosità nel caso del flan di bietole.

 

In generale le verdure hanno una grande affinità con il vino bianco ma in alcuni casi scegliere un vino rosso risulta l’abbinamento migliore. Naturalmente la scelta dipende dalla preparazione. Un Lageder Vernatsch - Schiava (vitigno autoctono dell’Alto Adige da cui si ricava un vino che si distingue per freschezza, leggerezza e morbidezza tannica) raffreddato e poco acido si sposa molto bene con la melanzana arrostita. La melanzana grigliata con i suoi aromi invece, si abbina a vini poco tannici e lineari come la cuvée rossa Al Passo Del Leone  (Merlot, Schiava, Petit Verdot, Cabernet). Ad ogni verdura il suo vino! Les jeux sont faits !

IL VINO DI QUALITÀ A LANA E DINTORNI

Cantine e aziende vinicole che onorano Bacco

Il territorio di Lana e dintorni è noto soprattutto per essere in Alto Adige la zona con la maggiore coltivazione di meleti per estensione; la mela, pertanto, qui è il frutto più comune. Tuttavia, anche l’uva e i vitigni ricoprono un ruolo importante nella produttività di Lana e dintorni e le tenute vinicole presenti, con grande passione e impegno trasformano il succoso frutto in vini pregiati.

Cermes si trova la Tenuta Kränzelhof di proprietà dell’eccentrico Conte Franz von Pfeil. Tra i 300 e i 600 metri s.l.m. prosperano, in piccole nicchie climatiche, numerose varietà di uva: Burgunder e Schiava, Merlot, Cabernet, Weißburgunder, Sauvignon e Traminer. Queste uve, sulla cui forza e salute si basa l’attento lavoro che si svolge quotidianamente alla Tenuta, producono vini di carattere di cui si possono riconoscere annata ed origine. L’olfatto e il gusto di chi lavora in Tenuta oltre all’esperienza decidono che tipi di vino offrire ai clienti, più della tecnologia di cantina.

 

La gamma dei 17 diversi vini, tra cui vini premiati come “Dorado” e “Farnatzer”, riflette la ricerca di una qualità eccellente della cantina, che fa parte dell’Associazione Vigneti di Qualità dell’Alto Adige e dell’Associazione dei Vignaioli Indipendenti dell’Alto Adige – Tirolensis Ars Vini. Quest’ultima è composta da vignaioli consapevoli del proprio valore, che condividono lo stesso concetto di qualità e lo perseguono in modo coerente e riscontrabile in ogni fase della coltivazione e della produzione, dalla vite fino alla bottiglia. L’Associazione organizza poi degustazioni bendate eseguite da esperti enologi, che si tengono più volte nel corso dell’anno, alla fine delle quali vengono individuati i vini di livello eccellente cui viene conferito il riconoscimento del fiocco con il “Drago alato”, leggendario animale delle saghe dolomitiche, che simboleggia i valori di indipendenza, dinamismo e determinazione.

Vini speciali della Tenuta Kränzelhof: Farnatzer 2000, Sagittarius 2009, Dorado 2009 (pinot bianco), Dorado 2009 (Gewürztraminer).
 
Tutti i vini della Tenuta Kränzelhof possono essere degustati presso la vinoteca tutto l’anno.
Ogni lunedì e mercoledì alle ore 16 e su prenotazione si organizzano visite guidate con degustazione vini.

Visite speciali sono disponibili su richiesta in qualsiasi momento.
Per informazioni: tel. 0473 564549

 

Lana l’azienda vinicola biologica Zollweghof ha sede sopra il Castello di Braunsberg, in un antico maso del 1300, la cui cantina, in parte ancora conservata, custodisce i vini naturali che vengono prodotti con certificazione biologica (dal 1990) e da 15 anni anche secondo il metodo biodinamico. La famiglia Pfeifhofer coltiva circa 1,70 ettari di vigneto di proprietà e un altro ettaro in affitto; i vigneti si trovano sulle ripide colline all’ingresso della Val d’Ultimo. La scelta è stata di lavorare tanto con varietà resistenti, chiamate anche “PIWI”, in modo da evitare la necessità di trattarle, ma anche con varietà antiche autoctone dell’Alto Adige come SchiavaFraueler e Versoaln.
 
Si producono vini come Cuvée Braunsberg, Rosé Swing, Goldraut, Bronner, Pfiffikus, Rosé Granat, unikum e Bonifazius. 
 
vini dell’azienda Zollweghof sono stati premiati più volte: lo spumante rosato SWING ha vinto tre volte l’oro internazionale, il vino bianco GOLDRAUT, che invecchia in anfore, ha vinto due volte l’oro (Premio Via Claudia Augusta e Premio internazionale PIWI).
Guide ai vigneti e nelle cantine con degustazioni proposte dal 15 aprile al 25 ottobre ogni giovedì alle 16 su prenotazione.
Per informazioni: tel. 334 9298716

 

L’azienda vinicola Hännsl Am Ort si trova a Lana e viene gestita con amore e passione dalla famiglia Kerschbaumer che dal 2003 coltiva vitigni e produce vini bianchi e rossi: lo Chardonnay fresco “Aus Anna’s Garten”, il Sauvignon aromatico “Asparagus”, lo Schiava fruttato, tipico dell’Alto Adige, il Pinot Noir “Proculo”, il Merlot “Malan”, il Lagrein “Dunkl”, il Merlot Cabernet blend “Ogethn” e il Cabernet “Novus IV”.
I vini prodotti dall’azienda vinicola possono essere degustati e acquistati dal 1° aprile al 31 ottobre anche nell’ambito di una visita guidata ai vigneti e alla cantina su appuntamento, da lunedì a venerdì dalle 15 alle 18.
Per informazioni: tel. 0473 561759

 

Sempre a Cermes la Tenuta Haidenhof copre un’area di 3.5 ettari d superficie a 450 metri di altitudine con esposizione sud est. Le vigne si trovano in un terreno sabbioso-argilloso in forte pendenza, con un clima mediterraneo; tutto ciò conferisce ai vini delle inconfondibili note aromatiche e uno stile fruttato e corposo. Ogni vino rispecchia le caratteristiche del vitigno e, a seconda della varietà, la maturazione avviene in grandi botti di legnooppure in barrique di rovere francese in modo che i vini acquisiscano un gusto raffinato e inconfondibilenitido e persistente al palato.
L’antica cantina in pietra dell’Haidenhof ha oltre 300 anni e qui, un tempo, il vino veniva venduto sfuso. Oggi la famiglia Erb vende circa 15.000 bottiglie di vino all’anno; una parte di esse viene destinata al ristorante del maso. È stata ampliata negli anni anche la varietà dei vini: l’azienda familiare produce 8 etichette differenti, ognuna delle quali richiede una lavorazione e un invecchiamento speciali.

La Tenuta Haidenhof produce vini di altissimo livello come il Vino dolce “Diva”, lo Schiava “Meraner Hügel” e il Sauvignon Vigna Ofenwein.
Presso l’Haidenhof si organizzano visite guidate nei vigneti e degustazioni, in occasione delle quali, Hansi, enologo e figlio dei padroni di casa, è lieto di presentare i suoi vini. Dal 27 marzo al 15 novembre, ogni mercoledì alle 17, con un minimo di partecipanti 5 persone, hanno luogo visite ai vigneti con degustazione di vini.
Per informazioni: tel. 0473 564451.

 

Nadia Scioni

IL PIGNOLETTO DIVENTA DOC “EMILIA ROMAGNA” SPRINT FINALE PER IL RICONOSCIMENTO DELLA DENOMINAZIONE 

 

Il Pignoletto si lega definitivamente all’Emilia-Romagna: l’assemblea dei soci del Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna, dopo un lungo dialogo con Regione, Ministero e Commissione Europea, valorizza così l’appartenenza regionale di uno dei vini più rappresentativi del territorio.

 

È il vino che unisce idealmente l’Emilia e la Romagna, con il territorio di produzione e imbottigliamento che si estende da Modena a Forlì, e ora lo diventa anche “nel nome”: il Pignoletto diventerà, a disciplinare approvato, l’unica tipologia della DOC “Emilia Romagna”, grazie alla condivisioni di obiettivi tra il Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna e Ministero delle Politiche Agricole. Un progetto che sancirà la tutela europea di quella che è la seconda denominazione enologica più importante della Regione dopo il Lambrusco e che, con 14 milioni di bottiglie, rappresenta un’importantissima fonte di reddito per i viticoltori del territorio.

 

Dal 2021, quindi, il nome “Pignoletto” si affiancherà, in modo esclusivo, al riferimento geografico dell’Emilia-Romagna – una protezione comunitaria legata al territorio regionale che consentirà a questo vino di avere un riconoscimento ancora più importante sia a livello nazionale che internazionale.

 

“Con il voto assembleare di oggi si definisce un percorso intrapreso da tempo con gli Enti preposti, che legittima e riconosce il vino che unisce l’Emilia alla Romagna, mantenendo inalterato il territorio, come oggi, a tutela dei suoi produttori. Il Pignoletto rappresenta il vino che negli ultimi anni ha registrato i trend più importanti di crescita a livello nazionale e che al momento, nonostante la pandemia, ha fatto registrare una crescita del 10% nelle vendite in GDO nel primo semestre” sottolinea Carlo Piccinini, Presidente del Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna.

 

Con questa proposta, all’apice della piramide qualitativa troveremo la DOCG “Colli Bolognesi Pignoletto”, una denominazione che include un territorio collinare molto ristretto posto a sud di Bologna, mentre la DOC “Pignoletto” diventerà DOC “Emilia-Romagna” e sarà riservata esclusivamente alla tipologia Pignoletto” commenta Giacomo Savorini, Direttore dei Consorzi che oggi tutelano il vino Pignoletto, ossia Consorzio Pignoletto Emilia Romagna e Consorzio Vini Colli Bolognesi -. Il territorio di produzione ed imbottigliamento rimarrà lo stesso, ma in questo modo riusciremo a comunicare ancora meglio la differenza dei territori tra DOCG e DOC mantenendo ed evidenziando le caratteristiche di ciascuna realtà, in modo da valorizzare i pregi dell’una e dell’altra”.

 

“Siamo contenti che la sinergia tra il Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna ed il Consorzio Vini Colli Bolognesi abbia portato il Pignoletto ad essere la seconda denominazione dell’Emilia-Romagna - aggiunge Ivan Bortot, Vicepresidente del Consorzio. - Dobbiamo ora continuare a lavorare perché a tutti i viticoltori sia riconosciuta la redditività del lavoro che svolgono, dando la stessa dignità a produttori di collina e di pianura”.

 

 “Il Pignoletto merita questo riconoscimento, il nome della regione a lui dedicato - conclude Marco Nannetti, Vicepresidente del Consorzio. - È un’operazione che guarda al futuro, che riconosce alla DOCG l’eccellenza produttiva e alla DOC Emilia-Romagna il compito di aprire nuovi mercati. Ringraziamo l’assessorato agricoltura regionale ed il Ministero per l’impegno e per la disponibilità a mettere in gioco il nome della Regione per il vino Pignoletto. L’entusiasmo dovrà essere pari alla serietà che tutti gli attori del progetto dovranno mettere per far sì che questo prodotto meriti i palcoscenici più importanti dell’enologia internazionale”.

 

Dopo il voto assembleare di ieri inizierà l’iter stabilito dalla normativa. L’auspicio è di veder pubblicata la nuova denominazione e di poterla etichettare dalla prossima campagna vendemmiale.

 

 

Luciana Apicella

CONSORZIO MONTASIO DOP, VALENTINO PIVETTA RICONFERMATO ALLA PRESIDENZA

Positivo il bilancio per il tipico formaggio a pasta dura prodotto in Friuli Venezia Giulia e Veneto Orientale che evidenzia un incremento delle vendite del + 8,41%

 

Valentino Pivetta è stato riconfermato al vertice del Consorzio di tutela del formaggio Montasio Dop per il prossimo triennio: lo ha deciso all’unanimità il Consiglio di Amministrazione riunitosi lo scorso 29 luglio a Codroipo. Riconfermato anche alla vicepresidenza Giovanni Pomella direttore generale di Parlamat - Latterie Friulane.

Il titolare della Latteria di Visinale, di Pasiano di Pordenone, può proseguire così, assieme alla sua squadra, nell’importante processo di rinnovamento avviato attraverso i progetti in corso e quelli futuri a servizio dei soci e dei consumatori.

Approvato anche il bilancio d’esercizio 2019 del Consorzio che il mese scorso ha riunito i soci in occasione della consueta assemblea annuale, alla quale era presente anche l’Assessore alle Risorse Agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier. 

Il tipico formaggio a pasta dura prodotto in Friuli Venezia Giulia e Veneto Orientale ha registrato un incremento delle vendite del + 8,41%. Anche la produzione, la cui previsione iniziale era di 713.864 forme, a fine anno è arrivata a quota 838.568, segnando un + 17,47%.

 

 “Grazie al lavoro svolto in questo periodo si evidenziano i primi importanti segnali sul piano dell’accreditamento e di costruzione del valore sul prodotto – dichiara Valentino Pivetta; abbiamo operato sulle caratteristiche di distintività che rendono il nostro formaggio unico e non omologato, guidati anche dalla consapevolezza che il consumatore al quale ci rivolgiamo è sempre più evoluto. Il nostro più importante obiettivo oggi – puntualizza il Presidente - rimane quello di dare sempre più valore al Montasio per trovare una collocazione del nostro formaggio sul mercato ad un prezzo sufficientemente remunerativo”. 

 

Nell’arco dei prossimi anni il Consorzio proseguirà e intensificherà le attività di promozione negli spacci dei propri caseifici, nella distribuzione organizzata e nel settore horeca, senza tralasciare il supporto informativo alle vendite online. 

 

“Attraverso la collaborazione e il rafforzamento del rapporto con le istituzioni (Regione, Ersa, Cluster AgroAlimentare, Agrifood, Università, Camere di Commercio, etc,) il Montasio è tornato ad avere un ruolo di riferimento nell’eccellenza casearia regionale – aggiunge il direttore del Consorzio, Renato Romanzin. Proprio con le istituzioni stiamo collaborando nel consolidamento dell’originale tipicità e dell’identità della Dop Montasio che noi, come Consorzio, stiamo attualmente custodendo con lo scopo di poter rispondere alle esigenze di sostenibilità, rispetto del benessere animale, tradizione, qualità percepita e innovazione, nella massima salvaguardia e presidio della sicurezza alimentare”. 

 

Anche l’Assessore Zannier si è complimentato per l’attività svolta in questi anni da parte dell’Ente Consortile, puntualizzando come la Regione si sia fortemente impegnata sull’unica dop lattiero casearia del Friuli Venezia Giulia che ha una sua forte valenza e connotazione storica. Ha altresì ribadito che c’è tutto l’interesse a valorizzare una produzione agroalimentare che mantenga un carattere fondamentale di distintività e quindi di non omologazione. Una tutela delle produzioni che non può però prescindere dal garantire le filiere dalle quali provengono.

Intanto anche i dati relativi al primo semestre del 2020 offrono segnali incoraggianti confermando un trend in crescita che registra un incremento ulteriore delle vendite. 

Scheda Montasio

Il Montasio è un formaggio alpino, prodotto esclusivamente con latte bovino. E’ un formaggio genuino e si fa’ come una volta. È garantito dall’Unione Europea con il sigillo della DOP - Denominazione d’Origine Protetta.

Il latte viene prodotto e trasformato in Montasio DOP solo nel Friuli (province di Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste) e nel Veneto orientale (provincie di Belluno e Treviso, e in alcune aree delle province di Padova e Venezia). 

Il latte fresco viene controllato sia alla stalla che nel caseificio. Indispensabile per la flora microbica che caratterizzerà il formaggio Montasio DOP.

Il Montasio DOP si può gustare fresco, dai 60 ai 120 giorni di stagionatura; semistagionato, da 120 giorni a 10 mesi di stagionatura; stagionato,  fino a 18 mesi di stagionatura e stravecchio, con oltre 18 mesi di stagionatura. 

E’ un formaggio ad alto valore nutritivo e con una composizione equilibrata: 32-36% di acqua, 32-34% di lipidi, 24-26% di proteine.

Il Montasio è semplicemente privo di lattosio. Nel formaggio Montasio il lattosio è presente con valori inferiori a 0,01 gr. per 100 gr di formaggio, oltre 10 volte in meno del limite previsto dalla normativa nazionale e comunitaria che pone tale limite a 0,1 gr. per 100 gr di formaggio.

 

Marzia Zanchin

NOTTE BIANCA SOTTO LE STELLE

 

Chiunque prenotandosi potrà partecipare alla notte 'speciale' della Fattoria dei Barbi a Montalcino (SI) all'insegna di una suggestiva cena incantata all'aperto in total white, dal dress code al menù, candele e atmosfera, musica, immancabili calici di vini e visite itineranti a lume di candela sia della Cantina Storia che del Museo del Brunello. Relax e magia nella massima sicurezza

 

Sabato 8 agosto 2020 la Fattoria dei Barbi festeggia le stelle cadenti con una notte bianca sotto le stelle piena di emozioni e magia. In occasione dell’evento annuale Calici di Stelle del Movimento Turismo del Vino, la storica fattoria di Montalcino (SI) organizza una notte ‘speciale’ sotto gli alberi all’insegna di una suggestiva cena monocolore, dal dress code al menu', candele e atmosfera, musica, immancabili calici di vini della Fattoria dei Barbi e visite itineranti speciali a lume di candela sia della Cantina Storica che del Museo del Brunello. Inoltre per gli appassionati di shopping, anche il punto vendita rimarra' aperto fino a tarda notte.

 

La Notte Bianca sotto le Stelle avrà inizio alle 20:30 presso la Fattoria dei Barbi - in Loc. Podernovi 170 a Montalcino (SI) - con un aperitivo e a seguire cena, entrambi monocolori, che si svolgeranno in un’atmosfera incantata adeguatamente realizzata per l’occasione, tenendo conto di tutti gli accorgimenti necessari per garantire la massima sicurezza; la serata continuerà poi con visite guidate a lume di candele alle Cantine e al Museo del Brunello, chiacchiere sotto le stelle, sorprese per tutti e per chi vorrà shopping e musica di sottofondo per esprimere i desideri più segreti guardando le stelle cadenti. Dress code? Total white, naturalmente. La prenotazione e' obbligatoria. 


Ticket di ingresso: 45 euro. Il ticket di ingresso include aperitivo e cena seduta, composta da 4 portate compreso il dolce e calici di vino in abbinamento, visite guidate e quanto disponibile durante l'evento. E' obbligatoria la prenotazione > Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o tel. 0577 841111 | 0577 841205. Dress code: bianco. Orario 20:30 - 01:00. 


In caso di pioggia la serata si svolgerà in Taverna e nelle sale della Fattoria per garantire sempre le corrette distanze e la massima sicurezza dei presenti.

 

Fattoria dei Barbi

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