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Recensioni

VERDICCHIO MALGRADO IL COVID +36,9% NEL 2020

VINO (IMT): VERDICCHIO D’ORO NELL’ANNO PIU’ NERO

EXPLOIT DELL’IMBOTTIGLIATO NEL 2020: +36,9% IL CASTELLI DI JESI, +14,8% IL MATELICA

 

Nell’anno più nero, volano i bianchi simbolo dei vini marchigiani. Verdicchio dei Castelli di Jesi e Verdicchio di Matelica chiudono infatti il 2020 con un incremento esponenziale dell’imbottigliato, segnalato da Valoritalia rispettivamente a +36,9% e +14,8%. Un risultato senza precedenti nella storia recente dei 2 prodotti simbolo di una regione sempre più a trazione bianchista, che hanno contribuito a trainare in luce verde (+5%) il dato complessivo sull’imbottigliato di Dop e Igp marchigiane nel difficile contesto socioeconomico dello scorso anno.

“Il Verdicchio – ha detto il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), Alberto Mazzoni – raccoglie ciò che ha seminato negli ultimi 10 anni: produzioni coerenti con l’altissima qualità del terroir riconosciuta dai critici internazionali, ma anche decine di milioni di euro investiti dai produttori in vigna, cantina e in attività promozionali. E massima attenzione al ritorno sull’investimento, dove – ha misurato Nomisma Wine Monitor – per ogni euro investito in promozione all’estero se ne ricavano 8 in virtù delle vendite. Oggi grazie ai contrassegni di Stato, per le Doc Verdicchio sarà ancora più facile il percorso di crescita, a partire dalla tracciabilità e dalla lotta alla contraffazione per un vino sempre più famoso nel mondo”, ha aggiunto il direttore del maxi-consorzio marchigiano, che conta 652 aziende associate per 16 denominazioni di origine di cui 4 Docg.

Complessivamente, nel 2020 l’imbottigliato del Verdicchio Castelli di Jesi ha sfiorato i 190mila ettolitri tra Doc e Docg, 51mila in più rispetto al 2019. Bene anche l’imbottigliato del Matelica a 19mila ettolitri contro i 16.500 dell’anno precedente. Nell'insieme, rileva Imt, l’export ha tenuto per le 2 denominazioni grazie a un balzo della domanda nel primo quadrimestre 2020, mentre è cresciuto molto il mercato interno in particolare nella seconda parte dell’anno, grazie al riposizionamento delle aziende produttrici, private di un canale naturale come la ristorazione. Crescita della vendita diretta, di quella di prossimità, e-commerce e soprattutto riposizionamento sulla Gdo di alcuni brand di alta qualità sono le 4 mosse vincenti dei produttori, che hanno traghettato il Verdicchio fuori dal pericolo crisi.

Per il 2021, Imt ha messo in campo un programma di azioni promozionali da oltre 3 milioni di euro di investimenti e una campagna globale a forte impatto digital. In primo piano, le risorse Ue dell’Ocm vino per la promozione sui Paesi terzi e i Piani di sviluppo rurale per le azioni in ambito comunitario. Parole d’ordine: strategie di promozione multicanale capaci di oltrepassare le barriere e portare i vini marchigiani in Italia e nel mondo. “Stiamo accelerando molto sul digitale - ha concluso Mazzoni -, il Covid ce lo ha imposto e penso che ci obbligherà a farlo almeno per tutta la prima parte dell’anno. Il piano è definito e sarà presentato la prossima settimana con tutti i soggetti interessati”.

 

Marina Catenacci

PROPOSTA VINI PRESENTA IL NUOVO CATALOGO IN OMAGGIO A LUIGI VERONELLI

 

 

 

 

Pergine, 22 gennaio 2021. In diretta dalla sede di Pergine, Proposta Vini presenta, sabato 23 gennaio il nuovo Catalogo 2021. L’evento si svolgerà online, dalle 15.00 alle 19.30, con un ricco programma di approfondimenti e potrà essere seguito dal pubblico di clienti, operatori, produttori, giornalisti e appassionati grazie a tre canali YouTube interamente dedicati.

Di seguito il link al programma:

https://www.propostavini.com/diario/articolo/presentazione-catalogo-2021

Gianpaolo e Andrea Girardi saluteranno il pubblico, alle 15.00, con il racconto della storia di Proposta Vini e l’evoluzione che ha portato l’azienda ad essere un punto di riferimento fondamentale per tutti gli operatori del settore.

Alle 15.30 “Il Catalogo 2021: Omaggio a Luigi Veronelli”: dialogo tra Gianpaolo Girardi e Gian Arturo Rota, Curatore dell’Archivio Veronelli e del sito Casa Veronelli. “Il Catalogo è dedicato con ammirazione a Luigi Veronelli, detto Gino, figura fondamentale del patrimonio enogastronomico e culturale italiano” - racconta Gianpaolo Girardi, patron di Proposta Vini – “un giornalista che ha inventato un nuovo linguaggio nella comunicazione e dato visibilità al mondo contadino.

Una persona che ha contribuito a creare le basi culturali, direi anche commerciali, per l’uso di un linguaggio nuovo, legato alla terra. Grazie alla sua opera di divulgazione è invece per noi possibile affrontare argomenti storici, culturali e paesaggistici”.

 

Si proseguirà, alle 16.30, insieme a Gianpaolo Girardi, in un Viaggio alla scoperta dei Progetti di Proposta Vini”, dai “Vini Franchi”, alla Collezione Matonari e i “Vini dell’Angelo”, tutti progetti nati per dare visibilità a vini presenti da secoli nel nostro Paese ma lontani da ogni regola di omologazione e ancora poco conosciuti sul mercato. 

All’interno del programma si alterneranno approfondimenti dedicati alla Carta Vini, al mondo di Proposta Spirits, alle Dinamiche Interpretazioni del Biologico e Biodinamico oltre all’appuntamento dedicato alla presentazione delle nuove cantine del Catalogo 2021.

 

Il Catalogo di Proposta Vini si arricchisce quest’anno di 23 nuove aziende, 14 italiane e 9 straniere. Racchiude al suo interno un’ampia visione del panorama vitivinicolo europeo grazie alla presenza di circa 255 produttori italiani (che rappresentano tutte le regioni italiane) e 132 stranieri (che rappresentano la maggior parte delle aree viticole europee).

Da oltre trent’anni Proposta Vini lavora con passione per ricercare e distribuire prodotti unici, valorizzando il recupero di vitigni storici, la biodiversità e la ricchezza del patrimonio territoriale e vitivinicolo italiano, prediligendo soprattutto i piccoli produttori. “Rappresentata da 120 agenti che operano in tutta Italia, Proposta Vini – ci racconta Andrea Girardi, figlio del titolare Gianpaolo e CEO dell’azienda – ha l’ambizione di aiutare gli artigiani produttori di vino nella loro missione per la preservazione della ricchezza e diversità della magia della coltivazione della vite in Europa, contribuendo alla sforzo di salvaguardia e divulgazione nel mondo  delle straordinarie radici storiche delle zone vinicole: ognuna con la sua straordinaria identità e dignità e degli uomini che le preservano all’interno del territorio e del paesaggio”.

Prosegue Andrea Girardi: “Per fare questo, Proposta Vini si adopera per permettere ai piccoli produttori di concentrarsi sulla maestria del lavoro in vigna, delegando tutti gli aspetti di commercializzazione e distribuzione. La collaborazione continua con i Produttori rappresentati”.

 

 

Federica Schir – Mediawine

RISTORAZIONE, 38 MILIARDI DI PERDITE NEL 2020. FIPE-CONFCOMMERCIO E SINDACATI SCRIVONO A PATUANELLI

 

 

Il 2020, l’annus horribilis della ristorazione italiana, si è chiuso nel peggiore dei modi: 37,7 miliardi di euro di perdite, circa il 40% dell’intero fatturato annuo del settore andato in fumo. Per questo la Fipe – Confcommercio, Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, insieme alle principali sigle sindacali del Commercio e del Turismo, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, ha scritto al ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, chiedendo un incontro urgente per elaborare insieme un piano organico di interventi per le imprese e i lavoratori dei Pubblici Esercizi, anche con l’obiettivo di programmare una riapertura in sicurezza dei locali.

Il punto di partenza della discussione saranno proprio i conti di fine anno elaborati dall’Ufficio Studi di Fipe, che ha messo in luce come il colpo più duro al settore sia arrivato dalle chiusure di novembre e dicembre. Storicamente, nel periodo delle festività dicembrine per una parte rilevante dei locali si arriva a generare fino al 20% del fatturato annuo: nel quarto trimestre 2020, invece, le perdite registrate hanno superato i 14 miliardi di euro, con un meno 57,1% dei ricavi, peggio ancora di quello che era successo nel II trimestre, quello del primo lockdown.

Questa fine anno ha di fatto vanificato gli sforzi estivi che pure avevano portato ad un contenimento delle perdite in alcune aree turistiche del Paese. Le grandi città, ed in particolare le città d’arte, dove ha pesato di più l’assenza del turismo internazionale, non hanno invece beneficiato nemmeno della tregua estiva, registrando perdite complessivamente superiori all’80%.

La ristorazione italiana – dichiara Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio - non ha pace: ogni volta che si avvicina la scadenza delle misure restrittive, ne vengono annunciate di nuove e si riparte da zero. Così anche il primo provvedimento del 2021 ha disposto la chiusura di bar e ristoranti nei fine settimana, lasciando gli imprenditori nell’incertezza dall’11 gennaio in poi, con i danni e le distorsioni che ne conseguono. Chiediamo a Governo e Comitato Tecnico Scientifico di dare prospettive diverse - più certe, ma anche più motivanti - ad un settore che ha pagato un prezzo altissimo, ma soprattutto che ha già dimostrato di poter lavorare in totale sicurezza. Non è più accettabile che i pubblici esercizi, insieme a pochi altri settori, siano i soli a farsi carico dell’azione di contrasto alla pandemia, richiesti di un sacrificio sociale non giustificato dai dati e non accompagnato da adeguate e proporzionate misure compensative. È indubbio che per uscire da questa crisi ci sia bisogno del contributo di tutti, ma proprio per questo non si può imputare sulle spalle sempre delle stesse categorie il peso del contenimento della pandemia, affossando nel frattempo un settore strategico per l’economia del Paese e per la vita quotidiana delle persone.”  

 

Andrea Pascale

3 RICETTE PER NATALE DAI TOP CHEF DELLA VAL DI NON

 

Una ricetta regina d’inverno: Crema di castagne e funghi porcini

Un piatto tutto rosso: Talleri di rape rosse, casolet e ricotta affumicata

Un grande classico: Zelten, il dolce del Natale trentino

 

Tre ricette perfette per le feste di Natale da tre top chef della Val di Non, la valle trentina delle mele D.O.P. che da qualche è protagonista di un felice rinascimento in cucina, caratterizzato da attenzione per la territorialità, estro e passione. 

Il merito è di chef come Silvana Segna, Bruno e Mattia Sicher, Cristian Bertol per cui il percorso partito dalla tradizione non è una trita espressione scarica di senso, ma una festosa ricerca di creatività, tutta orientata verso quello che dovrebbe sempre fare la cucina: rendere felici ed emozionare gli ospiti. 

Le ricette che hanno scelto sono facili da preparare, ricche come devono essere i piatti delle feste e piene di sapore: una crema di castagne profumatissima; un primo tutto rosso, perfetto per il Natale; lo Zelten, il dolce natalizio trentino per eccellenza.

 

Crema di castagne e funghi porcini di Silvana Segna, chef di “Locanda Alpina” – www.locandalpina.it 

 

Silvana Segna è senza ombra di dubbio una delle regine della cucina trentina. E la cucina alla sua “Locanda Alpina” è veramente una questione di famiglia! Della brigata fanno fieramente parte i due figli Francesco e Giulia (il pane fantastico è opera sua) e l’ariosissima sala è coccolata con gentilezza e precisione dal marito Danilo. Sua la carta di vini e distillati, curata con un grande talento che premia i clienti e regala il piacere della scoperta. Le ricette di Silvana sono sempre una gioia: la mano è ferma, la capacità di leggere gli ingredienti straordinaria e la pulizia che arriva in bocca sorprende, emoziona, coinvolge in un percorso di fragranze perfettamente in armonia. Piatti manifesto: gli gnocchi di patate crude alla pancetta tostata e ricotta affumicata, i tortellini al Trentingrana in brodo ristretto ai porcini, la guancetta di vitello brasata alla vecchia maniera e polenta di Storo. Dessert da non perdere per nulla al mondo quando è stagione: Sorbetto alla mela Renetta Ananas (varietà rara del frutteto di famiglia), briciole di mandorla, salsa di cachi e caramello salato.

 

La ricetta che Silvana ha scelto per il Natale è volutamente semplice, facile da realizzare, ma ricca e piena di sapore!

 

Ingredienti per 4 persone: 

 

  • 450 g di castagne
  • 300 g di funghi porcini freschi
  • 1 l di brodo di carne
  • ½ scalogno piccolo
  • 15 g di burro 
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • 30 ml di vino rosso corposo
  • 1 foglia di alloro
  • Sale q.b.
  • Prezzemolo per decorare

 

Preparazione

Incidere le castagne e lessarle per circa trenta minuti in acqua leggermente salata con una foglia di alloro è un cucchiaio di olio EVO. Pulire le castagne, rosolare lo scalogno in una pentola con il burro, bagnare con il vino rosso e far evaporare. A questo punto, aggiungere le castagne pulite e coprire con del brodo di carne. Cuocere per circa 20 minuti frullare e setacciare. A parte saltare brevemente i funghi porcini e adagiarli sulla superficie della crema dopo averla impiattata, decorando con qualche piccola foglia di prezzemolo.

 

Talleri alle rape rosse, casolet e ricotta affumicata di Mattia Sicher, chef del “Pineta Nature Resort” – www.pinetahotels.it 

 

Mattia Sicher è il nipote del leggendario Bruno, da cui ha raccolto il testimone nella cucina del Pineta Nature Resort, dando perfettamente continuità al percorso di ricerca, incentrato sulle eccellenze del contesto di riferimento di cui la “Cantina del Bruno” è una vera e propria riserva di tesori. Protagonisti di questo spazio, rustico e romantico, complementare al ristorante, sono il Trentino e la Val di Non, con salumi profumatissimi quali la mortandela o le bolle di montagna di Trentodoc, accuratamente selezionate. Ruolo importante nella vocazione al benessere del Pineta l’attenzione alla salvaguardia del territorio e alle colture con  tecniche biologiche e biodinamiche. L’olio, per esempio, è quello extravergine dell’Agraria di Riva del Garda, che profuma la carne magnifica delle tagliate. Un'altra fragranza speciale è quella del rosso Teroldego Rotaliano che emulsiona il Guancialino di maiale e ne esalta la seducente tenerezza. Menzione speciale anche per i corsi di cucina in cui veramente si mettono le mani in pasta per imparare a preparare delizie come lo Strudel di Nonna Elsa.

 

La ricetta che Mattia ha scelto per Natale è piena di sapore e divertente da preparare. E ha il colore delle feste per eccellenza: il rosso!

 

Ingredienti per 4 persone

 

Per l’involucro di patate

 

  • 600 g di patate
  • 400 g di farina
  • 200 g di rape rosse cotte al vapore (vanno bene anche quelle confezionate,   meglio se bio)
  • 1 uovo piccolo
  • 8 g di sale

 

Per il ripieno

 

  • 60 g di formaggio Casolet (formaggio morbido a latte crudo, presidio Slow Food)
  • 1 cucchiaio raso di Trentingrana
  • 30 g di ricotta affumicata
  • 30 g di ricotta vaccina

 

* Burro per impiattare

 

Preparazione

Lavare e lessare le patate con la buccia. Appena cotte, pelarle e schiacciarle con lo schiacciapatate, distribuendole bene su un piano per farle raffreddare. Quando saranno ben fredde aggiungere la farina, l’uovo, le rape rosse passate e amalgamare fino a ottenere un composto liscio e compatto. Dopo averlo diviso in due parti, stenderle con un mattarello fino a ottenere due quadrati dello spessore di 1 cm. Distribuire a piccole cucchiaiate su uno dei due quadrati il ripieno, creato mescolando bene tutti gli ingredienti frullati in precedenza. Coprire con il secondo quadrato e tagliare dando la forma desiderata (come per confezionare dei ravioli). Verificare che siano ben sigillati e cuocere in acqua bollente per 5 minuti da quando inizia a riprendere il bollore. Scolare e servire con burro sciolto in un po’ di brodo e fatto restringere. Segreto per rendere il colore di questa salsa più brillante: centrifugare un po’ di rapa rossa cruda e aggiungerla subito prima di servire.

Zelten trentino di Cristian Berto, chef di Villa Orso Grigio – www.orsogrigio.it 

Come per Silvana Segna e Mattia Sicher, anche per Cristian Bertol, la cucina è una questione magnificamente di famiglia, che inizia quando aveva 11 anni. Il padre lo volle, infatti, al suo fianco durante i primi anni della gestione del ristorante. Da quel giorno il percorso di Cristian non si è più fermato, lo ha portato all’estero (anche nella cucina della famiglia reale svedese) e a collaborare con Gualtiero Marchesi ed Henry Chenot. La Val di Non è rimasta, però, casa, con l’ambizione (felicemente soddisfatta) di diventare un punto di riferimento. Il territorio è una tavolozza per creare i suoi piatti guardando al mondo, con un’attenzione maniacale per la materia prima che lo ha portato a creare il proprio orto a 1000 metri di altitudine e a scegliere, per esempio, la ricotta del locale caseificio di Fondo; lo speck di Romeno, a una manciata di chilometri; i rusticani (piccola e rara susina) a un passo dal ristorante. Villa Orso Grigio è anche una questione di famiglia perché in sala a raccontare i piatti di Cristian e a deliziare con il vino, c’è il gemello Renzo. Anche lui tornato in Val di Non dopo un luogo periodo di studio enologico tra le vigne italiane, francesi, spagnole e californiane. La loro sintonia è buonissima!

La ricetta scelta da Cristian è uno dei dolci manifesto dell’arte dolciaria trentina: lo Zelten natalizio. Le ricerche dello chef suggeriscono che fosse già preparato già nel 1700 e conosciuto come Celtero.

Ingredienti

 

  • 500 g di farina tipo ”0” 
  • 250 g di latte intero 
  • 20 g di lievito di birra 
  • 80 g di burro 
  • 80 g di tuorlo 
  • 80 g di zucchero 
  • 20 g di miele 
  • 200 g di uva sultanina 
  • 200 g di fichi secchi 
  • 200 g di noci sgusciate 
  • 100 g di macedonia di frutta candita 
  • 100 g di mandorle 
  • 100 g di pinoli 
  • 5 g di sale 
  1. 1.Preparazione
  2. 2.Impastare la farina, il latte, il lievito (sciolto in un po’ di latte tiepido), il burro, i tuorli, lo zucchero e il miele. Quando l’impasto sarà ben incordato, aggiungere tutta la frutta secca tagliata a dadini e l’uvetta precedentemente fatta macerata in un po’ di rum. Far riposare l’impasto per 2 ore e stenderlo su una teglia infarinata, spennellare con uovo e decorare con frutta secca. Lasciar riposare per altri 30 minuti e cuocere a 180° per 35/40 minuti.

 

 

Alessandra Agostini

IL MIGLIOR SPUMANTE ROSSO DEL MONDO È UN LAMBRUSCO

 

Sul gradino più alto del podio del concorso “The Champagne & Sparkling Wine World Championships 2020” un Lambrusco di Sorbara vince nella categoria “World Champion Sparkling Red Wine”. Nel complesso 12 medaglie, delle quali 3 d’oro, assegnate alle famose bollicine emiliane 

 

La settima edizione di quello che è considerato il campionato del mondo degli spumanti, vale a dire “The Champagne & Sparkling Wine World Championships 2020” sarà certamente da ricordare per la spumantistica italiana, ed emiliana in particolare. 

 

Un Lambrusco di Sorbara, infatti, si è aggiudicato il primo posto nella categoria “World Champion Sparkling Red Wine”. Si tratta del Lambrusco di Sorbara DOP Etichetta Bianca dell’azienda Zucchi. Un metodo Charmat che ha particolarmente colpito la giuria, composta come ogni anno da Tom Stevenson, ideatore del concorso e uno dei più grandi esperti al mondo di champagne e Spumanti, insieme al Master of Wine Essi Avellan e da Simon Stockton. Lo spumante dell’azienda con sede a San Prospero, in provincia di Modena, si è infatti aggiudicato anche il titolo di “Best Lambrusco 2020” e quello di “Best in Class Lambrusco Red Brut”.

 

Quest’anno il concorso ha battuto ogni record in termini di partecipazione – più di 1000 iscritti provenienti da oltre 30 Paesi nel mondo –  e ha visto per la prima volta l’Italia superare la Francia nel medagliere finale, pareggiando il numero degli ori, 47 a testa, e staccando nettamente i cugini d’Oltralpe nel computo degli argenti con con 111 medaglie a 42. Ottimo il risultato finale per il Lambrusco emiliano che ha collezionato anche 12 medaglie, 3 d’oro e 9 d’argento, confermandosi una delle bollicine italiane più importanti e apprezzate.

 

“Siamo molto felici e orgogliosi sia per la vittoria di un Lambrusco di Sorbara nella categoria assoluta dedicata agli spumanti rossi, sia per gli ottimi risultati raggiunti dalle nostre bollicine in generale” afferma Claudio Bondi, presidente del Consorzio di Tutela del Lambrusco di Modena. “Scorrendo l’elenco dei vini premiati spicca l’eterogeneità dei nostri vini, che assumono caratteristiche differenti a seconda delle varietà utilizzate e dei territori nei quali vengono allevate”.

 

Tra le 3 medaglie d’oro troviamo ancora una volta il Lambrusco di Sorbara Etichetta Bianca 2019 della Cantina Zucchi e poi il Lambrusco Salamino di Santa Croce 2019 Tradizione della Cantina di Santa Croce e il Lambrusco di Sorbara Leclisse 2019 dell’azienda Paltrinieri.  Tra le 9 medaglie d’argento troviamo il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Canova Secco di Fattoria Moretto, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Vini del Re di Cantina Settecani, il Lambrusco di Sorbara 2018 Baby Magnum di Marchesi di Ravarino, la Cuvée Brut Metodo Classico Magnum di Francesco Bellei, il Reggiano Lambrusco Rosso All’Antica di Alfredo Bertolani, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Operapura di Opera|02, il Lambrusco di Sorbara 923 Terre della Verdeta della Cantina di Carpi e Sorbara, il Colli di Scandiano e di Cannossa Lambrusco Grasparossa Codarossa di Albinea Canali e infine il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro 2019 Bruno Zanasi dell’azienda vitivinicola Zanasi.

 


Valentina Albi

Agri Liguria News - Dicembre 2020

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Dicembre 2020 – anno X – numero 102

 
 
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Editoriale dell'Assessore Alessandro Piana

 

La Giunta regionale, su mia proposta, ha stanziato 170mila euro a favore dell’Istituto Regionale per la Floricoltura per potenziare il sistema di monitoraggio e accertamento fitosanitario, con l’obiettivo di proseguire nello sviluppo delle capacità di ricerca e localizzazione di organismi nocivi, migliorare le capacità diagnostiche fitosanitarie, migliorare le reti di monitoraggio, definire e applicare adeguati protocolli di profilassi e di lotta. Il lavoro a questo riguardo dell’Istituto Regionale per la Floricoltura è strategico ed è importante collaborare insieme per la salvaguardia del contesto ligure. È necessario infatti, oltre a proteggere l’ambiente, tutelare il settore florovivaistico, che ricopre un ruolo primario per l’economia della nostra regione. Con questo intervento andiamo a prevenire i rischi fitosanitari in cui la Liguria, importante crocevia di traffici di prodotti vegetali, potrebbe incorrere per via delle importazioni e delle esportazioni e della possibile accidentale introduzione di specie esotiche invasive sia per le produzioni agricole, che per il verde pubblico.

Sempre per la tutela del nostro territorio e delle imprese agricole che vi operano, ho richiesto al ministro delle politiche agricole Bellanova, la dichiarazione dello stato di emergenza per il maltempo dello scorso ottobre e la conseguente erogazione di contributi a favore dei titolari di aziende agricole. Gli eventi a carattere alluvionale delle giornate del 2 e 3 ottobre hanno fortemente danneggiato produzioni agricole e infrastrutture connesse alle attività agricole.

 

Buona lettura di Agriligurianews

 

Attivi

 

Misura 6.4(5c) - Investimenti nella creazione di piccole imprese in zone rurali. Le domande possono essere presentate fino al 27 gennaio 2021.

 

Misura 16.1 – seconda fase “settore forestale” - Aiuti per la costituzione e l’operatività dei gruppi operativi del PEI. Le domande possono essere presentate fino al 22 dicembre 2020.

 

Misura 19.2 - GAL Provincia della Spezia

- Intervento 4.2.1 - Progetto di cooperazione zootecnia biologica. Supporto agli investimenti nella trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli. Le domande possono essere presentate fino al 15 gennaio 2021.

 

Misura 19.2 - GAL Riviera dei Fiori

Progetto 2.1.1 - Formazione di aggregati territoriali per la gestione del turismo sostenibile

Progetto 1.1.2 - Valorizzazione del bosco attraverso la formazione di filiere strutturate per la produzione di legname e di biomasse ad uso termico ricercando a tal fine relazioni e sistemi per l’utilizzo dei sottoprodotti dell’agricoltura.

Progetto integrato 1.2.2 - per la promozione dei territori olivicoli in quanto ambiti agricoli, paesistici e turistici attraverso modelli di infrastrutturazione multifunzionale

Progetto integrato 1.1.1 - Recupero e utilizzo dei pascoli montani attraverso azioni di sviluppo delle attività di allevamento e trasformazione dei prodotti caseari oltre che con azioni finalizzate alla tutela ambientale e allo sviluppo dei servizi turistici nelle terre alte.

Le domande possono essere presentate fino al 18 dicembre 2020.

 

Misura 19.2 - Agenzia di Sviluppo GAL Genovese

Intervento 6.4.1.1.p3 - Le strutture ricettive, supporto alle esistenti e creazione di nuove realtà – 2° apertura. Le domande possono essere presentate fino al 13 gennaio 2021.

 

In scadenza

 

Misura 3.2 - Sostegno per attività di informazione e promozione, svolte da associazioni di produttori nel mercato interno. Le domande possono essere presentate fino al 15 dicembre 2020.

 

(Approfondisci su Agriligurianet)

 

PSR Liguria – Misura 21.1

Già approvati tre elenchi di imprese ammesse a finanziamento.

Con i Decreti dirigenziali nn. 7229, 7506 e 7581 sono stati approvati i primi elenchi di domande complete, corrette e ammissibili a valere sulla Misura 21.1(2a) “Sostegno temporaneo eccezionale a favore di agricoltori particolarmente colpiti dalla crisi di COVID-19”. I soggetti inseriti in tali elenchi possono presentare immediatamente la domanda di pagamento per ottenere la liquidazione dell’importo concesso indicato. A ciascuna impresa può essere erogato un importo massimo di 7.000 euro.

(Approfondisci l’argomento)

 
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Viviamo nel territorio di Alcotra, raccontiamo 30 anni di cambiamenti climatici è il tema del concorso di storytelling, rivolto a tutti i giovani. L’obiettivo è quello fornire una descrizione degli impatti dei cambiamenti climatici e di come gli abitanti del territorio Alcotra pensano di rispondere alle sfide ambientali. Le creazioni, in qualunque forma artistica, devono essere inviate entro il 30 aprile 2021.

(Approfondisci l’argomento)

 
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Il Valutatore indipendente del PSR ha condotto un’indagine circa i fattori che possono aver determinato il calo di adesioni alla sottomisura 10.1.A “principi dell'agricoltura integrata”, rispetto al periodo di programmazione 2007-2013. Il Rapporto fornisce indicazioni anche su elementi che potrebbero suscitare nuovo interesse alla partecipazione.

(Approfondisci l’argomento)

 
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Bando OCM miele: con DGR n. 971/2020, è stato approvato il programma di interventi per il settore apistico per la campagna 2020/2021. Le associazioni di apicoltori potranno beneficiare di contributi per l'organizzazione di corsi di formazione, seminari, convegni, incontri periodici con apicoltori ed azioni di comunicazione. Le domande devono pervenire entro il prossimo 30 dicembre.

(Approfondisci l’argomento)

 

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CANTINA VALPANTENA: SÌ ALLA FUSIONE CON CANTINA DI CUSTOZA

Favorevole la maggioranza dell'assemblea dei soci. Il presidente Luigi Turco: “Un progetto concreto di crescita, il nostro impegno resta valido”. Approvato anche l’esercizio economico 2019/20. L'assemblea dei soci di Cantina Valpantena vota a grande maggioranza a favore del progetto di fusione per incorporazione con la Cantina di Custoza. Il piano, già approvato dai consigli di amministrazione delle due cantine sociali, è stato ratificato venerdì 18 dicembre nell'assemblea straordinaria della cooperativa di Quinto di Valpentena (VR) con il 97% di voti favorevoli su quelli ammessi al voto (196 sì su 202 votanti). L'assemblea di Custoza si era espressa a favore sabato 12 dicembre con 89 sì su 157 votanti, ma non aveva raggiunto il quorum dei due terzi necessario all'approvazione.

"I soci di Cantina Valpantena – afferma il presidente Luigi Turco - hanno apprezzato e approvato la proposta di fusione e il piano industriale, reputandolo un concreto progetto di crescita per entrambe le cantine. Custoza da parte sua, pur non raggiungendo il quorum necessario per l'approvazione, ha votato a favore della fusione". In virtù del forte mandato ricevuto Cantina Valpantena lascia quindi la porta aperta al progetto di fusione tra le due cooperative agricole che, in caso di successo, darebbe vita a una nuova società da circa 30 milioni di patrimonio, una dotazione di conferimenti di 300mila quintali di uva, un fatturato da 65 milioni e un centinaio di dipendenti. A sostegno della fusione la possibilità, ribadita da Cantina Valpantena, di presentarsi sul mercato con una realtà più dimensionata e competitiva, capace di sostenere gli investimenti commerciali necessari per aggredire i mercati una volta usciti dalla pandemia.

Al centro dei lavori dell'assemblea ordinaria di sabato 19 della cooperativa sociale di Quinto invece l'approvazione dell'esercizio economico 2019/20, che ha registrato un fatturato di 46.494.000 euro, in leggero calo rispetto al periodo precedente, e un patrimonio netto di 22.700.000 euro, in crescita. "Chiudiamo un bilancio in tempi di crisi – commenta Luigi Turco – in un'annata che sconta un mercato in sofferenza per effetto della sovraproduzione di vino, che ha portato tutti i consorzi alla riduzione delle rese delle denominazioni, e dei contraccolpi dovuti alla pandemia di Covid-19. Nonostante questo ci riteniamo soddisfatti poichè il fatturato ha tenuto, anche se sacrificando i margini sulla vendita dei prodotti, e il patrimonio è aumentato grazie alla fusione realizzata nel 2019 con Cantina Colli Morenici".

Cantina Valpantena ha inoltre portato avanti il piano di rafforzamento della rete di punti vendita sul territorio, aprendo a luglio il negozio di Cassano Magnago, in provincia di Varese, e assicurando la piena operatività di quello di Cantina Colli Morenici a Ponti sul Mincio (Mantova). I corrispettivi raggiunti dalla rete di punti vendita nel 2019/20 sono pari a 4.626.000 euro, in aumento rispetto all'esercizio precedente nonostante le chiusure subite dagli esercenti in occasione del lockdown e le limitazioni dovute alle misure di contenimento del Covid-19.

 

Davide Cocco

COVID, FIPE-CONFCOMMERCIO CHIEDE LO STATO DI CRISI PER LA RISTORAZIONE COLLETTIVA

“La ristorazione collettiva, pur essendo tra i settori autorizzati ad operare, è in ginocchio per effetto della pandemia. La chiusura di buona parte delle scuole e l’utilizzo massiccio dello smart working nella pubblica amministrazione e nelle imprese private stanno provocando un dimezzamento dei fatturati delle aziende, con il risultato di mettere a rischio 60mila posti di lavoro. Per questo chiediamo al governo di dichiarare lo stato di crisi del settore”.

Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, lancia l’allarme e invoca l’intervento immediato dell’esecutivo, che fino a questo momento sembra essersi dimenticato della ristorazione collettiva. Nessuna misura di sostegno è stata infatti destinata a mense scolastiche e aziendali, nonostante i provvedimenti restrittivi adottati per contenere la diffusione del Covid abbiano costretto le imprese a rivedere i loro modelli di servizio, con ulteriore aggravio di costi.

I fatturati delle società che gestiscono le mense aziendali sono crollati del 40%, mentre quelle di chi svolge il servizio di distribuzione e sporzionamento dei pasti nelle scuole hanno perso oltre il 50% dei loro volumi d’affari. Tutto questo si traduce in 60mila posti di lavoro a rischio, in particolare occupazione femminile.

“Di fronte a queste cifre – prosegue Fipe – abbiamo avanzato delle proposte al Governo in incontri con i sottosegretari al Mise e al Lavoro, Morani e Di Piazza, sia in audizioni parlamentari sul decreto Ristori, perché anche queste imprese siano inserite tra i fruitori dei contributi a fondo perduto, vengano inoltre sospesi o ricontrattati i canoni concessori in essere ed infine previste ulteriori misure per il fondo di solidarietà e la cassa integrazione senza restrizioni”.

“Solo in questo modo – conclude Fipe nella sua nota – sarà possibile evitare la morte di gran parte delle aziende del settore con le ripercussioni sulla tenuta dei livelli occupazionali e con le immaginabili conseguenze in termini di costo sociale e di perdita delle professionalità faticosamente costruite”.

 

Andrea Pascale

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