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Sono stati di parola

e hanno costituito il Consorzio

“Cinque Terre Sciacchetrà”


di Pietro Bellantone

Sono stati di parola: dopo cinque mesi esatti si è costituito il Consorzio “Cinque Terre Sciacchetrà”, per il rilancio in tutto il mondo della promozione dell’eccellente passito ligure, ottenuto come è notorio, dalla fermentazione delle uve dei tre vitigni Bosco, Vermentino ed Albarola.

 

Luigi Grillo, carismatico patrocinatore di questa iniziativa, titolare dell’azienda agraria Buranco, e gli altri produttori di Sciacchetrà che avevano sposato subito la sua idea di associarsi, sono riusciti a dar vita al non facile progetto, inserendo nel frattempo altri viticoltori che non erano presenti al primo incontro dell’1 settembre 2013, a Monterosso, proprio all’interno dell’impresa non solo vinicola dell’ex senatore della Repubblica. L’impegno assunto nei giorni in cui si svolgeva il primo Festival dello Sciacchetrà, dal 30 agosto all’1 settembre 2013, è stato infatti formalizzato, con l’adesione di quindici produttori dei sedici presenti sul territorio, il giorno 31 gennaio u.s., nei locali della stazione ferroviaria di Manarola, all’interno del Parco Nazionale delle 5 Terre.


 

Un momento della riunione in cui si è costituito il Consorzio “Cinque Terre Sciacchetrà”

(foto fornita dal Consorzio)

 

Più precisamente hanno aderito i seguenti produttori titolari di altrettante Aziende:

  1. Azienda Agricola Capellini Luciano

  2. Azienda Agricola Possa

  3. Cantine Litan

  4. Azienda Agricola Riccardo Fino

  5. Azienda Agricola Albana La Torre

  6. Azienda Agricola Fortini Cappellini

  7. Azienda Agricola Burrasca

  8. Walter De Battè

  9. Luciano De Battè

  10. Azienda Agricola Buranco

  11. Azienda Agricola Begasti

  12. Cantina Sassarini

  13. Azienda Agricola La Polenza

  14. Azienda Agricola Cheo

  15. Azienda Arrigoni Riccardo

L’Assemblea dei produttori, all’unanimità, ha eletto il Consiglio di Amministrazione del Consorzio che risulta essere così composto:

PRESIDENTE: Lercari Bartolomeo (azienda agricola Cheo,Vernazza)

VICE PRESIDENTE: Cappellini Giacomo (azienda agricola Cappellini Forlini, Manarola)

CONSIGLIERI: Bonanini Heidy (az. Agr. Possa, Riomaggiore) - Raggi Marzia (Cantina Sassarini, Monterosso) – Beghi Maria (az. Agr. Albana La Torre, Campiglia - La Spezia)

 

Al termine dei lavori, il dott. Luigi Grillo, da sempre innamorato della politica e della sua terra, ha dichiarato:

”E’ motivo di grande soddisfazione la nascita di questo Consorzio che, ne sono certo, contribuirà a valorizzare e a far conoscere le straordinarie caratteristiche del passito delle Cinque Terre. Ora per questa iniziativa, sviluppata in sinergia con il Parco, cerchiamo il sostegno della Regione e del Governo. Insieme sarà possibile superare i limiti delle piccole produzioni e dimensioni aziendali e dar vita a numerosi eventi, inaugurando una diversa e più efficace politica di commercializzazione e diffusione dello Sciacchetrà. Fra i primi impegni, l'organizzazione di una giornata dedicata allo Sciacchetrà, il prossimo 10 marzo all' Hotel Hilton di Roma, alla quale parteciperà il presidente dell'Associazione Italiana Sommelier (AIS), Franco Maria Ricci. Ad agosto riproporre­mo la seconda edizione del Festival dello Sciacchetrà e fa­remo del nostro meglio per guada­gnarci uno spazio espositivo all'Expò 2015, ho già preso contat­ti ”. Con questi seri intendimenti, esistono tutti i presupposti perché il consorzio, appena formato, possa operare virtuosamente, promuovendo lo Sciacchetrà non solo sul mercato interno ma anche in quello internazionale e, contestualmente, dando vita ad un’operazione di diffusione capillare della storia, degli usi, delle tradizioni delle Cinque Terre. Lo scorso anno, a causa delle negative condizioni atmosferiche, la produzione è calata ma è chiaro, così come ha indicato da anni Luigi Grillo, che occorrono interventi governativi molto efficaci, tesi, prima di tutto ad attuare eccezionali operazioni di prevenzione sul territorio devastato periodicamente dalle alluvioni, dalle frane e dagli smottamenti. Con questo approccio, non si può non applicare la stessa filosofia dell’economia assistita, così come avviene da tempo per la Cassa Integrazione. L’intraprendere operativamente un’adeguata politica ambientale permetterebbe di ottenere nelle Cinque Terre risultati decisivi, preservando e conservando un patrimonio e consentendo di agevolare un’attività agricola che molto spesso viene praticata in condizioni assolutamente sfavorevoli, addirittura eroiche, a causa delle forti pendenze lungo le quali si sviluppano i vigneti (ribadisco anche in questo articolo che la Regione Piemonte eroga e ha già stanziato da anni dei finanziamenti, a quei produttori di vino che lavorano in condizioni geografiche simili, quelle del “sorì”).

 

I vigneti delle Cinque Terre visti dal Mare (foto di Pietro Bellantone)

Io credo che esista un obbligo dello Stato ad intervenire con finanziamenti idonei per “salvare” le 5 Terre, luoghi da sogno, assolutamente suggestivi, un bene che non appartiene solo alla Liguria, all’Italia ma al mondo intero (l’Unesco le ha definite “patrimonio dell’umanità”). E in questa operazione straordinaria è facile intravedere tra le ricadute virtuose possibili anche l’opportunità di produrre migliaia di posti di lavoro, nei vigneti, per giovani attualmente disoccupati o impegnati in lavori precari.

In definitiva si verrebbero ad acquisire nuovi vigneti nelle zone “recuperate” aumentando così la produzione di uva. Tutto ciò, accompagnato da azioni di promozione a “tutto campo”, con eventi dedicati in Italia e all’Estero, potrebbe determinare un’inversione positiva dell’assetto economico, oggi deficitario, di tutto il territorio delle 5 Terre.

 

I vigneti delle Cinque Terre dall’alto (foto di Pietro Bellantone)

Risulta evidente che il “Consorzio”, con queste premesse, deve dotarsi di collaborazioni importanti, soprattutto di alcuni consulenti che siano profondi conoscitori di quelle zone, in tutti i loro aspetti: enogastronomi, realizzatori di eventi che riescano a creare una rete di opportunità senza precedenti, coinvolgendo Enti, Istituti bancari, Ristoratori, produttori locali di raffinatezze alimentari del territorio della provincia spezzina. Ed ancora Viticoltori, Organizzazioni commerciali, Consolati, Compagnie di Navigazione ma anche “Battellieri”, Agenzie di viaggio liguri e internazionali. Bisogna ancora ricordare che qualche proposito incoraggiante che fa ben sperare, è stato manifestato, lo scorso anno, in occasione della prima edizione del “Re Sciacchetrà”. In particolare l’on. Giuseppe Castiglione, sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura e Giovanni Barbagallo, assessore regionale all’Agricoltura, hanno promesso finanziamenti indirizzati al settore. E’ evidente che in questa iniziativa, il Parco Nazionale delle Cinque Terre, La Camera di Commercio di La Spezia e la Carispezia, con l’apporto della Regione Liguria, possono e devono interpretare un ruolo completamente determinante.

 


I vigneti dell’azienda Buranco di Luigi Grillo (foto di Pietro Bellantone)

I consigli dell’amico e collega Virgilio Pronzati, giornalista enogastronomo: lo Sciacchetrà, fino ai tre anni, è particolarmente indicato per la degustazione di dolci di pasta secca, biscotti, “Quaresimali”, Petit Fleur, pandolce genovese basso, amaretti di Gavi. Dopo i tre anni diventa un ottimo vino da….conversazione. Va servito sempre in calici di media ampiezza “a tulipano”, con stelo alto ( a 10-11 gradi

per quello giovane, a 8-9 gradi per l’altro).

 

 


Luigi Grillo, ideatore del “Consorzio”, tra i suoi vigneti

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