Approvo

XIX Barile Day a Silvano d’Orba

 

Di Virgilio Pronzati

 

 

 

 

 

Carlo Freccero, Nuccia Barile, Flavio Gaggero e Luigi Barile

 

Luigi Barile oltre che noto distillatore è un autentico personaggio. La sua storia è come quella dei personaggi che con sacrifici e fatiche, sono saliti in alto. Niente di fortunoso ma di molta perseveranza. Un’infanzia di sacrifici e stenti. Da ragazzo a fatto vari mestieri, poi, un po’ più grande, ha fatto il fornaio e l’operario nell’industria e nell’edilizia. Ma non gli bastava. Dopo aver preso l’attestato delle scuole medie in un solo anno, ha proseguito gli studi diplomandosi ragioniere. Da quel momento, aperto uno studio di commercialista, è iniziata per lui una seconda vita. Non più sacrifici ma tante e meritate soddisfazioni. Direte ma cosa centra la grappa. C’entra è come.

La brava regista Wilma Massucco con Luigi Barile

 

Nel 1976 acquistando con l’amico Bormida una vecchia distilleria, ha iniziato un lungo percorso che, nell’ultimo decennio, ha coronato un sogno: fare la migliore grappa in assoluto. Gratificato dal giudizio del grande Luigi Veronelli, Luigi Barile produce Grappe d’autore, vincitrici d’importanti Concorsi Internazionali dedicati ai distillati, come quelli di Londra e Bruxelles. Non solo. Le sue grappe sono andate in dono ai Capi di Stato, nei rispettivi G8 e G20. Benché sia apparso sulle prime pagine di quotidiani e riviste, Luigi Barile ha mantenuto la sua semplicità e onestà intellettuale. Sempre dalla parte di chi si prodiga per aiutare gente e ambiente. Tra questi, i produttori del Dolcetto d’Ovada Doc e Docg.

La Grappa Barile biodinamica

 

Dalle loro vinacce, il Mastro distillatore Barile crea grappe di rara armonia. La sua passionale attività e il Comune di Silvano d’Orba (sede della sua distilleria), hanno fatto ottenere la prima Grappa De. Co. (Denominazione Comunale) del Piemonte. Un po’ per tutto questo, Luigi Barile ha avuto l’onore e il piacere di raccontare le sue grappe a Striscia La Notizia. Ma c’è ancora dell’altro. Essendo un paladino della giustizia, Luigi Barile oltre a difendere la dignità di amici e non, ha lanciato attacchi e giustificate accuse addirittura verso un istituto bancario come la Carige. Accuse poi ampiamente denunciate da stampa e Magistratura. Amico da sempre di don Gallo, prete scomodo per molti che non vogliono la verità, ma di riconosciuta e grandissima generosità.

Per decenni don Gallo ha sostenuto e aiutato gli emarginati e i tossicodipendenti ridandogli dignità e lavoro, facendoli molto spesso uscire dal tunnel. Questa vera amicizia tra lo scomparso don Gallo e Luigi Barile, ha incuriosito la giovane e brava regista Wilma Massucco, premiata con un alto riconoscimento nazionale sui Diritti Umani, per un film documentario sui bambini soldato della Sierra Leone, tanto da dedicargli un documentario di ben 50 minuti dal titolo Chi l’avrebbe mai detto. Replicato a dicembre all’Auditorium Galata del Museo del Mare di fronte a una platea gremita in ogni ordine di posti. Una cronistoria ricca di significati umani dove Wilma Massucco con rara sensibilità, racconta la vita di Luigi Barile con gli interventi di chi l’ha conosciuto e apprezzato. Passando all’attuale edizione della Festa della Grappa Barile, a visto una numerosa presenza di pubblico, divertita e gratificata dagli interventi di personaggi annualmente premiati. L’inizio non poteva che essere migliore. Carlo Freccero uomo di cultura e humour ha condotto un breve ed applaudito talk show con Barile.

Di seguito un meditato e sentito elogio del bravo giornalista Andrea Scanzi a Luigi Barile e, anch’esso atteso, quello della regista Wilma Massucco, ideatrice del documentario Chi l’avrebbe mai detto. Prima della proiezione di “Chi l’avrebbe mai detto”, una doverosa targa agli Ospiti d’Onore Dr Flavio Gaggero e l’Avv. Giorgio Guerello. Terminata l’applaudita proiezione, l’assaggio di straordinarie grappe di vecchi e recenti millesimi e, in anteprima, la Grappa bianca di quattro anni prodotta con vinacce biodinamiche del vitivinicoltore Stefano Bellotti di Novi Ligure. Una grappa dall’aspetto incolore e brillante. Dal ricco e composito profumo floreale, fruttato e vegetale-speziato. In bocca è morbida e sapida, calda, vellutata e di molta persistenza. La sintesi dell’armonia. Dulcis in fundo, gradita da grandi e piccini, l’enorme torta che come ogni anno sigla la manifestazione.

 

2017 © Enocibario P.I. 01074300094    Yandex.Metrica