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LA FILIERA DEL PONTE DI GENOVA

LIGURIA, LOMBARDIA E PIEMONTE ALL’OPERA PER IL PONTE DEI RECORD

Nella grande opera di costruzione del nuovo ponte di Genova, che nei prossimi giorni sarà consegnato alla città, sono tre le regioni che hanno messo a disposizione il numero più elevato di imprese, nel grande gioco di squadra dove la partnership e la collaborazione per il raggiungimento di un obiettivo comune hanno svolto un grande ruolo. Liguria, Lombardia e Piemonte, tre regioni che anche per vicinanza geografica raccolgono oggi il numero più significativo di aziende presenti nella filiera di fornitura del Ponte. Così, in un’opera che ha coinvolto in partnership 330 imprese tra fornitori e subfornitori, provenienti praticamente da ogni regione italiana, dal Trentino alla Calabria, la storia delle aziende liguri, lombarde e piemontesi racconta molto delle eccellenze e della storia di questo cantiere, con oltre 170 imprese coinvolte.

 

LIGURIA

Il ponte di Genova e Genova. Il ponte di Genova e la Liguria. Nella grande opera collettiva che è stata la ricostruzione del ponte, proprio la Liguria insieme alla Lombardia hanno vantato la rappresentanza più numerosa, rispettivamente con oltre 50 imprese la Liguria e oltre 80 la Lombardia.

Eccellenze in settori differenti, dalla logistica alla produzione di materiali, dalla sicurezza allo smaltimento dei rifiuti che si sono avvicendate in cantiere nel corso dell’ultimo anno, quello decisivo per la realizzazione dell’opera.

È il caso della Drafinsub, incaricata proprio nella prima fase esplorativa della bonifica di eventuali ordigni bellici, un’operazione obbligatoria in qualunque cantiere di una grande infrastruttura. Sono le cosiddette lavorazioni propedeutiche alla cantierizzazione, alle quali ha lavorato anche la EMI. Specialità differenti che hanno previsto anche il contributo dell’Ente Scuola e Sicurezza in Edilizia di Genova - Esseg -, incaricata dei corsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro, altra voce fondamentale in questo cantiere che è stato segnato da un numero bassissimo di incidenti.

Liguri sono anche le aziende che hanno ricevuto e gestito i materiali provenienti dagli scavi (Edicalcave Liguria) e i servizi di ispezione della rete fognaria e di smaltimento dei rifiuti (Ediliguria), così come l’azienda (Seastema Spa in associazione con Cetena Spa) che ha realizzato un complesso sistema di monitoraggio proprio in cantiere.

Contratti di fornitura che sono stati assegnati al territorio ligure, coinvolgendo anche chi ha offerto servizi culturali. È il caso dell’Associazione Festival della Scienza che all’interno dello Spazio Ponte (il museo sul nuovo ponte allestito al Porto Antico in città) ha garantito un’attività di mediazione culturale nei confronti dei cittadini che hanno visitato il museo.

 

LOMBARDIA

In tutto oltre 80 aziende, la compagine più numerosa tra i fornitori, provengono dalla Lombardia. Tutte aziende che, anche nei mesi in cui la regione è stata duramente colpita dal Covid-19, hanno continuato a lavorare in cantiere, rispettando le più rigide misure di sicurezza a tutela dei lavoratori.

Aziende altamente specializzate, come la Akron srl, incaricata del servizio delle indagini georadar in cantiere per le analisi del sottosuolo, un lavoro essenziale per l’analisi del sottosuolo e la verifica di idoneità al posizionamento e movimentazione delle carpenterie pesanti e delle autogrù. Molte aziende lombarde hanno invece fornitori materiali: l’acciaio sagomato della Alto Lago srl e il calcestruzzo della Calcestruzzi Spa, una delle più grandi aziende italiane nel settore. Anche pali per i plinti di fondazione del ponte, giganti alti 50 metri che si sviluppano interamente nel sottosuolo, sono stati in parte realizzati da un’azienda lombarda, la Fondamenta srl, che proprio in questi giorni sta realizzando anche le fondazioni in mare della mega isola con la quale verrà ampliata Montecarlo. Il Gruppo Stg invece ha fornito i pannelli fotovoltaici (allestiti invece da un’azienda piemontese, la Bosco Italia) che permetteranno al ponte di autoalimentarsi. Lombarda è anche la Mosconi srl, che sta realizzando le opere di impermeabilizzazione dell’impalcato lungo 1.067 metri che attraversa la valle del Polcevera.

 

PIEMONTE

Trentacinque le aziende piemontesi ai piedi del nuovo ponte di Genova; 35 eccellenze della regione tra le 330 che costituiscono la filiera dei fornitori dell’opera.

Aziende che hanno messo a disposizione la loro esperienza e le competenze tecniche per fornire servizi diversi, dall’Autovictor che ha noleggiato i mezzi di sollevamento, alla Giuggia Costruzioni che sta realizzando proprio in queste ore la pavimentazione stradale dell’impalcato. Un impegno profuso giorno e notte, come avvenuto per tutte le aziende che hanno preso parte alla costruzione del ponte, anche in tempo di Covid-19, quando il cantiere – nonostante il blocco delle attività in Italia – ha continuato a lavorare. Essenziali proprio in quei mesi sono stati i servizi di sanificazione dei locali garantiti dalle società Silca e Gruppo Indaco, che si sono allineate alle procedure di sicurezza dei lavoratori elaborate dalla unità di Safety del gruppo Webuild.

I lavori procedono a ritmi sostenuti anche questi giorni, ormai vicini alla conclusione dell’opera. E al lavoro c’è la Bosco Italia, società piemontese che sta allestendo tanto le barriere in vetro che bloccheranno il vento sul ponte, quanto i pannelli fotovoltaici che lo renderanno autosufficiente dal punto di vista energetico. Un’altra eccellenza in partnership con tutto il team del ponte per  un’opera unica che nei prossimi giorni sarà consegnata alla città. 

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Webuild, il nuovo Gruppo che nasce nel 2020 da Salini Impregilo, è uno dei maggiori global player nella realizzazione di grandi infrastrutture complesse per la mobilità sostenibile, l’energia idroelettrica, l’acqua, i green buildings (sustainable mobility, clean hydro energy, clean water, green buildings), supportando i clienti nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile - SDG. Il Gruppo è l’espressione di 114 anni di esperienza ingegneristica applicata in 50 paesi in cinque continenti, con 50.000 dipendenti tra diretti e indiretti, di oltre 100 nazionalità. Riconosciuto per 5 anni da Engineering News - Record (ENR) come prima società al mondo per la realizzazione di infrastrutture nel settore acqua (dighe, progetti idraulici e di smaltimento acque reflue, impianti di potabilizzazione e dissalazione), dal 2018 è incluso nella top ten del settore ambiente ed è anche leader nel settore della mobilità sostenibile (in particolare metropolitane e ferrovie, oltre a strade e ponti). Firmatario del Global Compact delle Nazioni Unite, il Gruppo esprime le sue competenze in progetti come le metropolitane di Milano M4, Grand Paris Express, Cityringen di Copenhagen, Sydney Metro Northwest in Australia, Red Line North Underground a Doha, Linea 3 Metro a Riyadh; le linee ferroviarie ad alta velocità in Italia; il nuovo Ponte di Genova in Italia e il nuovo Gerald Desmond Bridge a Long Beach, California; l’espansione del Canale di Panama; l’impianto idroelettrico Snowy 2.0 in Australia; la diga di Rogun in Tajikistan; l’Anacostia River Tunnel e il Northeast Boundary Tunnel a Washington D.C.; lo stadio Al Bayt, che ospiterà la coppa del mondo del 2022 in Qatar. Alla fine del 2019 ha registrato un valore complessivo di nuovi ordini di €8,1 miliardi, un portafoglio ordini totale di €36,2 miliardi, con oltre l’85% del backlog costruzioni relativo a progetti legati all’avanzamento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, e il 60% relativo a progetti focalizzati alla riduzione di emissioni di gas serra. Webuild, soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte di Salini Costruttori S.p.A., ha sede in Italia ed è quotata presso la Borsa di Milano (Borsa Italiana: WBD; Reuters: WBD.MI; Bloomberg: WBD:IM)

 

Francesca Bronzi  

 

 

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