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Ristoranti

RAI UNO: LA FOCACCIA DI RECCO IGP A LINEA VERDE

 

 

 

RAI UNO: la Focaccia di Recco IGP a Linea Verde. Domenica 9 giugno dopo le ore 12.

Attirati a Recco dalla fama della FOCACCIA DI RECCO IGP, RAI UNO rende omaggio a questo grande prodotto domenica 9 giugno alle ore 12 con una puntata di Linea Verde.

Al centro della puntata dedicata alla Liguria, la Focaccia di Recco ha portato in città a metà maggio autori, regista, produttore, presentatori e l’intera troupe per le registrazioni in un lungo percorso da Genova Nervi a Rapallo, passando da Sori, Camogli scendendo fino alla Calata Porto e salendo a San Rocco fino alla Mortola dopo aver fatto tappa anche a San Fruttuoso, con sosta e tappa centrale a Recco, capitale gastronomica della Liguria.

Uno strepitoso Peppone (presentatore di Linea Verde con Federico Quaranta e Daniela Ferolla) è entrato da EDOBAR a Sori per conoscere la sua famosissima farinata e a Recco, dopo un improbabile sbarco in spiaggia cavalcando una tavola da surf, dal Panificio Moltedo Luisa dove si è letteralmente innamorato della Focaccia di Recco IGP preparata da Stefano Conti e il suo clan.

 

 

Federico Bisso del ristorante Da O Vittorio ha invece preparato il ripieno dei pansoti con il tipico “prebugiun”.

Grande la collaborazione dimostrata dalle Amministrazioni Comunali e dalle locali Polizie Municipali di Sori, Recco e Camogli e le Capitanerie di Porto, pronti ad accogliere tutte le richieste necessarie per agevolare gli spostamenti dell’intera carovana RAI durante le registrazioni.

 

 

Nel nome di quel turismo gastronomico che da anni è ormai una delle leve più importanti che ne muove i flussi, il Consorzio ha portato per l’ennesima volta alla ribalta della cronaca nazionale la sua Focaccia di Recco col formaggio IGP, il suo nome, la sua protezione europea, la sua fama, i suoi produttori e la Città di cui con orgoglio porta il nome.

 

Bernini Daniela

Consorzio della Focaccia di Recco col formaggio

Ufficio Stampa e Relazioni Esterne

Recco (GE) via XXV Aprile 14

Tel.: 0185730748 - 3357274514

RIAPERTO IL MITICO COVO DI SANTA

Testo e foto di Claudia Paracchini

 

Covo di Nord Est: I fasti di un tempo sono ancora lontani 

 

È dal 1934 che il Covo scrive la storia della Night Life di “ Santa”, come viene chiamata in confidenza Santa Margherita Ligure. 

 

Di Santa e non solo, anche di tutta la Riviera ligure, tanto che è sempre stato il cuore del divertimento a’ la page . 

Nato come abitazione privata incastonata tra la roccia e il mare con accesso diretto al molo dall’ allora  Barone Alberto Franchetti  che innamoratosi perdutamente di una cantante lirica  austriaca diventata sua amante, avrebbe voluto  costruire un castello con un teatro sul retro ma il sogno fu impedito da un tragico destino. e la proprietà torno alla famiglia Ciurlo/Costa. 

Durante il periodo fascista si chiama Tana ma il suo nome originario dal 1934, data in cui divenne locale pubblico, è sempre stato Covo.

Meta chic per eccellenza e come unico concorrente Le Pirate di Juan Les Pins, dal Covo sono passati per decenni tutti i nomi celebri del jet set , a bordo di lussuosi yacht o di lussuose fuoriserie. Un mito esclusivo che però negli ultimi anni ha perso un po’ del suo smalto e della sua passerella Fino  ad essere completamente travolto dalla mareggiata del 29 ottobre 2018 dove il mare si è terribilmente portato via tutti i fasti recenti e passati. 

La sera di sabato 1 giugno il Covo ha riaperto dimostrando un incredibile grinta e voglia di rialzarsi dai danni subiti. 

Con questo presupposto, invitata  alla serata inaugurale ad un tavolo per 14 persone prenotato da tempo, all’ingresso in lista scopriamo non senza sorpresa che i tavoli non ci sono, che una marea di persone è nella nostra situazione, tutti in piedi, disorientati, unici punti da appoggio e da sedere dei divanetti  di materiale indefinibile di un colore tra il verde e l’ azzurro fluo’ collocati all interno di una recinzione di legno che ricorda più un ranch che un locale a grotta sul mare ... 

 

Musica classica all interno e i “nomadi “ all’esterno . 

Data l’affluenza è la calca il buffet era poco raggiungibile e il servizio con personale giovane e inesperto, tanto che al buffet dei salumi la ragazza addetta al taglio del prosciutto si è affettata un dito davanti agli occhi impietriti dei clienti. 

Dettagli non da poco sui quali bisogna lavorare ancora molto. Al momento i fasti di in tempo sono ancora lontani. 

 

Il MOG: Mercato Orientale di Genova

 

Al taglio del nastro due madrine: l’assessore all’istruzione della Regione Liguria Liguria Ilaria Cavo, e quello al commercio del Comune di Genova, Paola Bordilli.  

 

Dalla nostra inviata  Claudia Paracchini

 

Il Mercato Orientale per i zeneixi è una vera e propria istituzione. Aperto nel lontano 1899 nella centralissima via XX Settembre, ha sede nell'antico chiostro (mai terminato), del convento annesso alla chiesa della Consolazione, costruito tra il 1684 e il 1706.  Il Comune incaricò gli architetti Veroggio, Bisagno e Cordoni per dare una sede stabile al mercato dei prodotti agricoli che arrivavano dalla val Bisagno che, fino ad allora, si era tenuto in Piazza De Ferrari. Il mercato, che deve il suo nome dalla posizione in cui si trovava allora rispetto al centro cittadino (a oriente), occupa l'area del chiostro del convento degli Agostiniani annesso alla chiesa della Consolazione. 

 

 L'Assessore al commercio del Comune di Genova, Paola Bordilli.  

Del chiostro originario, il mercato comprende i colonnati ai lati posti verso la chiesa e verso la via XX Settembre nonché il portale chiuso sulla piazzetta di accesso al mercato da via Galata, mentre gli altri due lati sono stati completati con la realizzazione del mercato. Fu il primo edificio costruito a Genova in calcestruzzo armato col sistema Hennebique ed occupa una superficie di 5500 metri quadrati. Comprende un piano sotterraneo suddiviso in 42 magazzini ed un pianterreno formato da un porticato perimetrale colonnato che si sviluppa per circa 360 metri.  

 Lo chef Daniele Rebosio con la nostra Claudia Paracchini  

Il mercato ha cinque accessi, di cui due da via XX Settembre, compreso l'ingresso principale a cinque arcate, due da via Galata e uno da via Colombo.[2] Inizialmente all'aperto, il mercato è stato successivamente coperto da lucernai per aumentare lo spazio interno disponibile. Le decorazioni interne sono in marmo bianco, mentre l'originale pavimento in pietra è oggi parzialmente coperto da cemento. L'ala dell'edificio prospettante su via XX Settembre ha ospitato per anni gli uffici finanziari, dal 1931 trasferiti nella nuova sede di via Fiume.

 

 Lo chef Daniele Rebosio ed alcuni collaboratori 

I lavori terminarono nel luglio del 1898 e il 2 giugno 1899 il mercato fu inaugurato dal sindaco Francesco Pozzo con una mostra floreale.  Nel dicembre del 2017 è stato presentato un progetto per il restauro conservativo e la valorizzazione del piano rialzato dell'edificio, dove è stato realizzato un food market con bar, postazioni per degustare prodotti tipici, scuola di cucina e uno spazio per incontri culturali ed eventi. Dopo vari rinvii, la nuova struttura all'interno del mercato è stata inaugurata il 7 maggio 2019.

 

 Un interno del locale 

Un vero mare di folla per l’inaugurazione  del piano superiore del mercato.  Da oggi clienti, appassionati, gourmet e curiosi oltre agli acquisti, potranno deliziarsi nella piazza del gusto. Undici corner gastronomici - per tutti i gusti e le tasche - dove assaporare veri piatti tipici genovesi, dal minestrone ai ravioli col tocco, trofie col pesto, pansoti con salsa di noci, ma anche farinata, pizza, panini gourmet, gelati e dolci di pregio. Per gli esperti del buon bere, una fornita enoteca, un bar e il ristorante gourmet del MOG per soli circa cinquanta clienti. Al taglio del nastro due madrine: l’assessore all’istruzione della Regione Liguria Liguria Ilaria Cavo, e quello al commercio del Comune di Genova, Paola Bordilli. 

 Lo chef Daniele Rebosio con alcuni collaboratori

Come già a Parigi, Madrid, Barcellona, Lisbona e Praga, anche Genova col MOG offre un irrinunciabile e ghiotto invito a cittadini e turisti.  Ma sul MOG c’è da dire qualcosa in più.  Al piano superiore la fa da padrone il ristorante del MOG. Un locale moderno ma sobrio e funzionale ed accogliente, dove ad attendervi troverete il maitre Andrea, che vi saprà consigliare i vini, ed il suo executive chef Daniele Rebosio che, direttamente da Parigi e dalla scuola di Alain Ducasse, è voluto tornare nella sua terra natia per questo grande gioiello. 50 posti, menù curato di carne e di pesce, con l’obbiettivo inderogabile delle materie prime, cantina regionale del territorio e nazionale di 90 etichette, e proposte dal tocco internazionale con due menù degustazione di carne e di pesce composto di cinque portate. Dopo l’inaugurazione se volete prendere posto, l’orario è dalle 12.30/14.30 e 19.30/22.00.  La domenica è di riposo ma attenzione, dal settembre sarà open 7 su 7.

 Lo chef Daniele Rebosio mentre decora un piatto

 Una delle sale del ristorante 

ALLA BRINCA LEZIONE N° 9

 

Carissimi, dopo i ponti di Primavera, eccoci giunti al nostro attesissimo appuntamento di degustazione di mercoledì 12 giugno...

Alla Brinca si Studia

Lezione n. 9

Si torna a scuola: le nostre serate di degustazione sono un classico che abbiamo iniziato più di vent’anni fa e hanno sempre avuto un grande successo. Tantissimi produttori ed esperti di Vino hanno partecipato e ci hanno fatto conoscere meglio questo meraviglioso mondo. Questa volta abbiamo deciso di rendere i nostri incontri più tecnici, ma sempre adatti anche ai meno esperti. Dopo più di trent’anni, La Brinca è Trattoria con Caneva cioè Bottega in Cantina, e anche “scuola”, dove il relatore sta davanti alla platea di tavoli degli Ospiti prenotati  e racconta la sua azienda, il territorio e i vini in degustazione. Arrivo Ospiti ore 20,00 in punto, l’aperitivo sul terrazzo con un po’ di assaggi. Ore 20,40 precisi, tutti seduti in “aula” e si inizia, Al Vino spiegato e assaggiato, seguono la merenda rinforzata, la seconda parte della degustazione e in fine un ricco buffet di dolci servito in piedi nella saletta del camino con il caffè. Dopo il grande successo delle prime serate di “Scuola” ecco altri grandissimi protagonisti del Vino Naturale in Italia.

il Vino in Anfora

Elisabetta Foradori, le Triple A e un pò di Liguria...

Mercoledì 12 Giugno 2019

Il Vino fatto in anfora: il ritorno alle origini. E’ il tema di questa grandissima serata che vedrà ospite d’onore una delle donne più famose del mondo del Vino. Elisabetta Foradori è colei che ha creato un Vino, il Teroldego, e un territorio, la Piana Rotaliana in Trentino. In una zona ritenuta secondaria e da “vini popolari”, ha prodotto nel tempo grandi Vini che hanno fatto la storia di quella regione. Da tempo ha sperimentato la vinificazione in anfora del suo Teroldego e dei suoi splendidi Vini bianchi, dimostrando le straordinarie proprietà di questa tecnica di vinificazione. Da poco è entrata nel grande gruppo delle Triple A e quindi presenteremo anche altri Vini in anfora del mondo creato dalla Famiglia Gargano di Genova. Vini dalla Georgia, dalla Turchia, dalla Catalogna e da... le Cinqueterre! L’altro grande ospite della serata sarà Heydi Bonanini dell’azienda agricola Possa di Riomaggiore, dove presenterà il suo nuovo bianco vinificato in anfora e il suo mitico Sciacchetrà, sempre in anfora!

Dalle 20,00   aperitivo sul terrazzo con

Lezer 2018 teroldego rosato – Foradori, Mezzolombardo 

Manzoni Bianco 2016 magnum – Foradori, Mezzolombardo 

In aula:

Fontanasanta Nosiola 2014 magnum – Foradori, Mezzolombardo

Vin dei Vecci 2018 in anfora (bosco+alb.+verm.)  (anteprima)  – Possa, Riomaggiore

Chardakhi 2017 (chinuri) - Iago Bitarashvili, Kartli  - Georgia 

Keten Gömlek 2015 – Gelveri Udo Hirsh, Cappadocia - Turchia  

Pausa per la merenda rinforzata con

Fuoripista Pinot Grigio 2015 in magnum - Foradori, Mezzolombardo

Tosut 2014 (syrah+garnacha) – Jordi Llorens, Biancafort - Catalogna

e poi si continua in aula con

Morei Teroldego Cilindrica 2016 – Foradori, Mezzolombardo  

Morei Teroldego 2015 in magnum - Foradori, Mezzolombardo 

Sgarzon Teroldego 2015 in magnum Foradori, Mezzolombardo

Cinqueterre Sciacchetrà d.o.c. 2016 – Possa, Riomaggiore 

Finale con i dolci a buffet, caffè e...Arak Chateau Musar (Libano) e Chacha Our Wine (Georgia)

Prezzo a persona € 60,00

Posti disponibili molti limitati...

 

ALTRI GRANDI EVENTI!

 

A Sestri Levante domenica 19 e lunedì 20 maggio prossimo c’è MAREMOSTO, il più grande evento dei Vini e degli Oli di Liguria. Tutto il programma su http://www.maremosto.it/

 

 

PREMIATE TRATTORIE ITALIANE

La doppia cena-evento quest’anno sarà a Isola Dovarese (Cr) alla Crepa della Famiglia Malinverno,                    lunedì 1 e martedì 2 Luglio.

Tutte presenti le 13 Premiate Trattorie con tutti i nuovi ingressi.

Il programma prossimamente su www.premiatetrattorieitaliane.eu

Prenotate direttamente alla Crepa per tempo: posti disponibili molto limitati!

Se volete rivedere il video dell’evento dello scorso anno qui alla Brinca

https://www.youtube.com/watch?v=uJMnZ3BPK1k&feature=youtu.be&fbclid=IwAR1qf3RjSuSXi9HjnvIUjn3zxcRcIIJJiLIgEnRmjnVcTZ7WhP-d7CVR6Ho

 

 

Seguiteci sempre in tempo reale su

facebook La Brinca   e su Instagram La Brinca     

 Come sempre, trovate tutti i nostri menù, aggiornati, su www.labrinca.it , con tutte le novità, a cominciare dal piatto dell'anno 2019, la Torta di Chiavari "Ciài"

 

Un grande saluto a tutti dalla Famiglia della Brinca di Ne!

                                                                            Arrivederci!                                                                                 

 

 

Veleno Ristorante

 

 

 

Veleno Ristorante si trasforma in un’esclusiva Temporary Champagne House firmata Charles Heidsieck e svela in anteprima a Brescia l’opera “No More Room” dell’artista Anna Paola Cibin

 

Siamo lieti di invitarvi a Palazzo Martinoni. La Private Temporary Champagne House firmata Charles Heidsieck. Veleno Ristorante e la Maison Heidsieck nuotano nell’arte con le installazioni dell’artista Anna Paola Cibin.

Vieni a vivere la tua #HeidsieckExperience martedì 14, mercoledì 15 e sabato 18 Maggio dalle ore 11.00 alle 20.30 

Riservate la vostra partecipazione +39 030|6365984 Palazzo Martinoni, Via Gramsci 10 Brescia

Il ristorante di Maurizio Amato e Davide Patruno è un viaggio emozionale che inizia dal gusto per raggiungere l’estasi dei sensi con lo Champagne Charles Heidsieck e porta in città una nuova e stravagante esperienza, sperimentando nuove forme di creatività.

 

Il salotto buono di Brescia ha un indirizzo in più e Palazzo Martinoni martedì 14, mercoledì 15 e sabato 18 Maggio si trasformerà in un’esclusiva Temporary Champagne House: un’ area di degustazione dall’intenso potere magnetico, uno spazio camaleontico che offrirà un’esperienza sensoriale intrisa d’arte e di sapore, un invito a godere l’eccellenza degli champagne della blasonata Maison Charles Heidsieck.

 

Per chi desidera gustare un flûte di Champagne Charles Heidsieck , per tutti gli estimatori delle sue pregiate bollicine, per coloro chedesiderano regalarsi una pausa speciale all’insegna del gusto tra un acquisto e l’altro nel cuore della città, la Temporary Champagne House Veleno rappresenterà un angolo di piacere puro e assoluto.

 

Un progetto inedito che affonda le radici nella dimensione artistica e stravagante dell’artista veneziana Anna Paola Cibin e che riporta alla luce la preziosa arte della tintura e della lavorazione del velluto di seta di Venezia, sua città natale. Le ragioni di questa scelta sono strategicamente innovative: Veleno Ristorante infatti è uno spazio progettato e creato per regalare al visitatore non solo una cucina gourmet tradizionale ma anche esclusive esperienze emozionali ed estetiche , invitandolo all’iniziazione cromatica e polisensoriale , avvolgendolo con sensazioni visive, olfattive, uditive e tattili.

 

Arte, cibo, design: Veleno è un luogo che inebria di stimoli i propriospiti facendogli sperimentare vere e proprie experience in modo originale ed esclusivo, una location che rivoluzionerà l’ospitalità bresciana.

L’installazione ‘’ No More Room in the Lagoon’’, progettata ed esposta sul Canal Grande durante la Biennale d’Arte del 2013, approda a Palazzo Martinoni in Via Gramsci 10 nel cuore del centro storico di Brescia.

 

 

 

 

L’opera è costituita da quattordici grandi pesci che volano dentro un cielo che diventa mare e che si tinge in un caleidoscopio notturno ed è stata realizzata con preziose sete, velluti, broccati e dettagli di vetro di Murano e foglia d’oro, con grandi occhi dipinti che guardano il mondo da altrove.

 

Ogni pesce misura 1,4 mt di lunghezza.

 

 

 

 

La magia dell’arte del velluto e del vetro di Anna Paola Cibin personalizza anche gli interni di Veleno: opere uniche e originali, che reinventano l’uso di antiche polveri per la tintura e la lavorazione del velluto.

 

Le sue grandi installazioni aeree di pesci sono state esposte durante le biennali d’arte, all’aeroporto di Venezia, in numerosi musei come il museo del tessuto a Parigi, al Carrousel du Louvre, alla triennale dell’arazzo a Lodz, a Singapore, Parigi, New York e Londra dove il libro di VelvetLagoonVelvet è entrato a far parte della biblioteca permanente del “Furniture, Textiles and Fashion Department” del Victoria & Albert Museum.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fra i suoi collezionisti: Pierre Rosenberg, Direttore del Museo del Louvre.

Per accredito all'evento e richiesta materiali in alta risoluzione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ';document.getElementById('cloak19c28d4656a5bca8f817bba33bfcbbd0').innerHTML += ''+addy_text19c28d4656a5bca8f817bba33bfcbbd0+'<\/a>'; .

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GRANDE SERATA DA O VITTORIO CON LE GOLOSITA' DELL'ANTOLA E DEI PRESIDI SLOW FOOD

Di Virgilio Pronzati

Foto di Mara Daniela Musante

 

I gemelli Giovanni e Vittorio Bisso con Il Consigliere Regionale Franco Senarega e Daniela Segale Presidente del Parco dell’Antola  

Il ristorante Da O Vittorio di Recco oltre ad essere inserito tra i Locali Storici d’Italia, è una “gran tavola sicura”.  Accoglienza, freschezza delle basi alimentari e saporosità dei piatti, sono da sempre una garanzia.

  I prodotti del Parco dell’Antola

Vittorio e Giovanni Bisso i due gemelli che lo gestiscono al meglio con i loro figli, hanno saputo custodire e trasmettere i valori della famiglia e della cucina lasciatigli dai loro antenati. Un’eredità tutt’altro che facile, sapendo che tutto è nato nel 1860 per merito di Marinin e Vittorio Bisso, gestori di un’osteria con campo da bocce. 

 Mostardella di Vobbia con castagnaccio salato e salsa d’aglio di Vessalico 

Da allora ad oggi sono passate quattro generazioni, ma la quinta è già appaiata ai genitori. Paola, Mattia, Chiara e Federico sono gli alfieri del locale. Innumerevoli i personaggi che ne hanno apprezzato i piatti. Luigi Einaudi e Elettra Marconi. I comici Bramieri, Dapporto e Walter Chiari con cui Luigi, padre di Vittorio e Giovanni, scambiava le barzellette.

Formaggi di latte di Cabannina con miele multiflora dell’Antola e marmellata di rosa e pane cotto in forno a legna 

E ancora Vanda Osiris, il grande Govi, il  Premio Nobel Dario Fo, i cantautori De Andrè e Gino Paoli, gli attori Nino Manfredi, Tognazzi e Vianello, seguiti da tante altre stelle del cinema, della canzone e dello sport. 

 Gnocchi di prescinseua di latte di Cabannina su vellutata di asparagi 

Da O Vittorio fa parte del gruppo di ristoranti che organizzano sin dal 1976 le ormai famose Serate Gastronomiche Recchesi. In occasione dell’edizione 2019, dopo la ghiotta cucina di strada pugliese, il 4 aprile ha deliziato i numerosi clienti con piatti esclusivi realizzati con prodotti dei Presidi Slow Food e Mercati della Terra, e del Parco dell’Antola.      

 La famosa e ghiotta Focaccia di Recco col formaggio IGP 

Una serata caratterizzata da piatti del passato ma quanto mai attuali ed invitanti, che raccontano i rispettivi territori. Si inizia con Spritz allo sciroppo di rose con mostardella di Vobbia, castagnaccio salato e salsa d’aglio di Vessalico.  Si prosegue con Formaggi di latte di Cabannina con miele multiflora  dell’Antola e marmellata alla rosa accompagnati dal pane cotto in forno a legna da Carlo di Montebruno.

 Tagliata di filetto Bio dello stallone di Propata con salsa al dragoncello 

Dopo il graditissimo intermezzo con la Focaccia di Recco col formaggio IGP, Gnocchi di prescinseua di latte Cabannina su vellutata di asparagi (da ricordare). Passando ai secondi piatti, succulenta Tagliata di filetto bio con salsa al dragoncello. 

 Strudel con battuto di petali di rose accompagnato da gelato vaniglia con mou di latte di Cabannina 

Dulcis in fundo, Strudel con battuto di petali di rose accompagnato da gelato vaniglia con mou di latte di Cabannina. Il tutto accompagnato da Dolcetto d’Alba 2015-2016 e Barbera d’Alba 2014 dell’azienda  Borgogno di Barolo, seguiti dall’Amaro Balletin e caffè.  

Vittorio Bisso fa servire l’irrinunciabile Focaccia di Recco col formaggio IGP 

Nella riuscita serata, condotta da Daniela Bernini e Paola Bisso, ci sono stati vari interventi, di cui quello più significativo, della Presidente del Parco dell’Antola Daniela Segale. Ad allietare i numerosi presenti, la musica e le canzoni dei bravi canterini in costume, I Zenexi.  

 Il quartetto dei canterini I Zeneixi con al centro la D. ssa Mara Daniela Musante 

Le aziende dei prodotti impiegati nella cena:

Salumificio Torrigino, Cooperativa Apicoltori Alta Valle Trebbia, L’Ommu Sarvegu di Pentema,  le Aziende agricole A Cimma, Pensa e Bio (Scolaro),  Antico forno Da Carlo, Stallone di Propata.

 

GOLOSITA' PUGLIESI AL VITTURIN 1860

Di Virgilio Pronzati

Foto di Pietro Bellantone

  

Giambattista Squarzati mentre sta farcendo la focaccia di Recco col formaggio IGP 

 

Recco è sicuramente uno dei migliori esempi della laboriosità, tenacia e spirito imprenditoriale della gente ligure. Completamente distrutta dalla guerra (seconda dopo Montecassino) e privata delle comunicazioni viarie con i paesi vicini, Recco ha saputo risorgere e costruirsi nel tempo una solida economia basata su prodotti dell’artigianato e in gran parte sulla ristorazione, tanto da divenire l’attuale capitale gastronomica della Liguria. Dalle semplici locande e chioschi nella metà dell’Ottocento, si è passati alle trattorie ad inizio del Novecento e,  a buoni ristoranti già negli anni ’70-80. Solare cittadina di poco meno di 10 mila abitanti, Recco può vantare  ben tre ristoranti ultracentenari tra cui il Vitturin  1860. 

Quelli delle bombette: Paolo Ottaviani, Stefania Pampolini e Francesco Biasi

 

Era appunto quell’anno che Caterina Crovetto e il marito Gianbattista Badaracco antenati degli attuali patron, iniziarono un'avventura lunga sei generazioni. Nel 1961 fu la figlia Rita, assieme al marito Lino Squarzati, ad aprire una nuova trattoria dal grande forno a legna, dove i clienti potevano osservare tutte le fasi di preparazione della sempre più apprezzata focaccia di Recco. Negli anni Venti, l'osteria fu ribattezzata “Vitturin”, dal soprannome di Vittorio Carbone, che nel 1915 aveva sposato la nipote di Caterina e Gianbattista. Sotto il pergolato durante l'estate, Vitturin e la moglie servivano agli ospiti i ripieni e le torte fatte con le melanzane e le zucche del proprio orto, focaccia al formaggio, torta pasqualina e di riso.

 

La focaccia di Recco col formaggio IGP  di Vitturin

 

Dal forno arrivavano anche i profumi della carne e del pesce alla brace, che si mescolavano alla fragranza delle ricette a base di pesto, verdure e salsa di noci.Rita si dimostrò un’imprenditrice dal grande intuito e lungimiranza quando nel 1975 trasferì l’attività sul lato opposto della strada in un locale per i tempi e dotato di tutti i confort. Fu Rita a imporre una netta separazione tra le sale e la cucina, quest’ultima allestita al piano inferiore e comunicante con la sala principale tramite una ruota passa vivande che accelerava il servizio mantenendo calde e fragranti le vivande.  La ruota è tutt’ora utilizzata. Nel corso degli anni Vitturin ha sempre accresciuto il prestigio della propria cucina, arricchita di specialità sempre nuove, come la 'pizzata', la focaccia con salsa di pomodoro che Vitturin è stato tra i primi a proporre, così come la focaccia di Recco col pesto alla genovese.

La tavola della stampa

 

Oggi alla guida del ristorante Vitturin c’è Giambattista Squarzati coadiuvato dalla moglie Laura, che porta avanti una tradizione iniziata ben 168 anni fa, frutto del lavoro di sei generazioni.  Un locale dallo stile moderno ma accogliente, luminoso e confortevole, dove oltre ai classici piatti liguri, trovano posto altri rivisitati ed innovativi, realizzati dallo chef Cesare Ronco con prodotti di qualità e stagionali.  Un’ ampia carrellata di golosità derivate da freschissimo pescato, tagli pregiati di carni ovine e bovine, ghiotti funghi porcini e ovoli, tartufi d’Albe e irrinunciabili dolci, il tutto abbinato a selezionati vini da scegliere da una ricca carta. In occasione della quarantatreesima edizione delle Serate gastronomiche recchesi, dedicate a Gianni Carbone, tutti i ristoranti del consorzio hanno proposto, oltre che i propri piatti, le ghiottonerie delle cucine da strada siciliana, pugliese e abruzzese, e le specialità agroalimentari dei Presidi Slow Food e i Mercati della Terra.

 

Il patron del Vitturin con un cono di bombette della Val d’Itria

 

Vitturin nella serata del 21 marzo ha proposto il meglio della cucina pugliese. Dopo l’aperitivo Rosita,  polpette di pane con acciughe, antipasto di mare con zucchine ripiene di palamita, cozze arraganate (con pane grattugiato e cotte al forno), alici marinate alla pugliese, pane tradizionale dell’Alta Murgia. Intermezzo con l’irrinunciabile focaccia di Recco col formaggio IGP, seguita  da un classico della cucina di strada pugliese: Cono di bombette pugliesi con pane tradizionale dell’Alta Murgia e verdure alla piastra. Cosa sono le bombette? Fettine di capocollo fresco farcite con salume stagionato, canestrato, sale e pepe, unite con un spiedo di legno e cotte su una griglia con carbone di legna.  Appena cotte, sono servite in un cono come le caldarroste. Dolce, sporcamuss: millefoglie alla crema pasticcera e zafferano. Il tutto a 35 euro e sposato a buoni vini bianchi e rossi pugliesi.  Non solo. Ad ogni cliente è stato dato in dono un calice da degustazione con inciso il bozzetto della prima edizione del 1976.   

Da sin. Paolo Ottaviani, Francesco Biasi, Laura e Giambattista Squarzati, Daniela Bernini e Stefania Pampolini

DATTITEMPO

Il Palato Italiano alla Milano Design Week con DATTITEMPO

 

Lo chef Filippo Sinisgalli e la sua brigata tornano con DATTITEMPO per curare la proposta culinaria di Materials Village. Un “food-stop” d’eccellenza che guiderà i visitatori del Fuorisalone alla scoperta di un approccio nuovo alla cucina d’autore

 

Materials Village | 8-14 aprile

Superstudio Più | Via Tortona 27, Milano

 

Dopo il grande successo riscosso in occasione della Milano Fashion Week, Il Palato Italiano sarà presente con DATTITEMPO anche alla Milano Design Week, l’atteso appuntamento internazionale che ogni anno anima il capoluogo lombardo.

 

Negli spazi verdi di Materials Village, nel cuore del Tortona District, sarà allestito DATTITEMPO, il temporary food de Il Palato Italiano, realtà impegnata nella valorizzazione e nella divulgazione dell’arte culinaria italiana. 

 

DATTITEMPO è un invito a dedicarsi del tempo di qualità: dimenticare per un momento la frenesia di tutti i giorni e lasciarsi condurre alla scoperta dei veri sapori italiani. Un food-concept innovativo e punto di incontro per tutti gli amanti del design che vorranno concedersi una pausa dal viavai convulso della Design Week milanese per sperimentare un food-stop d’autore, dove condividere esperienze, sapori e piaceri diversi ogni giorno all'insegna del mangiare bene, sano e responsabile.

 

Leilha Tartari Pucci

 

 

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