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CONSORZI VINO

L’ALTA LANGA DOCG A MARE&MOSTO, SESTRI LEVANTE 19-20 MAGGIO 2019  

 

 

 Il Consorzio Alta Langa sarà l’ospite istituzionale di questa V edizione di Mare&Mosto, la più grande rassegna regionale dedicata al vino e all’olio ligure, giunta alla V edizione, che si terrà all’Ex Convento dell’Annunziata di Sestri Levante domenica 19 e lunedì 20 maggio.

 

L'ALTA LANGA DOCG È LO SPUMANTE BRUT STORICO DEL PIEMONTE - Una denominazione dalla produzione contenuta, con una storia molto lunga: fu il primo metodo classico a essere prodotto in Italia, fin dalla metà dell’Ottocento, nelle “Cattedrali Sotterranee”, dal giugno 2014 riconosciute Patrimonio dell’Umanità Unesco.

È fatto di uve Pinot Nero e Chardonnay, in purezza o insieme in percentuale variabile; può essere bianco o rosé, brut o pas dosé e ha lunghissimi tempi di affinamento sui lieviti, come prevede il severo disciplinare: almeno 30 mesi. L’Alta Langa è esclusivamente millesimato, riporta cioè sempre in etichetta l’anno della vendemmia.

L’Alta Langa bianco ha sfumature da giallo paglierino a oro intenso e aromi che ricordano la frutta bianca e gli agrumi con sentori di crosta di pane. Al palato è armonico, caratterizzato da una delicata sapidità.

L’Alta Langa rosé ha un colore rosa cipria o più marcato quando è giovane, l’intensità aromatica tipica del Pinot Nero, con profumi che spaziano dal pompelmo alle spezie, un gusto equilibrato, ampio e lungo in cui si ritrova la sapidità caratteristica dell’Alta Langa Docg.

 

LE TERRE DELL’ALTA LANGA DOCG - Un territorio che guarda le cime innevate delle Alpi e respira il mare. Una terra che raccoglie l’eredità conservata dagli avi, mantenuta intatta per molto tempo senza subire trasformazioni radicali come è avvenuto invece nelle basse colline. L’Alta Langa è una zona preziosa, fragile, da sostenere, in cui salvaguardare la biodiversità. Terra letteraria, terra straordinaria di resistenze - di guerre e di culture -, che ha fatto fronte ai cambiamenti e li ha assecondati, senza perdere il suo bagaglio di memoria e la sua forte identità.

 

IL CONSORZIO ALTA LANGA DOCG - Quello dell’Alta Langa è oggi un Consorzio molto attivo: conta più di 100 soci complessivamente di cui 25 produttori coinvolti nello sviluppo di un vino, di una denominazione e di un territorio. Tutti legati da una grande scommessa: quella di un vino che non sarà pronto prima di sei anni dall’impianto e che per questo deve necessariamente essere un vino importante.

 

I NUMERI DELL'ALTA LANGA DOCG:

103 soci
 del Consorzio

78 vigneron
25 case spumantiere

1.500.000 kg di uva prodotta dalla vendemmia 2018
1.300.000 di bottiglie prodotte dalla vendemmia 2018

Maggio 2019

  

Marianna Natale

 #DrinkAlsace

 

 

#DrinkAlsace in Tour
È in partenza il viaggio in quattro tappe dedicato ai vini d’Alsazia


Milano, 8 maggio 2019 – #DrinkAlsace in Tour è il percorso alla scoperta dei vini d’Alsazia che si organizzerà in quattro tappe in altrettante città italiane con l’obiettivo di far scoprire i meravigliosi vini di questa regione, i terroir che la caratterizzano, le tradizioni e le storie ad essi legate. 
 
Un viaggio, quello dei bianchi alsaziani, condotto da Andrea Zarattini – Ambasciatore dei Vini d’Alsazia in Italia, che avrà il compito di guidare i professionisti locali durante le masterclass e il pubblico al momento dell’aperitivo nella degustazione dei vini che spazieranno dalle AOC ai Lieu – Dit sino ai Grands Crus.
 
Ogni appuntamento si caratterizza per tre momenti forti che avranno il compito di coinvolgere un pubblico diverso: due masterclass rivolte ai professionisti di settore, enotecari e ristoratori, ma anche i sommelier delle diverse associazioni di sommellerie italiane, per proseguire con l’aperitivo, il momento conviviale della giornata, in cui i wine – lover potranno curiosare tra le diverse referenze proposte accompagnati nell’assaggio dai consigli di tutta la squadra del #DrinkAlsace in tour. 
 
Si comincia da Torino martedì 14 maggio presso l’Enoteca e Osteria Rabezzana in Via Francesco d’Assisi 23/C: due masterclass, una alle ore 15.00 e una alle ore 17.00 guideranno i presenti alle scoperta del Riesling, del Gewurztraminer e del Crémant d’Alsace del Domaine Charles Frey, del Domaine Sipp Mack e del Domaine Willm.
 
Si prosegue con Verona lunedì 17 giugno e a seguire il 1 luglio nuovamente in Piemonte, mentre il 9 settembre Vini d’Alsazia saranno in Veneto a Padova. Tutti i rendez – vous si caratterizzeranno per vini di produttori alsaziani diversi già distribuiti sul mercato italiano.
 
L’iniziativa #DrinkAlsace in Tour poggia le sue basi proprio su un mercato, quello italiano, che da sempre è di grande interesse per la regione francese. I dati export sull’Italia sono decisamente positivi: ad oggi per tutte le AOC si riscontra un + 16,2% in volume rispetto al 2017 con 4 500 hl tradotto in bottiglie siamo a 600 000 ossia 50 000 casse da 12 bottiglie esportate di cui 3 300 hl (+ 21,4%) di vino fermo e 1 200 hl (+ 4,2%) di Crémant d’Alsace. Il tutto tradotto in valore si aggira intorno a + 15,7% per tutte le AOC.
 
Senza dimenticare il seguito di fan italiani sulla pagina Facebook, AlsaceWines Official: oltre 13.100 in tutto, un dato che si traduce nella seconda community internazionale che segue i vini d’Alsazia. Un numero destinato a crescere!
 
 


#DrinkAlsace
 
FB /AlsaceWinesOfficial – TW @AlsaceWines
YT /WinesofAlsace – IN @VinsAlsace
 
www.vinsalsace.com
 

 

Le attività di comunicazione e promozione dedicate ai Vini d’Alsazia rientrano nel piano delle iniziative volute e promosse dal CIVA, Conseil Interprofessionnel Vins d’Alsace, che ha l’obiettivo di rafforzare la conoscenza rispetto ai vini del territorio e alle caratteristiche che li contraddistinguono attraverso iniziative rivolte sia ai professionisti di settore che al pubblico italiano. 
 
Per maggiori informazioni:
 
Alessandra Zaco                                             CIVA - Conseil Interprofessionnel Vins d'Alsace
Tel. 339 6534643                                                               12 avenue de la Foire aux Vins

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.          BP 11217 - F- 68 012 COLMAR Cedex

 

#DrinkAlsace in Tour
È in partenza il viaggio in quattro tappe dedicato ai vini d’Alsazia
 
Milano, 8 maggio 2019 – #DrinkAlsace in Tour è il percorso alla scoperta dei vini d’Alsazia che si organizzerà in quattro tappe in altrettante città italiane con l’obiettivo di far scoprire i meravigliosi vini di questa regione, i terroir che la caratterizzano, le tradizioni e le storie ad essi legate. 
 
Un viaggio, quello dei bianchi alsaziani, condotto da Andrea Zarattini – Ambasciatore dei Vini d’Alsazia in Italia, che avrà il compito di guidare i professionisti locali durante le masterclass e il pubblico al momento dell’aperitivo nella degustazione dei vini che spazieranno dalle AOC ai Lieu – Dit sino ai Grands Crus.
 
Ogni appuntamento si caratterizza per tre momenti forti che avranno il compito di coinvolgere un pubblico diverso: due masterclass rivolte ai professionisti di settore, enotecari e ristoratori, ma anche i sommelier delle diverse associazioni di sommellerie italiane, per proseguire con l’aperitivo, il momento conviviale della giornata, in cui i wine – lover potranno curiosare tra le diverse referenze proposte accompagnati nell’assaggio dai consigli di tutta la squadra del #DrinkAlsace in tour. 
 
Si comincia da Torino martedì 14 maggio presso l’Enoteca e Osteria Rabezzana in Via Francesco d’Assisi 23/C: due masterclass, una alle ore 15.00 e una alle ore 17.00 guideranno i presenti alle scoperta del Riesling, del Gewurztraminer e del Crémant d’Alsace del Domaine Charles Frey, del Domaine Sipp Mack e del Domaine Willm.
 
Si prosegue con Verona lunedì 17 giugno e a seguire il 1 luglio nuovamente in Piemonte, mentre il 9 settembre Vini d’Alsazia saranno in Veneto a Padova. Tutti i rendez – vous si caratterizzeranno per vini di produttori alsaziani diversi già distribuiti sul mercato italiano.
 
L’iniziativa #DrinkAlsace in Tour poggia le sue basi proprio su un mercato, quello italiano, che da sempre è di grande interesse per la regione francese. I dati export sull’Italia sono decisamente positivi: ad oggi per tutte le AOC si riscontra un + 16,2% in volume rispetto al 2017 con 4 500 hl tradotto in bottiglie siamo a 600 000 ossia 50 000 casse da 12 bottiglie esportate di cui 3 300 hl (+ 21,4%) di vino fermo e 1 200 hl (+ 4,2%) di Crémant d’Alsace. Il tutto tradotto in valore si aggira intorno a + 15,7% per tutte le AOC.
 
Senza dimenticare il seguito di fan italiani sulla pagina Facebook, AlsaceWines Official: oltre 13.100 in tutto, un dato che si traduce nella seconda community internazionale che segue i vini d’Alsazia. Un numero destinato a crescere!
 
#DrinkAlsace
 
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YT /WinesofAlsace – IN @VinsAlsace
 
www.vinsalsace.com
 

Le attività di comunicazione e promozione dedicate ai Vini d’Alsazia rientrano nel piano delle iniziative volute e promosse dal CIVA, Conseil Interprofessionnel Vins d’Alsace, che ha l’obiettivo di rafforzare la conoscenza rispetto ai vini del territorio e alle caratteristiche che li contraddistinguono attraverso iniziative rivolte sia ai professionisti di settore che al pubblico italiano. 
 
Per maggiori informazioni:
 
Alessandra Zaco                                             CIVA - Conseil Interprofessionnel Vins d'Alsace
Tel. 339 6534643                                                               12 avenue de la Foire aux Vins

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TRENTODOC A NAPOLI PER WINE&THECTY

 

Sette riserve introvabili del metodo classico di montagna in una memorabile degustazione guidata dal miglior sommelier d’Italia.

 

Gran Caffè Gambrinus | Giovedì 9 maggio ore 17.30 >19.30

 

Trentodoc porta a Napoli, in occasione di Wine&Thecty, sette riserve introvabili delle bollicine di montagna. A guidare la degustazione, nella sala dello storico Gran Caffè Gambrinus, sarà Maurizio Filippi, Miglior Sommelier d’Italia AIS 2016, con Tommaso Luongo Delegato Ais di Napoli. Nei calici sette etichette delle 53 case spumantistiche, che oggi producono con il marchio Trentodoc e che sottoscrivono il severo disciplinare di produzione: si tratta di riserve di raffinata eleganza, annate 2010, 2009, 2007, 2006 e 2004, per un tasting memorabile. Per la prima volta l’Istituto Trento Doc partecipa a Wine&Thecity e con un evento di alto profilo per raccontare tradizione, territorio, innovazione e qualità dell’unico metodo classico di montagna, primo in Italia ad aver ottenuto la DOC.

 

Lo spumante Trentodoc nasce da uve esclusivamente trentine e attentamente selezionate - prin­cipalmente Chardonnay, Pinot nero ma anche Pinot bianco e meunier - coltivate fino a 900 metri di altitudi­ne. È ottenuto con il metodo della rifermentazione in bottiglia e un prolungato contatto con i lieviti. Più di un marchio, di una denominazione, di un’etichetta, di un progetto: Trentodoc è un sentimento preserva­to da generazioni di viticoltori trentini che trasformano grappoli unici in bollicine di grande qualità rispettan­do il passato e volgendo lo sguardo all’innovazione. Trentodoc è l’espressione diretta della terra che lo produce: un metodo classico prodotto in Trentino, un territorio caratterizzato da grande varietà climatica e altitudini diverse.

 

La degustazione organizzata per Wine&Thecity presso il Gran Caffè Gambrinus di piazza Trieste e Trento, dal 1860 icona di eleganza e cultura della città di Napoli, è un’occasione unica per gli operatori del settore – enotecari, ristoratori e  sommelier - che desiderano esplorare lo stile e le caratteristiche dell’unico metodo classico di montagna. La partecipazione è ad ingresso libero e solo su prenotazione. I posti sono limitati e riservati agli operatori del settore.

Pani dell’Antico Panificio Antonio Rescigno.

 

Info e prenotazioni Tel. 081 681505

 

I NUMERI DI TRENTODOC

800 ettari è la superficie totale di produzione dedicata alla Doc Trento
4 i vitigni Trentodoc: Chardonnay, Pinot nero, Pinot bianco, Pinot meunier

53 le case spumantistiche Trentodoc che fanno parte dell’Istituto Trento Doc

10 mila ettari è la superficie vitata trentina (8% utilizzata per uva base spumante)

9 milioni sono le bottiglie vendute nel 2017

100 milioni il fatturato complessivo Trentodoc
15 mesi è il periodo di maturazione minimo sui lieviti per un Brut

24 mesi è il periodo di maturazione minimo per un Millesimato
36 mesi è il periodo minimo di maturazione per una riserva

 

 

Tutti i produttori allungano di molto la permanenza sui lieviti rispetto al tempo previsto dal disciplinare, anche fino a dieci anni e più.

A VINITALY E’ #OVADAREVOLUTION

 

 

 

“2019 Anno del Dolcetto” Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG, un Anno da protagonista

Nell’’Anno del Dolcetto’, il Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG è in prima linea per affermare il ruolo di questo vitigno piemontese.A Vinitaly, martedì 9 aprile alle 14.00, il racconto dell’Ovada Revolution con una degustazione di annate recenti e longeve dell’Ovada DOCG: un viaggio nel tempo nell’arco di tre decenni, fino al 1991

 

L'onda nuova dell'Ovadese avanza con passione per riportare il Dolcetto al suo prestigio originario, oltre i luoghi comuni. Ne è protagonista il sorprendente Ovada DOCG in occasione del Progetto "2019 - Anno del Dolcetto” lanciato dalla Regione Piemonte per riportare alla ribalta la potenzialità di un vitigno storico tra i più tipici del Piemonte e coltivato diffusamente in tutto il territorio regionale.

Il Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG – Pad 10 stand H3 isola 1 - ha fatto squadra con l’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato e con le diverse realtà e istituzioni pubbliche e private del territorio ovadese per dare luogo a una piccola rivoluzione, anche di comunicazione. 

 

Per troppo tempo considerato un vino facile, "di pronta beva", – sostiene Italo Danielli, Presidente del Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG – “il Dolcetto è un vitigno che invece ha potenzialità intrinseche per stare al fianco dei grandi rossi piemontesi famosi in tutto il mondo. Con il nostro Ovada DOCG vogliamo dimostrarne la grande versatilità”.

 

L'appuntamento è martedì 9 aprile alle 14 nell'Area Istituzionale Regione Piemonte - Pad. 10 Area G2 dove, con la conduzione di Fede & Tinto di Decanter e in collaborazione con i Sommelier AIS Piemonte, avrà luogo una ‘degustazione narrativa’ cui parteciperanno i diversi protagonisti, tra cui la Regione Piemonte con l'Assessore all’Agricoltura Giorgio Ferrero; Piemonte Land con il Presidente Filippo Mobrici; il Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG e l’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato, rispettivamente rappresentati dai Presidenti Italo Danielli e Mario Arosio. Si illustreranno le sinergie attivate per promuovere l'Ovada DOCG, puntando a fare sistema e rilanciare l’economia del territorio partendo dal vitigno che vi affonda le radici, all’insegna della qualità e dell’accoglienza, quindi in prospettiva all’Enoturismo.

 

In prima linea la nuova generazione di Produttori dell'Ovada DOCG, costituitasi in Consorzio nel 2013 e che partecipa a Vinitaly per la prima volta, con un viaggio nel tempo nell’arco di tre decenni, degustando le produzioni più recenti datate 2017 e 2016, passando per agli anni 2011 e 2004, fino a bottiglie datate 1998 e 1991.

 

 

I produttori dell’Ovadese, la zona più vocata per i vini Dolcetto “di struttura” – afferma Daniele Oddone, Vicepresidente del giovane Consorzio - “negli ultimi decenni hanno privilegiato una produzione con vendita a breve termine, a pochi mesi dalla vendemmia. Ma il vitigno Dolcetto ha caratteristiche tali da poter produrre vini eccellenti e longevi”; ed è per perseguire questa strada che una trentina di Produttori, principalmente rappresentati dalle nuove generazioni di viticoltori del territorio, hanno deciso di costituirsi in Consorzio e avviare l’Ovada Revolution.

 

Abbiamo unito le forze e gli sforzi -il vitigno Dolcetto non è semplice da coltivare-” - conclude Oddone – “e ne abbiamo fatto un grande vino, ricco di piacevoli sorprese”.

 

L’Ovada Revolution è espressione di una sinergia a tutto campo, come evidenzia Mario Arosio – Presidente dell’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato: “L’Anno del Dolcetto è un’occasione unica e importantissima, l’ovadese ha la possibilità di far conoscere tutte le sue eccellenze e di presentarsi ad una platea ampia e qualificata. Lavoreremo per far sì che il territorio viva questo appuntamento come fossero le nostre Olimpiadi, non ci fermeremo ad includere solamente il mondo vitivinicolo. Tutto l’ovadese dovrà sentirsi partecipe e riscoprire l’orgoglio dell’appartenenza e l’Ovada DOCG può davvero essere la nostra bandiera. Le Enoteche Regionali in Piemonte hanno una funzione strategica molto importante ed in particolare quella di Ovada. Questi enti non devono essere incentrati solamente sulla vendita dei vini ma svolgere una funzione essenziale nel progettare, insieme ai territori, nuove strategie volte alla promozione e valorizzazione del settore turistico e più in generale dello sviluppo locale. L’Enoteca Regionale di Ovada rappresenta ventuno comuni e una cinquantina di Soci produttori, una rete ampia e qualificata che dovrà assumere un ruolo sempre più strategico, anche grazie al decisivo supporto della Regione Piemonte”.

 

 

 

 

LE CARATTERISTICHE DELL’OVADA DOCG

Le specifiche caratteristiche dei terroir dell’Ovadese e il particolare microclima della zona danno vita a un vino di notevole struttura, caratterizzato da robustezza e forza - più alcol, più tannini - e non di rado da più acidità. Dal sapore concentrato e persistente, proprio per la maggior struttura l’Ovada DOCG è caratterizzato anche da una spiccata attitudine all’invecchiamento. Il vento marino che soffia dalla Liguria attraverso i filari arricchisce l’uva di profumi mediterranei, di sapidità e mineralità. Ha un colore rosso rubino intenso, con tonalità di mora. Esprime percezioni vinose e fruttate, soprattutto in fase giovanile, con sentori di prugne e ciliegie nere, a volte quasi con ricordi di cacao. Poi evolve progressivamente verso una notevole complessità, con sentori di spezie, mandorle e cioccolato amaro. 

 

 

Caratteristiche che si sposano perfettamente anche con la cucina stellata di Tommaso Arrigoni, Chef di “Innocenti Evasioni” di Milano (1 stella Michelin), che propone l’Ovada DOCG come abbinamento ottimale al suo ‘agnello al succo di ciliegie’, in carta nel menu di Pasqua. Arrigoni sostiene che “Il Dolcetto è un vino che va usato, al contrario di quello che si può pensare, per accompagnare piatti ‘di struttura’ che hanno bisogno di un vino in grado di supportarli ed esaltarli, come guancia brasata, carni rosse pregiate e appunto la carne di agnello”.

 

“… Non ha veramente nulla [il Dolcetto a Ovada] del Dolcetto delle Langhe. Lo si distingue da maggior profumo, maggiore gradazione, maggiore densità e una maggiore possibilità di invecchiamento.”

 

Mario Soldati, Vino al vino

 

Ufficio Stampa Consorzio Tutela Ovada DOCG

The Round Table - Milano

 

Chiara Fossati / Mob: +39.347.7362313 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

“Consorzio Vino Chianti” & Ipssar Datini

 

 

Studenti a lezione di promozione, in cattedra il Consorzio Vino Chianti

Presentazione del “Protocollo d’Intesa” tra “Consorzio Vino Chianti” e  capofila della rete “Progetto Made In Italy”

 

Dal Vinitaly fino in Cina, lezioni pratiche di promozione enogastronomica per gli studenti dell’Ipssar “F. Datini” di Prato e del “Saffi” di Firenze. Grazie a un protocollo di intesa siglato tra l’Istituto Datini e il Consorzio Vino Chianti i ragazzi potranno partecipare attivamente ai più prestigiosi eventi promozionali e vedere da vicino l’attività di promozione e di valorizzazione della denominazione.

L’Istituto pratese è capofila della rete “Progetto Made in Italy”, una associazione di Istituzioni scolastiche operanti nel settore dell’enogastronomia e ospitalità alberghiera che ha lo scopo di realizzare attività formative e di apprendimento tramite il contatto con realtà di eccellenza dell’economia ed il mondo del lavoro.

 

“Il potenziale motivante di queste nostre attività in varie nazioni del mondo è enorme sia sugli allievi che sui docenti” dichiara il Dirigente del “Datini” Daniele Santagati, orgoglioso di aver dato l’avvio, con la rete della quale è capofila, ad un processo di internazionalizzazione dell’Offerta Formativa che coinvolge numerose omologhe scuole d’eccellenza di tutto il territorio nazionale e che è un punto di riferimento per chiunque voglia approcciarsi a queste buone pratiche. Santagati prosegue affermando che tutto il sistema del “Made in Italy” possa trovare nelle migliori realtà scolastiche potenti alleati, caratterizzati da grande entusiasmo e inesauribili risorse umane. 

 

Negli eventi previsti all’interno della collaborazione fra il Consorzio Vino Chianti e l’Istituto Datini di Prato, i ragazzi parteciperanno attivamente alle più importanti attività di promozione enologica con gli espositori con attività di allestimento sala, servizio agi intervenuti, etc. In alcune occasioni all’estero si procederà anche all’allestimento di corner e alla preparazione di piatti tipici della cucina toscana/italiana che saranno serviti agli intervenuti. L’enogastronomia utilizzata come biglietto da visita del Made in Italy. Il primo appuntamento è previsto a Verona, dal 7 al 9 aprile, per il Vinitaly; si prosegue poi, in Cina, a Guangzhou dal 3 al 5 giugno.

 

“Vogliamo dare ai giovani uno strumento in più per migliorare la propria preparazione - commenta Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti - La professionalità non si improvvisa, soprattutto nel campo delle eccellenze enogastronomiche e del Made in Italy. Siamo contenti di poter contribuire a formare gli operatori e gli esperti di domani, dando loro l’opportunità di vedere da dietro le quinte quanto lavoro c’è nell’attività di promozione e valorizzazione di un prodotto di qualità come il Chianti.

 

Consorzio Vino Chianti 

Tel. +39 055 -333600

  

Lorenzo Galli Torrini

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