NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
image1 image2 image3 image3

CONSORZI VINO

DOC MAREMMA TOSCANA: IN UN 2023 COMPLICATO L’IMBOTTIGLIATO REGGE

 

 

Unica, tra le DOP Toscane più importanti, con segno positivo nell’annata 2023.  Bene la performance del Vermentino che rappresenta ora il 32% del totale della produzione. Ciliegiolo: altro autoctono che suscita attenzione da parte del mercato

La DOC Maremma Toscana ha concluso l'anno 2023 con l’imbottigliamento che segna un +1,54% rispetto allo scorso anno consolidando la sua posizione di Denominazione particolarmente dinamica nel panorama vinicolo nazionale nonostante l’annata molto complicata dal punto di vista dei mercati.

 

Anche se i dati dell’imbottigliato non rappresentano i dati di vendita, il nostro piccolo incremento testimonia la costante crescita e l'impegno degli operatori del settore nella valorizzazione dei vini maremmani”, spiega Francesco Mazzei presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana. “ In uno scenario nazionale che vede il settore in flessione – con la stessa Toscana che cala circa del 7% - possiamo ritenerci abbastanza soddisfatti seppur con qualche preoccupazione; la nostra è una Denominazione giovane che da qualche anno spicca per dinamicità, vi è molto interesse da parte dei consumatori in cerca di novità e questo credo giochi a nostro favore, oltre a produrre vino in uno dei territori più belli e incontaminati di tutto il Paese” racconta Mazzei convinto che l’ampia proposta di vini bianchi e rosati, di grande qualità, possa essere una carta vincente per soddisfare i nuovi trend di consumo che vanno appunto anche in questa direzione.

 

“È stata davvero un’annata complicata dal punto di vista dei mercati che hanno rallentato quasi ovunque; così come confermano gli ultimi dati dell’Osservatorio Economico del Consorzio che parlano di vendite in calo anche nell’ultimo trimestre dell’anno appena concluso” aggiunge Mazzei che, con un moderato ottimismo, fa un’analisi dello scenario di settore affermando che: “ Una delle cause principali del rallentamento dei mercati è stata l’erosione delle scorte dovuta all’incremento dei tassi di interesse, che speriamo possano iniziare a scendere nei prossimi mesi”.

 

Per quanto riguarda l’imbottigliato 2023, andando nel dettaglio delle singole tipologie, è il Vermentino a registrare la performance migliore. “Tra versione “di base” e tipologia Superiore, di recente introduzione, il Vermentino arriva a toccare la cifra record di 16.573 ettolitri per oltre 2.200.000 bottiglie, rappresentando il 32% del totale della DOC. Questo risultato è ancora più significativo considerando che l'anno precedente aveva chiuso con 14.119 ettolitri. Il Vermentino si conferma non solo come la tipologia più imbottigliata della Maremma Toscana ma registra anche il dato più alto di sempre, superando i 15.025 ettolitri del 2022”, conferma Luca Pollini direttore del Consorzio.

 

Al secondo posto in termini di quantità troviamo la tipologia Rosso che, considerando anche il Rosso Riserva, arriva a 14.889 ettolitri. Questi numeri indicano appunto una varietà di scelte apprezzate dai consumatori, evidenziando la diversificazione delle tipologie prodotte sul territorio. Un'ulteriore nota positiva è rappresentata dall'aumento del Ciliegiolo, seppur con quantità decisamente inferiori (3.163 ettolitri) rispetto alle tipologie citate prima, che consente a questo vino – che sta riscuotendo sempre più interesse – di posizionarsi al quarto posto tra le tipologie della DOC.

 

La costante ricerca della qualità e l'impegno dei viticoltori del territorio posizionano la Maremma Toscana tra le destinazioni vinicole più attrattive soprattutto per chi presta attenzione all’enoturismo sostenibile: qui la viticoltura è infatti inserita in un contesto ambientale meraviglioso dove regna la biodiversità e dove vi è una pressoché totale assenza di industrie”, racconta Mazzei.

La provincia di Grosseto – dove si sviluppa la DOC - è un esempio vivente di natura conservata e ormai da anni i mari della costa sono riconosciuti come i più puliti d’Italia. La viticoltura ben si inserisce in questa cornice senza risultare invasiva: su 450.000 ettari di superficie totale, infatti, oltre 200.000 sono occupati da boschi (per quasi l'80% da boschi di latifoglie), 55.000 da seminativi, leguminose e altre colture agricole, 16.500 da oliveti e solo il 2% (per 9.000 ettari) da vigneto. Altro dato importante, che pone la Maremma come territorio tra i più "green" della Toscana, è la percentuale di terreni condotti con metodo biologico o in conversione al Bio rispetto al totale della SAU (superficie agricola utilizzata), ben il 44% contro una media toscana che non arriva al 40%, con 2.829 aziende BIO su 9.845 presenti in tutta la Regione.

 

Nel 2023 il progetto Virtual Telescope ha dichiarato che in Maremma Toscana si trova il cielo notturno più puro e stellato dell'Italia peninsulare, per via delle caratteristiche rurali del territorio che determinano una quasi totale assenza di inquinamento luminoso, insomma, una vera e propria oasi delle stelle. Tutto ciò contribuisce al mantenimento della biodiversità.

 

Oggi il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana conta 467 aziende associate, di cui 350 viticoltori, 1 imbottigliatore e 116 aziende che vinificano le proprie uve e imbottigliano i propri vini - per un totale di circa 7 milioni di bottiglie prodotte all’anno. La DOC Maremma Toscana è la sesta tra le Denominazioni Toscane per imbottigliamento

 

Simonetta Gerra

VIRTUAL TASTING “LE RIVE: 43 MENZIONI GEOGRAFICHE A TUTELA DELLA QUALITÀ”

 
 
✨ 14 marzo 2024 

Il termine “Riva” indica, nella parlata locale, le pendici delle colline scoscese che caratterizzano il Conegliano Valdobbiadene. Il Rive, infatti, è prodotto esclusivamente con uve provenienti da un unico Comune o frazione di esso, per esaltare le caratteristiche che il territorio conferisce al vino.

Il Virtual Tasting “Le Rive: 43 menzioni geografiche a tutela della qualità” è un’opportunità per esplorare la diversità e l’eccellenza del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG attraverso le molteplici sfumature che queste sottozone offrono.

Durante questo viaggio virtuale, esploreremo le influenze climatiche, i suoli distintivi e le tradizioni locali che contribuiscono a plasmare il profilo organolettico di questa tipologia di spumante, degustando tre Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg provenienti prodotti in tre diverse “Rive”.

Sarà con noi il Sommelier e Wine Expert Filippo Bartolotta, che modererà la serata e condurrà la degustazione, il Direttore del nostro Consorzio di Tutela Diego Tomasi e i rappresentanti delle tre cantine di cui assaggeremo i vini.


Cosa comprende il kit di degustazione?

⯑ tre bottiglie di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG tipologia "Rive" da 0,75 l
⯑ una box esclusiva del Consorzio di Tutela, reversibile e riutilizzabile
⯑ stopper per conservare le bottiglie
⯑ le istruzioni e i materiali informativi a corredo del virtual tasting
⯑ l’ultimo numero della rivista Visit Conegliano Valdobbiadene
⯑ il libretto “Conegliano Valdobbiadene: come e perchè il Prosecco è Superiore”
⯑ la mappa della Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg


P.S.: La spedizione è gratuita e valida in tutta Italia.

 
ACQUISTA QUI
 
 
 
SCOPRI DI PIÙ
 

Ci sono domande?
Scrivici a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure rispondi a questa email. Ogni suggerimento è ben accetto.

Spargiamo la voce!
Se trovi interessanti gli aggiornamenti da Conegliano Valdobbiadene e pensi che potrebbero piacere anche a un collega, amico o conoscente, puoi consigliargli di iscriversi alla newsletter, oppure inoltragliela.

CONSORZIO VINO CHIANTI, GENNAIO IN CRESCITA DEL 21 PER CENTO

 

 

Il presidente Busi: “La rivolta dei trattori è un sintomo, urgente abbattere la burocrazia”. Il direttore Bani: "Nel 2023 vendute 3 milioni di bottiglie in più rispetto a 2019"

 

La Firenze, 18 febbraio 2024. "La rivolta dei trattori è un sintomo. È il segnale che il settore sta arrivando al limite della sopportazione. Dal nostro punto di vista, quello che viviamo come un peso è la burocrazia, perché pone dei forti limiti alle imprese. Le istituzioni dovrebbero promuovere la ricerca in agricoltura, invece la burocrazia la rallenta. Abbiamo bisogno di uno Stato che sia veloce e agile come lo sono le imprese, magari di più. Se fosse così, potremmo fare grandi cose”.

A dirlo è stato Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino chianti, parlando al margine del Chianti Lovers & Rosso Morellino, l'anteprima che si sta svolgendo oggi alla Fortezza da Basso.

Sfide e mercati

“La scienza e la ricerca - ha aggiunto Busi - saranno gli strumenti con cui supereremo le difficoltà del settore. Perché si tratta di difficoltà legate ad agenti esterni, come il cambiamento climatico o la minore capacità di spesa delle famiglie. Mentre la qualità della produzione è rimasta di altissimo livello. Partiamo dal cambiamento climatico: la ricerca ci darà l'opportunità di utilizzare materiale vivaistico che possa resistere alla siccità e alle temperature più alte, alle malattie”. 

“Per quel che riguarda il mercato – ha continuato il presidente del Consorzio Vino Chianti - il nostro settore sta subendo i contraccolpi dell’inflazione, dei tassi alti di interesse, del costo delle bollette. Su questo, ovviamente, non possiamo intervenire. Servono politiche che riescano a far tornare il denaro nei portafogli delle famiglie. All'interno del nostro consorzio, poi, stiamo studiando nuove tipologie di Chianti da poter mettere sul mercato. Calpestiamo i nostri marciapiedi da mattina sera, conosciamo il mercato. Non stiamo certo ad aspettare l’accadere degli eventi”.

“Per quel che riguarda i nuovi mercati – ha spiegato Busi - come un po’ tutti i vini italiani oggi siamo poco presenti in Sudamerica, ma in quell’area ci sono le potenzialità per un incredibile sviluppo, perché la denominazione del Chianti è molto apprezzata. Per quanto riguarda l'Asia, la Cina sarà un Paese a cui dobbiamo guardare con grande attenzione, così come al Vietnam, dove l'apprezzamento per il Chianti sta crescendo in maniera esponenziale. Non possiamo trascurare i mercati esteri perché sono importanti quanto quello italiano. È necessario fare maggiori investimenti, maggiore promozione, maggiore pubblicità”.

Ad illustrare le prospettive del Consorzio Vino Chianti per il 2024 è stato invece il direttore Marco Alessandro Bani.

“A gennaio 2024 – ha detto – abbiamo registrato una crescita del 21% di vendite rispetto a gennaio 2023. Siamo partiti col piede giusto, l'importante è mantenere il ritmo e la tendenza”.

“Dopo un 2023 che si è chiuso con un’ulteriore riduzione delle vendite - ha spiegato Bani - il 2024 mostra segni di recupero. Per capire davvero dove andrà il mercato, serviranno ancora alcuni mesi. Dai primi dati, però, abbiamo verificato che c'è un aumento del volume delle vendite del vino di Chianti. E, soprattutto, c’è un aumento dei prezzi medi di vendita del 5-6% e questo è di aiuto alle aziende, che stanno affrontando un periodo non semplice, anche e soprattutto per i contraccolpi sui mercati esteri delle crisi internazionali. Se guardiamo i dati della grande distribuzione, nel 2023 abbiamo venduto 3 milioni di bottiglie in più rispetto a 2019. La grande distribuzione rappresenta uno dei principali canali di sbocco della della nostra denominazione. Per cui guardiamo al futuro con positività”.

 

Paolo Ceccarelli

CONSORZIO ASTI DOCG: IMBOTTIGLIATO 2023 A 90 MLN, IN LINEA CON MEDIA DECENNALE (-0,9%)

 

TIENE EXPORT ASTI SPUMANTE (+5% A OTTOBRE 2023), ANNO COMPLICATO PER MOSCATO D’ASTI. ULTIMA VENDEMMIA A -10,8%

BARBERO (PRESIDENTE): PROVE TECNICHE E LEGISLATIVE PER VERSIONE ROSÈ ASTI SPUMANTE

 

Vendemmia, produzione, export: l’Asti Docg archivia un 2023 complicato per i vini italiani e in chiaroscuro anche per la denominazione piemontese regina delle bollicine aromatiche. Lo rileva il consorzio Asti con un focus sui fondamentali della Docg e i piani futuri, a partire dal progetto in versione rosè del proprio Spumante.

 

IMBOTTIGLIATO 2023

L’Asti Docg saluta il 2023 superando quota 90 milioni di bottiglie prodotte (-11,8% sul 2022), con l’imbottigliato di Asti Spumante che sfiora il tetto di 61 milioni di pezzi mentre il Moscato d’Asti si ferma appena sotto i 30 milioni (29,3). La denominazione piemontese, pur registrando un calo volumico rispetto allo scorso anno, si conferma comunque in equilibrio con valori in linea con la media produttiva degli ultimi dieci anni (2014-2023). In crescita l’Asti Spumante di quasi il 6% rispetto alla media dell’ultimo decennio (57,5 milioni di bottiglie) mentre sconta invece un calo in parte fisiologico il Moscato d’Asti (-12,6%) che paga un eccesso di stock dopo l’exploit del triennio 2020-2022, da record per la tipologia. 

 

EXPORT PRIMI 10 MESI ASTI SPUMANTE

Supera la soglia dei 138 milioni di euro l’export di Asti Spumante nei primi dieci mesi del 2023, in crescita del 5,2% rispetto al pari periodo 2022. La principale area di sbocco – secondo le elaborazioni del Consorzio Asti Docg su base Istat - si conferma l’Europa Orientale che rappresenta, a valore, oltre il 40% del totale delle esportazioni (con Russia e Lettonia che da sole occupano oltre un quarto del mercato complessivo) seguita dall’Europa Occidentale che incide per il 30% e Nord America appena sotto il 15%.  A chiudere il risiko dell’export, l’Asia e l’Australia con un’incidenza di poco superiore al 5% e il Sud America con il 3,3%. 

EXPORT 2023 VS 2019: COSA CAMBIA PER L’ASTI SPUMANTE

Dal pre-Covid (2019) a oggi le esportazioni a valore dell’Asti Spumante nel mondo sono aumentate di oltre il 33% spostandosi sempre più ad Est e nel Vecchio Continente con l’Europa Orientale che nei primi dieci mesi 2023 cresce del 63%, quasi il doppio rispetto alla crescita complessiva sul pari periodo 2019. Tra gli incrementi principali, quelli di Russia e Lettonia (quest’ultimo hub verso Mosca), +43%, e Polonia, +100%. Luce verde anche per l’Europa Occidentale che registra un aumento del 32% grazie soprattutto alle performance rilevanti di Regno Unito (+76%), Belgio (+142%) e Austria (+97%). Exploit del Sud America che segnala una crescita di circa il 44% dove sovraperformano Messico (+54,5%) e Perù (+93%); resta in terreno positivo anche il Nord America (+1,5%) nonostante il calo fatto registrare dagli Stati Uniti (-8%), uno dei mercati consolidati per la denominazione. In contrazione invece l’area asiatica e australiana che cedono più del 14%, con la significativa decrescita di una delle piazze di riferimento come quella giapponese (-16%).

 

VENDEMMIA 2023

Sono oltre 838mila i quintali di uve Moscato bianco raccolti nel 2023, per un potenziale produttivo di 83 milioni di bottiglie. A questi si aggiungono i quasi ottomila quintali destinati alla produzione del Canelli Docg – lo scorso anno alla sua prima raccolta - per un corrispettivo potenziale di 785mila bottiglie da 0,75l. È questo il consuntivo della vendemmia 2023 dell’Asti Docg, secondo le elaborazioni dell’omonimo consorzio di tutela su base SIAN. E se dal punto di vista qualitativo le uve si attestano in ottimo stato fitosanitario, sul fronte quantitativo si registra un calo del 10,8% rispetto al 2022. Una riduzione del raccolto, quella del 2023, dovuta ad un anno complesso dal punto vista meteorologico caratterizzato da periodi di caldo estremo e siccità prolungata alternati a fenomeni avversi come le grandinate di luglio e agosto che hanno colpito, seppur marginalmente, la denominazione piemontese. A questi ha fatto seguito anche un’estate settembrina con sole e caldo sopra la media che ha sì influito in maniera positiva sulla qualità delle uve ma ha contribuito ad un alleggerimento dei frutti sulla pianta.

 

VERSO L’ASTI SPUMANTE ROSÈ

“Il progetto è in itinere, perché deve affrontare un duplice step fondamentale: il primo è di ordine burocratico, con l’approvazione del Comitato vini; il secondo riguarda l’aspetto tecnico-produttivo per cui abbiamo già avviato una sperimentazione”. Lo ha detto il presidente del Consorzio Asti Docg, Lorenzo Barbero, commentando la proposta dell’Ente di aggiungere la versione rosata all’Asti Spumante. “Si tratterebbe – ha aggiunto Barbero – di un prodotto che unisce 2 vitigni entrambi aromatici – un unicum nel suo genere in Italia – grazie al Moscato bianco e al rosso del Brachetto”.

 

 

Sara Faroni

CONSORZIO CHIANTI : “MISSIONE” A STELLE E STRISCE

 

 

Busi (Consorzio Vino Chianti): “Con la fine della vendemmia ripartiamo dagli States, tappa a Chicago e Los Angeles, per promuovere la Denominazione”

 

Il Consorzio Vino Chianti in “missione” negli Stati Uniti con “Chianti Lovers US Tour 2023”, che vedrà toccare le tappe di Chicago il 10 ottobre e Los Angeles il 12 ottobre.
“Con la fine della vendemmia il Chianti riparte dagli States per promuovere ed educare alla sua Denominazione, attraverso due tappe classiche del mercato statunitense: Chicago, in Illinois, e Los Angeles, che con Hollywood ha raccontato tante volte il Chianti  – dichiara Giovanni Busi, presidente del Consorzio vino Chianti -. Nell’ambito del format “Simply Italian US Tour” dell’agenzia International Exhibition Management si terranno due speciali seminari degustazione che riuniranno professionisti ed opinion leader locali”.

“A Chicago, il focus sarà sui Chianti D.o.c.g Riserva, con un assaggio dell’ultima annata disponibile sul mercato, ovvero la 2020 – spiega il presidente Busi -. A Los Angeles, invece, esordirà uno degli ultimi format consortili dedicati al Chianti Superiore D.o.c.g, con l’assaggio di 7 vini dal 2021 al 2016, volta a conoscere meglio tutte le sfumature del vitigno Sangiovese e le pregevoli evoluzioni dei vini Chianti moderni”.

 

 

Ivana Zuliani

2024 © Enocibario P.I. 01074300094    Yandex.Metrica