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Eventi culturali

AL CINEMA CON GUSTO

 

 

 

Giovedì 19 luglio, dalle ore 19 in poi, secondo appuntamento stagionale con degustazioni enogastronomiche e cinema sotto le stelle

 

Al Cinema con Gusto tra i vigneti di Rocca di Montemassi

 

 

“Al Cinema con Gusto”, la rassegna che unisce enogastronomia e cinema sotto le stelle, torna tra i vigneti di Rocca di Montemassi, l’azienda vitivinicola che sorge in località Pian del Bichi, nel comune di Roccastrada a pochi chilometri da Grosseto.

Il format, nato nel 2013 da un’idea dei giornalisti Giovanni Pellicci e Lorenzo Bianciardi, andrà in scena giovedì 19 luglio a partire dalle ore 19, all’interno degli spazi dell’azienda vitivinicola maremmana con la seconda serata del calendario 2018.

La serata prenderà il via con un aperitivo conviviale da consumare al fresco degli ulivi, con degustazione di vini di Rocca di Montemassi e di gustosi assaggi della filiera gastronomica grossetana. A seguire, alle ore 21.15, la proiezione del film “Soul Kitchen” (divertente pellicola del 2009, diretta dal regista Fatih Akın) nell’incantevole giardino dell’azienda, dove sarà allestito un esclusivo “salotto” fatto di barriques, cuscini e poltroncine, rigorosamente sotto le stelle.

Info e prenotazioni

"Al cinema con gusto" è un’idea di Giovanni Pellicci e Lorenzo Bianciardi, promossa e ospitata da Rocca di Montemassi per un ciclo di tre serata nell’estate 2018. Il format prevede la prenotazione obbligatoria, chiamando il numero di telefono 0564-579700 o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Il costo della serata (aperitivo+cinema) è pari a 25 euro. In caso di maltempo la serata si svolgerà ugualmente negli spazi interni della Tenuta.

Prossimi appuntamenti

La rassegna estiva tra i vigneti di Rocca di Montemassi proseguirà in agosto, con il terzo appuntamento in programma martedì 21 agosto con la proiezione del film “Quanto basta”, diretto dal regista maremmano Francesco Falaschi che sarà ospite della serata.

 

 

Giovanni Pellicci

 


 LA “STRIPES MANIA” È IL TREND DELL’ESTATE 2018: LE RIGHE ISPIRANO CELEBRITIES, CHEF E DESIGNER 

Dalle sfilate ai piatti degli chef stellati, dall’arredamento al packaging, fino agli outfit di star e influencer. Sono le righe il must have della bella stagione, un trend consacrato al Pitti Uomo che esplode sui social, contagia tutti i settori ispirando perfino le maglie delle nazionali ai Mondiali. Orizzontali, verticali, diagonali, classiche alla marinara o coloratissime, rendono eleganti e vivaci piatti, abiti e complementi d’arredo.

 

Fate sapere alla zebra a pois che, ormai, non è più la “grande novità” che cantava Mina perché quest’estate a spopolare… sono le righe. Dalle tradizionali bianche e blu alla marinara, passando per quelle coloratissime effetto arcobaleno, arrivando a quelle che vedono alternarsi bianco e fresche nuance pastello: in tutto il mondo è scoppiata la “stripes mania”. Che siano orizzontali, verticali o diagonali, le righe sono sinonimo di eleganza e vivacità e stanno rapidamente conquistano celebrities e influencer. A lanciarle nel mondo dell’abbigliamento fu uno “stilista” insospettabile: Napoleone Bonaparte. L’Imperatore d’Oltralpe, infatti, scelse di far indossare ai navigatori francesi una camicia bianca con ventuno fasce blu, una per ciascuna vittoria lui riportata. 

 

Trasformate in tendenza dalla visionaria Coco Chanel, le righe hanno attraversato i secoli, ma quest’anno più che mai hanno assunto il ruolo di protagoniste nel mondo della moda, del design e del food. Protagoniste indiscusse del 94°Pitti Immagine Uomo, le indossano celebrities e influencer del calibro di George Clooney, Chiara Ferragni e Mariano di Vaio. Nel settore del food, sono state scelte dal “Super Grissin de Milan” Vitavigor per le nuove Fashion Bustine e dallo chef stellato Matías Perdomo per rendere più sofisticata ed elegante la classica, ma intramontabile, cotoletta alla milanese. Le righe hanno ormai conquistato la vetrina delle tendenze, Instagram: sono oltre 7 milioni i post con l’hashtag #stripes e più di 400mila quelli sotto #striped. Un trend inarrestabile che ha contagiato anche Meghan Markle che alla finale di Wimbledon ha indossato proprio una camicia a righe degna della dilagante “stripes mania”.

 

È quanto emerge da uno studio condotto da Espresso Communication su oltre 40 testate internazionali dedicate a lifestyle, attualità e tendenze nei campi della moda, del food ma anche del design e dell’arte per Vitavigor, storico marchio milanese di grissini che ha recentemente scelto di offrire ai suoi clienti un nuovo packaging esclusivo che si contraddistingue proprio per le righe. 

 

Ma perché scegliere le righe? “Per dare un look contemporaneo al prodotto in linea con le tendenze del mondo lifestyle, abbiamo aggiunto un pizzico di glamour e un tocco di eleganza alle bustine dei nostri grissini – afferma Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor – El Super Grissin de Milan oggi è custodito in Fashion Bustine a righe che esalteranno gli occhi e i palati dei ristoratori e delle clienti più esigenti. E abbiamo voluto confermare questa scelta anche per i nuovi Vitastick, i grissini integrali realizzati con Disney dove i celebri personaggi della famiglia di Topolino si accompagnano, appunto, ad un packaging trendy a righe, coniugando la voglia di colore e di divertimento dei più piccoli e le esigenze di stile e tendenze dei più grandi. Ma non è solo una questione di trend: le righe celebrano il legame con Milano, la capitale mondiale della moda, riprendendo le scanalature dell’architettura gotica del Duomo, simbolo della città”.

 

A consacrare le righe è stata la 94° edizione di Pitti Immagine Uomo, la manifestazione dedicata alla moda maschile che ha scelto di accogliere i propri visitatori con un’installazione, P.O.P Pitti Optical Power: un trionfo di righe caleidoscopiche e motivi geometrici che ipnotizzano e sorprendono. Anche tra gli stand la riga non è mancata e, su tutte, è spiccata la collezione di Versace nelle quale il motivo a righe è il fil rouge che lega gli outfit proposti dalla casa di moda. Via libera alle righe anche sugli accessori, che completano gli outfit donando carattere e personalità, come nel caso di Bigi Cravatte Milano, una delle aziende di cravatte di alta qualità più rappresentative a livello nazionale e internazionale. “Protagoniste nella storia della moda e reinterpretate oggi in maniera innovativa e creativa, le righe hanno sempre occupato un posto importante nelle collezioni firmate Bigi rappresentando un must nell’armadio maschile – spiega Paola Bigi, contitolare di Bigi Cravatte Milano - Oltre ai classici motivi e ai modelli a tinta unita, è fondamentale che ogni uomo abbia nel suo guardaroba anche delle cravatte a righe, eleganti e facili da abbinare ad abiti o spezzati. Sono infinite le combinazioni che caratterizzano le proposte rigate della nuova collezione SS 2019 presentata a Pitti Immagine Uomo. In seta, lino e un’insolita lana estiva, le diverse armature danno risalto a svariate combinazioni di barrature diagonali con colori adatti sia a un look formale sia a un aspetto più trendy”.

 

Tra chi si è fatto contagiare dalla passione dirompente per le righe non potevano mancare i due influencer italiani per eccellenza: la neo-mamma Chiara Ferragni e Mariano di Vaio. La prima si è mostrata sui social con un costume intero a righe bianche e rosa, mentre il profilo Instagram del blogger e modello umbro è costellato di outfit a righe, tanto casual quanto elegantissimi. Sono scelte non solo dalle celebrities nostrane, ma anche da quelle mondiali, per essere indossate nella vita di tutti i giorni e anche per le occasioni speciali. Tra i 24 migliori outfit sfoggiati al recente Royal Wedding selezionati dalla rivista Elle UK figurano il vestito a righe sui toni del fucsia, del verde e del giallo di Cressida Bonas, ex dello sposo Harry, e quello di George Clooney che ha puntato su un completo firmato Armani corredato da cravatta e pochette a righe bianche e giallo ocra, in tinta col vestito della moglie Amal. 

 

Le righe si indossano con i tacchi, ma anche con i tacchetti, come dimostra il Mondiale di Russia appena conclusosi. Nella classifica delle maglie più belle stilata da GQ Uk, quattro delle prime sei rivisitano la classica maglia da calcio a righe: da quelle spezzate della Nigeria, la più amata e già sold out, a quelle pixellate dell’Argentina sul terzo gradino del podio, seguite dalla striscia rossa diagonale del Perù al quarto posto e dalle divise tratteggiate del Giappone al sesto. 

 

Il fenomeno non si limita alla moda, ma tocca anche il design: le righe irrompono sui muri per dare un tocco ricercato ad un ambiente e caratterizzano i complementi d’arredo. Ne è un esempio il tappeto a righe bianche e nere che l’influencer Chiara Biasi lascia intravedere in una foto postata recentemente. C’è addirittura chi, pur di averle sulla propria facciata, sfida la legge. È il caso, riportato dal britannico The Guardian, di una donna londinese che ha deciso di far dipingere la propria casa a righe bianche e rosse, suscitando l’ira del vicinato e attirandosi un’ingiunzione del Municipio di Kensington e Chelsea che la obbligava a eliminare le righe entro 28 giorni. La stripes-maniac si è però rivolta ai giudici dell’High Court of London che le hanno permesso di mantenere le righe bianche e rosse. Insomma, God save the stripes!  

 

Arrivano addirittura sulle tavole, tra piatti e tovaglie: permettono di creare una mise en place vivace, estiva e gioiosa che può essere utilizzata per solleticare l’appetito di grandi e piccini. “In cucina le righe sono molto utilizzate, servono come guida per ottenere una geometria che può essere replicata, allo stesso modo, molte volte – afferma lo chef stellato Matías Perdomo – Per me sono fonte di ispirazione e spesso sono il punto di partenza per una nuova ricerca. Nella loro moltiplicazione o nella loro sovrapposizione danno vita ad una consistenza completamente diversa che sorprende il palato”: nel suo ristorante Contraste in zona Navigli, a Milano, lo chef Perdomo infatti ha deciso di sfidare la tradizione reinterpretando la regina della cucina meneghina, la cotoletta, servendola in una versione a righe studiata per esaltare la struttura naturale del filetto di vitello. 

 

Ovviamente, alla stripes mania non poteva sottrarsi l’arte. In questo campo, il padre indiscusso resta il francese Daniel Buren, autore de “Les Deux Plateaux” al Palais-Royal di Parigi, ma sono tanti i pittori che hanno deciso di giocare con questo motivo geometrico. Ne è un esempio l’artista portoghese Carla Sá Fernandes: nelle sue opere centinaia di righe colorate riempiono la tela in un’esplosione di colori divertenti, vibranti e luminosi.

 

 

Matteo Gavioli

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INCONTRI D'ARTE E POESIA A BURANCO

 

FESTIVAL DELLA MENTE

 

XV edizione – Sarzana, 31 agosto - 2 settembre 2018

 

La quindicesima edizionedel Festival della Mente, il primo festival in Europa dedicato alla creatività e alla nascita delle idee, si svolge a Sarzanadal 31 agosto al 2 settembrecon la direzione di Benedetta Marietti. Il festival è promosso dalla Fondazione Carispezia e dalComune di Sarzana (www.festivaldellamente.it).

 

Tre giornate in cui più di 60 ospiti italiani e internazionali propongono incontri, letture, spettacoli, laboratori e momenti di approfondimento culturale, indagando i cambiamenti, le energie e le speranze della società di oggi e rivolgendosi con un linguaggio sempre accessibile al pubblico ampio e intergenerazionale che è la vera anima del festival. 

39 gli incontriper esplorare, attraverso punti di vista molteplici, proposte originali e discipline diverse, il tema del 2018: il concetto di comunità

«Il concetto di “comunità” da una parte ha l’ambizione di riuscire a cogliere quello che è lo Zeitgeist, lo spirito del tempo, dall’altra può essere declinato in modi diversi, riflettendo così la multidisciplinarietà della manifestazione» spiega Benedetta Marietti «Cosa significa nel mondo attuale la parola “comunità”? Se ne sente ancora il bisogno? E si riuscirà a mantenerne intatte le caratteristiche principali: solidarietà, appartenenza, rispetto e libertà? Attraverso la pluralità e l’eterogeneità delle voci di scienziati, umanisti, artisti, e una divulgazione leggera e appassionante, il Festival della Mente cercherà anche quest’anno di trasmettere l’emozione della condivisione del sapere e di fornirci gli strumenti per interpretare la realtà di oggi, sempre più sfuggente e contraddittoria». 

 

Il programma prevede sempre una sezione per bambini e ragazzi, un vero e proprio festival nel festival con 20 eventi e 4 workshop didattici, curato da Francesca Gianfranchie realizzato con il contributo di Crédit Agricole Carispezia.

 

Come ogni anno, linfa del festival saranno i 500 giovani volontari, molti dei quali coinvolti in un progetto di alternanza scuola-lavoro, che con generosa energia contribuiscono a creare quel clima di festa e condivisione che si respira nelle piazze e nelle strade di Sarzana durante il festival.

 

IL PROGRAMMA

Il festival prende il via nel grande tendone di Piazza Matteotti con la lezione inaugurale di Andrea Riccardi, studioso della Chiesa in età moderna e contemporanea. Il fondatore della Comunità di Sant'Egidio apre con una riflessione sul nostro tempo, un tempo del virtuale che vede indebolirsi le reti di prossimità sociali, politiche e religiose e dove il tessuto della società sembra subirne gli effetti: siamo tutti più soli e ciò costituisce un rischio per la sopravvivenza dei più deboli. Mai come oggi è importante interrogarsi su cosa significhi comunità,quando le popolazioni si spostano e nascono inedite convivenze tra persone di storia, etnia e religione diverse.

 

LA COMUNITÀ DELLA LETTERATURA E DELLA LINGUA

Tutti hanno, nel profondo, il desiderio di andare incontro all’ignoto, di esplorare l’inesplorato, di non farsi corrompere dalla parte più sociale dell’esistenza, di spezzare i vincoli che ci legano alla famiglia, alle origini, a una comunità. Ma è realmente possibile? Se lo chiedono lo scrittore e viaggiatore olandese Jan Brokkene il giornalista e psicologo Massimo Cirriche discutono di solitudine e comunità, della possibilità di rimanere sé stessi in un mondo che obbliga alle relazioni, di avventura, viaggio, individualismo e condivisione sociale, in un evento realizzato in collaborazione con l’Ambasciata dei Paesi Bassi.

Tucidide scrisse che il segreto della libertà è il coraggio. Le scrittrici Serena DandiniMichela Murgiaraccontano le storie di alcune donne valorose come l’ambientalista Wangari Maathai, l’artista Vanessa Bell, sorella di Virginia Woolf, e la scrittrice Grazia Deledda, che hanno saputo vivere la loro vita al di fuori dei rigidi schemi delle rispettive comunità di appartenenza, aprendosi alla libertà e alla ricerca dei propri talenti.

La scrittrice iraniana Maryam Madjididialoga con la giornalista e autrice Vanna Vannucciniripercorrendo la sua intensa vicenda personale. Maryam ha solo sei anni quando i suoi genitori, comunisti, sono costretti a fuggire verso la Francia da un Iran sempre più oscurantista. Qui trova ad accoglierla una lingua nuova, che lei dapprima rifiuta, per sceglierla infine come unico approdo possibile, respingendo ogni richiamo alle origini. Al festival racconta come abbia trovato poi la forza di volgersi indietro, recuperando la lingua come unico strumento per impadronirsi della memoria e insieme delle proprie radici.

Cosa ci insegna l’Antigone per affrontare le sfide etiche e politiche del XXI secolo? L’autrice pakistana Kamila Shamsie, vincitrice del prestigioso Women’s Fiction Award 2018, si interroga su identità, fede, famiglia e società ai tempi dell’Isis: quali sacrifici siamo disposti a fare in nome dell’amore? E davanti a cosa ci fermeremmo per aiutare le persone che più amiamo?

Secondo il linguista Giuseppe Antonellie la calligrafa Francesca Biasetton, presidente dell’Associazione Calligrafica italiana, la costruzione di una comunità passa per la conquista di una lingua comune: nella nostra storia, soprattutto una lingua scritta. Nel corso del tempo sono cambiati gli strumenti utilizzati per scrivere e, di conseguenza, la forma delle lettere. E oggi che tutti parliamo e scriviamo in italiano, a essersi persa è proprio l’individualità della grafia. Nell’era digitale, riusciamo ancora a lasciare un’impronta?

Le gesta di Orlando, Rinaldo, Angelica e dei paladini di Francia rivivono in “A singolar tenzone” con le parole del contastorie, attore e regista teatrale Mimmo Cuticchio, attraverso una grande varietà di registri che vanno dall’epico al comico, dal drammatico all’onirico e al sentimentale, in un succedersi vertiginoso di duelli, imboscate, incantesimi, voltafaccia, innamoramenti, battaglie e colpi di scena.

 

LA COMUNITÀ DELLA SCIENZA

Tanti gli scienziati in questa XV edizione del festival. Lo zoologo Carlo Alberto Redi, accademico dei Lincei, dialoga con la biologa Manuela Montisul tema “Comunità e DNA”. Le diseguaglianze e l’esclusione sono in grado di marcare il genoma e di aumentare l’incidenza di gravi malattie, causando uno svantaggio biologico che si trasmette di generazione in generazione e che determina gravi conflitti sociali e alti costi sanitari. L’educazione all’altruismo è invece in grado di assicurare un armonioso sviluppo di una nuova forma di democrazia: una democrazia cognitiva.

Due entità misteriose dominano l’Universo: l’energia oscura, una forza completamente ignota che permea gli spazi interstellari, e la materia, costituita quasi al 90% da materia oscura, mai rilevata da strumenti. Il fisico Cristiano Galbiati, della Princeton University,racconta che sotto il Gran 

 

 

Sasso nascerà DarkSide, uno dei programmi più avanzati al mondo per la ricerca della materia oscura, che coinvolgerà oltre 350 ricercatori provenienti da istituti italiani e internazionali.

La società moderna è una grande rete complessa, per molti aspetti simile alla rete neuronale del nostro cervello. Le connessioni, i link, sono i responsabili della rapida crescita del web e di Internet, della velocità della comunicazione globale, del diffondersi di informazioni, epidemie e crisi finanziarie, spiega l’informatico Dino Pedreschi, pioniere della Data Sciencee dei Big Data, a capo di un centro di ricerca congiunto fra università di Pisa e CNR. I Big Data ci offrono una nuova prospettiva di osservazione per misurare e prevedere l’emergere di disuguaglianze, la diffusione di innovazioni, la polarizzazione delle opinioni, la diversità e l’intelligenza della comunità.

“Storie dalla torre di Babele” è il titolo della conferenza di due brillanti menti matematiche, Gabriele LolliMarco LiCalzi: una conversazione a due voci per raccontare l’esistenza di un popolo che possiede una lingua universale e che accumula conoscenze che restano vere per sempre. Nell’antica Grecia li chiamavano “coloro che sono inclini ad apprendere”, noi li conosciamo come “matematici”.

 

LA COMUNITÀ SOCIALE

I grandi cambiamenti della contemporaneità sono paragonabili a quelli avvenuti durante il Rinascimento, secondo Ian Goldin, fondatore e direttore della Oxford Martin School, il maggior centro mondiale di ricerca sulle sfide del futuro. La crescita a cui si sta assistendo porta con sé nuove forme di rischi sistemici – trasformazione del mondo del lavoro, maggiore ineguaglianza sociale, pandemie, cyber-attacchi, cambiamento climatico – ma è anche densa di opportunità. Quale insegnamento possiamo dunque trarre dal Rinascimento?

La scuola crea la comunità: la scuola superiore laica e pubblica nasce in Italia come progetto generatore di identità nazionale e come strumento di promozione sociale. Il filologo classicoFederico Condelloanalizza le motivazioni per le quali da qualche decennio il nostro sistema di istruzione, che era tra i migliori dell’Occidente, sembra aver tradito questo progetto.

Il regista e drammaturgo Armando Punzo è il fondatore della Compagnia della Fortezza, una compagnia teatrale professionale composta da detenuti. Al festival porta la sua esperienza trentennale nel carcere di Volterra, dove ha scoperto che il teatro non è solo rieducativo, ma crea una nuova comunità, libera, nel luogo di chiusura per eccellenza (sezione approfonditaMente).

Il giornalista francese Bernard Guetta, esperto di politica internazionale, respinge il termine “comunità” a favore di quello di “cittadini”: parlare di “comunità ebraica” o “comunità musulmana”, ad esempio, porta a credere che gli ebrei o i musulmani costituiscano blocchi estranei al resto della varietà nazionale. È falso e pericoloso perché così le minoranze risultano “diverse” agli occhi della maggioranza. I cittadini, invece, sono riconosciuti dallo Stato. 

Il sociologo Stefano Allievi, uno dei massimi esperti di migrazioni e di Islam in Europa, invita a una riflessione critica su tutte le questioni che accompagnano le migrazioni attuali, poiché da decenni l’immigrazione è un fenomeno strutturale e non va quindi affrontato in termini di emergenza ma richiede soluzioni che non sottovalutino il malessere diffuso nell’opinione pubblica. 

La parola “comunità” ci rassicura, evoca un’entità emotivamente ricca. Però, osserva l’antropologo Marco Aime, ogni giorno quella comunità che immaginavamo va lentamente trasformandosi in qualcosa di diverso: il modello urbano-industriale ha scardinato i principi su cui si fondava la comunità classica, il web e le nuove forme di comunicazione hanno inferto un altro colpo alla socialità comunitaria, le nuove tecnologie accelerano costantemente il tempo. Qual è allora il futuro per la comunità? 

 

Perché il tradimento è universalmente proibito, e al contempo universalmente praticato? Perché anche nei matrimoni felici le persone tradiscono? Un matrimonio a prova di tradimento è effettivamente possibile? La psicoterapeuta e scrittrice belga Esther Perel sostiene che i tradimenti possano insegnarci molto sul matrimonio e sulla società. Offrono uno sguardo sulle nostre attitudini personali e culturali, e il modo in cui attualmente approcciamo l’infedeltà è un riflesso dei complessi cambiamenti in corso nelle comunità di tutto il mondo.

Essere responsabili, essere visibili, misurabili e soprattutto competitivi è diventata oggi un'ingiunzione permanente: “sono stimato, quindi sono”. Ma queste valutazioni sono alquanto paradossali, avverte la filosofa e saggistaAngélique del Rey: in nome del merito, creano un clima di deleteria competizione; in nome dell'oggettività schiacciano le differenze, standardizzano, normalizzano. Come salvarsi da una società che valuta tutto e tutti costantemente?

“Dalla comunità alla cittadinanza: gli ebrei d’Europa di fronte alla modernità” è il titolo dell’incontro con la storica Anna Foa, che ripercorre la storia del declino della presenza ebraica in Europa, tracciando le differenze tra la comunità ebraica dell’Europa occidentale e quella dell’Europa orientale.

Cos’era la comunità, secondo Adriano Olivetti? Lo ricordano il nipote Beniamino de’ Liguori Carino, editore e direttore editoriale di Edizioni di Comunità, il saggista e narratore Giuseppe Lupoe lo storico della cultura Alberto Saibene: è quella parte di territorio che si può attraversare a piedi in un giorno, dove attorno a un centro si irradiano partecipazione politica, servizi, cultura, benessere individuale e collettivo. Oggi, dopo la crisi del socialismo e del capitalismo, quel suo modello è tornato attuale. Nel corso dell’incontro sarà proiettato il documentario Città dell’uomodi Andrea De Sica (sezione approfonditaMente).

Quali sono i nuovi miti di oggi? E come rinnovare una fenomenologia della speranza, oltre il rancore e la nostalgia? A dare una risposta è chiamato Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis e curatore dell’annuale Rapporto sulla situazione sociale del Paese, il quale, numeri alla mano, mostra le differenze tra la realtà contemporanea e l’Italia del dopoguerra.

 

LA COMUNITÀ DELLE ARTI

L’architetto Mario Cucinella, curatore del Padiglione Italiano per la Biennale di Venezia 2018, parla di architettura come azione politica e strumento di rilancio dei territori: una buona architettura risponde alle esigenze del territorio e della sua memoria, quindi bisogna indagare, conoscere e dialogare con chi abita e ricorda.

La bottega rinascimentale rappresentava, nell’Italia centrale del XV secolo, un luogo di produzione del sapere scientifico e di formazione del gusto artistico, dove confluivano conoscenze già acquisite e nuove teorie ottiche e matematiche, come racconta l’architetto e restauratoreAntonio Forcellino. La condivisione dei saperi ha prodotto miracoli, come nel caso dell’impresa collettiva della decorazione della Cappella Sistina.

Giulia Alonzo,Marco Belpoliti,Adriana Polveroni eOliviero Ponte di Pinosi confrontano sul tema “Critica 2.0. Comunicare cultura ai tempi del web”. Da esperienze in campi diversi, una riflessione sul ruolo dell’informazione nel campo della cultura e delle arti, a partire dalla necessità intellettuale e politica di stimolare il pensiero critico (sezione approfonditaMente).

Uno dei più straordinari luoghi comunitari di cui il nostro mondo occidentale abbia mai fatto esperienza è il teatro greco. Il festival propone un incontro-spettacolo per ricreare quell’esperienza estetica di discussione, confronto e critica, fondamenta di qualsiasi comunità. Accompagna le parole dello studioso del pensiero antico Matteo Nucciil rebetiko, la musica tradizionale più diffusa in Grecia e suonata da un gruppo di musicisti greci guidati da Davide Livornese.

 

… E ALTRE COMUNITÀ

Un insolito progetto di ricerca è quello condotto dal filosofo Roberto Casati, a capo dell'Institut Jean Nicod dell’Ecole Normale Superieure e dell’Ecole des hautes Etudes en Sciences Sociales di 

Parigi. Da studioso dei processi cognitivi ha indagato, durante una settimana di navigazione su un cutterin condizioni meteo diverse e con persone diverse (tra cui una scrittrice di haiku, un videomaker, una disegnatrice) l’organizzazione di una comunità che si ritrova a condividere gli spazi angusti di un’imbarcazione. Una barca è infatti un microcosmo esigente: ogni azione ha un significato, ogni progetto è sempre il progetto di una comunità (sezioneapprofonditaMente).

Dal mare alla montagna. Due luoghi differenti accomunati dall’avventura, dal rischio, dalla fatica, dalla passione. L’alpinismo, come il navigare, rappresenta la forza dell’uomo che supera se stesso confrontandosi con i propri limiti, fisici e mentali. Dare il meglio di sé è d’obbligo, perché si mette in gioco la propria vita. È quanto insegna l’alpinista Hervé Barmasse, che ha scalato in sole 13 ore in stile alpino la parete sud dello Shisha Pangma, sull’Himalaya. A Sarzana ci racconta un alpinismo dove la natura, se ascoltata e rispettata, diventa accessibile a tutti e amica dell’uomo. 

“La cucina è convivialità” è l’intervento a due voci dello chef stellato Philippe Léveillée del giornalista enogastronomico Marco Bolasco: in cucina si mescolano sapori, ingredienti, storie, identità e origini, ma anche squadre di lavoro sempre più internazionali e multietniche. Inoltre, per definizione, la cucina produce un altro luogo di incontro, quello fra piatto e tavola: qui la comunità prende forma dalla convivialità e permette scambi e condivisioni altrove impossibili.

Non solo la comunità umana è oggetto di indagine al festival: lo scrittore Giuseppe Festa, esperto di educazione ambientale, propone un viaggio alla scoperta della complessa società dei lupi, attraverso aneddoti, video inediti, brevi letture e brani musicali, per conoscere meglio questi affascinanti animali e scoprire se davvero, guardando negli occhi un lupo, guardiamo noi stessi.

Daniele Zovi, scrittore con un’esperienza di quarant’anni nel Corpo Forestale, racconta il bosco come comunità: è infatti il risultato di azioni e reazioni, alleanze e competizioni tra le diverse piante. Queste ultime ci somigliano più di quanto non crediamo, ma abbiamo ancora molto da imparare per rispettarle davvero.

 

LA TRILOGIA

Tornano le seguitissime lezioni di storia di Alessandro Barbero, che quest’anno propone una trilogia sul tema della Prima guerra mondiale. Si parte con un’analisi delle motivazioni che hanno portato l’Italia a schierarsi nel conflitto, con la dichiarazione di guerra all’Austria il 24 maggio 1915; quindi si ripercorre la sconfitta più bruciante, quella di Caporetto, che evoca ancora oggi ricordi umilianti; si termina con le battaglie di Vittorio Veneto e del Piave, di cui ricorre il centenario. Diceva Prezzolini che «Caporetto è stata una vittoria, e Vittorio Veneto una sconfitta per l’Italia, perché ci si fa grandi resistendo a una sventura ed espiando le proprie colpe, e si diventa invece piccoli gonfiandosi con le menzogne e facendo risorgere i cattivi istinti per il fatto di vincere».

 

GLI SPETTACOLI

Due grandi musicisti, un autorevole storico dell’arte e tre opere pittoriche. Questi gli ingredienti di un progetto originale, ideato appositamente per il Festival della Mente, con il violoncellista Mario Brunello, il clarinettista Gabriele MirabassiGuido Beltramini, esperto di architettura rinascimentale italiana, per raccontare con parole e note musicali tre quadri: L’Assunzione della Vergine di Botticini, La resurrezione della carne di Signorelli e un quadro fantasioso della 

collezione dell’Atelier dell’Errore, laboratorio di arti visive rivolto ai bambini della Neuropsichiatria infantile dell’Asl di Reggio Emilia.

Altro esempio di generi che si fondono tra loro è quello offerto dallo scrittore napoletano Diego de Silva, cheha creato, con il sassofonista Stefano Giulianoe il contrabbassista Aldo Vigorito, il “Trio Malinconico”, per unire musica e letteratura in una forma di spettacolo che permetta a entrambe le forme espressive di parlare una lingua comune.

La cantautrice palermitana Olivia Sellerioraccoglie in concerto per il pubblico del festival le canzoni da lei scritte e interpretate per la serie televisiva del Commissario Montalbano, evocando con la sua straordinaria voce atmosfere mediterranee, sonorità dell’Atlantico, polvere d’Africa e folk americano.

Torna al festival il Teatro della Cooperativa, con la produzione “Nome di battaglia Lia”: un racconto degli eroismi anonimi delle donne del quartiere milanese di Niguarda attraverso le parole della partigiana Lia e delle sue compagne di lotta. Una storia di libertà che parla della forza della vita, portata in scena dagli attori Renato SartiMarta MarangoniRossana Mola.

Nella doppia veste di narratrice e cantante, l’attrice Maddalena Crippa, accompagnata da un quartetto strumentale, racconta la storia di amori e corteggiamenti e interpreta le canzoni della Vedova allegra, evocando con leggerezza e divertimento le atmosfere dei cabaret berlinesi e dei cafè chantantparigini.

 

Biglietti: € 3,50 incontri per adulti e bambini (gratuita la lezione inaugurale); € 7,00 approfonditaMente(lezioni-laboratorio della durata di circa 120 minuti); € 8,00 spettacoli.

 

Informazioni e prevendite (dal 13 luglio): www.festivaldellamente.it

 

Facebook: @festivaldellamente – Twitter: @FestdellaMente

Instagram: festival_della_mente – Canale Youtube: Festival della Mente Sarzana

Hashtag ufficiale: #FdM18

 

Cartella stampa e immagini sono scaricabili al link https://bit.ly/2MueDbE

 

Accrediti stampa: è necessario inoltrare una mail di richiesta all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

non oltre lunedì 20 agosto. Condizioni e dettagli nell’area stampa del sito www.festivaldellamente.it

 

Ufficio stampa: Delos – 02.8052151 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

LIBERA POESIA TRA LE MURA E CAPPELLO DI PAGLIA!

Serra Sant’Abbondio e Montappone  protagonisti del Grand Tour delle Marche

 

Il 30 luglio,Libera poesia tra le muraè l’evento che a Serra  Sant’Abbondio (PU) celebra l’ancestrale tradizione della rima libera, improvvisata, contadina e d’osteria!

Quassù, alle pendici del Monte Catria, nel cuore dell’Appennino umbro-marchigiano, contadini, pastori, boscaioli, carbonai e minatori componevano poesie fino a non molti decenni addietro! Quassù si è diffusa la popolare pratica dell’ottava rima appenninica, purtroppo scemata a partire dall’ultimo dopoguerra.

 

Ma c’è una notte, a Serra Sant’Abbondio, nella quale i poeti si danno appuntamento per declamare le proprie composizioni, utilizzando le mura cittadine come palcoscenico naturale. Nel borgo è tutto un fluire di esperienze, con proiezioni dedicate a personaggi che hanno fatto la storia della “rima improvvisata” e performance musicali con la mitica fisarmonica di Castelfidardo. Nell’occasione sarà anche possibile assaggiare le introvabili “Pencianelle”, secondo la tradizionale ricetta gelosamente detenuta dalle donne del paese.

Imperdibile un’escursione lungo “la via dei pastori” con destinazione l’Eremo di Fonte Avellana, maestoso monastero citato da Dante nel XXI canto del Paradiso. Sembra che l’illustre autore della Divina Commedia abbia addirittura soggiornato tra queste possenti mura che racchiudono la farmacia camaldolese, lo scriptorium ed il refettorio che accoglie viandanti e pellegrini. Altrettanto imperdibile è la passeggiata ludica, vera e propria caccia al tesoroalla scoperta della poesia nascosta nel paesaggio, da vivere tra amici e familiari.

 

Il 28 e 29 luglio a Montappone (FM) ci si immerge nelle atmosfere di una vera e propria capitale europea… del copricapo! Il Cappello di Paglia è la festa che celebra le virtù di un oggetto che è tradizione, creatività e glamour. Siamo nell’alta collina del Fermano, nel distretto che sulla paglia, elemento fondamentale della civiltà contadina, ha costruito l’epopea dell’eleganza e della moda, con i copricapo apprezzati da vip e influencer di tutto il mondo.

Da non perdere la visita al “Museo del Cappello” ed all’inconsueta “Mostra del Cappellaio Pazzo”. Per i più curiosi ci sarà la possibilità di cimentarsi nella lavorazione della paglia, con la sapiente assistenza delle pagliarole di Montapponedivenute, nel tempo, vere e proprie star della manualità tradizionale marchigiana.

 

Dress code “cappello” per l’apericena di sabato, con passeggiata nel centro storico e degustazione a Palazzo Riccucci, affacciati al tramonto davanti allo splendido scenario dei Monti Sibillini, indossando rigorosamente un… copricapo! Sfilate, fuochi pirotecnici, musiche popolari e l’opportunità di degustare le specialità della cucina locale, animeranno le magiche atmosfere del borgo.

Sulla piattaforma “tipicitaexperience.it” e sull’app di Tipicità tutte le info per costruire la propria esperienza di viaggio nel Grand Tour delle Marche promosso da Tipicità ed ANCI.

                                                                                                                              

Angelo Serri

INFO: 0734.225237, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.tipicitaexperience.it

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