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Eventi culturali

ARTE A PALAZZO METELINO

Columbus Day 2023

 

Domenica 15 ottobre alle ore 15:00 il Complesso Monumentale della Lanterna celebra l’anniversario dell’arrivo nel Nuovo Mondo con il laboratorio e visita fiabesca “Dall’America… a tavola”. Il faro si illumina con i colori della bandiera di Genova.

In occasione del Columbus Day 2023, la ricorrenza che ricorda il giorno dell'arrivo del navigatore Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo il 12 ottobre 1492, la Lanterna di Genova ha organizzato un programma speciale. In particolare, domenica 15 ottobre alle ore 15:00 al Complesso Monumentale si terrà il laboratorio (nel format della visita fiabesca) “Dall’America… a tavola”: la narrazione di una fiaba inedita, pensata per i bambini ma che saprà affascinare anche gli adulti, per conoscere i monumenti più importanti della città attraverso le “avventure” del faro.

Una filastrocca introdurrà la visita che, lungo la passeggiata che porta alla Lanterna, intratterrà con giochi e curiosità sul simbolo di Genova e sul porto. In occasione dell’anniversario della scoperta del Nuovo Mondo, i bambini saranno invitati a riconoscere alcuni alimenti che sono giunti a noi proprio dalle Americhe e che, in alcuni casi, ancora oggi provengono da lontano. Per esempio, scopriranno l’origine del cacao, che si trasforma nel cioccolato, un cibo del quale quasi nessuno potrebbe fare a meno!

 

Al termine, le famiglie potranno salire sulla prima terrazza panoramica della torre, con la salita a piedi di 172 gradini. Per partecipare all’iniziativa, che è adatta a tutta la famiglia:

• I posti sono limitati e su prenotazione, scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (indicando nome e cognome numero adulti, numero ed età bambini, recapito telefonico)

• In caso di disdetta chiediamo gentilmente di inviare tempestiva comunicazione

• L’appuntamento è alle ore 15:00 presso la scala mobile all’interno del vicino Terminal Traghetti

• Quota di partecipazione: 0-3 anni gratuito; bambini fino ai 6 anni € 12; bambini dai 7 anni e adulti € 15

• Il gruppo sarà limitato (in caso di un numero di richieste superiore alla disponibilità, sarà organizzato un

secondo gruppo alle ore 15.30. Ulteriori indicazioni saranno eventualmente fornite in fase di prenotazione)

In concomitanza con il Columbus Day, giovedì 12 ottobre, la Lanterna avrà anche un'illuminazione dedicata, con i colori bianco e rosso della bandiera di Genova.

 

A FINE MESE APERTURE STRAORDINARIE

 

Al Complesso Monumentale della Lanterna è in vigore l'orario invernale, con apertura il venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso alle 17.30). Sono in programma aperture straordinarie a cavallo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre: dal 26 ottobre al 5 novembre compreso, il Complesso resterà aperto tutti i giorni con gli stessi orari. Inoltre, il calendario sarà arricchito da proposte didattiche inserite nel "Fuori Festival della Scienza", oltre all’appuntamento mensile “Ti porto alla Lanterna”.

 

LE PROSSIME ILLUMINAZIONI DELLA LANTERNA – UNA LUCE PER OGNI OCCASIONE

12 ottobre – Columbus Day – Ricorrenza della scoperta dell’America> BIANCO E ROSSO BANDIERA GENOVESE
13 ottobre – Giornata Nazionale di sensibilizzazione Tumore al Seno Metastatico > colore VIOLA
15 ottobre – Giornata Internazionale delle Donne Rurali > colore ROSA
16 ottobre – Giornata Mondiale del Cibo > colore AZZURRO
17 ottobre – Giornata Internazionale per l’Eradicazione della Povertà > colore AZZURRO
24 ottobre – Giornata delle Nazioni Unite > colore AZZURRO
30 ottobre – Giornata per il Disarmo > colore ROSSO

*MODALITÀ DI ACCESSO

 

Il Complesso Monumentale della Lanterna di Genova è visitabile tenendo conto di tutte le misure di sicurezza definite dalle autorità competenti.

 

Gianluca Dotti

ALBERTO GALLINGANI: METAREALISMO L'ARTE CHE SI FA PARTE

Alberto Gallingani

 

Firenze, 1938

 

Dopo aver compiuto gli studi tecnico-industriali, inizia ad avere le prime esperienze pittoriche in ambito figurativo poi, dai primi anni sessanta entra in contatto con gli artisti dell’Astrazione fiorentina con i quali parteciperà all’esperienza del collettivo il Segno Rosso che riunì la nuova generazione di artisti quali: Avanzini, Benelli, Berti, Bini, Filannino, Mosell, Pecchioli, L. Pini, Rosselli. Questo circolo di ricerca culturale, si muoveva in diretta opposizione al sistema, per creare delle nuove condizioni nelle quali fare arte, però, senza essere influenzati dal mercato dell’arte. Erano gli anni della contestazione, il gruppo, già dalla scelta del nome, non lasciava dubbi sull’orientamento politico dei partecipanti; da ciò si comprende l’importanza che aveva, per i pittori, che operavano nel Segno Rosso, la classe lavoratrice la quale, doveva rivendicare un ruolo attivo nella cultura, da questo nuovo rapporto tra artisti e lavoratori, poteva evolversi solo in una società nuova, di qui nasce la pittura di Nuova Realtà, di cui Galligani fu uno dei principali promotori (citiamo: Alberto Gallingani, Primo Manifesto della pittura di nuova realtà, Galleria Numero, Firenze, febbraio 1969). Negli stessi anni l’artista frequenta anche la Galleria Numero, diretta di Fiamma Vigo, dove tiene nel 1964, la prima esposizione personale. Nel 1965 vince una borsa di studio per giovani artisti, bandita dal Comune di Firenze nel 1969, è nuovamente impegnato in una mostra personale alla Galleria Numero. Gli anni settanta si aprono con la nuova esperienza delle Studio d’Arte Il Moro che Gallingani fonda con i vecchi amici: Avanzini, Pecchioli, Bini, Benelli, Filannino ai quali si uniscono Papasogli e Daniele.

Copertina del catalogo con le opere di Alberto Gallingani

L'esposizione delle opere del Maestro Gallingani si è tenuta alla Galleria Civica d'Arte Contemporanea Viadana (MN) dal 28 maggio al 3 luglio 2023

 

 

L’interessante prefazione scritta da Gabriele Maineri, uno dei due curatori della mostra

 

Se il perno è policentrico, l’utopia prende forma

Dialoghi fra linguaggi

Ogni qualvolta stazioniamo davanti ad un’opera d’arte, si instaura con essa un confronto, perché vogliamo comunicare con lei, entrare nelle pieghe della sua sintassi per decodificarne e forgiarne il messaggio.

Nel caso specifico della proposta di Alberto Gallingani, tale concetto si fa esponenzialmente più vasto, ma ad una condizione: non si staziona, non ci si radica al suolo; ciò che permea il Metarealismo è un’insaziabile alacrità che coinvolge anche lo spettatore, in un incessante cimento rispetto a svariate forme e differenti moduli espressivi. Lo scopo non è attingere al passato inteso come statico pilastro della Storia, ma quale una continua evoluzione “solare”, da sempre indispensabile per l’umanità tutta, ricorrente e perpetua nella sua luminosa ciclicità.

È l’Arte del “compiersi”, non del “compiuto”; l’Arte delle subordinate e delle coordinate, non della sentenza imperativa.

Uno degli elementi più caratterizzati dell’agire artistico di Gallingani accoglie – e innalza ad elemento fondante della sua poetica - ritagli di giornale, sovente leggibili o in verticale o ruotati di 180 gradi, a significare in maniera estremamente efficace ed eloquente l’idea della relatività del “vero a priori”; questo crea, in qualche modo, una connessione fra il Metarealismo e il Sofismo di Protagora, alla stregua di quella che può essere ritenuta la dicotomia più identificativa del “modus cogitandi” dell'artista: il collettivo – ossia la parola “altrui”, che si fa “cosa” nella carta stampata – in contrapposizione all’apporto personale, all’anelito soggettivo, vale a dire al gesto dell’artista in qualità di atto individuale, così deliberato e così impersonato. 

In alcune delle opere, al centro campeggia, per sinestesia, un sonoro “Crack!”: non si tratta di una mera e definitiva rottura (pur da leggere anche come parziale risposta in chiave anti-parmenidea), bensì di uno di quei ciclici momenti nei quali il linguaggio “entra in crisi”; non per obliare certe sue dinamiche, ma – in un senso un po’ estremo – per rafforzarle definendo le sue antitesi, in quel dato momento storico più adatte a trovare un respiro ed un riflesso culturali.

L’artista ingenera frecce, indicazioni, sentieri tracciati, ma non cammini infallibili (vedi opera 24, ad esempio): il numero di percorsi raffigurati non sono imposizioni definitive, ma ipotesi presentate.

Prendendo in esame, ad esempio, il lavoro n.26, Alberto Gallingani dà prova della sua riluttanza nei confronti del “punto”, del contorno: rifugge il definito. La sua enunciazione non si ferma a un “qualcosa”, perché questa sarebbe un’indicazione diretta e forse sufficientemente (ed erroneamente) precisa; “accadrà qualcos’altro”, piuttosto. 

Ed ecco affiorare e brulicare dal dipinto un’inesauribile “fame di dubbio”.

In questo caso si sostanzia, forse più che in qualsiasi altro contesto, la quintessenza di tale filosofia: “qui accadrà qualcosa” è un’affermazione avente tempo e luogo in un determinato momento “presente”, riguardo ad un avvenimento “futuro” che – come ogni realtà fenomenica – entrerà a far parte del “passato”.

Si badi bene: il Metarealismo è la forma di realismo più completa per il raggio visivo e analitico di cui dispone. Mantiene sempre e comunque la presa sul perfettibile; trasla e riproduce i passi e le insenature del quotidiano. 

Il bianco e il nero sono i suoi colori più identificativi e identitari: il nero è il vuoto, o - senza estremizzare a tal punto - la radura e il sibilare dei venti, quando ancora tutto tace; il bianco è il dinamismo del moto metarealista che arriva e sconvolge tutto. Imperversa. Giunge progressivamente al suo culmine dopo aver rilevato una moltitudine di gradazioni e averle sommate per arrivare al “Candido Colore”. Come una ruota che gira a velocità altissima e di cui non è possibile sceverare i singoli raggi.

Inoltre, nel totale rispetto dell'operato, la precisazione di un dettaglio è più che doverosa: calandosi nel “cuore dell’anima” del pensiero metarealista, quelle di Gallingani non sono propriamente opere fisiche, "mortali", da vincolare al concetto di “museo” per antonomasia; non sono corpi fatti e finiti, ma accadimenti, segnali di un divenire dal futuro incerto. Per questa ragione i titoli dei suoi lavori sono dei codici, come dei messaggi che un domani potranno essere decifrati; e l’oggetto, allora, muterà la sua valenza. E anche allora il linguaggio potrà essere fine ed elevato, come semplice e “demotico”. Si tratta di diramazioni situazionali.

Il Metarealismo si nutre di occasioni, di frangenti momentanei che trascendono valutazioni limitative del positivo o del negativo.  Pertanto, al centro del discorso non si erge una tesi, ma si libra in volo un universale ventaglio di possibilità.

Prima ancora che a un’espressione artistica, siamo di fronte ad un pensiero, perché sì: il Metarealismo sarebbe realtà anche senza la declinazione più materiale e palpabile del pezzo d’Arte; è un’entità poliglotta che comunica attraverso numeri primi, ma che – come l’universo matematico – può dare vita a soluzioni senza confine.

Se possibile, l’oggetto scultoreo (vedi, ad es. 15-18-21) si presta ancor più della pittura a questo “universo”: nel suo campo semantico ha verbi e, di conseguenza, azioni che si legano con estrema efficacia alla matrice metarealista, come “plasmare”, “modellare”… oltre – ovviamente – alla presenza di una componente fondamentale: la tridimensionalità. La scultura diviene esempio concreto della capacità del Metarealismo di farsi oggetto palpabile, terreno; per questo sottoposto ad eventuali ingerenze che ne potrebbero alterare il corso della vita. 

La produzione di Gallingani include anche i mitici tondi (lavoro n.28), che danno adito ad un ragionamento molto interessante: la mancanza di angoli data, giust’appunto, dalla circonferenza dell’opera è, in qualche modo, un riflesso della negazione di punti che possono spingere ad indugiare, a scorgere in essi rifugi o, addirittura, traguardi. E il Metarealismo non ha traguardi: nel suo evolversi, è esso stesso il traguardo. È esso stesso la soluzione momentanea, sempre soggetta – però – al giudizio e al cambiamento.

Il seme della Rivoluzione che attraversa i tempi

La grande Arte, indipendentemente dal periodo storico, sa affermarsi al di sopra di ogni tentativo di recinzione, ponendosi in linea con i memorabili avvenimenti del passato ed estendendo un “continuum” che percorre i secoli.

Ebbene, da Giotto a Gallingani, il cammino di congiunzione è piuttosto netto e segnato: il leggendario pittore di Vespignano è stato il primo vero “spazialista”, colui che ha rifondato il concetto di superficie in quanto sede delle “cose concrete”, e non quale schermo di proiezioni ideali. Il Metarealismo è come se partisse da questo originario e imprescindibile prodromo per trascendere nell’assoluto.

Peraltro – aspetto non di secondaria importanza – in Giotto, come nell’ambito metarealista, c’è una marcata vena “politica”, termine da non sovrapporre al senso comune odierno, partitico, ma da leggere nel significato proprio riferibile alla “polis” e alla civiltà: Giotto inscena le Storie nelle piazze; il Metarealismo crea sane e vitali scosse. Siano esse endemiche o universali.

È un moto capillare che indaga le insenature più oscure e abita le strade più appartate e nascoste.

Il suo obiettivo è la risoluzione costante del problema.

Il Metarealismo è arte che si fa parte. Parte della e delle società.

 

Gabriele Maineri

 

BOOK PRIDE 2023

Nessun luogo è lontano

6 - 8 ottobre 2023

Genova, Palazzo Ducale

 

 

 

I numeri della quinta edizione: 2 anteprime, 180 incontri con ospiti internazionali e italiani, il Premio Strega Poesia 2023, 100 marchi editoriali per 500 metri quadrati di libri, 40 appuntamenti di Book Young, nuovi format e percorsi letterari

 

Nel programma di Genova Capitale italiana del Libro 2023, la quinta edizione di Book Pride - la fiera nazionale dell’editoria indipendente italiana, in programma dal 6 all’8 ottobre a Palazzo Ducale - parte con due anteprime.

Mercoledì 20 settembre (ore 19, Giardini Luzzati) la filosofa francese Manon Garcia dialoga con Luisa Stagi, sociologa, su Sottomessa non si nasce, lo si diventa (Nottetempo, 2023) un saggio che affronta la dominazione patriarcale a partire dal concetto di “sottomissione”, tabù filosofico e punto cieco del femminismo. L’incontro è realizzato con il sostegno dell’Institut Français d’Italia. Lunedì 25 settembre (ore 18, Palazzo Ducale) Costica Bradatan, il filosofo statunitense nato in Romania, professore di Studi umanistici alla Texas Tech University e professore onorario di Filosofia all’Università del Queensland in Australia, presenta il suo ultimo lavoro Elogio del fallimento. Quattro lezioni di umiltà (il Saggiatore, 2023), un libro che non mira a insegnare come “fallire meglio”, ma piuttosto a pensare che il fallimento fa parte della natura umana. Con lui il filosofo Simone Regazzoni.

Tra gli altri ospiti internazionali presenti a Palazzo Ducale per Book Pride, Helga Flatland (domenica 8, ore 17.30, Sala Letteratura e Scienza), una delle più importanti scrittrici norvegesi emergenti (definita la Anne Tyler della Norvegia), con il suo ultimo libro Fino alla fine (Fazi Editore). L’incontro è in collaborazione con il Campania Libri Festival. Bernardo Atxaga, pseudonimo di Joseba Irazu Garmendia (domenica 8, ore 11.30, Sala Letteratura e Scienza), considerato il maggiore scrittore basco vivente, autore di Obabakoak (21 Lettere), un classico della letteratura mondiale, in dialogo con Marco Amerighi. Edurne Portela, Con gli occhi chiusi (Voland) in un incontro a due voci con lo spagnolo Josè Ovejero, Fumo (Voland), moderato da Ester Armanino (domenica 8, ore 14.30, Sala Letteratura e Scienza). Il sociologo inglese Keith Kahn-Harris, autore di Negazione. La verità inconfessabile (People) interviene per parlare di vecchi e nuovi negazionismi (domenica 8, ore 18.30, Sala Genova). Rodrigo Elgueta, l’illustratore e disegnatore di fumetti cileno, accompagnato da Andrea Staid, racconta Noi, i Selk’nam (Edicola Edizioni), un viaggio alla scoperta di una popolazione che si credeva estinta e che oggi rivendita la propria (r)esistenza (sabato 7, ore 18.30, Sala Genova).

Tra gli autori italiani, Marco Malvaldi presenta il suo ultimo libro La morra cinese (Sellerio) con protagonisti i vecchietti del BarLume, la fortunata serie tv Sky (sabato 7, ore 15.30, Sala Minor Consiglio). Alice Urciuolo alla sua seconda prova narrativa con La verità che ci riguarda (66thand2nd), dopo il fortunato esordio Adorazione entrato nella dozzina del Premio Strega 2021 (domenica 8, ore 16.30, Sala Liguria). Claudio Morandini con La Conca buia (Nottetempo) in dialogo con Orso Tosco (sabato 7, ore 17.30, Sala Liguria). Giusi Marchetta con Principesse (Add Editore), le eroine del passato, le femministe di oggi (domenica 8, ore 16.30, Sala Spazio Aperto). Ugo Cornia con Le storie di mia zia (Quodlibet) accompagnato da Filippo Ballestra (sabato 7, ore 17.30). Dino Baldi con È pericoloso essere felici. L’invidia degli dèi in Grecia (Quodlibet) in dialogo con Biagio Santorelli (sabato 7, ore 10.30). Gabriella Dal Lago con Estate caldissima (66thand2nd) in dialogo con Vincenzo Latronico (domenica 8, ore 12.30, Sala Liguria). Luisella Mazza, genovese ma residente a Londra, dal 2005 in Google, con il suo romanzo d’esordio Bum Bum Bum (Fazi Editore) che descrive l’esistenza di tanti “fuorisede della vita” (domenica 8, ore 16.30, Sala Storia Patria). Anna Buzzoni, la prima italiana a ricevere la qualifica di insegnante Sensiplan, il metodo scientifico tedesco per la salute ormonale e la contraccezione naturale, con Questo è il ciclo (Mimesis), sabato 7, ore 15.30, Sala Liguria.  

 

Tra i tanti incontri per guardare all’attualità e alle sfide del futuro, quello con Don Luigi Ciotti per parlare di sessant’anni di storia della mafia e dell’antimafia in Liguria, raccontata nel volume Punto e a capo. Storia ed evoluzione di mafia e antimafia in Liguria (Genova University Press), a cura di Marco Antonelli e Stefano Busi, con la prefazione dello stesso Don Ciotti (domenica 8, ore 17.30, Sala Maggior Consiglio). Lorenza Pieri racconta Uno a testa (Liberaria) di Michela Volante. A partire dal libro Antropologia per Intelligenze Artificiali (D Editore), l’autore Filippo Lubrano dialoga con Fabrizio Venerandi e Francesco D’Isa sulla necessità di creare intelligenze artificiali più etiche, inclusive e culturalmente consapevoli (sabato 7, ore 17.30, Sala Genova). Corpi, generi e stereotipi sono affrontati nell’incontro, curato da Effequ ed Edizioni Tlon, Cose da maschi/cose da femmina da Carolina Capria, la scrittrice creatrice dello spazio social L’ha scritto una femmina e la pedagogista Alessia Dulbecco (sabato 7, ore 17.30, Sala Letteratura e Scienza). Progettare le strutture sanitarie. Nuovi paradigmi per pandemie ed emergenze (Genova University Press) è il titolo del libro di Enrico Dassori, Ilmo Lanza e Alessandro Orazzini da cui nasce l’incontro sulle strutture ospedaliere di concezione “tradizionale”, non più funzionali ai nuovi scenari emergenziali. Ne parlano con gli autori Angelo Gratarola, assessore alla Sanità della Regione Liguria, Giovanni Orengo, direttore sanitario del Policlinico San Martino e Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive e Tropicali del Policlinico San Martino; modera Angelo Schenone (domenica 8, ore 12.30, Sala del Minor Consiglio). Di calcio e de Il miracolo di Castel di Sangro (Red Star Press), eletto dalla rivista FourFourTwo come il libro di calcio più bello di tutti i tempi, ne parlano Stefano Tettamanti e Roberto Gagliardi per raccontare la storia della squadra di calcio partita da un paesino abruzzese e arrivata in serie B (domenica 8, ore 11.30, Sala Liguria). IL PREMIO STREGA POESIA

Book Pride Genova ospita il primo incontro pubblico con il vincitore della prima edizione del Premio Strega Poesia 2023 che verrà annunciato il 5 ottobre. Nella cinquina finalista: Silvia Bre, Le campane (Einaudi); Umberto Fiori, Autoritratto automatico (Garzanti); Vivian Lamarque, L’amore da vecchia (Mondadori); Stefano Simoncelli, Sotto falso nome (Pequod); Christian Sinicco, Ballate di Lagosta (Donzelli).      

 

MEMORIE LETTERARIE

Il ciclo dedicato agli scrittori e alle scrittrici che hanno lasciato una traccia indelebile nel patrimonio letterario italiano e internazionale: Italo Calvino, Ada d’Adamo, Carla Lonzi, Letizia Battaglia.

Nel centenario della nascita di Italo Calvino, Book Pride dedica un incontro allo scrittore di Sanremo ripercorrendo i luoghi della sua Liguria e anticipando la mostra Calvino Cantafavole in programma a Palazzo Ducale dalla metà di ottobre. Intervengono Marino Magliani, autore di Il bambino e le isole (un sogno di Calvino) (66thand2nd) e Peninsulario (Exorma Edizioni) con Laura Guglielmi, giornalista, autrice della guida che racconta i luoghi calviniani Italo Calvino e Sanremo. Alla ricerca di una città scomparsa (Il Canneto Editore), sabato 7, ore 18.30, Sala Luzzati. Per celebrare l’uscita di Sputiamo su Hegel (La Tartaruga) - testo fondamentale del femminismo italiano dell’attivista Carla Lonzi, tra le fondatrici delle edizioni di Rivolta Femminile nei primi anni Settanta - Claudia Durastanti, curatrice della casa editrice, ripercorre la vita e l’opera della critica d’arte in occasione della ripubblicazione di tutti gli scritti, fuori commercio e non disponibili da anni (venerdì 6, ore 18.30, Sala Camino). Ad Ada d’Adamo, la scrittrice da poco scomparsa, vincitrice del Premio Strega con Come d’aria (Elliot), vero e proprio caso editoriale dell’anno, è dedicato un incontro organizzato in collaborazione con il Premio Strega e la Fondazione Bellonci. Interviene Loretta Santini, direttrice editoriale di Elliot in dialogo con Laura Pezzino e con letture di Susanna Gozzetti (domenica 8, ore 16.30, Sala Minor Consiglio). Per ricordare Letizia Battaglia è in programma un incontro, moderato da Pasquale Napolitano, sul tema della testimonianza nell’opera della fotografa siciliana con Marco Marino, curatore del volume La mia Battaglia (Il Saggiatore) di Franco Maresco, a cui segue proiezione integrale del documentario dal titolo omonimo diretto dallo stesso Maresco (domenica 8, ore 12.30, Sala Camino). NESSUN LUOGO È LONTANO

I numerosi incontri sulle questioni aperte del presente, in dialogo costante con passato e futuro, attraversano Cime, Incroci e Boe – i tre percorsi attraverso cui è stato declinato il tema Nessun luogo è lontano - in uno scenario continuamente interconnesso, ispirato alla conformazione di Genova.

A Mario Mieli, il più grande intellettuale queer italiano, a 40 anni dalla morte, è dedicato un incontro su come se la cava oggi il desiderio, tra ruoli, identità, diritti con Irene Serini, Luisa Stagi e Francesco Pivetta (domenica 8, ore 15.30, Sala Luzzati). Ai talenti visionari di Renzo Picasso e Alberto Ponis si ispira il viaggio nei “sogni della ragione” dei due innovatori del Novecento che hanno guardato al futuro con le loro idee di case, strade e città, con Luigi Berio ed Emanuele Piccardo (sabato 7, ore 15.30, Sala Luzzati). A Marise Ferro, attenta osservatrice delle dinamiche femminili del Novecento, ingiustamente dimenticata, è dedicato un incontro sull’educazione sentimentale con Francesca Sensini ed Emilia Marasco (domenica 8, ore 11.30, Sala Luzzati). Alle voci dal carcere è riservato un appuntamento per capire come possono le parole – scritte, agite o ascoltate – favorire una relazione tra chi sta dentro e chi sta fuori, con Federica Manzitti, Mirella Cannata e Sandro Baldacci del Teatro Necessario, Tullia Ardito, direttore della Casa Circondariale Genova Marassi (venerdì 6, ore 18.30, Sala Luzzati). Anche le biblioteche sono al centro del dibattito e in particolare si mette a confronto la tradizione con il futuro, la Berio con l’esperienza dei duecento anni che compie quest’anno. Valentina Sonzini tiene le redini del dialogo, con la partecipazione della Beic nella sua progettazione futura grazie al contributo di Lucia Sardo e Paolo Carpi (venerdì 6, ore 17.30, Sala Camino). Al Mediterraneo, specchio di civiltà, scambi, storie, vite, passaggi, ma anche di migrazioni, speranze, conflitti e naufragi ineludibili, si guarda con gli occhi di tre festival: Itinerari Paralleli, Suq Festival, Mediterranea (venerdì 6, ore 16.30, Sala Liguria). Al cinema come arte e luogo per incontrarsi, trasformarsi, scoprire, è dedicato l’incontro con Flight, il Festival internazionale di cinema d’autore diffuso, audace e indipendente, e Nuova Cinematografica Gioiello, un vecchio cinema osè trasformato in circolo culturale (domenica 8, ore 14.30, Sala Genova). Sulla città che cambia, sui tanti volti delle migrazioni contemporanee e sulle convivenze possibili si confrontano lo scrittore Ilja Pfeiffer e il giornalista di Repubblica Matteo Macor (sabato 7, ore 18.30, Sala Camino). La Biblioteca Vivente, che promuove il dialogo, riduce i pregiudizi e rompe gli stereotipi, viene raccontata da Federica Vinelli, Sergio Maifredi, Luca Raffini (venerdì 6, ore 17.30, Sala Liguria). Al mare, un immenso bene comune, guardano due progetti e tecnologie per monitorare e limitare gli effetti del cambiamento climatico: un programma internazionale di ricerca idro-oceanografica e una nuova tecnologia per contrastare il riscaldamento globale e l’acidificazione del mare (sabato 7, ore 14.30, Sala Camino). Intorno al viaggio e alla sua sostenibilità, ruota l’incontro Viaggiare fa male? con Eleonora Sacco, la travel writer e podcaster che ha visitato 58 paesi, Emanuele Crovetto, Edoardo Testa (sabato 7, ore 15.30, Sala Camino). Un curatore editoriale, un editore e un’autrice in Parole minate parlano della loro esperienza in campo librario e dei percorsi necessari per riscrivere il canone letterario perseguendo un modello ampio e oggettivo, con Francesca Sensini, Francesco Quatraro, Alessandro Ferraro (sabato 7, ore 15.30, Sala Storia Patria). La letteratura è luogo di confronto, crescita, condivisione e lo si scopre attraverso gli Accoppiamenti Giudiziosi: dall’amicizia di Eugenio Montale e Italo Svevo, le connessioni tra Giorgio Caproni e Antonio Tabucchi, agli abbinamenti più aggiornati fra gli autori presenti a Book Pride, con Alessandro Ferraro e Ilaria Crotti (venerdì 6, ore 18.30, Sala Letteratura e Scienza). Quest’anno l’appuntamento è dedicato a Beppe Fenoglio e Luca Rastello.  

 

CANTIERE ESORDI

Approda per la prima volta a Genova uno dei format di Book Pride: Cantiere Esordi, dedicato alle opere prime, fucina di scoperta di nuove voci. Al panel intervengono Maurizio Amendola, Il laureando (66thand2nd), Alice Sivo, Mangime in compresse per pesci tropicali (Racconti Edizioni), Luisella Mazza, Bum Bum Bum (Fazi Editore); coordina Ester Armanino (sabato 7, ore 12.30, Sala Camino).

 

LE RIVISTE

Le riviste sono tornate e Book Pride le racconta con cinque appuntamenti speciali. Un panel riunisce alcune delle realtà più interessanti uscite in questi anni con il nome di Jacobin, Arab Pop, Osservatorio Artico, La Revue Dessinée, L’Indiscreto ed Emersioni, il nuovo progetto di Che Fare? (sabato 7, ore 16.30, Sala Camino). The Passenger (Iperborea), la rivista per esploratori del mondo presenta il numero dedicato al Mediterraneo con l’editor Marco Agosta e lo scrittore e antropologo Andrea Staid (sabato 7, ore 16.30, Sala Liguria). L’Integrale si racconta e presenta il suo settimo numero Metamorfosi, che raccoglie storie di rovesciamenti e trasformazioni intorno alle cose della tavola, con Diletta Sereni, Vincenzo Latronico e Francesco Guglielmi (domenica 8, ore 17.30, Sala Camino). La Revue Dessinée, rivista indipendente di giornalismo a fumetti, presenta la sesta uscita con Andrea Ferraris e Carlo Canepa (domenica 8, ore 15.30, Sala Camino). La rivista digitale Snaporaz, nata a Genova nel 2022 e rapidamente divenuta una delle realtà più innovative della creazione letteraria in Italia, presenta al pubblico della sua città un trittico di letture d’inediti d’autore, con Orso Tosco, Fausto Paravidino e Fabrizio Patriarca (sabato 7, ore 16.30, Sala Minor Consiglio).

 

FIGHT (BOOK) CLUB

I bookclub sono diventati oltre che uno strumento per commentare i libri, anche uno strumento di aggregazione sociale. A Book Pride (domenica 8, ore 10.30, Sala Liguria), quattro Bookclub - Gruppo Letture Meravigliose, MaddaLibri, Lettori Accaniti, BookMorning – condotti da Filippo Balestra, si sfidano a colpi di lettura davanti al pubblico in sala che decreterà il vincitore che sarà invitato al prossimo Fight (Book) Club a Milano nel marzo 2024.

 

BOOK YOUNG

Book Young è la sezione di Book Pride che mette al centro i bambini e i ragazzi con l’obiettivo di rendere i giovani lettori protagonisti e non solo spettatori. Con più di 20 appuntamenti per le famiglie e oltre 20 incontri per gli studenti, quest’anno Book Young si rinnova e si amplia coinvolgendo anche le scuole, dalla primaria alla secondaria di secondo grado.

Per la prima volta, infatti, nella mattinata di venerdì 6 ottobre, Book Pride Genova organizza oltre 20 incontri gratuiti riservati agli studenti per parlare di libri, storie, diritti, ma anche per sperimentare con la scienza, la storia, il disegno e conoscere i mestieri del libro e della scrittura attraverso workshop di storytelling e masterclass sulla scrittura autobiografica. Nello spazio Kids and the City, per le famiglie, dal 6 all’8 ottobre, sono invece in programma laboratori di propedeutica musicale, illustrazione, costruzione di storie, letture animate e con teatrino kamishibai e un’attività sulle fake news con il vincitore del Premio Andersen Angelo Mozzillo. Altra novità di quest’anno è la nascita di un ciclo di appuntamenti per docenti ed educatori, nel pomeriggio di venerdì 6 ottobre, con un focus specifico sugli albi illustrati. Book Young è realizzato in collaborazione con la rivista Andersen e l’econegozio La Formica che cura anche la libreria dedicata ai libri per bambini e ragazzi.

 

BOOK ACADEMY

I mestieri del libro e della scrittura si sperimentano con la Book Academy e il ciclo di appuntamenti per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado. La Scuola Mohole organizza un workshop di storytelling, per imparare i trucchi per scrivere una storia. Editrice Bibliografica un incontro sul mestiere del Game Designer e di tutte le figure professionali legate ai videogiochi e uno sullo scrivere di scienza. La Scuola Holden una masterclass con Giulia Muscatelli sulla scrittura autobiografica.

 GLI INCONTRI OFF

Anche per questa quinta edizione di Book Pride, la città di Genova e le sue numerose e vivaci realtà collaborano alla realizzazione di eventi sparsi per gli amanti dei libri. Dalla passeggiata Di Berio in Berio che celebra le sedi della biblioteca civica cittadina nei suoi 200 anni di storia (venerdì 6, ore 15.45, con ritrovo e partenza dalla sede della Biblioteca Berio), alla camminata tra le erbe spontanee nate nei vicoli più reconditi della città, a cura di Tuss Edizioni, Mario e Mariasole Calbi (prevista per le 17.30 di sabato 7, con ritrovo in piazza Matteotti). Da Palazzo Ducale si muove infine la walking lecture guidata dallo storico Gian Luca Porcile, alla scoperta del rinnovato Museo d’Arte Orientale E. Chiossone, esempio di architettura razionalista nel parco ottocentesco di Villetta Di Negro in pieno centro cittadino (sabato 7, ore 11.30, ritrovo a Palazzo Ducale). La piccola birreria Kowalski (Salita Pollaiuoli 22) propone letture da Il caso Deruga (L’Orma Editore) di Ricarda Huch con Bruno Morchio (sabato 7, ore 21). Il Circolo San Bernardo (via delle Grazie 40r) ospita Il Potere (Zona 42) con Alessandro Vietti (venerdì 6, ore 21) e L’assurda evidenza (Tlon Edizioni) con Francesco D’Isa (sabato 7, ore 20). Al Teatro Tiqu in piazza Cambiaso, con la collaborazione di Laboratorio Probabile Bellamy è in programma lo storytelling di Marco Pastonesi (venerdì 6, ore 21) sull’imbattuto campione di boxe italo-americano Rocky Marciano da Rocky Marciano Blues. Una storia in quindici round e dodici battute (66thand2nd). A Palazzo Bronzo (Salita Mascherona 18/r) realtà attiva del centro storico attenta alle tematiche urbane e performative, Ortiche Festival in collaborazione con Nottetempo Edizioni presenta l’ultimo saggio di Barbara Bernardini Dall’orto al mondo. Piccolo manuale di resistenza ecologica (Nottetempo) con l’autrice (sabato 7, ore 20). L’ibrìdo (piazza dei Truogoli di S. Brigida 29), la biblio-caffetteria presenta l’incontro con Mara Biagiotti e Roberta Granelli, traduttrici e curatrici de La guerra contro le donne (Tamu) di Rita Laura Segato, antropologa femminista argentina (domenica 8, ore 19.30).  

 

GLI ARCHIVI DI GENOVA

Dalla nuova collaborazione con Archivissima, il festival torinese dedicato agli archivi, nasce l’incontro Genova ch’è tutto dire, sospiro da non finire che mette insieme tre archivi, tre ambiti, tre prospettive originali da cui guardare la città, alla luce delle storie custodite dai patrimoni storici, con DocSAI – Centro di Documentazione per la storia, l’arte e l’immagine di Genova, Archivio dei movimenti, Archivio del Porto di Genova (domenica 8, ore 15.30, Sala Ducale Spazio Aperto).

 

Book Pride è promossa da ADEI, Associazione degli editori indipendenti, e dall’Associazione Book Pride ed è organizzata da Book Services, in collaborazione con Palazzo Ducale e con Genova Capitale italiana del Libro 2023. La manifestazione rappresenta l’editoria indipendente italiana, un patrimonio culturale unico al mondo con quasi il 50% del valore del mercato nazionale del libro.

 

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